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Sintesi su John Dewey, Appunti di Pedagogia

Sintesi su John Dewey, pedagogia

Tipologia: Appunti

2016/2017

Caricato il 24/10/2017

adelaide_guassone
adelaide_guassone 🇮🇹

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John Dewey
Nato nel Vermont nel 1859, subì l'inuenza del pragmatismo (corrente
losoca secondo la quale la validità di una teoria va adata alla sua verica
pratica). Si laureò nel 1884 e insegnò nelle Università dell'America, e a
Chicago fondò una scuola laboratorio sperimentale, dove sostituì le
tradizionali lezioni, con attività e esperienze (cucinare, tessere) in base alle
quali elaborò la sua analisi dei processi di apprendimento. Era questo il
disegno della scuola progressiva, concepita sia come una proposta di
innovazione didattica e pedagogica, sia come fattore di cambiamento e di
progresso sociale.
Negli anni seguenti conquistò una notevole fama internazionale. Quando si
trovò al centro di un dibattito culturale e sociale e inerente ai metodi educativi
(basato sul fatto che vi era la necessità di tornare ai valori del passato,
restituendo l'autorità ai maestri, piuttosto che mettere l'alunno al centro
dell'educazione), Dewey rispose difendendo la scuola progressiva e lo spirito
scientico (tolleranza, sospensione del giudizio, controllo sociale delle idee,
uso critico della ragione...), la democrazia e l'antidogmatismo.
Scrisse Il mio credo pedagogico e Scuola e società, poi Come pensiamo
in cui espone lo strumentalismo logico, e Democrazia ed educazione, in cui
è espresso il suo pensiero pedagogico vero e proprio.
Dopo la crisi del '29 le sue posizioni si fecero sempre più radicali e orientate a
una critica al liberismo, che riteneva responsabile del disastro economico.
All'età di 70 anni cercò di creare un partito progressista, le cui azioni vennero
accolte dal Partito democratico di Roosevelt. Dewey morì a New York nel 1952.
L'esperienza e l'interazione individuo-ambiente
Dewey è stato inuenzato da diverse correnti: hegelismo, pragmatismo ed
evoluzionismo.
Concetti chiave: -democrazia
-ducia nell’uomo e nella scienza Educazione
progressiva
-scienza (metodo)
Alla base della concezione pedagogica di Dewey sta una visione della realtà
coincidente con l'esperienza,che a livello umano si congura come processo
interattivo tra l'individuo e l'ambiente.
• L'esperienza designa la totalità delle interrelazioni della realtà naturale e
umana ai suoi livelli biologici, psicologici e sociali. Al livello originario
(biologico), l'esperienza si esprime nelle interazioni dei processi di adattamento
all'ambiente; a livello evolutivo, quello dell'individuo-con-mente, si
esprime nelle interazioni di adattamento all'ambiente naturale e sociale
mediante l'uso del pensiero.
• L'esperienza umana si congura così come il rapporto problematico che si
determina tra l'individuo e le cose: include un aspetto attivo, determinato
dall'azione sulle cose, ed uno passivo, determinato dalle conseguenze che ne
derivano (tentare/sottostare).
• All'esperienza intesa in modo tradizionale come “conoscere”, Dewey oppone
la concezione dell'esperienza come “fare”, di cui il pensiero è fattore di
direzione e di superamento di ostacoli.
Ai livelli dell'esistenza umana, l'esperienza si congura nei termini della
precarietà e dell'avventura non garantita. Il mondo è la scena del rischio, è
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John Dewey

Nato nel Vermont nel 1859, subì l'influenza del pragmatismo (corrente filosofica secondo la quale la validità di una teoria va affidata alla sua verifica pratica). Si laureò nel 1884 e insegnò nelle Università dell'America, e a Chicago fondò una scuola laboratorio sperimentale , dove sostituì le tradizionali lezioni, con attività e esperienze (cucinare, tessere) in base alle quali elaborò la sua analisi dei processi di apprendimento. Era questo il disegno della scuola progressiva , concepita sia come una proposta di innovazione didattica e pedagogica, sia come fattore di cambiamento e di progresso sociale. Negli anni seguenti conquistò una notevole fama internazionale. Quando si trovò al centro di un dibattito culturale e sociale e inerente ai metodi educativi ( basato sul fatto che vi era la necessità di tornare ai valori del passato, restituendo l'autorità ai maestri, piuttosto che mettere l'alunno al centro dell'educazione), Dewey rispose difendendo la scuola progressiva e lo spirito scientifico (tolleranza, sospensione del giudizio, controllo sociale delle idee, uso critico della ragione...), la democrazia e l'antidogmatismo. Scrisse Il mio credo pedagogico e Scuola e società , poi Come pensiamo in cui espone lo strumentalismo logico, e Democrazia ed educazione , in cui è espresso il suo pensiero pedagogico vero e proprio. Dopo la crisi del '29 le sue posizioni si fecero sempre più radicali e orientate a una critica al liberismo, che riteneva responsabile del disastro economico. All'età di 70 anni cercò di creare un partito progressista, le cui azioni vennero accolte dal Partito democratico di Roosevelt. Dewey morì a New York nel 1952.

L'esperienza e l'interazione individuo-ambiente

Dewey è stato influenzato da diverse correnti: hegelismo, pragmatismo ed evoluzionismo. Concetti chiave: -democrazia

  • fiducia nell’uomo e nella scienza → Educazione progressiva -scienza (metodo) Alla base della concezione pedagogica di Dewey sta una visione della realtà coincidente con l' esperienza ,che a livello umano si configura come processo interattivo tra l'individuo e l'ambiente.
  • L'esperienza designa la totalità delle interrelazioni della realtà naturale e umana ai suoi livelli biologici, psicologici e sociali. Al livello originario (biologico), l'esperienza si esprime nelle interazioni dei processi di adattamento all'ambiente ; a livello evolutivo , quello dell' individuo-con-mente , si esprime nelle interazioni di adattamento all'ambiente naturale e sociale mediante l'uso del pensiero.
  • L'esperienza umana si configura così come il rapporto problematico che si determina tra l'individuo e le cose: include un aspetto attivo, determinato dall'azione sulle cose, ed uno passivo, determinato dalle conseguenze che ne derivano ( tentare/sottostare ).
  • All'esperienza intesa in modo tradizionale come “conoscere”, Dewey oppone la concezione dell'esperienza come “fare”, di cui il pensiero è fattore di direzione e di superamento di ostacoli. Ai livelli dell'esistenza umana, l'esperienza si configura nei termini della precarietà e dell'avventura non garantita. Il mondo è la scena del rischio, è

incerto e instabile, e dunque l'esperienza è la possibilità di un'esistenza e di un mondo ricostruito dall'intelligenza.

  • L'esperienza è educativa solo se assicura lo sviluppo individuale e il progresso sociale. L'educazione è crescita il cui fine è il crescere stesso, un crescere che deve unire socpi individuali e scopi sociali ( crescenza→ crescere come svolgimento, fisicamente, intellettualmente e moralmente, è un esempio del principio di continuità, ovvero che ogni esperienza ricava qualcosa da quelle che l'hanno preceduta, e quindi modifica la qualità di quelle che seguiranno).

La teoria dell'indagine (esperienza e pensiero)

  • Il pensiero è un fattore dell'esperienza emerso nel corso dell'evoluzione, con la comparsa dell'individuo-con-mente, che assume la funzione di guida di determinate interazioni. L'intelligenza si esprime quindi nell'attività di modificazione e di cambiamento delle cose.
  • Il rapporto individuale con il mondo è caratterizzato da incertezze, e da queste ha origine il pensiero come ipotesi o soluzione. Il pensiero ha origine dall'azione e si pone come strumento della sua continuità.
  • Dalla situazione iniziale di dubbio/difficoltà (1) ha origine un processo di osservazione (2) , con cui l'individuo elabora una valutazione (3) critica dei dati. Intervengono a questo livello l'esperienza passata o la memoria (4) , che danno origine a una serie di idee-ipotesi (4) con cui risolvere il problema. L'esperimento (5) , è il momento ultimo del processo del pensiero, dove le idee ipotesi sono sottoposte ad una attenta verifica (6). Dubbio, osservazione, valutazione, memoria, idee ipotesi, esperimento e verifica/azione: questi sono i momenti dell'agire consapevole.
  • In una situazione problematica, la situazione preriflessiva è quella da cui nasce la questione a cui la riflessione deve dare una risposta; nella situazione finale il dubbio è stato tolto, e siamo nella situazione postriflessiva.
  • Il pensiero adempie quindi a una funzione strumentale ( strumentalismo logico ): è uno strumento di cui l'uomo si avvale per risolvere problemi e per tentarne una soluzione.
  • Dewey, facendo del pensiero un momento interno all'azione, assegna ad esso una funzione attiva, di modificazione della realtà e di ricostruzione della cultura. E in quanto sia lo scienziato sia l'uomo comune si avvalgono entrambi del pensiero come strumento per risolvere i problemi, si deve concludere che la scuola deve cessare di essere un luogo di trasmissione del sapere, per assumere la configurazione di un luogo di esperienze e di attività , che mette gli alunni di fronte a problemi reali, capaci di sollecitarli ad avanzare ipotesi e a comprovarle.

La scuola sperimentale di Chicago

  • Quando elabora la sua concezione pedagogica, Dewey si rende conto che il mondo sta cambiando. E' nata la produzione industriale su larga scala, il luogo di lavoro non coincide più con la casa, e si sta affermando il capitalismo. Occorre portare il lavoro nella scuola sotto forme di attività sociali capaci di attivare gli interessi dell'individuo, stimolando la sua iniziativa e la sua creatività in un'attività comune, permettendogli di fare esperienza di rapporti solidali. La scuola quindi diviene luogo di sviluppo individuale e di progresso sociale.
  • Su questi capisaldi si regge la scuola sperimentale di Chicago annessa
  • Dewey sostiene la propria idea pedagogica su una filosofia dell'educazione (s trumentalismo logico ), connessa con lo spirito del metodo scientifico e dell'ideale democratico. Si differenzia dalla scuola attiva in quanto le attività introdotte sono attività comunitarie , che promuovono sviluppo e crescita individuale e sociale , spirito di iniziativa, collaborazione interpersonale, sollecitando lo spirito critico, la creatività, e perseguendo attività con fini sociali.

Scuola progressiva e democrazia

  • Tra esse c'è uno stretto contatto. La scuola di Dewey all'attività accosta il motivo del progresso sociale , rispetta e valorizza la singolarità di ogni individuo , promuovendone la creatività e lo spirito critico; allo stesso tempo promuove le i nterazioni sociali , lo scambio di idee, la tolleranza e la collaborazione.
  • La sua scuola è sia luogo di sviluppo del singolo, sia dello sviluppo sociale in direzione democratica, questo perchè si configura come una comunità occupata in un comune lavoro, dove ognuno dà il proprio contributo e dove l'attività individuale diviene portatrice di significato sociale nella cooperazione interpersonale.

Scuola progressiva e spirito scientifico

  • La forza morale che per Dewey potrà salvare la democrazia risiede nella scienza , in quanto ha in se stessa i fondamenti di un'etica nuova, ha creato una nuova morale, con nuovi desideri e nuovi fini. Essa si fonda sul dubbio, sulla ricerca, sullo scambio sociale di idee, sulla collaborazione, non ha dogmi, ma ipotesi.
  • La scuola progressiva assimila nell’intendere l'attività del pensiero, la logica della scienza, non vedendo differenza tra il lavoro dello scienziato e l’attività dell’uomo comune, infatti entrambi iniziano a riflettere quando si trovano di fronte ad un problema, ed elaborano ipotesi di soluzioni che vengono convalidate attraverso l’esperienza e l’azione.
  • Il compito che Dewey affida all'educazione è quello di porsi come strumento della vita e della continuità della società democratica, mediante la diffusione dello spirito scientifico. L'impegno per la scuola progressiva diviene una questione pedagogica, civile, politica e culturale.

Dewey e la democrazia La democrazia per Dewey è un tipo di vita associata, di esperienza comunicata e congiunta. E' l'estendersi dell'area degli interessi condivisi e la liberazione di una maggiore varietà di capacità personali. La democrazia diviene un tema critico alla fine degli anni '30, quando le dittature fasciste e comuniste si espandevano sull'Europa, e che rischiava di minacciare la democrazia americana. Per Dewey (Libertà e cultura, '39) gli antichi valori restano validi, ma richiedono nuove strategie di difesa e di consolidamento. Occorrono strumenti morali nuovi, una liberazione delle energie creative e un articolato controllo sociale dell'economia e della vita politica. Ciò che rende forte la democrazia è ciò che la compone, di lotte di idee, pluralità di opinioni, gruppi in contrasto, e una continua disponibilità al cambiamento.