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appunti del 1 anno di Scienze internazionali con il professore Pasini
Tipologia: Appunti
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Introduzione: La SCIENZA POLITICA è una scienza sociale che studia i fenomeni politici (come anche la teoria politica e le relazioni internazionali) e l’interazione e i comportamenti all’interno dei sistemi politici (strutture politiche interne, attori e processi) e li analizza empiricamente attraverso somiglianze e differenze (e nel tempo) - siano essi nazionali, regionali, comunali o sovranazionali. Oggetto: COMPARAZIONE; obiettivo: SOMIGLIANZE E DIFFERENZE È una scienza POSITIVA e DESCRITTIVA : positiva perché fa riferimento al positivismo scientifico; descrittiva perché descrive il mondo così com’è e fotografa i fenomeni politici. Diversa dal diritto perché diritto è fotografia statica e dalla teoria politica che tratta di questioni normative. La scienza politica invece non si ferma a descrizione formale -> È una scienza DINAMICA e EMPIRICA: analizza empiricamente il processo di come avvengono i fenomeni, gli politici e delle logiche politiche. A differenza della filosofia politica che è prescrittiva e normativa cioè spiega come il mondo dovrebbe essere sulla base di come il mondo è, la scienza politica non è né una scienza prescrittiva né predittiva. NOMBERTO BOBBIO: la SCIENZA POLITICA è lo studio, la ricerca su diversi aspetti della realtà politica, al fine di spiegarla il più empiricamente tramite la metodologia. ->È una scienza NEUTRALE. WEBER parla di POLITEISMO (o pluralismo) dei valori: i valori di ognuno condizionano la propria condizione. Le scienze sociali devono descrivere in modo OGGETTIVO un fenomeno : ma non vivendo nel vuoto pneumatico, anche colui che cerca di descrivere nel modo più neutrale e oggettivo ha dei punti di vista che condizioniamo la descrizione (anche se cerco di non farmi condizionare da miei valori). È importante esplicitare il problema e il condizionamento dei valori. Studiosi come Aristotele, Macchiavelli e Montesquieu si interessano della questione: COME funziona la politica. La scienza politica è lo STUDIO DEI FENOMENI POLITICI: CHI prende le decisioni politiche e CHI influenza le decisioni politiche? (anche più persone, attori anche non politici); COME le decisioni politiche vengono prese? (in maniera consensuale, verticale); QUALI istituzioni sono coinvolte nelle decisioni? (dipendentemente dalla forma di governo). Cos’è la POLITICA?
A RIVOLUZIONE COMPORTAMENTISTA : la politica è il sottoinsieme dei comportamenti che implicano l’uso del potere e dell’influenza. Focus= rapporto tra i diversi attori sociali (partiti o associazioni di rappresentanza, ma non politiche) che fanno pressione sulle istituzioni per mantenere o smantellare lo status quo. Tipi di politica comparata, tre differenti tradizioni: -studio dei singoli paesi: paesi esaminati in isolamento dagli altri -metodologica: definire regole e standard per stabilire come l’analisi comparata deve essere condotta. -ANALITICA: combina tra sostanza e metodo empirico. Individuare e spiegare le differenze e somiglianze tra paesi attraverso la comparazione sistematica. Obbiettivo finale è esplicativo. Sistema politico, che fa riferimento a una liberal democrazia, si basa sul tipo di Costituzione che il paese ha e all’interno di qualsiasi società c’è LA SOCIETA’ CIVILE , che si esprime sia in una forma evoluta sia una forma semplice, INPUT con DOMANDE, BISOGNI, INTERESSI, IDENTITA’, ASPETTATIVE. Società costitutivamente disuguale (nell’articolazione di …). DOMANDE di qualsiasi natura; BISOGNI materiali, post-materialisti (con l’aumento di benessere socioeconomico e i bisogni si raffinano); INTERESSI, interessi economici da capacità di reddito; ASPETTATIVE : dal contesto di vita e punti di vista, più o meno ambiziose in base a diversi fattori. IDENTITA’ ha due termini: INDIVIDUAZIONE: io si distingue da un noi, IDENTIFICAZIONE: io si confonde in un noi (la classe 2020/21); Nel 1 LIVELLO in considerazione beni e risorse sociali. DEMOCRAZIA: rispondenza dei governanti nei confronti dei governati (considerati quest’ultimi come politicamente eguali, una testa un voto). Tra il 1 e il 2 LIVELLO: movimento o gruppo nasce da un’idea di una certa spontaneità: c’è un’istanza, le persone si aggregano e tra di esse c’è qualcuno che si pone in testa al movimento o gruppo e si fa portavoce delle istanze di tutti coloro che aderiscono. (SPONTANEISMO: il movimento o sparisce o si istituzionalizza). Es. Il movimento 5 stelle che non vuole diventare partito, dal punto di vista dei suoi leader, nasce per intercettare domande, bisogni interessi… e vuole essere movimento (quindi meno organizzato di un partito politico). Nel 2018 il movimento con 32% di consenso entra nelle istituzioni e per certi versi si istituzionalizza e molti dei membri non riconoscono più l’origine del movimento e che sia ormai diventato come qualsiasi partito nazionale. I partiti non sono istituzioni, anche se si istituzionalizzano , e si trovano nel 2 livello. 2 LIVELLO : una volta che il movimento ha esaurito in maniera più o meno disordinata il proprio compito (attraverso l’esplicitazione del 1 livello), nelle nostre democrazie abbiamo il luogo deputato alla rappresentanza socioeconomica e socioculturale da un lato e dall’altro rappresentanza sociopolitica. Nel 2 livello attori non istituzionali, ma più o meno aggregati, intercettano gli interessi del 1 livello.
Lo Stato nasce nell’Europa occidentale alla fine del Medioevo (tra XIII e XV sec). Stato come UNITA’ POLITICA (=POLITY). Ogni stato manifestazione di polity diversa-> necessaria un’analisi comparata dei molteplici assetti. 5 caratteristiche dello Stato: 1.MONOPOLIO DELLA VIOLENZA LEGITTIMA: Stato, polity: 1 solo centro di potere ha il diritto esclusivo al controllo e all’impiego della violenza organizzata attraverso l’ esercito. MA: la violenza come ultimo mezzo dell’attività politica. 2.TERRITORIALITA’: lo Stato deve mantenere l’ordine sul proprio territorio e saper difendere i confini nazionali da attacchi interni ed esterni. Il Territorio è l’identità fisica dello Stato e fa riferimento a una continuità storica. (ROMANO: lo Stato non ha un territorio, ma è un territorio). 3.SOVRANITA’: lo Stato non riconosce nessun potere superiore a sé stesso e non accetta interferenze esterne nei suoi affari domestici. STATUALITA’: conservazione dell’ordine pubblico e sicurezza sociale. Il territorio deve avere una sovranità che prende le decisioni basate sul potere. Lo Stato è giudice del proprio interesse e se ne assume l’intera responsabilità. In quanto sovrano lo Stato mantiene la sovranità ultima sul territorio. 4.PLURALITA’: pluralità di Stati territorialmente distinti e di principio eguali nell’ambiente politico moderno. Ognuno si organizza in maniera autonoma presuppone l’esistenza di tutti gli altri. Internamente : Stati caratterizzati dall’esistenza di un 1 centro di potere con facoltà di esercitare la violenza legittima. Esternamente: ciascuno Stato esiste a fianco di altri, tutti dotati delle stesse caratteristiche. Individuati come ostili solo poiché al di sopra degli Stati non esiste un livello di autorità più elevato. (SMITH: riconduce tutto allo Stato = ultima istanza. KELSN: sostiene l’esistenza di un ordinamento sovranazionale).
5. RELAZIONI CON LA POPOLAZIONE, COMUNITA’ POLITICA : -Gli Stati governano sopra una popolazione , impartiscono comandi e si aspettano obbedienza dalla popolazione, perseguono politiche vincolati per la popolazione. Potere è esercitato sulla popolazione, attraverso la Costituzione. Lo Stato stesso deve garantire diritti (pretese legittime): diritti di cittadinanza. STATO: persone operano esclusivamente nell’ambito e attraverso l’attività degli individui. -I governanti ed i governati costituiscono la comunità politica -> -Stato implica forma di diseguaglianza sociale e asimmetria tra: individui che esercitano le attività di governo e individui soggetti a esso*. Definizioni di stato-nazione:
3) In Occidente per fondare e decidere in merito alla policy, istituire, attivare e controllare agenzie e uffici pubblici e organizzare e controllare le loro operazioni 4) Poi tutte leggi sono tali solo se prodotte dallo Stato (tramite organi e procedure speciali) 5) Lo Stato è legato, vincolato, alle sue stesse leggi : necessario un CONTRATTO SOCIALE (patto tra individui visti come uguali) per entrare in uno stato politico (nelle democrazie è anche Stato di diritto). 2.ORGANIZZAZIONE CENTRALIZZATA E GERARHIZZATA: -Gerarchia delle fonti giuridiche (Costituzione fonte super primaria): 1) fonti superiori legittimano e pongono limiti su inferiori; 2) i prodotti di fonti inferiori possono cambiare senza alterare il contenuto di superiori; 3) se c’è contrasto tra contenuto di una fonte giuridica superiore e inferiore -> inferiore invalidata 3.DISTINZIONE TRA STATO E SOCIETA’ CIVILE TRAMITE:
- SECOLARIZZAZIONE: emancipazione dalla religione. LOCKE: “siate chierici nelle vostre chiese, e siate cittadini nelle pubbliche piazze”: tema separazione tra pubblico e privato. - MERCATO. Il mercato è neutrale (la burocrazia nasce in termini di neutralità, imparzialità e impersonalità). Lo Stato si affida progressivamente al diritto privato (proprietà e contratto), la disciplina legale delle attività che riguardano la produzione la distribuzione della ricchezza. Stato= insieme di assetti e pratiche istituzionali che riguardano tutti e solamente gli aspetti politici della gestione di una società delimitata territorialmente, ambito di attività espressamente politiche. Società= varietà di attività sociali che gli organi dello Stato non promuovono e controllano espressamente. 4.FORMAZIONE DI UNA SFERA PUBBLICA: - come perno fra stato e società: modo in cui lo Stato monitora e assiste i processi della società civile -Ampliamento dei diritti civili: LIBERALISMO: lo stato è al servizio dei cittadini nel garantire loro i DIRITTI CIVILI: Libertà DA : DA interferenze, l’interferenza statale (lo Stato può entrare in casa mia solo se ha mandato legittimo di perquisizione perché luogo privato è un vincolo). Tutela della privacy. Libertà DI : DI espressione (Trump censurato da interne e di esprimersi). 5.PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA: -Estensione dei diritti politici a tutti i membri della comunità politica (diritto di voto, diritto alla partecipazione politica, diritto a manifestare, …) -I governanti vengono selezionati tramite elezioni periodiche, competitive, libere e corrette -Ruolo dei partiti , almeno due (sistema bipartitico o pluralismo di partiti) competizione tra i partiti. 6.RICOMPOSIZIONE E RIDUZIONE DELLE FRATTURE SOCIALI TRAMITE: -Cittadinanza: diritti civili, politici, sociali MARSHALL: redistribuzione dei diritti sociali per accedere ai beni pubblici, tali per cui l’individuo non può essere escluso dal loro godimento. -Nazionalità: costruzione sociale di un’identità collettiva, polity, solidarietà condivisa. Concetto più profondo di Stato, prende in considerazione i rapporti anche ancestrali che possono essere presenti in una comunità politica (lingua, tradizione, religione) , considerati cittadini coloro che hanno una titolarità giuridica. IUS SOLI (nascendo sul suolo); IUS SANGUINIS (dal sangue dei genitori indipendentemente dal suolo della nascita).
1970 poche democrazie ed omogenee; Oggi molte democrazie ed eterogenee, varie nel mondo. Quattro fattori hanno contribuito a nuovo interesse verso la comparazione delle democrazie: 1.Studi di POWELL e LIJPHART : comparare e caratterizzare i regimi: democratico maggioritario o consensuale
2. La terza ondata di democratizzazione di HUNTINGTON (1974 Portogallo a 1989 caduta muro Berlino) Come l’onda si infrange sulla spiaggia la democratizzazione si è sviluppata con flussi e riflussi. Le tre ondate: -1 ondata 1826-1926; 1 riflusso: anni 1920/30 (ribaltata da fascismo e forme di autoritarismo) -2 ondata: dopo la WW2, dopo 1945; 2 riflusso anni 1960/70 (America del Sud) -3 ondata: Portogallo 1974, con restaurazione democratica, e raggiunse livelli esplosivi, riflusso, dopo 1989 col crollo del muro di Berlino. È tutt’oggi ancora in corso. -> 75% dei paesi mondiali aveva un regime democratico + 2011, esplosione araba-> oggi grande varietà di democrazie 3. L’ingegneria istituzionale di SARTORI : ritenne necessario valutare le democrazie nei termini della loro efficienza, stabilità e legittimità. 4. Il neoistituzionalismo di MARCH e OLSEN : individuavano le istituzioni come variabili indipendenti che impattano direttamente su esiti e comportamenti (ieri variabili dipendenti da fattori sociali, economici o culturali) -> Necessità di analizzare effetti delle democrazie : qualità piuttosto che le fonti e la sua esistenza. Definizioni di DEMOCRAZIA :
-governo alternativo (alternativa di governo alla maggioranza, opposizione)
DA EGEMONIA CHIUSA = non è una democrazia = i diritti civili, di opposizione e politici non sono riconosciuti. Da egemonia chiusa A DEMOCRAZIA DI MASSA = democrazia attuale basata su estensione del voto a suffragio universale. 1.Freccia verticale: LIBERALIZZAZIONE = DIRITTI CIVILI e DIRITTO DI OPPOSIZIONE -> l’OLIGARCHIA COMPETITIVA = non democrazia, liberazione senza essere più inclusivi: UK, Francia prima WW1 -> DEMOCRAZIA DI MASSA
LIJPHART , tipologie di democrazia: MAGGIORITARIE VS CONSENSUALI: DEMOCRAZIA MAGGIORITARIA : democrazia COMPETITIVA o MODELLO DI WESTMINSTER: -Partito/coalizione di partiti vincenti -> potere illimitato (= grande differenza tra vincitori e perdenti).
Potere personale (culto della persona):
problematica del fascismo storicamente determinato nell’ambito del totalitarismo o autoritarismo. Termine totalitarismo e fascismo coniato da Mussolini con Giovanni Gentile. IL FASCISMO È UN REGIME AUTORITARIO che sebbene abbia cercato un consolidamento totalitario ( CON VOCAZIONE TOTALITARIA ) ma mai realizzato: nel caso del totalitarismo si è in presenza di una configurazione monista (vi è un unico soggetto titolare del potere decisionale all’interno del regime), nel caso dell’autoritarismo la configurazione è limitatamente pluralista , includendo di solito più di un attore politico, istituzionale o sociale, in grado di influenzare le decisioni prese dal regime stesso. Poiché il fascismo non riuscì ad eliminare dalla scena due importanti attori quali la CHIESA CATTOLICA e la MONARCHIA esso non può considerarsi a tutti gli effetti un regime totalitario. Mutamenti della democrazia, 5 fasi:
1. -CRISI DELLA democrazia: CRISI DI REGIME -> rottura compromesso democratico -> nuovi LIMITI dei diritti civili e politici = LIMITAZIONE DELLA COMPETIZIONE POLITICA e partecipazione -CRISI NELLA democrazia: CRISI DEL FUNZIONAMENTO - ARRESTO DEL FUNZIONAMENTO di norme, strutture, meccanismi o processi cruciali del regime -CATTIVO FUNZIONAMENTO del rapporto società-partiti o gruppi-strutture regime. Es. crisi nella democrazia italiana anni ’90: fattori internazionali come caduta del muro di Berlino, che ha cambiato le dinamiche geopolitiche, implosione dell’URSS + accordi di Maastricht -> impongono anche all’Italia di procedere con determinate politiche pubbliche per allinearsi agli altri paesi. Fattori domestici : azione della magistratura che si sente più libera e denuncia la collusione (corruzione) tra politica, p.a. ed economia, e società civile -> viene delegittimato il sistema partitico italiano. Nasce una nuova offerta politica che imposta la competizione su criteri in parte nuovi favoriti dai movimenti referendari dei primi anni ‘90 che cercano di portare l’Italia sul modello di una democrazia maggioritaria, senza riuscirci. 2. Cause e conseguenze della CRISI DELLA democrazia (con nuova limitazione dei diritti civili e politici, crisi del regime): - crescita di RADICALIZZAZIONE; FRAMMENTAZIONE; FRAZIONALIZZAZIONE PARTITICA (non mi identifico + nel partito): PARTECIPAZIONE (a causa dell’assetto politico messo in discussione -> partecipazione contro specifici partiti); INSTABILITA’ GOVERNATIVA (es. governi non hanno maggioranza) -aumento DI INEFFICACIA DECISIONALE, INEFFETTIVITA E ILLEGITTIMITA’ (-> malcontento che reagisce) -> Circolo Vizioso. -SUPERAMENTO DELLA CRISI grazie all’iniziativa dei leaders con creazione delle condizioni per il CROLLO del regime: distribuzione del centro; crescente violenza; crescita di politicizzazione dei poteri neutrali (di magistratura ed esercito) 3.INSTAURAZIONE democratica (origine e condizioni) servono: -Attori rilevanti (dentro il sistema sociale politico, ma anche fuori) - Formazione della coalizione fondante il regime (partigiani) -Forze politiche presenti (pp rieducano alla liberal democrazia) - Elites ed il grado di partecipazione di massa (partecipazione da problemi, richiesta di cambiamento) -Continuità/discontinuità del nuovo regime (transizione guidata del nuovo governo) -Legittimazione del regime Come spiegare l’ISTAURAZIONE DEMOCRATICA: -le tradizioni politiche del paese - l’esistenza e affermazione di una precedente politica di massa (durata, tipo di esperienza autoritaria). -> permette suffragio universale, alfabetizzazione democratica, consapevolezza dei diritti civili e politici.
2. L’INTENSITA’ del coinvolgimento nella partecipazione politica (tempo e risorse) 3. GRADO DI RISCHIOSITA’ della partecipazione , dipende da: -della loro scelta di partecipare: rischi maggiori o minori per il loro benessere personale -diversi regimi politici hanno differenti partecipazioni politiche: Partecipazione “convenzionale” (es votare) vs “non convenzionale” (es occupare edifici). Regimi non democratici + attività non convenzionali e punite. In tutti i regimi politici la politica di protesta che danneggia gli individui o diritti di proprietà -> sanzioni di legge. La PARTECIPAZIONE POLARE è organizzata e regolare, AZIONI COLLETTIVE: MOVIMENTI SOCIALI : flussi di partecipazione pubblica collettiva non convenzionale che rivolge domande ai policy maker attraverso la comunità, piazza, eventi mediatici (attraverso blocchi o sit-in). GRUPPI D’INTERESSE : gruppo orientato al conseguimento di un obiettivo di cui beneficerà l’intera società e non solo i membri (aria pulita). PARTITI POLITICI : attività in cui i partecipanti cooperano per nominare i candidati parlamentari , organizzano l’affluenza alle urne di elettori in favore dei candidati concernono la formazione di partiti politici. Associazioni politiche focalizzate su una sola competenza centrale e solo spazio di mobilitazione in un dato momento. I partiti spesso arrivano in ritardo rispetto ai movimenti e a volte li cavalcano. Spesso i movimenti diffidano dai partiti, in quanto i primi vogliono scardinare lo status quo, mentre i secondi sono più istituzionalizzati. Il movimento politico dopo un po‘ esaurisce forza ed effervescenza -> o si istituzionalizza o non riesce anche per mancanza di risorsa. Esaurimento del movimento a prescindere dal raggiungimento dell’obiettivo, magari per mancanza di leadership. DETERMINANTI della partecipazione politica -tre ambiti per favorire le proprie possibilità di vita in base alle proprie aspirazioni: -MERCATI: scambio contrattuale (chi ha + risorse -> si mobilitano +). -FAMIGLIE E ASSOCIAZIONI COMUNITARIE: reciprocità comunitaria, basata più sul bisogno - PARTECIPAZIONE POLITICA: strategia di ultima istanza per risolvere i conflitti sociali ->
PERCHE’ impegnarsi nella partecipazione politica? -> La partecipazione politica è una STRATEGIA DI ULTIMA ISTANZA PER RISOLVERE CONFLITTI SOCIALI quando falliscono altri approcci più diretti (come scambio contrattuale o reciprocità comunitaria) -partecipazione politica è MODALITA’ PER erogare BENI COLLETTIVI, PUBBLICI O PRINCIPALI : ->PROBLEMI del FREE-RIDING e poi INCENTIVI SELETTIVI come soluzione al problema (OLSON): gli individui cercano di minimizzare il loro sforzo nel produrre qualche beneficio non contribuendo alla produzione di esso perché ottengono comunque il bene collettivo indipendentemente dalla loro partecipazione o meno. Se però ogni cittadino si comportasse così ->pensa che dovrebbero sobbarcarsi i costi gli altri -> allora nessun bene verrebbe mai prodotto. Olson sostiene però che la partecipazione politica avviene lo stesso perché gli incentivi selettivi superano il problema del free rider = coloro che partecipano a uno sforzo per la produzione oltre che ai beni collettivi + ricevano anche un bene privato. Se tali incentivi selettivi > costi della partecipazione -> la mobilitazione politica. -> INCENTIVI SELETTIVI COME SOLUZIONE PARZIALE INCOMPLETA (PIZZORNO): Pizzorno sostiene che ci sono delle SOLUZIONI ESTERNE paradosso: gli attori politici possono contribuire all’azione collettiva perché la partecipazione è percepita come una qualcosa di positivo. A. per motivazioni ALTRUISTICHE: imprenditori politici considerano costi come minimi. B. come BENEFICIO: gratificazione dall’esperienza della partecipazione politica, beneficio più potente (Olson partecipazione politica come un impegno costoso) C. da causa da percezione sbagliata, sottostima dei COSTI D. come DISPOSITIVO di MONITORAGGIO: dinamica di informazioni Definizione di partecipazione politica: RUSH : coinvolgimento dell’individuo nel sistema politico da disinteresse totale -> a titolarità di una carica politica. AXFORD : l’insieme dei comportamenti dei cittadini orientati ad influenzare il processo politico. LIVELLO MACRO: contesto in cui è più possibile la partecipazione politica? QUANDO? DOVE? Fattori: SVILUPPO ECONOMICO (società + ricche-> + risorse per stimolare la partecipazione politica) e NATURA DEL REGIME, il regime politico regola i vincoli e le opportunità della partecipazione politica.: -Nelle democrazie liberali: ampia gamma di azioni partecipative tollerate -Nei regimi autoritari: ristretta gamma di modalità di partecipazione, anche se molte sono tollerate. -Nei regimi dispotici aspramente repressivi: no azioni partecipative = molto ristrette + reprimono ogni forma di azione coordinata + impongono la partecipazione politica obbligatoria attraverso organi statali di massa. La partecipazione varia anche tra diverse democrazie: dai livelli dello sviluppo economico e dalla differente struttura delle opportunità: sistemi bipartitici e multipartitici: Il sistema MULTIPARTITICO : raggruppamenti di + partiti diversi. MA la facilità della raccolta di domande e nell’ingresso del sistema a rappresentanza proporzionale fa sì che gli imprenditori politici possano organizzare una sfida elettorale, indipendente ed efficace attorno a nuove istanze salienti. Nei sistemi BIPARTITI: sistema composto da due partiti e da una mancanza di coesione interna -> può creare dei punti di accesso per nuove istanze nell’ambito della politica già consolidata.
Differenti livelli di STIMOLI CONTESTUALI che influenzano i profili individuali e aggregati della partecipazione politica:
4. INGLEHART: Il POST MATERIALISMO “la rivoluzione silenziosa”. Nuove caratteristiche della partecipazione sviluppatesi a partire dagli anni 60: - le richieste di mutamento sociale per una base sociale di classe media: la classe media è +interessata a dimensione qualitativa che quantitativa. (classe operaia + interessata a quantità) - la frattura basata sull’età diventa importante : entrano nell’agenda politica elementi qualitativi (da valori materialistici a valori post materialistici = verso individuazione). - i temi non economici acquistano un > grado di salienza: poi diventa salienza politica (tematiche ambientali). CAPITOLO 5: ASSOCIAZIONI DI INTERESSE (gruppo di interesse o gruppo di pressione)
Un insieme di persone che si mobilita per avanzare particolari interessi pubblici e socioeconomici e influenzare le decisioni riguardanti le politiche pubbliche. Le associazioni sono organizzate su base volontaria cercano di conseguire un obiettivo di cui beneficerà l’intera società e non solo i membri. Le associazioni di interessi hanno ruoli differenti nei diversi sistemi politici nel tempo e nello spazio. BENTLEY: sezione della società che agisce o tenti di agire ( sostiene gli INTERESSI per essere visibili) TRUMAN : gruppo che, sulla base di ATTEGGIAMENTI condivisi, presenta domande ad altri gruppi della società WILSON : organizzazioni di appartenenza volontaria che si appellano al governo, ma non partecipano alle elezioni (definizione formale che può essere problematica in un CONTESTO COMPARATO poiché rappresentanza varia in paesi) ALMON, POWELL: individui legati da comuni preoccupazioni che sono consapevoli di un LEGAME (appartenenza) ALMOND: si concentra sulla FUNZIONE della rappresentanza degli interessi -> necessario assumere un’universale funzione di rappresentanza poiché le istituzioni e la loro forma dipendono dal contesto politico e socioeconomico dello specifico sistema VS BERRY: necessario distinguere fra diversi tipi di gruppi di INTERESSE PUBBLICO o PRIVATI -> MA distinzione problematica del termine “pubblico”. TRUMAN: il termine “ INTERESSE PUBBLICO ”, a causa della sua natura controversa, è privo di significato se utilizzato per riferirsi a un interesse persuasivo che tutti nel sistema sono d’accordo su di esso. 3 TRADIZIONI TEROICHE delle associazioni di interesse: