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Schema materiali da impronta, Schemi e mappe concettuali di Odontoiatria

Schema riassuntivo dei materiali da impronta dentari

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2023/2024

In vendita dal 01/06/2024

tizio-caio-81
tizio-caio-81 🇮🇹

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Materiali da impronta
Materiali da impronta non elastici o
rigidi
Gesso dentale
Viene classificato in base al quantitativo di
acqua/polvere in 3 classi:
Gruppo 1: gesso tenero con un rapporto
liquido/polvere di 1:2.
Gruppo 2: gesso duro con un rapporto di
liquido/polvere di 1:3.
Gruppo 3: gesso extraduro con un rapporto di
liquido/polvere di 1:4.
Il suo utilizzo è indicato per:
Prima impronta mucostatica.
Registrazione del morso relazione.
Il suo utilizzo non è indicato per:
La presenza di denti parodontopatici o la di
sottosquadri molto marcati, a causa della sua
rigiditá.
Paste all’ossido di zinco-eugenolo
Possono essere usati per la presa di impronte
mucostatiche in assenza di sottosquadri.
Vengono raramente usati perchè irritano le
mucose.
Resine calcinabili
Vengono usate per rilevare l’impronta dei canali
radicolari per la loro buona fluidità.
Essendo calcinabili è possibile inglobarle nel
materiale di rivestimento una volta portato a
temperatura di fusione e non lasciano nessun
residuo.
Materiali da impronta termoplastici
Paste termoplastiche
Miscugli di resine naturali che si liquefanno a
temperature di 40º-70º per poi tornare rigide da
raffreddate. Hanno una bassa conduttività
termica ed un’elevata viscosità.
Clinicamente vengono usati per la
modellazione dei bordi dei protaimpronte
individuali.
Cere da impronta
Sono costituite da sostanze amorfe che hanno
una bassa conduttività termica.
Clinicamente vengono usate per la registrazione
delle relazioni interdentali e per l’occlusione
sia in edentuli che in ortodonzia.
Materiali da impronte elastici
Idrocolloidi
Sono materiali molto ricchi d’acqua che
possono deformarsi molto fornendo comunque
una buona riproduzione dei dettagli. Sono
divisibili in:
Idrocolloidi irreversibili del tipo Agar-Agar
Venivano usati in passato dopo essere stati
riscaldati fino alla loro temperatura di
liquefazione. Una volta raffreddati diventavano
solidi.
Sono andati in disuso perchè troppo complessi
da usare: una volta inseriti nella bocca di un
paziente avevano bisogno di un portaimpronta
dedicato con il ricircolo d’acqua per farli
raffreddare e quindi solidificare.
Idrocolloidi irreversibili del tipo alginato
Per la loro presa è molto importante il dosaggio
della polvere e l’utilizzo della giusta quantità di
acqua distillata.
I vantaggi dell’alginato sono:
Non è tossico e non è irritante.
Ha un buon gusto ed un odore gradevole.
Registra molto bene i dettagli.
Basso costo.
Breve tempo di esecuzione.
Gli svantaggi dell’alginato sono:
Eccessivo contenuto d’acqua che gli fa perdere
la precisione.
Tecnica semplice per questo spesso
sottovalutata.
Elastomeri di sintesi
Sono prodotti sintetici a basso peso molecolare
disponibili in varie forme in base alla loro
viscosità.
Le loro caratteristiche principali sono:
Consistenza gommosa.
Memoria elastica.
Stabilità dimensionale.
Resistenza allo strappo.
Idrofilia.
Bagnabilità.
Tissotropia.
Tempo di polimerizzazione.
Possono essere distinti in:
Polisolfuri
Si trovano in commercio sotto forma di due tubi,
una pasta base ed una pasta reagente.
I vantaggi dei polisolfuri:
Ottima definizione dei dettagli.
Tempo di miscelazione e lavorazione contenuto.
Buona stabilità dimensionale.
Gli svantaggi dei polisolfuri:
Perdita di precisione se vengono colati dopo 24
ore dalla presa.
Possono deformarsi.
Basso recupero elastico.
Molto appicccosi.
Sapore sgradevole.
Polieteri
Sono composti da una pasta base e da un
catalizzatore. Hanno un ritorno elastico molto
basso.
È possibile dividerli in due classi:
Fotoattivabili
Il loro indurimento è causato da portaimpronte
speciali che hanno una sorgente di luce
luminosa.
Convenzionali
Divisi in una pasta base ed un catalizzatore.
I vantaggi dei polieteri:
Eccellente stabilità dimensionale.
Ottima riproduzione dei dettagli.
Buona resistenza alla deformazione.
Inodore ed insapori.
Gli svantaggi dei polieteri:
Poco economici.
Necessità di usare un adesivo sul portaimpronta.
Eccessiva durezza.
Coefficiente di dilatazione elevato.
Siliconi
A loro volta sono divisibili in:
Siliconi per condensazione
Sono i più vecchi, formati da una molecola base
con l’aggiunta di ossidi metallici. Reagiscono per
mezzo di un attivatore e liberano alcool.
I vantaggi dei siliconi per condensazione:
Superano i sottosquadri senza subire
deformazioni.
Sono economici.
Notevole memoria elastica.
Idrofobi.
Gli svantaggi dei siliconi per condensazione:
Stabilità dimensionale inferiore rispetto ai siliconi
per addizione.
Necessità di adesivi.
Possono dare allergie.
Siliconi per addizione
Si possono trovare sia sotto forma di paste
contenute in barattoli che di tubetti per la
miscelazione manuale.
I vantaggi dei siliconi per addizione:
Eccellente stabilità dimensionale.
Ottima memoria elastica.
Ottima resistenza alla deformazione.
Gli svantaggi dei siliconi per addizione:
Costo alto.
Necessità di portaimpronte forati.
Molto duri e poco flessibili.
Se ci sono dei sottosquadri si possono lacerare.

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Materiali da impronta

Materiali da impronta non elastici o

rigidi

Gesso dentale Viene classificato in base al quantitativo di acqua/polvere in 3 classi: Gruppo 1: gesso tenero con un rapporto liquido/polvere di 1:2. Gruppo 2: gesso duro con un rapporto di liquido/polvere di 1:3. Gruppo 3: gesso extraduro con un rapporto di liquido/polvere di 1:4. Il suo utilizzo è indicato per: Impronte di posizione. Prima impronta mucostatica. Registrazione del morso relazione. Il suo utilizzo non è indicato per: La presenza di denti parodontopatici o la di sottosquadri molto marcati, a causa della sua rigiditá. Paste all’ossido di zinco-eugenolo Possono essere usati per la presa di impronte mucostatiche in assenza di sottosquadri. Vengono raramente usati perchè irritano le mucose. Resine calcinabili Vengono usate per rilevare l’impronta dei canali radicolari per la loro buona fluidità. Essendo calcinabili è possibile inglobarle nel materiale di rivestimento una volta portato a temperatura di fusione e non lasciano nessun residuo.

Materiali da impronta termoplastici

Paste termoplastiche Miscugli di resine naturali che si liquefanno a temperature di 40º-70º per poi tornare rigide da raffreddate. Hanno una bassa conduttività termica ed un’elevata viscosità. Clinicamente vengono usati per la modellazione dei bordi dei protaimpronte individuali. Cere da impronta Sono costituite da sostanze amorfe che hanno una bassa conduttività termica. Clinicamente vengono usate per la registrazione delle relazioni interdentali e per l’ occlusione sia in edentuli che in ortodonzia.

Materiali da impronte elastici

Idrocolloidi Sono materiali molto ricchi d’ acqua che possono deformarsi molto fornendo comunque una buona riproduzione dei dettagli. Sono divisibili in: Idrocolloidi irreversibili del tipo Agar-Agar Venivano usati in passato dopo essere stati riscaldati fino alla loro temperatura di liquefazione. Una volta raffreddati diventavano solidi. Sono andati in disuso perchè troppo complessi da usare: una volta inseriti nella bocca di un paziente avevano bisogno di un portaimpronta dedicato con il ricircolo d’acqua per farli raffreddare e quindi solidificare. Idrocolloidi irreversibili del tipo alginato Per la loro presa è molto importante il dosaggio della polvere e l’utilizzo della giusta quantità di acqua distillata. I vantaggi dell’alginato sono: Non è tossico e non è irritante. Ha un buon gusto ed un odore gradevole. Registra molto bene i dettagli. Basso costo. Breve tempo di esecuzione. Gli svantaggi dell’alginato sono: Eccessivo contenuto d’acqua che gli fa perdere la precisione. Tecnica semplice per questo spesso sottovalutata. Elastomeri di sintesi Sono prodotti sintetici a basso peso molecolare disponibili in varie forme in base alla loro viscosità. Le loro caratteristiche principali sono: Consistenza gommosa. Memoria elastica. Stabilità dimensionale. Resistenza allo strappo. Idrofilia. Bagnabilità. Tissotropia. Tempo di polimerizzazione. Possono essere distinti in: Polisolfuri Si trovano in commercio sotto forma di due tubi, una pasta base ed una pasta reagente. I vantaggi dei polisolfuri: Ottima definizione dei dettagli. Tempo di miscelazione e lavorazione contenuto. Buona stabilità dimensionale. Gli svantaggi dei polisolfuri: Perdita di precisione se vengono colati dopo 24 ore dalla presa. Possono deformarsi. Basso recupero elastico. Molto appicccosi. Sapore sgradevole. Polieteri Sono composti da una pasta base e da un catalizzatore. Hanno un ritorno elastico molto basso. È possibile dividerli in due classi: Fotoattivabili Il loro indurimento è causato da portaimpronte speciali che hanno una sorgente di luce luminosa. Divisi in una pasta base ed un catalizzatore. Convenzionali I vantaggi dei polieteri: Eccellente stabilità dimensionale. Ottima riproduzione dei dettagli. Buona resistenza alla deformazione. Inodore ed insapori. Gli svantaggi dei polieteri: Poco economici. Necessità di usare un adesivo sul portaimpronta. Eccessiva durezza. Coefficiente di dilatazione elevato. A loro volta sono divisibili in: Siliconi Siliconi per condensazione Sono i più vecchi, formati da una molecola base con l’aggiunta di ossidi metallici. Reagiscono per mezzo di un attivatore e liberano alcool. I vantaggi dei siliconi per condensazione: Superano i sottosquadri senza subire deformazioni. Sono economici. Notevole memoria elastica. Idrofobi. Gli svantaggi dei siliconi per condensazione: Stabilità dimensionale inferiore rispetto ai siliconi per addizione. Necessità di adesivi. Possono dare allergie. Siliconi per addizione Si possono trovare sia sotto forma di paste contenute in barattoli che di tubetti per la miscelazione manuale. I vantaggi dei siliconi per addizione: Eccellente stabilità dimensionale. Ottima memoria elastica. Ottima resistenza alla deformazione. Gli svantaggi dei siliconi per addizione: Costo alto. Necessità di portaimpronte forati. Molto duri e poco flessibili. Se ci sono dei sottosquadri si possono lacerare.