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Corso di Statistica di Laura Pagani: Probabilità - Spazio campionario ed eventi, Dispense di Statistica

Documento tratto dal corso di Statistica tenuto da Laura Pagani all'Università degli studi di Udine durante l'anno accademico 2014-2015. i concetti base della probabilità, il concetto di esperimento aleatorio, il spazio campionario ed eventi elementari, e le operazioni sugli eventi come unione, intersezione e complementare.

Tipologia: Dispense

2017/2018

Caricato il 15/01/2018

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Laura Pagani – Corso di Statistica – a.a. 2014-2015
Probabilità: concetti di base 1
Laura Pagani
Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche
Università degli studi di Udine
Laura Pagani – Corso di Statistica – a.a. 2014-2015
La probabilità
La probabilità può essere definita come il grado di
fiducia che attribuiamo ad un “fatto” il cui verificarsi
non è certo.
Se un consumatore entra in un negozio di
elettrodomestici non è possibile sapere a priori, con
certezza, se acquisterà o meno un televisore.
Il responsabile marketing di una società che immette sul
mercato un prodotto innovativo non può sapere, con
certezza, se il prodotto avrà successo o meno.
Un investitore non può sapere, con certezza, se la
quotazione del titolo nel quale ha investito subirà un
aumento nel corso dell’anno.
Lanciando una moneta non si può prevedere a priori se
uscirà testa o croce.
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Scarica Corso di Statistica di Laura Pagani: Probabilità - Spazio campionario ed eventi e più Dispense in PDF di Statistica solo su Docsity!

Laura Pagani – Corso di Statistica – a.a. 2014-

Probabilità: concetti di base 1

Laura Pagani

Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche

Università degli studi di Udine

Laura Pagani – Corso di Statistica – a.a. 2014-

La probabilità

 La probabilità può essere definita come il grado di

fiducia che attribuiamo ad un “fatto” il cui verificarsi

non è certo.

 Se un consumatore entra in un negozio di

elettrodomestici non è possibile sapere a priori, con

certezza, se acquisterà o meno un televisore.

 Il responsabile marketing di una società che immette sul

mercato un prodotto innovativo non può sapere, con

certezza, se il prodotto avrà successo o meno.

 Un investitore non può sapere, con certezza, se la

quotazione del titolo nel quale ha investito subirà un

aumento nel corso dell’anno.

 Lanciando una moneta non si può prevedere a priori se

uscirà testa o croce.

Laura Pagani – Corso di Statistica – a.a. 2014-

La probabilità

 Associato al concetto di probabilità è il concetto di esperimento aleatorio.  Un esperimento aleatorio, che indichiamo con E, è un atto o un processo la cui singola esecuzione, chiamata prova, dà luogo ad un risultato (esito) che non è certo (non è prevedibile con certezza).  Un esempio:  E: lancio di una moneta, lancio di un dado, estrazione di una pallina da un’urna contenente 100 palline numerate dall’uno al 100, estrazione di un consumatore da una popolazione di consumatori, ecc…  Si osservi come i risultati di un esperimento casuale siano almeno due.  La prova può essere scomposta in più fasi chiamate sottoprove.  Ad esempio se la prova consiste nel lanciare due monete, si può pensare di scomporre tale prova in due sottoprove: il lancio della prima moneta e il lancio della seconda moneta.

Laura Pagani – Corso di Statistica – a.a. 2014-

La probabilità

La relazione logico-formale che esiste tra probabilità, prova e

risultato è la seguente:

Data una prova, uno dei possibili risultati si verifica con

una certa probabilità

 Se, ad esempio, la prova consiste nell’estrarre una pallina,

da un’urna che ne contiene 100, numerate dall’1 al 100,

allora è possibile dire che:

 Data l’estrazione di una pallina da un’urna che ne

contiene 100, numerate dall’1 al 100 (prova), il risultato “la

pallina estratta è contrassegnata del numero 50” si verifica

con probabilità pari a 1/100.

Laura Pagani – Corso di Statistica – a.a. 2014-

Eventi

Diamo ora una definizione più generale di evento.

 Si definisce evento un qualsiasi sottoinsieme dello spazio campionario .  Oss1. Gli eventi elementari sono eventi.  Oss2. Lo spazio campionario  è un evento.

 Gli eventi vengono indicati con le prime lettere maiuscole dell’alfabeto. Quindi se, data una prova e uno spazio campionario , A è un evento di , allora A 

 A volte è importante studiare le relazioni che intercorrono tra eventi. Essendo gli eventi particolari insiemi per studiarne le relazioni può essere utile fare ricorso alle operazioni su insiemi (unione, intersezione, complementazione).

Laura Pagani – Corso di Statistica – a.a. 2014-

Eventi e diagrammi di Venn

Dato che gli eventi sono insiemi a volte possono essere utilmente rappresentarli mediante i diagrammi di Venn (rappresentazione grafica di un insieme). Lo spazio campionario, discreto o continuo, rappresenta l’insieme di riferimento e verrà indicato con un rettangolo, il singolo evento con un cerchio o con un’altra figura geometrica

A

A

Laura Pagani – Corso di Statistica – a.a. 2014-

Eventi e diagrammi di Venn

Operazioni fondamentali sugli eventi

 Complementazione. Dato un evento A, A, il suo

complementare A’ è rappresentato dall’evento “A non si

è verificato”.

 Unione. Dati due eventi A e B, A, B, l’evento

unione AB (A o B), è rappresentato dall’evento

“almeno uno dei due eventi si verifica”.

 Intersezione. Dati due eventi A e B, A, B,

l’evento intersezione (o evento congiunto) AB (A e B),

è rappresentato dall’evento “entrambi gli eventi si

verificano”.

 Oss3. Le operazioni di unione e di intersezione si

possono estendere ad un numero finito o al più a

un’infinità numerabile di eventi.

Laura Pagani – Corso di Statistica – a.a. 2014-

Eventi e diagrammi di Venn

B

A

A B

Evento certo

Evento

complementare

Evento unione

Evento intersezione

(o congiunto)

AB

AB

A

A’

Laura Pagani – Corso di Statistica – a.a. 2014-

1 2 3 4 5 6

1      

2      

3      

4      

5 ^ ^ ^ ^ ^ 

6 ^ ^ ^ ^ ^ 

D 1

D 2

La tabella rappresenta lo spazio campionario , i punti rossi sono gli eventi elementari. L’evento A è tratteggiato in giallo, l’evento B in fucsia, l’evento C in arancione, l’evento D in viola.

Laura Pagani – Corso di Statistica – a.a. 2014-

AC

AB

AC

A’

Laura Pagani – Corso di Statistica – a.a. 2014-

CD

CD

BC

Laura Pagani – Corso di Statistica – a.a. 2014-

Utilizzando il diagramma di Venn…..

Il risultato del primo lancio è inferiore a quello del secondo

A C

I due risultati sono uguali

B

Il risultato del primo lancio è 2

BC

I due risultati sono uguali e il risultato del primo lancio è 2

AB

Il risultato del primo lancio è inferiore a quello del secondo o il risultato del primo lancio è 2

D

I due risultati sono uguali e maggiori di 3

Laura Pagani – Corso di Statistica – a.a. 2014-

Ad una data prova viene associato l’insieme delle parti .

Fatta questa premessa si dà la seguente definizione di

probabilità.

La probabilità è una funzione di insieme che associa

ad ogni evento Ai un numero reale.

La probabilità di un evento viene indicata con P(Ai).

Oss. 5. Gli elementi necessari per definire la probabilità sono lo spazio campionario , l’insieme delle parti  e la funzione P(.^ ). La terna (, ,P) viene chiamata spazio di probabilità

Ai

P(Ai)

p

Laura Pagani – Corso di Statistica – a.a. 2014-

Proprietà assiomatiche della

funzione di probabilità

 Dato un evento A (^) i  si ha che

 La probabilità dell’evento certo è uguale all’unità

 Dati due eventi A e B, A  e B , e tali che AB= (A e B sono eventi incompatibili), allora

P(A (^) i ) 0

P( ) 1

P(A B)P(A) P(B)

Laura Pagani – Corso di Statistica – a.a. 2014-

Utilizzando le proprietà assiomatiche è possibile dimostrare i seguenti teoremi:

 Teorema 1. Per ogni evento A 

0 P(A)  1

 Teorema 2. La probabilità dell’evento impossibile  è nulla

P()=

 Teorema 3. Per ogni evento A 

P(A’)=1- P(A)

 Teorema 4. Dati due eventi A e B, A  e B  allora

P(AB)=P(A)+P(B)-P(AB)

Laura Pagani – Corso di Statistica – a.a. 2014-

Assegnare la probabilità ad un evento

(calcolo della probabilità)

Il passo successivo alla definizione delle proprietà formali della

funzione di probabilità P(.) consiste nell’individuare il valore che

assume tale funzione in corrispondenza degli eventi che appartengono

a .

A i

P(Ai)

  0 p 1

P()

P()

Quanto vale p? (sappiamo soltanto che è un numero reale compreso tra 0 e 1)

Laura Pagani – Corso di Statistica – a.a. 2014-

Oss. 8. La definizione classica della probabilità richiede il conteggio

del numero di casi favorevoli (cardinalità dell’evento) e del numero

dei casi possibili (cardinalità dello spazio campionario).

Nei casi più semplici tale operazione non è particolarmente

difficoltosa, nei casi più complessi si ricorre al calcolo combinatorio.

Esempi. Lancio dei due dadi.

A: il risultato del primo lancio è inferiore a quello del secondo

AB: il risultato del primo lancio è inferiore a quello del secondo o è pari a 2

Oppure, utilizzando il teorema 4 (delle probabilità totali)

36

15

| |

|A| P(A)  

36

17

| |

|A B| P(A B)  

  

36

17

36

4

36

6

36

15 P(A B)P(A)P(B)P(A B)   

Laura Pagani – Corso di Statistica – a.a. 2014-

Altre definizioni della probabilità

Oltre alla definizione classica della probabilità è possibile introdurre altre definizioni che rispettano gli assiomi che sono stati enunciati. Ciò significa che è possibile assegnare la probabilità ad un evento (il valore p) in modi diversi pur nel rispetto degli assiomi.

Definizione frequentista Si basa sulla replicabilità della prova e sulla analogia tra probabilità e frequenza relativa. Le prove devono essere ripetute (al limite anche all’infinito) sempre sotto le stesse condizioni (le prove sono uguali). Ad ogni replicazione della prova viene calcolata la frequenza relativa di risultati favorevoli agli eventi elementari che compongono lo spazio campionario . Se A è un evento di  e n è il numero di prove effettuate mentre n(A) è il numero di prove nelle quali A si è verificato, allora la frequenza relativa di A risulta essere

n

n(A) fn (A)

Laura Pagani – Corso di Statistica – a.a. 2014-

Si osservi d’altra parte che gli assiomi del calcolo delle probabilità

possono essere applicati anche alle frequenze relative (provare per

credere!). Questo fatto crea un collegamento tra mondo reale

(frequenze relative) e teoria (probabilità).

Fatte queste premesse è possibile introdurre la seguente

affermazione:

Postulato empirico del caso

In una serie di prove, ripetute più volte sotto le stesse condizioni, ciascuno degli eventi possibili si manifesta con una frequenza che è approssimativamente pari alla sua probabilità. L’approssimazione migliora al crescere del numero delle prove.

n

n(A) P(A) fn (A)

Laura Pagani – Corso di Statistica – a.a. 2014-

Il postulato empirico del caso, creando un collegamento tra

frequenza relativa e probabilità, è molto utile dal punto di vista

operativo, come mostrano gli esempi che seguono.

Esempio 1. Il direttore commerciale di una catena di negozi di

elettrodomestici ha compiuto un’indagine sui clienti al fine di avere informazioni sia sui loro piani di acquisto, sia sugli acquisti effettivi. A tale proposito sono stati considerati 1000 clienti ai quali è stato chiesto se, entro un anno, avevano intenzione di acquistare un elettrodomestico. Un anno dopo i 1000 clienti sono stati di nuovo intervistati al fine di verificare se dalla pianificazione fossero passati all’acquisto effettivo. I risultati dell’indagine possono essere convenientemente organizzati in una tabella di contingenza che fornisce la distribuzione congiunta delle variabili “Acquisto pianificato-AP” e “Acquisto effettivo-AE”

Laura Pagani – Corso di Statistica – a.a. 2014-

Sì No Marginale

Sì AP,AE AP,AE’ AP

No AP’,AE AP’,AE’ AP’

Marginale AE AE’ 

Sì No Totale

Sì 0.2 0.05 0.

No 0.1 0.65 0.

Totale 0.3 0.7 1

AP

AP

AF

AF

Eventi congiunti

Eventi marginali

Probabilità congiunte

Probabilità marginali

Laura Pagani – Corso di Statistica – a.a. 2014-

Definizione soggettivista

La probabilità di un evento è la valutazione che un soggetto

può coerentemente formulare, in base alle proprie

conoscenze, circa il grado di avverabilità di un evento.

Es. Lancio di una moneta.

A= si verifica testa

Dato che non si ha motivo di ritenere che la moneta sia

truccata è possibile attribuire probabilità 0.5 al verificarsi di

A. Quindi P(A)=0.5.