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Teorie della Crisi e dello Sviluppo Economico: Un'analisi Storica, Dispense di Storia Economica

Dispense storia dell'economia 1° anno canale C proff. Stefano Palermo e Vittoria Ferrandino

Tipologia: Dispense

2018/2019

Caricato il 08/05/2019

CesareViani020799
CesareViani020799 🇮🇹

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Storia dell’economia e dell’impresa
A.A. 2018/2019
Canale C
Lezione 5
Teorie della crisi e teorie dello
sviluppo
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Storia dell’economia e dell’impresa

A.A. 2018/

Canale C

Lezione 5

Teorie della crisi e teorie dello

sviluppo

  • bozza non corretta -

Le teorie della crisi nel pensiero economico pre-industriale Nelle teorie preindustriali, il concetto di crisi è tendenzialmente separato da quello di sviluppo.

  • Mercantilismo: assume una teoria quantitativa della ricchezza, tendenzialmente «finita»;
  • i classici (Smith, Ricardo, ecc…) introducono il concetto di produzione della ricchezza; tuttavia la crisi non è ancora pienamente interna al sistema (concezione dello stadio stazionario; influenza illuminismo e liberismo).

Il Capitale 1867, nella piena maturità del sistema capitalistico e dello stesso Marx. Obiettivo: indagare le cause scientifiche dell’evoluzione del capitalismo (e della sua fine), riprendendo alcune tesi esposte nei Manoscritti del 1844 Il pluslavoro può generare profitto o plusvalore se il capitalista corrisponde un salario che equivale ad una sola parte del tempo impiegato dall'operaio in produzione, che quindi non equivale al suo rendimento effettivo. Il tasso di plusvalore è dato da PV/V (dove PV è il plusvalore e V il capitale variabile, ovvero la forza lavoro). Il saggio di profitto è dato da PV/C+V (dove PV è il plusvalore e V il capitale variabile, ovvero la forza lavoro).

Il Capitale Tuttavia, poiché il capitalista intenderà incrementare la produttività dei fattori: all’aumentare degli investimenti complessivi sui macchinari o alla diminuzione delle ore di lavoro dell’operaio (unico elemento da cui si trae il saggio di plusvalore) si registrerà un aumento del capitale costante. Di conseguenza, essendo il saggio di profitto frutto della formula PV/C+V, All’aumentare di C (cioè del denominatore, il saggio di profitto tenderà a diminuire in maniera progressiva e inevitabile, portando, secondo Marx, alla crisi del sistema.

La «rivoluzione» marginalista Due fasi:

  • Anni Settanta: William Jevons (Teoria della politica economica, 1871); Carl Menger (Principi di economia, 1871); Leon Walras (Elementi di economica politica pura, 1874).
  • Anni Ottanta/Novanta: Alfred Marshall (Principi di Economia, 1890).

I principi del marginalismo

  • Equilibrio economico del mercato legato all’allocazione efficiente delle risorse;
  • Allocazione efficiente delle risorse all'interno di un mercato a concorrenza perfetta (ottima diffusione di informazioni).
  • Teoria del consumatore e del comportamento razionale;
  • Utilità marginale: l'incremento del livello di utilità, ovvero della soddisfazione che un individuo trae dal consumo di un bene, anzi dall’ultima unità di un bene;
  • Utilizza strumenti matematici (per definire il concetto di utilità marginale);

Keynes Teoria della domanda effettiva

  • La crisi è parte del sistema economico;
  • incertezza/aspettative;
  • diversi punti di equilibrio;
  • ruolo dello stato Teoria congiunturale, non strutturale Nel secondo dopoguerra Il Neokeynesismo la trasforma in una teoria strutturale

La nascita delle teorie dello sviluppo I mutamenti del contesto:

  • II dopoguerra;
  • Decolonizzazione;
  • Ricostruzione economica mondiale;
  • Neokeynesismo. Alcuni precursori:
  • W. Rostow, 1960, teoria degli stadi (società agricola tradizionale; fase di transizione; decollo industriale; maturità; età dei consumi di massa);
  • S. Kuznets, 1966: studia il big spurt (aumento del prodotto pro capite; incremento tasso di risparmio e di investimento; applicazione di principi scientifici e tecnologici alla produzione; crescita di popolazione e consumi; aumento dell’apporto del settore secondario e terziario al PIL);
  • A. Gerschenkron, processo imitativo rispetto al paese-guida basata sulle differenze.