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tutti i tipi di subordinate latine, sia completive che circostanziali, forme esplicite e implicite + esempi
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Si riteneva che i soldati fossero pronti alla battaglia. “comandare” “vietare” “proibire” come iubeo, veto, prohibeo Discipuli prohibentur e schola exire > Agli alunni è vietato uscire da scuola.
Si trova con i verbi che hanno anche la costruzione personale con il nominativo e l’infinito (tranne i verbi di comando) specialmente quando il tempo della sovraordinata è un perfetto. Il verbo della sovraordinata si trova alla 3 persona singolare passiva ed è seguito dal costrutto dell’accusativo con l’infinito: ES: Traditum est Carthaginem a Didone conditam esse = E’ stato tramandato che Cartagine fu fondata da Didone.
La consecutio temporum nelle infinitive: rapporto di tempo indicativo o congiuntivo presente indicativo o congiuntivo passato contemporaneità (infinito presente) Dico te bonum esse = Dico che tu sei buono Puto te bonum esse = Pensa che tu sia buono Dicebam te bonum esse = Dicevo che tu eri buono Putabam te bonum esse = Pensavo che tu fossi buono anteriorità (infinito perfetto) Dico te bonum fuisse = Dico che tu sei stato buono Puto te bonum fuisse = Penso che tu sei stato buono Dicebam te bonum fuisse = Dicevo che tu eri stato buono Putabam te bonum fuisse = Pensavo che tu fossi stato buono posteriorità (infinito futuro) Dico te bonum futurum esse = Dico che tu sarai buono Puto te bonum futurum esse = Penso che tu sarai buono Dicebam te bonum futurum esse = Dicevo che tu saresti stato buono Putabam te bonum futurum esse = Pensavo che tu saresti stato buono Le infinitive sono introdotte da verbi o locuzioni particolari a seconda che siano oggettive o soggettive: soggettiva (funge da soggetto della reggente) oggettiva (ha la funzione di complemento oggetto del verbo della reggente) espressioni impersonali: traditur, traditum est = si tramanda, è stato tramandato; constat = è noto, si sa; oportet = bisogna, è opportuno; licet = è lecito; decet = è bene; placet = sembra bene, giusto. espressioni formate da un aggettivo neutro o sostantivo + 3 persona singolare di sum aequum est (erat,fuit,erit) = è (era,fu,sarà) giusto, equo; utile est = è utile; notum est = è noto; necesse est = è necessario, inevitabile; fama est = è fama, si dice. verbi che esprimono una dichiarazione, un giudizio, un proposito: dico, adfirmo, respondeo = dico, affermo, rispondo; nego = dico che non, nego; narro, fero = narro, racconto, tramando; promitto = prometto; iuro = giuro. verbi che esprimono una percezione come: puto, censeo = penso, ritengo, sono del parere; credo, iudico = credo, giudico; cognosco = vengo a sapere; audio = ascolto; scio = so; intellego = capisco verbi che esprimono possibilità, volontà, doverosità: nolo,volo,malo = non voglio, voglio, preferisco; cupio = desidero; spero = spero; iubeo = ordino; veto = vieto.
desidera (“temo che non”). Il modo è sempre il congiuntivo e segue le norme della consecutio temporum relative alla contemporaneità e all’anteriorità. ES. Timeo ut Caesar veniat : temo che Cesare arrivi. completive introdotte da quin o quominus dopo i verba impediendi e recusandi quin / quinomus + congiuntivo presente o imperfetto. Segue le norme della consecutio temporum relative alla sola contemporaneità. verba impediendi e verba recusandi : verbi che indicano l’idea di “impedire” ( impedio, prohibeo, impedimentum est ), “ostacolare” ( obsto ), “rifiutare” ( recuso ), “distogliere” ( deterreo ) Si traduce con una proposizione esplicita introdotta da “ che ”. Quando c’è identità di soggetto con la sovraordinata si può tradurre con “ da ” o “ di ” + infinito. ES. Nihil obstat quin Caesar veniat : nulla ostacola che Cesare arrivi. completive introdotte da quin dopo non dubito quin + congiuntivo. Segue le norme della consecutio temporum in tutti i rapporti di tempo (anteriorità, contemporaneità, posteriorità). espressioni come non dubito (“non ho dubbi”, “sono certo”) , nullum dubium est (non c’è alcun dubbio) , nulla suspicio est (“non c’è alcun sospetto”). Si traduce con una proposizione esplicita introdotta da “ che ”. Quando c’è identità di soggetto con la sovraordinata si può tradurre con “ di ” + infinito. ES. Non dubito quin Caesar veniat : non dubito che Cesare arrivi. interrogative indirette interrogative semplici:
causali quod / quia / quoniam