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Sintesi degli appunti di programmazione e controllo, anno 2021/2022. Professoressa Moggi
Tipologia: Sintesi del corso
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Contabilità:
Determinazione costi per processo: manodopera diretta nel sistema di lavorazione automatico non sono elevati questi costi, mentre in quella artigianale sì. Essi possono essere bassi rispetto ad altri costi di prodotto. Il semilavorato è il nucleo dell’attività, che si ottiene con materiali diretti, manodopera diretta e costi generali di produzione, che nelle commesse vengono attribuiti tramite il sistema delle commesse e vengono ricondotti alla singola commessa, la quale dà il prodotto finito e determina il costo del venduto. I costi vengono imputati ai vari reparti. Determino i costi in base in base alle unità equivalenti di produzione () ma bisogna stare attenti. Se considero tutti i costi dati e gli divido per le unità completate è un errore perché sovrastimo in quanto i vari semilavorati per la lavorazione sono da considerare. Se considero i semilavorati come unità completate, si sottostimerebbero i costi in quanto il valore sarebbe troppo elevato. () unità equivalenti = unità che l’impresa avrebbe dovuto completare con i costi sostenuti in quel periodo. È il modo in cui valorizzo il semilavorato. La formula per calcolarle è: unità completate x % di completamento ( unità di semilavorati, si basano sulla % di completamento) Costo per unità equivalenti = costi per il periodo/unità equivalenti di produzione per il periodo NB ho due valori: Unità completate sono uguali Semilavorati e le unità equivalenti totali di produzione sono diverse. Sono diverse a causa del valore di completamento diverso, a seconda che si guardi l’uso di materiali o costi che sono all’interno della trasformazione. Unità equivalenti di produzione = unità completate e trasferite al reparto successivo o a magazzino prodotti finiti + unità equivalenti nel magazzino dei semilavorati di fine periodo. Sono funzionali per determinare i costi unitari all’interno del processo, del mio reparto e di quella fase del processo. Scopo del calcolo per processo è la determinazione del costo per unità equivalenti, unità fittiziamente prodotta. Costi per processo:
--- vedi esercizio pag. 37 ---
Costi fissi = rimangono invariati a seconda del livello di attività, non cambiano se aumenta l’attività. Es. canone mensile bolletta: c’è un canone base, si parte con un valore non pari a zero. Si paga anche se non viene fatta alcuna chiamata. V. Costi misti = costi che hanno sia la componente variabile sia quella fissa. La difficoltà sta nel capire qual è quella fissa e quale quella variabile. Necessario che ci sia un periodo di tempo in cui quella fissa varia al variare della produzione quando arriva a determinati livelli. Esempio quando aumento la dimensione di uno stabilimento. VI. Costi diretti = possono essere facilmente ed economicamente ricondotti ad uno specifico prodotto. Esempio materiali diretti o manodopera Costi indiretti = non possono essere facilmente ed economicamente ricondotti ad uno specifico prodotto. Esempio costi generali di produzione VII. Costo variabile totale = cambia in proporzione al variare di attività entro l’intervallo di rilevanza (livello di attività) Costo variabile unitario = rimane invariato/identico entro ampi intervalli di attività. Se aumentano ke unità il costo non cambia Costo fisso totale = rimane identico anche quando cambia il livello di attività entro l’intervallo di rilevanza Costo fisso unitario = diminuisce quando aumento il livello di attività Come si calcolano? Si usano il valore massimo e il valore minimo dei costi. Procedimento:
= calcolato grazie al costo variabile unitario. Ci mostra quando l’azienda è in grado di coprire i costi fissi. Tramite il margine di contribuzione posso calcolare l’utile operativo netto togliendo i costi fissi. Utile operativo = margine di contribuzione – costi fissi Se i costi fissi sono maggiori del margine vuol dire che l’azienda con le proprie vendite non copre i costi fissi. Se il margine di contribuzione unitario è negativo, viene mostrato quali sono i prodotti che non vale la pena essere prodotta per i troppi costi variabili, non è in grado di coprire i costi fissi e cannibalizza la produzione di altri beni. Indica come l’azienda è in grado di coprire i costi fissi e generare valore con la produzione di un bene. Se è negativo vuol dire che ruba valore ad un altro prodotto. Ci sono contesti in cui si ha il margine di contribuzione negativo, nel caso di un prodotto appena lanciato oppure dipende dalle dinamiche di mercato. MC = importo rimanente del fatturato sulle vendite dopo deduzione dei costi variabili R – CV UTILE NETTO = R – CV – CF Breakevenpoint = punto di pareggio, ossia il valore e la quantità che bisogna produrre per parificare il margine di contribuzione dei costi fissi, è il punto in cui si hanno i ricavi uguali ai costi fissi R = CV + CF Punto di pareggio in unità vendute = costi fissi/margine di contribuzione unitario unità che devo avere per raggiungere il punto di pareggio Se non si raggiunge il BEP, si ha una perdita. Se si supera si genera utile. Vendite unitarie per raggiungere obiettivo di utile = costi fissi + obiettivi di utile/margine di contribuzione unitario Margine di sicurezza = numero di unità che posso vendere per non avere una perdita. Costituito dalle vendite previste in eccesso rispetto al volume di vendita per il pareggio. Formula: vendite totali – vendite al punto di pareggio Leva operativa Formula: margine di contribuzione/utile operativo netto = indica l’efficienza dell’azienda e mostra quanto utile operativo è sensibile ad una variazione dei ricavi di vendita indipendentemente che il grado sia alto o basso, anche con la variazione piccola si ha una variazione significativa del livello di utile operativo. Con la leva alta, si ha un impatto elevato sull’utile, l’azienda è sensibile e anche l’utile a variazioni di vendita. Anche se contenuta, ha un impatto sull’utile. Se la leva è bassa, anche la variazione è elevata l’impatto sull’utile è minimo. L’unica cosa che non cambia sono i costi fissi. Esercizio: prezzo medio di vendita a tazza= 1,49 € costo variabile medio per tazza = 0,36€ costo fisso medio mensile = 1300€ a mese si vendono 2100 tazze
quando si misura il LCA si deve avere chiaro dove inizia e dove finisce la catena di produzione di prodotto e dove finisce catena vitale di prodotto. Attenzione a input, a loro trasformazione (come e grazie a cosa). Quando out, in che modo questo viene usato, Ccome arriva alla vendita, Chi lo trasporta e come, Chi sono venditori, e se le materie prime inserite mi permettono di prolungare il ciclo di vita di prodotto.
Ecological footprint = insieme dei primi due indicatori (carbon e water footprint) con anche consumo della terra (ad esempio spazio di terra occupato da fabbrica che altrimenti sarebbe occupato da elementi naturali come boschi). Compensazione: per ridurre azione di un indicatore, si agisce facendo attività migliorative tramite, ad esempio, la piantumazione di alberi che producono ossigeno vs anidride carbonica. In breve Costi di produzione: Materiali diretti = materiali che si riconducono al prodotto e sono materiali che perdono loro utilità in prodotto stesso. Manodopera diretta = tocca fisicamente il prodotto, rientra nella catena di montaggio, alimenta dei costi riconducibili direttamente a prodotto. Materiali indiretti = sono riconducibili al prodotto ma non direttamente, sono usati per supportare il processo produttivo Manodopera indiretta = salari di dipendenti non riconducibili direttamente a prodotto. Costi non di produzione: costi di marketing = promozione del prodotto o consegna al cliente Costi amministrativi: costi di management relativi quindi alla gestione di azienda e carattere organizzativo al quale si può ricondurre i costi amministrativi per impiegati. Costi Diretti sono quelli facilmente ed economicamente riconducibile ad oggetti di costo: materiali e manodopera diretta. Costi Indiretti: non facilmente ed economicamente riconducibili: costi generali di produzione. Costi di periodo = non inclusi nel prodotto, non rientrano il CE (interessi passivi sull’indebitamento a lungo periodo, provvigioni personale, costi spedizione apparecchiature, ammortamento scaffali) Costi di prodotto = inclusi nel prodotto (es. costi interruttori degli indicatori di produzione, costi pellicola radiografica, assicurazione sugli edifici di produzione,) Costi variabili: cambiano al variare di attività. quando aumenta attività aumenta costo. Costi fissi: non variano a variare di attività. fino ad un determinato numero di attività rimane uguale. Oltre un determinato intervallo anche il CF aumenta. CVU: non variano al variare di attività. posso aumentare numero di prodotti, ma costo unitario è uguale. CFU: diminuisce con aumento di attività. quando questa aumenta, il numero di unità tra le quali dividerlo aumenta e quindi il costo diminuisce. Calcolo costo del venduto: bisogna fare una distinzione tra azienda manifatturiera e azienda commerciale. Azienda commerciale acquista e vende merci. No trasformazione. Solo trasposizione di merce in spazio e tempo. Azienda manifatturiera: trasformazione di materia prima o assemblaggio di componenti. In queste quindi ci sono materie prime, semilavorati e prodotti finiti.