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Fattori che influenzano la scelta della ricerca: condizionamenti interni e esterni, Appunti di Sociologia

I fattori che influenzano la scelta della ricerca, distinguiamo tra condizionamenti interni (paradigma scientifico, valori del ricercatore, metodologia) e esterni (contesto istituzionale, risorse disponibili). una profonda comprensione di come questi fattori possono influenzare la formulazione delle ipotesi e la scelta del metodo di ricerca.

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 21/12/2020

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giuseppe_mul 🇮🇹

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METODOLOGIA DELLA RICERCA 2
SCELTA DEL PROBLEMA E DEFINIZIONE
DELLE IPOTESI
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Scarica Fattori che influenzano la scelta della ricerca: condizionamenti interni e esterni e più Appunti in PDF di Sociologia solo su Docsity!

METODOLOGIA DELLA RICERCA 2

SCELTA DEL PROBLEMA E DEFINIZIONE

DELLE IPOTESI

I FATTORI CHE INCIDONO SULLA SCELTA DELLA

RICERCA

  • (^) L’indagine nasce dalla consapevolezza di un problema e dalla convinzione che esista una risposta più convincente delle altre
  • (^) Vi sono molti aspetti che condizionano però in qualche modo l’operato di un ricercatore, e di questi dobbiamo avere consapevolezza
  • (^) Possiamo distinguere fra
    • (^) Condizionamenti interni: paradigma scientifico, valori del ricercatore, metodologia del ricercatore e della sua comunità scientifica
    • (^) Condizionamenti esterni: contesto istituzionale normativo, politiche educative dominanti, risorse disponibili

Condizionamenti interni: valori del ricercatore

  • (^) I nostri giudizi di valore hanno ricadute sul nostro modo di intendere la realtà (ad esempio possiamo pensare la scuola come un luogo che deve trasmettere le conoscenze in modo che i giovani si inseriscano nella nostra società industriale o come un luogo che prepari i ragazzi a cambiare in qualche modo la natura della società)
  • (^) Alcuni hanno ritenuto che per fare ricerca bisogna uscire da una prospettiva valutativa. E’ una posizione ingenua, perché le nostre idee e i nostri valori influenzano il nostro modo di fare ricerca, e dobbiamo esserne consapevoli e poterli analizzare anch’essi come elementi che possono in qualche modo intervenire nella nostra ricerca(es. delle ricerche su ereditarietà genetica)

Condizionamenti interni: metodologia del ricercatore

  • (^) Anche la diversità di approccio metodologico può influenzare la scelta dell’oggetto di indagine e la formulazione delle ipotesi
  • (^) Ad esempio scegliere un approccio quantitativo o uno qualitativo determina la scelta non solo degli strumenti ma anche delle dimensioni delle realtà da osservare
  • (^) sarebbe meglio che la scelta dell’approccio non fosse legata all’appartenenza ad una “scuola di pensiero”, ma avvenisse in seguito alla definizione del problema o, ancora meglio, si dovrebbe operare su un problema con una molteplicità di approcci e di metodologie

Condizionamenti esterni: indirizzi politici

  • (^) E’ necessario inoltre conoscere quali siano gli obiettivi che le singole istituzioni ai diversi livelli si propongono.
  • (^) Ad esempio la Comunità europea si pone ogni certo numero di anni obiettivi specifici di formazione che finanzia con determinate azioni. Chi si propone di lavorare in quella direzione avrà maggiori possibilità di ottenere finanziamenti
  • (^) Gli indirizi politici rappresentano quindi elementi di opportunità e di vincolo con i quali un ricercatore si deve confrontare
  • (^) Il primo compito di un ricercatore è la ricerca dei fondi necessari per fare ricerca 
  • (^) Il ricercatore deve conoscere i canali di accesso alle risorse, saper formulare progetti e partecipare a bandi pubblici
  • (^) Ogni ricerca richiede una pianificazione di risorse
  • (^) Il piano economico di un’indagine deve quindi essere disegnato in modo altrettanto serio del piano sperimentale e prevedere ogni voce di costo.
  • (^) Anche il tempo è un vincolo che bisogna tener presente. Può essere definito dalla committenza, che deve prendere decisioni,, oppure dipendere dal contesto (nella scuola si possono fare ricerche solo in determinati periodi) Condizionamenti esterni: le risorse e il tempo

Formulazione del disegno: le ipotesi di ricerca

  • (^) La formulazione di ipotesi avviene in seguito al percepire una situazione come problematica e all’aver intravisto (nella propria esperienza o nel contesto stesso) possibili soluzioni al problema.
  • (^) Le ipotesi possono essere
    • (^) Indotte: quando scaturiscono dall’osservazione dei fatti (es. differenza di giudizio fra diversi giudici rispetto alle prove di riassunto)
    • (^) Dedotte: quando sono formulate in seguito a teorie, all’elaborazione della conoscenza pregressa (es. idea di accoglienza formulata partendo dalle teorie della motivazione)
  • (^) Le ipotesi non sono domande ma affermazioni formulate in modo da poter essere verificate o falsificate. Queste affermazioni possono indicare l’esistenza di una relazione generica fra due fenomeni oppure una relazione di causa effetto fra i due (possiamo dire che vi è una relazione significativa fra titolo di studio dei genitori e successo scolastico ma non possiamo provare che l’uno sia la causa dell’altro)
  • (^) L’ipotesi deve essere verosimile (coerente con le teorie di cui disponiamo) e verificabile (deve poter essere sottoposta a verifica sul piano logico)
  • (^) Per essere verificabile deve essere definita in termini operativi (legata ad operazioni osservabili) Formulazione del disegno: le ipotesi di ricerca
  • (^) L’approccio teorico è volto ad approfondire, con strumenti conoscitivi di tipo teorico, logico ed epistemologico gli apparati concettuali e i costrutti teorici che sono alla base della ricerca educativa.. In tutti gli ambiti scientifici esiste una dimensione di ricerca teorica
  • (^) L’approccio storico usa l’impianto metodologico della ricerca storica (legata alle fonti e ai diversi paradigmi storiografici) per esaminare le dottrine pedagogiche e le pratiche educative della scuola e della famiglia nel corso del tempo I diversi approcci di ricerca: teorico e storico
  • (^) L’approccio comparativo opera un confronto sistematico tra modelli educativi e sistemi formativi di differenti contesti regionali o nazionali, mettendoli in relazione anche con il contesto politico, economico, sociale e culturale. Sono comparative le ricerche IEA E PISA
  • (^) L’approccio clinico mette al centro del suo interesse l’individuo nella sua particolarità e nella sua storia (es. il metodo di Piaget, a metà fra colloquio e intervista volta a mettere in luce il modo di pensare dei bambini). Utilizza prevalentemente l’analisi qualitativa di singoli casi individuali ma rende possibili anche generalizzazioni quantitative I diversi approcci di ricerca: comparativo e clinico
  • (^) Il termine sperimentale è utilizzato in relazione ad indagini sul campo che fanno riferimento a procedure di ricerca rigorose e controllate
  • (^) Comprende sia ricerche sperimentali in senso proprio, sia le indagini basate sulla ricerca di correlazioni (ad esempio le grandi surveys internazionali come IEA o Pisa o le indagini nazionali condotte dall’INVALSI)
  • (^) Il termine sperimentazione è stato in Italia negli anni 60 usato in modo inesatto, riferendosi ad innovazioni non rigidamente controllate, anche se in alcuni casi feconde I diversi approcci di ricerca: l’approccio sperimentale

La ricerca sperimentale come ricerca di correlazioni

  • (^) In questo tipo di ricerca non si fanno intervenire attivamente delle variabili, ma si indagano, sulla base di un modello teorico ben definito, le relazioni esistenti fra alcune variabili principali e altre variabili di sfondo.
  • (^) La correlazione ci dice solo che una variabile cresce al crescere dell’altra, ma non ci permette di definire che tipo di rapporto esiste fra le variabili (potrebbero essere anche completamente indipendenti e dipendere entrambe da un’altra variabile o dal caso come il caso dell’aumento del’abitudine a fumare e la diminuzione della tisi) né tantomeno stabilire un rapporto di causa-effetto (ad esempio fra titolo di studio dei genitori ed esiti scolastici)
  • (^) Anche l’assenza di correlazione ci dà informazioni interessanti (es. delle ricerche che fino agli anni 80 rilevavano una correlazione fra profitto e indice di benessere, poi questa correlazione non è mai più stata colta)

I disegni sperimentali

  • (^) Nell’esperimento in senso stretto tutte le variabili che intervengono dovrebbero essere controllate
  • (^) Questo è molto difficile quando si lavora in campo educativo, anche con tempi lunghi. Se non siamo in grado di controllare molte variabili concorrenti, dobbiamo costruire un piano sperimentale che ci consenta di considerare queste variabili come costanti, cioè tali da non influenzare l’esperimento

Disegno con due gruppi equivalenti con pre test e post test Gruppo sperimentale A Gruppo di controllo B Misura delle conoscenze in ingresso Unità Didattica Misura delle conoscenze in uscita Misura delle conoscenze in ingresso Misura delle conoscenze in uscita Pre-test Trattamento Post-test Questo disegno sperimentale consente ad esempio di tenere sotto controllo le differenze di conoscenze iniziali fra due gruppi scelti come omogenei o equivalenti