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Documento tratto dal corso di Statistica tenuto da Laura Pagani all'Università degli studi di Udine durante l'anno accademico 2014-2015. i concetti base della probabilità, il concetto di esperimento aleatorio, il spazio campionario ed eventi elementari, e le operazioni sugli eventi come unione, intersezione e complementare.
Tipologia: Dispense
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Laura Pagani – Corso di Statistica – a.a. 2014-
Laura Pagani – Corso di Statistica – a.a. 2014-
Laura Pagani – Corso di Statistica – a.a. 2014-
La probabilità
Associato al concetto di probabilità è il concetto di esperimento aleatorio. Un esperimento aleatorio, che indichiamo con E, è un atto o un processo la cui singola esecuzione, chiamata prova, dà luogo ad un risultato (esito) che non è certo (non è prevedibile con certezza). Un esempio: E: lancio di una moneta, lancio di un dado, estrazione di una pallina da un’urna contenente 100 palline numerate dall’uno al 100, estrazione di un consumatore da una popolazione di consumatori, ecc… Si osservi come i risultati di un esperimento casuale siano almeno due. La prova può essere scomposta in più fasi chiamate sottoprove. Ad esempio se la prova consiste nel lanciare due monete, si può pensare di scomporre tale prova in due sottoprove: il lancio della prima moneta e il lancio della seconda moneta.
Laura Pagani – Corso di Statistica – a.a. 2014-
La probabilità
Laura Pagani – Corso di Statistica – a.a. 2014-
Eventi
Diamo ora una definizione più generale di evento.
Si definisce evento un qualsiasi sottoinsieme dello spazio campionario . Oss1. Gli eventi elementari sono eventi. Oss2. Lo spazio campionario è un evento.
Gli eventi vengono indicati con le prime lettere maiuscole dell’alfabeto. Quindi se, data una prova e uno spazio campionario , A è un evento di , allora A
A volte è importante studiare le relazioni che intercorrono tra eventi. Essendo gli eventi particolari insiemi per studiarne le relazioni può essere utile fare ricorso alle operazioni su insiemi (unione, intersezione, complementazione).
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Eventi e diagrammi di Venn
Dato che gli eventi sono insiemi a volte possono essere utilmente rappresentarli mediante i diagrammi di Venn (rappresentazione grafica di un insieme). Lo spazio campionario, discreto o continuo, rappresenta l’insieme di riferimento e verrà indicato con un rettangolo, il singolo evento con un cerchio o con un’altra figura geometrica
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Eventi e diagrammi di Venn
Laura Pagani – Corso di Statistica – a.a. 2014-
Eventi e diagrammi di Venn
Laura Pagani – Corso di Statistica – a.a. 2014-
1 2 3 4 5 6
1
2
3
4
5 ^ ^ ^ ^ ^
6 ^ ^ ^ ^ ^
La tabella rappresenta lo spazio campionario , i punti rossi sono gli eventi elementari. L’evento A è tratteggiato in giallo, l’evento B in fucsia, l’evento C in arancione, l’evento D in viola.
Laura Pagani – Corso di Statistica – a.a. 2014-
Laura Pagani – Corso di Statistica – a.a. 2014-
Laura Pagani – Corso di Statistica – a.a. 2014-
Il risultato del primo lancio è inferiore a quello del secondo
I due risultati sono uguali
Il risultato del primo lancio è 2
I due risultati sono uguali e il risultato del primo lancio è 2
Il risultato del primo lancio è inferiore a quello del secondo o il risultato del primo lancio è 2
I due risultati sono uguali e maggiori di 3
Laura Pagani – Corso di Statistica – a.a. 2014-
Oss. 5. Gli elementi necessari per definire la probabilità sono lo spazio campionario , l’insieme delle parti e la funzione P(.^ ). La terna (, ,P) viene chiamata spazio di probabilità
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Proprietà assiomatiche della
funzione di probabilità
Dato un evento A (^) i si ha che
La probabilità dell’evento certo è uguale all’unità
Dati due eventi A e B, A e B , e tali che AB= (A e B sono eventi incompatibili), allora
P(A (^) i ) 0
P( ) 1
P(A B)P(A) P(B)
Laura Pagani – Corso di Statistica – a.a. 2014-
Utilizzando le proprietà assiomatiche è possibile dimostrare i seguenti teoremi:
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Assegnare la probabilità ad un evento
(calcolo della probabilità)
Quanto vale p? (sappiamo soltanto che è un numero reale compreso tra 0 e 1)
Laura Pagani – Corso di Statistica – a.a. 2014-
A: il risultato del primo lancio è inferiore a quello del secondo
AB: il risultato del primo lancio è inferiore a quello del secondo o è pari a 2
Oppure, utilizzando il teorema 4 (delle probabilità totali)
36
15
| |
|A| P(A)
36
17
| |
|A B| P(A B)
36
17
36
4
36
6
36
15 P(A B)P(A)P(B)P(A B)
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Altre definizioni della probabilità
Oltre alla definizione classica della probabilità è possibile introdurre altre definizioni che rispettano gli assiomi che sono stati enunciati. Ciò significa che è possibile assegnare la probabilità ad un evento (il valore p) in modi diversi pur nel rispetto degli assiomi.
Definizione frequentista Si basa sulla replicabilità della prova e sulla analogia tra probabilità e frequenza relativa. Le prove devono essere ripetute (al limite anche all’infinito) sempre sotto le stesse condizioni (le prove sono uguali). Ad ogni replicazione della prova viene calcolata la frequenza relativa di risultati favorevoli agli eventi elementari che compongono lo spazio campionario . Se A è un evento di e n è il numero di prove effettuate mentre n(A) è il numero di prove nelle quali A si è verificato, allora la frequenza relativa di A risulta essere
n
n(A) fn (A)
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In una serie di prove, ripetute più volte sotto le stesse condizioni, ciascuno degli eventi possibili si manifesta con una frequenza che è approssimativamente pari alla sua probabilità. L’approssimazione migliora al crescere del numero delle prove.
n
n(A) P(A) fn (A)
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elettrodomestici ha compiuto un’indagine sui clienti al fine di avere informazioni sia sui loro piani di acquisto, sia sugli acquisti effettivi. A tale proposito sono stati considerati 1000 clienti ai quali è stato chiesto se, entro un anno, avevano intenzione di acquistare un elettrodomestico. Un anno dopo i 1000 clienti sono stati di nuovo intervistati al fine di verificare se dalla pianificazione fossero passati all’acquisto effettivo. I risultati dell’indagine possono essere convenientemente organizzati in una tabella di contingenza che fornisce la distribuzione congiunta delle variabili “Acquisto pianificato-AP” e “Acquisto effettivo-AE”
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Sì No Marginale
Sì AP,AE AP,AE’ AP
No AP’,AE AP’,AE’ AP’
Marginale AE AE’
Sì No Totale
Sì 0.2 0.05 0.
No 0.1 0.65 0.
Totale 0.3 0.7 1
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