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(Tema d’esame di Stato per l’abilitazione alla libera professione di geometra, 2003)
Si vuole realizzare un elettrodotto che attraverserà il territorio di alcuni Comuni creando servitù permanenti coattive.
Il proprietario di un fondo rustico ed il proprietario di una villa che risulteranno danneggiati dalla costruzione della nuova linea elettrica hanno incaricato un geometra di valutare la congruità dell’indennità offerta da parte dell’ente proprietario degli impianti.
Sono stati rilevati i dati seguenti.
− L'elettrodotto attraverserà il fondo rustico con uno sviluppo in lunghezza di 300 m. Sono previsti: l'impianto di due tralicci di sostegno dei cavi aerei su plinti quadrati con lato di 3,50 m; l’esproprio di un’area di 100 m^2 per la costruzione di una cabina di trasformazione di 2,5 × 2,5 m; una striscia di rispetto di 2 m sottostante i cavi indispensabile al transito degli addetti alla manutenzione. Il fondo rustico ha una superficie di 26.04.84 ha con giacitura pianeggiante e presenta terreni omogenei coltivati a seminativo, che costituisce la qualità di coltura prevalente e ordinaria della zona. Il fondo dà una produzione lorda vendibile di € 34.500 e richiede spese di produzione di € 22.800, delle quali € 2.000 costituite da imposte. La servitù di elettrodotto sarà causa di una svalutazione per la diminuita appetibilità del fondo; l'occupazione dei terreni per la realizzazione della linea avverrà in un momento in cui non vi sono colture in atto. − La linea elettrica lambirà il terreno di pertinenza della villa: si tratta di un fabbricato censito in categoria A/8, della superficie lorda di 280 m2, con un giardino della superficie di circa 2000 m^2. Il fabbricato ha una cubatura di 900 m^3 , inferiore alla cubatura massima realizzabile sul lotto che è pari a 1.100 m^3. Il nuovo elettrodotto impedirà qualsiasi nuova costruzione ad una distanza inferiore ai 18 m dai cavi, causando anche una svalutazione dell’immobile per le eventuali rotture dei cavi e danneggiamento di persone e cose.
Assumendo opportunamente tutti i dati mancanti, valutare l’indennità che dovrà essere corrisposta al proprietario del fondo rustico ed al proprietario della villa.
Infine, il candidato indichi, in una breve relazione, le procedure da seguire ed i documenti richiesti per l’accatastamento della cabina di trasformazione.
Per la realizzazione della linea elettrica il fondo rustico subisce due tipi di imposizione: la costituzione di servitù di elettrodotto e una espropriazione parziale per la costruzione della cabina di trasformazione. Le relative indennità sono da stimare secondo regole stabilite da leggi diverse.
In applicazione dell’art. 123 del testo unico sulle acque e sugli impianti elettrici dell'11/12/1933 n. 1775, parzialmente modificato dalla sentenza della C.C. del 30/4/1973 n. 46, l'indennità dovrà comprendere: − il valore, al lordo delle imposte e degli altri carichi inerenti al fondo, delle aree occupate dai basamenti dei tralicci, maggiorate di una zona di rispetto; − un quarto del valore, al lordo delle imposte e degli altri carichi inerenti al fondo, della striscia di terreno situata entro la proiezione dei cavi lungo l'asse della linea elettrica, considerata per la larghezza necessaria al transito degli addetti alla manutenzione; − i danni per diminuita appetibilità del fondo in conseguenza dell'imposizione della servitù. Per valore dei terreni al lordo delle imposte è da intendere il loro valore di mercato maggiorato dell’accumulazione iniziale di tutti i futuri carichi fiscali relativi ai terreni stessi, che continueranno a gravare sul proprietario del fondo, dal momento che l’imposizione di servitù non comporta trasferimento di proprietà. Detta accumulazione corrisponde alla capitalizzazione delle imposte al saggio medio sul mercato finanziario. Poiché il fondo asservito presenta terreni omogenei, il valore unitario di questi (€/m^2 ) può determinarsi suddividendo il valore dell’intero fondo per la sua superficie. a. Valore del fondo rustico Poiché sono state accertate una produzione lorda vendibile di € 34.500 e spese di produzione di € 22.800, ne risulta un beneficio fondiario di € 11.700. Altri fondi rustici della zona di simile grandezza e ordinamento produttivo sono stati recentemente compravenduti e se ne conoscono i prezzi pagati; determinati i loro Bf, dal
(Tema d’esame di Stato per l’abilitazione alla libera professione di geometra, 2003)
rapporto SBf/SP ne è stato calcolato un saggio medio fondiario del 2%. Poiché il fondo in oggetto non presenta comodi e scomodi particolari rispetto ai termini di confronto, tale saggio viene assunto senza modifiche per il calcolo del suo valore con procedimento di capitalizzazione. Questo valore, al netto delle imposte, ammonta a:
b. Valore unitario dei terreni del fondo al lordo delle imposte Accertato un ammontare annuo delle imposte di € 2.000, dato un saggio medio sul mercato finanziario del 5%, l’accumulazione iniziale delle future imposte risulta di:
il che porta ad ottenere un valore del fondo al lordo delle imposte di € (585.000 + 40.000) = € 625.000. Data una superficie fondiaria di 260.484 m^2 , il valore unitario dei terreni al lordo delle imposte si calcola, con approssimazione al centesimo, in: € 625.000 : 260.484 m^2 = € 2,40/m^2 c. Valore al lordo delle imposte dei terreni asserviti I basamenti dei due plinti di sostegno dei tralicci hanno forma quadrata con lato di 3,5 m, ma per il calcolo della superficie asservita occorre anche considerare una fascia di rispetto di terreno non coltivabile attorno ad essi di 0,5 m. L’area occupata è pertanto di: m^2 (4,5 × 4,5) × 2 = m^2 40, A tale superficie va aggiunto il quarto di quella, larga 2 m, sottostante i cavi e indispensabile al transito degli addetti alla manutenzione dell’elettrodotto. Questo attraversa il fondo per una lunghezza di 300 m, che comprendono anche i 7 m occupati dai due plinti, ragion per cui la superficie diviene: (2,0 × 293) m^2 : 4 = 146,50 m^2 Il valore al lordo delle imposte dei terreni asserviti, secondo le disposizioni di legge e giusta la precedente stima, assomma a: € 2,40/m^2 × (40,50 + 146,50) m^2 = € 448, d. Danno per diminuita appetibilità del fondo asservito La stima del danno da risarcire richiede l'applicazione del criterio del valore complementare, che è quello adatto ad esprimere compiutamente una svalutazione irreparabile. Il danno equivale alla differenza fra il valore di mercato del fondo non asservito e il valore che esso viene ad avere dopo la costituzione della servitù. Tale perdita di valore va riferita alla sola superficie non asservita, essendo già indennizzata con il pagamento del valore del terreno al lordo delle imposte quella asservita. Dal confronto con situazioni analoghe si è potuto valutare che la presenza di un elettrodotto determina una perdita di valore di mercato del 3%. Ciò è dovuto al fatto che esso ostacola in parte le lavorazioni, può comportare rischi ed è fonte di disagio psicologico. Il fondo non asservito ha il valore precedentemente stimato di € 585.000. Con la riduzione del 3% il valore del fondo asservito risulta di € 585.000 × 0,97 = € 567.450, con una perdita di € 17.550. La superficie asservita, che è quella occupata dai plinti con fascia di rispetto più quella necessaria al transito degli addetti, è di (40,50 + 586) m^2 = 626,50 m^2. La superficie non asservita è di (260.484 – 626,50) m^2 = 259.857,50 m^2. Il danno indennizzabile per diminuita appetibilità del fondo risulta quindi di:
(Tema d’esame di Stato per l’abilitazione alla libera professione di geometra, 2003)
di 0,5 m^3 /m^2 , corrisponde un’area di 400 m^2. Con l’impedimento a costruire tale area, da fabbricabile, diviene una semplice area di pertinenza. Terreni simili con uguali possibilità edificatorie sono localmente compravenduti ad un prezzo medio di € 120/m^3 di fabbricato realizzabile, mentre terreni non edificabili hanno un valore di € 20 /m^2. Con tali dati di mercato, il valore dell’area con possibilità edificatorie è di : € 120/m^3 × 260 m^3 = € 31. Il valore della stessa area privata di possibilità edificatorie è invece di: € 20/m^2 × 400 m^2 = € 8. Per la perdita delle possibilità edificatorie il proprietario della villa subisce pertanto un danno di: € (31.200 – 8.000) = € 23.
Per la svalutazione del fabbricato esistente e per la perdita delle possibilità edificatorie residue, il proprietario subisce un danno totale pari a: € (53.200 + 23.200) = € 76.
In base al D.P.R n. 425/1994, il possessore ha l'obbligo di presentare al Catasto la dichiarazione di nuove costruzioni dopo l’ultimazione dei lavori di finitura e, comunque, entro trenta giorni dall’installazione degli infissi. La procedura di accatastamento di nuove costruzioni ha avvio con la presentazione al Catasto terreni della denuncia di cambiamento con allegato il tipo mappale con stralcio di area. Le copie approvate di tali documenti andranno allegate alla dichiarazione, in quanto la denuncia assolve un’essenziale funzione di collegamento fra il Catasto terreni e il Catasto dei fabbricati. Utilizzando i dati della denuncia approvata, il professionista deve indicare, sui documenti che costituiscono la dichiarazione di unità immobiliare di nuova costruzione, i nuovi identificativi assegnati dall’Ufficio. Il tecnico deve presentare un supporto informatico contenente tutti i dati che, elaborati automaticamente secondo il programma DOCFA 3.0, consentono la stampa dei seguenti modelli cartacei: