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Sociologia-teorie-e-problemi pdf, Dispense di Sociologia

Riassunti ben fatti, sintetici, chiari, utili per ripasso

Tipologia: Dispense

2019/2020

Caricato il 21/05/2020

Sandrasofi1995
Sandrasofi1995 🇮🇹

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INTRODUZIONE-CAP1: CHE COS’E’ LA PSICOLOGIA DELL’EDUCAZIONE
Differenze e similitudini tra i punti di vista degli studenti docenti e teorie sui processi di apprendimento:
A)simili gli aspetti emotivi e radicamento nelle esperienze passate per studenti e insegnanti. Processo
emotivo in cui affiorano gioia, spensieratezza ecc. No emozioni negative(studenti) . Forte carica emotiva ->
intenso dialogo interiore che coinvolge competenze, valori e motivazioni (docenti). B) Coinvolti anche gli
aspetti materiali quali testi e tecnologie nella rappresentazione del processo di apprendimento per i
DOCENTI(NO BAMBINI). C) nelle teorie(in tutte le metafore) c’è il bisogno di definire sistematicamente
l’apprendimento (cos’è la mente ecc.), mentre nei bambini e insegnanti non c’è questo bisogno(differenza).
In che senso la psicologia dell’educazione è interdisciplinare? Essa è interdisciplinare perché ha rapporti
con le scienze mediche(riflessologia e neuroscienze), sociologia, etnografia e discipline sociali(studio
dell’interazione docente-studente e studente-studente), informatica, cibernetica e ingegneria e altri
rapporti con la psicologia scolastica e psicologia generale. Importante è questo aspetto multidisciplinare
dal momento che i processi e le attività di apprendimento coinvolgono anche altri contesti quali: lavoro,
famiglia, transizioni e anche l’apprendimento nell’età adulta.
Cosa si intende per metafora della costruzione? Con essa si intende che la conoscenza non è trasferita da
un “luogo” all’altro ma è costruita attivamente e continuamente durante il processo educativo e quindi
durante l’interazione tra le persone(conoscenza NO A PRIORI).Si tratta di una forma di conoscenza
assolutamente soggettiva(processo interpretativo) e individuale che nasce dall’interazione con il mondo
fisico e sociale.
CAPITOLO 2-CAPITOLO 13: IL COMPORTAMENTISMO
Qual è il contributo del comportamentismo alla comprensione dei processi di apprendimento? I contributi
sono diversi e cioè il dare rilevanza ai processi di apprendimento prima considerati di pertinenza della
filosofia, poi il riferimento ai 4 principi guida dell’istruzione programmata (gradualità: il comportamento
complesso da apprendere viene scomposto in componenti più semplici; partecipazione attiva: allievo non
solo ricettivo o rispondente ma operante ovvero attivo tutto il tempo sul materiale di apprendimento;
conoscenza immediata dei risultati: feedback alle risposte per ogni passo dell’apprendimento in modo che
esse diventino veri e propri rinforzi; adattamento dei tempi del percorso dell’allievo: l’alunno deve
disporre di tutto il tempo necessario per realizzare una prestazione di buon livello e in caso di errori deve
essere indirizzato verso percorsi di recupero di livello più elementare) che sfociano nell’esempio della
Teaching Machine.
In cosa si differenziano le 3 fasi del comportamentismo? A) la prima fase è quella del condizionamento
classico di Pavlov (studio sui cani, salivazione al cibo , SI,RI,SC,RC) mentre la seconda (condizionamento
operante di Skinner) introduce la distinzione tra due classi di comportamenti(rispondenti e operanti). I
primi erano rappresentati da semplici riflessi condizionati(Pavlov) mentre i secondi erano definiti da
Skinner come quei comportamenti volontari che appartengono al repertorio del soggetto e che vengono
emessi in assenza di un particolare stimolo che li precede e che operano sull’ambiente. B) differenze a
livello terminologico.. In particolare lo stimolo rinforzatore può essere positivo quando produce una
situazione piacevole(ratto schiaccia la leva e ottiene cibo) o negativo quando elimina una situazione
spiacevole(ratto schiaccia la leva e fa cessare la scarica elettrica). In entrambi i casi esso è finalizzato ad
aumentare la probabilità di emissione del comportamento target. Si parla invece di punizione quando lo
stimolo rinforzatore produce una situazione negativa(topo schiaccia la leva e riceve una scarica elettrica)
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INTRODUZIONE-CAP1: CHE COS’E’ LA PSICOLOGIA DELL’EDUCAZIONE

Differenze e similitudini tra i punti di vista degli studenti docenti e teorie sui processi di apprendimento: A) simili gli aspetti emotivi e radicamento nelle esperienze passate per studenti e insegnanti. Processo emotivo in cui affiorano gioia, spensieratezza ecc. No emozioni negative(studenti). Forte carica emotiva -> intenso dialogo interiore che coinvolge competenze, valori e motivazioni (docenti). B) Coinvolti anche gli aspetti materiali quali testi e tecnologie nella rappresentazione del processo di apprendimento per i DOCENTI( NO BAMBINI). C) nelle teorie(in tutte le metafore) c’è il bisogno di definire sistematicamente l’apprendimento (cos’è la mente ecc.), mentre nei bambini e insegnanti non c’è questo bisogno( differenza ). In che senso la psicologia dell’educazione è interdisciplinare? Essa è interdisciplinare perché ha rapporti con le scienze mediche ( riflessologia e neuroscienze ), sociologia , etnografia e discipline sociali (studio dell’interazione docente-studente e studente-studente), informatica, cibernetica e ingegneria e altri rapporti con la psicologia scolastica e psicologia generale. Importante è questo aspetto multidisciplinare dal momento che i processi e le attività di apprendimento coinvolgono anche altri contesti quali: lavoro, famiglia, transizioni e anche l’apprendimento nell’età adulta. Cosa si intende per metafora della costruzione? Con essa si intende che la conoscenza non è trasferita da un “luogo” all’altro ma è costruita attivamente e continuamente durante il processo educativo e quindi durante l’interazione tra le persone(conoscenza NO A PRIORI).Si tratta di una forma di conoscenza assolutamente soggettiva(processo interpretativo) e individuale che nasce dall’interazione con il mondo fisico e sociale.

CAPITOLO 2-CAPITOLO 13: IL COMPORTAMENTISMO

Qual è il contributo del comportamentismo alla comprensione dei processi di apprendimento? I contributi sono diversi e cioè il dare rilevanza ai processi di apprendimento prima considerati di pertinenza della filosofia, poi il riferimento ai 4 principi guida dell’istruzione programmata ( gradualità : il comportamento complesso da apprendere viene scomposto in componenti più semplici; partecipazione attiva : allievo non solo ricettivo o rispondente ma operante ovvero attivo tutto il tempo sul materiale di apprendimento; conoscenza immediata dei risultati : feedback alle risposte per ogni passo dell’apprendimento in modo che esse diventino veri e propri rinforzi; adattamento dei tempi del percorso dell’allievo : l’alunno deve disporre di tutto il tempo necessario per realizzare una prestazione di buon livello e in caso di errori deve essere indirizzato verso percorsi di recupero di livello più elementare) che sfociano nell’esempio della Teaching Machine. In cosa si differenziano le 3 fasi del comportamentismo? A) la prima fase è quella del condizionamento classico di Pavlov (studio sui cani, salivazione al cibo , SI,RI,SC,RC) mentre la seconda ( condizionamento operante di Skinner) introduce la distinzione tra due classi di comportamenti(rispondenti e operanti). I primi erano rappresentati da semplici riflessi condizionati(Pavlov) mentre i secondi erano definiti da Skinner come quei comportamenti volontari che appartengono al repertorio del soggetto e che vengono emessi in assenza di un particolare stimolo che li precede e che operano sull’ambiente. B) differenze a livello terminologico .. In particolare lo stimolo rinforzatore può essere positivo quando produce una situazione piacevole(ratto schiaccia la leva e ottiene cibo) o negativo quando elimina una situazione spiacevole(ratto schiaccia la leva e fa cessare la scarica elettrica). In entrambi i casi esso è finalizzato ad aumentare la probabilità di emissione del comportamento target. Si parla invece di punizione quando lo stimolo rinforzatore produce una situazione negativa(topo schiaccia la leva e riceve una scarica elettrica)

diminuendo la probabilità di emissione del comportamento cui è associato. C)la teoria dell’apprendimento sociale di Bandura dice che l’apprendimento di comportamenti sociali complessi, come quelli prosociali o antisociali, avviene tramite l’imitazione che consiste in una modalità autonoma di apprendimento del soggetto , non controllata dai princìpi del condizionamento operante , che tramite osservazione permette di realizzare un processo di acquisizione delle info elaborate cognitivamente allo scopo di astrarne una regola generale da applicare in altre situazioni simili. D) gli effetti del rinforzo o punizione sono prodotti in maniera particolare sulla persona nella 3^ fase del comportamentismo. In particolare un comportamento relativamente nuovo può essere acquisito da un soggetto semplicemente guardando un modello che riceve uno stimolo rinforzatore,senza che l’osservatore debba essere a sua volta rinforzato. La punizione o ricompensa attribuita al comportamento prodotto dalla persona che fa da modello produce un effetto anche sull’osservatore. Limiti e vantaggi della teaching machine: Vantaggi = queste macchine garantivano che tutti potessero usufruire esattamente delle stesse informazioni, sostenendo così il processo di democratizzazione della scuola, feedback immediato e rispetta tutti i principi dell’istruzione programmata. Limiti = messo in dubbio che si potesse ottenere un apprendimento significativo, data la meccanicità del lavoro richiesto da parte degli studenti, limitata interazione con il docente, no interazione sociale tra pari, no aspetti emotivi.

CAPITOLO 3: IL COGNITIVISMO

Differenze e similitudini tra i vari modelli di mente proposti dal cognitivismo: intanto i modelli sono 3(quello di Broadbent, quello di Atkinson e Shiffrin e quello di Baddeley e Hitch). SIMILITUDINI=A)procedure simili -B. : diversi stadi dell’elaborazione dell’informazione ( analisi sensoriale -> memoria a breve termine -> sistema d’attenzione che funge da filtro selettivo e trattiene solo le info rilevanti -> memoria a lungo termine che può regolare l’output tramite i sistemi effettori).

  • A.&S. : 3 componenti di memoria ( registro sensoriale che trattiene l’info fino a 2 sec e funge da riconoscimento con le info nella LTM; il materiale non riconosciuto è soggetto a decadimento -> memoria a breve termine con 7 + o – 2 unità e tra le strategie di mantenimento abbiamo la reiterazione e l’organizzazione -> memoria a lungo termine con capacità potenzialmente illimitate). DIFFERENZE=B) il primo modello riguarda più l’elaborazione dell’info in entrata che produce una risposta mentre il secondo riguarda più una suddivisione delle componenti della memoria. C) Nel terzo modello la memoria a breve termine viene rinominata memoria di lavoro per superare l’idea che questa sia un magazzino passivo di info. D) il terzo modello è molto più complesso del 2^ in quanto la memoria di lavoro non è descritta come un sistema unitario bensì multicomponenziale. -> B.&H. : essa include un sistema esecutivo centrale(controllo dei processi esecutivi per la realizzazione delle azioni e coordinazione dei 3 sottosistemi) e 3 sottosistemi chiamati loop fonologico(meccanismo di reiterazione dell’info uditivo- verbale+ magazzino che mantiene questa info), taccuino visuo-spaziale(mantiene e manipola l’info visiva e spaziale con 2 sottosistemi: uno che riconosce gli oggetti e l’altro che individua la loro posizione spaziale) e buffer episodico(integra temporalmente i due tipi principali di info con altri tipi ,ex info semantiche , in un’unitaria rappresentazione episodica). E) differenze tra le memorie non per durata temporale bensì per capacità di ricordare le info. Qual è il ruolo della metacognizione? Inizialmente considerata come strategia legata al compito, poi legata al ruolo, poi all’intelligenza, fino ad arrivare agli aspetti emotivi.

SIMILITUDINI: messa in discussione la capacità di auto-dirigere e interpretare il proprio

comportamento e il mondo circostante e la psicologia del profondo; difesa del costruttivismo e

interpretazionismo come capacità riconosciute al bambino; influenza del mondo esterno

attraverso processi di insegnamento più o meno formalizzati; cognizione come risultato di una

costruzione mentale; apprendimento come lavoro cognitivo che integra le nuove informazioni con

quelle già possedute.

Che cos’è la zona di sviluppo prossimale? Essa è la distanza tra lo sviluppo attuale e quello potenziale, colmabile grazie all’aiuto di altri più capaci. Che differenza c’è tra scaffolding ed equilibrazione? L’equilibrazione di P. è il meccanismo secondo il quale le funzioni di assimilazione e accomodamento operano in modo sinergico l’una con l’altra, così da creare sempre nuovi equilibri tra il rafforzamento degli schemi già posseduti e la loro evoluzione verso nuovi schemi e non prevede l’interazione sociale. Lo scaffolding è invece la modalità con cui si struttura la relazione tra bambino e adulto o pari più capace(sì interazione sociale) in modo da favorire nuovi apprendimenti. Esso è una vera e propria impalcatura costituita da diverse fasi (imitazione, appropriazione e dissolvenza).

In cosa si differenziano i 3 filoni post-piagetiani? Neo-piagetiani = mantengono una matrice cognitiva e

si focalizzano su come le persone elaborano le informazioni (es intelligenza artificiale);

prospettiva psico-sociale = intelligenza no fattore innato ma si modifica con l’interazione sociale

(importante è il conflitto socio – cognitivo);

rivisitazione critica dei compiti di Piaget = sostengono la creazione di uno spazio dialogico e le info

vengono apprese più facilmente.

CAPITOLO 5: L’APPORTO DEL COSTRUTTIVISMO DOPO PIAGET

Come evolvono le diverse definizioni di contesto? A) Per i comportamentisti il rinforzo costituiva

un esempio di elemento contestuale in grado di modificare il comportamento umano. Si delinea

un rapporto semplice e unidirezionale tra contesto e apprendimento: il contesto (la natura)

fornisce gli stimoli per l’apprendimento che , quando manipolati dall’uomo, diventano rinforzi.

L’azione didattica doveva in questo caso utilizzare il rinforzo disponibile nel contesto ma esso non

subiva alcuna evoluzione o cambiamento in conseguenza dell’agire umano. B) Il cognitivismo

invece supera questa idea di contesto come variabile di sfondo o disturbo. Fodor propone una

definizione di contesto come intreccio tra natura e cultura. Il contesto è quindi costituito da filtri

cognitivi modulari che fanno parte del patrimonio genetico dell’uomo e che si sviluppano tenendo

conto dei vincoli culturali. Dunque questa teoria immagina la relazione con il contesto

strettamente dipendente dal funzionamento della mente umana. C) con Vygotskij emerge un’idea

di contesto come ambiente socioculturale in grado di fornire stimoli intesi a far progredire lo

sviluppo. Il contesto attiva lo sviluppo spingendo gli individui verso ZSP mettendo così in moto

processi e funzioni che altrimenti resterebbero dormienti. D) Bronfenbrenner ha una visione socio-

ecologica caratterizzata da una serie di cerchi concentrici o di anelli annidati l’uno nell’altro dove

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l’attività focale si trova al centro della rappresentazione e dà forma ed è formata dai livelli che lo

circondano. E)Un’ulteriore definizione di contesto prevede che esso sia visto come un insieme di

onde che fluttuano all’unisono (idea di co-costruzione del contesto).Il contesto così definito sarà

determinato dall’insieme di norme, valori, ideologie, prospettive individuali , sociali e istituzionali

che determina il modo in cui una particolare attività viene svolta. F) visione dell’ antropologia

linguistica di Goffman. Per certi versi il contesto si espande perché aumentano conoscenze e

prospettive; per altri si restringe perché si escludono certi aspetti e si ricorre dunque a scelte di

inclusione ed esclusione. G) Mantovani per gestire la complessità del contesto , ne propone una

visione a più livelli , ciascuno poggiato sull’altro. Al livello più basso c’è il contesto in relazione con

lo specifico ambiente , al livello intermedio l’interpretazione della situazione e al livello più alto c’è

il contesto come prodotto dall’incontro tra azione situata, concreta e la sua rappresentazione

simbolica. H) Perret-Clermont definisce il contesto come quadro del quadro (contesto diventa

dimensione simbolica, parte del pensiero e non è più spazio fisico).

Perché è importante il conflitto socio-cognitivo? Esso è importante: 1) perché le interazioni sociali diventano fonti di progresso cognitivo proprio attraverso di esso che viene poi risolto attraverso l’elaborazione di soluzioni cognitivamente migliori rispetto a quelle elaborate dal singolo, mediante l’integrazione dei diversi punti di vista. 2) perché i benefici dell’interazione si vedono anche quando essa non è esplicitamente conflittuale. 3) perché le interazioni non solo conducono alla costruzione di una soluzione più complessa di un compito ma anche alla costruzione del significato del compito stesso e del contesto in cui esso si svolge , tramite processi di negoziazione (ex del contratto didattico tra insegnanti e allievi). Quale tra questi è un esperimento che dimostra l’esistenza del contratto didattico? Alcuni esperimenti sono i seguenti: A) studio in a bambini di 4-5 anni viene chiesto di costruire un Sutemi, parola inventata, utilizzando alcuni oggetti (pezzi di carta, stuzzicadenti ecc). L’obiettivo era verificare il comportamento dei bimbi di fronte ad un adulto che chiedeva loro di svolgere un compito senza senso. Tutti i bimbi hanno valutato seriamente il compito portandolo a termine e nessuno ha messo in discussione la serietà del compito richiesto. B) ai ragazzi di 11-12 anni veniva chiesto di risolvere un problema impossibile a causa dell’inadeguatezza dei dati forniti. Tutti l’hanno risolto senza mettere in discussione il compito. Solo nel caso in cui l’adulto insinui il dubbio circa la plausibilità del problema, allora gli studenti capiscono l’inganno.

CAPITOLO 6: GLI APPROCCI POST – VYGOTSKIJANI

Quali differenze ci sono tra Bruner e Cole? A) Per B .(psicologia culturale) l’agency o capacità di azione si evince dal modo con cui si individuano relazioni causa-effetto. C .(psicologia culturale) invece rifiuta spiegazioni scientifiche di tipo causa-effetto o stimolo-risposta per enfatizzare la natura della mente come emergente dall’attività, riconoscendo un ruolo centrale all’interpretazione. B)differenze nel background. B. psicologo evolutivo, C. psicologo generale che usa l’algebra e la teoria della probabilità. C) A differenza di B. , C. è scettico sulla scuola perché la vede troppo radicalizzata dove i cambiamenti sono troppo difficili e

per questo studia situazioni vicine ad essa come il doposcuola, biblioteche o le ludoteche. D) B. non parla

di teoria dell’attività perché concentrato sulla narrazione, C. parla di teoria dell’attività.

Che cos’è la quinta dimensione? La Quinta Dimensione di Cole è un insieme di giochi telematici e da tavola, fatto di regole complesse. Essa fa leva su aspetti ludici per motivare allo studio. Al centro c’è un 18 19 21 20

N.B. tutti i princìpi al di fuori di questi non sono di B. In cosa si differenziano le 3 generazioni della teoria dell’attività? La prima generazione è denominata semplicemente teoria dell’attività, è focalizzata sul soggetto, sul concetto di mediazione e non c’è l’interazione. E’ riassumibile tramite il cosiddetto triangolo di mediazione di Vygotskij strumento soggetto oggetto La seconda generazione è denominata teoria dei sistemi di attività e viene rappresentata anche la relazione tra individuo e azione collettiva. In questa nuova rappresentazione l’oggetto è raffigurato circondato da un ovale per indicare che le azioni sono orientate verso un oggetto e caratterizzate da interpretazione e sense- making. Quindi c’è l’interazione, la comunità, le regole, la collaborazione, troppo focalizzata sull’oggetto e il ruolo del contesto non è ancora focalizzato. La terza generazione con la teoria delle reti di attività dà peso al ruolo delle differenze individuali e culturali, cosa che non fa la seconda generazione. C’è dunque un focus più ampio sul contesto. Cos’è la cognizione distribuita? Essa fa riferimento all’idea che la cognizione non sia un processo individuale che si svolge nella testa degli individui ma un processo che prende forma nell’interazione sociale e contestuale. Cognizione distribuita significa che i processi cognitivi necessari per affrontare una certa situazione vengono attivati grazie alle dinamiche di interazione con altri individui e con gli strumenti presenti nel contesto. Quali sono i concetti fondamentali dell’approccio dialogico? Essi sono 3: -ETEROGLOSSIA(il significato delle parole che noi usiamo nei contesti quotidiani è solo per una piccola parte reperibile nel vocabolario o nei testi scientifici. Il reale senso delle parole va rintracciato nella loro storia d’uso, nei vari significati aggiunti e modificati ogni volta che vengono usate); -CRONOTOPO(possibili configurazioni spazio-temporali simbolicamente costruite nel discorso. Questo concetto sottolinea la forte interconnessione tra lo spazio e il tempo nel testo letterario. Esso ha a che fare con il tempo e spazio diversi dal qui ed ora quando narriamo qualcosa e quindi si crea una nuova dimensione spazio-temporale); -VOCE E POLIFONIA(concetti interconnessi che partono dal presupposto che ciascuno di noi è dotato di molte voci, ovvero punti di vista a volte anche contrastanti e contraddittori che sono parzialmente nostri. Molto di quello che diciamo lo prendiamo in pestito da altri che hanno espresso concetti prima di noi e ciascuno di noi usa queste voci altrui come punto di partenza integrandole.L’insieme delle voci compone una polifonia multivocale, non necessariamente armonica).

CAPITOLO 7: METODI DI INDAGINE

Quali sono le differenze tra metodi quantitativi e qualitativi?

APPROCCIO QUANTITATIVO APPROCCIO QUALITATIVO

Scopo: classificare, contare e costruire

modelli statistici dei fenomeni osservati;

Scopo: analisi completa della situazione,

delle persone e dei processi educativi;

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Ricercatore: sa in anticipo cosa osservare e

ha ipotesi precise che guidano il lavoro.

Addestrato ad essere oggettivo, a non farsi

coinvolgere e a non condividere

informazioni della ricerca ;

Ricercatore: non ha ipotesi precise ma

generiche domande di ricerca. Tende ad

essere soggettivo, partecipa attivamente e

discute con i soggetti degli scopi della

ricerca;

Aspetti della ricerca: definiti prima della

raccolta dati;

Aspetti della ricerca: disegno messo

appunto durante il suo svolgersi;

Strumenti: standardizzati (questionari, test)

per raccolta di dati numerici;

Strumenti: ricercatore stesso, osservazioni

dirette (sul campo) e indirette (analisi

video);

Dati: in forma numerica e statistica, si

prestano alla verifica di ipotesi e alla

descrizione di macrofenomeni, sacrificando

dettagli;

Dati: sottoforma di note, video, foto,

trascrizioni, non consentono

generalizzazioni, sono ricchi e richiedono

tempo e addestramento per essere

analizzati;

Analisi: finalizzata a prevedere come si

svolgeranno i fenomeni sulla base di quanto

osservato;

Analisi: finalizzata a comprendere le ragioni

che hanno prodotto il fenomeno osservato;

Si aspira all’ oggettività della descrizione del

fenomeno, cercando relazioni causa –

effetto.

Si accetta la soggettività del ricercatore

nell’interpretare il fenomeno e si cerca di

includere anche la soggettività dei

partecipanti con cui si discutono le

interpretazioni.

In cosa consiste il Design Based Research? Il Design – Based Research è un approccio orientato a migliorare le pratiche educative attraverso un’analisi basata su una successione di cicli. Lo scopo è quello di inserire in contesti reali gli elementi innovativi emersi contando sulla collaborazione tra ricercatori e professionisti; quindi, in questo tipo di approccio ricercatori e professionisti collaborano nell’analisi di problemi pratici, sviluppano soluzioni, le implementano a più cicli, realizzano un bilancio al termine di ogni ciclo migliorando i principi del progetto e individuando innovazioni nella soluzione da introdurre nel ciclo successivo. Quali sono i vantaggi del multi-metodo? -Permette il riferimento a diversi paradigmi teorici contemporaneamente , combinandoli adeguatamente; -Lo stesso fenomeno è indagabile con diversi metodi ottenendo una comprensione più ampia ; -Permette di selezionare il metodo più efficace ;

  • processi di insegnamento/apprendimento complessi perché costituiti da più strati; - Dà la possibilità al ricercatore di integrare continuamente approccio qualitativo e quantitativo, senza

dover optare per l’uno o per l’altro.

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-IL COMPIACENTE (esprime in modo incondizionato senza apportare punti di vista originali). A questi ruoli corrispondono determinate modalità di intervento :

  • ASSERZIONI (funzione di apertura della discussione che determina gran parte dell’oggetto di discussione); -RICHIESTE di apportare nuovi elementi e argomentazioni a supporto del discorso; -ESPLICITAZIONI (consistono sia nel chiedere ulteriori chiarimeti che nel rendere le spiegazioni più comprensibili). Infine per quanto riguarda la costruzione sociale del discorso abbiamo: -ACCORDO; -DISACCORDO; -NEUTRO; - richiesta o offerta di CHIARIMENTI; - richiesta o offerta di AIUTO; -INTERVENTI OFF-TOPIC che non sono centrati sull’argomento di discussione. A quali modelli si ispira la Brown nel definire la comunità di apprendisti? La Brown si ispira sia alla bottega dell’artigiano che alla comunità scientifica. In tal senso la classe deve funzionare da un lato come una bottega in cui il “mastro” forgia e supporta i progressi dell’apprendista; dall’altro come un gruppo di scienziati le cui competenze e conoscenze specialistiche sono distribuite tra i vari membri e integrate tra loro al fine di produrre conoscenza innovativa. Quali tipi di “talk” individua Mercer nella discussione tra pari?
  • DISPUTA (caratterizzata da disaccordo e prese di decisioni individuali. Solo raramente gli studenti fanno riferimento alle fonti di informazione e offrono poche critiche costruttive); -DISCORSO CUMULATIVO (gli studenti si ribattono in modo positivo tra loro. Il discorso è finalizzato a mettere insieme le nozioni per accumulare le conoscenze). -DISCORSO ESPLORATIVO (gli studenti si criticano l’un l’altro in modo costruttivo, le idee sono proposte per essere verificate e conseguentemente gli studenti sfidano le idee e offrono ipotesi alternative. Il ragionamento qui diventa una pratica costruttiva).

CAPITOLO 11: LA MOTIVAZIONE A IMPARARE

Come cambiano le definizioni di motivazione a seconda degli approcci di riferimento?Partendo dall’approccio comportamentista , l’individuo era visto passivo, rispondente a spinte o pulsioni istintuali interne in grado di favorire l’associazione tra stimoli e risposte; importante è il ruolo svolto dal rinforzo, il quale stabilisce e mantiene tali associazioni. Rinforzo emesso immediatamente dopo il comportamento atteso, ogni comportamento incompatibile viene, invece, estinto mediante l’assenza di rinforzo o con l’erogazione di punizioni. La psicologia umanistica ha come cardine centrale, invece, il bisogno della persona; la motivazione, dunque, appare come una risposta a tale bisogno (Maslow riteneva che ci fosse 35 36 37

una gerarchia di bisogni in cui vengono soddisfatti prima i bisogni dei livelli inferiori e poi quelli dei livelli superiori). Nell’ approccio cognitivista il cardine centrale diventa l’obiettivo, in quanto i soggetti sono spinti sì da qualcosa, ma sono anche attivi nel decidere cosa vogliono e perché. Gli obiettivi sono intesi come risultati attesi a seguito di sequenze pianificate di comportamenti, diventando degli strumenti che il soggetto usa per orientare il proprio comportamento. L’ultimo approccio è quello socio – culturale in cui l’idea è che obiettivi e valori che motivano l’apprendimento si originano nel contesto, costituito dalla classe, dall’ambiente familiare o più in generale dalla cultura di appartenenza. Come definiscono la motivazione De Beni e Moè? La motivazione è un insieme strutturato di esperienze soggettive usato per spiegare l’inizio, la direzione, l’intensità, la persistenza e qualità del comportamento, specialmente diretto verso un obiettivo. Come gli insegnanti possono migliorare l’autoefficacia degli studenti? A) incoraggiandoli a definire specifici obiettivi complessi ma raggiungibili; B) modellando e segnalando strategie per il compito efficaci; C) fornendo feedback che li aiutino a raggiungere il successo; D)facendo affermazioni attributive che li aiutino ad apprezzare lo sviluppo delle proprie abilità, ad accettare le sfide e ad applicare un impegno elevato e costante.

CAPITOLO 13: LE TECNOLOGIE A SUPPORTO DELL’APPRENDIMENTO

Qual è il fondamento psicologico delle tecnologie? Il fondamento psicologico delle tecnologie è che queste fungono da strumenti di mediazione tra l’uomo e l’ambiente; inoltre, l’uso di strumenti (in generale) ha un impatto sui processi psichici e sulla struttura psicologica di chi li usa. I processi psicologici che caratterizzano l’uomo moderno sono emersi quando l’uomo ha iniziato a modificare strumenti che trovava in natura, che prendono il nome di “artefatti” proprio perché sono fatti con arte e rispecchiano e modellano i processi psichici di chi li ha costruiti. Grazie agli strumenti di mediazione riusciamo a fare sempre di più e ciò ha impatto sulla struttura psicologica e ci aiuta a capire chi siamo (ripercussione sull’identità). Come cambia l’approccio alle tecnologie a seconda dell’approccio psicologico utilizzato (comportamentismo,cognitivismo,socio-costruttivismo)?

  • COMPORTAMENTISMO (il paradigma dell’istruzione programmata aveva una visione del processo educativo legata al rapporto stimolo-risposta-rinforzo. Skinner introdusse l’idea delle macchine per insegnare che presentava i concetti uno alla volta nell’apposita finestrella(stimolo) e lo studente, dopo averli letti, doveva rispondere alle domande che seguivano, segnando le risposte sul carrello di scorrimento della macchina. Subito dopo si otteneva un feedback circa la correttezza o meno della risposta prodotta dallo studente(rinforzo). Se la risposta era corretta, la macchina proponeva l’argomento successivo; in caso contrario era obbligato a rileggere i concetti e a produrre nuove risposte, sino a quando non dava la soluzione giusta.Era cruciale l’immediatezza del feedback,vera leva motivazionale dell’apprendimento.);
  • COGNITIVISMO (le tecnologie qui usate sono i prodotti multimediali e ipertestuali, dove le conoscenze non sono definite in maniera rigida, ma sono esplorabili attraverso percorsi individuali. Ogni utente può stabilire nuove connessioni tra i concetti e può fruire dello stesso concetto in formati diversi (testuale,immagine,suono,video). Ci sono concetti o parole chiave che attivano nessi con altri concetti,creando connessioni multiple.La tecnologia qui ha una struttura reticolare, simile alla mente. In ambito educativo si impara di più progettando e costruendo collaborativamente ipertesti piuttosto che esplorandone uno già impacchettato da altri. In linea con ciò, la tecnologia che simula il ragionamento 39 38 40 41

Quali sono le 4 traiettorie di partecipazione riscontrate in un contesto di apprendimento?

  • STABILE (stesso livello di partecipazione durante tutta la durata del corso); -PROGRESSIVA CENTRALIZZAZIONE (movimento periferia -> centro); -PROGRESSIVA DECENTRALIZZAZIONE (movimento centro -> periferia; -STABILITA’ NON LINEARE (iniziale traiettoria di decentralizzazione centro-> periferia per poi invertire con traiettoria di cetralizzazione periferia-> centro o viceversa). Quali sono gli elementi fondamentali della teoria del sé dialogico di Hermans? Gli elementi fondamentali sono la definizione di identità applicata ai contesti educativi, la configurazione flessibile di posizioni del Sé,relativamente autonome ,dinamiche e mai stabili , in perenne dialogo tra loro. Essa può essere schematizzata con una rappresentazione con un cerchio con diversi posizionamenti ,interni( IO studente) ed esterni o contestuali(MIEI genitori, MIEI docenti), tra loro interdipendenti.

CAPITOLO 15: LO PSICOLOGO SCOLASTICO

Quali sono i 3 ambiti contestuali della scuola come organizzazione professionale? A)organismi di governo interni e gruppi di lavoro tra gli insegnanti; B) continuità verticale(relazioni tra scuole di diverso grado);C)continuità orizzontale(relazioni tra scuola e territorio). In cosa consiste la funzione di consulenza dello psicologo scolastico? Essa è azione di analisi dei problemi e di messa in atto di interventi finalizzati al cambiamento e rivolti ad un soggetto singolo per favorire l’attuazione di nuove strategie organizzative o educative. In cosa consiste la funzione di ricerca dello psicologo scolastico? Essa è azione rivolta all’organizzazione e orientata a introdurre, a fronte di un problema identificato , un’innovazione da sperimentare che comporti un cambiamento delle pratiche educative e organizzative. Come lo psicologo scolastico utilizza la teoria dei sistemi di attività(in generale)? La sua rappresentazione dell’attività è costituita da compiti che vengono attribuiti a uno o più soggetti , i quali operano attraverso strumenti all’interno di una comunità professionale e sociale; la comunità risulta poi organizzata mediante un sistema di regole funzionali ad una divisione del lavoro rispetto ai compiti stessi.

SEMINARIO

Cosa si intende per approccio trialogico? Esso si fonda sull’idea di oggetto condiviso non finito, che deve essere sviluppato, pianificato, modificato tramite l’interazione sociale tra persone con idee e background diversi. 45 46 48 47 49 50 51