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Scienza politica- Pasini, Appunti di Scienza Politica

appunti del 1 anno di Scienze internazionali con il professore Pasini

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 08/02/2023

clarafiorillo
clarafiorillo 🇮🇹

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ESAME ORALE ONLINE DA 2° APRILE 2021
Introduzione:
La SCIENZA POLITICA è una scienza sociale che studia i fenomeni politici (come anche la teoria politica e le relazioni
internazionali) e l’interazione e i comportamenti all’interno dei sistemi politici (strutture politiche interne, attori e
processi) e li analizza empiricamente attraverso somiglianze e differenze (e nel tempo) -siano essi nazionali, regionali,
comunali o sovranazionali. Oggetto: COMPARAZIONE; obiettivo: SOMIGLIANZE E DIFFERENZE
È una scienza POSITIVA e DESCRITTIVA: positiva perché fa riferimento al positivismo scientifico; descrittiva perché
descrive il mondo così com’è e fotografa i fenomeni politici. Diversa dal diritto perché diritto è fotografia statica e dalla
teoria politica che tratta di questioni normative. La scienza politica invece non si ferma a descrizione formale ->
È una scienza DINAMICA e EMPIRICA: analizza empiricamente il processo di come avvengono i fenomeni, gli politici e
delle logiche politiche. A differenza della filosofia politica che è prescrittiva e normativa cioè spiega come il mondo
dovrebbe essere sulla base di come il mondo è, la scienza politica non è né una scienza prescrittiva né predittiva.
NOMBERTO BOBBIO: la SCIENZA POLITICA è lo studio, la ricerca su diversi aspetti della realtà politica, al fine
di spiegarla il più empiricamente tramite la metodologia.
->È una scienza NEUTRALE. WEBER parla di POLITEISMO (o pluralismo) dei valori: i valori di ognuno condizionano la
propria condizione. Le scienze sociali devono descrivere in modo OGGETTIVO un fenomeno: ma non vivendo nel
vuoto pneumatico, anche colui che cerca di descrivere nel modo più neutrale e oggettivo ha dei punti di vista che
condizioniamo la descrizione (anche se cerco di non farmi condizionare da miei valori). È importante esplicitare il
problema e il condizionamento dei valori.
Studiosi come Aristotele, Macchiavelli e Montesquieu si interessano della questione: COME funziona la politica. La
scienza politica è lo STUDIO DEI FENOMENI POLITICI: CHI prende le decisioni politiche e CHI influenza le decisioni
politiche? (anche più persone, attori anche non politici); COME le decisioni politiche vengono prese? (in maniera
consensuale, verticale); QUALI istituzioni sono coinvolte nelle decisioni ? (dipendentemente dalla forma di governo).
Cos’è la POLITICA?
1. La politica è l’attività umana nel prendere decisioni pubbliche imperative (e quindi vincolanti).
Pubbliche= della società, non entra nel privato. Decisioni in risposta a problemi di natura collettiva.
Imperative= la decisione dall’autorità legittima diventa vincolante per tutta la società viene presa.
2. È l’attività di ACQUISIZIONE O MANTENIMENTO DEL POTERE di prendere tali decisioni ed esercitarlo. Due
attori, in un sistema bipartitico concorrono per il potere e per utilizzarlo. Nella società liberal-democratiche,
spesso esiste un conflitto di idee e di interessi che premono sulla politica, anche per una mera questione di
consenso. C’è una competizione per il potere.
3. È la COOPERAZIONE e il CONFLITTO per il potere e il suo impiego -> La SOCIETA’ è uno schema di
cooperazione e conflitto fra attori diversi con finalità simili o diverse (risorse diverse per finalità diverse) e la
DEMOCRAZIA è il sistema di regole per governare un gioco competitivo.
WEBER: tema del POTERE: far valere la propria volontà di fronte a un'opposizione, volontà espressa in una relazione.
Il POTERE è la capacità di A che costringe B a fare quello che A vuole. Situazione di asimmetria.
Il potere POLITICO si esercita sul possesso degli strumenti: potere, reddito e ricchezza, prestigio. Il potere politico è
coercitivo, ma legittimo e in parte monopolistico su un determinato territorio (es sindaco di Milano su Milano).
1.POTERE TRADIZIONALE che si tramanda di padre in figlio in una società semplice. È un potere consuetudinario di un
capo famiglia nella società patriarcale.
2.POTERE CARISMATICO: leadership politica con seguaci fiduciosi e molto fedeli al capo. (Weber: dedizione al carisma
del profeta: radici della professione nella sua più elevata forma). Leader irrompe nella società e crea discontinuità
3.POTERE RAZIONALE-LEGALE: leadership ancorata a regole, razionalità, norma legale e della competenza oggettiva (o
neutrale). Tipico delle società moderne.
DA TRADIZIONE LEGALISTICA: studio dell’esercizio del potere e dell’autorità dello Stato. Focus= dinamiche processuali
all’interno delle istituzioni formali, basata su un potere legale.
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ESAME ORALE ONLINE DA 2° APRILE 2021

Introduzione: La SCIENZA POLITICA è una scienza sociale che studia i fenomeni politici (come anche la teoria politica e le relazioni internazionali) e l’interazione e i comportamenti all’interno dei sistemi politici (strutture politiche interne, attori e processi) e li analizza empiricamente attraverso somiglianze e differenze (e nel tempo) - siano essi nazionali, regionali, comunali o sovranazionali. Oggetto: COMPARAZIONE; obiettivo: SOMIGLIANZE E DIFFERENZE È una scienza POSITIVA e DESCRITTIVA : positiva perché fa riferimento al positivismo scientifico; descrittiva perché descrive il mondo così com’è e fotografa i fenomeni politici. Diversa dal diritto perché diritto è fotografia statica e dalla teoria politica che tratta di questioni normative. La scienza politica invece non si ferma a descrizione formale -> È una scienza DINAMICA e EMPIRICA: analizza empiricamente il processo di come avvengono i fenomeni, gli politici e delle logiche politiche. A differenza della filosofia politica che è prescrittiva e normativa cioè spiega come il mondo dovrebbe essere sulla base di come il mondo è, la scienza politica non è né una scienza prescrittiva né predittiva. NOMBERTO BOBBIO: la SCIENZA POLITICA è lo studio, la ricerca su diversi aspetti della realtà politica, al fine di spiegarla il più empiricamente tramite la metodologia. ->È una scienza NEUTRALE. WEBER parla di POLITEISMO (o pluralismo) dei valori: i valori di ognuno condizionano la propria condizione. Le scienze sociali devono descrivere in modo OGGETTIVO un fenomeno : ma non vivendo nel vuoto pneumatico, anche colui che cerca di descrivere nel modo più neutrale e oggettivo ha dei punti di vista che condizioniamo la descrizione (anche se cerco di non farmi condizionare da miei valori). È importante esplicitare il problema e il condizionamento dei valori. Studiosi come Aristotele, Macchiavelli e Montesquieu si interessano della questione: COME funziona la politica. La scienza politica è lo STUDIO DEI FENOMENI POLITICI: CHI prende le decisioni politiche e CHI influenza le decisioni politiche? (anche più persone, attori anche non politici); COME le decisioni politiche vengono prese? (in maniera consensuale, verticale); QUALI istituzioni sono coinvolte nelle decisioni? (dipendentemente dalla forma di governo). Cos’è la POLITICA?

  1. La politica è l’attività umana nel prendere decisioni pubbliche imperative (e quindi vincolanti). Pubbliche= della società, non entra nel privato. Decisioni in risposta a problemi di natura collettiva. Imperative= la decisione dall’autorità legittima diventa vincolante per tutta la società viene presa.
  2. È l’attività di ACQUISIZIONE O MANTENIMENTO DEL POTERE di prendere tali decisioni ed esercitarlo. Due attori, in un sistema bipartitico concorrono per il potere e per utilizzarlo. Nella società liberal-democratiche, spesso esiste un conflitto di idee e di interessi che premono sulla politica, anche per una mera questione di consenso. C’è una competizione per il potere.
  3. È la COOPERAZIONE e il CONFLITTO per il potere e il suo impiego -> La SOCIETA’ è uno schema di cooperazione e conflitto fra attori diversi con finalità simili o diverse (risorse diverse per finalità diverse) e la DEMOCRAZIA è il sistema di regole per governare un gioco competitivo. WEBER: tema del POTERE : far valere la propria volontà di fronte a un'opposizione, volontà espressa in una relazione. Il POTERE è la capacità di A che costringe B a fare quello che A vuole. Situazione di asimmetria. Il potere POLITICO si esercita sul possesso degli strumenti: potere, reddito e ricchezza, prestigio. Il potere politico è coercitivo , ma legittimo e in parte monopolistico su un determinato territorio (es sindaco di Milano su Milano).
  4. POTERE TRADIZIONALE che si tramanda di padre in figlio in una società semplice. È un potere consuetudinario di un capo famiglia nella società patriarcale.
  5. POTERE CARISMATICO : leadership politica con seguaci fiduciosi e molto fedeli al capo. (Weber: dedizione al carisma del profeta: radici della professione nella sua più elevata forma). Leader irrompe nella società e crea discontinuità
  6. POTERE RAZIONALE-LEGALE: leadership ancorata a regole, razionalità, norma legale e della competenza oggettiva (o neutrale). Tipico delle società moderne. DA TRADIZIONE LEGALISTICA : studio dell’esercizio del potere e dell’autorità dello Stato. Focus= dinamiche processuali all’interno delle istituzioni formali, basata su un potere legale.

A RIVOLUZIONE COMPORTAMENTISTA : la politica è il sottoinsieme dei comportamenti che implicano l’uso del potere e dell’influenza. Focus= rapporto tra i diversi attori sociali (partiti o associazioni di rappresentanza, ma non politiche) che fanno pressione sulle istituzioni per mantenere o smantellare lo status quo. Tipi di politica comparata, tre differenti tradizioni: -studio dei singoli paesi: paesi esaminati in isolamento dagli altri -metodologica: definire regole e standard per stabilire come l’analisi comparata deve essere condotta. -ANALITICA: combina tra sostanza e metodo empirico. Individuare e spiegare le differenze e somiglianze tra paesi attraverso la comparazione sistematica. Obbiettivo finale è esplicativo. Sistema politico, che fa riferimento a una liberal democrazia, si basa sul tipo di Costituzione che il paese ha e all’interno di qualsiasi società c’è LA SOCIETA’ CIVILE , che si esprime sia in una forma evoluta sia una forma semplice, INPUT con DOMANDE, BISOGNI, INTERESSI, IDENTITA’, ASPETTATIVE. Società costitutivamente disuguale (nell’articolazione di …). DOMANDE di qualsiasi natura; BISOGNI materiali, post-materialisti (con l’aumento di benessere socioeconomico e i bisogni si raffinano); INTERESSI, interessi economici da capacità di reddito; ASPETTATIVE : dal contesto di vita e punti di vista, più o meno ambiziose in base a diversi fattori. IDENTITA’ ha due termini: INDIVIDUAZIONE: io si distingue da un noi, IDENTIFICAZIONE: io si confonde in un noi (la classe 2020/21); Nel 1 LIVELLO in considerazione beni e risorse sociali. DEMOCRAZIA: rispondenza dei governanti nei confronti dei governati (considerati quest’ultimi come politicamente eguali, una testa un voto). Tra il 1 e il 2 LIVELLO: movimento o gruppo nasce da un’idea di una certa spontaneità: c’è un’istanza, le persone si aggregano e tra di esse c’è qualcuno che si pone in testa al movimento o gruppo e si fa portavoce delle istanze di tutti coloro che aderiscono. (SPONTANEISMO: il movimento o sparisce o si istituzionalizza). Es. Il movimento 5 stelle che non vuole diventare partito, dal punto di vista dei suoi leader, nasce per intercettare domande, bisogni interessi… e vuole essere movimento (quindi meno organizzato di un partito politico). Nel 2018 il movimento con 32% di consenso entra nelle istituzioni e per certi versi si istituzionalizza e molti dei membri non riconoscono più l’origine del movimento e che sia ormai diventato come qualsiasi partito nazionale. I partiti non sono istituzioni, anche se si istituzionalizzano , e si trovano nel 2 livello. 2 LIVELLO : una volta che il movimento ha esaurito in maniera più o meno disordinata il proprio compito (attraverso l’esplicitazione del 1 livello), nelle nostre democrazie abbiamo il luogo deputato alla rappresentanza socioeconomica e socioculturale da un lato e dall’altro rappresentanza sociopolitica. Nel 2 livello attori non istituzionali, ma più o meno aggregati, intercettano gli interessi del 1 livello.

  • RAPPRESENTANZA SOCIOECONOMICA (e SOCIOCULTURALE) ha a che fare con l’economia. Cerca di organizzare le proprie istanze e la società sulla base degli interessi caratterizzati nel 1 livello. Es. organizzazioni imprenditoriali (Confindustria): cercano di difendere le imprese, portare avanti i loro obiettivi. A differenza dei lavoratori indipendenti, i sindacati=hanno interessi diversi rispetto ai loro datori di lavoro. -RAPPRESENTANZA SOCIOPOLITICA dà vita -> a PARTITI POLITICI : visione della società inizialmente di parte e poi vuole diventare la visione generale della società. Nelle democrazie necessari due partiti che competono.

CAPITOLO 1: LO STATO-NAZIONE

Lo Stato nasce nell’Europa occidentale alla fine del Medioevo (tra XIII e XV sec). Stato come UNITA’ POLITICA (=POLITY). Ogni stato manifestazione di polity diversa-> necessaria un’analisi comparata dei molteplici assetti. 5 caratteristiche dello Stato: 1.MONOPOLIO DELLA VIOLENZA LEGITTIMA: Stato, polity: 1 solo centro di potere ha il diritto esclusivo al controllo e all’impiego della violenza organizzata attraverso l’ esercito. MA: la violenza come ultimo mezzo dell’attività politica. 2.TERRITORIALITA’: lo Stato deve mantenere l’ordine sul proprio territorio e saper difendere i confini nazionali da attacchi interni ed esterni. Il Territorio è l’identità fisica dello Stato e fa riferimento a una continuità storica. (ROMANO: lo Stato non ha un territorio, ma è un territorio). 3.SOVRANITA’: lo Stato non riconosce nessun potere superiore a sé stesso e non accetta interferenze esterne nei suoi affari domestici. STATUALITA’: conservazione dell’ordine pubblico e sicurezza sociale. Il territorio deve avere una sovranità che prende le decisioni basate sul potere. Lo Stato è giudice del proprio interesse e se ne assume l’intera responsabilità. In quanto sovrano lo Stato mantiene la sovranità ultima sul territorio. 4.PLURALITA’: pluralità di Stati territorialmente distinti e di principio eguali nell’ambiente politico moderno. Ognuno si organizza in maniera autonoma presuppone l’esistenza di tutti gli altri. Internamente : Stati caratterizzati dall’esistenza di un 1 centro di potere con facoltà di esercitare la violenza legittima. Esternamente: ciascuno Stato esiste a fianco di altri, tutti dotati delle stesse caratteristiche. Individuati come ostili solo poiché al di sopra degli Stati non esiste un livello di autorità più elevato. (SMITH: riconduce tutto allo Stato = ultima istanza. KELSN: sostiene l’esistenza di un ordinamento sovranazionale).

5. RELAZIONI CON LA POPOLAZIONE, COMUNITA’ POLITICA : -Gli Stati governano sopra una popolazione , impartiscono comandi e si aspettano obbedienza dalla popolazione, perseguono politiche vincolati per la popolazione. Potere è esercitato sulla popolazione, attraverso la Costituzione. Lo Stato stesso deve garantire diritti (pretese legittime): diritti di cittadinanza. STATO: persone operano esclusivamente nell’ambito e attraverso l’attività degli individui. -I governanti ed i governati costituiscono la comunità politica -> -Stato implica forma di diseguaglianza sociale e asimmetria tra: individui che esercitano le attività di governo e individui soggetti a esso*. Definizioni di stato-nazione:

  • POGGI: “c’è una minoranza organizzata che ordina una maggioranza disorganizzata. La minoranza di élite che occupano ed entrano nello Stato per governare una società civile. *GAETANO MOSCA : Democrazia è forma organizzativa in cui una minoranza organizzata governa su maggioranza disorganizzata. Asimmetria giustificata perché tutti insieme rappresentiamo un’entità collettiva, alcuni comandano su altri però in maniera legittima. ROBERT DAHL : Democrazia è rispondenza sulla base dei diritti e doveri, risposta dei governanti ai governati individuati come politicamente eguali. WEBER: PA deve avere requisito della impersonalità e imparzialità perché deve rappresentare lo Stato e quindi funzionario della PA si deve spogliare della vita privata per avere un pieno ruolo di funzionario dello Stato. Concetto di STATO moderno (XIX e nel XX sec) è associato ad ulteriori caratteristiche: 1. LEGGE VINCOLANTE PER CITTADINI E STATO (comandi e proibizioni esecutive) PER: 1) reprimere comportamenti antisociali 2) allocare a gruppi o individui l’accesso, l’utilizzo di risorse (tassazione progressiva= +reddito-> + aliquote).

3) In Occidente per fondare e decidere in merito alla policy, istituire, attivare e controllare agenzie e uffici pubblici e organizzare e controllare le loro operazioni 4) Poi tutte leggi sono tali solo se prodotte dallo Stato (tramite organi e procedure speciali) 5) Lo Stato è legato, vincolato, alle sue stesse leggi : necessario un CONTRATTO SOCIALE (patto tra individui visti come uguali) per entrare in uno stato politico (nelle democrazie è anche Stato di diritto). 2.ORGANIZZAZIONE CENTRALIZZATA E GERARHIZZATA: -Gerarchia delle fonti giuridiche (Costituzione fonte super primaria): 1) fonti superiori legittimano e pongono limiti su inferiori; 2) i prodotti di fonti inferiori possono cambiare senza alterare il contenuto di superiori; 3) se c’è contrasto tra contenuto di una fonte giuridica superiore e inferiore -> inferiore invalidata 3.DISTINZIONE TRA STATO E SOCIETA’ CIVILE TRAMITE:

- SECOLARIZZAZIONE: emancipazione dalla religione. LOCKE: “siate chierici nelle vostre chiese, e siate cittadini nelle pubbliche piazze”: tema separazione tra pubblico e privato. - MERCATO. Il mercato è neutrale (la burocrazia nasce in termini di neutralità, imparzialità e impersonalità). Lo Stato si affida progressivamente al diritto privato (proprietà e contratto), la disciplina legale delle attività che riguardano la produzione la distribuzione della ricchezza. Stato= insieme di assetti e pratiche istituzionali che riguardano tutti e solamente gli aspetti politici della gestione di una società delimitata territorialmente, ambito di attività espressamente politiche. Società= varietà di attività sociali che gli organi dello Stato non promuovono e controllano espressamente. 4.FORMAZIONE DI UNA SFERA PUBBLICA: - come perno fra stato e società: modo in cui lo Stato monitora e assiste i processi della società civile -Ampliamento dei diritti civili: LIBERALISMO: lo stato è al servizio dei cittadini nel garantire loro i DIRITTI CIVILI: Libertà DA : DA interferenze, l’interferenza statale (lo Stato può entrare in casa mia solo se ha mandato legittimo di perquisizione perché luogo privato è un vincolo). Tutela della privacy. Libertà DI : DI espressione (Trump censurato da interne e di esprimersi). 5.PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA: -Estensione dei diritti politici a tutti i membri della comunità politica (diritto di voto, diritto alla partecipazione politica, diritto a manifestare, …) -I governanti vengono selezionati tramite elezioni periodiche, competitive, libere e corrette -Ruolo dei partiti , almeno due (sistema bipartitico o pluralismo di partiti) competizione tra i partiti. 6.RICOMPOSIZIONE E RIDUZIONE DELLE FRATTURE SOCIALI TRAMITE: -Cittadinanza: diritti civili, politici, sociali MARSHALL: redistribuzione dei diritti sociali per accedere ai beni pubblici, tali per cui l’individuo non può essere escluso dal loro godimento. -Nazionalità: costruzione sociale di un’identità collettiva, polity, solidarietà condivisa. Concetto più profondo di Stato, prende in considerazione i rapporti anche ancestrali che possono essere presenti in una comunità politica (lingua, tradizione, religione) , considerati cittadini coloro che hanno una titolarità giuridica. IUS SOLI (nascendo sul suolo); IUS SANGUINIS (dal sangue dei genitori indipendentemente dal suolo della nascita).

CAPITOLO 2: LE DEMOCRAZIE

1970 poche democrazie ed omogenee; Oggi molte democrazie ed eterogenee, varie nel mondo. Quattro fattori hanno contribuito a nuovo interesse verso la comparazione delle democrazie: 1.Studi di POWELL e LIJPHART : comparare e caratterizzare i regimi: democratico maggioritario o consensuale

2. La terza ondata di democratizzazione di HUNTINGTON (1974 Portogallo a 1989 caduta muro Berlino) Come l’onda si infrange sulla spiaggia la democratizzazione si è sviluppata con flussi e riflussi. Le tre ondate: -1 ondata 1826-1926; 1 riflusso: anni 1920/30 (ribaltata da fascismo e forme di autoritarismo) -2 ondata: dopo la WW2, dopo 1945; 2 riflusso anni 1960/70 (America del Sud) -3 ondata: Portogallo 1974, con restaurazione democratica, e raggiunse livelli esplosivi, riflusso, dopo 1989 col crollo del muro di Berlino. È tutt’oggi ancora in corso. -> 75% dei paesi mondiali aveva un regime democratico + 2011, esplosione araba-> oggi grande varietà di democrazie 3. L’ingegneria istituzionale di SARTORI : ritenne necessario valutare le democrazie nei termini della loro efficienza, stabilità e legittimità. 4. Il neoistituzionalismo di MARCH e OLSEN : individuavano le istituzioni come variabili indipendenti che impattano direttamente su esiti e comportamenti (ieri variabili dipendenti da fattori sociali, economici o culturali) -> Necessità di analizzare effetti delle democrazie : qualità piuttosto che le fonti e la sua esistenza. Definizioni di DEMOCRAZIA :

  • PROCEDURALI (=democrazia come procedura = com‘è organizzata, processi per assicurare rappresentanza, accountability e legittimità). SCHUMPETER: “democrazia è assetto istituzionale per decisioni politiche. Assetto nel quale gli individui acquisiscono il potere di decidere attraverso una competizione per il voto popolare” (definizione ristretta) BOBBIO: “democrazia è sistema di regole per governare un gioco competitivo tra attori diversi con visioni diverse all’interno di un quadro di valori condivisi ” +definizione procedurale estesa di Dahl che parla di poliarchia
  • SOSTANTIVE (=democrazia per obiettivi, garanzia dei diritti) “metodo democratico è assetto istituzionale per arrivare a decisioni politiche che realizzano il bene comune facendo decidere il popolo , che esprime la propria volontà, attraverso l’ elezione
  • NORMATIVE (=democrazia come rapporto tra governanti e governati) MAY: “la democrazia postula una necessaria corrispondenza tra attori di governo e desideri dei governati” DAHL: “la democrazia è un regime politico caratterizzato dalla continua capacità di risposta del governo alle preferenze dei suoi cittadini considerati politicamente eguali (una testa un voto)”. Criterio di legittimità e il potere dal popolo, si fonda sul suo consenso -> il popolo è centrale. Caratteristiche di una democrazia: -condizione minima: 2 partiti in competizione.
  • maggioranza governa e rispetta i diritti delle minoranze.
  • rappresentanza politica intercetta le domande della società
  • rappresentanza socioeconomica vede al rapporto tra rappresentante-rappresentato (rappresentanza dei lavoratori).
  • principio maggioritario

-governo alternativo (alternativa di governo alla maggioranza, opposizione)

  • procedure di controllo affinché le regole del gioco vengano rispettate Distinzione tra democrazia antica vs moderna: DEMOCRAZIA ANTICA, DIRETTA e GRECA da Atene IV secolo a.C.
    • libertà del cittadino della polis che aveva una frazione di sovranità, partecipazione diretta
    • DEMOS PRATO = potere del popolo sul popolo. Non c’è separazione tra pubblico e privato: il cittadino assorbito nel corpo collettivo, vive solo in funzione della città, è assorbito dalla politica, democrazia letterale. -PRIVITIVISMO POLITICO, c’è un’unica forma di governo possibile. -meccanismo di ROTAZIONE delle cariche pubbliche = libertà ed eguaglianza legate -Cittadinanza solo per maschi, età minima 20 anni (meteci non possono partecipare, sorta di aristocrazia)
    • Assemblea cittadina partecipano tutti coloro che sono considerati cittadini e prendono le decisioni all’unanimità, per acclamazione. Ha un minimo di 40 sedute all’anno, quorum di 6 mila cittadini. -Consiglio è costituito da 500 persone, età minima 30 anni. Propone e organizza le decisioni pubbliche. -Commissione è di 50 membri, legislatura di 1 mese.
    • Presidente rimane in carica per un giorno : detiene l’ordine del giorno (potere di dare la parola ad altri) DEMOCRAZIA MODERNA, INDIRETTA, RAPPRESENTATIVA :
    • partecipazione indiretta: non basata la partecipazione, ma necessaria anche la rappresentanza : il cittadino vota il proprio rappresentante che lo rappresenterà in Parlamento. -Differenza sostanziale tra governati e governanti. Colui che governa necessita di una delega del potere (con voto o fiducia) -> il potere del governo controllato e limitato da Costituzione. -democrazia liberale : prima nascono i diritti civili e costituzionali e poi diritti politici
    • libertà del cittadino come stato di sicurezza e di indipendenza individuale : protezione dello Stato che deve rispettare l’individuo all’interno della proprietà privata (protetto da diritti personali) -divisione tra pubblico e privato non democrazia letterale, ma democrazia basata sulla divisione del lavoro -il popolo deve produrre un governo democratico (Democrazia procedurale di Schumpeter)
    • democrazia deliberativa : i politici prendono una decisione coinvolgendo molti esperti. Weber: “la politica non può non essere professione, ma politica come vocazione”. POLIARCHIA come definizione procedurale estesa di DAHL: non parla di democrazie quando considera dei casi nel mondo reale perché non è sempre disponibile un intreccio di beni sostantivi, egli parla di POLIARCHIA: più di un semplice processo elettorale, è definita da una cittadinanza, più o meno inclusiva, + diritto di opporsi e destituire i propri governant i. Dahl specifica che le istituzioni che devono esistere: rappresentanti eletti/ elezioni libere ed eque/ suffragio inclusivo/ diritto di concorrere per gli incarichi/ libertà di espressione/ presenza di fonti alternative di informazione autonoma e associativa + garanzie e controlli costituzionali riguardo l’esercizio del potere esecutivo. Vs SCHUMPETER : definizione di democrazia procedurale ristretta: democrazia riguarda elezioni, diritti politici La democrazia deve dunque garantire: -DIRITTI POLITICI (partecipazione ed elezione) -DIRITTI COSTITUZIONALI E LIBERTA’ CIVILI (diritti di opposizione e controlli costituzionali sull’esecutivo)

DA EGEMONIA CHIUSA = non è una democrazia = i diritti civili, di opposizione e politici non sono riconosciuti. Da egemonia chiusa A DEMOCRAZIA DI MASSA = democrazia attuale basata su estensione del voto a suffragio universale. 1.Freccia verticale: LIBERALIZZAZIONE = DIRITTI CIVILI e DIRITTO DI OPPOSIZIONE -> l’OLIGARCHIA COMPETITIVA = non democrazia, liberazione senza essere più inclusivi: UK, Francia prima WW1 -> DEMOCRAZIA DI MASSA

  1. Freccia orizzontale: tramite requisito dell’ INCLUSIVITA’ = DIRITTO POLITICO, di VOTO-> EGEMONIA INCLUSIVA con partecipazione e voto = regimi totalitari fascisti e comunisti (Germania nazista e URSS) -> DEMOCRAZIA DI MASSA 3.Da EGEMONIA CHIUSA A DEMOCRAZIA DI MASSA : non compiutezza nella democrazia: manca liberalizzazione (con) A DEMOCRAZIA DI MASSA (poliarchie) lo hanno fatto sia LIBERALIZZANDO e sia diventando più INCLUSIVI. P 88 ZAKARIA : “il percorso più probabile verso la LIBERALDEMOCRAZIA: COSTITUZIONALISMO (liberalizzazione) precede la PARTECIPAZIONE POLITICA (inclusività). Al contrario, il processo si arresta e -> democrazia illiberale” DAHL riscontrava un eventuale rischio per le democrazie in cui viene prima inclusività di liberalizzazione-> probabile instabilità democratica in termini elettorali e governativi. LIJPHART : distinzione di due diversi tipi di comportamento delle élite politiche: collaborativo e avversariale. 1.Struttura della SOCIETA’ OMOGENEA : -Democrazia DEPOLITICIZZATA (USA) con comportamento COOPERATIVO delle élite: 2 partiti in competizione, ma che vinca A o B è abbastanza indifferente. -Democrazia CENTRIPETA (UK) con comportamento AVVERSARIALE : elettori hanno un processo di forte polarizzazione e non cambierebbero mai voto. I partiti cercano di coinvolgere anche gli altri elettori (che non trovano il partito che li rappresenta) spostandosi verso il centro (luogo di competizione politica), avendo già assicurati quelli dei propri militanti. 2.struttura SOCIETA’ PLURALE: -Democrazia CONSOCIATIVA (Olanda): comportamento COOPERATIVO : governo di coalizione -Democrazia CENTRIFUGA (Italia) comportamento AVVERSARIALE : sistema multipartitico-> spesso instabilità.
  2. Democrazie angloamericane : cultura politica secolare ed omogenea con attori e associazioni interdipendenti, ma autonomi. Sistema politico centripeto, moderato e stabile.
  3. Democrazie europee : cultura politica frammentata , società plurale con subculture politiche separate e non sovrapponentesi, attori indipendenti approdavano alla politica con margini di negoziazione, ma con progetti confliggenti e mutualmente esclusivi a livello di cultura politica e di sistema politico. Sistema politico conflittuale, polarizzato e instabile. LIJPHART si sofferma sulle democrazie consociative (o consensuali, società plurale e comportamento cooperativo): le élite collaborative in una società plurale cercavano di neutralizzare i peggiori effetti della frammentazione e dei conflitti sociali (democrazie europee frammentate). Nel modello originale consociativo erano considerate 4 caratteristiche istituzionali: proporzionalità, veto delle minoranze, autonomia dei segmenti sociali e grande coalizione -> MENTRE la nuova tipologia delle democrazie sviluppata da LIJPHART definita in termini politici e istituzionali: prendendo in considerazione i comportamenti delle élite, ma anche le strutture istituzionali che definivano la polity.

LIJPHART , tipologie di democrazia: MAGGIORITARIE VS CONSENSUALI: DEMOCRAZIA MAGGIORITARIA : democrazia COMPETITIVA o MODELLO DI WESTMINSTER: -Partito/coalizione di partiti vincenti -> potere illimitato (= grande differenza tra vincitori e perdenti).

  • valori condivisi all’interno di una società (valori profondi: es patriottismo). -società non ha fratture sociopolitiche, linguistiche, religiose, culturali.
  • NON presenza di un partito antisistema con maggioranze elevate
  • sistema elettorale maggioritario : il partito vincente ha gran parte di seggi in parlamento (che vinca A o che vinca B indifferenza perché entrambi hanno valori profondi condivisi). Sistema elettorale bipartitico.
  • si guadagna governabilità e non rappresentanza e si ha la legittimazione reciproca tra i due maggiori partiti.
  • forte scontro sulla dimensione della politica, competizione, policy (tradizione anglosassone) -Il partito che vince va al governo e il suo leader diventa primo ministro, premier sceglie i ministri all’interno del suo partito e fa ministri anche chi fa opposizione all’interno del partito (per silenziarli) -Il governo decide l’agenda politica e il parlamento è molto accondiscendente. DEMOCRAZIA CONSENSUALE O CONSOCIATIVA (non consociativismo): -potere condiviso, coalizioni multipartitiche , minoranze incluse nei processi decisionali e potere esecutivo limitato da corti costituzionali (sistema di governance territoriale decentrato).
  • società frammentate dal punto di vista religioso, linguistico, culturale (Es Paesi Bassi, Olanda, Svizzera) -presenza di partiti antisistema con percentuali elevate. -sistema elettorale proporzionale con soglie basse
  • rappresentatività diventa più importante della governabilità (A non si fida di B e viceversa). -può subentrare principio di secessione (es Catalogna, Scozia nel Regno unito) -Il parlamento detta l’agenda politica e il governo è accondiscendente: processo decisionale più lento Caratteristiche istituzionale Modello MAGGIORITARIO CONSENSUALE Potere esecutivo gabinetti maggioritari monopartitici o in coalizione minime Condivision e in coalizioni multipartitiche Rapporti esecutivo- legislativo Esecutivo domina l’assemblea legislativa Equilibrio dei poteri Sistema partitico Bi partitico Multi partitico Sistema elettorale Maggioritario Proporzionale Sistema dei gruppi di interesse Pluralista Corporativo Tipi di governo Unitario e centralizzato Federale e decentralizzato Assemblea legislativa Monocameralismo Bicameralismo forte, incongruente Costituzione Flessibile e facilmente emendabile Rigida e difficile da emendare Controllo giurisdizionale Sovranità parlamentare Corte costituzionale Banca centrale Dipendente dall’esecutivo Indipendente dall’esecutivo L’Italia non ha i requisiti di fondo per essere classificata: non c’è una religione di stato, gran parte laica. C’è una divisione tra partiti laici e partiti confessionali. Non ci sono grandi fratture linguistiche o religiose (=no democrazia consociativa). Italia viene considerata democrazia consensuale con sistema proporzionale + presenza di un partito antisistema (Partito Comunista italiano). Il Pc aveva comunque partecipato alla costituente (mix tra cultura cattolica e socialista). Si formano governi di coalizione per evitare che il Pc potesse andare al governo.

CHI GOVERNA?

Potere personale (culto della persona):

  • Monarchia dittatoriale: potere comparabile a quello di un monarca assoluto (Cina)
  • (monarchia dinastica- dittatoriale potere ereditario- Arabia Saudita)
  • Dittatura monarchica: dittatori a capo di organizzazione militare o partitica: Monarchie presidenziali (Indonesia, Cile, Cuba, Corea del Nord) Monarchie presidenziali populiste (camuffate da democrazia, in Perù e molti paesi dell’ex-URSS) Potere organizzativo: (nasce da organizzazione es militare)
  • Dittatura militare: palese: da colpo di Stato, poi viene composta una giunta per evitare che un ufficiale di grado maggiore instauri una dittatura personale; camuffato: l’esercito influenza il governo (indiretto)
  • Regimi a partito unico: nasce da elezioni democratiche, il partito che vince prende tutto il potere (gli altri partiti vengono vietati). In realtà non sono elezioni competitive, il partito unico crea partiti 'finti' per far credere ci sia una democrazia, ma invece fanno tutti parte dello stesso: Partito comunista (Cina, Vietnam); Fascista (Italia); Terzo Mondo (Africa, Iraq, Messico) Colpi di Stato:
  • Corporativo: eseguito da militari quali organo corporativo; sotto il controllo degli ufficiali più anziani
  • Miliziano: eseguito da una fazione dei militari; sotto il controllo di ufficiali di media posizione
  • Contro colpo di Stato: eseguito contro un governo militare; da una fazione di militari insoddisfatti o ambiziosi PERCHE’ GOVERNANO? I regimi autoritari vogliono rivendicare di avere un’AUTORITA’ LEGITTIMA: diritto al governo -Legittimità LEGALE -> rivendicazione giuridico-formale tramite pseudo costituzioni -legittimità RELIGIOSA -> rivendicazione di governo tramite la grazia di dio oppure il diritto divino dei re (come se il potere gli fosse concesso da una divinità). Diffusa in passato, oggi rara (Iran, Vaticano). -legittimità IDEOLOGICA -> varietà: marxismo-lenismo o populismo latino-americano. Cercando di far credere sacra una concezione ideologica. I regimi autoritari usano propaganda, i media, l’educazione. Le rivendicazioni ideologiche per legittimare l’autorità assumono forme differenti: personale ( leader rivendicano legittimità profetica in quanto ideologi); organizzativo (partiti, militari rivendicano un diritto ideologico al potere); visionario / programmatico ( regime asserisce che gli obiettivi e i principi racchiusi nella sua ideologia conferiscono un diritto al governo). -legittimità DEMOCRATICA -> rivendicazione utilizzo di istituzioni democratiche , ma sulla base di elezioni non competitive o semi-competitive (es. Russia): molti regimi autoritari si fanno eleggere in maniera democratica prima di farla diventare una dittatura, illudendo ci siano anche altre istituzioni al potere. “ IL FASCISMO ITALIANO: UN REGIME AUTORITARIO” Sulla classificazione del regime fascista si sono confrontati tempo diverse posizioni sia storiche sia politologiche. Lo storico analizza e cerca di definire l’evento. La STORIA è alla ricerca dell’UNICITA’ , fatti unici che possono interrompere la continuità. Mentre il sociologo o politologo è alla ricerca di regolarità attraverso la comparazione. Le SCIENZE SOCIALI alla ricerca della REGOLARITA’ di un fenomeno (com’è avvenuto e conseguenze). Collocazione

problematica del fascismo storicamente determinato nell’ambito del totalitarismo o autoritarismo. Termine totalitarismo e fascismo coniato da Mussolini con Giovanni Gentile. IL FASCISMO È UN REGIME AUTORITARIO che sebbene abbia cercato un consolidamento totalitario ( CON VOCAZIONE TOTALITARIA ) ma mai realizzato: nel caso del totalitarismo si è in presenza di una configurazione monista (vi è un unico soggetto titolare del potere decisionale all’interno del regime), nel caso dell’autoritarismo la configurazione è limitatamente pluralista , includendo di solito più di un attore politico, istituzionale o sociale, in grado di influenzare le decisioni prese dal regime stesso. Poiché il fascismo non riuscì ad eliminare dalla scena due importanti attori quali la CHIESA CATTOLICA e la MONARCHIA esso non può considerarsi a tutti gli effetti un regime totalitario. Mutamenti della democrazia, 5 fasi:

1. -CRISI DELLA democrazia: CRISI DI REGIME -> rottura compromesso democratico -> nuovi LIMITI dei diritti civili e politici = LIMITAZIONE DELLA COMPETIZIONE POLITICA e partecipazione -CRISI NELLA democrazia: CRISI DEL FUNZIONAMENTO - ARRESTO DEL FUNZIONAMENTO di norme, strutture, meccanismi o processi cruciali del regime -CATTIVO FUNZIONAMENTO del rapporto società-partiti o gruppi-strutture regime. Es. crisi nella democrazia italiana anni ’90: fattori internazionali come caduta del muro di Berlino, che ha cambiato le dinamiche geopolitiche, implosione dell’URSS + accordi di Maastricht -> impongono anche all’Italia di procedere con determinate politiche pubbliche per allinearsi agli altri paesi. Fattori domestici : azione della magistratura che si sente più libera e denuncia la collusione (corruzione) tra politica, p.a. ed economia, e società civile -> viene delegittimato il sistema partitico italiano. Nasce una nuova offerta politica che imposta la competizione su criteri in parte nuovi favoriti dai movimenti referendari dei primi anni ‘90 che cercano di portare l’Italia sul modello di una democrazia maggioritaria, senza riuscirci. 2. Cause e conseguenze della CRISI DELLA democrazia (con nuova limitazione dei diritti civili e politici, crisi del regime): - crescita di RADICALIZZAZIONE; FRAMMENTAZIONE; FRAZIONALIZZAZIONE PARTITICA (non mi identifico + nel partito): PARTECIPAZIONE (a causa dell’assetto politico messo in discussione -> partecipazione contro specifici partiti); INSTABILITA’ GOVERNATIVA (es. governi non hanno maggioranza) -aumento DI INEFFICACIA DECISIONALE, INEFFETTIVITA E ILLEGITTIMITA’ (-> malcontento che reagisce) -> Circolo Vizioso. -SUPERAMENTO DELLA CRISI grazie all’iniziativa dei leaders con creazione delle condizioni per il CROLLO del regime: distribuzione del centro; crescente violenza; crescita di politicizzazione dei poteri neutrali (di magistratura ed esercito) 3.INSTAURAZIONE democratica (origine e condizioni) servono: -Attori rilevanti (dentro il sistema sociale politico, ma anche fuori) - Formazione della coalizione fondante il regime (partigiani) -Forze politiche presenti (pp rieducano alla liberal democrazia) - Elites ed il grado di partecipazione di massa (partecipazione da problemi, richiesta di cambiamento) -Continuità/discontinuità del nuovo regime (transizione guidata del nuovo governo) -Legittimazione del regime Come spiegare l’ISTAURAZIONE DEMOCRATICA: -le tradizioni politiche del paese - l’esistenza e affermazione di una precedente politica di massa (durata, tipo di esperienza autoritaria). -> permette suffragio universale, alfabetizzazione democratica, consapevolezza dei diritti civili e politici.

2. L’INTENSITA’ del coinvolgimento nella partecipazione politica (tempo e risorse) 3. GRADO DI RISCHIOSITA’ della partecipazione , dipende da: -della loro scelta di partecipare: rischi maggiori o minori per il loro benessere personale -diversi regimi politici hanno differenti partecipazioni politiche: Partecipazione “convenzionale” (es votare) vs “non convenzionale” (es occupare edifici). Regimi non democratici + attività non convenzionali e punite. In tutti i regimi politici la politica di protesta che danneggia gli individui o diritti di proprietà -> sanzioni di legge. La PARTECIPAZIONE POLARE è organizzata e regolare, AZIONI COLLETTIVE: MOVIMENTI SOCIALI : flussi di partecipazione pubblica collettiva non convenzionale che rivolge domande ai policy maker attraverso la comunità, piazza, eventi mediatici (attraverso blocchi o sit-in). GRUPPI D’INTERESSE : gruppo orientato al conseguimento di un obiettivo di cui beneficerà l’intera società e non solo i membri (aria pulita). PARTITI POLITICI : attività in cui i partecipanti cooperano per nominare i candidati parlamentari , organizzano l’affluenza alle urne di elettori in favore dei candidati concernono la formazione di partiti politici. Associazioni politiche focalizzate su una sola competenza centrale e solo spazio di mobilitazione in un dato momento. I partiti spesso arrivano in ritardo rispetto ai movimenti e a volte li cavalcano. Spesso i movimenti diffidano dai partiti, in quanto i primi vogliono scardinare lo status quo, mentre i secondi sono più istituzionalizzati. Il movimento politico dopo un po‘ esaurisce forza ed effervescenza -> o si istituzionalizza o non riesce anche per mancanza di risorsa. Esaurimento del movimento a prescindere dal raggiungimento dell’obiettivo, magari per mancanza di leadership. DETERMINANTI della partecipazione politica -tre ambiti per favorire le proprie possibilità di vita in base alle proprie aspirazioni: -MERCATI: scambio contrattuale (chi ha + risorse -> si mobilitano +). -FAMIGLIE E ASSOCIAZIONI COMUNITARIE: reciprocità comunitaria, basata più sul bisogno - PARTECIPAZIONE POLITICA: strategia di ultima istanza per risolvere i conflitti sociali ->

PERCHE’ impegnarsi nella partecipazione politica? -> La partecipazione politica è una STRATEGIA DI ULTIMA ISTANZA PER RISOLVERE CONFLITTI SOCIALI quando falliscono altri approcci più diretti (come scambio contrattuale o reciprocità comunitaria) -partecipazione politica è MODALITA’ PER erogare BENI COLLETTIVI, PUBBLICI O PRINCIPALI : ->PROBLEMI del FREE-RIDING e poi INCENTIVI SELETTIVI come soluzione al problema (OLSON): gli individui cercano di minimizzare il loro sforzo nel produrre qualche beneficio non contribuendo alla produzione di esso perché ottengono comunque il bene collettivo indipendentemente dalla loro partecipazione o meno. Se però ogni cittadino si comportasse così ->pensa che dovrebbero sobbarcarsi i costi gli altri -> allora nessun bene verrebbe mai prodotto. Olson sostiene però che la partecipazione politica avviene lo stesso perché gli incentivi selettivi superano il problema del free rider = coloro che partecipano a uno sforzo per la produzione oltre che ai beni collettivi + ricevano anche un bene privato. Se tali incentivi selettivi > costi della partecipazione -> la mobilitazione politica. -> INCENTIVI SELETTIVI COME SOLUZIONE PARZIALE INCOMPLETA (PIZZORNO): Pizzorno sostiene che ci sono delle SOLUZIONI ESTERNE paradosso: gli attori politici possono contribuire all’azione collettiva perché la partecipazione è percepita come una qualcosa di positivo. A. per motivazioni ALTRUISTICHE: imprenditori politici considerano costi come minimi. B. come BENEFICIO: gratificazione dall’esperienza della partecipazione politica, beneficio più potente (Olson partecipazione politica come un impegno costoso) C. da causa da percezione sbagliata, sottostima dei COSTI D. come DISPOSITIVO di MONITORAGGIO: dinamica di informazioni Definizione di partecipazione politica: RUSH : coinvolgimento dell’individuo nel sistema politico da disinteresse totale -> a titolarità di una carica politica. AXFORD : l’insieme dei comportamenti dei cittadini orientati ad influenzare il processo politico. LIVELLO MACRO: contesto in cui è più possibile la partecipazione politica? QUANDO? DOVE? Fattori: SVILUPPO ECONOMICO (società + ricche-> + risorse per stimolare la partecipazione politica) e NATURA DEL REGIME, il regime politico regola i vincoli e le opportunità della partecipazione politica.: -Nelle democrazie liberali: ampia gamma di azioni partecipative tollerate -Nei regimi autoritari: ristretta gamma di modalità di partecipazione, anche se molte sono tollerate. -Nei regimi dispotici aspramente repressivi: no azioni partecipative = molto ristrette + reprimono ogni forma di azione coordinata + impongono la partecipazione politica obbligatoria attraverso organi statali di massa. La partecipazione varia anche tra diverse democrazie: dai livelli dello sviluppo economico e dalla differente struttura delle opportunità: sistemi bipartitici e multipartitici: Il sistema MULTIPARTITICO : raggruppamenti di + partiti diversi. MA la facilità della raccolta di domande e nell’ingresso del sistema a rappresentanza proporzionale fa sì che gli imprenditori politici possano organizzare una sfida elettorale, indipendente ed efficace attorno a nuove istanze salienti. Nei sistemi BIPARTITI: sistema composto da due partiti e da una mancanza di coesione interna -> può creare dei punti di accesso per nuove istanze nell’ambito della politica già consolidata.

Differenti livelli di STIMOLI CONTESTUALI che influenzano i profili individuali e aggregati della partecipazione politica:

  • a livello MICRO : reti familiari e amicali
  • a livello MESO : associazioni onnicomprensive e partiti densamente organizzati
  • a livello MACRO: istituzioni democratiche e allineamenti strategici fra le forze politiche I MOVIMENTI SOCIALI DELLA PORTA e DIANI : I movimenti sociali sono retti di interazioni basate su credenze condivise e solidarietà che si mobilitano su tematiche conflittuali attraverso forme di protesta. ALBERTO MELUCCI : tre tipi di movimento: -movimenti RIVENDICATIVI: per mutamento nelle norme (es assegnazione delle risorse socioeconomiche) -movimenti POLITICI (accesso con competenza di canali di partecipazione politica) per spostare i rapporti di forza a mio vantaggio (da movimento -> diventa partito) -movimenti DI CLASSE: per trasformare il modo di produzione e i rapporti di classe, (movimento antisistema) 1.MANCUR OLSON : l’autore sostiene che attraverso i beni pubblici (beni non esclusivi) bisogna distinguere la partecipazione politica da grandi e piccoli gruppi. Olson afferma che gli individui sono razionali: nei GRANDI GRUPPI: l’individuo per ottenere un bene in un grande gruppo non partecipa e si comporta da FREE RIDER (beneficio di un servizio, ma non lo pago). Nei sindacati Olson è per l’obbligatorietà dell’iscrizione o alzare la sanzione. Nei PICCOLI gruppi: è difficile essere free rider perché senza partecipazione lo scopo non lo raggiungo. **“Partecipazione come impegno costoso”
  1. ALESSANDRO PIZZORNO** risponde a Olson sostenendo che gli individui non sono solo razionali, ma anche sentimento collettivo (gusto di partecipare). Evidenzia come partecipazione significhi identificazione , identificazione in un NOI, partecipazione come ricerca di senso di appartenenza. **“Partecipazione come identificazione”
  2. ALBERT HIRSCHMAN “defezione, protesta, lealtà”:** reazioni dei cittadini alle scelte collettive. Tre categorie:
  • exit (defezione): oggi l’elettore è sempre più elettore di opinione , non di appartenenza (identificazione). In economia l’individuo ha la possibilità di uscire ed entrare da un’altra parte, sovranità del consumatore.
  • voice (protesta): in politica se c’è un’ identificazione nel partito politico si può protestare internamente, continuando a aderire ad esso, fa sì che le idee siano sentite. Il concetto di Voice si lega a Loyalty.

- loyalty (lealtà): livello di identificazione nelle istituzioni, spirito di appartenenza.

4. INGLEHART: Il POST MATERIALISMO “la rivoluzione silenziosa”. Nuove caratteristiche della partecipazione sviluppatesi a partire dagli anni 60: - le richieste di mutamento sociale per una base sociale di classe media: la classe media è +interessata a dimensione qualitativa che quantitativa. (classe operaia + interessata a quantità) - la frattura basata sull’età diventa importante : entrano nell’agenda politica elementi qualitativi (da valori materialistici a valori post materialistici = verso individuazione). - i temi non economici acquistano un > grado di salienza: poi diventa salienza politica (tematiche ambientali). CAPITOLO 5: ASSOCIAZIONI DI INTERESSE (gruppo di interesse o gruppo di pressione)

Un insieme di persone che si mobilita per avanzare particolari interessi pubblici e socioeconomici e influenzare le decisioni riguardanti le politiche pubbliche. Le associazioni sono organizzate su base volontaria cercano di conseguire un obiettivo di cui beneficerà l’intera società e non solo i membri. Le associazioni di interessi hanno ruoli differenti nei diversi sistemi politici nel tempo e nello spazio. BENTLEY: sezione della società che agisce o tenti di agire ( sostiene gli INTERESSI per essere visibili) TRUMAN : gruppo che, sulla base di ATTEGGIAMENTI condivisi, presenta domande ad altri gruppi della società WILSON : organizzazioni di appartenenza volontaria che si appellano al governo, ma non partecipano alle elezioni (definizione formale che può essere problematica in un CONTESTO COMPARATO poiché rappresentanza varia in paesi) ALMON, POWELL: individui legati da comuni preoccupazioni che sono consapevoli di un LEGAME (appartenenza) ALMOND: si concentra sulla FUNZIONE della rappresentanza degli interessi -> necessario assumere un’universale funzione di rappresentanza poiché le istituzioni e la loro forma dipendono dal contesto politico e socioeconomico dello specifico sistema VS BERRY: necessario distinguere fra diversi tipi di gruppi di INTERESSE PUBBLICO o PRIVATI -> MA distinzione problematica del termine “pubblico”. TRUMAN: il termine “ INTERESSE PUBBLICO ”, a causa della sua natura controversa, è privo di significato se utilizzato per riferirsi a un interesse persuasivo che tutti nel sistema sono d’accordo su di esso. 3 TRADIZIONI TEROICHE delle associazioni di interesse:

  1. TRADIZIONI REPUBBLICANE (UNITARISTE) ROUSSEAU, Francia XVIII sec. Le associazioni di interesse perseguono interessi particolari e viene meno il rapporto tra cittadino e istituzioni. Le associazioni sono ritenute minaccia per la democrazia : limitano libertà dei cittadini = + prevalgono gli interessi particolari quanto - la politica rappresenta la volontà generale del popolo. Il ruolo dello Stato è garantire l’unità e l’indivisibilità della Repubblica e le restrizioni alla libertà associativa -> le associazioni devono scomparire perchè creano disuguaglianze.
  2. TRADIZIONI LIBERALI (PLURALISTE). TOCQUEVILLE, USA XIX sec. Le associazioni di interesse sono una fonte essenziale di libertà e democrazia : possibilità di partecipare e rendere attivi i cittadini (le società democratiche sono tali quando esiste pluralismo). I liberali fanno affidamento su due discutibili assunti: 1. Tutte le persone godono della stessa capacità di associarsi e 2. le associazioni di interessi sono ugualmente distribuite attraverso tutto lo spettro politico -> lo Stato deve garantire la libertà di associazione.
  3. TRADIZIONI (NEO)CORPORATIVE : SCHMITTER, Europa continentale, America del Sud nel XX. Le associazioni di interesse non possono essere escluse dal processo politico, ma devono essere inglobate nel processo di produzione. Contrariamente ai pluralisti, temono che la libera competizione tra gruppi di interesse condurrebbe al prevalere degli interessi più forti su quelli più deboli -> perciò Lo Stato favorisce forme di regolamentazione che assicurino un equilibrio di potere fra interessi sociali contrapposti , specialmente tra le organizzazioni del capitale e del lavoro (politiche economiche funzionano meglio perché c’è concertazioni tra politiche). Due definizione di SCHMITTER: NEOCORPORATIVISMO: sistema di rappresentanza di interessi dove le unità costitutive sono organizzate in numero limitato di categorie e non sono competitive , strutturate gerarchicamente , differenziate