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Appunti presi a lezione su Brecht: biografia, poetica + poesia "An die Nachgeboren" + "Schlechte Zeit fur Lyrick"
Tipologia: Appunti
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tedesca del ‘900, ha fama internazionale come Mann e Kafka e ha rivoluzionato il teatro moderno. Scrisse sin da giovane moltissime poesie e fu autore di un interessantissimo diario lirico, opera in versi che attraversa tutta una vita, da giovane fino a poco prima di morire, le “Elegie di Buckov” , un luogo vicino a casa sua in cui passava le estati; è un diario perché è un genere autobiografico. La lirica di Brecht ha sempre al centro l’ io , ma sempre legato a quello che sta avvenendo in quel periodo storico, si concentra appunto sull’ io individuale nel suo rapporto con la storia. Nasce ad Augsburg, quando fa ancora parte dell’impero guglielmino, quando inizia la Prima Guerra Mondiale ha 16 anni ed assiste alla Repubblica di Weimar. Quando diventa famoso si trasferisce a Berlino, negli anni ’20, il centro dell’arte e della cultura, ha un’attrazione enorme per questi giovani; è qui che si trova quando, nel 1933, sale al potere Hitler, e da lì inizia il suo esilio essendo marxista, idea che abbraccia a metà degli anni ’20. È uno degli esponenti maggiori della letteratura d’esilio di lingua tedesca. È uno degli scrittori non graditi al nazismo e le sue poesie verranno bruciate nel rogo dei libri da parte del nazismo. Stranamente, in esilio non va in Russia, terra marxista, ma in Danimarca fino al’39, quando inizia la 2GM, e si sposta prima in Svezia e poi in Finlandia. Da lì si imbarca su una nave per andare negli USA, terra capitalista, in cui troverà le porte chiuse per i suoi drammi e non avrà grossi aiuti a differenza di Mann. Di fronte agli eventi del dopoguerra vive un profondo periodo di confusione, la Germania è divisa in settori e anche Berlino stessa in 4 (Fr., UK, USA e URSS), e poi si suddivide in BRD nell’Ovest e DDR nell’Est. La Germania rappresenta due blocchi ideologici totalmente diversi, raffigura il mondo diviso in due blocchi di pensiero diversi. Molti scrittori si ritrovano senza patria, in una Germania che non riconoscono, la vecchia realtà non esiste più, per cui la maggior parte va a finire con poca convinzione nella parte federale che però è completamente prona al potere americano, che foraggia di soldi per dare avvio alla ricostruzione, alcuni vogliono fuggire. Nel 1948, Brecht decide di andare nella DDR, che aveva cominciato a chiamare gli artisti antifascisti per creare una propria intellettualità, lui compreso, promettendogli un teatro tutto suo, il Berliner Ensemble che poi avrà e in cui rappresenterà le sue opere, e in cui trascorrerà gli ultimi 8 anni della sua vita. Vede la nascita in questa nuova Repubblica in cui inizialmente crede, ma poi cambia velocemente idea, lo delude; nelle sue Elegie è descritto il suo desolamento, e sono gli anni prima del muro, già aveva osservato lo sviluppo dittatoriale fascista. È il classico intellettuale impegnato, che si confronta con la realtà politica-storica ed è per questo che la caduta del nazional-socialismo diventa centrale. Comincia la sua avventura nell’impero guglielmino e termina con la DDR, uno Stato che prima non esisteva, quindi sente la necessità di interrogarsi spesso sulle ideologie ecc. Brecht è un marxista eterodosso ed è per questo che, durante l’esilio, non va nell’Unione Sovietica. Ortodosso estremista, che accoglie tutti gli aspetti di una religione / visione politica; Eterodosso vengono inseriti più elementi all’interno di una fede, c’è più eterogeneità di visioni; non osservando completamente ciò che è previsto da un’ideologia ma intrecciando altre idee formando una fede più originale; è frutto di una rielaborazione personale. Per Brecht è un marxismo un po’ anche messo in discussione, non è certo. È una sorta di interrogazione costante, di analisi e di studio degli eventi e dei sistemi.
Sono due le grandi raccolte della produzione dell’esilio: Hauspostille , 1927 (libro delle devozioni domestiche, termine ironico); Svendborger Gedichte, 1938 (poesie di Svendborger, luogo in Danimarca in cui lui soggiornava durante l’esilio). 1^ è l’espressione di Brecht da giovane, una continuità temporale con gli espressionisti, vocazione antiborghese, ribaltamento della società, sguardo sul subalterno, molti personaggi sono asociali in cui trova una normalità fortissima, più
normale dell’integrato, un’umanità e una carica sovversiva. Attenzione all’individualità, al potenziale sovversivo del singolo. Il suo intento pedagogico è che è possibile educare le masse per arrivare ad una condizione rivoluzionaria. 2^ in questo periodo arriva Hitler che soggioga le masse e inizia una lunga riflessione di Brecht sul nazifascismo, che si ritroverà molto nelle sue poesie/drammi. I toni sono più baldanzosi e aggressivi negli anni ’20, mentre ora è più sommesso, da confessione, è costretto a riflettere su quella che è stata una grande sconfitta storica; sono importanti perché ci fanno entrare in quella che è la forma mentis dell’esule, essendo Brecht costretto all’esilio, è una riflessione su Hitler e su quello che è l’esilio stesso e sull’esule; perde la carica sovvertiva e acquista i toni sommessi di quella che è una meditazione in solitudine. Ha perso la sua collettività, il proletariato, il suo pubblico, la sua vera casa (teatro), ora l’IO è solitario e non più una comunità. Nell’esilio si dedica di più alla poesia, un genere più solitario, e alla riflessione su un nuovo tipo di teatro, già iniziata nel ’20. Tono più consapevole, maturo e freddo. Nelle sue poesie, però, non c’è mai un cedere alla disperazione, Brecht vede sempre il positivo di ogni situazione, per cui la solitudine dell’esilio non è solo isolamento ma anche una sorta di esercizio di pazienza, tenacia, studio, analisi, riflessione. Gli anni ’30 sono gli anni in cui cadono le certezze collettive e l’IO è visto come una condizione da cui ripartire. A differenza di Mann, Brecht vuole una rivoluzione per far cadere la Repubblica ma per avere uno stato marxista; nel ’33 il comunismo era molto forte essendo partito estremista, mentre i deboli erano i partiti moderati, quindi a vantaggio degli estremisti. L’avvento del partito nazista è la sconfitta di un ideale. In La resistibile ascesa di Arturo Ui viene raccontata la salita di Hitler al potere in maniera mascherata. Poesie paradigmatiche per capire il ruolo del letterato e poeta in esilio, a causa del brusco cambio politico in Germania.
È una riflessione che Brecht fa su sé stesso ed in collegamento con la situazione storica, è suddivisa in 3 parti e ogni parte è riferita ad un periodo preciso. Sono diverse anche da un punto di vista formale, sono come 3 poesie diverse, l’unica cosa che le unisce è che al centro c’è sempre l’ io , che si manifesta subito nel 1° verso. Sono presenti differenze anche dal punto di vista della struttura. 1^ tempi bui, dittatura nazista ed esilio personale, la fuga per motivi politici dalla Germania; tutta una riflessione su questa condizione. Il tempo è il PRESENTE, dedicata alla situazione presente. 2^ brusco stacco. Il tempo è PASSATO, definito subito nel 1° verso; epoca del disordine e del caos quando regnava la fame, specificazione temporale, gli anni della Repubblica di Weimar, vacillante, all’insegna delle lotte politiche, della vita metropolitana. 3^ è un monito ai posteri. Struttura appellativa, si rivolge al lettore che lui immagina essere FUTURO e non contemporanei, come dice il titolo, alle generazioni future che sopravvivranno a questo periodo, a questa catastrofe; riprende le immagini dei tempi bui che stanno attraversano e immagina anche una visione del futuro. L’appello è segnato anche qui già nel 1° verso. I commentatori hanno visto una sorta di trittico dialettico: la prima parte presenta la tesi dei tempi bui del nazismo, la seconda è l’antitesi, ovvero le lotte politiche che non hanno dato nessun frutto e la terza è la sintesi, la soluzione che viene lasciata per il futuro, non vale per il presente. Nelle prime due parti prevale il lamentarsi per l’epoca che si sta vivendo, quindi il tono assomiglia quasi ad un’elegia, un canto funebre; nella terza prevale uno sguardo ottimista: arriverà un’epoca in cui regnerà la solidarietà tra gli uomini, è positivo per il futuro. Capiamo quindi perché il lessico e il linguaggio è come una parabola, mentre nell’ultima annuncia una sorta di profezia.
2^ è più strutturata ed obbedisce ad un ritmo più stringente. Presenta un elemento che si ripete, un refrain, che ritorna in ogni strofa, questi ultimi 2 versi si ripetono sempre, dal tono quasi cantilenante, una sorta di ritornello, creano come un parallelismo tra una strofa e l’altra: “so verging meine Zeit, die auf Erden mir gegeben war”. Ci sono 4 strofe di 6 versi per ciascuna, perciò ha una struttura più coesa, omogenea. I verbi sono al passato remoto, è dedicato al passato, il tono è come se raccontasse una storia, una saga / leggenda, avvenuta in un passato remoto. Lo scenario storico è talmente cambiato, un salto temporale abissale, sono accaduti una miriade di eventi, che usa come un linguaggio quasi mitico. Brecht descrive in questa parte gli anni precedenti alla dittatura, sotto la Repubblica di Weimar. Immagine forte e figurata che sembra segnare con una netta cesura quello che è avvenuto prima rispetto a quello che c’è ora, la morte: il poeta sembra morto e rinato in un’altra condizione tanto radicale è il cambiamento avvenuto. Travaglio di una vita trascorsa tra lotte e sconfitte; è una sorta di autobiografia scritta con un linguaggio figurato: Brecht si trasferì a Berlino, capitale della Repubblica di Weimar, segnata appunto da molteplici lotte politiche, la gente fa la fame. Incapacità di ingranare dal punto di vista economico. Riflette anche su una condizione di promiscuità legata alla sua adolescenza. Il poeta rivoluzionario si fotografa in questo atteggiamento di lotta contro il sistema, contro i potenti e in un tempo in cui era ancora possibile esporsi, era possibile un pensiero critico, anche se non era facile raggiungere, non era visibile pienamente un futuro, non era portata di mano la possibilità remota di una soluzione. Evidenzia un desiderio rivoluzionario, sovvertimento del sistema, antiborghese e la difficoltà della lotta verso un ideale dipinto quasi come utopico. Questa vita sembra vissuta per rincorrere un ideale non semplice, poco a portata di mano, ma combattuto sebbene le forze siano misere, dove questa forza di rivoluzione giovanile è data dal fatto di non essere solo, collettività. Sono anche gli anni in cui abbraccia la fede marxista, in cui si educa la collettività.
3^ compare il ihr e il titolo ci dice che si sta rivolgendo ai posteri, cambia il soggetto e il lessico; il tono si fa quasi didattico, si rivolge ad una generazione futura che arriverà dopo questa sorta di diluvio universale che si è abbattuto sull’umanità ( Flut ). Chiede di pensare a loro che sono stati travolti da questa situazione, una situazione che loro hanno scampato. Nella 2^ strofa c’è una contrapposizione tra la generazione futura e quella presente, ritorna a parlare della sua condizione di esule, definendo con altre immagini questo stato di precarietà assoluta, più spesso cambiando paese che scarpe. Brecht ha in mente il tentativo di sovvertimento sociale da parte del proletariato che sogna come gli altri intellettuali marxisti (“ guerre di classe ”). Ora c’è solo ingiustizia, disperazione e nessuna rivolta, il nazismo non lo permette. Non è solo il nemico, colui che è ingiusto ad avere il viso stravolto dalla bassezza o la voce roca per l’ingiustizia , l’ira e la rabbia, ma è un’intera generazione. Ritorna l’appello ai posteri, “Gedenken” ha un significato molto più forte del semplice “denken” perché ha la stessa radice di “Gedächtnis” che significa memoria, quindi il verbo significa “pensare” nell’accettazione di indulgenza, commemorare, non dimenticare. Vuole spiegare il perché quella generazione non ha potuto vivere quegli ideali di solidarietà e fratellanza che lui sogna per le generazioni future. Si potrebbe dire, però, che abbiamo un duplice appello: quello ai posteri e quello agli altri esuli, affinché non si estranino, non abbandonino la lotta, non si rifugino da una falsa realtà del mondo, non fuggano all’autorità politica; che urlino e si ribellino nonostante l’urlo rendi roca la voce. Tono che pesca tra esperienze personali ma anche la volontà di creare un ruolo. Ci sono molte poesie che hanno un tono di lamento di quei tempi.
Conoscendo la costante militanza di Brecht, l’appello ai posteri passa quasi in secondo piano per infondere coraggio alla propria generazione e fomentare in essa il desiderio di lottare, rendendoli consapevoli, per avere una prospettiva di vita migliore.
La poesia è composta da versi liberi e sciolti. Non obbedisce ad un metro preciso. L’unica regolarità sono due strofe, una di 3 versi e l’altra di 3 versi e mezzo, una costruzione strofica che cerca di creare un distico e ciò corrisponde ad un motivo ben preciso; esprime delle affermazioni, una conoscenza che si affaccia alla coscienza del poeta, affermazione forte che viene enfatizzata dalla forma isolata dei versi isolati dal resto. Argomentazione spiegata e approfondita nella strofa di 5 versi, più articolata. È semplicemente dettata dal flusso di pensieri e immagini. Sono presenti immagini già presenti nella lirica precedente. Prima e seconda strofa in contrasto. La figura dell’albero storpio, per il terreno cattivo, al quarto verso crea un contrasto con la persona raffigurata nei primi versi che è felice, innamorata, mentre l’albero appare storpio perché il terreno è cattivo. L’albero è metafora di un individuo qualsiasi e non è storpio per colpa sua ma per l’ambiente. Infatti, per Brecht, l’ambiente in cui l’uomo lo forgia, lo condiziona. Questa idea è al centro del pensiero marxista di Brecht. È un linguaggio semplice ma pieno di “Wendungen” , ovvero deviazioni. La gente che passa dà all’albero dello storpio e questo ci fa pensare che sia superficiale, dal momento che non osserva il terreno; ma dopo Brecht dice che è diritto della gente di essere serena e felice e di vedere l’albero crescere in un buon terreno. È un richiamo a qualcosa che sta venendo a mancare in questo periodo storico cioè il rispetto dei diritti umani dell’individuo. Terreno cattivo = condizione socio-politica, storica. Quindi l’uomo cresce male. Tuttavia l’indignazione della gente richiama l’idea che l’individuo ha il diritto ad avere della bellezza e ha il diritto ad avere un ambiente in cui prosperare; si intende in senso materiale, metafora concreta, diritto materiale dell’individuo di avere un ambiente sano in cui crescere, del cibo, ma anche in senso più lato, favorire una crescita più sana, avere una formazione che sviluppi tutte le sue potenzialità. In questo periodo storico tutto ciò sta avvenendo. Nelle strofe successive si capisce che è una lirica che si costruisce nei contrasti, ogni strofa è in contrasto l’una con l’altra. Ogni strofa si dipana tra queste immagini contrastanti, registrandole entrambe ed arrivando alla fine ad una presa di posizione, ad un suo posizionamento. Nel primo verso del distico c’è un’immagine precisa, un paesaggio davanti agli occhi del lettore; dal punto di vista biografico è il paesaggio che ha Brecht davanti alla sua casa: le parti verdi, le allegre vele della baia. Un contrasto con non le vedo. Paesaggio colorato che mette allegria, sund/baia, non le vede. Un’affermazione indicativa del fatto che il poeta sta realizzando qualcosa, della sua attività di scrittore. Enjambement vede solo la rete da pesca strappata dei pescatori. Contrasto costruito così, da un lato il paesaggio colorato e da un lato la rete strappata. Licenza poetica perché, per mantenere un erto ritmo del verso, il genitivo va dopo e non prima, qui lo anticipa per creare un ritmo specifico. Rete strappata un elemento che non funziona, non adeguato a ciò che i pescatori devono fare, implica fame e miseria, sofferenza dei lavoratori, i pescatori hanno diritto ad avere delle reti forti e utili, un denunciare un ingiustizia, nominare queste reti è denunciare un duro lavoro che non porta i risultati sperati a causa dell’inadeguatezza delle reti, miseria e ingiustizia. Io potrei parlarvi della bellezza della baia ma non la registro, vedo solo l’ingiustizia, immagine di sé come poeta che acquista delle caratteristiche, è più colpito dall’ingiustizia accanto alla bellezza, che dalla bellezza, la bellezza c’è, ma c’è anche altro ed è ciò che richiama la sua attenzione. Poi il poeta fa una domanda a sé stesso, parte la riflessione: perché parlo solo? Verbi e lessico molto semplice, domina la paratassi, frasi di una semplicità disarmante, io vedo, io parlo ; unico artificio retorico sono le inversioni in queste frasi. Percepisce dell’altro, perché parlo solo del fatto che la contadina procede curva ecc. in questa costruzione si crea una costruzione: ragazze con il seno caldo, un’immagine di