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Appunti seconda guerra mondiale per la classe 5 superiore.
Tipologia: Appunti
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I regimi considerati totalitari sono il fascismo, il comunismo e il nazismo. Mussolini è il maestro di tutti, il fenomeno totalitario si sviluppa prima in Italia a partire da mussolini. La situazione post bellica è disastrosa dal punto di vista economica, esplode il debito pubblico poiché lo stato ha dovuto riconvertite l’economia dedicata esclusivamente alla produzione bellica spendendo più di quanto riceve. L’Italia è un paese vincitore con i debiti dei vinti. Insieme al debito pubblico esplode l’inflazione ,ossia il crollo del potere di acquisto della moneta. Il governo italiano stampa una marea di monete e infatti esplode l’inflazione e la moneta diventa carta straccia. Poi vi sono i reduci di guerra, tornano giovani dalla guerra mutilati e in un paese distrutto economicamente, l’unica soluzione è chiedere l’elemosina. Parallelamente però prima della guerra l’Italia era guidata da élite liberali, ossia un gruppo di persone appartenenti ai ceti alti elette da pochissimi elettori altrettanto ricchi, quindi pochi elettori che votano gruppi di potenti. La prima guerra mondiale ha messo in evidenza le masse ( contadini, operai) , quindi quell’equilibro che c’era prima si spezza, in questo caso però la massa è l’intero popolo e ci sono dei partiti che provano a rappresentare questi. Tra questi vi è il partito socialista italiano fondato da Filippo turati, non è un partito estremista, è di sinistra legato al mondo operaio però è un partito che non tende a essere radicale. Nasce anche un parati cattolico che è il partito popolare italiano nasce nel 1919 , ha come riferimento sopratutto i contadini, viene fondato da un prete Don Luigi Sturzo. Questi due partiti vanno alle elezioni del 1919 prendendo anche degli importanti voti che insieme rappresentano la maggioranza del paese, ma erano due partiti distinti quindi nel 19 tornano a capo i liberali con Nitti. Tra il 1919 e il 1920 si scatena il cosiddetto biennio rosso, consiste in una paurosa ondata di proteste che investirà sopratutto le fabbriche del nord con scioperi, occupazioni delle fabbriche e anche delle terre in ambito contadino. A destra vi sono i nazionalisti che pensano che la guerra sia stata gestita male e che l’Italia non abbia ottenuto le cosiddette terre irredente, pensavano che l’Italia dovesse avere una politica estera aggressiva. Durante il biennio rosso questi scendono in piazza per picchiarsi con i nazionalisti che avevano paura che gli operai potessero salire al potere come successo in Russia. Tra il 19 e il 20 il paese rischia di prendere le vie del bolscevismo. Per cui i liberali giocano la carta Giolitti che presiede l ennesimo governo e abilmente costruisce una sorta di compromesso con gli operai e con le forze che li rappresentano. Vengono promessi salari più alti dopo di che viene promessa agli operai la gestione delle fabbriche che consentono di spegnere il fuoco, questo passaggio è fatale perché l’Italia era un bivio , poteva prendere una strada di sinistra invece il compresso scontenta tutti, poiché i più estremi dicono di non averci guadagnato nulla, a destra i nazionalisti e i liberali che avevano gli operai che li stavano alle calcagna però dicono che questo non accadrà più. Tra i nazionalisti c’è Gabriele D’Annunzio è un esagitato che si infila nella questione di Fiume, una piccola città che ha maggioranza italiana e D’Annunzio decide che deve essere comandato un italiano e il 12 settembre del 1919 invade Fiume e da vita alla reggenza del Carnaro, il 12 novembre del 1920 il governo Giolitti firma il contratto di Rapallo che stabilisce che l’Istria vado all’Italia, mentre Fiume diventa indipendente, questo a D’Annunzio non va bene e dunque l’esercito italiano entra a fiume e se la riprende espellendo D’Annunzio.
Il fascismo ruota attorno a Benito Mussolini. Mussolini è socialista all’inizio del suo percorso politico, è dalla parte opposta rispetto a quella a cui approderà. Addirittura dirige il giornale “l’avanti” appartenente al partito socialista. Durante l’inizio della guerra viene espulso dal partito socialista e fonderà un giornale “popolo d’Italia” e va in guerra, ma viene ferito e torna in patria. Dopo che la guerra finisce inizia ad avvicinarsi ai nazionalisti finche il 23 marzo del 1919 fonda i cosiddetti fasci di combattimento, non sono un partito ,ma un movimento politico che raccoglie per lo più reduci della prima guerra mondiale, vecchi nazionalisti. Il reduce di guerra psicologicamente vive ancora nel momento della guerra, Mussolini all’inizio è circondato da gente che è al margine della società. Ci sono anche studenti e gli arditi, dei soldati che si erano distinti nella prima guerra mondiale. Da questo movimento verrano fuori due partiti una componente mussoliniana ed entrerà nei fasci di combattimento , una parte andrà a formare gli arditi del popolo. Il programma che Mussolini propone è un programma repubblicano e anti monarchico, anticlericale vi è un solo elemento che è di destra che è quello nazionalista. Non è ancora chiaro che tipo di politica stia seguendo, è chiaro che ha un grande carisma ed è un ottimo oratore. Questo suo esordio è apparentemente fallimentare per il semplice motivo che è sia nazionalista che socialista tant’è che va incontro a un fallimento elettorale. Passa un anno e succede il primo cambiamento nel 1920, il periodo infiammato dal biennio rosso caratterizzato dai manifestanti che prendono i nomi di leghe dei braccianti (lavoratori della terra), nasce il periodo del fascismo agrario quando Mussolini si rende conto che stare dalla parte dei proprietari terrieri gli conviene. I fasci di combattimento tendono ad usare la violenza al servizio dei proprietari terrieri. Vengono chiamati camice nere e avevano come simbolo un teschio (sta a significare che sono disposti a dare la propria vita per la patria). Il fascismo inizialmente conteneva nazionalismo, vitalismo e all’incirca 17 mila iscritti (arriveranno ad avere 310 mila iscritti). Tra il 1919-20 le proteste contadine hanno spaventato la classe diligente italiana. Nasce ad Ares vive la maggior parte del suo tempo a ghilarza, diventa un filosofo e scrive prevalentemente in carcere perché Mussolini dice che bisogna impedire alla mente di Gramsci di pensare. Gramsci ha una patologia fisica grave e morirà in carcere. Anche il governo che è del centro destra ha come punto di riferimento Gramsci. TESTO Lui dice che la forza del fascismo è la violenza ed è con questa che si stanno affermando. Il fascismo se andrà al potere grazie ai funzionari dello stato,questura,carabinieri sennò questo movimento non può andare al potere, con la marcia su Roma non useranno la violenza perché hanno tutto l’apparato dietro da cui sono sostenuti. Dice che hanno mezzo milione di uomini armati, questo non è vero ma Gramsci tende ad ingigantire il tutto poiché questo testo doveva mettere in guarda l’ascesa del fascismo. Ci dice che non sono delle persone poco organizzate che stanno improvvisando, ma hanno un apparato militare che fa riferimento all esercito italiano. Dice che sono gente ben protetta, ben organizzata e che punta al governo, questo il re non lo capirà finché non si trova Mussolini alla porta. Cosa si vuole fare per contrastare il fascismo, non pare che i socialisti abbiano un programma se lo avete fatto di nascosto dovete stare attenti perché è necessaria la mobilitazioni delle grandi masse. Il partito comunista dice che vuole fare la rivoluzione. Dice ai socialisti che sta arrivando una dittatura guidata dai fascista e la loro reazione è piagnucolare all’interno del parlamento, mentre noi comunisti se ne avremo le forze proveremo a reagire.
Pag 240 Prima dell’aggressione Matteotti c’è stata l’aggressione Amendola. Mussolini dice di non essere così cretino da organizzare un’aggressione subito dopo natale. Mussolini dice che non è stato direttamente lui a richiedere l’uccisione di Matteotti e l’aggressione. Mussolini non ha chiesto l’uccisione e l’aggressione e se si pensa che il fascismo sia solo violenza si sbaglia. Se si pensa questo Mussolini allora si assume le responsabilità in quanto fautore del fascismo e si assume la responsabilità del partito. Fascismo: anima romana Mussolini e anima regionale: ras De Felice definisce gli anni del consenso gli anni che vanno da dopo la conquista dell’Etiopia all’inizio della guerra perché Mussolini riceveva un ampio consenso dagli italiani. Conquista Etiopia: embargo economico (divieto di commercio con Italia), condanna nazioni unite. Dal punto di vista economico consente a Mussolini di varare in maniera definitiva la politica economica dell’autarchia: autosufficienza economica. L’idea imperiale dell’Italia rappresentata dalla conquista dell’Etiopia viene visto da De Felice come il periodo gli anni del consenso. È difficile comprendere quanto sia il consenso dato che il paese non è libero e la libertà è unità di misura. De Felice per consenso intende che viste le misure attuate dal regime, nonostante tutto ciò in quella fase il regime godette di un favore reale stimolato dalla politica estera. Un’altra conseguenza di questa conquista è l’emergere del razzismo perché molti italiani si traferiscono in Etiopia e iniziano a sposare etiopi e per Mussolini questa è una contaminazione dell’italiano con un popolo sottomesso. Si inizia a promuovere una legislazione razzista che riguarda Etiopia e Libia, non si possono sposare donne della popolazione sottomessa e gli italiani hanno più importanza dei popoli sottomessi. Nel 33 salirà al potere il regime nazista apertamente antisemita e razzista. Nel regime mussoliniano inizierà a svilupparsi una cultura antisemita. Nel 38 viene scritta la rivista La difesa della razza, apertamente antisemita e razzista. Anche la rivista degli scienziati razzisti, apertamente antisemita. Nel 38 il gran consiglio del fascismo sottoscrive una dichiarazione razzista chiamata dichiarazione sulla razza e ribadisce il tratto antisemita del regime. Nel 38 arrivano le leggi raziali nei confronti degli appartenenti alla cultura ebraica, non solo chi professa ma anche chi ha origine. Porterà alla rimozione del diritto di studio, non si poteva partecipare all’esercito e non si poteva essere pubblici ufficiali,divieto di matrimonio con italiani. La chiesa ha un ruolo non tanto per quanto riguarda il ruolo del papa ma il problema sta nell’anagrafe. Gli atti di nascita erano tenuti dalla chiesa e quindi le persone assaltano le chiese e rinnegano la propria appartenenza genealogica. Dal 38 inizierà a svilupparsi un percorso che porterà alla deportazione degli ebrei. Testo pag 274 Il gran consiglio assume delle decisioni antisemita e lo stato le fa diventare legge e in questo caso si parla di regio decreto perché firmate dal re. Dopo questa decisione arriva una serie di norme e circolari che stabiliscono come agire con le persone di origine ebrea. Il regime diventa antisemita con questo testo del gran consiglio tipico del far male le cose da parte di Mussolini. Non si erano mai occupati della realtà ebraica e il problema sorgeva qui, dato che non si era a conoscenza dei dati. Dino Grandi e Italo Balbo difesero gli ebrei mentre Roberto Farinacci fu un vero e proprio antisemita. Secondo de felice c’è una differenza tra gli antisemiti italiani e nazisti perché il fascismo voleva discriminare mentre il nazismo voleva eliminare, sterminare, perseguitare. I nazisti lo facevano perché biologicamente appartenevano ad una razza inferiore. I fascisti lo facevano per motivi biologici, religiosi e politici. Quando va fatta una legge in cui si elencano i motivi non si possono avere dubbi sul perché. Una volta messo in moto questo meccanismo si capisce che non c’è la possibilità di discriminare senza perseguitare e perciò o si perseguita o si lascia stare. La via della
persecuzione non era percorribile da Mussolini perché non era nel suo carattere e perché i fascisti erano molto più di manica larga rispetto ai nazisti e inoltre Mussolini sosteneva una superiorità del fascismo nei confronti del nazismo. Mussolini non calca la mano perché gli italiani non sono favorevoli e ricercando ebrei andava a toccare anche famiglie molto potenti. Da un lato non poteva perseguitare ma dall’altro non poteva annullarle perché era alleato della Germania. L’Italia rimase perciò in una situazione gravissima e in un limbo tra il nulla e la persecuzione. Parte di interesse: IL NAZISMO L’ascesa del nazismo è posteriore all’ascesa del fascismo nonostante il fatto che Hitler fosse in attività già ai tempi in cui Mussolini costruiva la sua ascesa. Nel 1920 fonda il partito che verrà chiamato nazista chiamato Partito Nazionale Socialista dei Lavoratori. Anche questo partito nasce con un’ideologia abbastanza vicina ai partiti di sinistra dal punto di vista dell’attenzione sulla condizione economica e le masse come i fasci di combattimento. Simile ai fasci hanno anche l’essere nazionalisti. Nel 1923 Hitler tenta di prendere il potere con un colpo di stato, non ci riesce e finisce in galera. La Germania dell’epoca aveva una condizione simile a quella italiana perché anche la Germania è appena uscita da una guerra disastrosa, inflazione enorme, tasso di povertà altissimo e inoltre un paese che esce dai trattati di pace con le ossa rotte, dovendo cedere dei terreni alla Francia e dovendo pagare i debiti di guerra agli stati vincitori, divieto di armarsi militarmente. Il partito hitleriano interpreta il suo nazionalismo in maniera polemica perché sostenevano che fossero stati umiliati dagli altri stati europei. Hitler in galera scrive il Mein kempf. Nel 1929 si sviluppa una crisi economica mondiale che parte dagli Stati Uniti con il crollo della borsa di Wall Street e ciò si aggrava sui tedeschi perché avevano un sacco di debiti. Negli anni 20 in Germania ci sono partiti di sinistra che durano pochissimo. Nel 1930 alle elezioni il partito Hitleriano ottiene moltissimi voti, un numero elevato rispetto al numero di votanti. Nel 1932 Hitler richiede la guida del governo perché era un partito molto votato e seguito. Hitler si presenterà in maniera onesta ai tedeschi. Nel 1932 si candida alle presidenziali e si scontra con Hindenburg. Perde le elezioni ma per pochi voti, il partito nazista ottiene il 34,5 % dei voti in parlamento. Nel 1933 Hindenburg da ad Hitler l’obbligo di formare il governo. Hitler diventa cancelliere. Nel 1933 un attentato da fuoco al palazzo del parlamento tedesco, attentato effettuato dai nazisti. Hitler accuserà i comunisti e dirà che la democrazia sarà a rischio e allora inizierà la dittatura. Annullamento dei poteri del parlamento, esaltazione dei poteri del capo di governo, cancellazione della libertà di stampa, cancellazione della libertà di opinione. Una parte di tedeschi lo ha votato per scelta e una parte era stato intimidita dall’ SA. Una volta capo del governo nel 1934 decide di regolare i conti con gli uomini che lo hanno portato al potere, ovvero le SA che hanno a capo Rohm. Rohm è uno che insidia il prestigio di Hitler e che ricorda costantemente che il Nazismo è andato al potere per combattere il capitalismo. Nel 1934 Hitler ordina l’eliminazione fisica delle SA, la notte dei lunghi coltelli. Tutti gli appartenenti alle SA vengono eliminati a sorpresa. Nel frattempo assumono una veste sempre più importante le SS guidate da Himler. Nel 1934 muore Hindenburg e Hitler diventa che presidente della repubblica. Da quel momento assume la carica di Furher. Si sviluppa da quel momento in poi completamente la politica hitleriana
di organizzare dei piani del conflitto per i tedeschi, in Italia è venuto nel 1939 il primo ministro inglese che veniva trattato in maniera faraonica. Vi è la sensazione che Hitler possa prevalere, anche per le promesse che lui fai, nella primavera del 40 però anche gli inglesi offrono dei territori dell’Africa in cambio della neutralità italiana. Lui pensa che se non entri in guerra la Germania lo attacchi. Mussolini esita a portare in guerra l’Italia e ha il dubbio sulla parte dalla quale schierarsi. Il paese è impreparato per mancanza di armamenti, divise e uomini. Mussolini è dagli anni 30 che prometteva un conflitto e allude alla possibilità di un ingresso in guerra da parte dell’Italia. La riflessione è relativa alla necessità o meno di questo conflitto. La storiografia favorevole al regime dice che l’entrata in guerra è stato un cattivo calcolo che ha finito per gettare un’ombra su un operato positivo. Secondo la storiografia più ostile l’errore non fu casuale ed era nel dna del fascismo l’ingresso in guerra. Il fascismo fu un regime esternamente aggressivo sulla politica interna e esterna, con l’attacco all’Etiopia, la conquista di zone della Libia, la conquista dell’Albania. La politica estera è sempre stata imperialistica e perciò l’ingresso in guerra era una cosa fisiologica. L’ingresso in guerra viene definito un errore perché ne esce distrutta e tutt’ora paghiamo l’esito di questa guerra. Era fisiologico l’ingresso in guerra al fianco della Germania dato che erano entrambe totalitarismi. Entra in guerra con la Germania perché in guerra con le democrazie. Mussolini è onnipotente ma è fisicamente provato da un’ulcera che lo costringe a letto per mesi interi e ciò lo portava a stati di mancata lucidità. Le ragioni profonde dell’ingresso in guerra si ricongiungono con il totalitarismo, il razzismo. La guerra è l’esito di un atteggiamento politico consolidato e rafforzato nel tempo e cercano di evitarla paesi non aggressivi e che non hanno una vocazione imperialistica. Mussolini è il punto terminale di un processo che inizia nel 1910. Quando il 19 luglio del 1943 Roma viene bombardata simbolicamente la catastrofe è in atto. Il discorso con cui Mussolini porterà l’Italia in guerra è un discorso da dittatore, contro le nazioni plutocratiche e vede una sola visione: VINCERE E VINCEREMO. Sta portando l’Italia in guerra sapendo che in realtà non combatterà la guerra e la farà combattere ai tedeschi. Nel 1940 prima che Mussolini dichiari l’ingresso in guerra nel giugno del 1940, Hitler il 10 maggio invade il Belgio e l’Olanda perché vuole penetrare in Francia. Gli inglesi sanno ciò perché avvisati dagli italiani e passa sottobanco i piani dell’attacco. Le truppe anglo francesi sono oltre la linea Maginot. Compiono un errore: lungo la linea del fronte c’è la foresta delle Ardenne e gli anglo francesi sostengono che questa sia inagibile per i tedeschi. I tedeschi penetrano dalla foresta delle Ardenne e sfondano la linea difensiva. Il 4 giugno gli inglesi sono in fuga dopo l’attacco sul fronte e dopo l’ingresso in Francia da parte dei nazisti gli inglesi fuggono per salvare 300mila soldati dove si imbarcano a Dunkirk per lasciare la Francia e tornare in Inghilterra. Le forze francesi arretrano fino a perdere il controllo del territorio e il 14 giugno la bandiera nazista sventola su Parigi. Il 22 di giugno i francesi firmano l’armistizio di resa a Compiegne, stessa località dove i tedeschi hanno firmato la resa nella prima guerra mondiale. La Francia è tutta nazista tranne in un’area del centro sud dove nasce un governo filo nazista, ovvero la repubblica di Vichy, presieduta da Petain. Prenderà obblighi da Hitler e sta di fatto che la Francia è a pezzi. L’unico uomo politico utile è Charles De Gaulle, che scapperà in Inghilterra. La Gran Bretagna è reduce dalla fuga dei soldati e perciò dal punto di vista di Hitler e Mussolini è quasi vinta. Da maggio del 1940 il capo del governo sarà Winston Churchill, anziano e messo lì apposta. A giugno del 40 si presenta la possibilità di un attacco definitivo con l’attacco leone marino: bombardamento preliminare subacqueo e poi attacco su terra. Mussolini spera che Hitler vinca con fatica perché grandi perdite indebolirebbero il regime fascista. La Gran Bretagna è al bivio: arrendersi o no. L’unico potenziale alleato sono gli Stati Uniti che ancora non sono
intervenuti ma vendono soltanto armi e finanziano in parte l’economia inglese. Churchill è solo contro un esercito pericolosissimo perché i tedeschi stanno sul fronte in una maniera inedita. Questa sarà l’ora più buia dell’Europa. Churchill avrà un ruolo fondamentale e terrà un importantissimo discorso (pag 445/6): colui che parla alla nazione è il capo del governo di un paese che ha visto i suoi uomini fuggire e viene chiesta la resa. Lui è contrario all’uscita dal conflitto e sostiene che se si realizzeranno una serie di conclusioni saranno in grado di potersi salvare e difendersi. È frutto di un uomo democratico e non un dittatore che conosce solo la vittoria. Lui ha detto che è comunque fondamentale provarci e che dice no alla resa. Se anche l’Inghilterra dovesse essere conquistata, anche se si esclude, si avrà un impero difeso dalla flotta britannica. Io non prometto una vittoria ma prometto lacrime e sangue, questo per la difesa dell’isola. Leone Marino viene lanciata con attacchi di tipo aereo da parte della Luftwaffe. Ci sono città come Coventry rase completamente al suolo e resistono tramite la RAF, un sistema di radar estremamente avanzato e si approda all’ottobre del 1940 con la considerazione dell’operazione leone marino fallita. Da qui la tendenza inizierà leggermente ad invertirsi. L’Italia è nel conflitto dal 10 giugno del 1940 e la teoria bellica elaborata da Mussolini prevede una guerra parallela. I tedeschi volevano un contributo dall’Italia in Francia e Inghilterra. Mussolini ha fatto presente che l’Italia non è nelle condizioni di affrontare il nemico in maniera ottimale e Mussolini pensa di poter condurre una guerra su fronti alternativi, prevalentemente in nord africa. La Libia confina con l’Egitto, sotto il controllo inglese, e la sua idea è investire le forze italiane sull’Egitto. La Jugoslavia confina quasi con l’Italia e le mire italiane sono sempre lì e l’Albania ci confina ed è sotto il controllo italiano. Un’altra idea è conquistare la Grecia, al sud della Jugoslavia. I tedeschi già dal 1939 non si aspettano molto dall’intervento italiano perché Hitler aveva esplicitamente chiesto a Galeazzo Ciano l’intervento in guerra e Mussolini fece una lettera in cui fece delle richieste per poter entrare in guerra e l’Italia aveva bisogno di tutto. Nel 1940 quando Mussolini prospetta la sua idea Hitler era già consapevole di ciò e cerca di impedirlo. Nel 1940 il fronte principale è l’Inghilterra e aprire altri fronti sarebbe qualcosa di poco conveniente, capendo che la Jugoslavia sarebbe caduta senza combattere sotto le loro mani. Il 28 ottobre del 1940 Mussolini attacca la Grecia, con un attacco fallimentare a causa delle grandi difficoltà. Le truppe italiane manifestano le stesse difficoltà manifestate nelle guerre in africa. La vicenda si snoda tra ottobre e aprile del 1941. Il fallimento è talmente evidente che c’è il rischio di una sconfitta italiana e quindi le truppe tedesche nell’aprile del 1941 invadono la Jugoslavia e attaccano la Grecia. È importante questo passaggio perché sarà determinante nel configurare la sorte della guerra per Hitler perché dopo aver attaccato la Gran Bretagna e non essere riusciti a sbarcare in Inghilterra. Il suo errore più grande sarà attaccare l’unione sovietica. La guerra è iniziata tra due democrazie che combattevano con due regimi e un altro con cui c’era un patto di non belligeranza. La paura inglese. L’alleanza tra questi due regimi era una cosa di probabile perché Stalin e Hitler erano molto più vicini rispetto a Stalin e l’Inghilterra. Hitler convinto di aver quasi sconfitto l’Inghilterra e che gli USA non entreranno allora Hitler crea l’operazione Barbarossa, con un attacco frontale al vero problema per la sua conquista dell’Europa, l’unione sovietica. Mussolini avverte Hitler di questa possibilità ampia di fallimento ma Hitler non lo ascolterà. Mussolini propose anche un’alleanza che Hitler rifiuterà. La primavera del 1941 sarà il momento ideale dell’attacco verso l’unione sovietica solo che l’Italia ritarderà ciò fino a giugno dato che era necessario un aiuto in Grecia. Il 22 giugno del 1941 partirà la spedizione Barbarossa e Hitler avrà a che fare con una problematica enorme: l’inverno. L’attacco tedesco sarà dirompente dato che l’attacco aereo preliminare sarà devastante per facilitare la strada ai carri armati. L’ucraina
diventerà ambasciatore italiano in Inghilterra. Il re inizia un dialogo con Grandi che ha come obiettivo sostituire Mussolini. Il duce in tutta questa fase sottovaluta i segnali o non li coglie. Nell’estate del 1943, il 10 luglio gli alleati angloamericani sbarcano in Sicilia. Ciò non era prevedibile da parte di Mussolini. Il 19 luglio Mussolini incontra Hitler a Feltre e lo incontra insieme al sottosegretario agli esteri Bastianini. La finalità è provare a convincere Hitler per poter trattare una pace separata. Mussolini arriva lì, non parla e viene rimproverato da Hitler. Ci sarà anche una pausa in cui Bastianini lo solleciterà a parlare. Con loro è presente anche Aldo Vidussoni, segretario del partito fascista, che osa interrompere Hitler. Durante l’incontro arriva la notizia che Roma è stata bombardata, grande trauma sia per Mussolini che vive a villa Torronia che per l’Italia. Tutta la delegazione parte verso Roma con un aereo guidato da lui stesso, mossa folle per il pericolo di essere affondati dalla contraerea italiana come Italo Balbo. Il 20 luglio inizierà una trattativa con il re e Giuseppe Botai, fascista intellettuale e poeta futurista, ministro dell’educazione nazionale, ha consentito a intellettuali di avere sempre la massima libertà possibile. Nel 1938 vengono varate le leggi razziali e sostiene l’antisemitismo e detta leggi ferree per i bambini ebrei. Finirà la sua carriera con la milizia francese per combattere Hitler. Botai e Grandi spingono per la riunione del gran consiglio del fascismo perché il re ha fatto capire che è pronto per liberarsi di Mussolini e serve la formalità con il gran consiglio del fascismo che dovrebbe votare per rimuovergli il potere. Grandi e Botai inizieranno una trattativa con Mussolini per convocare il gran consiglio. Il 22 luglio Mussolini riceve Dino Grandi: Grandi sostiene che sia stato fatto rimanere in piedi e in pochi minuti doveva spiegare che il potere delle forze armate doveva tornare nelle mani del re e che lui doveva occuparsi solo di politica, anche perché non ci si poteva più confrontare con tutti e due i ruoli. Grandi cerca di fargli capire che non lo stanno sfiduciando. Mussolini capisce che ci fosse qualcosa dietro, liquida Dino Grandi. Mussolini in Storia di un Anno dice che Grandi non lo abbia messo al corrente di quello che volessero fare. Mussolini accetta di riunire il Gran Consiglio per il 24 luglio. Si presume che Mussolini avesse capito e che volesse riunire il gran consiglio convinto di avere la maggioranza per smascherare i traditori o che sapesse tutto ma che alla fine del gran consiglio li avrebbe fatti arrestare tutti. Il 24 di luglio alle 17.00 la riunione si dovrebbe riunire a palazzo Venezia. La moglie Rachele Guidi in mattinata lo avverte di stare attento. La moglie e la figlia Edda sono le uniche che gli possono parlare formalmente. Rachele lo aggredisce quasi dicendogli che lo stessero attendendo per incastrarlo ma lui confida sul fatto che nessun gerarca gli abbia mai detto no, salvo Farinacci che era un esaltato. Leandro Arpinati negli anni 20 era stato spedito in Campania perché pericoloso e perciò esclude che questa manica di codardi possa dargli noie. È talmente sicuro che non ci sia il rischio di sorprese che non dispone nemmeno la presenza del battaglione M a palazzo Venezia. Non sono presenti nemmeno i moschettieri del duce, sciolti nel 1940 per mandarli in guerra ma alcuni sono rimasti come guardie del corpo. Non è chiaro se si sia reso contro dell’’avvicinamento tra Grandi e il re. L’unico momento in cui è stato reso pubblico è quando il re conferì a Grandi la corona della Santissima annunziata, che lo faceva diventare immediatamente cugino del re e aveva diritto di essere consultato in tutte le questioni politiche importanti. Mussolini non può sapere nemmeno del comportamento di Galeazzo Ciano, figlio di un importante gerarca fascista invitato 4 volte a Villa Torronia. Galeazzo Ciano sposerà Edda e Mussolini sarà gelosissimo di ciò. Dopo aver sposato Edda diventerà ministro degli esteri fino al 1943 quando verrà sostituito da Mussolini stesso e diventerà ambasciatore. Ciano dirà segretamente a Grandi e Botai che lui voterebbe a favore della rimozione di Mussolini. Grandi e Botai temevano che avrebbe potuto parlare di ciò a Mussolini ma Ciano voleva solo sostituirlo. Luigi Federzoni , ex ministro, legato al re e ex capo del senato, era uno di cui si era certi che avrebbe votato
contro Mussolini. La loro speranza è affidata alla copertura da parte del re perché il re ha il punto di forza di avere carabinieri ed eserciti con lui. La milizia nazionale è legata al duce, invece, ma non può usarla perché avrebbe scatenato una reazione dell’esercito distruttiva. Il Gran Consiglio è composto da 28 membri più il duce. Grandi propone l’Ordine del Giorno Grandi che prevede che il re acquisisca tutti i poteri militari ma non punta direttamente alla destituzione di Mussolini. Grandi quando lo propone prima della riunione viene appoggiato perché non era un attacco. La riunione inizia con un quarto d’ora di ritardo, nella sala del pappagallo, che ha un grande tavolo a ferro di cavallo con al centro Mussolini. La riunione finirà alle 2 di notte, avrà momenti tragici e ridicoli. Tragici perché tutto è giocato sul filo della paura, molti entrano armati. La discussione si apre con Mussolini che allude a delle armi segrete che sarebbe in grado di mobilitare per cambiare il corso della guerra. Grandi poi esporrà il suo pensiero nella maniera furbesca, facendo capire che non fosse un attacco al duce. Mussolini si dichiara completamente contrario. Ciano interviene e viene sbeffeggiato dal Duce, viene visto come un codardo, e fa un discorso antinazista, dicendo che sia necessaria un’alleanza con gli inglesi. Poi interverranno Federzoni e Botai. Mussolini chiede una pausa e molti temono la chiamata dei rinforzi da parte di Mussolini. Al voto 19 voti saranno a favore dell’ordine Grandi, uno sordo, 8 che votano a sfavore e 1 che si astiene, il presidente del senato. Un altro ordine del giorno verrà presentato da Farinacci e Scorza. Mussolini conclude la riunione dicendo che hanno ucciso il fascismo. Coloro che voteranno a favore non andranno a dormire a casa loro. Mussolini lascia la sala della riunione con Scorza e Buffalini Guidi, sottosegretari, che parla dicendo che il voto del gran consiglio non è vincolante. Torna a Villa Torronia e chiama Claretta Petracci, amante, e gli dice che è finito tutto. La moglie sarà furente e gli suggerisce di farli arrestare tutti. Mussolini intende che dietro questa manovra c’è il re ma non può fare nulla perché lui comanda l’esercito. Dorme tre ore e alle 8 è di nuovo a palazzo Venezia. Gli arriva una comunicazione di Cianetti, che gli aveva votato contro, che ritira il voto come molti altri. Mussolini non ne terrà conto. Riceve poi l’ambasciatore giapponese Idaka, che diventerà poi ambasciatore giapponese della repubblica di Salò, inoltre sarà l’unica persona che riuscirà ad avvicinarsi a Mussolini. Mussolini lo invita a far pressione sul governo giapponese per cercare un accordo con l’unione sovietica. Mussolini chiede un incontro urgente con il re al Quirinale. Il re sa già tutto quello che è avvenuto da Dino Grandi. Il re accorda la riunione per le 17.00 del 25 luglio e gli dice di presentarsi in borghese. Mussolini è contento di essere ricevuto. Nel contempo va nel quartiere San Lorenzo a Roma dove viene accolto freddamente dalla popolazione. Alle 17.00 si presenta a Villa Savoia con l’autista. Il re lo riceve e ha nel cassetto della scrivania una rivoltella. Mussolini prova a spiegare ciò che è capitato ma il re lo blocca e gli dice che è l’uomo più odiato d’Italia e che lo vuole difendere e perciò gli rimuove l’incarico di Capo del Governo e l’incarico passerà al generale Badoglio. Il dialogo durerà venti minuti, con un re molto teso e che non lo lasciava replicare. Da qui si nota il declino di Mussolini. Mussolini abbandona la stanza, scende in cortile per andare all’automobile ma viene arrestato dai carabinieri e caricato su un’ambulanza. Gli fanno intendere che se lo avessero portato su un auto normale la gente avrebbe potuto aggredirlo. Viene portato in caserma e arrestato definitivamente. Nella cella gli arriva una comunicazione del generale Badoglio dove gli dice che è stato fatto per protezione e perciò gli chiede di scegliere dove voler andare. Esprime la volontà per la Rocca delle Camminate. Passa qualche ora e viene caricato su un autoveicolo e poi su un traghetto dove viene portato a Ponza, luogo dei confinati politici. Intorno alle 23.30 del 25 viene data la notizia e la gente scende in piazza a festeggiare. I gerarchi fuggiranno, il partito socialista sciolto. Il fascismo si dissolve in poche ore e lui a Ponza si mette a tradurre dal tedesco delle poesie di Carducci. Passerà una decina di giorni
Diventerà ministro della difesa Rodolfo Graziani. Non è chiaro su chi e su cosa questa repubblica governi. Mussolini voleva che avesse sede a Roma ma non fu possibile e avrà sede sul lago di Garda, come Salò, Gargnano dove vivrà a villa Feltrinelli. I ministeri saranno sparsi intorno a questa zona. Non gli venne concessa nemmeno Milano, dato che è sede di un forte movimento di resistenza antifascista. Anche i tedeschi hanno dei luogotenenti sul lago di Garda, tutto è governato dai tedeschi, anche lo stesso Mussolini. È importante dal punto di vista militare su chi governi questa repubblica e Rodolfo Graziani preme perché la repubblica abbia un suo esercito non fascista. L’esercito repubblicano è composto da militari non fascisti e molto temuto dai tedeschi, causa flashback del 25 luglio. Questo esercito nascerà, avrà poche divisioni e pochi armamenti. Parallelamente ci sarà la guardia repubblicana, La Milizia Volontaria Per la Sicurezza Nazionale e sarà alle dipendenze di Renato Ricci, un radicale, e sarà una formazione iper violenta e iper fascista. Dopodiché nasceranno le brigate nere nel 44, guidate da Pavolini, formazioni paramilitari che insieme alla guardia repubblicana si distingueranno per la loro ferocia. Nasceranno anche delle bande, Carità e Coc, bande di torturatosi estremamente violenti che opereranno rispettivamente nel nord Italia e a Roma. Queste bande uccidono gli oppositori al fascismo, prevalentemente uomini comuni. Diventa quasi una guerriglia. È esemplare ciò che accadrà nel novembre del 43 con il primo congresso del partito repubblicano fascista tenuto a Verona con 200 delegati. Arriverà la notizia che Ghisellini, esponente del partito fascista a Ferrara, è stato ucciso. Delle bande andranno a Ferrara e uccideranno 17 presunti antifascisti e lasciati imputridire in piazza. Questa repubblica si chiama repubblica sociale con riferimento al fascismo delle origini che aveva degli elementi socialisti. È da sottolineare al ritorno all’anti monarchia nominandolo repubblica. Sta di fatto che nella vita del duce non accade nulla di particolarmente rilevante fino al 1945. Il 44 è segnato dal timore di essere messo agli arresti dai tedeschi, Mussolini perderà completamente la rotta e sarà influenzato pesantemente dalla Petacci, molto legata ai nazisti e induceva Mussolini a fidarsi dei nazisti e lo accuserà di non essere più determinato, di fidarsi di chiunque e di non riuscire più a governare. Mussolini: La repubblica è indebitata in maniera spaventosa, non ha forze dell’ordine guidate in maniera omogenea, non ha una struttura amministrativa adeguata e Mussolini è nelle mani di Hitler. Si sposterà poche volte, e l’ultima volta a Milano quando in Piazza San Sepolcro tiene una riunione finale con gli ultimi reduci del fascismo. Verso la fine del 1944 Mussolini tiene il suo penultimo discorso pubblico e prende il nome di discorso della riscossa. Gli Americani si stanno spingendo oltre la linea gotica, la linea posta sotto l’Emilia Romagna ed era la linea di difesa nazifascista. Nel 1945 viene sfondata dagli angloamericani. Nel nord Italia nel mentre si combatte una guerra partigiana condotta non dai militari ma dai partigiani, che sono dei combattenti volontari tendenzialmente giovani e operano una guerriglia. È una situazione particolarmente caotica perché il nord Italia è scosso anche dalle attività delle bande fasciste che uccidono partigiani e civili. Ciò che capiterà nei 600 giorni nella repubblica di salò sarà una guerra fratricida. Viene definita guerra civile da Renzo de Felice, più importante biografo di Mussolini, questo periodo che si consumò in 600. Venne criticato perché dava l’idea del fatto che le due parti si equiparassero ma la differenza è che alcuni combattevano per liberarsi dall’occupazione peggiore mai vista. Durante i 600 giorni spesso le truppe naziste dovranno intervenire per bloccare i fascisti. Nel 1945 questa storia volge all’epilogo il 25 aprile. Il 25 aprile è il giorno della liberazione di Milano. I partigiani organizzati e guidati dal comitato di liberazione nazionale, un organismo di raccordo che provava a coordinare la resistenza, e dichiarano
l’insurrezione nazionale. Mussolini il 25 aprile si trova a Milano e occupa la prefettura di Milano. Il 25 aprile ha un incontro con importanti esponenti della resistenza favorito dal cardinale Schuster. Il tentativo di Mussolini è trattare la resa. Mussolini vorrebbe parlare con i partigiani per arrivare a rendere ufficiale un armistizio. I partigiani sono divisi in monarchici, azionisti, cattolici, comunisti e socialisti. Monarchici e cattolici sono per una trattativa ma gli altri no. I comunisti sono i più attivi e hanno dato vita alle brigate Garibaldi. I Comunisti danno la notizia a Mussolini che i tedeschi stanno scappando e lo avrebbero lasciato solo. Mussolini ha varie possibilità: arrendersi agli angloamericani, che dal punto di vista di Mussolini gli garantirebbe salva la vita, la seconda ipotesi è quella di scappare in Svizzera dove però ha poche possibilità di valicare il confine, la terza ipotesi è radunare le forze e spostarle verso la Valtellina per creare un ridotto militare, una sacca di resistenza. Parrebbe questa la soluzione ideale. Mussolini andrà incontro a vari spostamenti strani ma l’ipotesi dello spostamento in Valtellina c’era. La sera del 25 aprile lascia Milano e alle 3 di notte arriva a Como. Lui va a Milano con alcuni ministri e Claretta Petacci. A Milano rimane Pavolini che vuole mobilitare tutte le forze fasciste che hanno resistito nel ridotto in Valtellina. Pavolini raccoglie un buon numero di uomini e intraprende il viaggio verso Como dove non trova Mussolini che si è spostato a Menaggio, ricevuto da un uomo che guida le brigate nere e alloggia in una ex scuola elementare. Pavolini non lo trova e non sapeva di questo ulteriore spostamento e va immediatamente a Menaggio con un mezzo militare ultra corazzato lungo 7 metri con delle fessure e delle mitraglie che fuoriescono. Arrivato a Menaggio comunica a Mussolini che è riuscito a radunare migliaia di militari che lo attendono a Como. Il 26 aprile Mussolini lo trascorrerà a Menaggio aspettando Pavolini che arriva con pochi uomini, dato che molti si sono dati alla fuga. Alle 4 del mattino del 27 aprile Mussolini si sposta a causa della paura a Grandola, poco distante da Menaggio. Sempre nel cuore della notte torna indietro perché era falsa la notizia dell’arrivo dei partigiani. All’alba del 27 aprile si decide di puntare verso la Valtellina e questo spostamento viene fatto formando un lungo convoglio con circa 200 uomini tedeschi e 200 italiani. Nel convoglio ci sono Mussolini, Claretta Petacci e la famiglia, i ministri e tanto oro. È presente molto denaro contante dato che aveva appena venduto il Popolo d’Italia. Il convoglio non fa molta strada perché alle 6.30 viene bloccato a Musso da un tronco oltre il quale ci sono i partigiani. Il convoglio è pieno di soldati tedeschi e gli italiani sono molto motivati. Li bloccherà Pedro, 25enne. Si crea un problema immediato e un militare tedesco si incarica per iniziare una trattativa. Mussolini e il convoglio non riescono a capire quanti siano i partigiani ma sono coloro che fanno parte della brigata Garibaldi e sono in ampia maggioranza. Alla fine della trattativa i tedeschi potranno continuare il viaggio fino in Germania disarmati mentre gli italiani si dovranno fermare. I partigiani non sapevano che Mussolini fosse lì. Il comandante delle truppe tedesche propone a Mussolini di provare a varcare il posto di guardia camuffandosi da tedesco. Nasce un bel problema: Pavolini è contrario e vuole combattere, Mussolini è in una condizione di totale abbandono e decide di travestirsi. Indossa un cappotto tedesco e un elmetto e sale su un mezzo tedesco. I tedeschi passano quel blocco ma a Dongo, tappa seguente, si dovrà verificare chi si trova all’interno dei mezzi tedeschi. Nei primi 3 mezzi non c’è nulla e nel quarto viene individuato un militare un po’ sospetto che viene riconosciuto forse a causa di un militare tedesco. Mussolini viene portato nella sede del consiglio comunale di Dongo e reagisce quasi sollevato. Rimane nelle mani di Pedro e altri, tra cui Luigi Canali che ha come nome di battaglia Neri. Chiamano Milano e avvertono di aver arrestato Mussolini e ricevono l’ordine di tenerlo agli arresti. Tornati al convoglio ci sono i gerarchi fascisti e Pavolini decide di resistere, ordinando la resistenza. Il mezzo blindato ha però una ruota messa male e perciò è posto in una condizione di instabilità.
una donna viva che urlava e veniva portata via. Dopodiché è capitato che un equipe medica abbia provato a rianalizzare la foto della maglia del duce a Piazzale Loreto. I vestiti non hanno traccia di fori d’entrata e ciò fa pensare che sia stato rivestito dopo essere stato ucciso. La maglia che indossava che aveva un foro di entrata aveva un foro sparato al massimo da 50 cm. Il corpo aveva inoltre una ferita sull’avambraccio destro. L’ipotesi è che sia stato ucciso la mattina del 28 aprile e che sostanzialmente tutto il resto sia stata una copertura. Per coprire cosa? Chi sostiene questa tesi avvalorata da questi esami che non sono autopsie dirette, pensano che centrassero gli inglesi con la morte perché Mussolini viaggiava sempre con due borse, una con un carteggio compromettente con Churchill dal quale dovrebbe emergere l’ottimo rapporto tra Mussolini e il capo del Governo inglese. Ci poteva essere un interesse diretto ad eliminarlo da parte dei servizi segreti britannici. Mentre gli americani gireranno immagini a Piazzale Loreto, gli inglesi nasconderanno la loro presenza. Ciò non è un elemento secondario perché a quel punto i partigiani avrebbero finto di ucciderlo e sparato su un uomo morto. Mussolini probabilmente è stato aggredito nella stanza, ucciso e rivestito dopo. Un conto è essere ucciso dai partigiani e un conto è essere ucciso da servizi segreti esteri. Inoltre tutto il bottino del plotone è scomparso. Assume un altro profilo anche la vicenda di Piazzale Loreto perché sarebbe stata usata per nascondere le prove dell’accaduto. I partigiani presenti all’esecuzione daranno anche versioni differenti tra di loro. Walter Audisio dirà che Mussolini urlava, un altro dice che urlava sparate al petto e un altro che attribuiva la morte ad altri partigiani. Soprattutto la morte di Mussolini era indispensabile per governi non nazifascisti. Non è un caso che proprio Churchill come primo atto dopo la fine della guerra andrà a Dongo a visitare i luoghi. Poi c’è anche da chiedersi perché uccidere la Petacci: forse era la maggior confidente del duce e sapeva cose che non dovevano uscire. La Petacci verrà sparata di spalle da due armi diverse probabilmente nell’atto di scappare. Il volto della Petacci era sconosciuto a chiunque. L’ipotesi che quando i partigiani sono arrivati a Dongo e l’omicidio fosse già stato compiuto è avvalorata dal fatto che i partigiani sapevano già prima di prelevarli che la Petacci sarebbe dovuta essere condannata a morte. Inoltre sul corpo della Petacci non verrà compita autopsia. Sull’oro c’è da dire che se n’è occupato Luigi Canali che ha dato ad una sua compagna partigiana il compito di inventariare il tutto. Questo elenco è stato consegnato al responsabile del partito comunista della zona. Canali a maggio del 1945 viene ucciso e il corpo viene trovato nel lago. Gianna, colei che fece l’inventario, ad agosto del 1945 viene uccisa. Viene uccisa anche una confidente di Gianna che sapeva tutto. I testimoni diretti sono stati uccisi e quindi di questo oro si è persa la traccia. L’8 settembre del 1943 viene reso pubblico l’armistizio e diventa ostile nei confronti dei tedeschi. Dal 1943 si ha un’Italia divisa in due: controllo italo tedesco da Roma in su e sotto Roma c’è il governo italiano supportato dagli americani che andranno poi a superare la linea gotica. Il fenomeno rilevante che sviluppa tra la fine del 1943 e il 1945 è la resistenza, gli americani sono supportati o anche sostituiti dai partigiani, che operano particolarmente al nord. Lì si sviluppa questa attività di guerriglia urbana da parte di questi volontari italiani anche molto giovani che operano un po’ come operavano le forze mazziniane nelle guerre d’indipendenza. Sono organizzati in brigate. La brigata Matteotti accoglie al suo interno uomini che hanno come provenienza politica il partito socialista, le brigate Garibaldi che hanno all’interno comunisti, le bande verdi che hanno i cristiani e giustizia e libertà che hanno uomini che faceva parte del partito repubblicano. Si parla di 300mila combattenti che combattono strada per strada. In alcune circostanze i nazisti sono più teneri dei repubblichini di Salò partigiani. In questi 600 giorni si sviluppa una guerra fratricida e terroristica. La
resistenza ha una direzione politica esercitata dai comitati di liberazione nazionale che all’interno hanno uomini politici che coordinano le operazioni militari e sono degli interlocutori politici per Badoglio e per il Re. La resistenza va avanti, il comitato diventa sempre più importante e chiede che Vittorio emanuele III abdichi perché è stato l’artefice del disastro Mussolini. Nel 1944 viene chiesta la dimissione. Nel marzo del 1944 torna dall’unione sovietica Palmiro Togliatti, segretario del partito comunista, esiliato per 18 anni. Propone la Svolta di Salerno, ovvero che si placchino i conflitti tra gli uomini della resistenza e il re e che una volta finita la guerra si sarebbe fatto un referendum sul mantenimento della monarchia e che Vittorio Emanuele III abdichi a favore del figlio Umberto, che rimarrà al potere per un solo mese. La fine del governo Badoglio avverrà anche grazie al suo curriculum da fascista e il capo del governo diventerà Ivanoe Bonomi. Togliatti una volta diventato ministro proporrà un’amnistia per i fascisti perché temeva che l’Italia finisse in una guerra civile totale. A giugno del 1944 ci sarà la liberazione di Roma. Nel 1944 si assiste ad una serie di eventi cruciali per determinare la sconfitta tedesca. A gennaio del 1943 si tiene una conferenza a Casablanca a cui partecipano Charles De Gaulle, Roosevelt e Churchill. Questa conferenza stabilisce che americani e inglesi condurranno una guerra contro i nazisti fino alla fine senza cercare compromessi. Si sa che le truppe tedesche sono in ampia difficoltà. La conferenza di Teheran si terrà tra dicembre e gennaio del 1944 e prenderà parte a questa anche Stalin. Ora Stalin siede al tavolo di un’alleanza strana perché ci sono gli angloamericani capitalisti e democratici e Stalin che rappresenta una potenza comunista. Questa conferenza si riunisce perché Stalin sta arginando il problema nazifascista. L’impatto più importante della guerra sul campo lo sta sostenendo l’unione sovietica. Stalin chiede un aiuto militare e chiede immediatamente un tentativo angloamericano di sbarcare in Francia. Stalin propone un attacco alla Francia che risulta essere un po’ più scoperta. Roosevelt è abbastanza favorevole mentre Churchill sostiene che il fronte principale sia quello italiano. C’è un solido rapporto tra Churchill e Mussolini e perciò è convinto che Mussolini possa giocare un ruolo principale contro Hitler. Alla fine prevale la richiesta di Stalin e l’Inghilterra inizierà a perdere il suo ruolo. Roosevelt accetta la proposta Stalin e il 6 giugno del 1944 con l’operazione Overlord con lo sbarco in Normandia. I tedeschi resisteranno a questo attacco però in maniera relativa. Il 25 agosto verrà liberata Parigi. Parallelamente le forze sovietiche hanno la possibilità di far iniziare la ritirata tedesca. Questa ritirata verrà ostacolata dallo stesso Hitler. L’arretramento sfocia nella primavera del 1945 quando i sovietici entreranno a Berlino. Nel luglio del 1944 Hitler ricevette un attentato non riuscito. Tra dicembre e gennaio del 1945 i tedeschi provano a reagire in Francia nella foresta delle Ardenne e questo attacco fu fallimentare. Parallelamente arretrano e uccidono, secondo la politica della terra bruciata. Dopo lo sbarco in Normandia si assiste alla ripresa della Francia e la conquista di tutto l’oriente da parte dell’unione sovietica fino a Berlino. La corte di Hitler è segnata il 30 aprile del 1945 nel bunker. Il suo corpo e il corpo di sua moglie verranno carbonizzati. I giapponesi continueranno a combattere contro gli Stati Uniti. Nella primavera del 1945 muore Roosevelt e Truman diventerà presidente degli Stati Uniti. Truman passerà alla storia per l’attacco atomico del 6 agosto del 1945 quando Hiroshima viene rasa al suolo e il 9 agosto quando Nagasaki viene resa al suolo. Questo compiuto è un crimine contro l’umanità e avviene ad opera di un paese vincitore e perciò non viene