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Sociologia dell'educazione - Risposte Aperte - COMPLETO, Panieri di Sociologia dell'Educazione

Sociologia dell'educazione - Risposte Aperte - COMPLETO

Tipologia: Panieri

2021/2022

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SOCIOLOGIA DELL’EDUCAZIONE – Risposte Aperte COMPLETE
Lezione 001
1. Qual è la prospettiva metodologica di trattazione di questo corso?
Questo corso, sociologia dell'educazione, ha una prospettiva metodologica di
trattazione di analisi dei processi educativi sia dal punto di vista STORICA che
COMPRENSIVO-PRATICA.
2. Cosa significa adottare una prospettiva storica e compresivo-pratica?
Per prospettiva storica s'intende il carattere storico della sociologia
dell'educazione. Questo significa comprendere in quale periodo storico le
diverse teorie sociologiche sono state elaborate. E' fondamentale comprendere
anche la dimensione territoriale. Invece, per prospettiva compresivo-pratica
s'intende un analisi che abbia possibili applicazioni in contesti educativi
concreti; inoltre serve per la comprensione delle dinamiche sociologiche che
strutturano i diversi mondi educativi.
Lezione 002
1. Elenchi le tappe principali dell’ordine di presentazione e trattazione del
corso.
Le tappe principali sono: la prima infanzia e la rilevanza della territorialità
nell’analisi sociologica dei molteplici sistemi educativi.
2. Spieghi i caratteri fondamentali dell’azione educativa che ispirano il
corso.
Azione educativa come azione collettiva per eccellenza che coinvolge attori
sociali con ruoli istituzionali differenti. Invece come azione con profili territoriali
differenti in sistemi di politiche pubbliche territoriali.
Lezione 003
6. Per quali ragioni appare importante iniziare la ricostruzione della storia
dell’educazione dalla Grecia Classica?
Una delle ragioni è il periodo storico in cui si data la nascita della democrazia e
delle Polis (Garelli-Educazione) però c’è da precisare che erano società
diseguali e fondate sull’esercizio della guerra. (Come viene illustrato dallo
studioso Weber). Il modello di società guerriera diventa sempre più complesso
ed i processi educativi avevano la funzione di far emergere nei più giovani uno
spirito guerriero.
Platone ed Aristotele sviluppano un progetto educativo tale da rendere gli
uomini guerrieri nel senso che la dialettica o ragione, strumento proprio della
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SOCIOLOGIA DELL’EDUCAZIONE – Risposte Aperte COMPLETE Lezione 001

1. Qual è la prospettiva metodologica di trattazione di questo corso? Questo corso, sociologia dell'educazione, ha una prospettiva metodologica di trattazione di analisi dei processi educativi sia dal punto di vista STORICA che **COMPRENSIVO-PRATICA.

  1. Cosa significa adottare una prospettiva storica e compresivo-pratica?** Per prospettiva storica s'intende il carattere storico della sociologia dell'educazione. Questo significa comprendere in quale periodo storico le diverse teorie sociologiche sono state elaborate. E' fondamentale comprendere anche la dimensione territoriale. Invece, per prospettiva compresivo-pratica s'intende un analisi che abbia possibili applicazioni in contesti educativi concreti; inoltre serve per la comprensione delle dinamiche sociologiche che strutturano i diversi mondi educativi. **Lezione 002
  2. Elenchi le tappe principali dell’ordine di presentazione e trattazione del corso.** Le tappe principali sono: la prima infanzia e la rilevanza della territorialità nell’analisi sociologica dei molteplici sistemi educativi. 2. Spieghi i caratteri fondamentali dell’azione educativa che ispirano il corso. Azione educativa come azione collettiva per eccellenza che coinvolge attori sociali con ruoli istituzionali differenti. Invece come azione con profili territoriali differenti in sistemi di politiche pubbliche territoriali. **Lezione 003
  3. Per quali ragioni appare importante iniziare la ricostruzione della storia dell’educazione dalla Grecia Classica?** Una delle ragioni è il periodo storico in cui si data la nascita della democrazia e delle Polis (Garelli-Educazione) però c’è da precisare che erano società diseguali e fondate sull’esercizio della guerra. (Come viene illustrato dallo studioso Weber). Il modello di società guerriera diventa sempre più complesso ed i processi educativi avevano la funzione di far emergere nei più giovani uno spirito guerriero. Platone ed Aristotele sviluppano un progetto educativo tale da rendere gli uomini guerrieri nel senso che la dialettica o ragione, strumento proprio della

filosofia

ma introduce la dimensione ereditaria che si forma in questo rapporto. Il discepolo diventa un messaggero ed un testimone del suo sapere al mondo attraverso la comunicazione. 6 Come si trasforma l’educazione durante il Rinascimento? Come spiega Le Goff, con il Rinascimento, l’educazione inizia un processo di progressiva pur se lenta laicizzazione questo causato dallo spazio della chiesa si sostituisce lentamente ai luoghi dei mercanti. Questo è favorito dall’attenzione che si danno ai luoghi pubblici. Con il Rinascimento, l’individuo ha iniziato attraverso le arti e la filosofia, un processo di demagificazione o come lo definisce lo studioso Gauchet “disicanto del mondo”, in cui si cerca di spiegare i fenomeni naturali con ricerche delle cause verificabili ed il suo funzionamento sia riscontrabile nella natura. L’educazione diventa una via per l’elaborazione del metodo scientifico- sperimentale: un metodo fondato sull’osservazione e sulla ricerca di leggi generali adeguate a spiegare in modo razionale i fenomeni analizzati. L’attenzione per l’individuo come essere unico (unicità) e di un rapporto maestro- discepolo fondato sull’esclusività e sull’unicità della relazione umana. Lezione 005

3. Quale posto assegna Montesquieu all’istruzione e alla conoscenza? Montesquieu comprende il ruolo fondamentale dell’istruzione e della conoscenza che non ha il ruolo di formare buoni governanti ma soprattutto quello di promuovere un funzionamento dell’organizzazione statuale che rispetti la libertà degli individui. Nel suo pensiero, l’istruzione e la conoscenza sono le principali vie per creare istituzioni che tutelino la libertà degli individui e la loro possibilità di conoscenza. 4. Quale rapporto esiste secondo Montesquieu tra cause naturali e cause culturali? Montesquieu comprende la diversità che esiste tra le diverse forme di stato di diversi tipi di potere: legislativo, esecutivo, giudiziario. Il passaggio dello stato di cui parli tu è il passaggio dallo stato di natura come lo definisce anche Hobbes nel De Cive (sulla cittadinanza) allo stato comunitario. Fondamentalmente si passa da uno stato dove vige la tirannia; quindi tirannico ad una forma di un buon governo eudaimonico come lo ha definito Platone

mettendo in relazione queste diversità con cause profonde : cause naturali (natura fisica) e cause culturali (natura culturale). E’ possibile comprendere queste diversità in due modi: nel primo risalendo alle cause generali che sono responsabili delle leggi particolari invece nel secondo attraverso l’elaborazione dei principi che costituiscono un livello intermedio. Risolve il dilemma che attraverserà la sociologia successiva sulla priorità delle cause strutturali rispetto a quelle culturali e/o viceversa. L’educazione in un simile sistema occupa un posto di assoluto rilievo è innanzitutto potenza critica, possibilità di conoscere i limiti delle varie morfologie sociali e politiche, ed è secondariamente, possibilità di elaborare leggi illuminate, leggi che abbiano in esse gli anticorpi contro l’assolutismo e il dispotismo. Montesquieu aveva anticipato i tempi poiché aveva intuito che l’analisi storica applicata alla conoscenza del reale richiedeva una generalizzazione ed una tipizzazione per identificare i modelli utili a classificare ed analizzare la molteplicità della realtà. Aveva compreso che le leggi variano al variare dei contesti e sono un prodotto umano e storico. Lezione 006

. Quali dimensioni nell’analisi del XVIII sec. appaiono rilevanti ai fini della ricostruzione della storia dell’educazione? Il XVIII secolo offre concetti e novità per la storia dell’educazione: il carattere critico della conoscenza e dei percorsi educativi, la complessità del processo di razionalizzazione. I diversi cambiamenti avvenuti nel tempo, connessi a eventi come l’Illuminismo, l’industrializzazione, l’urbanizzazione, hanno portato a scoprire l’educazione quale mezzo per garantire la convivenza, la struttura sociale e l’ordine, scoprendo così la valenza sociale dell’educazione (Educazione e socializzazione – lineamenti di sociologia dell’educazione). . Quale apporto offre J.J. Rousseau alla storia dell’Illuminismo e dell’educazione in particolare? Nel pensiero politico e pedagogico di Rousseau, la ragione e la sua pratica non possono essere totalmente sostitutive della fede religiosa, al contrario la fede religiosa può supplire la ragione, e di fronte a varie questioni ed in vari momenti, essa può contribuire a marcare i limiti della ragione. Nel pensiero politico e pedagogico di Rousseau, la ragione e la sua pratica non possono essere totalmente sostitutive della fede religiosa, al contrario la fede religiosa può supplire la ragione, e di fronte a varie questioni ed in vari momenti, essa può contribuire a marcare i limiti della ragione. Per quel che riguarda la pedagogia, Rousseau non è ciecamente fiducioso nel progresso, riconosce un

generale dei costumi, riconosce il perdurare delle diseguaglianze sociali e sottolinea l’importanza dell’attenzione alla condizione storico-naturale degli individui, alla loro età, al loro processo di maturazione, egli afferma un’attenzione all’individualità ed al tempo stesso la funzione insostituibile, nell’educazione, dei sentimenti di pietà e di gratitudine. L’illuminismo è un movimento di pensiero che esalta la ragione ponendo come guida, strumento per orientare le proprie azioni Il motto dell’Illuminismo come afferma Kant (padre dell’illuminismo)” sapere aude” : abbi fiducia nel tuo intelletto. Poi Rousseau insieme a D’Alembert e Diderot ha dato all’ Encyclopedie (Enciclopedia) che racchiudeva tutto lo scibile, oltre che essere anche una testimonianza importante del progresso nelle scoperte e ricerche scientifiche del tempo. Per quanto riguarda l’educazione il riferimento è all’ “Emile“ (Emilio) in cui si tratta di un certo tipo di educazione che sia guidata dalla ragione per poi condurre un esistenza autentica; appunto illuminata dalla ragione per essere anche sempre padroni di sé stessi ; e dunque nel saper discernere con raziocinio la realtà. Lezione 007

04. Lo storicismo tedesco di fine 700’ e, specificamente, quello derivante dal pensiero di Humboldt, quale contributo offre alla formazione della sociologia? Il pensiero di Humboldt offre un contributo alla formazione della sociologia poiché è utile per comprendere la nascita della Sociologia. Humboldt è un attento lettore di Kant, egli riflette sul rapporto tra l’io e il mondo e intuisce che porre la subordinazione del reale allo spirituale significherebbe scegliere la “uniformità” a danno “dell’armonia”, con conseguenze insopportabili sul “compito della cultura” che deve mirare non all’unilateralità oppressiva ma alla perfezione delle facoltà (di tutte le facoltà) dell’uomo posto in rapporto con il mondo. Il contributo della prospettiva storica alla nascita della sociologia si realizza anche attraverso la centralità che la prospettiva storica conferisce all’individuo. Non si tratta unicamente della centralità attribuita ad alcune personalità (sovrani, eroi, profeti) ma della centralità attribuita all’uomo come essere libero ed artefice della propria storia. 05 Qual è la concezione dell’educazione proposta da Humboldt? Secondo Humboldt, l’educazione è un processo sociale nel quale da un lato emergono tutti i condizionamenti, da quelli ad esempio linguistici e lessicali a quelli, sempre ad esempio, relazionali, che le diverse società esercitano sugli individui, e nel quale, dall’altro lato, emerge la facoltà individuale di rielaborare in maniera personale le norme ed i valori socialmente accettati.

06. In quale periodo storico e in quale tradizione filosofica si situa il pensiero di W. Von Humboldt? Lo storicismo tedesco si sviluppa a fine Ottocento, inizi Novecento, XVIII secolo. È il periodo storico in cui nascono tutti quei orientamenti di pensiero dello storicismo che riflettono sulla condizione umana dando anche importanza alla soggettività, unicità del singolo che diviene il nuovo approccio per comprendere l’essere. Comprendere l’essere vuol dire comprendere l’essere la persona che si ha davanti partendo dal proprio vissi coscienziale senza adottare uno sguardo oggettivamente; ma che invece rivela prossimità, vicinanza, apertura, comprensione, compassione. W. Von Humboldt occupa un posto di rilievo in questa filosofia dello storicismo che è situato nel 1879, periodo in cui Werner pubblica un libro su Vico. **Lezione 008

  1. Quali sono i tratti più originali del pensiero comtiano.** I tratti più originali del pensiero comtiano si possono riassumere in 4 punti:
    1. I caratteri del suo evoluzionismo;
    2. L’importanza di elementi non materiali condizionanti (credenze, sentimenti e valori) l’agire umano; 3) La concezione dello sviluppo umano; 4) La concezione della religione. 1) Nel suo pensiero, Comte intende la scienza sociale come sintetica e propone la conoscenza delle leggi generali dell’evoluzione umana che scoprirà un determinismo globale in cui gli uomini potranno modificare. Tutto questo viene riassunto secondo il suo linguaggio: fatalità modificabile. il positivismo in quanto osservazione; e quindi poi spiegazione oggettiva della realtà ammetta anche che la realtà possa cambiare proprio perché vi possono essere dei condizionamenti esterni( sociali-economici- politici)che ne possono modificare il corso. La realtà è pur sempre soggetta al divenire. La scienza deve con i suoi strumenti, con la dialettica spiegare questi cambiamenti in manierante appunto critica. Comte assegna anche un altro compito allo scienziato sociale è quello di intervenire per il modificare il corso degli eventi. Il pensiero politico di Comte è coerente con la funzione educativa dello scienziato sociale. Secondo Comte, l’ordine politico della società riflette le idee del popolo che di conseguenza per intervenire sull’ordine politico occorre fare in modo che gli uomini pensino in modo diverso. 2) Comte dà importanza agli elementi non materiali condizionanti (credenze, sentimenti e valori), analizzandole e dandogli l’importanza nello studio

Ritiene che gli uomini agiscano spinti da un interesse personale utilitarista, si interroga su come gli individui possono contribuire al progresso morale della società. Gli individui sviluppano una simpatia verso gli altri, non si considera più il singolo individuo ma l'umanità. Per Mill l'educazione ha un ruolo essenziale, nella prima infanzia è riservata alle famiglie, capacità di suscitare nei bambini pensieri positivi verso gli altri, coetanei o adulti. Dopo la famiglia inizia il compito dell'istruzione, a quei tempi principalmente elitaria (privata), determinati sentimenti e principi per gli altri attraverso dei culti e delle professioni.

5. Quali sono i punti di forza e quali i punti di debolezza del sistema educativo proposto da Comte? Comte aveva attribuito alle donne la capacità naturale di provare questi sentimenti di socializzazione, ma allo stesso tempo aveva ristretto la loro vita sociale delimitandola all'espressione di questa predisposizione educativa all'interno delle mura casalinghe Mill crede nella parità dei generi, riconosce che anche le donne possono avere una vita pubblica. Lezione 10 Cosa intendiamo per “Sociologia Formale”? Simmel definisce la Sociologia come una “Sociologia Formale”. Intende la sociologia come una ricerca delle forme, dei caratteri non variabili e dei fenomeni. Si tratta di un’operazione caratteristica del metodo induttivo e come sottolinea Aron essenziale per la definizione del metodo di analisi della sociologia. E’ importante la riflessione metodologica di Simmel; egli esprime una definizione della sociologia formale , come specifica scienza sociale che studia le forme stabili della vita sociale a prescindere dai loro contenuti storici. **(Educazione e socializzazione. Lineamenti di sociologia dell’educazione - l. Benadusi, A. Censi, V. Fabretti).

  1. Qual è il contributo di Simmel alla sociologia dell’educazione?** La scoperta dell’ importanza della relazione sociale nella costituzione della società e per la conoscenza della società appare fondamentale per la sociologia dell’educazione. Così come appare fondamentale il processo di individualizzazione descritto da Simmel, il bisogno costante degli individui sia di appartenere ai differenti gruppi sociali (famiglia, scuola, amici, gruppi professionali) sia di distinguersi in essi, di essere riconosciuti e di riconoscersi nelle loro individualità. Un altro tratto dell’analisi simmeliana che sembra utile sottolineare riguarda l’ambivalenza delle relazioni sociali analizzate. L’autore riesce a mettere in luce non solo gli aspetti che potremmo definire positivi del fenomeno, ma sottolinea

anche gli aspetti meno positivi, il condizionamento che essa può esercitare sul comportamento degli individui. Per quanto riguarda la sociologia, è importante la riflessione metodologica di Simmel; egli esprime una definizione della sociologia formale , come specifica scienza sociale che studia le forme stabili della vita sociale a prescindere dai loro contenuti storici. Sono due gli aspetti rilevanti che Simmel elabora: Da un lato propone una sociologia, che non potendo formulare leggi generali e universali, cerca il suo oggetto di studio nella pura “ sociazione” , ossia nell’interazione tra individui, nello stare insieme. Dall’altro lato propone il concetto di irriducibilità della soggettività alla socialità. L’individuo è associato alla società e fa parte di essa solo per alcuni aspetti, per altri invece ne è esterno. Dunque la società è formata da elementi diseguali. Secondo Simmel “noi siamo tutti frammenti non solo dell’uomo in generale, ma anche di noi stessi” ; dunque alla frammentazione interna (individuale), si aggiunge la frammentazione esterna di una società differenziata, che l’individuo non riesce a percepire nel suo insieme. Simmel dedica particolare attenzione a due temi del panorama moderno: l’industrializzazione e l’urbanizzazione. Simmel afferma e sostiene che nelle metropoli moderne, l’individuo sostiene una molteplicità di relazioni con gli altri individui, ma esse sono mantenute da rapporti mediati dal denaro e assolutamente oggettivi. Questo processo di oggettivazione delle relazioni sociali comporta il prevalere di una cultura della razionalità rispetto alla cultura del sentimento. Nel pensiero di Simmel, la valenza sociale dell’educazione va cercata nel ruolo ad essa attribuito, di ricondurre alla soggettività e di “umanizzare” lo sviluppo della cultura moderna. L’educazione deve promuovere la “piena umanità” attraverso il potenziamento dell’autonomia di pensiero e dell’individualità dei soggetti. Dunque ritorna così il problema relativo alla coesione e all’ordine caratteristico di una società che vive in un clima di tensioni conflittuali. (Educazione e socializzazione. Lineamenti di sociologia dell’educazione - l. Benadusi, A. Censi, V. Fabretti)

6. Qual è per Simmel l’oggetto di studio della Sociologia? L'oggetto della Sociologia è lo studio dell’associazione tra gli individui, ovvero delle relazioni sociali. Simmel trae dalla socievolezza degli esseri umani, da quel carattere sociale dell’essere umano già identificato da Aristotele, la specificità dello studio sociologico. Per definire l’oggetto di studio della sociologia parla di “reciprocità di influenze” e di “reciprocità di causazione” tra elementi

esprime un’appartenenza alla specie umana. L’uomo alienato non riesce a realizzare tutte le potenzialità del suo essere umano. La storia, intesa come stato contemporaneo della società capitalistica, opera sull’uomo dissociandolo dalla sua origine naturale, trasformandolo in qualcosa di diverso dall’essere uomo. L’alienazione sia del borghese che del proletario, scaturita dalla divisione interna del lavoro tra manuale e intellettuale (“dove il lavoro è diviso anche l’uomo è diviso”) - (Educazione e socializzazione. Lineamenti di sociologia dell’educazione - l. Benadusi, A. Censi, V. Fabretti). Lezione 012

3. Spieghi il contributo di Marx alla sociologia dell’educazione. L’apporto di Marx alla sociologia dell’educazione è inquadrabile nella cornice dell’analisi delle ideologie, del ruolo degli intellettuali e della lotta di classe. Marx contribuisce alla nascita e alla formazione di associazioni che promuovono la formazione alla coscienza di classe, egli si pone il tema dell'acquisizione della consapevolezza della propria condizione da parte dell'intera classe del proletario. Marx lascia quindi in eredità la possibilità dei sistemi educativi di contribuire alla riproduzione dei sistemi di disuguaglianza che strutturano le diverse società. Inoltre Marx, con la sua teoria sociale del lavoro e la complementare teoria dell'alienazione traccia la via attraverso la quale gli uomini possono sfuggire allo sfruttamento e all’alienazione. Secondo Marx l'Istruzione, può contribuire a rendere ciascuno cosciente non solo delle proprie inclinazioni lavorative e dei propri bisogni ma anche della propria umanità, ossia dell’appartenenza ad una comune condizione umana, e della necessità di scoprire, prendere coscienza e rivelare al mondo la propria dignità umana. Il pensiero di Marx pur non proponendo delle riflessioni strettamente in termini di sociologia dell’educazione, ha influenzato parte del pensiero sociologico, poiché possiede al suo interno una componente pedagogica legata all’interesse per l’istruzione e ai problemi per la natura umana. Marx sostiene che non è la coscienza degli uomini che determina il loro essere sociale ma il contrario: è l’essere sociale che determina la loro coscienza (l’essere individuale), in apparente accordo con Durkheim; ma alla base dell’essere sociale, per Marx non esiste alcun assunto morale, bensì un principio puramente economico. Egli sostiene che la struttura di base di ogni società è costruita dai modi di produzione, ossia l’insieme del rapporti di produzione e delle forze di produzione, che la condizionano nei suoi processi e nelle sue impalcature sociali, ossia nella sua sovra-struttura.

Nell’opera “L’ideologia tedesca” (1845), Marx, insieme ad Engels, sostiene che “la classe che dispone dei mezzi di produzione materiale dispone con ciò in pari tempo dei mezzi della produzione intellettuale”, la scuola non fa che confermare le idee della classe dominante ma l’educazione potrebbe avviare un processo di mutamento grazie al potere rivoluzionario insito in essa, in quanto elemento di trasformazione sociale. La funzione negativa di riproduzione dei rapporti di classe vigenti e di legittimazione delle strutture di potere esistenti, svolte dalla scuola, potrebbero lasciare spazio alla produzione e creazione di nuovi valori tramite una prassi educativa che mira all’emancipazione degli uomini dalla condizione di assoggettamento e divisione in classi; solo così esisterebbe un uomo interamente sviluppato. Marx ritiene che il sistema d’istruzione dovrebbe essere pubblico, decentrato e democratizzato e l’istruzione avrebbe dovuto svincolarsi dal controllo della chiesa e dalle forze governatrici, ed essere affidata ad una gestione autonoma di autorità locali, elette direttamente dal popolo. Secondo Marx una società si definisce per la sua struttura economica (complesso di relazioni dialettiche tra le forze produttive in un determinato modello di produzione storicamente determinato); tutto il resto per lui è sovrastrutturale e dipendente da una determinata struttura economica: istituzioni politiche e giuridiche, i modi di pensare, le filosofie le ideologie e le religioni. Secondo Marx l’educazione si realizza all’insegna della contraddizione e dell’antagonismo tra le classi; essa appartiene alla dimensione sovrastrutturale ed è determinata dalla struttura sociale. Marx esprime una concezione sia negativa, sia positiva. Negativa perché critica l’educazione secondo la concezione borghese e le condizioni disastrose dell’educazione popolare. Bisogna combattere l’educazione perché: Conferma le posizioni sociali e l’ideologia della classe dominante. Il modello educativo e il sistema formativo delle società industriali sono voluti, plasmati e governati dalla classe dominante. - È strumento di oppressione nei confronti delle classi subalterne. Nella sua concezione positiva: l’educazione è una variabile dipendente che conferma e riproduce la realtà dei rapporti sociali. E’ un elemento significativo all’interno del processo rivoluzionario di risoluzione dei conflitti di classe (società di uguali). Per Marx l’educazione è funzionale ai processi sociali generali sia nel dominio di classe che come mezzo di presa di coscienza e riappropriazione della propria umanità e come strumento per la rivoluzione e l’avvento di una società senza classi. L’educazione ha un ruolo importante nell’emancipazione dell’uomo e della società. Educazione E Socializzazione. Lineamenti Di Sociologia Dell’educazione - L.Benadusi, A.Censi, V.Fabretti

fenomeni sociali, le condizioni economiche vanno analizzate alla luce di tante altre

condizioni che genericamente potremmo definire contestuali e sociali e che rivelano l’importanza analitica dei meccanismi sociali attraverso i quali i singoli individui accettano le norme di comportamento ed i valori dei gruppi sociali di appartenenza e di riferimento. I punti di debolezza dell’apporto di Marx all’istituzionalizzazione della sociologia ruotano intorno alla sua concezione della storia ed al meccanismo di storicizzazione che appare troppo deterministico e monodimensionale nel suo svolgimento, non riuscendo a valorizzare la variabilità storica e la ricchezza delle condizioni dalle quali dipende l’agire degli individui. Marx con il materialismo storico o dialettico mostra una visione dell’uomo nella storia che lavora compiendo sempre lo stesso gesto in maniera frenetica. Quindi il lavoro poi conduce l’uomo ad un logoramento, a ciò che i psicologi del profondo definiscono appiattimento o ispessimento dell’anima, della coscienza; fondamentale si tratta di una desoggetivizzazione del medesimo, una perdita dell’unicità, l’anima, lo Spirito che si infonde nell’opera. Lezione 014

6. Delinei i tratti che avvicinano il pensiero durkheimiano a quello weberiano. Weber muove dall’analisi delle azioni interindividuali. Durkheim muove dall’analisi della società. Durkheim – come Weber – prende in considerazione la pluralità causale e come Weber considera la molteplicità delle pluralità causali che determinano i differenti fenomeni. Le cause economiche intervengono nei rapporti causali analizzati da Durkheim ma la loro funzione varia al variare dei rapporti causali. Weber attribuisce un primato logico agli individui mentre Durkheim attribuisce un primato logico all’analisi del sociale. In entrambi, il processo di sviluppo del razionalismo è un processo storicosociale, non automatico ma condizionato nel suo divenire da specifiche condizioni istituzionali e cognitivo-normative. Per entrambi, il processo di individualizzazione costituisce un ambito di analisi privilegiato per indagare la complessità dei processi di modernizzazione e di integrazione sociale. 7. Spieghi l’olismo metodologico di Durkheim. Durkheim ritiene che l’analisi sociologica debba considerare prioritariamente la società (olismo metodologico). Per Durkheim, la Società è di più della somma delle sue parti, cioè degli individui. L’opera di Durkheim rientra, infatti, nelle teorie olistiche sulla Società vista come un intero organismo indipendente, nella sua

. Metta a confronto la concezione della divisione del lavoro di Marx e Durkheim. Marx focalizza le conseguenze della divisione del lavoro sul lavoratore, sulla condizione di alienazione dell’uomo moderno e sul conflitto di classe. La divisione del lavoro diventa separazione ed estraneità dell'uomo dal prodotto del suo lavoro e, allo stesso tempo, causa della sua impossibilità di riconoscersi come uomo. La divisione del lavoro provoca un ripiegamento dell’uomo su stesso, l’amputazione delle sue potenzialità pubbliche. Marx ha scritto “Il capitale“ ed il lavoro in Marx è finalizzato proprio all’accumulo di capitale ,di denaro perché l’uomo più produce più guadagna. Il valore dell’uomo che lavora si esaurisce, limita a ciò. Durkheim ha una concezione più generale e polivalente della divisione del lavoro, comprende:

  1. Che la divisione del lavoro, per molti aspetti, se analizzata in una prospettiva storica, è un processo irreversibile.
  2. Che riguarda numerosissime dimensioni della vita sociale e non esclusivamente quella economica.
  3. Che la sua efficienza deriva da specifiche condizioni, che essa rimanda ad un’analisi istituzionale della vita sociale e, più specificatamente, ai sistemi formativi e valoriali che regolano una determinata società. **Lezione 016
  4. Esponga la teoria del dono di M. Mauss.** M. Mauss riprenderà la parte dell'analisi duekheimiana che riguarda gli elementi non contrattuali. Mauss sviluppa “la teoria del dono”. Mentre stava studiando il comportamento degli abitanti delle isole della Polinesia scopre che nello scambio di doni avviene la comunicazione tra diverse appartenenze sociali, alimentazione di rapporti di dominazione e definizione di modi di essere sociali. Anche nei processi educativi, contemporaneamente, scopriamo che tramite il dono si instaura un sistema di obbligazioni sociali. E’ una teoria utile perché in una società specifica forma l’individualità in una società specifica e nel sistema di convenzioni che la strutturano. 09. Spieghi il concetto durkheimiano di anomia.

Uno dei principali problemi delle società contemporanee è l’anomia , etimologicamente l’assenza di norme. Nel concetto di anomia coesistono due distinti processi sociali:

  • l’assenza di norme (il fatto che alcuni processi sociali non sono formalmente codificati e, conseguentemente, sanzionati).
  • L’assenza di norme adeguate , idonee a regolare la specificità e le trasformazioni storiche di determinati processi. Lezione 017 Illustri i principali apporti di Durkheim alla sociologia dell’educazione. Alcuni autori come Durkheim e Weber hanno individuato nel processo educativo un ruolo di “strumento” adatto a rispondere ai bisogni della società nel mantenere l’ordine sociale. L’educazione racchiude così l’insieme dei meccanismi che la società può mettere in atto per garantirsi sopravvivenza e continuità. Considerato il padre fondatore della sociologia dell’educazione, Durkheim salda il legame tra educazione e società, nei termini di una stretta dipendenza della prima dalla seconda. Con Durkheim l’educazione diventa la risposta alle nuove necessità sociali; l’azione educativa serve a mantenere, legittimare e trasmettere l’ordine morale necessario alla sopravvivenza della società che si fonda sulla coscienza collettiva. Quest’ultima per Durkheim rappresenta l’insieme di regole, rappresentazioni e modelli di comportamento condivisi all’interno della società, che servono a guidare l’agire degli individui. (Educazione E Socializzazione. Lineamenti Di Sociologia Dell’educazione - L.Benadusi, A.Censi, V.Fabretti) Esponga i temi trattati nell’opera Evolution pédagogique en France. Lezione 018 Illustri le prime ricerche weberiane, ed in particolare, quella sul lavoro agricolo in Germania Le prime ricerche weberiane: lavoro agricolo iniziata nel 1891 e quella sulla borsa. Il lavoro agricolo mette in luce il diverso comportamento dei contadini. A sud-ovest preferiscono il lavoro salariato o emigrazione invece quelli dell’est accettato il lavoro fisso offerto dai Junker. Weber nota la differente disponibilità al rischio ed alla mobilità dei contadini tra il sud-ovest ed est. Mettendo in relazione la differente struttura della proprietà terriera, in cui ad ovest e sud