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Scienza Politica, prof. Pasini, Appunti di Scienza Politica

Appunti dettagliati e sintetici del prof. Pasini

Tipologia: Appunti

2021/2022

In vendita dal 03/04/2023

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10/01/22
SCIENZA POLITICA 2021/2022
LEZIONE 1
Presentazione corso
Libro: Scienza Politica, a cura di Caramani Terza Edizione (ITA) Editore EGEA
Libro Consigliato: Max Weber, Scienza come professione e la Politica come professione
11/01/22
SCIENZA POLITICA LEZIONE 2
INTRODUZIONE
Che cos’è la Politica?
Definizione di “Politica:
Conflitto tra due o più soggetti (come i partiti politici), tra settori, due o più entità territoriali
Politics: La lotta per potere all’interno di un sistema di regole, istituzioni e norme che viene esercitata per
raggiungere determinati esiti (scontro e competizione per il potere)
Polity: determinato contesto territoriale detta comunità politica (come l’Italia, la Lombardia, ecc.) con
riferimenti alla caratterizzazione di quest’ultima (identità nazionale, inno, bandiera, ecc.)
Policy: le diverse politiche pubbliche (politiche settoriali come i trasporti o la politica estera, scolastica,
ecc.) (la elaborazione delle policy è frutto della contrapposizione politica)
Sono tutti aspetti che si intrecciano; esempio: essere europeisti o sovranisti (polity) comporta l’aderimento a
un partito più europeista o più sovranista (politics) e di conseguenza a delle politiche pubbliche differenti
(policy) (come può essere una politica pubblica relativa ai flussi migratori)
Politica: l’attività umana relative al prendere decisione pubbliche imperative (vincolante) (società come
schema di cooperazione ma anche conflittuale in quanto gli attori possono avere stessi obiettivi ma anche
obiettivi divergenti), l’attività di acquisizione del potere di prendere tali decisioni e di esercitarlo (la politica
ha quindi a che fare con il potere: capacità che A può imporre su B quello che A vuole; capacità
asimmetrica) (Weber: “nello Stato moderno/capitalistico è caratterizzato dal Potere, Prestigio e Ricchezza)
(Potere come accezione fondamentale ma non solo a livello politico o fisico; “Sapere è potere”), è conflitto
(presuppone visioni/valori diverse o anche per dotazione naturale fisico, bellezza, talento naturale- o
sociale chi ha di meno contro chi ha di più-) o la competizione per il potere e il suo utilizzo (è inevitabile)
Che cos’è, quindi, la Scienza Politica? (Aristotele, Machiavelli, Montesquieu, Easton, …)
Tratta questioni di:
Chi influenza e chi prende le decisioni politiche? (che rapporto c’è tra il partito politico e terzi/altri
attori) (di recente si sta studiando come la politica cerca di essere più autonoma da persone esterne dal
circuito politico molto influenti)
Quali decisioni sono prese?
Come sono prese? (in maniera consensuale, allargata o monocratica)
La politica è il nostro oggetto di studio (ecco perché scienza politica/politica comparata)
Viene studiata attraverso diversi approcci o discipline (Scienza Politica vera e propria: questioni empiriche
e interazioni all’interno dei sistemi politici, quindi fattuali -fenomeni politici come essi sono quindi in senso
descrittivo/positivo-; scienza descrittiva e positiva “come il mondo è”) (Relazioni Internazionali: con
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SCIENZA POLITICA 2021/

LEZIONE 1

Presentazione corso Libro: Scienza Politica, a cura di Caramani Terza Edizione (ITA) Editore EGEA Libro Consigliato: Max Weber, Scienza come professione e la Politica come professione

SCIENZA POLITICA LEZIONE 2

INTRODUZIONE

  • Che cos’è la Politica?

Definizione di “Politica ”:

Conflitto tra due o più soggetti (come i partiti politici), tra settori, due o più entità territoriali

Politics : La lotta per potere all’interno di un sistema di regole, istituzioni e norme che viene esercitata per

raggiungere determinati esiti (scontro e competizione per il potere)

Polity : determinato contesto territoriale detta comunità politica (come l’Italia, la Lombardia, ecc.) con

riferimenti alla caratterizzazione di quest’ultima (identità nazionale, inno, bandiera, ecc.)

Policy : le diverse politiche pubbliche (politiche settoriali come i trasporti o la politica estera, scolastica,

ecc.) (la elaborazione delle policy è frutto della contrapposizione politica) Sono tutti aspetti che si intrecciano; esempio: essere europeisti o sovranisti (polity) comporta l’aderimento a un partito più europeista o più sovranista (politics) e di conseguenza a delle politiche pubbliche differenti (policy) (come può essere una politica pubblica relativa ai flussi migratori)

Politica : l’attività umana relative al prendere decisione pubbliche imperative (vincolante) (società come

schema di cooperazione ma anche conflittuale in quanto gli attori possono avere stessi obiettivi ma anche obiettivi divergenti), l’attività di acquisizione del potere di prendere tali decisioni e di esercitarlo (la politica ha quindi a che fare con il potere: capacità che A può imporre su B quello che A vuole; capacità asimmetrica) ( Weber: “nello Stato moderno/capitalistico è caratterizzato dal Potere, Prestigio e Ricchezza” ) (Potere come accezione fondamentale ma non solo a livello politico o fisico; “Sapere è potere”), è conflitto (presuppone visioni/valori diverse o anche per dotazione naturale – fisico, bellezza, talento naturale- o sociale – chi ha di meno contro chi ha di più- ) o la competizione per il potere e il suo utilizzo (è inevitabile)

  • Che cos’è, quindi, la Scienza Politica? (Aristotele, Machiavelli, Montesquieu, Easton, …) Tratta questioni di:

Chi influenza e chi prende le decisioni politiche? (che rapporto c’è tra il partito politico e terzi/altri

attori) (di recente si sta studiando come la politica cerca di essere più autonoma da persone esterne dal circuito politico molto influenti)

Quali decisioni sono prese?

Come sono prese? (in maniera consensuale, allargata o monocratica)

La politica è il nostro oggetto di studio (ecco perché scienza politica/politica comparata)

Viene studiata attraverso diversi approcci o discipline ( Scienza Politica vera e propria: questioni empiriche

e interazioni all’interno dei sistemi politici, quindi fattuali - fenomeni politici come essi sono quindi in senso

descrittivo/positivo-; scienza descrittiva e positiva “come il mondo è” ) ( Relazioni Internazionali : con

questione teoriche e interazioni tra i sistemi politici) ( Teoria Politica : aspetti normativi e teorici; “come il

mondo dovrebbe essere”; versante filosofico ) La politica comparata include tre tradizioni:

Studi di singoli paesi (studi di caso)

Tradizione metodologica (come le analisi comparate dovrebbe essere svolte)

Tradizione analitica (spiegare differenze e similitudini tra paesi attraverso una comparazione sistematica;

presuppone delle categorizzazioni)

SCIENZA POLITICA LEZIONE 3

Scienza politica ( o scienza comparata ) studia le analogie e le differenze applicando una

comparazione (ad esempio, i sistemi elettorali, due Regioni in politiche sanitarie, ecc.;) o analizzando un

singolo caso (uno studio specifico, ad esempio su una città o uno Stato, ecc.;)

Nella pratica questa materia descrive e poi spiega (/interpreta) similitudini e differenze , costruendo

classificazioni e tipologie, formulando e testando ipotesi (partendo da una domanda applicando i

valori e caratteristiche della società odierna) e mirando a formulare “predizioni” (ma essendo una scienza in continuo mutamento difficilmente si riesce a prevedere in modo sicuro un determinato evento). Di conseguenza viene inserita nelle scienze sociali (non è una scienza “dura”, non si può costruire dei veri e propri esperimenti ma si utilizza il metodo comparato).

Ipotesi - > Analisi e Descrizione - > Spiegazione (del singolo caso o della comparazione)

Compara inoltre: sistemi politici nazionali, sistemi costituzionali o istituzionali, regionali e sub-nazionali,

unità sovra-nazionali (come l’UE), singoli elementi o componenti del sistema politico (partiti politici e, movimenti, ecc.) e i sistemi di partito (come i vari attori si rapportano fra di essi), con tutte le classificazioni che li caratterizzano (gli attori però possono influenzare determinati sistemi già preesistenti) Scienza politica ha avuto storicamente una evoluzione: prima si analizzava formalmente lo Stato e le sue Istituzioni; col tempo sono emersi nuovi casi e di conseguenza adesso si studia tutto quello che ne concerne al suo esterno (“rivoluzione comportamentista”) (come partiti politici, i diversi tipi di regimi, i diversi tipi di stabilita governativa o istituzionale, i tipi di democrazia - consensuali o competitive-, ecc.) dunque con l’aumento della varietà dello studio e dell’osservazione di istituzioni non formali (partiti, opinione pubblica, ecc.), di una nuova metodologia basata sulla visione empirica e sulle tecniche statistiche e sul linguaggio (il funzionalismo sistemico). LO SCHEMA DI EASTON La rivoluzione comportamentista (metà XX secolo) e della teorizzazione dello schema di Easton ci mostrano come la scienza politica tratti un gran numero di caratteristiche del sistema politico e una straordinaria varietà di argomenti. Quella di Easton è una costruzione teorica di un paradigma (cioè un modello) struttural-funzionalista (cioè l’individuazione della struttura di fondo della società/sistema politico) e sistemico (che riguarda un sistema e oggetti di studio interconnessi) tutt’ora utilizzato che è in grado di unire tutti gli attori e i processi dei sistemi politici

per la società alle istituzioni). Tra il 2° e il 3° (Parlamento, Governo e Amministrazione; livello istituzionale) si compete per il potere (elezioni) delle istituzioni da dove esce l’output dei bisogni della società.

SCIENZA POLITICA LEZIONE 4

Società moderna, complessa e dinamica (Stati odierni ): Società liquida, nell’ identità diviene più

importante l’individuazione , l’io che si distingue dal noi. (società in cui è molto differenziata e

individualista). Questo causa una difficile interpretazione del 1° livello da parte del 2° (che non ha più di fronte un senso di appartenenza al partito; oggi è in crisi il 2° livello, “crisi della rappresentanza” ; disintermediazione degli interessi) (una democrazia può funzionare senza il 2° livello, senza un consenso?). In una società dinamica e differenziata nascono, quindi, associazioni di natura economica/culturale che vanno in contrapposizione coi partiti/gruppi tradizionali o più importanti (il professionismo politico viene meno e viene visto come una caratteristica che nuoce alla vita democratica del Paese; per cercare consenso reclutano persone di spessore all’interno della società ). Il 2° livello fa fatica a intercettare i bisogni del 1, di conseguenza il 3° livello non comunica più con il 2° ma direttamente con il 1° (sovraccarico delle domande,

“overload” , tutte le domande toccano le Istituzioni; non c’è più corrispondenza tra domanda e offerta

politica; tanto le decisioni sono frammentate più si fa fatica a dare una priorità, cercando di accontentare tanti bisogni in modo disordinato, creando ulteriore disordine, ecco perché il leader del partito o del Governo comunica direttamente con il 1° livello, come ad esempio tramite i social - > personalizzazione della politica).

Quindi l’oggetto della scienza politica è il sistema politico e le comparazioni dovute a esso su più

attori.

Teoria della scelta razionale in scienza politica : politologi che considerano gli attori come in economia,

cioè razionali auto-interessati e massimizzatori della propria utilità; le Istituzioni costituiscono vincoli e incentivi alle mosse degli attori (auto-interesse e importanza della razionalità rispetto allo scopo e utilità; es: i partiti sono massimizzatori del proprio consenso)

La comparazione lavora in modo spaziale ( cross-sectional ; implica la comparazione spaziale fra paesi,

regioni, aree o gruppi di sistemi politici), funzionale ( trans-organizzativa o fra processi ; si pensi, ad

esempio, la comparazione delle ideologie liberali e nazionaliste in Europa oppure la comparazione dei

processi di policy-making o anche delle leadership nei movimenti sociali), e longitudinale ( diacronica ; la

comparazione di Istituzioni, attori e i processi nel tempo, ad esempio, la comparazione delle organizzazione partitiche attraverso tutto il XX secolo ) (Attenzione ai dati aggregati redatti, spesso sono coinvolti da manipolazione)

La comparazione può focalizzarsi sia sulle somiglianze (/convergenze) sia sulle differenze (/divergenze).

Per spiegare esiti simili cerchiamo fattori comuni (che sia presente in tutti i casi in cui un certo esito si sia

verificato) tra casi altrimenti molto diversi l’uno dall’altro, “metodo della convergenza”. In certi casi,

invece, per spiegare esiti diversi cerchiamo fattori che variano (un qualcosa che sia presente o assente nel

caso in cui l’esito ricercato si verifichi o meno) in casi altrimenti simili tra loro, “metodo della differenza”.

Tutto è comparabile, con oggetti che siano divergenti (non si compara se non vi sono differenze) (Vi sono convergenze o divergenze?)

SCIENZA POLITICA LEZIONE 5

LO STATO-NAZIONE (Max Weber, Anderson)

  • Contesto storico

Stato : come unità politica (in riferimento molto alla polity) nasce in Europa occidentale alla fine del

Medioevo tra XIII e XV secolo (Stato moderno per come lo conosciamo metà del ‘600)

Aspetti fondamentali: Monopolio della violenza legittima (Weber; delegazione di un’entità terza alla

legittimazione di un potere alla difesa dello stato e dei cittadini), territorialità, sovranità, pluralità,

popolo (o comunità politica)

  • Monopolio della violenza legittima : diritto esclusivo dello stato al controllo e all’impiego della violenza organizzata (se all’interno del territorio vi sono altri poteri che utilizzano la violenza con impunità, non si ha più uno stato)
  • Territorialità : uno stato per essere tale deve essere in grado di mantenere l’ordine sul proprio territorio, deve saper difendere da attacchi interni (es: brigate rosse ) ed esterni
  • Sovranità : lo stato non riconosce nessun potere superiore a sé stesso , non accetta interferenze estere nei suoi affari domestici ( caso particolare: UE )
  • Pluralità : l’ambiente politico moderno consiste in una pluralità di stati territorialmente distinti ,

tutti gli stati sono, in principio, eguali

  • Relazione con il popolo : gli stati governano sopra una popolazione , impartiscono comandi e si aspettano obbedienza da essa, perseguendo politiche vincolanti per il popolo. Lo stato implica una forma di ineguaglianza tra la minoranza che governa e la maggioranza che è governata (democrazia

elitista, Mosca, Pareto, Weber); i governanti e i governati costituiscono la comunità politica

Nel XIX e nel XX secolo il concetto di stato è associato a ulteriori caratteristiche:

Ruolo della legge vincolante per cittadini e stato (Costituzione, La legge è il diritto contro la forza; “Un

governo senza Cost. è potere senza diritto”):

  • Per reprimere comportamenti antisociali
  • Allocare fra gruppi o individui l’accesso o l’utilizzo di risorse (Welfare State)
  • Fondare polity , decidere in merito alle policy , istituire , attivare e controllate agenzie e uffici pubblici (in Occidente)
  • Tutte le leggi sono tali se prodotte dallo stato, Lo stato e legato alle sue stesse leggi
  • Organizzazione centralizzata e gerarchia (gerarchia delle fonti del diritto)
  • Distinzione tra stato (rappresenta e giustifica sé stesso come un ambito di attività politiche – policy, azione militare, legislazione, ecc.-) e società civile (attività sociali che non sono considerate politiche di natura. Gli individui intraprendono quelle attività come privati, perseguendo valori e interessi propri)

tramite: secolarizzazione ( creazione di uno spazio neutro di distinzione tra potere ecclesiastico e civile,

fra stato e chiesa ) e mercato (soprattutto nel capitalismo nel quale lo stato estrae dal mercato risorse

dall’economia; il mercato, tramite la moneta, favorisce lo stato, basati entrambi sull’impersonalità/imparzialità) (tramite anche scienza e separazione dei poteri)

  • Formazione di una sfera pubblica : perno fra stato e società, creatasi dall’ ampliamento dei diritti

civili

Partecipazione democratica: estensione dei diritti politici a tutti i membri della comunità politica

(principale caratteristica che distingue le liberal-democrazie alle democrazie sociali e dai regimi non democratici, Marshall). I governanti vengono selezionati tramite elezioni periodiche, competitive libere e corrette (ruolo dei partiti e del conflitto politico); Ricomposizione e riduzione delle fratture sociali tramite:

cittadinanza - > diritti civili, politici e sociali;

nazionalità - > costruzione sociale di un’identità collettiva

SCIENZA POLITICA LEZIONE 7

LE DEMOCRAZIE (è un insieme di ideali ma anche un sistema politico e forma di governo)

  • Che cos’è una democrazia Democrazia è un termine che è poco si presta in un contesto empirico in quanto ha un altissimo contenuto ideale che affonda le proprie radici nella storia del pensiero politico (ognuno ha una propria interpretazione di essa, per questo motivo è in continua evoluzione) La democrazia è il principio di legittimazione dominante per i governi contemporanei (anche quelli autoritari), è una amalgama di istituzioni e pratiche politiche che hanno origine in periodi storici differenti “...La democrazia è la corrispondenza dei governanti nei confronti delle preferenze dei governati (preferenze individuali) considerati politicamente eguali (diritti politici) …" (Dahl) la democrazia è tale quando deriva dal popolo e si fonda sul suo consenso Il metodo democratico è quell’assetto istituzione per giungere a decisione politiche nel quale gli individui acquisiscono il potere di decidere per mezzo di una battaglia competitiva per il voto popolare (Schumpeter)

Concetto di poliarchia come definizione procedurale estesa: Diritti costituzionali e libertà civili (diritto di

opposizione (la maggioranza non deve mai manomettere le regole in modo unilaterale per impedire alla minoranza di diventare maggioranza; una democrazia è solida quando questo patto democratico fondamentale riesce a garantire e gestire la diversità politica) e controlli costituzionali sull’esecutivo); Diritti politici (partecipazione ed elezioni) “…Non è importante parlare di che cosa si decide ma del come …” (se il come è rispettato allora la decisione è stata presa in modo democratico)

Poliarchia: i 3 elementi della responsabilità ( responsiviness) : formulazione e dichiarazione esplicita delle

preferenze ed equa ponderazione di esse nel processo di governo

Per essere tale la democrazia deve garantire : libertà di organizzazione, di pensiero, di voto , elettorato

passivo , diritto dei leader a competere per il consenso , fonti alternative di informazione, elezioni

libere , competitive e corrette e istituzioni che rendano le politiche dipendenti del voto popolare.

4 principi: elezioni libere e corrette, suffragio universale, rispetto delle libertà civili, responsabilità del governo di fronte agli elettori (Mainwaring)

(Schema di Dahl)

La liberalizzazione introduce due categorie di diritti: civili e politici. Introducendo i diritti civili si creano

degli “spazi” in cui lo stato non può interferire ( sono precondizioni per i diritti politici ); i diritti politici associano ad alcuni cittadini la scrittura delle norme generali con cui veniamo governati; aprendo solo in

questo senso si crea una “oligarchia competitiva” (stati di meta/fine ‘800) (come l’Italia dopo

l’unificazione, la rivoluzione industriale catapulta la società, insieme a varie leggi (1882, De Pretis) tramite

l’allargamento del censo e dell’istruzione, nella “società di massa”) serviranno i diritti sociali per allargare

l’inclusività ulteriormente ai diritti civili e politici (istruzione, sanità e diritti sul lavoro i più importanti) per

arrivare alla “democrazia di massa”/poliarchia

Democrazia è l’estensione a tutti, su un piano di eguaglianza politica (sul sistema dei diritti), delle oligarchie competitive

  • I tipi di democrazia

Parlamentare : elezione indiretta (parlamentare) del capo dell’esecutivo; limitata separazione dei poteri;

separazione tra capo de governo e capo di stato; flessibilità nella durata del mandato.

Presidenziale : elezione popolare diretta del capo dell’esecutivo; chiara separazione dei poteri; capo di

governo e capo di stato coincidono; periodi fissi di permanenza in carica.

Differenze essenziali : l’esecutivo risponde a dei criteri completamenti diversi: elezione indiretta e

popolare; deriva da come storicamente sono nate le democrazie in Europa e in USA; in Europa il passaggio fondamentale avviene quando il governo risponde al parlamento (la “cattura” del governo da parte del Parlamento a discapito del sovrano/capo di stato); in America avviene quando all’indipendenza sostituiscono al re un presidente eletto dal popolo) Limitata separazione dei poteri nei paesi europei in cui il governo è espressione del parlamento (questo perché i monarchi incominciarono a individuare dei capi di governo omogenei con il parlamento) mentre negli USA può governare anche se in minoranza (in quanto legittimato direttamente dal popolo), inoltre i membri del governo non sono membri del congresso

Perché esistono queste differenze? La classificazione è l’esito della ricerca dell’autore (importante per capire il capitolo sui partiti, sistemi elettorali, ecc.) la spiegazione è radicata nella società. Nei sistemi maggioritari è presente una società in cui valori sono condivisi (credenze in merito di alcuni valori radicati nel tempo senza differenze di lingua, di religione; quindi non frammentata), che vinca un gruppo sociale o un altro non cambia il sistema istituzionale e non cambia la legittimazione reciproca dei due contendenti, laddove la società è omogenea i partiti competono maggiormente nelle policy al interno sistema politico; nei sistemi consociati la frammentazione sociale profonda e le differenze di valori fanno nascere delle rappresentanze politiche (quindi una società divisa e frammentata), di conseguenza i diversi partiti si mettono d’accordo per creare una coalizione multipartitica e, quindi, per definizione il sistema elettorale è a priori proporzionale; “ci sono i presupposti nel paese che favoriscono uno o l’altro sistema?” (domanda da porsi) (Lijphart)

  • Fattori strutturali per lo sviluppo (“transizione”) o la caduta (“crisi”) delle democrazie Differenza di crisi della democrazia e crisi nella democrazia; instaurazione democratica, consolidamento e stabilità (ed eventuale crisi, fino alla possibile rottura del regime)

Crisi della democrazia : quando insorgono limiti e condizionamenti della precedente espressione dei diritti

civili e politici, ovvero quando si ha una limitazione della competizione politica (limitazione del pluralismo), quando si è rotto il compromesso democratico che ne è alla base (crisi di regime)

Crisi nella democrazia : arresto del funzionamento di alcune norme, strutture, meccanismi o processi

cruciali del regime, oppure distacco o cattivo funzionamento del rapporto società-partiti o gruppi-strutture del regime (es. la crisi italiana anni’90) (riferimento al sistema politico dello schema di Easton – crisi del 2°livello) Conseguenze: radicalizzazione (creazioni di partiti estremi e antisistema), frammentazione e/o frazionalizzazione partitica, partecipazione, instabilità governativa, aumento di inefficacia decisionale, ineffettività e illegittimità - > circolo vizioso. Possibili risposte: 1. superamento della crisi grazie all’iniziativa di leaders o 2. creazione delle condizioni per il crollo del regime (distruzione del centro, crescente violenza, una crescita di politicizzazione dei poteri neutrali – magistratura, esercito-)

Instaurazione democratica : grazie ad attori rilevanti, formazione della coalizione fondante il regime,

forze politiche presenti, élite e il grado di partecipazione di massa, la continuità/discontinuità del nuovo regime, legittimazione del regime. Può avvenire per tradizioni politiche precedenti all’autoritarismo, per una precedente politica di massa (erano presenti i diritti civili e politici?), le ragioni della caduta e le sue modalità di transizione (violenta o pacifica)

Consolidamento : messa in opera del mantenimento del compromesso democratico, rispetto della legalità

(costituzione vincolante anche per che ha il potere), neutralità o neutralizzazione dei militari, i privati garantiti nei loro interessi, ruolo dei partiti e del sistema partitico, e le strutture del regime (Corte costituzionale, Magistratura, ecc. Come ruolo di terzietà) Transizione alla democrazia (fattori che la favoriscono e fattori della sua mantenuta) e crisi di essa:

Fattori strutturali (sviluppo economico, disuguaglianze; fattore più influente) : (teorie della

modernizzazione) i fattori della modernizzazione (crescita economica e istruzione ) favoriscono come risultato la democrazia (non sempre accade, in quanto la crescita economica può rappresentare un’ulteriore legittimazione dei regimi autoritari; es: Qatar, EAU, …) dopo questo processo difficilmente si perde la democrazia (se succede il fattore è spesso una difficile crisi economica)

Condizioni istituzionali (presidenzialismo e parlamentarismo): fattore di crisi della democrazia:

( analisi delle repubbliche presidenziali in Sud America) i poteri dei presidenti sono eccessivi e sbilanciati

verso il parlamento; oppure dove il sistema partitico è troppo frammentato; inoltre, in certe società le

burocrazie militari hanno un peso rilevante (coeso e con un peso sullo status politico) ; fattore di crisi

dell'autoritarismo : in quei casi in cui la presa dello stato sulla società non è ben salda ed efficace

Ruolo degli attori politici (l’attitudine dei leader, organizzazioni e movimenti sociali): il credo

politico/attitudine degli attori è fondamentale entra in gioco anche l’etica della persona in quanto deve mettere prima il patto democratico (autoritarismo->democrazia e democrazia-> senza “crisi”: grazie a strategie non violente; si correranno meno rischi di incorrere a una guerra civile)

Fattori internazionali (contagio – ex URSS- azione diplomatica – USA- organizzazioni internazionali – UE-,

aiuti – USA-) : (le c.d. “ondate di democrazia”) da l’instaurazione dei sistemi liberali occidentali a sistemi pienamente democratici (fine ‘800 inizio ‘900), crollo delle democrazie (anni ‘20-’40); seconda ondata: tra il ‘45 e il ‘60 (e conseguente soft power dell’egemone - USA-); terza ondata anni ‘70 agli anni ‘90 (in mancanza di attori interni impegnati a promuovere le transizioni democratiche, le influenze esterne riescono ad avere un impatto limitato – primavere arabe-) (Huntington)

  • Scenari futuri delle democrazie (approfondimento) Futuro delle democrazie: sfide principali allargamento della cittadinanza, tensioni sul maggior impegno del cittadino in politica, ritorno dei nazionalismi, futuro dell’UE. (promesse non mantenute: chiedere alle democrazie di non creare illusioni, di non mantenere promesse che non si possono mantenere/rispettare)

SCIENZA POLITICA LEZIONE 9 (approfondimento Giornata della Memoria) La memoria è necessaria per riflettere, ragionare non solo per il lato storico ma anche per far sì che non accada mai più (ma riflettere anche quanto sia importante una convivenza civile, democratica e tollerante) L'indifferenza rende possibile le discriminazioni (https://it.wikipedia.org/wiki/%C3%81rp%C3%A1d_Weisz)

I REGIMI AUTORITARI

I regimi autoritari sono stati la norma fino al XIX secolo e insieme ai totalitarismi sono stati tratti distintivi del’900 (sono caratterizzate da proprietà diverse, da sfumature analitiche). Il regime autoritario è una categoria residuale che comprende tutti i regimi non democratici, mostrano un’enorme varietà I regimi autoritari odierni cercano sempre più spesso di usare le istituzioni democratiche per prolungare il proprio potere (ciò ha condotto all’affermazione di regimi autoritari competitivi/regimi ibridi ) Il processo attraverso il quale gli stati diventano sempre più autocratici è noto come autocratizzazione (se democratico, si parla di regresso democratico ). Poiché molti regimi in tutto il mondo assistono all’erosione delle loro istituzioni democratiche come esito di un processo lento (e non di una presa di potere improvvisa, come un colpo di stato, detto rovesciamento autoritario). Si distinguono due forme di autocratizzazione: il rafforzamento dell’esecutivo , ossia l’incremento del potere dell’esecutivo rispetto agli altri rami del governo dello stato, e la manipolazione elettorale (Venezuela di Chávez, Turchia di Erdoğan).

Autoritarismo : “…un sistema politico con pluralismo limitato (con presenza di barriere di ingresso

nell’ambiente politico) e non responsabile, senza una elaborata ideologia guida ma con mentalità caratteristiche (mentre nel totalitarismo abbiamo una ideologia fondante - come una società deve essere-, nel autoritarismo è tutto fondato su evocazioni e valori generalmente condivisi nella società - l’importanza dell’ordine, del nazionalismo, dei valori tradizionali e della famiglia, “triade dio patria e famiglia “-) , senza mobilitazione politica estesa o intensa tranne che in alcuni momenti del suo sviluppo, e con un leader, o talora un piccolo gruppo, che esercita il potere entro limiti formalmente mal definiti, ma in realtà abbastanza prevedibili (il potere si esercita apparentamene conservando i limiti formali) …" In questo regime non viene a meno il pluralismo ma viene limitata quanto il partito che ha controllo a suo piacimento lo limita (quando ritiene che un comportamento sia contro al gruppo dominante) Sono definiti come regimi in cui è coartatamente precluso l’acceso al potere esecutivo. Le elezioni, se si tengono, non hanno alcun rilievo e il governo rappresenta solo le preferenze di una ristretta élite o parte privilegiata della popolazione (basato, quindi, da un ristretto numero di sostenitori) concentrandosi

Non è una dittatura pura in quanto le istituzioni elettorali possono creare un'alternanza (poca frode elettorale); la magistratura non è completamente priva di potere (ma minacciata e corrotta), esistono delle assemblee legislative (benché poco deboli) e i media operano ma con gravi restrizioni (Zakaria)

  • Come funzionano i regimi autoritari? La più grande minaccia ai regimi autoritari sono le masse popolari, per questo motivo gli autocrati ricorrono alla repressione (strumento più comune, di intensità variabile, per consolidare il potere ed eliminare l’opposizione), alla legittimazione (senza la quale tendono essere poco longeve, rappresentate da una possibile crescita economica, dalla propaganda nell’istruzione e nei mass media), dalla cooptazione di cittadini ed élite (per aumentare la fedeltà tra i cittadini, oppositori e anche all’interno della stessa élite; comportamento per scoraggiare qualsiasi atteggiamento contro il regime) e l’uso delle istituzione “democratiche” (nei regimi autoritari odierni è diventata una routine in quanto servono a consolidare il potere, a fornire informazioni sullo stato del regime, per diffondere l’ideologia e per indebolire i rivali). (I regimi autoritari del passato erano più repressivi, mentre quelli odierni sono più disposti a usare la cooptazione e alcuni regimi autoritari godono di un autentico sostegno popolare. Inoltre, è più probabile che i regimi autoritari emergano lentamente nel corso del tempo, invece che con una presa del potere improvvisa da parte dei militari) I regimi autoritari non funzionano sistematicamente meglio delle democrazie consolidate (le quali hanno risultati economici migliori), infatti, si rileva maggiormente una variabilità in termini di performance (i regimi personali sono i regimi autoritari con meno performance, al contrario, i regimi a partito unico quelli più “efficaci”) e tendono a presentare alti livelli di corruzione e clientelismo (soprattutto i regimi personali).

SCIENZA POLITICA LEZIONE 12

CULTURA POLITICA

Cultura Politica : insieme di tradizioni, abitudini, modelli di comportamento modellati dalle credenze (ciò

che la gente pensa sia effettivamente giusto o sbagliato), dalle norme (linee guida comportamentali che

sono socialmente sanzionate a seconda del fatto che la gente abbia interiorizzato o meno queste linee

guida) e dai valori (ciò che la gente pensa sia moralmente buono o cattivo, quindi interiorizzati

dall’opinione pubblica) prevalenti in una società (“particolare distribuzione di modelli di orientamento verso oggetti politici tra i membri di una nazione”) ( la cultura politica determina il sistema politico ) Chiamiamo in causa una maggioranza morale (della società), controversia etica, vita moralmente buona (nel pluralismo maggiore frammentazione dei valori) Etica della convinzione (sui principi non si discute, “i principi sono principi”; i fini giustificano i mezzi) ed etica della responsabilità (etica conseguenzialista, le conseguenze del principio/delle mie decisioni) (Weber)

Etica : insieme delle norme che guidano l’agire umano verso ciò che è considerato “bene morale”

Etica pubblica : si affrontano problemi morali connessi a decisioni di politiche e pubbliche. Valutazione e

giustificazione di pratiche sociale (“ma chi ha l’autorità delle asserzioni etiche attinenti a politiche pubbliche?”) Essere pluralisti significa essere relativisti?

Relativismo descrittivo : credenze etiche di base di persone e società diverse sono diverse e anche in

conflitto

Relativismo meta-etico : non ci sono modi oggettivamente validi e razionali per giustificare un giudizio

etico come migliore di un altro (“va tutto bene”, non esiste un criterio per dire che un’azione sia giusta o sbagliata)

Relativismo normativo : ciò che è giusto o buono per una società o comunità (o un individuo) non è giusto

o buono per un’altra, se le situazioni connesse sono simili, intendendo che ciò che è effettivamente giusto o buono nell’un caso non lo è nell’altro (incommensurabilità dei valori umani)

Pluralismo non relativista : non tutti i valori che vengono esaltati dalle società vengono considerate tutti

uguali ma nell’ordinamento esistono valori più importanti che altri Le democrazie sono pluraliste ma le società sono pluraliste non relativiste (essendo non relativista deve rispettare la dignità umana/diritti umani) (Le democrazie sono la massima espressione del pluralismo (pluralismo illimitato) purché non relativista) La Cultura Politica è come un particolare distribuzione di modelli di orientamento verso oggetti politici tra i membri di una nazione (distinzione in sintonia con i miei valori di fondo, valori auto-espressivi, individuazione ). Per studiare la cultura politica serve un approccio scientifico con prove sistematiche basate su dati di sondaggio rappresentativi su scala transnazionale

  • Differenze culturali Su una scala globale, molte delle differenze culturali tra nazioni si riducono a due dimensioni fondamentali:

valori religiosi contro valori secolari (secolarizzazione)e valori di sopravvivenza (valori tradizionali)

contro valori di auto-espressione (valori di libertà scelta, uguaglianza delle opportunità)

Le popolazioni nazionali differiscono in base a quanto rilevo pongono sui valori secolari e sui valori auto- espressivi; modello ad aree culturali Differenze intra-nazionali (non solo infra-nazionali) La “teoria della modernizzazione riveduta e corretta ”: “...il processo di modernizzazione ha comportato crescenti livelli di sicurezza esistenziale. Favorendo due tipi di sicurezza: fase industriale ha portato a una standardizzazione dei percorsi di vita che promuove una visione di vita razionalista che a sua volta favoriva la visione secolare compatibile con la democrazia liberale (così come con le forme industriali di autoritarismo); la fase post-industriale (fase odierna) ha reso i percorsi di vita più plurale (frammentazione dei valori), attraverso una maggiore individuazione che incoraggia una visione di mondo emancipata che a sua volta favorisce i valori auto-espressivi (questi invece compatibili solo con le democrazie liberali) …"

  • Radici storiche del concetto di cultura politica e maturità democratica dei cittadini

Modello storico di legame società-regime : dalle strutture sociali alle credenze soggettive fino alla

legittimità delle istituzioni politiche. A differenti tipi di regime politico corrisposto differenti tipo di

cultura politica ( strutture sociali gerarchiche - > credenze autoritarie - > dittatura come forma legittima di

governo; strutture sociali orizzontali-> credenze egualitarie - > democrazia come forma legittima di governo )

o Maturità democratica dei cittadini

Per essere stabili le istituzioni devono essere in sintonia con le credenze legittimi del popolo (Teorema

della “congruenza”) di conseguenza i cittadini devono assumere una (1) Competenza civica , cioè la

capacità di valutare il processo politico (in modo razionale) in quanto devono essere capaci di giudicare i partiti al governo e l’offerta dei partiti in opposizione. - > quindi

Le democrazie pongono un onere più elevato sulle capacità di processare le informazioni da parte dei

cittadini (rispetto agli altri regimi); teoria delle scorciatoie informative : le persone prestano attenzione a

come i rappresentanti di vari gruppi sociali e politici si pongono rispetto a una proposta (concludendo se la risposta sia o meno nel proprio interesse) così facendo spostano il fardello della razionalità democratica dalle competenze dei cittadini alla qualità del sistema intermediario (tutto quello che è necessario è il pluralismo politico e affidabili scorciatoie informative). “Mobilitazione cognitiva” (e altri processi legati alla ascesa delle società del sapere): Miglioramento nel processare le informazioni (ampliamento dell’abilità di arrivare a giudizi indipendenti su date questioni)

(2) Lealtà civica : lealtà verso le norme, le istituite e gli attori della democrazia (-> sostegno diffuso ,

sostegno di massa verso la democrazia - Easton-) (per contrastare nel caso anche attore non democratici).

La visione a-culturale delle democrazie e i suoi limiti : democrazia come strumento per fornire eguaglianza economica (?); diverse concezioni di democrazia (liberale o deviata in modo autoritario) e controllata da versioni religiose e nazionalistiche e dall’identità collettiva (rendono i valori auto-espressivi deboli) (Tesi del deconsolidamento e critiche : il sostegno alla democrazia si trova in una condizione di declino generazionale in tutto il mondo; l’emergere del populismo illiberale è il risultato di un affievolimento della passione per la democrazia delle giovani generazioni; in realtà i dati non mostrano alcuna flessione del sostegno generazionale alla democrazia)

  • Comprendere la sfida populista La differenza generazionale dei valori auto-espressivi non fa presagire un imminente deconsolidamento ma semmai una rivitalizzazione della democrazia liberale che riguarda la struttura della mentalità culturale della popolazione (diffusione dei valori auto-espressivi ed equilibrio tra le strutture del regime e i valori della popolazione)
  • Teoria delle congruenze “reloaded”

“Modello tettonico tensione-rilascio” : i livelli di democrazia costituiscono l’offerta delle libertà dal lato

delle élite; i valori auto-espressivi costituiscono la domanda delle libertà dal lato delle masse “ …I valori auto-espressivi (cioè le domande di libertà) crescono progressivamente accumulando la tensione con livelli inerti di autocrazia-democrazia (cioè offerte di libertà; risposte non necessariamente democratiche), finché non avviene un rilascio della tensione attraverso un movimento improvviso e dirompente che riporta le offerte (cioè livelli di democrazia) in equilibrio con le domande (cioè i valori auto- espressivi) … ” Il desiderio di libertà democratiche non è universalmente umano, ma culturale condizionato dallo sviluppo di valori auto-espressivi (pluralismi sì ma non relativismo), questi valori sono in crescita generazionale quasi ovunque nel mondo (es. Hong Kong); è probabile che la più ferma inculturazione dei valori auto-espressivi tra le giovani generazioni renda temporanei i recenti successi elettorali del populismo illiberale

Autori : Inglehart spiega le nuove caratteristiche della partecipazione (sviluppatasi dagli anni ’60)

mutamenti sociali (da parte della classe media, in quanto sono più consapevoli della situazione rispetto alla classe operaia), fratture basate sull’età (rottura generazionale), i temi non-economici acquistano maggiore grado di salienza (valori materialistici e post materialistici, auto-espressività; in crisi l’economico torna).

Hirschman spiega le reazioni dei cittadini alle scelte collettive, così come quelle dei consumatori all’interno

di un mercato, possono passare attraverso diverse attitudini, riconducibili: exit (defezione), voice (protesta), loyalty (lealtà) ( “felicità privata, felicità pubblica” ):

SCIENZA POLITICA LEZIONE 14 Exit (defezione) : un cittadino in democrazia può scegliere diversi partiti, se insoddisfatto (flusso elettorale più libero in quanto meno indentificati dovuto dal disallineamento dei partiti-elettori, spesso accade dopo una protesta); voice (protesta) : strumento importante per rapporto tra cittadini-stato/amministrazione; loyalty (lealtà) : lealtà istituzionale e del partito politico, presuppone l’uscita quando viene a meno un contratto politico (diverso da trust in quanto la fedeltà non si mette mai in discussione).

Olson : “logica dell’azione collettiva” ( come funziona la società, come schema di cooperazione e conflitto )

spiega che gli individui sono razionali (massimizzando i vantaggi, costi-benefici) di conseguenza non è detto che partecipato alla vita politica (in quanto valutano i trade-off); “paradosso della partecipazione politica”: più c’è partecipazione politica da una grande massa più l’individuo è portato a non partecipare (analizzando

i costi-benefici), beneficiando comunque del vantaggio della partecipazione altrui ( free-riding ) (nei piccoli gruppi non è possibile). “Come evitarlo?” (es. Aumentando la sanzione per chi non paga il biglietto del bus)

Pizzorno : in risposta a Olson si domanda il perché le persone si mobilitano comunque ; per senso di identità:

i cittadini partecipano non solo per arrivare a un determinato scopo ma anche per il gusto di partecipare (senso di gruppo, perché esso mi rappresenta).

PARTECIPAZIONE POLITICA

Partecipazione politica come modalità di collegamento fra pubblico di masse ed élite politiche

(collegare il 1° e il 2° livello con il 3°); non esiste democrazia senza partecipazione politica (volontaria e

legale) dei suoi cittadini (quindi non indotta) Anche nei regimi non-democratici possono essere ammesse alcune modalità di partecipazione politica (partecipazione politica coercitiva nei regimi totalitari, mobilitazione indotta) Coinvolgimento dell’individui nel sistema politico, a vari livelli di attività, dal disinteresse totale alla titolarità

di una carica politica - > l’insieme di quei comportamenti dei cittadini orientati ad influenzare il

processo politico

  • Modalità di partecipazione politica Si manifesta in un’ampia varietà di forme; è un impegno costoso (in termini di tempo o denaro); si verifica a dispetto di tutti i tipi di ostacolo e preferenze per azioni più spontanee e indipendenti. In aree o contesti politici differenti: Spazi pubblici, comunicazione con i decision-maker politici; coinvolgimento nel processo elettorale (elezioni, dibattiti, ecc.) In ciascuno spazio di partecipazione, gli attori decidono la profondità e la misura del loro coinvolgimento. I partecipanti affrontano rischi maggiori o minori per il loro benessere personale come conseguenza della loro scelta di coinvolgimento politico (I regimi politici influenzano il rischio delle differenti azioni partecipative) (le azioni partecipative non sono eventi disgiunti, ma si verificano attorno a movimenti sociali, gruppi di interesse o partiti politici ). Il rischio della partecipazione: i partecipanti affrontano rischi maggiori o minori per il loro benessere personale come conseguenza della loro scelta di partecipare (costo opportunità); la rischiosità della partecipazione dipende dal regime legale e politico nel quale si verifica ( - > partecipazione “convenzionale” vs “non convenzionale” ) Le azioni partecipative avvengono non come attività isolate ed eventi disgiunti, bensì come azioni collettive che si verificano attorno a: movimenti sociali - > gruppi d’interesse - > partiti politici
  • Determinanti della partecipazione politica Mercati (scambio contrattuale); famiglie e associazioni comunitarie (reciprocità); partecipazione politica. La partecipazione politica è una “strategia di ultima istanza” per risolvere i conflitti sociali quando falliscono altri approcci più diretti (scambio contrattuale oppure reciprocità) Partecipazione politica mira a fornire “beni collettivi” (dai cui benefici non possono essere esclusi coloro che non hanno contribuito alla loro produzione) ( paradosso dell’azione collettiva; problema del free-riding e incentivi selettivi; ottenere i benefici senza partecipare, ma coloro che partecipano ricevono benefici “privati” aggiuntivi – Olson- ); gli incentivi selettivi come soluzione parziale e incompleta al paradosso dell’azione collettiva Soluzione “esterne” al paradosso: partecipazione per motivi altruistici, per beneficio, per sottostima dei costi, per reti sociali come dispositivo di monitoraggio

o Movimenti sociali

Il concetto di movimento sociale si riferisce a reti di interazioni prevalentemente informali (in modo spontaneo) basate su credenze condivise e solidarietà che si mobilitano su tematiche conflittuali attraverso l’uso frequente di varie forme di protesta (comunità, di piazza e mediatico), che indirizzano istanze ai

La natura della posta in gioco modella l’organizzazione della partecipazione politica: Cause su singole questioni che mirano a una decisione discreta una tantum - > movimenti sociali (riguarda questioni economiche o politiche) Cause su gamma strettamente specializzata di questioni che persistono nel tempo - > gruppi d’interesse (questioni socioeconomiche) Cause che richiedono complesse agende di questioni indipendenti e che entrano quindi nell’arena della competizione politica - > partiti politici (non neutrale, ha una visione del mondo che ritiene giusta che da altri punti di vista può essere solo parziale o del tutto opposta)

o Spiegazioni a livello micro

risorse (disponibilità tempo, istruzione e reddito) reclutamento (coinvolgimento associativo-per chi ha le risorse-, ambienti di classe e di gruppo, famiglia, età e genere, reti sociali), orientamento verso la politica (interesse per la politica, ideologia politica) A livello individuale, tendono a partecipare maggiormente in politica quegli attori dotati di risorse in termini di : capacità cognitive, tempo disponibile, reddito e legami sociali Decisività dei fattori contestuali per spiegare le differenze propensioni medie dei cittadini a partecipare in politica, così come a unirsi in gruppi di interesse. A livello micro: reti famigliari amicali; a livello meso: associazioni e partiti densamente organizzate; a livello macro: allineamenti strategiche fra la forse politiche Come agiscono per influenzare il processo decisionale? (livello imprenditoriale tra partecipazione e associazioni d’interesse); Modalità di perseguimenti degli obiettivi imprenditoriali: Contesto/Strategia Strategie individuali Strategie collettive Arena di mercato (contesto Economico) Competizione di marketing, finanza, acquisizione imprese, ecc. (mercato oligopolistico) Accordi di cartello e strategie collaborative per il controllo dei prezzi, ripartizione quote di mercato, definizione livelli di produzione, ecc. Arena politica (contesto Politico) Lobbying: finanziamento partiti e candidati diretti con dirigenti politici e P.A. policy networking Partecipazione associazioni di rappresentanza: territoriali e di settore. Nazionali, locale e internazionale

SCIENZA POLITICA LEZIONE 16

ASSOCIAZIONI D’INTERESSE

Nel livello della rappresentanza (2° livello) accanto ai partiti politici abbiamo le associazioni d’interesse (che possono essere imprenditoriali oppure organizzazioni sindacali, associazioni privati o pubblici ; nelle società post-industriali si sono sviluppate associazioni che riguardano ambiti extra-economici che rivendicano di essere prese in considerazione dai rappresentanti istituzionali ) (i movimenti sociali sono tra il 1° e il 2° livello) Ci sono alcuni attori non istituzionali (informali), le associazioni d’interesse sono tra quelli (possono influenzare il processo politico)

È un gruppo che coincide con ogni sezione della società che agisca o tenti di agire (enfasi

sull’interesse, rivendica un certo bisogno); qualsiasi gruppo che, presenta domanda ad altri gruppi

della società (enfasi sull’atteggiamento); individui legati da comuni preoccupazioni e interessi che

sono consapevoli di questo legame (enfasi sull’appartenenza) (logica dell’influenza e logica dell’appartenenza)

Avanzano interessi particolari nel processo politico (pressure-politics/polity/policy - lobbying-;

valutazione dell’impatto delle pressioni dei gruppi di interesse nel sistema politico; differenti tradizioni teoriche di esse) Associazioni che avanzano rivendicazioni verso altri gruppi nella società, organizzazioni di appartenenza volontaria che si appellano al governo , ma non partecipano alle elezioni (per studiare esse servono parametri differenti per la stessa funzione in casi differenzi in modo da riflettere le differenze di contesto tra sistemi politici) Solitamente rivendicano di agire in linea con l’interesse pubblico (difficilmente è così persuasiva da mettere d’accordo tutti, in quanto visione del punto di vista dell’associazione)

3 tradizioni : Tradizioni repubblicane ( unitariste ); perseguono interessi particolari anziché la volontà

generale del popolo, minaccia la democrazia; lo stato deve garantire l’unità e l’indivisibilità della repubblica

attraverso restrizioni alla libertà di associazione – Rousseau, Francia del XVIII sec.); Tradizioni liberali

( pluraliste ; fonte essenziale di libertà e democrazia; lo stata deve garantire la libertà di associazione –

Tocqueville, Stati Uniti XIX sec.); Tradizioni (neo)corporative (non possono essere escluse dal processo

politico (al contrario dei unitaristi), quindi coo-decidono; lo stato deve assicurare l’equilibrio di potere fra interessi sociali confliggenti (favoriscono forme di regolamentazione che assicurino un equilibrio di potere, al contrario dei pluralisti - Schmitter, Europa continentale e America Latina del XX sec.)

Neocorporativismo ( tipico di un sistema industriale basato sul settore secondario, società tradizionale,

rapporto tra capitale e lavoro ): un sistema di rappresentanza di interessi dove le unità costitutive sono

organizzate in numero limitato di categorie non competitive , strutturate gerarchicamente ,

differenziate funzionalmente riconosciute , se non organizzate del governo, non competitive tra loro, che

esercitano complessivamente il monopolio della rappresentanza. (il gruppo A e il gruppo B vengono riuniti dal governo per deliberare una coo-decisone per assecondare gli interessi dei due gruppi sociali)

Pluralistico : un sistema di rappresentanza degli interessi dove le unità costitutive sono organizzate in

numero indefinito, in competizione tra loro , volontarie , non strutturate gerarchicamente , non

necessariamente riconosciute o organizzate dal governo, e non esercitano il monopolio della

rappresentanza

  • Il rapporto gruppi-partiti

Gatekeeping partitico (i partiti filtrano e decidono, in quanto essi sono legittimati dai cittadini) <---->

accesso autonomo dei gruppi alle decisioni (la politica è totalmente permeabili e le rivendicazioni

associazioni politiche hanno accesso autonomo ai gruppi di decisioni, i partiti sono solo simbolici) ( sono i due poli opposti );

Situazioni intermedie : simbiosi (referente del settore e del consenso elettorale più affine a un partito

collaborano e in certi casi vengono anche candidati tra le fila dei rappresentanti istituzionali),

dominio condizionato (emergere dell’associazioni collaterali che negoziano col partito politico),

neutralità (le associazioni non incontrano i partiti politici nel processo politico)

SCIENZA POLITICA LEZIONE 17

  • Modi in cui le associazioni influenzano il potere politico

o Il lobbismo (lobbying)

Lobby diretto (o interno) : associazioni/agenzie che fanno pressione e influenzano qualsiasi branca del

governo o del processo decisionale (più un’agenzia è dotato di risorse, denaro, legittimità e competenza quanto più elevata è la sua capacità di influenzare i decisori e i risultati delle politiche - policy-);

o Lo scambio politico