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SINTESI PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO, Sintesi del corso di Programmazione e controllo

Sintesi degli appunti di programmazione e controllo, anno 2021/2022. Professoressa Moggi

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

Caricato il 20/01/2022

oxana-turcu
oxana-turcu 🇮🇹

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Contabilità:
1. Generale
le informazioni sono offerte a creditori e a terzi esterni all’organizzazione
obbligatoria
fotografia aziendale
funzionale a creare rendiconti
performance date non solo dai bilanci d’esercizio, ma anche da report intra annuali
normativa da seguire e i dati da inserire devono essere veritieri, chiari e precisi
valutazione di gap
2. Direzionale
permette ai manager di prendere decisioni basandosi su queste informazioni. Sono dati
puntuali che sono applicati su vari livelli a diversi aspetti aziendali
non obbligatoria
dati che puntano sulla tempestività
vengono fissati obiettivi sulla base delle conseguenze su azioni precedenti
Attività di Management
1. Pianificare
= fase che permette di identificare ulteriori attività o definire determinati goal in un momento
preciso. Vengono definiti obiettivi quantitativi di performance, con lo scopo di definire obiettivi
funzionali per avere per avere un raggiungimento delle performance KPI = key performance
indicator
2. Motivare e dirigere
= vengono dati degli obiettivi alle aziende per conseguire il bene aziendale nel loro piccolo
= modi per motivare provvigioni, incentivi
= si premia la persona per aver raggiunto un micro-traguardo
Es. vendita di x polizze
Controllo è importante per conseguire gli obiettivi e per definire i punti di partenza per le
pianificazioni successive.
Ciclo pianificazione e controllo
PIANIFICAZIONE (o programmazione): fase che ci permette di, in un determinato
momento, identificare delle ulteriori attività da portare in essere o definire determinati
goal. Definiamo obiettivi, soprattutto quantitativi (performance, TPI → indicatori di
performance). Serve per definire obiettivi funzionali al raggiungimento delle performance
sperate.
• DIRIGERE E MOTIVARE: è estremamente importante. I modi per motivare sono vari:
come motivare le persone? Attraverso incentivi o premi. Si premiano a livello identitario
chi aveva raggiunto quel micro-traguardo (mail che dice chi ha venduto di più, e così
anche gli altri sono motivati a fare di più). Un altro premio potrebbe essere il cellulare
aziendale.
Il concetto di identità aziendale è importante perché se i dipendenti si ritrovano sono
maggiormente motivati, questa è chiamata anche corporate identity.
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Contabilità:

  1. Generale le informazioni sono offerte a creditori e a terzi esterni all’organizzazione obbligatoria fotografia aziendale funzionale a creare rendiconti performance date non solo dai bilanci d’esercizio, ma anche da report intra annuali normativa da seguire e i dati da inserire devono essere veritieri, chiari e precisi valutazione di gap
  2. Direzionale permette ai manager di prendere decisioni basandosi su queste informazioni. Sono dati puntuali che sono applicati su vari livelli a diversi aspetti aziendali non obbligatoria dati che puntano sulla tempestività vengono fissati obiettivi sulla base delle conseguenze su azioni precedenti Attività di Management
  3. Pianificare = fase che permette di identificare ulteriori attività o definire determinati goal in un momento preciso. Vengono definiti obiettivi quantitativi di performance, con lo scopo di definire obiettivi funzionali per avere per avere un raggiungimento delle performance  KPI = key performance indicator
  4. Motivare e dirigere = vengono dati degli obiettivi alle aziende per conseguire il bene aziendale nel loro piccolo = modi per motivare  provvigioni, incentivi = si premia la persona per aver raggiunto un micro-traguardo Es. vendita di x polizze Controllo è importante per conseguire gli obiettivi e per definire i punti di partenza per le pianificazioni successive. Ciclo pianificazione e controllo PIANIFICAZIONE (o programmazione): fase che ci permette di, in un determinato momento, identificare delle ulteriori attività da portare in essere o definire determinati goal. Definiamo obiettivi, soprattutto quantitativi (performance, TPI → indicatori di performance). Serve per definire obiettivi funzionali al raggiungimento delle performance sperate.
    • DIRIGERE E MOTIVARE: è estremamente importante. I modi per motivare sono vari: come motivare le persone? Attraverso incentivi o premi. Si premiano a livello identitario chi aveva raggiunto quel micro-traguardo (mail che dice chi ha venduto di più, e così anche gli altri sono motivati a fare di più). Un altro premio potrebbe essere il cellulare aziendale. Il concetto di identità aziendale è importante perché se i dipendenti si ritrovano sono maggiormente motivati, questa è chiamata anche corporate identity.
  • CONTROLLARE: importante quanto la pianificazione per capire se ho raggiunto i mei obiettivi. Serve anche per definire un punto di partenza per pianificare la mossa successiva. Il controllo è anche funzionale al contesto in cui si svolge l’attività d’azienda. Il rischio aziendale è una variabile che fa sì che ci sia uno scollamento tra la pianificazione e il controllo: se io non considero il rischio aziendale rischio di aver pianificato una cosa totalmente infattibile. Es. apertura negozio  Selezione personale  Scelta luogo  Arredamento  Applicazioni normative  Misurazione delle performance con il controllo Es. vendite e contatti di clienti I costi
  1. I costi di produzione sono: a) Materiali diretti = parte integrante del prodotto e facilmente identificabili Es. radio auto b) Manodopera diretta = riconducibile al prodotto Es. salari degli operai che lavorano alla catena di montaggio automobili ≠ stipendi che non sono legati alla manodopera c) Costi indiretti di produzione = non riconducibili ad unità di prodotto es. custode che lavora nello stabilimento materiali indiretti = servono alla produzione, ma sono solo di supporto costi di marketing ed amministrativi non sono costi di produzione.  Costi di marketing servono per ottenere nuovi clienti (consumatori) e far sì che il prodotto arrivi a destinazione (spedizione, pubblicità, personale, addetto alle vendite)  Costi amministrativi sono legati al Management come retribuzione dei dirigenti, relazioni pubbliche, contabilità generale Es. costi indiretti di produzione (Boeing)  Ammortamento correlato a forca  Retribuzione supervisione turno di produzione
  2. Costi di prodotto  Sono riconducibili al prodotto  Si trovano nel magazzino (materie prime, semilavorati e prodotti finiti)
  3. Costi di periodo  Non sono inclusi nei costi di produzione  Si trovano nel CE come costi per servizi SP in azienda manifatturiera - Attivo circolante  Prodotti finiti = prodotti che incorporano i costi e sono in attesa di vendita  Magazzino composta da: o Materie prime = materiali attendono di essere lavorati e devono essere ancora inseriti in trasformazione

Determinazione costi per processo: manodopera diretta  nel sistema di lavorazione automatico non sono elevati questi costi, mentre in quella artigianale sì. Essi possono essere bassi rispetto ad altri costi di prodotto. Il semilavorato è il nucleo dell’attività, che si ottiene con materiali diretti, manodopera diretta e costi generali di produzione, che nelle commesse vengono attribuiti tramite il sistema delle commesse e vengono ricondotti alla singola commessa, la quale dà il prodotto finito e determina il costo del venduto. I costi vengono imputati ai vari reparti. Determino i costi in base in base alle unità equivalenti di produzione () ma bisogna stare attenti. Se considero tutti i costi dati e gli divido per le unità completate è un errore perché sovrastimo in quanto i vari semilavorati per la lavorazione sono da considerare. Se considero i semilavorati come unità completate, si sottostimerebbero i costi in quanto il valore sarebbe troppo elevato. () unità equivalenti = unità che l’impresa avrebbe dovuto completare con i costi sostenuti in quel periodo. È il modo in cui valorizzo il semilavorato. La formula per calcolarle è: unità completate x % di completamento ( unità di semilavorati, si basano sulla % di completamento) Costo per unità equivalenti = costi per il periodo/unità equivalenti di produzione per il periodo NB  ho due valori:  Unità completate sono uguali  Semilavorati e le unità equivalenti totali di produzione sono diverse. Sono diverse a causa del valore di completamento diverso, a seconda che si guardi l’uso di materiali o costi che sono all’interno della trasformazione. Unità equivalenti di produzione = unità completate e trasferite al reparto successivo o a magazzino prodotti finiti + unità equivalenti nel magazzino dei semilavorati di fine periodo. Sono funzionali per determinare i costi unitari all’interno del processo, del mio reparto e di quella fase del processo. Scopo del calcolo per processo è la determinazione del costo per unità equivalenti, unità fittiziamente prodotta. Costi per processo:

  • prodotto omogeneo e prodotto in modo continuativo
  • calcolo delle unità equivalenti
  • nucleo di riferimento: reparto o fase di produzione
  • documento di riferimento: report di produzione, che riepiloga le unità che passano da reparto a reparto. Esso mostra quali sono i costi unitari in base al tipo di costi e ai prodotti completati e ai semilavorati. Mostra la distinzione tra reparti di produzione.

--- vedi esercizio pag. 37 ---

  1. Costi per commessa = quando ho diverse produzioni nello stesso periodo, non solo una. Si ha l’allocazione di diversi costi in modo diretto/indiretto in una determinata commessa, ogni commessa ha la sua imputazione dei costi Es: architetti, caterer ricevimento matrimoni, costruttori navi da pesca (ogni bullone viene contabilizzato) –> costo per commessa scott paper company per kleenex, heinz per ketchup  costo per processo (produzione di massa) come viene determinato? Viene applicato ad ogni commessa un coefficiente predeterminato. Devo imputare i materiali diretti, il costo dei materiali usati per la produzione, capire le ore effettive dedicate alla commessa (manodopera diretta); gestione costi generali di produzione e devo usare il coefficiente predeterminato. Prima devo stabilire con il cliente come deve essere svolta, da chi, e in quanto tempo, e cosa serve a livello di materiale tramite scheda di commessa Imputazione dei materiali diretti e manodopera diretta  calcolare con il cartellino, vengono imputate le ore uomo tramite badge per registrare le ore dedicate alla commessa Come calcolare i costi generali di produzione? I. CAP = costi generali di produzione totale stimati per il prossimo periodo/unità totali stimate nella base di allocazione per il prossimo periodo II. COSTI GENERALI APPLICATI = CAP x attività effettiva  unità prodotte, ore di manodopera, ore macchina Posso predeterminare il costo in anticipo della commessa? Sì, se ho la contabilità puntuale per il monitoraggio dei costi. Ma i costi generali effettivi di fine periodo no, e si devono basare sulle stime che si hanno già. Ogni commessa ha la sua scheda con i materiali, manodopera e costi di produzione. Documenti = scheda di commessa + modulo di prelievo dei materiali. I materiali diretti vengono imputati in base alla scheda di prelievo. Manodopera diretta in base al cartellino dell’operatore. Calcolo costi generali  Imputazione prima di fine periodo amministrativo  Base imputazione è la manodopera diretta di solito  Calcolo del CAP – dalla scheda di commessa mi dice le attività effettive e le ore applicate per quella commessa  Costo totale commessa = costi generali + materiale diretto per manodopera diretta  Il CAP non cambia se i costi generali contengono costi fissi, in quanto è calcolato su costi generali predeterminati e su base di allocazione predeterminata, cosa succede dopo non cambia il risultato  Se i costi generali contengono costi fissi, i costi di prodotto non ne vengono influenzati se si prevede un aumento di volume di unità vendute inferiori  Base di allocazione = ore manodopera diretta Esempio: Ditta X richiede 200€ di materiali diretti e 10 h di manodopera diretta a 15€/h. I costi generali totali di produzione per l’esercizio sono € 760.000 e le ore di manodopera stimate sono 19.000. Qual è il costo della commessa? Procedimento:

Costi fissi = rimangono invariati a seconda del livello di attività, non cambiano se aumenta l’attività. Es. canone mensile bolletta: c’è un canone base, si parte con un valore non pari a zero. Si paga anche se non viene fatta alcuna chiamata. V. Costi misti = costi che hanno sia la componente variabile sia quella fissa. La difficoltà sta nel capire qual è quella fissa e quale quella variabile. Necessario che ci sia un periodo di tempo in cui quella fissa varia al variare della produzione quando arriva a determinati livelli. Esempio quando aumento la dimensione di uno stabilimento. VI. Costi diretti = possono essere facilmente ed economicamente ricondotti ad uno specifico prodotto. Esempio materiali diretti o manodopera Costi indiretti = non possono essere facilmente ed economicamente ricondotti ad uno specifico prodotto. Esempio costi generali di produzione VII. Costo variabile totale = cambia in proporzione al variare di attività entro l’intervallo di rilevanza (livello di attività) Costo variabile unitario = rimane invariato/identico entro ampi intervalli di attività. Se aumentano ke unità il costo non cambia Costo fisso totale = rimane identico anche quando cambia il livello di attività entro l’intervallo di rilevanza Costo fisso unitario = diminuisce quando aumento il livello di attività Come si calcolano? Si usano il valore massimo e il valore minimo dei costi. Procedimento:

  1. Trovo i valori max e minimi di costo ed unità
  2. Calcolo le variazioni dei costi di unità e costo max e min
  3. Calcolo il variabile unitario  variazione dei costi/variazione delle unità
  4. Calcolo costo fisso  y = a + bx  costo fisso x costo variabile Esercizio: retribuzione e commissioni ammontano a 10000€ quando si vendono 80000 unità e 14000 € quando si vendono 120000 unità. Calcola la parte variabile e fissa delle retribuzioni e commissioni. Procedimento: Primo passo: variazione costo Variazione unità 14000 – 10000 = 4000 120000 – 80000 = 40000 Secondo passo: 4000/40000 = 0,10 unità  parte variabile Terzo passo: y = a + bx y = 14000 bx = 0,10 x 120000 = 12000 a = 14.000 – 12000 = 2000€  parte fissa Margine di contribuzione Formula = fatturato sulle vendite (ricavi totali) – costi variabili totali

= calcolato grazie al costo variabile unitario. Ci mostra quando l’azienda è in grado di coprire i costi fissi. Tramite il margine di contribuzione posso calcolare l’utile operativo netto togliendo i costi fissi. Utile operativo = margine di contribuzione – costi fissi Se i costi fissi sono maggiori del margine vuol dire che l’azienda con le proprie vendite non copre i costi fissi. Se il margine di contribuzione unitario è negativo, viene mostrato quali sono i prodotti che non vale la pena essere prodotta per i troppi costi variabili, non è in grado di coprire i costi fissi e cannibalizza la produzione di altri beni. Indica come l’azienda è in grado di coprire i costi fissi e generare valore con la produzione di un bene. Se è negativo vuol dire che ruba valore ad un altro prodotto. Ci sono contesti in cui si ha il margine di contribuzione negativo, nel caso di un prodotto appena lanciato oppure dipende dalle dinamiche di mercato. MC = importo rimanente del fatturato sulle vendite dopo deduzione dei costi variabili  R – CV UTILE NETTO = R – CV – CF Breakevenpoint = punto di pareggio, ossia il valore e la quantità che bisogna produrre per parificare il margine di contribuzione dei costi fissi, è il punto in cui si hanno i ricavi uguali ai costi fissi  R = CV + CF Punto di pareggio in unità vendute = costi fissi/margine di contribuzione unitario  unità che devo avere per raggiungere il punto di pareggio Se non si raggiunge il BEP, si ha una perdita. Se si supera si genera utile. Vendite unitarie per raggiungere obiettivo di utile = costi fissi + obiettivi di utile/margine di contribuzione unitario Margine di sicurezza = numero di unità che posso vendere per non avere una perdita. Costituito dalle vendite previste in eccesso rispetto al volume di vendita per il pareggio. Formula: vendite totali – vendite al punto di pareggio Leva operativa Formula: margine di contribuzione/utile operativo netto = indica l’efficienza dell’azienda e mostra quanto utile operativo è sensibile ad una variazione dei ricavi di vendita indipendentemente che il grado sia alto o basso, anche con la variazione piccola si ha una variazione significativa del livello di utile operativo. Con la leva alta, si ha un impatto elevato sull’utile, l’azienda è sensibile e anche l’utile a variazioni di vendita. Anche se contenuta, ha un impatto sull’utile. Se la leva è bassa, anche la variazione è elevata l’impatto sull’utile è minimo. L’unica cosa che non cambia sono i costi fissi. Esercizio: prezzo medio di vendita a tazza= 1,49 € costo variabile medio per tazza = 0,36€ costo fisso medio mensile = 1300€ a mese si vendono 2100 tazze

 quando si misura il LCA si deve avere chiaro dove inizia e dove finisce la catena di produzione di prodotto e dove finisce catena vitale di prodotto. Attenzione a input, a loro trasformazione (come e grazie a cosa). Quando out, in che modo questo viene usato, Ccome arriva alla vendita, Chi lo trasporta e come, Chi sono venditori, e se le materie prime inserite mi permettono di prolungare il ciclo di vita di prodotto.

  1. Analisi dell'inventario = Qui si esegue una compilazione dei dati e un'analisi dell'inventario delle estrazioni e dei rilasci nell'ambiente. L'inventario finale fornisce un elenco di tutti gli input e gli output associati al ciclo di vita del prodotto o servizio  misurazione e raccolta dei dati (primari e secondari) , serve per capire dove inizia e dove finisce il processo. Deve essere coerente in azienda la misurazione. Per avere un confronto e capire come migliorare è necessario usare le stesse unità e le stesse tipologie di indicatori. I secondari sono dati da banche dati esterni e non sono necessariamente specifici di quel sistema. I primari sono raccolti da me e riesco a renderli disponibili in azienda. La misurazione del ciclo di vita del prodotto non esiste: non è richiesta dalla legge, quindi questi dati vanno creati e serve qualcuno che dica che servono.
  2. Valutazione dell'impatto = Nella valutazione dell'impatto, si classificano l'uso delle risorse e le emissioni generate in base ai loro potenziali impatti e le si quantifica per un numero limitato di categorie di impatto, che possono quindi essere valutate in base alla loro importanza relativa per l'obiettivo dello studio LCA.  come i dati possono essere usati tramite benchmark di settore. Usati per normalizzare il dato e renderli comparabili tra loro.
  3. Interpretazione = Con le informazioni di cui sopra, discuti i risultati in termini di contributi, pertinenza, solidità, qualità dei dati e limiti e valuti sistematicamente qualsiasi opportunità per ridurre gli effetti negativi dei prodotti o servizi sull'ambiente mentre evitare lo spostamento degli oneri tra categorie di impatto o fasi del ciclo di vita. Evitare lo spostamento del carico è un punto di forza dell'approccio LCA. L’interpretazione dei dati è funzionale al miglioramento. Standard di riferimento è 2 iso. Studiando nel dettaglio ogni aspetto relativo a ciascun componente del prodotto, la LCA permette di sviscerare la complessità dell’intero ciclo di vita, permettendo così di individuare quali sono le fasi maggiormente impattanti e che necessitano di interventi. La LCA, quindi, può essere considerata una guida per il miglioramento dei prodotti esistenti e per la creazione di nuovi.Inoltre, i risultati della LCA possono essere utilizzati per confrontare prodotti simili oppure diversi ma con la stessa funzione, per richiedere certificazioni ambientali e per comunicare la prestazione ambientale del prodotto LCA formato in diversi step quali: Definizione del sistema , Raccolta dei dati , Validazione dei dati e Trattamento dei dati Indicatori di impatto Carbon footprint = si guarda emissione totale di gas serra associata al prodotto. Quanto si impatta in termine di anidride carbonica. Water footprint = il volume complessivo di acqua utilizzata per produrre i beni ed i servizi utilizzati dalla comunità, impronta idrica. Differenza tra virtuale e diretta? Non c’è questione di virtuale o meno. Acqua usata direttamente nel prodotto, ma ci sono usi di acqua che sono relative a quanto viene prima e dopo. uso diretto e indiretto di acqua in fasi precedenti alla produzione del prodotto.

Ecological footprint = insieme dei primi due indicatori (carbon e water footprint) con anche consumo della terra (ad esempio spazio di terra occupato da fabbrica che altrimenti sarebbe occupato da elementi naturali come boschi). Compensazione: per ridurre azione di un indicatore, si agisce facendo attività migliorative tramite, ad esempio, la piantumazione di alberi che producono ossigeno vs anidride carbonica. In breve Costi di produzione: Materiali diretti = materiali che si riconducono al prodotto e sono materiali che perdono loro utilità in prodotto stesso. Manodopera diretta = tocca fisicamente il prodotto, rientra nella catena di montaggio, alimenta dei costi riconducibili direttamente a prodotto. Materiali indiretti = sono riconducibili al prodotto ma non direttamente, sono usati per supportare il processo produttivo Manodopera indiretta = salari di dipendenti non riconducibili direttamente a prodotto. Costi non di produzione: costi di marketing = promozione del prodotto o consegna al cliente Costi amministrativi: costi di management relativi quindi alla gestione di azienda e carattere organizzativo al quale si può ricondurre i costi amministrativi per impiegati. Costi Diretti sono quelli facilmente ed economicamente riconducibile ad oggetti di costo: materiali e manodopera diretta. Costi Indiretti: non facilmente ed economicamente riconducibili: costi generali di produzione. Costi di periodo = non inclusi nel prodotto, non rientrano il CE (interessi passivi sull’indebitamento a lungo periodo, provvigioni personale, costi spedizione apparecchiature, ammortamento scaffali) Costi di prodotto = inclusi nel prodotto (es. costi interruttori degli indicatori di produzione, costi pellicola radiografica, assicurazione sugli edifici di produzione,) Costi variabili: cambiano al variare di attività. quando aumenta attività aumenta costo. Costi fissi: non variano a variare di attività. fino ad un determinato numero di attività rimane uguale. Oltre un determinato intervallo anche il CF aumenta. CVU: non variano al variare di attività. posso aumentare numero di prodotti, ma costo unitario è uguale. CFU: diminuisce con aumento di attività. quando questa aumenta, il numero di unità tra le quali dividerlo aumenta e quindi il costo diminuisce. Calcolo costo del venduto: bisogna fare una distinzione tra azienda manifatturiera e azienda commerciale. Azienda commerciale acquista e vende merci. No trasformazione. Solo trasposizione di merce in spazio e tempo. Azienda manifatturiera: trasformazione di materia prima o assemblaggio di componenti. In queste quindi ci sono materie prime, semilavorati e prodotti finiti.