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Risposte APERTE - SOCIOLOGIA DELL'EDUCAZIONE - Prof. Vinci Fiorella, Prove d'esame di Sociologia

Risposte APERTE - SOCIOLOGIA DELL'EDUCAZIONE - Prof. Vinci Fiorella - scienze dell'educazione e della formazione. Lascia una recensione se ti è piaciuto questo documento. Grazie.

Tipologia: Prove d'esame

2023/2024

In vendita dal 27/04/2024

Omar.Funaro
Omar.Funaro 🇮🇹

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SOCIOLOGIA DELL'EDUCAZIONE
scienze dell'educazione e della formazione
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Set domande APERTE

SOCIOLOGIA DELL'EDUCAZIONE

scienze dell'educazione e della formazione

Prof. Vinci Fiorella

Lezione 003

06. Per quali ragioni appare importante iniziare la ricostruzione della storia dell’educazione dalla Grecia Classica? Una delle ragioni è il periodo storico in cui si data la nascita della democrazia e delle Polis poiché,Il modello di società guerriera diventa sempre più complesso ed i processi educativi avevano la funzione di far emergere nei più giovani uno spirito guerriero. Platone ed Aristotele sviluppano un progetto educativo tale da rendere gli uomini guerrieri nel senso che hanno un’anima virtuosa. 07. Perché le prime scuole filosofiche appaiono luoghi privilegiati del processo di razionalizzazione occidentale? Nella Grecia Classica, IV-V secolo a.C. , nascono le prime scuole filosofiche.. nasce l’ars retorica e della politica. Con Platone nasce la “paideia” progetto educativo con fine pedagogico dando vita al metodo della maieutica in cui permette al maestro di tirar fuori dall’allievo pensieri e risorse personali o arte del far partire la verità (Educazione – Garelli). Importanza del dialogo anche interiore. Platone nei suoi dialoghi, parla con tutti suoi interlocutori cercando di farli arrivare alla verità, chiarendo i dubbi portando alla luce la verità (confutazione). Aristotele dà molta importanza al dialogo portando avanti l’ars retorica. Inoltre, nasce un nuovo rapporto tra maestro e discepolo (Locke): è importante perché indica la formazione dell’educazione come processo politico di trasformazione del rapporto di dominazione e di ricerca di nuove forme. Lezione 004 5 Quale rapporto offre il Cristianesimo alla storia dell’educazione? il logos come parola, diventa l’incipit per l’individuo di dare all’altro qualcosa del sé e di conoscersi attraverso il dono di sé. Inoltre, il rapporto maestro discepolo cambia. Il discepolo diventa un messaggero ed un testimone del suo sapere al mondo attraverso la comunicazione. 6 Come si trasforma l’educazione durante il Rinascimento? L’educazione diventa una via per l’elaborazione del metodo scientifico sperimentale: fondato sull’osservazione e sulla ricerca di leggi generali adeguate a spiegare in modo razionale i fenomeni analizzati. . Lezione 005

afferma Kant (padre dell’illuminismo)” sapere aude” : abbi fiducia nel tuo intelletto. Poi Rousseau insieme a D’Alembert e Diderot ha dato all’ Encyclopedie (Enciclopedia) che racchiudeva tutto lo scibile, oltre che essere anche una testimonianza importante del progresso nelle scoperte e ricerche scientifiche del tempo. Per quanto riguarda l’educazione il riferimento è all’ “Emile“ (Emilio) in cui si tratta di un certo tipo di educazione che sia guidata dalla ragione per poi condurre un esistenza autentica; appunto illuminata dalla ragione per essere anche sempre padroni di sé stessi ; e dunque nel saper discernere con raziocinio la realtà. Lezione 007

04. Lo storicismo tedesco di fine 700’ e, specificamente, quello derivante dal pensiero di Humboldt, quale contributo offre alla formazione della sociologia? Il pensiero di Humboldt offre un contributo alla formazione della sociologia poiché è utile per comprendere la nascita della Sociologia. Humboldt è un attento lettore di Kant, egli riflette sul rapporto tra l’io e il mondo e intuisce che porre la subordinazione del reale allo spirituale significherebbe scegliere la “uniformità” a danno “dell’armonia”, con conseguenze insopportabili sul “compito della cultura” che deve mirare non all’unilateralità oppressiva ma alla perfezione delle facoltà (di tutte le facoltà) dell’uomo posto in rapporto con il mondo. Il contributo della prospettiva storica alla nascita della sociologia si realizza anche attraverso la centralità che la prospettiva storica conferisce all’individuo. Non si tratta unicamente della centralità attribuita ad alcune personalità (sovrani, eroi, profeti) ma della centralità attribuita all’uomo come essere libero ed artefice della propria storia. 05 Qual è la concezione dell’educazione proposta da Humboldt? Secondo Humboldt, l’educazione è un processo sociale nel quale da un lato emergono tutti i condizionamenti, da quelli ad esempio linguistici e lessicali a quelli, sempre ad esempio, relazionali, che le diverse società esercitano sugli individui, e nel quale, dall’altro lato, emerge la facoltà individuale di rielaborare in maniera personale le norme ed i valori socialmente accettati. 06. In quale periodo storico e in quale tradizione filosofica si situa il pensiero di W. Von Humboldt? Lo storicismo tedesco si sviluppa a fine Ottocento, inizi Novecento, XVIII secolo. È il periodo storico in cui nascono tutti quei orientamenti di pensiero dello storicismo che riflettono sulla condizione umana dando anche importanza alla soggettività, unicità del singolo che diviene il nuovo approccio per comprendere l’essere. Comprendere l’essere vuol dire comprendere l’essere la persona che

si ha davanti partendo dal proprio vissi coscienziale senza adottare uno sguardo oggettivamente; ma che invece rivela prossimità, vicinanza, apertura, comprensione, compassione. W. Von Humboldt occupa un posto di rilievo in questa filosofia dello storicismo che è situato nel 1879, periodo in cui Werner pubblica un libro su Vico. Lezione 008

4. Quali sono i tratti più originali del pensiero comtiano. I tratti più originali del pensiero comtiano si possono riassumere in 4 punti: 1) I caratteri del suo evoluzionismo; 2) L’importanza di elementi non materiali condizionanti (credenze, sentimenti e valori) l’agire umano; 3) La concezione dello sviluppo umano; 4) La concezione della religione. 1) Nel suo pensiero, Comte intende la scienza sociale come sintetica e propone la conoscenza delle leggi generali dell’evoluzione umana che scoprirà un determinismo globale in cui gli uomini potranno modificare. Tutto questo viene riassunto secondo il suo linguaggio: fatalità modificabile. il positivismo in quanto osservazione; e quindi poi spiegazione oggettiva della realtà ammetta anche che la realtà possa cambiare proprio perché vi possono essere dei condizionamenti esterni( sociali- economicipolitici)che ne possono modificare il corso. La realtà è pur sempre soggetta al divenire. La scienza deve con i suoi strumenti, con la dialettica spiegare questi cambiamenti in manierante appunto critica. Comte assegna anche un altro compito allo scienziato sociale è quello di intervenire per il modificare il corso degli eventi. Il pensiero politico di Comte è coerente con la funzione educativa dello scienziato sociale. Secondo Comte, l’ordine politico della società riflette le idee del popolo che di conseguenza per intervenire sull’ordine politico occorre fare in modo che gli uomini pensino in modo diverso. 2) Comte dà importanza agli elementi non materiali condizionanti (credenze, sentimenti e valori), analizzandole e dandogli l’importanza nello studio della società. Comte afferma che la società è basata sull’accordo degli animi (differenza con Montesquieu, Tocqueville e Marx); in cui pensa che non esiste nessuna società nella quale i membri hanno le stesse credenze. Comte ritiene che l’uomo è formato da sentimenti, attività ed intelligenza. L’impulso delle attività, secondo il suo pensiero, proviene dal cuore invece l’intelligenza ha la funzione di guidare e controllare le azioni.

5. Quali sono i punti di forza e quali i punti di debolezza del sistema educativo proposto da Comte? Comte aveva attribuito alle donne la capacità naturale di provare questi sentimenti di socializzazione, ma allo stesso tempo aveva ristretto la loro vita sociale delimitandola all'espressione di questa predisposizione educativa all'interno delle mura casalinghe Mill crede nella parità dei generi, riconosce che anche le donne possono avere una vita pubblica. Lezione 10 Cosa intendiamo per “Sociologia Formale”? Simmel definisce la Sociologia come una “Sociologia Formale”. Intende la sociologia come una ricerca delle forme, dei caratteri non variabili e dei fenomeni. Si tratta di un’operazione caratteristica del metodo induttivo e come sottolinea Aron essenziale per la definizione del metodo di analisi della sociologia. E’ importante la riflessione metodologica di Simmel; egli esprime una definizione della sociologia formale , come specifica scienza sociale che studia le forme stabili della vita sociale a prescindere dai loro contenuti storici. **(Educazione e socializzazione. Lineamenti di sociologia dell’educazione - l. Benadusi, A. Censi, V. Fabretti).

  1. Qual è il contributo di Simmel alla sociologia dell’educazione?** La scoperta dell’ importanza della relazione sociale nella costituzione della società e per la conoscenza della società appare fondamentale per la sociologia dell’educazione. Così come appare fondamentale il processo di individualizzazione descritto da Simmel, il bisogno costante degli individui sia di appartenere ai differenti gruppi sociali (famiglia, scuola, amici, gruppi professionali) sia di distinguersi in essi, di essere riconosciuti e di riconoscersi nelle loro individualità. Un altro tratto dell’analisi simmeliana che sembra utile sottolineare riguarda l’ambivalenza delle relazioni sociali analizzate. L’autore riesce a mettere in luce non solo gli aspetti che potremmo definire positivi del fenomeno, ma sottolinea anche gli aspetti meno positivi, il condizionamento che essa può esercitare sul comportamento degli individui. Per quanto riguarda la sociologia, è importante la riflessione metodologica di Simmel; egli esprime una definizione della sociologia formale , come specifica scienza sociale che studia le forme stabili della vita sociale a prescindere dai loro contenuti storici. Sono due gli aspetti rilevanti che Simmel elabora:

Da un lato propone una sociologia, che non potendo formulare leggi generali e universali, cerca il suo oggetto di studio nella pura “ sociazione” , ossia nell’interazione tra individui, nello stare insieme. Dall’altro lato propone il concetto di irriducibilità della soggettività alla socialità. L’individuo è associato alla società e fa parte di essa solo per alcuni aspetti, per altri invece ne è esterno. Dunque la società è formata da elementi diseguali. Secondo Simmel “noi siamo tutti frammenti non solo dell’uomo in generale, ma anche di noi stessi” ; dunque alla frammentazione interna (individuale), si aggiunge la frammentazione esterna di una società differenziata, che l’individuo non riesce a percepire nel suo insieme. Simmel dedica particolare attenzione a due temi del panorama moderno: l’industrializzazione e l’urbanizzazione. Simmel afferma e sostiene che nelle metropoli moderne, l’individuo sostiene una molteplicità di relazioni con gli altri individui, ma esse sono mantenute da rapporti mediati dal denaro e assolutamente oggettivi. Questo processo di oggettivazione delle relazioni sociali comporta il prevalere di una cultura della razionalità rispetto alla cultura del sentimento. Nel pensiero di Simmel, la valenza sociale dell’educazione va cercata nel ruolo ad essa attribuito, di ricondurre alla soggettività e di “umanizzare” lo sviluppo della cultura moderna. L’educazione deve promuovere la “piena umanità” attraverso il potenziamento dell’autonomia di pensiero e dell’individualità dei soggetti. Dunque ritorna così il problema relativo alla coesione e all’ordine caratteristico di una società che vive in un clima di tensioni conflittuali. (Educazione e socializzazione. Lineamenti di sociologia dell’educazione - l. Benadusi, A. Censi, V. Fabretti)

06. Qual è per Simmel l’oggetto di studio della Sociologia? L'oggetto della Sociologia è lo studio dell’associazione tra gli individui, ovvero delle relazioni sociali. Simmel trae dalla socievolezza degli esseri umani, da quel carattere sociale dell’essere umano già identificato da Aristotele, la specificità dello studio sociologico. Per definire l’oggetto di studio della sociologia parla di “reciprocità di influenze” e di “reciprocità di causazione” tra elementi diversi. Per Simmel, la realtà è una rete di relazioni reciproche tra elementi diversi. **Lezione 11

  1. Illustri la teoria marxiana del lavoro.** Per Marx, il lavoro è il fattore dinamico per eccellenza che una volta incorporato nelle merci contribuisce a determinare il valore creando il loro plus-valore.

Lezione 012

03. Spieghi il contributo di Marx alla sociologia dell’educazione. L’apporto di Marx alla sociologia dell’educazione è inquadrabile nella cornice dell’analisi delle ideologie, del ruolo degli intellettuali e della lotta di classe. Marx contribuisce alla nascita e alla formazione di associazioni che promuovono la formazione alla coscienza di classe, egli si pone il tema dell'acquisizione della consapevolezza della propria condizione da parte dell'intera classe del proletario. Marx lascia quindi in eredità la possibilità dei sistemi educativi di contribuire alla riproduzione dei sistemi di disuguaglianza che strutturano le diverse società. Inoltre Marx, con la sua teoria sociale del lavoro e la complementare teoria dell'alienazione traccia la via attraverso la quale gli uomini possono sfuggire allo sfruttamento e all’alienazione. Secondo Marx l'Istruzione, può contribuire a rendere ciascuno cosciente non solo delle proprie inclinazioni lavorative e dei propri bisogni ma anche della propria umanità, ossia dell’appartenenza ad una comune condizione umana, e della necessità di scoprire, prendere coscienza e rivelare al mondo la propria dignità umana. Il pensiero di Marx pur non proponendo delle riflessioni strettamente in termini di sociologia dell’educazione, ha influenzato parte del pensiero sociologico, poiché possiede al suo interno una componente pedagogica legata all’interesse per l’istruzione e ai problemi per la natura umana. Marx sostiene che non è la coscienza degli uomini che determina il loro essere sociale ma il contrario: è l’essere sociale che determina la loro coscienza (l’essere individuale), in apparente accordo con Durkheim; ma alla base dell’essere sociale, per Marx non esiste alcun assunto morale, bensì un principio puramente economico. Egli sostiene che la struttura di base di ogni società è costruita dai modi di produzione, ossia l’insieme del rapporti di produzione e delle forze di produzione, che la condizionano nei suoi processi e nelle sue impalcature sociali, ossia nella sua sovra-struttura. Nell’opera “L’ideologia tedesca” (1845), Marx, insieme ad Engels, sostiene che “la classe che dispone dei mezzi di produzione materiale dispone con ciò in pari tempo dei mezzi della produzione intellettuale”, la scuola non fa che confermare le idee della classe dominante ma l’educazione potrebbe avviare un processo di mutamento grazie al potere rivoluzionario insito in essa, in quanto elemento di trasformazione sociale. La funzione negativa di riproduzione dei rapporti di classe vigenti e di legittimazione delle strutture di potere esistenti, svolte dalla scuola, potrebbero lasciare spazio alla produzione e creazione di nuovi valori tramite una prassi educativa che mira all’emancipazione degli uomini dalla

condizione di assoggettamento e divisione in classi; solo così esisterebbe un uomo interamente sviluppato. Marx ritiene che il sistema d’istruzione dovrebbe essere pubblico, decentrato e democratizzato e l’istruzione avrebbe dovuto svincolarsi dal controllo della chiesa e dalle forze governatrici, ed essere affidata ad una gestione autonoma di autorità locali, elette direttamente dal popolo. Secondo Marx una società si definisce per la sua struttura economica (complesso di relazioni dialettiche tra le forze produttive in un determinato modello di produzione storicamente determinato); tutto il resto per lui è sovrastrutturale e dipendente da una determinata struttura economica: istituzioni politiche e giuridiche, i modi di pensare, le filosofie le ideologie e le religioni. Secondo Marx l’educazione si realizza all’insegna della contraddizione e dell’antagonismo tra le classi; essa appartiene alla dimensione sovrastrutturale ed è determinata dalla struttura sociale. Marx esprime una concezione sia negativa, sia positiva. Negativa perché critica l’educazione secondo la concezione borghese e le condizioni disastrose dell’educazione popolare. Bisogna combattere l’educazione perché: Conferma le posizioni sociali e l’ideologia della classe dominante. Il modello educativo e il sistema formativo delle società industriali sono voluti, plasmati e governati dalla classe dominante. - È strumento di oppressione nei confronti delle classi subalterne. Nella sua concezione positiva: l’educazione è una variabile dipendente che conferma e riproduce la realtà dei rapporti sociali. E’ un elemento significativo all’interno del processo rivoluzionario di risoluzione dei conflitti di classe (società di uguali). Per Marx l’educazione è funzionale ai processi sociali generali sia nel dominio di classe che come mezzo di presa di coscienza e riappropriazione della propria umanità e come strumento per la rivoluzione e l’avvento di una società senza classi. L’educazione ha un ruolo importante nell’emancipazione dell’uomo e della società.

04. Illustri la concezione marxiana dell’ideologia. Per ideologia, Marx intende le deformazioni dei fatti storici operate dai proprietari dei mezzi di produzione. L’ideologia costituisce un ponte tra la struttura e la sovra-struttura, relazione tra l’ambito dell’economia e l’ambito della cultura e rappresenta il meccanismo che da un punto di vista analitico, non esplicativa la variabilità delle situazioni storiche, dei contesti, la multiformità e l’eterogeneità stessa delle classi sociali. L’ideologia può essere definita

svolgimento, non riuscendo a valorizzare la variabilità storica e la ricchezza delle condizioni dalle quali dipende l’agire degli individui. Marx con il materialismo storico o dialettico mostra una visione dell’uomo nella storia che lavora compiendo sempre lo stesso gesto in maniera frenetica. Quindi il lavoro poi conduce l’uomo ad un logoramento, a ciò che i psicologi del profondo definiscono appiattimento o ispessimento dell’anima, della coscienza; fondamentale si tratta di una desoggetivizzazione del medesimo, una perdita dell’unicità, l’anima, lo Spirito che si infonde nell’opera. Lezione 014

6. Delinei i tratti che avvicinano il pensiero durkheimiano a quello weberiano. Weber muove dall’analisi delle azioni interindividuali. Durkheim muove dall’analisi della società. Durkheim – come Weber – prende in considerazione la pluralità causale e come Weber considera la molteplicità delle pluralità causali che determinano i differenti fenomeni. Le cause economiche intervengono nei rapporti causali analizzati da Durkheim ma la loro funzione varia al variare dei rapporti causali. Weber attribuisce un primato logico agli individui mentre Durkheim attribuisce un primato logico all’analisi del sociale. In entrambi, il processo di sviluppo del razionalismo è un processo storicosociale, non automatico ma condizionato nel suo divenire da specifiche condizioni istituzionali e cognitivo-normative. Per entrambi, il processo di individualizzazione costituisce un ambito di analisi privilegiato per indagare la complessità dei processi di modernizzazione e di integrazione sociale. 7. Spieghi l’olismo metodologico di Durkheim. Durkheim ritiene che l’analisi sociologica debba considerare prioritariamente la società (olismo metodologico). Per Durkheim, la Società è di più della somma delle sue parti, cioè degli individui. L’opera di Durkheim rientra, infatti, nelle teorie olistiche sulla Società vista come un intero organismo indipendente, nella sua globalità e nei suoi tratti distintivi e significativi, dai suoi stessi singoli elementi costitutivi. **Lezione 15

  1. Spieghi i concetti durkheimiani di solidarietà meccanica e di solidarietà organica.**

Durkheim rifiuta l’individualismo e il liberismo economico e per questo parla di solidarietà. La società premoderna segmentaria ed inferiore è basata su una solidarietà meccanica, data dall’omogeneità degli individui, che si identificano quasi totalmente con i valori comuni. Nella società industriale, invece, prevale la solidarietà organica, scaturita da una differenziazione tra le persone necessaria per svolgere funzioni diverse, anche se tra loro coordinate e subordinate reciprocamente. (Educazione E Socializzazione. Lineamenti Di Sociologia Dell’educazione - L.Benadusi, A.Censi, V.Fabretti) Durkheim delinea l’evoluzione delle società (inferiori) segmentarie basate su un tipo di solidarietà meccanica – garantita dalle uniformità delle coscienze individuali all’interno di quella collettiva – che lasciano il posto alle società (superiori) differenziate basate sulla solidarietà organica – garantita dalla stessa differenziazione individuale prodotta dalla divisione del lavoro sociale (aumento del grado di dipendenza dell’individuo dalla società). In quest’ultimo caso la c oscienza collettiva s i ritrae lasciando emergere la specificità della coscienza individuale. Avviene così un cambiamento della base della solidarietà: nelle società segmentarie prevedeva l’uniformità degli individui, invece in quelle organiche ne presuppone la differenza. (Educazione E Socializzazione. Lineamenti Di Sociologia Dell’educazione - L.Benadusi, A.Censi, V.Fabretti) Durkheim si focalizza su una modalità dell'essere società, una modalità dello stare insieme di più individui, la solidarietà. Durkheim distingue fondamentalmente due tipi di solidarietà: la solidarietà meccanica e la solidarietà organica. la solidarietà meccanica è fondata sulla somiglianza degli individui, gli individui si somigliano perché provano gli stessi sentimenti e aderiscono agli stessi valori. Caratterizza le società primitive o arcaiche. la solidarietà organica è invece fondata sulla differenziazione degli individui. Gli individui non sono più simili ma differenti. La differenziazione si basa per analogia degli organi dell'essere vivente, che svolgono ciascuno una funzione propria e specifica, ma che sono tutti indispensabili per la vita.

05. Metta a confronto la concezione della divisione del lavoro di Marx e Durkheim. Marx focalizza le conseguenze della divisione del lavoro sul lavoratore, sulla condizione di alienazione dell’uomo moderno e sul conflitto di classe. La divisione del lavoro diventa separazione ed estraneità dell'uomo dal prodotto del suo lavoro e, allo stesso tempo, causa della sua impossibilità di riconoscersi

Lezione 017 Illustri i principali apporti di Durkheim alla sociologia dell’educazione. Alcuni autori come Durkheim e Weber hanno individuato nel processo educativo un ruolo di “strumento” adatto a rispondere ai bisogni della società nel mantenere l’ordine sociale. L’educazione racchiude così l’insieme dei meccanismi che la società può mettere in atto per garantirsi sopravvivenza e continuità. Considerato il padre fondatore della sociologia dell’educazione, Durkheim salda il legame tra educazione e società, nei termini di una stretta dipendenza della prima dalla seconda. Con Durkheim l’educazione diventa la risposta alle nuove necessità sociali; l’azione educativa serve a mantenere, legittimare e trasmettere l’ordine morale necessario alla sopravvivenza della società che si fonda sulla coscienza collettiva. Quest’ultima per Durkheim rappresenta l’insieme di regole, rappresentazioni e modelli di comportamento condivisi all’interno della società, che servono a guidare l’agire degli individui. Esponga i temi trattati nell’opera Evolution pédagogique en France. Lezione 018 Illustri le prime ricerche weberiane, ed in particolare, quella sul lavoro agricolo in Germania Le prime ricerche weberiane: lavoro agricolo iniziata nel 1891 e quella sulla borsa. Il lavoro agricolo mette in luce il diverso comportamento dei contadini. A sud-ovest preferiscono il lavoro salariato o emigrazione invece quelli dell’est accettato il lavoro fisso offerto dai Junker. Weber nota la differente disponibilità al rischio ed alla mobilità dei contadini tra il sud-ovest ed est. Mettendo in relazione la differente struttura della proprietà terriera, in cui ad ovest e sud predomina la piccola proprietà contadina invece ad est la grande proprietà fondiaria. Esponga i caratteri dell’individualismo metodologico weberiano Weber ritiene che le azioni umane siano individuali ma condizionate dalla società. L’individualismo metodologio è un analisi del processo di conoscenza degli individui. Occorre muovere dalle motivazioni individuali tenendo presente

che sono sempre influenzate e condizionate dai modi pensare e di agire degli altri. L’individuo è il punto di partenza di un’analisi che non finisce mai nella dimensione individualistica. Lezione 019

05. Spieghi che cosa si intende con la definizione di sociologia comprendente. I modelli di analisi servono al sociologo per comprendere (verstehen) la realtà. Nel comprenderla egli non spiega soltanto i rapporti tra fenomeni sociali, ma comprende il senso, il significato che i soggetti che hanno agito hanno posto nelle loro azioni. Per fare questo, lo scienziato sociale deve dimenticare, spogliarsi, di tutti i suoi propri pregiudizi e le sue prenozioni, e mettersi al posto dei soggetti che hanno agito, in maniera da riuscire realmente a comprendere le loro azioni. Per Weber, infine, l’attenzione deve essere rivolta all’agire sociale, che è intenzionale e con il quale l’uomo determina un senso alla realtà. Questo senso è dato dalla relazione ed è identificato da Weber con la cultura. L’uomo è perciò un “essere culturale”. Possiamo definire, quindi, lo studio di Weber come una sociologia comprendente che usa un approccio storico-comparativo. **(Educazione E Socializzazione. Lineamenti Di Sociologia Dell’educazione - L.Benadusi, A.Censi, V.Fabretti)

  1. Esponga i caratteri del tipo ideale.** Il tipo ideale rappresenta un quadro concettuale, il quale non è la realtà storica, e neppure la realtà vera e propria, e tuttavia serve, come schema in cui la realtà deve essere sussunta come esempio; esso ha il significato di un puro concetto limite ideale, a cui la realtà deve essere misurata e comparata, al fine di illustrare determinati elementi significativi del suo contenuto empirico. L’astrazione dalla realtà empirica è realizzata attraverso una figura che Weber definisce idealtipo. E’ una costruzione artificiale o mentale. Si è costituito deformando e rendendo caricaturali alcuni aspetti della realtà. Esso serve da parametro e da termine di paragone per la comprensione della realtà. 07.Descrivere le principali fasi della metodologia weberiana.
  • in un primo momento, lo scienziato osserva la realtà (fase dell’osservazione),

Dunque per Weber potere è possibilità di trovare obbedienza presso un gruppo di individui (base di legittimazione), orientando e dirigendo così il comportamento dell’altro. Ogni potere ha bisogno di un apparato amministrativo che agisce da tramite tra chi detiene il potere ed i sottoposti. Weber individua tre forme di potere:

  • Potere carismatico, legittimato dal carisma di un individuo e dunque esercitato da persone con doti eccezionali;
  • Potere tradizionale, legittimato dalla tradizione perché ad esercitarlo sono autorità ritenute depositarie del carattere sacro delle tradizioni valide sempre;
  • Potere legale-burocratico, legittimato dalla razionalità insita nella legalità, burocrazia e in coloro che incarnano tali valori. Il potere legale, a fondamento della società moderna, si basa sulla credenza dell’equità della legge, discende da un ordinamento astratto e universale, come la Costituzione; colui che esercita questo tipo di potere, è tenuto all’osservanza dello stesso ordinamento che vincola i suoi sottoposti ed infine viene gestito da un apparato amministrativo quale la burocrazia. **Lezione 021
  1. Illustri le caratteristiche della professione dello scienziato indicate da Weber.** Lo scientifico è colui che fa ricerca sociale che analizza la realtà attraverso un procedimento operativo scientifico. È bene che distingua quelle che sono le proprie impressioni; vale a dire ciò che colpisce i propri sensi dalla realtà concerta così come si presenta. Inoltre lo scienziato deve anche adottare uno sguardo plurale che gli permetta di analizzare la realtà nella sua complessità. Deve avere uno spirito critico anche per essere pronto a riordinare il proprio sapere. L’analisi non si ferma però unicamente alla dimensione istituzionale e al conflitto endemico che essa mostra, l’analisi coinvolge gli individui e, in particolare, il tipo di uomo che dovrebbe essere lo scienziato. Gli uomini in Weber non sono meri esecutori di programmi che li sovrastano ma sono sempre agenti, protagonisti delle condotte professionali. Lo scienziato secondo Weber deve avere soprattutto le seguenti tre caratteristiche La passione alla quale pensa Weber, come egli stesso precisa, è molto lontana dalla sterile eccitazione dei romantici, è impulso, desiderio di creazione e,

soprattutto, marxianamente, opera, attività nella quale l’uomo può riconoscere la sua umanità. La lungimiranza, è visione del futuro, è immaginazione delle conseguenze della propria attività sulla propria storia, sugli altri, sull’ambiente. Il sentimento di responsabilità, come lo stesso autore sottolinea, è la stessa polare del comportamento dello scienziato. Egli deve sentire quello che la propria attività produrrà sugli altri e deve orientare la propria attività in modo da non ledere la possibilità dello sviluppo degli altri.

06. Illustri l’apporto di Max Weber alla sociologia dell’educazione. Con Weber inizia ad attuarsi un processo di immanentizzazione dell’educazione. La concezione di Weber è come sempre diacronica egli coglie il carattere processuale dell’educazione, essa non è un insieme di contenuti ma un modo di essere, una condotta di vita, un agire. In quanto tale non solo è prodotta da sistemi e da azioni pre-esistenti (ad esempio l’azione di determinati insegnanti o l’azione dei genitori) ma è influenzata da molte motivazioni, si consideri solo a titolo esemplificativo. Weber coglie il carattere: processuale-generativo dell’educazione; l’influenza specifica che su essa esercitano le culture e le pratiche religiose e l’influenza dei contesti istituzionali sulle sue forme e sulla sua efficacia. Weber vuole mostrare come la società e l’educazione siano interdipendenti e come l’educazione sia storicamente variabile e specifica in funzione di elementi non solo economici, ma anche politici e culturali (classe, partito, ceto). C’è naturalmente un nesso stretto tra potere ed educazione anche in Weber, ma a differenza che in Marx, il potere è la risultante della combinazione di vari fattori (economici, culturali, politici). Ogni tipo di potere (carismatico, tradizionale, legale) ha una sua specifica base di legittimazione e definisce quindi anche un suo specifico ideale educativo. Nella società moderna, in cui il tipo di potere prevalente è quello legale-razionale, in cui domina una cultura tecnico-pratica, rappresentata nell’ideale educativo dello “specialista”, e in cui è sempre più forte il processo di “razionalizzazione” e di “burocratizzazione”, vi è una progressiva estensione dell’educabilità a tutti in modo generalizzato : il soggetto dell’educazione non è più infatti l’individuo eccezionale o l’appartenente a un determinato gruppo privilegiato, bensì è il cittadino in genere, in grado di acquisire competenze e conoscenze utili, di acquisire quindi una professionalizzazione. La domanda di competenza tecnica crescente nella società moderna fa quindi retrocedere l’ideale dell’uomo colto, così come il depotenziamento del carisma ha portato al consolidamento di pratiche educative riservate a strati e ceti privilegiati.