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Tommaso d'Aquino: Vita, Opere e Contesto Storico, Slide di Religione

Una panoramica della vita e delle opere di tommaso d'aquino, uno dei più importanti filosofi e teologi del medioevo. Si analizza il suo percorso di studi, le sue influenze intellettuali, il suo ruolo nella scolastica e il suo contributo alla teologia cristiana. Anche il contesto storico in cui visse e operò tommaso d'aquino, evidenziando le connessioni tra la sua vita e gli eventi del suo tempo.

Tipologia: Slide

2024/2025

Caricato il 08/01/2025

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TOMMASO D'AQUINO
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Scarica Tommaso d'Aquino: Vita, Opere e Contesto Storico e più Slide in PDF di Religione solo su Docsity!

TOMMASO D'AQUINO

La vita

Nato nel 1225 a Roccasecca, piccolo paesino nel

Lazio meridionale, Tommaso d'Aquino divenne

l’esponente più noto della Scolastica e il filosofo

che portò a compimentol’adattamento del

pensiero aristotelico in ottica cristiana. Figlio di

Landolfo conte d’Aquino, Tommaso venne

educato in un primo momento nell’abbazia di

Montecassino e successivamente si trasferì a

Napoli per frequentare l’Università fondata pochi

anni prima da Federico II.

Il viaggio a Parigi Nell'autunno del 1245 Tommaso, al seguito di Giovanni Teutonico, si sarebbe dunque messo in viaggio per Parigi e vi avrebbe trascorso gli anni 1246-1247 e la prima parte del 1248, cioè tre anni scolastici. Qui potrebbe aver studiato le arti del Trivio, tradizionale nella capitale francese, sia in facoltà che in convento. A Parigi ebbe come maestri Alberto Magno e Alessandro di Hales, che erano entrambi aristotelici. Là strinse amicizia con Bonaventura da Bagnoregio col quale mantenne anche una certa polemica intellettuale. In tale università, divenne direttore del collegio di San Giacomo, uno dei due collegi domenicani dell'ateneo. Qui realizzò un commento delle Confutazioni sofistiche di Aristotele, delle Sentenze di Pietro Lombardo, oltre a dedicarsi alla lettura e memorizzazione della Bibbia, elementi che complessivamente erano i riferimenti dell'istruzione dell'epoca. Primaché terminasse gli studi, sorpreso dall'intelligenza di Tommaso, Alberto decise di sottoporgli un quesito che egli difese con tale abilità da smentire le argomentazioni addotte dal suo maestro, che di lui disse: «Ah! Voi lo chiamate il bue muto! Io vi dico, quando questo bue muggirà, i suoi muggiti si udranno da un'estremità all'altra della terra!».

Il ritorno in Italia Tra il 1265 e il 1268 soggiornò a Roma come maestro reggente e qui scrisse l'inizio della Summa Theologiae. Nel febbraio 1265 il neoeletto papa Clemente IV lo convocò a Roma come teologo pontificio. Nello stesso anno gli fu ordinato dal capitolo domenicano di Anagni di insegnare allo studium conventuale del convento romano della basilica di Santa Sabina, fondato alcuni anni prima, nel 1222. Lo studium di Santa Sabina diviene un esperimento per i domenicani, il primo studium provinciale dell'Ordine, una scuola intermedia tra lo studium conventuale e lo studium generale. Prima di allora la provincia romana non offriva una formazione specializzata di alcun tipo, solo semplici scuole conventuali, con i loro corsi di base di teologia per i frati residenti. Il nuovo studium provinciale di Santa Sabina divenne la scuola più avanzata per la provincia. Durante il suo soggiorno romano, Tommaso cominciò a scrivere la Summa Theologiae e compilò numerosi altri scritti su varie questioni economiche, canoniche e morali. Durante questo periodo, ebbe l'opportunità di lavorare con la corte papale (che non era residente a Roma).

San Tommaso e

Fondi

Il complesso conventuale di San Domenico sorge ai confini del castrum romano di cui ingloba le mura. Il convento viene citato spesso nella bibliografia locale in riferimento ai soggiorni che qui ebbe san Tommaso d’Aquino in seguito ai numerosi pellegrinaggi nella città di Fondi per far visita alla sorella, moglie del Conte Ruggiero dell’ Aquila. Quest’onore per quel vecchio ospedale che per circa 10 anni ha ospitato Tommaso.

Il complesso religioso ospitò per lungo tempo San Tommaso d’Aquino, che vi esercitò l’ufficio di lettore. Grande fortuna quella di Fondi che ha visto l'Angelico Dottore camminare tra i suoi vicoli. Quanto onore per le mura di quel "vecchio ospedale" che per circa 10 anni ha ospitato il corpo di Tommaso che dopo varie peripezie, per ordine di Urbano V, nel 1367 fu trasportato a Tolosa di Francia, nella chiesa dei Padri Domenicani, e ciò per porre fine alle gravi contese tra i monaci di Fossanova e i frati Domenicani di Fondi.

Altre figure hanno lasciato il segno nella memoria del convento: Benedetto XIII vi trascorse una notte, durante un suo viaggio verso Benevento nel 1727, ed ancora nel 1729, quando figura che vi ripassò in occasione del III concilio provinciale, che si tenne sempre nella provincia campana. Il complesso conventuale è oggetto da alcuni anni di un significativo intervento di ristrutturazione, che ha tra l’altro consentito di scoprire una chiesa al suo interno – Santa Maria Antiqua, dal 2007 dedicata a San Tommaso e riaperta al culto dopo quasi otto secoli – che conserva al suo interno alcuni affreschi medievali.