Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Silverstone - Perchè studiare i media?, Sintesi del corso di Sociologia

Riassunto Perchè studiare i media? di Roger Silverstone

Tipologia: Sintesi del corso

2013/2014

Caricato il 29/07/2014

valtiel
valtiel 🇮🇹

4.3

(10)

7 documenti

1 / 6

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
PERCHE' STUDIARE I MEDIA?
Il mondo in cui viviamo, le esperienze che facciamo, sono filtrati dai media, al punto che i loro
prodotti sono dentro di noi e contribuiscono ampiamente a formare la nostra identità, a riempire di
contenuti e di emozioni i nostri valori, il significato che diamo alle singole cose e nel complesso alla
nostra vita.
I medi vanno studiati perché sono centrali nella nostra vita quotidiana, in quanto dimensioni sociali,
culturali, politiche ed economiche del mondo contemporaneo e in quanto elementi che
contribuiscono alla nostra capacità variabile di dar senso al mondo, costruire e condividere i suoi
significati.
Studiare i media, secondo Isaiah Berlin, come parti del “tessuto generale dell'esperienza”.
McLuhan considera i media come estensioni dell'uomo, protesi che ne aumentano il potere e il
raggio d'azione.
Possiamo pensare ai media come surrogati sociali perché essi si sono sostituiti alle comuni casualità
dell'interazione quotidiana.
Preoccupazione a proposito dei “New media” si concentra sul fatto che arriveranno a rimpiazzare la
normale socialità, saremo drogati dello schermo.
Il punto di partenza è l'esperienza e la sua normalità. L'azione più significativa dei media si svolge
nel mondo ordinario, i media costituiscono il quotidiano e allo stesso tempo forniscono alternative
ad esso.
Castells parla di “spazio di flussi”, una rete elettronica ma anche fisica che fornisce l'intelaiatura
dinamica lungo la quale si muovono informazioni, merci e persone nell'era dell'informazione.
Heidegger parla di “techne”, ovvero la nostra capacità di entrare in contatto coi media è
precondizionata dalla capacità di usare la macchina.
MEDIAZIONE
Dovremmo pensare ai media come a un processo, in particolare un processo di mediazione. La
mediazione comporta il movimento del significato da un testo a un altro, un discorso a un altro, un
evento a un altro. Comporta una costate trasformazione dei significati su ampia e piccola scala.
La mediazione è simile alla traduzione, nel modo in cui la concepisce Steiner: non è mai completa,
è sempre un processo di trasformazione, mai completamente soddisfacente, è anche sempre
contestabile, è un atto d'amore.
Siamo tutti mediatori, e i significati che creiamo sono essi tessi instabili, ma anche potenti.
TECNOLOGIA
La tecnologia è la principale interfaccia col mondo, il mezzo attraverso il quale ci confrontiamo con
la realtà. Nuove tecnologie, nuovi media, sempre più convergenti grazie al meccanismo della
digitalizzazione.
I nuovi media si costruiscono sulle fondamenta dei vecchi, non nascono completamente formati e
autonomi.
McLuhan negli anni 60: la sua idea di sostituire il medium al messaggio come agente di influenza
si accorda con l'idea di coloro che vedono nell'attuale generazione di tecnologie interattive la piena
realizzazione del mondo come medium, “internet è un modello di ciò che siamo”.
Le tecnologie sono elementi che conferiscono abilità, non va considerata solo come
apparecchiatura, ma include la competenza, le conoscenze e il desiderio senza i quali non può
funzionare.
Si può iniziare a considerare la tecnologia come cultura: cioè che le tecnologie sono tanto
simboliche quanto materiali.
Le tecnologie mediali possono essere considerate cultura anche come prodotto di un'industria
culturale, come l'oggetto di una cultura.
Le tecnologie dei media e dell'informazione sono sempre più ubique e indivisibili. Il computer in
quanto tale e perfino la televisione potrebbero rapidamente diventare oggetti del passato.
pf3
pf4
pf5

Anteprima parziale del testo

Scarica Silverstone - Perchè studiare i media? e più Sintesi del corso in PDF di Sociologia solo su Docsity!

PERCHE' STUDIARE I MEDIA?

Il mondo in cui viviamo, le esperienze che facciamo, sono filtrati dai media, al punto che i loro prodotti sono dentro di noi e contribuiscono ampiamente a formare la nostra identità, a riempire di contenuti e di emozioni i nostri valori, il significato che diamo alle singole cose e nel complesso alla nostra vita. I medi vanno studiati perché sono centrali nella nostra vita quotidiana, in quanto dimensioni sociali, culturali, politiche ed economiche del mondo contemporaneo e in quanto elementi che contribuiscono alla nostra capacità variabile di dar senso al mondo, costruire e condividere i suoi significati. Studiare i media, secondo Isaiah Berlin , come parti del “ tessuto generale dell'esperienza ”. McLuhan considera i media come estensioni dell'uomo, protesi che ne aumentano il potere e il raggio d'azione. Possiamo pensare ai media come surrogati sociali perché essi si sono sostituiti alle comuni casualità dell'interazione quotidiana. Preoccupazione a proposito dei “ New media ” si concentra sul fatto che arriveranno a rimpiazzare la normale socialità, saremo drogati dello schermo. Il punto di partenza è l'esperienza e la sua normalità. L'azione più significativa dei media si svolge nel mondo ordinario, i media costituiscono il quotidiano e allo stesso tempo forniscono alternative ad esso. Castells parla di “ spazio di flussi ”, una rete elettronica ma anche fisica che fornisce l'intelaiatura dinamica lungo la quale si muovono informazioni, merci e persone nell'era dell'informazione. Heidegger parla di “ techne ”, ovvero la nostra capacità di entrare in contatto coi media è precondizionata dalla capacità di usare la macchina. MEDIAZIONE Dovremmo pensare ai media come a un processo, in particolare un processo di mediazione. La mediazione comporta il movimento del significato da un testo a un altro, un discorso a un altro, un evento a un altro. Comporta una costate trasformazione dei significati su ampia e piccola scala. La mediazione è simile alla traduzione , nel modo in cui la concepisce Steiner : non è mai completa, è sempre un processo di trasformazione, mai completamente soddisfacente, è anche sempre contestabile, è un atto d'amore. Siamo tutti mediatori, e i significati che creiamo sono essi tessi instabili, ma anche potenti. TECNOLOGIA La tecnologia è la principale interfaccia col mondo, il mezzo attraverso il quale ci confrontiamo con la realtà. Nuove tecnologie, nuovi media, sempre più convergenti grazie al meccanismo della digitalizzazione. I nuovi media si costruiscono sulle fondamenta dei vecchi, non nascono completamente formati e autonomi. McLuhan negli anni 60: la sua idea di sostituire il medium al messaggio come agente di influenza si accorda con l'idea di coloro che vedono nell'attuale generazione di tecnologie interattive la piena realizzazione del mondo come medium, “ internet è un modello di ciò che siamo ”. Le tecnologie sono elementi che conferiscono abilità, non va considerata solo come apparecchiatura, ma include la competenza, le conoscenze e il desiderio senza i quali non può funzionare. Si può iniziare a considerare la tecnologia come cultura: cioè che le tecnologie sono tanto simboliche quanto materiali. Le tecnologie mediali possono essere considerate cultura anche come prodotto di un'industria culturale, come l'oggetto di una cultura. Le tecnologie dei media e dell'informazione sono sempre più ubique e indivisibili. Il computer in quanto tale e perfino la televisione potrebbero rapidamente diventare oggetti del passato.

In conclusione le tecnologie sono oggetti sociali ammantati di simbolico. L'attenzione viene concentrata sui meccanismi della mediazione, sulle tecniche e sulle tecnologie che portano i media nelle nostre vite. I testi dei media sono come qualsiasi altro testo: gli strumenti per analizzarli e le domande che rivolgiamo loro nono sono in sostanza diverse dalle domande che altre volte sono state rivolte ad altri testi. Vediamo 3 principali meccanismi di coinvolgimento testuale :

**_1. RETORICA

  1. POETICA
  2. EROTISMO_** Sono strategie testuali e allo stesso tempo strategie d'analisi: tutti i testi le utilizzano in un modo o nell'altro con gradazioni differenti. RETORICA La retorica è insieme una pratica e uno strumento critico, che permette di parlare bene e in vista di uno scopo, ma anche capire e insegnare come farlo nel miglior modo possibile. Prima di tutto la retorica è persuasione. E' un linguaggio orientato all'azione, inteso a cambiarne l'orientamento e a influenzarla, ma è anche volto a modificare atteggiamenti e valori, a commuovere e persino a piegare. Il linguaggio dei media è retorico. Viviamo in un cultura in cui si va alla ricerca del pubblico e dell'attenzione, in cui i media ci offrono costantemente una mano aperta: ci coinvolgono, ci interpellano, chiedono attenzione nel campo commerciale, politico e estetico. Il risultato retorico forse più importante dei media contemporanei, soprattutto quelli di informazione è la loro capacità di persuaderci che quello che essi rappresentano è realmente accaduto( notiziario e documentario). Tutto ciò grazie alla fiducia che riponiamo nelle istituzioni responsabili di riportarci la storia, ma anche nelle convenzioni di rappresentazione, nelle forme di espressione, nel fragile ma efficace equilibrio tra familiare e nuovo, nella sicurezza e nella rassicurazione della narrazione e della voce. La retorica, per essere efficace, si deve basare su un certo grado di identificazione fra oratore e uditorio: si persuade qualcuno solo se si parla la sua lingua. I luoghi comuni sono il punto in cui la retorica si incontra col senso comune e lo sfrutta, talvolta per mezzo di cliché, spesso con stereotipi, costruendo un quadro di conoscenza e di riconoscimento senza il quale i tentativi di persuadere risultano vani. Esaminare i testi da un punto di vista retorico significa esaminare come i significati vengono costruiti e adattati in modo plausibile, piacevole e persuasivo. Ma significa anche considerare il pubblico, trovare come e dove questo è posizionato nel testo, capire come i luoghi comuni sono collegati al senso comune. La pubblicità è cruciale in questo processo. Le campagne politiche si vincono e perdono retoricamente, a seconda del modo in cui si costruiscono e si utilizzano immagini e argomentazioni nelle campagne attraverso i media. La pubblicità è industrializzazione della retorica. POETICA Nella cultura mediale contemporanea siamo di fronte non all'assenza di storie ma alla loro proliferazione, i media incantano. Il racconto sopravvive nei film western nelle soap opera, nella cronaca dei grandi eventi del giorno e nelle storie di sitcom per adolescenti, nell'interesse per i divi e nel fascino che le nostre origini e il nostro futuro esercitano su di noi. Le storie offrono piacere e ordine. Quando come studiosi dei media, indaghiamo i piaceri narrativi offerti da una soap opera o una sitcom, indaghiamo la nostra capacità di esprimere qualcosa nella nostra cultura comune: cerchiamo

realtà diversa e una razionalità definita da regole e azioni proprie. Giochiamo per lasciare il mondo. Il gioco è uno spazio in cui i significati vengono costruito attraversi la partecipazione all'interno di un luogo condiviso e strutturato, ogni gioco è soprattutto un atto libero. La cultura popolare è sempre stata una cultura del gioco, in cui questo costitutiva un'evasione. Nei media elettronici possiamo riconoscere lo stesso carattere di gioco, questi momenti e spazi per i l gioco legittimano un minimo di incantesimo nelle nostre vite altrimenti disincantate. Il gioco è fondamentale per l'esperienza dei media, e implica come la retorica partecipazione reciproca. Il gioco fa emergere il bambino nell'adulto e l'adulto nel bambino, siamo tutti giocatori di giochi, alcuni dei quali sono prodotti dai media. RAPPRESENTAZIONE Per Goffman la vita sociale è concepita come un problema di gestione delle impressioni. Il nostro è un mondo di apparenza visibile: viviamo in una cultura della presentazione, in cui l'apparenza è realtà. Gli individui e i due gruppi presentano al mondo i loro volti in ambienti e gestiscono le proprie rappresentazioni con più o meno sicurezza: palcoscenici in cui agiamo per mostrarci. Il mondo viene quotidianamente rappresentato dai media, e noi spettatori recitiamo al loro fianco come attori e partecipanti, imitando e riappropriandoci e riflettendo sulle verità e falsità. Mentre i media di tutto il mondo si occupavano della morte di Diana , milioni di persone si alzarono per occupare il suolo pubblico e presenziare al funerale, costituisce un esempio della confusione tra i ruoli di attore e spettatore sul palcoscenico pubblico. La tecnologia offre un palcoscenico su cui recitare, posso reclamare uno spazio se solo qualcun volesse ascoltare. CONSUMO E' necessario studiare i media perché essi sono della massimo importanza per l'esperienza, dandole forma, riflettendola e esprimendola su base quotidiana. I media vengono prodotti, e di questo produrre siamo agenti e destinatari. Il consumo è un concetto controverso e antico, è un'attività individuale e collettiva, privata e pubblica, che dipende dalla distruzione delle merci per produrre significato. Il consumo opera tra lavoro e svago, nella cultura di oggi è l'unica attività centrale nella quale ci impegniamo ogni giorno. Consumiamo in continuazione e in questa nostra capacità contribuiamo al tessuto dell'esperienza. In questa operazione siamo aiutati dai media, perché il consumo e la mediazione sono interdipendenti per vari aspetti: consumiamo i media, consumiamo attraverso i media, impariamo come e cosa consumare attraverso i media, i media ci persuadono a consumare, i media ci consumano. I New media e internet soprattutto ci invitano ad un consumo continuo. Per considerare i caratteri oggettivi della vita e della comunicazione nello spazio sociale e mediale esaminiamo:

  • CASA
  • COMUNITA '
  • GLOBALITA ' CASA Parlare di casa e di focolare significa parlare non solo di uno specifico luogo fisico ma anche di uno spazio che ha profonda valenza psichica. Oggi abbiamo nuove porte, contrassegnate da soglie della televisione e dello schermo del computer: sono porte e finestre che consentono di vedere e raggiungere luoghi che superano i limiti dello spazio fisico della cosa, oltre l'immaginazione.

Possiamo portare con noi un po' di casa attraverso i media: il giornale, i DVD, internet... I media vengono considerati importanti a causa del potere che si presume esercitino su di noi a casa, in quanto possono irrompere nel santuario domestico. Gerbner in un suo studio in Pennsylvania, mostra come i più forti consumatori di televisione sviluppano una visone del mondo che coincide con la rappresentazione che ne da il mezzo televisivo. COMUNITA' Troviamo la nostra identità nelle relazioni sociali ce ci sono imposte e in quelle che cerchiamo e che viviamo giorno dopo giorno. Abbiamo bisogno che qualcosa ci rassicura e ricordi che il nostro senso di appartenenza e coinvolgimento hanno un qualche valore. Odiamo essere esclusi, ci distinguiamo da chi è diverso da noi e creiamo o troviamo i simboli che esprimono questa diversità. Chiamiamo comunità queste esperienze contrastanti della vita sociale, sogniamo la comunità, una vita con gli altri, la sicurezza di un luogo, la familiarità, la cura. La comunità è una particolare visone della casa che però è pubblica e non privata. Nell'epoca dell'informazione è possibile trovare comunità anche nelle dislocazioni delle realtà operate dalla comunicazione elettronica e virtuale. Le comunità si definiscono nono solo attraverso elementi condivisi ma anche attraverso elementi distintivi. GLOBALITA' Trasporti e comunicazione, ferrovia, telegrafo, telefono, radio, cinema, televisione, internet portano con sé modernità e globalizzazione. La tecnologia rimpicciolisce il pianeta. Il modo in cui percepiamo la nostra posizione nel mondo dipende da come viviamo in esso e come lo consideriamo, ci muoviamo continuamente dentro e fuori la cultura globale. La televisione e sopratutto internet offrono uno spazio globale per un traffico globale di immagini e idee e credenze che possono essere condivise. Sui nostri schermi si vedono e discutono eventi che hanno luogo in tutto il pianeta. L'importanza che i media rivestono riguardo alla nostra capacità sia di creare che mantenere un ordine nella vita quotidiana sia di trovare una posizione in questo ordine. Tre dimensioni della capacità dei media di fornire un quadro interpretativo sia per la vita sociale sia per la ricerca di sicurezza e identità nel quotidiano:

**_1. FIDUCIA

  1. MEMORIA
  2. ALTERITA'_** FIDUCIA Se clicco su Amazon mi viene chiesto di fidarmi di un sistema astratto, di aver fede nella tecnologia, la fiducia, nel nostro mondo intensamente mediato è indebolita e allo stesso tempo rinsaldata dai media stessi. La fiducia si raggiunge e mantiene attraverso l' ordinarietà della vita quotidiana e la continuità del linguaggio dell'esperienza. Ruolo significativo lo hanno TV e radio, attraverso le quali manteniamo fiducia nelle istituzioni e nella continuità della vita quotidiana. Siamo arrivati a dipendere dai media per la sicurezza, confidando nel fatto che siano sempre presenti ed essendo presi dal panico quando vengono a mancare. Ci affidiamo ai media per le informazioni sul mondo e siamo rassicurati dalla familiare ripetizione dei notiziari e soap opera, personaggi che conosciamo.