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seconda parte libro Palermo, Appunti di Linguistica

seconda parte manuale M. Palermo

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 17/03/2020

AriC.
AriC. 🇮🇹

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PRIMA DELL'ITALIANO
- Nella parte orientale dell'impero la lingua più utilizzata era il greco, in altre zone la
latinizzazione fu solo parziale.
- Nelle province dell'Africa settentrionale, la dominazione araba interruppe la continuità
linguistica con l'Europa.
- Nell'area rimasta dell'impero, il latino si è radicato al punto di sovrapporsi alle lingue
locali.
Le lingue che oggi vengono parlate si chiamano romanze.
Per latino si intende un insieme di varietà usate in tempi e in luoghi diversi, a partire dalla
seconda metà dell'800 LATINO VOLGARE (o parlato per non confonderlo con l'italiano
volgare).
Per valutare l'eredità del latino sull'italiano attenzione alla distinzione tra LESSEMI
EREDITARI (parole dotte) e PAROLE DI TRAFILA DOTTA:
liste di errori stilate da grammatici ed eruditi
iscrizioni incise su pietra
lettere scritte da persone poco istruite
passi letterari (la Cena di Trimalcione -> Più famoso)
LATINO, FIORENTINO, DIALETTI, ITALIANO
I dialetti non sono delle varietà corrotte della linguistica italiana, ma dei sistemi linguistici
autonomi sviluppatisi, al pari del fiorentino, a partire dal latino.
Rapporto tra il latino e i dialetti di filiazione diretta:
Si evolvono seguendo strade diverse, per questo non è corretto parlare di dialetti
dell'italiano, ma è meglio parlare di dialetti italo-romanzi.
Invece gli italiani regionali sono nati in epoca più recente dalla contaminazione tra parlate
locali e lingua comune.
L'italiano è il frutto di un lungo processo di elaborazione, selezione e codificazione del
fiorentino trecentesco.
CENNI DI GRAMMATICA STORICA
Il latino distingueva le vocali sul principio della durata con valore distintivo = dava luogo a
coppie minime.
L'evoluzione tra il latino classico e il fiorentino,
su cui è modellato l'italiano perde tutte le lunghezze:
Nella morfologia si assiste alla perdita del sistema dei casi
Nei complementi indiretti la funzione della desinenza è svolta in italiano dalle preposizioni.
Altre innovazioni del sistema morfologico:
la perdita del genere neutro
l'introduzione dell'articolo
profonde ristrutturazioni del sistema verbale
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PRIMA DELL'ITALIANO

  • Nella parte orientale dell'impero la lingua più utilizzata era il greco, in altre zone la latinizzazione fu solo parziale.
  • Nelle province dell'Africa settentrionale, la dominazione araba interruppe la continuità linguistica con l'Europa.
  • Nell'area rimasta dell'impero, il latino si è radicato al punto di sovrapporsi alle lingue locali. Le lingue che oggi vengono parlate si chiamano romanze. Per latino si intende un insieme di varietà usate in tempi e in luoghi diversi, a partire dalla seconda metà dell'800 LATINO VOLGARE (o parlato per non confonderlo con l'italiano volgare). Per valutare l'eredità del latino sull'italiano attenzione alla distinzione tra LESSEMI EREDITARI (parole dotte) e PAROLE DI TRAFILA DOTTA: ● liste di errori stilate da grammatici ed eruditi ● iscrizioni incise su pietra ● lettere scritte da persone poco istruite ● passi letterari (la Cena di Trimalcione -> Più famoso) LATINO, FIORENTINO, DIALETTI, ITALIANO I dialetti non sono delle varietà corrotte della linguistica italiana, ma dei sistemi linguistici autonomi sviluppatisi, al pari del fiorentino, a partire dal latino. Rapporto tra il latino e i dialetti di filiazione diretta: ● Si evolvono seguendo strade diverse, per questo non è corretto parlare di dialetti dell'italiano, ma è meglio parlare di dialetti italo-romanzi. Invece gli italiani regionali sono nati in epoca più recente dalla contaminazione tra parlate locali e lingua comune. L'italiano è il frutto di un lungo processo di elaborazione, selezione e codificazione del fiorentino trecentesco. CENNI DI GRAMMATICA STORICA Il latino distingueva le vocali sul principio della durata con valore distintivo = dava luogo a coppie minime. L'evoluzione tra il latino classico e il fiorentino, su cui è modellato l'italiano perde tutte le lunghezze: Nella morfologia si assiste alla perdita del sistema dei casi Nei complementi indiretti la funzione della desinenza è svolta in italiano dalle preposizioni. Altre innovazioni del sistema morfologico: ● la perdita del genere neutro ● l'introduzione dell'articolo ● profonde ristrutturazioni del sistema verbale

Nella sintassi si segnala il passaggio dalla costruzione regressiva (del latino) a quella progressiva (dell'italiano) e anche il passaggio dell'ordine SOV a quello SVO. I PRIMI DOCUMENTI IN VOLGARE La trascrizione latino-romanza è stata un processo lungo, di cui non è facile individuare l'inizio e la fine. La causa scattante del cambiamento fu il disfacimento dell'impero romano d'Occidente, che ebbe fine nel 476. A un certo punto ci si trovò di fronte a due lingue diverse. Due date possono rappresentare la fine della trascrizione: ● nel 813 il Concilio di Tour raccomandava ai sacerdoti di predicare nelle varie parlate romanze o in lingua "tedesca", evidentemente perchè i fedeli non erano più in grado di capire il latino. ● nell' 842 i nipoti di Carlo Magno si incontrarono a Strasburgo per sancire la spartizione dei territori del Sacro Romano Impero e giurarsi reciproca fedeltà. I due sovrano si rivolsero entrambi all'esercito dell'altro in lingue diverse I Giuramenti di Strasburgo sono considerati l'atto di nascita delle lingue romanze. La transizione è avvenuta in un arco di tempo che va dal V al IX secolo. I primi testi scritti in volgare compaiono in Italia con oltre un secolo di ritardo. I più antichi documenti del volgare italiano sono testi non letterari. LA NASCITA DELLA LETTERATURA IN VOLGARE Fine del XII secolo e inizio XIII primi esempi di poesia civile e lirica. Sviluppo della poesia religiosa e la scuola poetica siciliana, che portò in Italia temi e modi della poesia dei trovatori provenzali. La poesia siciliana godette subito di un enorme prestigio. La poesia provenzale fu autonomamente recepita già nella prima metà del '200 nel nord Italia, senza l'intermediazione siciliana. In seguito alla morte di Federico II la Toscana si afferma (insieme a Bologna) come centro di produzione e diffusione della poesia lirica. Nella tradizione poetica italiana sono sopravvissute fino all'Ottocento parole estranee alle regole del fiorentino trecentesco come: ● còre, fòco, ● condizionale del verbo essere in "saria". La prosa in volgare si diffonde più tardi rispetto alla poesia e si rifà alla tradizione latina medievale, dall'alto francese.

LA CODIFICAZIONE CINQUECENTESCA E LE PRIME GRAMMATICHE

Dal '300 il fiorentino era varietà di prestigio anche grazie alla fama dei suoi grandissimi scrittori. Lingua comune nel '500. Standardizzazione della lingua ne '400 grazie alla diffusione della stampa, prima per i testi in latino, poi quelli in volgare. Una svolta nell'editoria in Italia a inizio '500, grazie all'incontro tra Bembo (umanista veneziano) e Manuzio (colto editore a Venezia), crearono le edizioni del Canzoniere di Petrarca e della Commedia di Dante. La fase più animata del dibattito sulla lingua anni 30 del1500: ● Da un lato i sostenitori della teoria cortigiana (che non riconoscevano il primato del fiorentino e si appoggiavano sul modello di volgare colto latineggiante rappresentato dalle koinè del '400 e dalla lingua cortigiana) ● Dall'altro Bembo (sosteneva la superiorità del fiorentino trecentesco e indica Boccaccio e Petrarca come autori da prendere a modello). Dante non era funzionale a causa della molteplicità di registri nella Commedia. Ha un modello di lingua "arcaizzante" fortemente selettivo basato sul fiorentino del '300 e non sulla lingua contemporanea. ● Su un terzo fronte c’erano i sostenitori del fiorentino contemporaneo tra cui Machiavelli. Posizioni dei fiorentisti e di Bembo inconciliabili perché: ● i fiorentisti no distinzioni tra scritto e orale, e insistono sul primato naturale del fiorentino ● La non toscanità dei primi autori di grammatiche: proprio i "forestieri" avevano maggiore bisogno di regole certe per poter imitare il modello considerato di prestigi non acquisito naturalmente. Con la pubblicazione della prima edizione del "Vocabolario della Crusca" (1612) la codificazione fu completata sul piano lessicografico. L'accademia della Crusca era stata fondata nel 1582 per iniziativa di un gruppo di amici che si riunivano per incontri conviviali, non per forza a tema linguistico. LA NORMA IMPLICITA Le Prose bembiane hanno una grammatica discorsiva non sistematica. Ebbe un ruolo molto importante nel diffondere lo stile che avrebbe caratterizzato la lingua scritta italiana dal '500 al '700 la "grammatica silenziosa", ovvero l'adeguamento degli scrittori a modelli precisi IMPLICITI.

IL RINNOVAMENTO SETTECENTESCO

Nel '700 l'italiano scritto si consolida nell'uso scientifico e in quello giuridico-amministrativo, diventando strumento di comunicazione adatto agli usi pubblici e alla trasmissione del sapere. MANZONI E LA RIFLESSIONE SULLA LINGUA DELL'OTTOCENTO Occorreva una lingua che fosse nello stesso tempo moderna ed unitaria: per essere moderna doveva essere parlata, per essere unitaria occorreva scegliere una particolare lingua parlata. Ponendosi il problema della lingua, Manzoni faceva un confronto tra gli Italiani e gli altri popoli. Mentre nella Spagna, in Inghilterra la lingua letteraria era vicina a quella parlata, c’era un abisso in Italia tra la lingua scritta e quella parlata. Per Manzoni la lingua unitaria degli Italiani doveva essere il fiorentino , quello parlato dalle persone colte di Firenze, nella vita pratica. Manzoni semplifica alcune oscillazioni presenti nella lingua del suo tempo scegliendo: ● amavo, leggevo, sentivo come forme di prima persona dell'imperfetto indicativo anzichè amava, leggeva, sentiva. ● aveva al posto di avea per la terza persona dell'imperfetto indicativo di avere ● lui, lei, loro come pronomi al posto di egli, ella, essi ● gli al posto di loro come pronome atono dativo (gli ho detto anzichè ho detto loro) Questa teoria non fu compresa pienamente da tutti. Venne anche suscitata l’ironia di Giosuè Carducci , che, nella poesia “ Davanti San Guido “, condannò il “ manzonismo degli stenterelli ” (Stenterello era una maschera popolare fiorentina). Successivamente essa è stata corretta. Agli studiosi moderni la teoria manzoniana è apparsa angusta, perché impone un modello al quale uniformarsi. DA ITALIANI A ITALOFONI: DINAMICHE SOCIOLINGUISTICHE POSTUNITARIE 1861 - la costruzione della scuola, della burocrazia e dell'esercito del nuovo Stato imponevano la necessità di diffondere l'italiano presso tutti i cittadini, attraverso: ● La scuola ● I movimenti migratori ● La burocrazia ● La stampa e i mezzi di comunicazione di massa LA COMPETEZA PLURILINGUE. VARIETA' E REPERTORIO, BILINGUISMO E DIGLOSSIA In sociolinguistica "repertorio" = un insieme di risorse linguistiche a disposizione di un parlante (repertorio individuale) o di una comunità nel suo insieme (repertorio comunitario) in un determinato momento storico. Le risorse linguistiche possono essere sia lingue tra di oro distinte, sia varietà sociali o geografiche della stessa lingua (italiano standard, regionale).

VARIETÀ DIASTRATICHE IN ITALIA

Nella situazione italiana l’appartenenza a classi sociali dipende dal livello d’istruzione e i modelli culturali di riferimento. In Italia il livello d’istruzione determina la distinzione fra l’italiano standard letterario e l’italiano neostandard da una parte e l’italiano popolare dall’altra. Italiano Standard (Berruto) = l’italiano normativo insegnato dalle grammatiche tradizionali, delle situazioni formali scritte. Italiano Neo-standard = varietà usata dalle persone colte e mediamente colte in situazioni parlate e scritte, sta relegando lo standard a usi molto formali e quasi esclusivamente scritti. È anche la lingua dei mezzi di comunicazione di massa. Italiano Popolare = varietà, scritta e parlata, adoperata da parlanti semicolti, che sono abituati ad usare il dialetto, quando tentano di esprimersi in italiano. Ha tratti fortemente devianti nella morfosintassi e un lessico povero con interferenze dialettali. La variazione diafasica si realizza attraverso l'uso dei diversi registri (livelli di lingua) e sottocodici (lingue speciali). La concreta configurazione di un testo è determinata:  dalla situazione  dall'argomento  dalle relazioni sociali tra le persone coinvolte I registri = "modi diversi di dire la stessa cosa" I sottocodici (o lingue speciali) = "modi di dire cose diverse". SCRITTO E PARLATO La scelta del canale grafico-visivo o di quello fonico-uditivo determina delle differenze per emittente e ricevente ● Per l'emittente la caratteristica più importante è il tempo a disposizione per l'elaborazione del messaggio ● Dal punto di vista del ricevente svolge un ruolo importante la capacità di mantenere nella memoria a breve termine informazioni ● Un terzo elemento è la presenza o l'assenza del destinatario (il parlato è caratterizzato dalla presenza dell'interlocutore al momento dell'enunciazione, mentre nello scritto si determina una frattura fra il momento della produzione e quello del beneficio del testo, dove l'emittente può fare riferimento a un contesto condiviso) Il parlato spontaneo ha realizzazione dialogica/monologica – informale/formale lo scritto ha carattere monologico/dialogico - formale/informale

ITALIANO STANDARD

La standardizzazione di una lingua è il risultato di un processo storico che prevede più fasi.

  1. SELEZIONE - A partire dalle diverse varietà presenti in uno spazio linguistico si può elaborare per incrocio e mescolanza una koinè oppure si può scegliere una sola tra le varietà concorrenti
  2. CODIFICAZIONE - Le regole della varietà scelta vengono esplicitate attraverso grammatiche e/o imitazione di modelli condivisi.
  3. STANDARDIZZAZIONE - allargamento della varietà individuata a una più ampia base di utenti (può avvenire con dominio politico-militare o a causa del prestigio culturale)
  4. ESTENSIONE DELLE FUNZIONI - possibilità di usare la varietà standard in tutti gli usi, orali e scritti. L'italiano standard, assume le caratteristiche di un fiorentino parlato privato di alcuni tratti, soprattutto di pronuncia, considerati dialettali o popolari. SISTEMA, NORMA E USO: GRAMMATICALE, CORRETTO, ACCETTABILE Per Eugenio Coseriu tre livelli diversi nella manifestazione del linguaggio: ● il livello universale del linguaggio come facoltà umana ● quello storico-sociale delle singole lingue ● quello individuale dei testi come realizzazioni concrete, in forma orale e scritta Anche nella descrizione di una singola lingua ci sono tre livelli: ● il sistema (le regole astratte che permettono al codice di funzionare come tale) ● la norma (che possiamo immaginare come la media delle scelte fatte dalla maggioranza dei parlanti) ● l'uso (le abitudini concrete dei parlanti) Dalla differenza tra sistema, norma e uso, deriva quella tra grammaticalità, correttezza e accettabilità.

- agrammaticali le parole, le espressioni o le frasi che violano le regole generali del sistema linguistico italiano. Coseriu intende norma come norma sociale, la cui definizione non è legata ad autorità (grammatiche e i dizionari) ma alla percezione media della comunità sull'accettabilità di una parola o di un'espressione. Il cambiamento della norma sociale ha innescato negli ultimi decenni un processo di ridefinizione dell'italiano standard che viene definito ristandardizzazione. MOVIMENTI DELLA NORMA: LA RISTANDARDIZZAZIONE

Il futuro per uso epistemico, con cui si esprime un dubbio, una supposizione, un'ipotesi: "hanno bussato alla porta, sarà Marco". Il congiuntivo è in regresso nell'italiano neo-standard. Nelle subordinate il congiuntivo è meno usato quando ha come alternativa l'indicativo (penso, credo, non so cosa aveva in mente). Per le subordinate che richiedono obbligatoriamente il congiuntivo si usano strategie di evitamento: ● scelta di un connettivo che ammetta l'indicativo (es. "anche se" al posto di "sebbene") ● uso della subordinazione implicita, per esempio nelle finali (es. "l'edificio è stato isolato per consentire alla polizia di effetturare i necessari rilievi" in cui la frase esplicita "affinchè la polizia potesse effettuare i necessari rilievi" appare più adatta a usi scritti o formali). LA SINTASSI Anche nel parlato si ricorre alla subordinazione, solo che i tipi subordinativi qui sono limitati al primo o al secondo grado di subordinazione. Maggiore ristandardizzazione nelle costruzioni con ordine marcato. Dislocazioni a sinistra = un elemento che normalmente si trova dopo il verbo è spostato a inizio frase - es.: Questo problema lo dobbiamo riesaminare. (lingua scritta e orale) Le dislocazioni a destra = un elemento che normalmente si trova dopo il verbo è spostato a fine frase – es.: Lo dobbiamo esaminare, questo problema. (lingua orale) LE LINGUE SPECIALI Tra le varietà dell'italiano contemporaneo ci sonole lingue speciali (o settoriali): ● varietà funzionali-situazionali, servono per parlare di argomenti specifici, in determinate situazioni e sono influenzate dalle relazioni di ruolo tra i partecipanti. Le lingue speciali sono contraddistinte dalle seguenti proprietà: ● si riferiscono a un particolare ambito del sapere , non necessariamente di natura tecnico-scientifica ● presentano tecnicismi ● si caratterizzano per l'uso di specifiche modalità di organizzazione testuale L'aspetto più evidente del lessico è la presenza di tecnicismi. Il vocabolario delle scienze e delle tecniche ha con la lingua degli scambi, che si concretizzano nei processi di: ● di tecnificazione di una parola del lessico comune ● di detecnificazione , un tecnicismo passa alla lingua comune ● di transfer , passaggio da una lingua speciale a un'altra

Inoltre è possibile distinguere tra: ● Tecnicismi specifici (sono necessari all'interno di un discorso tecnico specialistico per un significato univoco) ● Tecnicismi collaterali (sono altrettanto caratteristici di un certo ambito, ma sono legati alla scelta di un registro elevato, distinto dal linguaggio comune) Sul piano sintattico sono caratteristiche di molte lingue speciali (in particolare quelle di ambito giuridico-burocratico e tecnico-scientifico): ● la nominalizzazione = che sposta il centro informativo della frase dal verbo al nome ● la deagentivizzazione (o spersonalizzazione) = l'azione in primo piano e agente in secondo piano o non menzionato

  1. nella lingua giuridica e burocratica sottolinea la validità della norma indipendentemente dall'estensore, che parla in nome di un'autorità "superiore"
  2. nei linguaggi scientifici è rafforzata, in teoremi o leggi, dall'uso del presente atemporale Le lingue speciali possono essere modulate sulla dimensione verticale, in relazione al contesto e alle relazioni di ruolo tra i partecipanti. Sul piano testuale le lingue speciali sono caratterizzate da un alto grado di coesione, che si manifesta attraverso una fitta rete di rimandi interni. Inoltre i tecnicismi sono privi di sinonimi e il testo è caratterizzato da ripetizioni. A seconda dell'argomento, dello scopo e delle circostanze pragmatiche della produzione, il testo si caratterizza per un diverso grado di rigidità interpretativa o vincolo comunicativo. I diversi tipi di testo sono collocabili lungo un asse che va da un minimo a un massimo di esplicitezza e da un minimo a un massimo di rigidità delle strutture formali. DALL'ANTILINGUA BUROCRATICA ALL'ANTILINGUA AZIENDALE Il burocratese o "antilingua" (Italo Calvino) Il linguaggio giuridico e burocratico ha un difetto: ● i destinatari sono tutti i cittadini ma ha uno stile oscure, teso a tagliare fuori dalla comprensione i destinatari stessi

- astrattezza - nominalizzazione - deagentivizzazione La società contemporanea ha manifestato una progressiva perdita di attrattiva verso il linguaggio burocratico per due motivi:

  1. Le richieste di semplificazione del linguaggio amministrativo sfociarono nella stesura del "Codice di stile delle comunicazione scritte ad uso delle amministrazioni pubbliche".
  2. Il cambiamento culturale che ha mutato i rapporti di forza tra politica ed economia a vantaggio dell'economia. LA LINGUA ITALIANA E I MASS MEDIA La televisione è il mezzo più seguito. Una nuova categoria: il trasmesso (scritto e orale)

LA LINGUA DEL WEB

Un effetto della diffusione di Internet è stato il ritorno alla scrittura e alla lettura. Le scritture digitali hanno spesso natura ipertestuale. Ipertesto = ● qualsiasi insieme strutturato di unità di informazione e di collegamenti tra esse su supporto digitale ● multilineare e aperto ● fisicamente collegato ad altri ● oggetti digitali che ne amplificano il contesto Tendenze prevalenti per tutti i generi di scrittura digitale: ● la frammentarietà = prelevare blocchi di un testo anche disinteressandosi dell'insieme ● la brevità = consumo immediato del testo e facile caduta di attenzione nella lettura su schermo ● l'iconicità = punteggiatura espressiva spesso con emoticons ecc. ● la dialogicità = il testo digitale intensifica questa componente ● la polifonia = contiene più voci perché è semplice inglobare in un testo le parole altrui citandole ● la ridefinizione del rapporto tra testo , cotesto e contesto = il web consente di rimodellare e ridefinire con facilità il cotesto e il contesto:

- con un click posso uscire da un testo e entrare in un altro, così come posso cambiare il contesto condividendo un testo o inserendolo in un contenitore diverso da quello in cui era nato LA LINGUA DELLA NARRATIVA A partire dall'800 la prosa narrativa ha subito una riduzione del tasso di letterarietà. Ad esempio con l'accoglimento dei modi dell'oralità. Il discorso indiretto libero è stato introdotto dai naturalisti francesi nel secondo 800 e ripreso da scrittori italiani come Verga e Pirandello. Un "intreccio di voci" e cadono le tradizionali barriere che separavano la parola dell'autore da quella dei personaggi. Col primo Novecento entra in campo un'altra importante novità: ● la fine della funzione modellizzante attribuita alla letteratura e libertà degli scrittori di dedicarsi a una propria lingua Tra le caratteristiche della lingua della nuova narrativa ricordiamo ● il recupero del dialetto ● l'ingresso sulla scena del linguaggio giovanile e dei gerghi ● l'accentuato ricorso al parlato, anche nelle sezioni narrative

LE VARIETA' IN CAMPO

Le differenze tra lingua e dialetto sono di ordine sociolinguistico. Un dialetto può essere considerato un lingua che non ha compiuto il percorso di standardizzione. I parametri che differenziano sociolinguisticamente i dialetti dalle lingue:

  1. La limitazione territoriale - sono varietà diffuse in un ambito locale
  2. La modalità di apprendimento - sono appresi spontaneamente nel contesto familiare e dalla socializzazione primaria
  3. L'assenza di una norma esplicita - non possiedono strumenti di esplicitazione grammatiche e dizionari
  4. La limitazione negli ambiti di uso - sono utilizzati nella comunicazione orale informale
  5. Il valore identitario - Il prestigio che una comunità attribuisce al proprio dialetto è determinato da due dimensioni:  il potere (si riferisce ai rapporti gerarchici e di ruolo)  la solidarietà (quella che lega le scelte linguistiche ai rapporti affettivi, tradizioni e comunità di provenienza) Il primo a parlare di italiani regionali è stato il dialettologo G. B. Pellegrini in un saggio del 1960, con 4 varietà: il dialetto locale, il dialetto regionale, l'italiano regionale e l'italiano letterario. Italiani regionali = varietà intermedie tra dialetti e lingua comune. I DIALETTI I dialetti condividono con il fiorentino/italiano la comune origine latina.  I dialetti italo-romanzi sono parlati nella penisola italiana  I dialetti ibero-romanzi sono della penisola iberica. Nel territorio italiano ci sono delle aree dialettali di maggiore estensione. Per individuare queste aree dobbiamo concentrarsi sulle somiglianze di tratti tra i vari dialetti. Per questo si usa l’ ISOGLOSSA. Le isoglosse molto vicine formano dei fasci di isoglosse. In Italia abbiamo due principali confini dialettali:  la linea La Spezia-Rimini = separa i dialetti settentrionali da quelli centromeridionali  la linea Roma-Ancona = separa i dialetti mediani da quelli meridionali Procedendo da nord verso sud incontriamo:
  6. AREA DEI DIALETTI ALTO-ITALIANI = tra i confini nazionali e la linea La Spezia-Rimini. Caratteristiche comuni:  la sonorizzazione delle consonanti sorde intervocaliche  es. ruota – Milano / roda – Venezia (per ruota)  lo scempiamento delle consonanti intervocaliche  es. Piemonte - fiama "fiamma"  la tendenza alla caduta delle vocali finali diverse dalla -a  es. Venezia - molin "mulino"  l'avanzamento articolatorio e la pronuncia fricativa dell'affricata prepalatale sorda [ts] -> s e sonora: [dg] -> z  es. Venezia - ['sento] "cento" / es. genovesi chiamano Genova ['zena]

 l'accusativo proposizioneale, cioè il complemento oggetto caratterizzato dal tratto [+umano] retto dalla preposizione  es. (a) ho incontrato a Marco / salutami a tuo fratello / senti a me

  1. AREA DEI DIALETTI MERIDIONALI ESTREMI = Salento, la parte meridionale della Calabria e la Sicilia Caratteristiche comuni:  il vocalismo tonico a cinque vocali ([a, e (aperta), i, o (aperta), u])  il vocalismo atono finale a tre vocali ([a,i,u])  la pronuncia retroflessa della dentale esito di -ll, ovvero la punta della lingua curvata all'indietro a toccare gli alveoli,  es. ['beddu] "bello" GLI ITALIANI REGIONALI (LOCALI)  Gli italiani regionali si riferiscono a regioni linguistiche di varia estensione, quindi "regionale" equivale a locale.  Ci sono tanti italiani locali ma durante i 150 anni di storia si è andati verso un numero limitato di poli di attrazione corrispondenti alle principali aree urbane.  Gli italiani regionali sono varietà parlate, rintracciabili nella pronuncia, nell'intonazione e nel lessico quotidiano. Progressiva diminuzione dell'impronta diatopica = gli italiani regionali si sono nel tempo avvicinati alla lingua comune e i dialetti sono andati incontro ad un processo di italianizzazione. L'italianizzazione : agisce a livello lessicale e ha determinato la scomparsa di alcune denominazioni tradizionali. - la separazione concettuale tra i dialetti va mantenuta in analisi storica - va attenuata nella realtà attuale, che porta sempre più i dialetti a essere come varietà dell'italiano, sebbene più caratterizzate rispetto ai sovrastanti italiani regionali. Ipercorrettismo = sforzo selettivo di cancellazione dei tratti locali più marcati, un errore generato da un eccessivo adeguamento alla norma di riferimento. IL RAPPORTO CON L'ITALIANO DEI DISCENDENTI DEGLI EMIGRATI: L'EROSIONE Lo sviluppo del repertorio linguistico delle seconde e terze generazioni di emigrati mostra delle caratteristiche ricorrenti, influenzate dal grado di scolarizzazione della prima generazione.  Nella II generazione c’è la progressiva perdita del dialetto, a cui dalla famiglia stessa viene attribuito un basso grado di prestigio  Le III generazioni devono impararlo da zero in contesti formali " erosione linguistica " Per chi vive all'estero, le occasioni di contatto con l'italiano si moltiplicano: a) come lingua appresa nelle aule scolastiche b) come lingua della comunicazione c) come lingua recepita attraverso i simboli di italianità visibili nel panorama linguistico urbano

Nelle seconde generazioni dell'emigrazione più recente, i genitori hanno portato con sé una competenza dialettale arricchita dalla conoscenza dell'italiano, nei loro figli si può instaurare un bilinguismo stabile, con l'italiano che convive con la lingua del Paese di residenza. VARIETA' A BASE ITALIANA NATE IN SITUAZIONI DI CONTATTO L’Italia ha partecipato solo marginalmente al processo coloniale che ha formato pidgin e creoli.  IL COLICHE E IL LUNFARDO IN ARGENTINA COLICHE  incontro di diverse varietà dialettali italiane con lo spagnolo d'Argentina.  omettere la -s come marca morfologica del plurale dei nomi (lo chico, los chicos)  si differenzia dai pidgin per diverse ragioni: a) le varietà in contatto sono strettamente imparentate b) era usato dagli emigrati italiani e dai loro discendenti ma non dagli argentini: non è mai stato appreso secondariamente come lingua non nativa c) non esisteva un marcato squilibrio, in termini di prestigio, tra lingua-cultura degli emigrati e lo spagnolo  andò pian piano estinguendosi nella seconda metà del ' LUNFARDO  è il gergo della malavita, fine 800 nelle prigioni di Buenos Aires  presenta un "camuffamento" lessicale = inversione delle sillabe (es. tango > gotàn ; cabeza > bazeca)  testimonia la capacità degli strati più bassi della società argentina di entrare in contatto con i nuovi arrivati.  IL FREMDARBEITERITALIENISCH IN SVIZZERA  l'italiano parlato in situazione di contatto plurilingue dai lavoratori stranieri in Svizzera, in particolare nel Cantone di Zurigo  anni 80 del 1900, periodo in cui oltre 1/3 del totale dei lavoratori stranieri era di origine italiana  usato per la comunicazione orale, tra lavoratori stranieri e la popolazione locale, al posto dello svizzero tedesco  ha molti tratti di semplificazione grammaticale delle interlingue iniziali come la sovraestensione della terza persona del presente e l'uso dell' infinito ITALIANISMI E PSEUDOITALIANISMI V alutare l'impatto dell'italiano sulle altre lingue:

- l'impronta lessicale, presenza di prestiti entrati a far parte del vocabolario di altre lingue - l'impronta semiotica, visibilità della nostra lingua nelle pubblicità che caratterizzano il panorama linguistico delle città. Hanno accolto molti italianismi il maltese, il greco, l'albanese, il serbo-croato.  CALCHI STRUTTURALI = es. nel francese chou-fleur / tedesco Blumenkohl, sul modello di "cavolfiore", dove l'ordine dei componenti è quello richiesto dalla lingua ricevente  CALCO SEMANTICO = es "Fuhrer" in tedesco nel significato di "guida", assume quello di "dittatore" dal termine “duce” in italiano

INTERLINGUA = processo di elaborazione autonoma dell'input, porta l'apprendente a elaborare ipotesi sul suo funzionamento. Gli errori sistematici possono essere ricondotti ad alcune categorie e indicano delle strategie: a) sovraestesione di paradigmi b) evitamento c) elaborazione di forme asseti dall'inputSequenza acquisizionale relativa alla morfologia del verbo : Presente (o Infinito) > (Ausiliare+) Participio passato > Imperfetto > Futuro > Condizionale > Congiuntivo  Nello sviluppo della fonologia c’è tendenza a semplificare la pronuncia di fonemi "difficili" del sistema italiano  La fonologia è il settore della lingua più sensibile alle interferenze della L  A volte c’è l'arresto del percorso. La fossilizzazione = è attribuibile a fattori come le scarse occasioni di un uso e la mancanza di motivazioni a migliorare.