







































Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
PATOLOGIE GASTROINTESTINALI, MALNUTRIZIONE E NUTRIZIONE ENTERALE NEL BAMBINO Docente: Angelo CAMPANOZZI anno 2016
Tipologia: Appunti
Offerta a tempo limitato
Caricato il 10/05/2019
4
(3)5 documenti
1 / 47
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!








































In offerta
I lezione
Cosa serve al bambino per potersi nutrire? Denti, problematiche come svezzamento, autonomia… bisogna conoscere tutte le varie tappe fisiologiche per capire se un bambino sta bene e cosa gli serve da un punto di vista nutrizionale, ad es. quando escono i denti, quali sono le varie tappe dello sviluppo… Un bambino che cresce bene sta bene, quindi la prima cosa da controllare sarà la crescita, non quanto il bambino mangia. Fino a quando il bambino cresce bene non c’è da preoccuparsi.
PEDIATRIA GENERALE E SPECIALISTICA
Ormai la specializzazione in pediatria non è più una vera e propria specializzazione, ma è la medicina generale, la cosiddetta “medicina interna” dell’adulto. Cioè non è una specialità d’organo, ma di età (da 0 a 18 anni). Per prassi a 18 anni si considera conclusa l’adolescenza ed inizia l’età adulta.
PEDIATRIA
Branca sui generis della medicina, come la geriatria per l’anziano. Non è una specialità d’organo (verticale), ma orizzontale. Riguarda tutti gli aspetti della salute per un lungo periodo di vita, in un range d’età da 0 a 18 anni.
Medicina del bambino (ovvero quando il bambino è malato).
VS
Scienza del bambino (studi ad hoc per i bambini, come per es. per i farmaci che possono non dare problemi in età adulta, ma darli nei bambini).
Scienza dell’essere in via di sviluppo : conoscenza rischi e bisogni di neonati (0- mese), lattanti (0-1 anno ), bambini e ragazzi e/o adolescenti.
NB: ragazzo e adolescente sono due facce della stessa medaglia, il ragazzo è il bambino che ha cominciato la pubertà (dai 10-11 anni in poi), mentre il termine adolescente implica problematiche psichiche e comportamentali dovute a metamorfosi fisiche e psicologiche e coincide con la pubertà.
Il bambino viene distinto in età prescolare, scolare ed adolescenziale.
Una delle principali problematiche dell’adolescenza è l’obesità, è molto importante sapere come trattare gli adolescenti, che hanno generalmente problemi comportamentali e/o adattativi.
Con il termine età pediatrica ci si riferisce ad un essere in via di sviluppo, caratterizzato da una continua evoluzione di tipo cognitivo, razionale e biologico.
Ad es. il sistema immunitario è meno sviluppato rispetto a quello dell’adulto, per questo i bambini all’asilo tendono ad ammalarsi molto frequentemente poiché cominciano ad avere i primi contatti con i virus e il loro sistema immunitario non è ancora ben sviluppato e funzionale. Quando un bambino si infetta con un virus l’unico modo, aspecifico, per combatterlo è la febbre, poiché la temperatura alta riduce la capacità di replicarsi del virus stesso. Generalmente quanto più i bambini sono piccoli più la febbre è alta perché il sistema immunitario è poco sviluppato ed aspecifico per questo l’unico meccanismo di difesa è la febbre.
Il sistema immunitario dei bambini all’inizio è esclusivamente aspecifico, comincia a diventare specifico quando l’organismo comincia a venire a contatto con possibili agenti esterni (virus, batteri,..) e li riconosce grazie ai linfociti della memoria (immonoglobuline), per questo sono molto importanti le vaccinazioni.
Il bambino evolve anche da un punto di vista biologico, per es. quando il bambino si mette in piedi, intorno al primo anno di vita, non perché prima gli mancassero i muscoli, ma quello che manca è la conduzione nervosa che fino al primo anno di vita non è ancora ben sviluppata ed è proprio la conduzione nervosa che permette ai muscoli di contrarsi e mettersi in piedi. Queste sono funzioni che in genere nell’età geriatrica si riducono (anziani che non riescono a camminare, infezioni più frequenti…), nei bambini si ha un continuo miglioramento, viceversa negli anziani un continuo peggioramento.
CONNOTAZIONI PROFESSIONALI PEDIATRA: DEVE CONSEGNARE ALL’ETA’ ADULTA UN BAMBINO SANO.
Patologie infantili:
Crescita normale
Il 40% del tempo è dedicato al bambino sano (controllo stato di salute, prevenzione malattie, consigli…), si controlla che il bambino sia effettivamente in salute, mediante valutazione dello stato di salute complessivo, crescita e stile di vita.
bambino riesce a nutrirsi nei primi mesi di vita, poi piano piano comincerà a riconoscere la madre o il biberon.
ACCRESCIMENTO
La crescita avviene giorno per giorno e dipende da vari fattori:
L’accrescimento può essere suddiviso in vari periodi in base all’età (vedi figura):
La crescita diminuisce dopo il primo anno di vita fino a 7-8 anni, in età puberale si ha un picco di crescita dovuto agli ormoni sessuali, prima nelle femmine (10/11 cm all’anno) e poi nei maschi (12 cm/anno), per questo in 5° elementare sono generalmente più alte le femmine, mentre in 1° superiore i maschi.
Fino alla pubertà maschi e femmine hanno una crescita uguale, in assenza di ormoni sessuali, in altezza o lunghezza.
NB: fino a 3 anni si parla di lunghezza perché la crescita si misura da stesi in quanto il bambino non riuscirà a stare dritto in piedi.
Con la pubertà si ha un picco di crescita staturale, però crescita staturale e ponderale devono procedere insieme. Nei bambini non si usano i range di BMI standard, perché la statura è in continua evoluzione, il BMI varierà da un mese all’altro perché varierà la statura.
DENTIZIONE
Decidua (6-30 mesi) permanente (6-24 anni)
Incisivi mediali 6-12 mesi Primi molari 6-7 anni Incisivi laterali 8-14 mesi Incisivi 7-9 anni
Per il bambino piccolo si usa il poidometro in cui c’è una tavoletta fissa su cui si poggia la testa e una che scorre da appoggiare sulla pianta dei piedi.
Quando si pesa un bambino bisogna farlo da nudo o al massimo con la mutandina, oltre al peso e alla statura è importante prendere la misura del cranio, fino a quando non si chiuderà la fontanella cranica (circa 3 anni).
CURVE PERCENTILI O CURVE DI CRESCITA
Bisogna sempre rapportare la crescita alla popolazione di riferimento (sesso ed età), per questo si usano i grafici percentili in cui si ha un minimo (5° percentile) ed un massimo (95° percentitile), ad es. se un bambino cresce secondo il 5° percentile su 100 bambini 95 cresceranno più di lui e 5 meno di lui, ma tutti sono bambini normali, ci sarà da preoccuparsi quando un bambino cresce al di sotto del 5° percentile.
Differenti stature e/o peso saranno normali se comprese fra il 5° e il 95° percentile.
Un altro parametro importante è il rapporto peso/statura, espresso sempre in percentili, che permette di capire se il bambino è magro o ha un eccesso ponderale. Al di sopra del 95° percentile avremo un eccesso ponderale, mentre al di sotto del 5° percentile un deficit. Questo è un metodo semplice per valutare il peso dei bambini piccoli, mentre quando crescono si usa il BMI.
Esistono anche le curve percentili delle circonferenze craniche, fino ai 36 mesi.
Es: classe 1° elementare femminile in cui tutte le bambine hanno 6 anni precisi e in buona salute.
Al centro (ovvero la mediana) avremo una popolazione più alta, mentre verso il 5° e il 95° percentile la popolazione diminuirà.
Le curve a campana (o gaussiane) se messe in orizzontale per età formano le curve percentili.
La crescita va monitorata nel tempo (1 volta al mese per i lattanti, 1 volta ogni 6 mesi nei bambini e 1 volta all’anno nell’adolescente).
Un bambino che cresce bene è un bambino che cresce nel suo percentile (eccetto i primi anni di vita fino a 3 anni, dopo i 3 anni dovraà sempre crescere secondo il suo percentile), se un bambino comincia a ridurre la sua crescita, con una riduzione patologica, non fisiologica, pur rimanendo nei range di normalità, bisogna indagare, perché ci potrebbero essere dei problemi, come la celiachia.
La celiachia può manifestarsi inizialmente con una riduzione della crescita.
È importante monitorare la crescita perché indica lo stato di salute del bambino.
CRESCITA OSSEA
La metafisi è cartilagine di accrescimento che influenza la potenziale crescita e scompare in età adulta, non è visibile ai raggi X e si vedrà una sorta di frattura fra epifisi e diafisi.
In base a quanta cartilagine di accrescimento c’è si può valutare l’età ossea che può non coincidere con l’età anagrafica, più cartilagine c’è più ci sarà potenziale
Se un bambino è basso bisogna capire se c’è un ritardo di età ossea e capire se c’è cartillagine di accrescimento e se si può usare l’ormone della crescita (ad es. 16 anni età ossea di 13 anni ci sarà cartilagine di accrescimento), più cartilagine di accrescimento c’è più ci sarà probabilità di crescere.
Bambino basso - crescita inferiore al 5° percentile
Prima si prova a stimolare la ghiandola a produrre ormone della crescita, se non è sufficiente si farà la diagnosi di bassa statura da deficit di ormone della crescita e si somministrerà ormone della crescita (iniezione quotidiana). L’ormone della crescita raramente può portare a proliferazione cellulare, ovvero tumori (linfomi).
Tipi di bassa
Statura
Target genetico (valido solo sulla popolazione non sul singolo)
H= (h madre+ h padre)/2 ±6,5 (maschio o femmina)
Problema: se i genitori sono bassi non posso sapere se da piccoli hanno avuto un deficit di GH pur non sapendolo.
Età ossea = età biologica bassa statura ereditaria
Bisogna sempre valutare la corrispondenza fra età ossea e biologica per capire se si ha un deficit di GH, se l’età ossea è inferiore a quella biologica si potrebbe avere un deficit di GH.
VALUTAZIONE PUBERTA’: CARATTERI SESSUALI II
FEMMINE -mammella B MASCHI - genitali G
-peli pubici PH
Gli ormoni sessuali incidono sulla crescita che ci interessa valutare per capire lo stato di salute.
Stadi puberali:
PH1 peli pubici assenti G genitali dimensioni bambino
puberale pubertà completata B5 mammella da adulta
PH 5 peli pubici da adulta
G 5 genitali dimensione uomo
Ricapitolando:
l’incremento della crescita finisce a 18 anni anche se c’è un ritardo di crescita, qualunque patologia che determina una riduzione della crescita in età puberale (come la celiachia) è da valutare attentamente perché dopo i 18 anni non sii cresce più quindi i cm persi non si recuperano più.
Bisogna controllare la crescita durante l’età puberale ogni anno per controllare che non vi siano problemi.
II lezione 9 03 16
Fabbisogno alimentare : somma dei singoli nutrienti necessari ad assicurare al bambino uno stato di salute ottimale ed un accrescimento corrispondente a quello voluto dal suo patrimonio genetico. TUTTO QUELLO DI CUI IL BAMBINO HA BISOGNO PER VIVERE E PER CRESCERE.
Latte materno
Alimento ideale per i primi mesi di vita:
Il latte materno sopperisce a questa mancanza perché la ghiandola mammaria secerne IgA che con il latte arrivano all’intestino e svolgono un’azione di difesa complementare a quella del bambino.
Il bambino nei primi mesi di vita avrà poche IgA con una sensibilità più alte a malattie gastrointestinali e con episodi frequenti di diarrea.
I bambini che si alimentano con latte artificiale sono più soggetti a problemi gastrointestinali, perché il latte vaccino una volta pastorizzato non avrà gli stessi effetti funzionali benefici del latte umano, poiché il calore denatura le proteine e quindi anche le IgA (anche il latte di donna se pastorizzato perderà i suoi effetti benefici).
Il latte vaccino così com’è non è adatto all’alimentazione del bambino. Il latte vaccino ha un elevato apporto proteico e di Sali minerali. È troppo pesante per l’emuntorio renale solo parzialmente funzionante del lattante (circa 1/3 della funzionalità normale)
Il bambino non riuscirà quindi ad eliminare le scorie del metabolismo proteico e i Sali minerali in eccesso.
Il bambino appena nato non si regge in piedi sia per la mancanza della conduzione nervosa, sia per la tonicità dei muscoli, per questo all’inizio avrà bisogno di grassi. Il latte di donna sarà molto più ricco di grassi rispetto a quello vaccino, mentre
quest’ultimo sarà più ricco di proteine (per mantenere tonici i muscoli del vitello che appena nato sta già in piedi).
Anche le vitamine presenti nel latte vengono danneggiate dalla pastorizzazione.
Cosa aggiungere per umanizzare il latte vaccino? Si riduce la parte proteica, aggiungendo grassi e vitamine.
NB: si parla indifferentemente di latte umanizzato, adattato o in formula.
Colostro : primo latte ipercalorico, ricco in grassi (colore giallastro) poco, ma ricco in calorie per dare un adeguato apporto calorico al neonato che non avrà ancora un intestino bene funzionante e non può trovarsi di fronte a quantità troppo alte di latte, ma ha bisogno di un tot di Kcal per non avere un deficit calorico.
Alla nascita si ha un calo peso normale, detto calo fisiologico, che è dovuto in parte all’eliminazione del colostro, una sorta di prima cacca, che però non sono vere e proprie feci, ma tutto ciò che si trova nell’intestino ovvero secrezioni biliari e pancreatiche e il liquido amniotico.
Nelle prime 12-24h il bambino si libera per via anale di questo liquido verdastro che non sono feci.
Il calo fisiologico alla nascita è dovuto sia all’eliminazione del contenuto intestinale che al deficit calorico che avrà il bambino appena nato fino a quando non arriva il latte maturo. Per questo i bambini appena nati (nati a termine e senza problemi) avranno riserve di grasso da sfruttare nei primi 3-4 gg, fino a quando non arriva la montata lattea e con essa il latte maturo. La maggior parte delle riserve di grasso si trovano nelle guance (detta bolla di Bichat).
Fino al 3-4° mese il latte di donna sarà più ricco di grassi e con meno proteine, dopo il 4° mese le necessità del bambino cambiano, in particolare i suoi reni funzionano meglio e anche le sue masse muscolari hanno bisogno di aa e il latte di donna, se ancora presente, si arricchirà in proteine.
Dopo il 3-4° mese il bambino avrà bisogno anche di ferro, perché avrà finito le sue riserve ottenute durante la vita fetale. È possibile aumentare la quantità di ferro presente nel latte umano, ma è preferibile fornire Fe al bambino con le gocce.
Dal 4° mese aumentano quindi le richieste di energia, proteine e ferro.
Il latte artificiale di divide in:
Quando decidere se svezzare a 4, 5 o 6 mesi? Se intorno al 4° mese il bambino non cresce probabilmente il latte materno non è più sufficiente, si preferirà svezzarlo e non fare l’allattamento misto. Ovviamente se il latte della mamma finisse al 2° mese non si potrebbe fare un ragionamento simile, ma si darebbe l’aggiunta.
MAI TOGLIERE IL LATTE MATERNO.
Un lattantino nei primi mesi di vita mangia ogni 3h, quindi servirà molto latte.
Se il bambino prende il latte materno e cresce bene verrà svezzato a 6 mesi, mai dopo. Se il bambino prende il latte artificiale verrà svezzato intorno al 4-5° mese, non gli stiamo dando niente altro che calorie e proteine, niente di funzionale. Dopo il 6° mese si continua ad allattare (sia latte materno che artificiale) per complementare la pappa (l’alimento principale rimane sempre il latte). Dopo il 4-5° mese il latte materno è in via di depauperamento, normalmente si può allattare fino a circa 18 mesi, dopo il latte diventa acqua e il bambino comincia ad avere i denti. Dopo i 18 mesi si po’ dare il latte vaccino normale.
Con lo svezzamento si ha un cambio di consistenza, all’inizio si da un alimento sempre dolce, ma più consistente, come ad es. la pera grattugiata, molto matura e dolce. Dopo l’alimento dolce si passa a quello salato.
Il bambino dopo i 4 mesi mangerà circa 4 volte al giorno (colazione, pranzo, merenda e cena), poi ci sono piccole quantità di latte, ad es. quando piange o a metà mattinata, ma la maggior parte delle calorie sono distribuite fra i quattro pasti principali.
La prima pappa sarà quella del secondo pasto, ovvero a pranzo. È un momento difficile che difficilmente il bambino accetta.
Cosa deve contenere la pappa??? Liquidi, Sali, carboidrati, grassi, proteine , frutta e calcio (per compensare il latte che è sempre meno).
NB: mai aggiungere il sale fino ai 3 anni.
Es. prima pappa
La seconda pappa (ovvero la cena ) si introduce già dopo 1-1,5 mesi dalla prima pappa, è uguale alla prima pappa. Dopo il 7-8° mese il 4° pasto può essere sostituito con un brodo di carne.
7-8 mesi: 2 pasti salati e due pasi di latte.
Intorno ad 1 anno il piatto unico può essere diviso in due: primo e secondo.
▲ Primo: pastina
▲ Secondo: omogeneizzato (carne, pesce o uovo, sciolto nella stessa pappa)
▲ Frutta
NB: per l’uovo in genere si da prima l’albume e poi dopo qualche giorno si po’ dare il tuorlo per far abituare il bambino ed evitare possibili allergie.
Il quantitativo di sale nel tempo può dare delle lesioni ai vasi che portano ad una maggiore rigidità dei vasi. Se un vaso diventa rigido non è in grado di ammortizzare la pressione del sangue dilatandosi con conseguente aumento della pressione ( ammortizzano meno le forze laterali che si hanno al passaggio del sangue nelle arteriole).
Per quanto riguarda il cuore invece l’esposizione a quantità eccessive di sale porta ad un aumento della massa ventricolare, in particolare del ventricolo sinistro, che è quello che pompa il sangue nell’aorta.
Il cuore diventa ipertrofico, aumenta lo spessore della muscolatura cardiaca perché il cuore deve lavorare di più. Aumenta in poche parole il suo carico di lavoro. L’ipertensione è quindi causata sia dalla rigidità dei vasi che dalla maggiore forza con cui il cuore pompa sangue perché è diventato ipertrofico.
Non bisogna dare sale fino ai 3 anni così il bambino non si abituerà al gusto salato e sarà un adulto che mangerà poco salato, perché un bambino che mangia salato sarà un futuro adulto iperteso.
Sale in eccesso CUORE MIOCARDIO IPERTROFICO: il cuore deve pompare con una forza maggiore e aumentano le fibre muscolari cardiache.
IL PROBLEMA DELL’EFFETTO DEL SALE SULLE ARTERIOLE SI HA ANCHE NEL CUORE.
▲ DEPOSITO DI FIBRE E/O COLLAGENE (CERCINE FIBROSO ARTERIOLE, COMPRESE QUELLE DEL CUORE)
▲ AUMENTO MASSA MUSCOLARE CARDIACA
▲ IPERTROFIA VENTRICOLO SINISTRO
Nell’iperteso si ha il ventricolo sinistro ipertrofico, il cosiddetto cuore a scarpa.
Prima si pensava che il cuore si alterasse per combattere l’ipertensione, ora invece si pensa che l’ipertensione, primitiva, sia dovuta ad un eccessivo consumo di sale.
Effetto del sodio e del potassio sulla massa del cuore nell’uomo:
▲
Si è vista una correlazione fra massa cardiaca e sodiuria, ovvero nei soggetti che assumevano più sale il cuore era più grosso pur non sfociando nel patologico, i soggetti in esame non sono ancora ipertesi, ma lo potrebbero diventare.
1040 soggetti età 18-30 anni
▲ ETG (ecografia) cuore
▲ Na urinario/24h (sodiuria)
▲ K urinario/24h (potassuria)
▲ Na/K urinario
In Italia si consumano circa 10g/die di sale, molto di più della quantità consigliata, circa il doppio perché la quantità consigliata è di circa 5g di NaCl, che corrispondono a 2-2,5g di Na.
I bambini ipertesi sono il 4-5% in età scolare, questa percentuale sale al 10 % nei bambini obesi.
In età pediatrica in generale c’è una stretta correlazione fra sale assunto e bevande zuccherate, ovvero i bambini che mangiano molto salato tendono a dissetarsi con bevande zuccherine con ovvi problemi di ipertensione ed obesità.
Un eccesso di Na, che favorisce l’ipertensione, e poco K, che invece favorisce una pressione normale, per un difetto nel consumo di frutta e verdura rappresentano un fattore di rischio per l’ipertensione in età pediatrica e adulta. Di sale aggiunto in età pediatrica non dovremmo averne proprio, se proprio bisogna usarlo è meglio quello iodato, ma sempre dopo i 3 anni. Per quanto riguarda lo iodio in età pediatrica non è sempre basso, ma quando serve non bisogna darlo per forza con il sale, ma basta quello contenuto in vari alimenti come il pesce, i latticini…
Una corretta igiene ed educazione alimentare permette di ridurre gli accidenti cardiovascolari. Ciò è particolarmente vero in età pediatrica, perché in questa età si sta formando il gusto e le future abitudini alimentari.
I dati sul consumo di sale nei bambini in Italia sono scarsi, perché si dava scarsa importanza al sale, in quanto si riteneva che il problema ipertensione nei bambini fosse poco rilevante. Inoltre l’unico modo per valutare l’introito di sale è misurare la sodiuria nelle 24h tramite la raccolta delle urne nelle 24 h, poiché tutto il sale che non serve viene eliminato con le urine. Quindi è difficile ottenere misure attendibili.
Studio sul consumo di sodio nei bambini: