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Lo Sviluppo del Turismo: Dall'Esplorazione al Turismo di Massa, Appunti di Geografia Del Turismo

Dagli albori allo sviluppo del turismo. Storia - UNIVR, STORIA DEL TURISMO, Prof. Riccardo Cella

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 04/12/2023

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STORIA DEL TURISMO
Prof. Riccardo Cella - Ricevimento: Giovedì, 10,00-12,00 Studio M.03
Materiale: Vacanze di pochi, vacanze di tutti. Levoluzione del turismo europeo – Battilani, Il Mulino
ESAME: frequentati, prova intermedia + prova finale – 5 domande a riposta chiusa e 2 a risposta aperta.
LEZIONE 1 – Turismo e Sviluppo Economico (capitolo 1, paragrafo 1-2)
Il settore turistico è un settore totalmente complesso, analizzabile da differenti punti di vista: economico,
antropologico, dotata di analisi dinamica, visionando come il settore può cambiare, storico e tanti altri. Per
analizzare in dettaglio ciò, è possibile utilizzare la metafora del mercato: pensiamo a velocità o complessità
differenti o mercati online. Nella sostanza, essi sono la stessa cosa (analizzati attraverso la stessa metafora sono
la stessa cosa). Alcuni aspetti fondamentali del mercato, analizzate da un punto di vista generale, sono la
DOMANDA e L’OFFERTA così succede anche all’interno del mercato turistico (Tour Operator, Albergatore
come Offerta ad esempio). Se vogliamo analizzare questo tipo di mercato è necessario analizzare le sue
componenti, in questo caso offerta e domanda, definendo quali siano i fattori che influenzano le decisioni
d’acquisto.
I fattori che influenzano la domanda, ad esempio, possono essere:
REDDITO
TEMPO LIBERO
REDDITO
Partiamo innanzitutto dalla CURVA DI ENGEL, statista tedesco che si domanda dell’importanza del reddito sulle
curve d’acquisto: più basso è il reddito che una persona ha a disposizione, più alta sarà la quota destinata a
spese di beni necessari.
es. 100 euro di reddito, spesa per beni necessari 90. Supponiamo che il reddito raddoppi → in questo caso, la
percentuale passa da 90 a 60, ed anche se uno spende di meno, in realtà spende maggiormente per via della
limitazione del proprio reddito.
Dall’altra parte, una maggiorazione del reddito porta ad un aumento proporzionale della spesa turistica, che si
attiva una volta superata una certa quantità di reddito. Questo aumento di reddito, osservato anche nella
storia, specialmente nel mondo occidentale, è dipeso dal PROCESSO DI INDUSTRIALIZZAZIONE, che prevede la
prevalenza della manifattura a danno del settore agricolo. Questo fenomeno consente un innalzamento sempre
più generalizzato dei redditi (sebbene in un primo momento non vi siano funzioni positive).
Questa analisi può essere utilizzata per definire che il prodotto turistico, nel corso dei secoli, può aver
attraversato tre fasi generali:
BENE DI LUSSO (ad esempio nell’antichità) – alta elasticità rispetto al reddito, indicando una variazione
rispetto alla forza che viene esercitata: se varia il reddito, la domanda di un determinato bene varia in
maniera più che proporzionale, avendo un grande riverbero.
BENE NORMALE, elasticità pari a 1.
BENE DI NECESSITA’, anelastico – che non subisce variazioni rispetto al reddito.
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STORIA DEL TURISMO

Prof. Riccardo Cella - Ricevimento: Giovedì, 10,00-12,00 Studio M. Materiale : Vacanze di pochi, vacanze di tutti. L’evoluzione del turismo europeo – Battilani, Il Mulino ESAME : frequentati, prova intermedia + prova finale – 5 domande a riposta chiusa e 2 a risposta aperta.

LEZIONE 1 – Turismo e Sviluppo Economico (capitolo 1, paragrafo 1-2)

Il settore turistico è un settore totalmente complesso, analizzabile da differenti punti di vista: economico, antropologico, dotata di analisi dinamica, visionando come il settore può cambiare, storico e tanti altri. Per analizzare in dettaglio ciò, è possibile utilizzare la metafora del mercato: pensiamo a velocità o complessità differenti o mercati online. Nella sostanza, essi sono la stessa cosa (analizzati attraverso la stessa metafora sono la stessa cosa). Alcuni aspetti fondamentali del mercato, analizzate da un punto di vista generale, sono la DOMANDA e L’OFFERTA – così succede anche all’interno del mercato turistico (Tour Operator, Albergatore come Offerta ad esempio). Se vogliamo analizzare questo tipo di mercato è necessario analizzare le sue componenti, in questo caso offerta e domanda, definendo quali siano i fattori che influenzano le decisioni d’acquisto. I fattori che influenzano la domanda, ad esempio, possono essere:

  • REDDITO
  • TEMPO LIBERO

REDDITO

Partiamo innanzitutto dalla CURVA DI ENGEL , statista tedesco che si domanda dell’importanza del reddito sulle curve d’acquisto: più basso è il reddito che una persona ha a disposizione, più alta sarà la quota destinata a spese di beni necessari. es. 100 euro di reddito, spesa per beni necessari 90. Supponiamo che il reddito raddoppi → in questo caso, la percentuale passa da 90 a 60, ed anche se uno spende di meno, in realtà spende maggiormente per via della limitazione del proprio reddito. Dall’altra parte, una maggiorazione del reddito porta ad un aumento proporzionale della spesa turistica, che si attiva una volta superata una certa quantità di reddito. Questo aumento di reddito, osservato anche nella storia, specialmente nel mondo occidentale, è dipeso dal PROCESSO DI INDUSTRIALIZZAZIONE, che prevede la prevalenza della manifattura a danno del settore agricolo. Questo fenomeno consente un innalzamento sempre più generalizzato dei redditi (sebbene in un primo momento non vi siano funzioni positive). Questa analisi può essere utilizzata per definire che il prodotto turistico, nel corso dei secoli, può aver attraversato tre fasi generali:

  • BENE DI LUSSO (ad esempio nell’antichità) – alta elasticità rispetto al reddito, indicando una variazione rispetto alla forza che viene esercitata: se varia il reddito, la domanda di un determinato bene varia in maniera più che proporzionale, avendo un grande riverbero.
  • BENE NORMALE , elasticità pari a 1.
  • BENE DI NECESSITA’ , anelastico – che non subisce variazioni rispetto al reddito.

Per questo motivo, vasta è la gamma di elasticità della domanda di consumi turistici rispetto al reddito. Altri fattori che possono influenzare la domanda, in termini di beni turistici legati al reddito, sono L’URBANIZZAZIONE , grande fette di popolazione che vive nelle città, definibile come fattore recente; essa può influenzare l’offerta turistica attraverso possibilità lavorative. Sono le stesse città ad offrire destinazioni ai turisti. Il secondo fattore sono i PREZZI RELATIVI, dove alcune mete diventano accessibili ad ampie fasce di popolazione attraverso prezzi minori; nel caso della domanda di turismo internazionale comprendono anche gli effetti legati alle svalutazioni o rivalutazioni della moneta → hanno assunto funzione competitiva (basti pensare all’esempio della zona dell’ex Jugoslavia, diventata concorrente con l’Italia per ciò che concerne il turismo).

FATTORI DI STIMOLO DELLA DOMANDA

Il secondo fattore di influenza della domanda è IL TEMPO LIBERO. Partiamo dall’antica Roma, dove si aveva la definizione di otium, pratica diffusa soprattutto tra i nobili, dove si aveva un’attività in senso proprio, quasi una sorta di ozio attivo. Questa condizione cambia nei primi secoli del Medioevo, con un’influenza sempre più forte del mondo cristiano, è il lavoro che inizia a dare dignità ad un uomo. Considerazione diversa si ha nel Basso Medioevo, dopo l’anno 1000, dove si ha il recupero della dimensione ludica della vita – processo di SECOLARIZZAZIONE , dove l’elemento religioso ha sempre meno importanza. Con l’Età Moderna, l’ozio torna ad avere una considerazione simile a quella dell’Antica Roma, accettabile solo per l’aristocrazia che sa come usare il tempo libero. Un ulteriore grande cambio lo abbiamo con la Rivoluzione Industriale, dove si ha una separazione sia per ciò che concerne il luogo di lavoro con la residenza, ma anche del tempo di lavoro da quello libero (il tempo libero viene istituzionalizzato per tutta la popolazione). Il tempo libero, a sua volta, può essere influenzato da numerosi fattori, tra i quali notiamo il MONTE ORE COMPLESSIVO ; gli elementi che storicamente lo hanno influenzato sono la DURATA DELLA GIORNATA LAVORATIVA (che presenta una progressiva riduzione dall’ottocento, soprattutto dopo la crisi del ‘29 – sovrapproduzione con riverbero su mercato borsistico americano, trasportata anche in Europa e diventata di carattere globale - per contenere la disoccupazione), GIORNATE DI FERIE RETRIBUITE (riconosciute dai contratti collettivi in Europa, mentre negli USA esse vengono lasciate a contrattazione aziendale) ed infine le FESTE NAZIONALI (feste civili e religiose riconosciute civilmente). In generale, il MONTE ORE USA (tabella 1.1, pagina 30) è superiore rispetto a quello Europeo, soprattutto dovute a disuguaglianze di reddito che spingono i lavoratori a basso salari a lavorare di più e discentiva quelli ad alto salario a lavorare di meno (sebbene sia una rinuncia costosa). Secondo gli studiosi, queste considerazioni stanno cambiando. Importante è ricordare che nel 1919 venne creato L’ILO, Organizzazione Mondiale del Lavoro che esortò i paesi membri a standardizzare la durata della giornata lavorativa. Secondo elemento che può giustificare il monto ore maggiorato è sicuramente la presenza di UN’ETICA PROTESTANTE che incentiva il lavoro negli Stati Uniti (predestinazione diversa a seconda di un lavoro maggiore o minore,mettendo il lavoro ed il suo successo come elemento centrale della vita umana). Un terzo punto è il POTERE DEI SINDACATI , quelli con potere maggiore contrattano un monte ore minore.

FATTORI DI STIMOLO DELL’OFFERTA TURISTICA

Un primo elemento che la influenza è L’INTERVENTO PUBBLICO, che trova la sua manifestazione in 3 tipi:

  • COMMUNITY MODEL – offerta turistica come risultato del coordinamento di operatori economici e pubblica amministrazione (dialogo tra operatori turistici e enti pubblici).
  • STATE AND COMMUNITY MODEL (FRANCIA) – operatori economici affiancati dallo stato centrale che si occupa della programmazione generale del settore attraverso leggi quadro.
  1. Il ciclo di vita della località turistica parte con la FASE DI ESPLORAZIONE , dove la località viene scoperta dai primi visitatori , diversamente caratterizzati (ad esempio i primi visitatori inglese, derivanti dalla nobiltà inglese, che si recavano a Sanremo per motivazioni termali e salutari; pensiamo alla considerazione sempre maggiore del turismo montano). Molto spesso, in queste nuove località mancano infrastrutture , di natura ricettiva oppure, nel passato, l’assenza di vie di comunicazioni – località non strutturate. Vi è un forte contatto tra turisti e popolazione locale , attraverso la necessità di pernottamento. Questa è la fase interamente dominata dalla domanda.
  2. La seconda fase essenziale è la FASE DI COINVOLGIMENTO , dove la presenza di primi turisti incentiva il settore pubblico a migliorare infrastrutture per il settore turistico (acqua corrente, asfaltatura stradale). Tutto ciò si riversa come incentivo essenziale anche per il settore privato , che sposta capitali su questo settore in crescita (ad esempio gli interventi amministrativi pubblici a Sanremo, acqua potabile, pulizia).
  3. Si va poi nella FASE DI SVILUPPO, dove si ha un aumento del numero di turisti e la località entra nel circuito turistico. Vengono convogliati nel settore turistico investimenti, talvolta di natura estera. Questa è una fase critica , poiché, in seguito al boom di investimenti, la località potrebbe essere interessata ad agevolazioni che portino a chiudere occhio su investimenti irregolari, che possono portare, a loro volta, ad un deterioramento di ordine naturalistico che deturpi il paesaggio, se non vi è intervento diretto delle autorità pubbliche (esempio di alcune coste mediterranee negli anni ‘70-80, Costa Brava). 4. Si giunge poi ad una FASE DI CONSOLIDAMENTO , dove la caratteristiche sono sostanzialmente due: la località è affermata e diminuisce il tasso di crescita dei visitatori, sempre in positivo ma a tassi minori. Dopo questa fase abbiamo la FASE DI STAGNAZIONE , dove la stessa località turistica presenta strutture fuori moda/obsolete e l’obiettivo diventa la conservazione della clientela. Dopo questa fase abbiamo due possibili soluzioni: RINNOVAMENTO o DECLINO. Nella fase di declino , la località è frequentata da poche persone e la dimensione turistica diviene di natura locale; vi è la possibilità che alcune strutture turistiche possano essere riconvertite ad altri usi. Con il rinnovamento si ha una ripartenza di un nuovo ciclo di Butler, con parametri di attrazione diversa. Due esempi analoghi ed opposti, come risultato, sono il Lido di Venezia (KO) e Rimini (OK) – che ha attraversato diversi cicli di Butler, attraverso il rinnovamento e la presentazione di diversi situazioni, a partire dal 19 secolo. Al giorno d’oggi Rimini è ancora una località turistica balneare, importante anche a livello culturale/congressuale. Butler è un geografo e il suo modello è stato fortemente criticato, sebbene possa essere utilizzato in relazione a situazioni differenti, sia da un punto di vista naturalistico ma anche culturale/sociale. La collaborazione tra settore pubblico e privato diviene importante innanzitutto durante la fase di sviluppo , al fine della conservazione e successiva longevità della località turistica. Altri esempi sono nella fase di coinvolgimento, in seguito alla costruzione di infrastrutture – oppure nella fase di stagnazione , in seguito alla decisione dell’esito: nuovo ciclo di Butler o declino, per la riprogettazione dello sviluppo turistico della località. Vi sono alcune eccezioni a questo ciclo: pensiamo alla Costa Smeralda, costruita a tavolino per l’attrazione turistica, attraverso l’intervento esterno di grandi società e il centro turistico diviene un enclave distaccata.

IL CONTRIBUTO DEL TURISMO ALLO SVILUPPO ECONOMICO

Il problema è sentito soprattutto quando si considera il turismo nel paesi poveri; da un lato il turismo può contribuire allo sviluppo economico perché porta valuta pregiata (vedi ad esempio il dollaro statunitense oppure la sterlina inglese), dall’altro può generare un flusso di importazioni che neutralizza l’effetto positivo sulla bilancia dei pagamenti (dovuto alla necessità di importazione di beni esteri) circa il pagamento). Questi possono essere alcuni dei problemi relative a economie basate sul turismo. Guarda tabella Cfr 1.3 pagina 45 – entrate turistiche sul totale delle esportazioni tra il 1988 ed il 2008. In molti paesi asiatici e africani la % è elevata (Kenya tra il 29% e 17%) a differenza dei paesi occidentali (Francia 14-19% e Italia 12-15%) → entrate turistiche assimilabili come parte delle esportazioni. Dove questo rapporto esplode sono le isole dell’Oceano Pacifico (Caraibi oltre l’80%). Per misurare il contributo del turismo si è ricorsi al MOLTIPLICATORE DI REDDITO che calcola l’incremento del reddito che si verifica nell’economia di un Paese al variare del livello o della distribuzione della spesa turistica. Per calcolarlo si considerano tre tipi di spesa:

  • DIRETTA – alberghi, ristoranti, trasporto ad esempio – interessa attività connesse con il turismo
  • INDIRETTA – spesa generata dal settore turistico propriamente dette per fornire servizi (settore alim)
  • INDOTTA – spesa diretta ed indiretta, aumenta il reddito che viene speso in altri settori economici Questi moltiplicatori possono essere categorizzati in due categorie: quelli di derivazione keynesiana o quelli di derivazione dai modelli input-output di Leontief. Tabella pagina 47, 1.4 che fornisce alcuni moltiplicatori turistici i relazione a differenti paesi: pensiamo a UK – 1.73, Irlanda 1.72, Egitto (sebbene ricaduta) 1.23, Kenya 0.64 e Turchia 1.96 (economia UK con minore necessità di importazione, rispetto alla situazione keniota, per l’offerta di un prodotto adeguato). È difficile spiegare un valore così alto registrato per la Turchia, ad esempio. Più un’economia è in grado di offrire beni e servizi richiesti dai turisti, maggiore sarà la proporzione di quella spesa iniziale che si trasforma in reddito nazionale e più alto sarà il moltiplicatore. Più un’economia si affida alle importazioni per offrire determinati beni e servizi, minore sarà il moltiplicatore. UK ha un’economia più strutturata rispetto al Kenya, ad esempio. Uno stratagemma è confrontare il moltiplicatore turistico con quello di settori economici; ne deduciamo che l'impatto del turismo nelle piccole isole è minore rispetto agli stati di media e grande dimensione; l’altro aspetto da sottolineare è l’importanza della strutturazione economica: il turismo risulta legato ottimamente al resto dell’economia. Un discorso connesso a questo è quello degli investimenti esteri nel settore turistico di economie arretrare: positivo o negativo? La risposta è variabile: dipende. In primo luogo è necessario domandarci se gli operatori ed investitori stranieri si affidano a imprese locali? Un altro punto che ha sollevato criticità è il fatto che questo centro turistico, si presenta come enclave occidentale, dedita ad essere una nuova forma di colonizzazione occidentale? In assenza di Istituzioni Pubbliche efficienti, c’è il rischio di danni ambientali? A tentare di dare una risposta a queste domande, nel 2005, c’è stata una ricerca delle Nazioni Unite; in primo luogo, è emerse che il livello degli investimenti stranieri nel settore turistico non erano così estesi, perché molto spesso erano investitori nazionali, dovuto alla facilità di ricerca. Si ha una sottolineatura di un ruolo positivo delle imprese straniere, legate al trasferimento di conoscenza: nelle imprese straniere che si spostano, c’è un trasferimento di pratiche manageriali utilizzabili anche in altri settori o attraverso strategie di promozione internazionale. Questo rapporto sottolinea, in realtà, che l’importanza delle istituzioni pubbliche sia ancora notevole (è il caso dell’Egitto). Ci si domanda dunque una cosa importante: è fondamentale la tipologia di turismo nel quali questo vengono effettuati? (culturale/balneare o di masse/élite?).
  • DETURPAMENTO DELLE COSTE IN SEGUITO AD ABUSI EDILIZ I – timore di un deturpamento del paesaggio naturale, così come la preoccupazione circa COMPORTAMENTI DISSOLUTI DI ALCUNI TURISTI. Una domanda che possiamo porci è: QUESTA FORMA DI PROTOTURISMO HA AVUTO UN IMPATTO ECONOMICO? Se noi consideriamo l’aspetto macroeconomico è no – i turisti non erano molti, generalmente Patrizi, dunque aristocratici, e la domanda richiesta non era abbastanza. Se noi volgiamo lo sguardo su una microeconomia di natura locale, la risposta è si. Alcune tra le eccezioni più importanti sono Baia e Lago Lucrino, dove si ha lo sviluppo di itticoltura, ad esempio. GOLFO PUTEOLANO, luogo più frequentato. Accanto a queste forme di turismo è necessario parlare di TURISMO CULTURALE, 2 secolo a. C → letterati ed artisti che visitano le città monumentali della Grecia (Rodi) e le grandi scuole dell’antichità (Alessandria). PERCHÉ A ROMA SI SVILUPPO IL TURISMO? → in primo luogo dobbiamo parlare di PAX ROMANA, sicurezza territoriale data da entità governative. In secondo luogo, dobbiamo parlare di carattere economico: Roma era leader economico, che ha portato ad uno sviluppo economico e ad una qualità della vita e dei consumi alti. Il terzo punto riguarda la città di Roma come centro generatore di domanda turistica, ricca e poiché frenesia che la caratterizza fa emergere un desiderio di vacanza. È noto, infine, la diffusione e l’importanza della rete viaria romana, punto di partenza e di notevole spessore – attrezzata e diffusa (con presenza di stazioni) → luoghi in cui, chi viaggia, si può fermare, cambiando talvolta gli animali da traino. Questo sistema va in crisi quanso si verificano le prime invasioni barbariche. LE TERME – ricostruzione Terme di Caracalla (IMMAGINE), struttura complessa dotata di diversi spazi (aperto o chiuso) deputati a diverse funzioni. Esse erano già note nell’antica Grecia, talvolta di spessore per motivazioni religiose – dotate di entità sovrannaturali. Esse erano deputate alla cura delle malattie. Con Roma, l’aspetto religioso viene meno e si ha nel benessere fisico, l’accezione più importante, queste strutture si sviluppano a partire dal 2 secolo, costruite anche in città, e sono attrezzate con spazi diversi, deputati a diverse funzioni – biblioteche oppure impianti sportivi. Il loro utilizzo era aperto a tutti, non veniva classificata a ristretto appannaggio dei nobili, con spiccata attenzione all’igiene. Era altresì un luogo di divertimento e di promiscuità tra i sessi (come ci ricorda un epigramma di Marziale a pagina 62 – tolleranza che la società provava circa la morale sessuale). La visione ironica di Marziale non era condivisa da tutti, specialmente da Seneca, che non apprezza la dissolutezza morale – pagina 63, descrizione vivace della vita nelle terme: attività fisiche, economiche, ecc. Questo proto-turismo termale va in crisi per due motivi essenziali:
  • DIFFUSIONE DEL CRISTIANESIMO – primato dello spirito e mortificazione della carne;
  • RURALIZZAZIONE DELLA SOCIETÀ – in seguito ad invasioni barbariche le persone spopolano le città e queste strutture vanno in disuso. Una rinascita elle terme si hanno nel XIII e XIV secolo, grazie a due cause essenziali: CONOSCENZE MEDICHE, rivalutando i benefici per la salute, e L’ARRICCHIMENTO DI SIMBOLISMO CRISTIANO, iniziando a ritenere che la cura del corpo possa concorre alla purificazione dell’anima. NASCITA DEL TURISMO RELIGIOSO è la prima vera e propria forma di turismo, già presente a Babilonia ed Egitto, con estrema attenzione per gli oracoli → presenza di sacerdoti, dove le persone si recavano per entrare in contatto con la divinità. È una pratica istituzionalizzata dalle più grandi religioni: Cristianesimo, Islam e Buddismo, ad esempio.

Le grandi mete del pellegrinaggio cristiano: GERUSALEMME (luogo santo sia per i cristiani, che per gli ebrei e gli islamici, sede del Santo Sepolcro), ROMA (centro della cristianità) e SANTIAGO DE COMPOSTELA. GERUSALEMME – si sviluppa a partire al IV secolo, frequentata da uomini di grande spiritualità, diventati poi santi, poi aristocratici e fedeli. Nel XI secolo abbiamo una sorta di TURISMO DI GUERRA , grazie alle crociate. Tra il XIII – XV secolo, i cristiani perdono Gerusalemme, visitata solo da chi può permettersi una protezione armata. ROMA – IV secolo, regolata da un calendario d attività religiose. I luoghi verso i quali ci si muoveva erano le tombe di santi e martiri. Inizialmente, i pellegrini si muovevano ed arrivavano da aree limitrofe la città, rendendo il costo del trasferimento una variabile marginale. Successivamente, anche principi ed imperatori iniziano a visitare la città, non solo per motivi religiosi. un’altra categoria di grande import erano i grandi peccatori, mandati in pellegrinaggio per espiare le proprie colpe. SANTIAGO DE COMPOSTELA – dal X secolo, meta promossa dal Papato, interpretata in chiave politica, celebrando le Riconquista della Spagna da parte della cristianità. Inizialmente, i pellegrini arrivano dalla Francia e dalla Catalogna, con la presenza di pellegrini, a partite dal XI secolo, da parte di valloni, fiamminghi, tedeschi, italiani ed inglesi (a partire dal XII secolo, periodo dio massima capacità). Il santuario vive una crisi importante nel 1600, per due motivi:

  • EMERGERE DI ALTRI SANTUARI IN SPAGNA
  • SMARRIMENTO DELLE RELIQUIE DEL SANTO La risposta passa attraverso una ristrutturazione, in stile barocco, del santuario → riproposizione flussi. FATTORI CHE HANNO INFLUITO SULLA DIFFUSIONE DEI LUOGHI SACRI (VIII – IX secolo)
  1. LOTTA ICONOCLASTA – Leone III (imperatore di Bisanzio) aveva vietato l’adorazione delle nuove icone (definito come nuova forma di paganesimo) → le reliquie e le icone vengono trafugate in occidente, dove diventano meta di pellegrinaggio (dopo la costruzione di santuari).
  2. INVASIONI BARBARICHE – i Barbari arrivano e saccheggiano i santuari (definiti come luoghi di ricchezza, con microeconomia interna). Le reliquie, per questo motivo, vengono così spostate in luogo più sicuro. Tra il XII ed il XIII si ha l’apogeo del Pellegrinaggio cristiano in Italia, definita non più solo come pratica religiosa, bensì detentrice di connotati sociali: consente di ottenere un riconoscimento sociale. Il pellegrinaggio, d’altro canto, diviene anche una pena, commutata ai criminali, dalla chiesa; il vantaggio era quello di tenere lontano il condannato e non costava nulla alla società. Tra le finalità comune si aveva la necessità di espiare i propri peccati → SOVRAPPOSIZIONE TRA SFERA RELIGIOSA E SOCIALE. Il pellegrinaggio religioso entra in crisi nel XIV secolo, per diverse ragioni → separazione sfera sociale e religiosa (non più comminati dai tribunali), all’aspetto religioso si aggiunge quello ludico e culturale (pellegrino come viaggiatore), notando così anche una prima secolarizzazione della società. Dal Cinquecento è sempre meno importante: RIFORMA PROTESTANTE e FRENO DELLA CONTRORIFORMA (conscia delle critiche di Lutero, cercando di mettere ordine in questa pratica). Con l’illuminismo la crisi è sempre più importante:
  • PRIMATO DELLA RAGIONE , discredito sugli effetti taumaturgici del pellegrinaggio;

Si ha una prima crisi dei giubilei nella prima meta del '500 in seguito non solo alla Riforma protestante, bensì anche ad un desiderio di spiritualità e di una Chiesa più povera. Una successiva, ed ulteriore ripresa si ha tra Cinque e Seicento → grazie alla CONTRORIFORMA. ASPETTI ORGANIZZATIV I → tra gli aspetti organizzativi più importanti notiamo due momenti essenziali:

  • APERTURA E CHIUSURA DELLA PORTA SANTA
  • PROBLEMA DEGLI ALLOGGI – ospitalità affidata a enti assistenziali nati originariamente per l'assistenza dei bisognosi Una seconda crisi si ha tra il Sei e Settecento e ancor piu nell'Ottocento: l’evento perde di significato e di componente spirituale, in seguito ad una maggior attenzione data ad arte e cultura. Come risposte essenziali della Chiesa abbiamo diverse soluzioni:
  • Cura agli aspetti spirituali: ordinanze per “moralizzare” le serate romane
  • Nuove architetture: scalinata di Trinità dei Monti e fontana di Trevi inaugurate nel 1725. Il GIUBILEO del 1825 è stato l’ultimo proclamato dalla Roma dei Papi (ultimo prima dell'Unita d'Italia), facilitato dalla costruzione di infrastrutture essenziali, come la Rete viaria napoleonica, la predisposizione di Valichi del Moncenisio e del Sempione e dalla presenza di alberghi sempre più “collaudati” → esistono guide. Il GIUBILEO del 1900 è il primo giubileo proclamato da un papa “prigioniero” → Unificazione italiana, Affermazione della cristianità di fronte al nuovo governo laico italiano (per il governo questo era una prova dell’autonomia concessa al Papa). Per ciò che concerne gli aspetti generali dei giubilei del secolo scorso notiamo la presenza di Viaggi organizzati da professionisti (agenzie, tour operator, etc.)e dalla breve durata della funzione stessa.

IL GRAN TOUR

All'origine una rivoluzione culturale: Rinascimento, umanesimo e amore arte, cultura e scienza. Si ha un cambio sostanziale delle destinazioni e il modo di fare turismo. Entra di moda tra '500 e '800 tra le élite inglesi e poi francesi e tedesche; inizialmente era un viaggio che durava 3-4 anni per scopi accademici (era altresì definito come un percorso di formazione!). Tra le mete più importanti citiamo l'Italia e soprattutto Roma (tra le numerose citazioni letterarie, ricordiamo quella di Montaigne, circa il viaggio in Italia, pagina 87/88 manuale). Nel Seicento la nobiltà europea inizia a risiedere in appositi collegi, prediligendo le località italiane grazie alla presenza di Università molto prestigiose (Padova, Bologna) → Italia era centro di “produzione culturale”. Nel settecento, l’Italia diventa la meta più importante del Grand tour, sebbene appaia ancora come un paese arretrato. Tra le novità più importanti di questo viaggio citiamo una maggiore vocazione paesaggistica e non più eminentemente culturale del Grand tour. Notiamo cambiamenti non solo da un punto prettamente turistico, bensì status o categorie sociali implicate:

  • Cambiamenti breve durata (4 mesi), uomini maturi (30-40 anni), status diverso (anche artisti e classi medie) Nella seconda meta dell'Ottocento l'Italia come meta del Grand tour passa di moda: si hanno notevoli miglioramenti del trasporto pubblico (treno, piroscafo a vapore) → tutto ciò comporta una maggiore e più facile localizzazione di altre mete. L’aristocrazia inglese inizia a preferire luoghi esotici, virando specialmente verso le loro colonie (India soprattutto).

Si ha una sorta di Esotismo e cultura: il viaggiatore è erudito, archeologo dilettante (prendiamo l’esempio essenziale dell’Egitto) → per gli inglesi si può parlare di “Gra nd tour delle colonie”; solo per i benestanti americani l'Europa continua a essere meta di G rand tour, grazie alle numerose bellezze artistiche e architettoniche.

LEZIONE 5, LA NASCITA DEL TURISMO MODERNO IN INGHILTERRA:

LE TERME E I MARI FREDDI

Il turismo moderno può essere visto come una sorta di conseguenza diretta dell’industrializzazione, con la specializzazione dell’attività produttiva (specialmente di natura manifatturiera, con un concentramento di industrie – vocazione preponderante, con attività economica essenziale proprio la manifattura. Questo è analogo a ciò che succede a livello in individuale, con una specializzazione del tempo libero personale sia a livello lavorativo, che a livello di svago). La città che esce dalla Rivoluzione Industriale produce una domanda di servizi per il tempo libero: per questo motivo si ha la nascita di città di villeggiatura o città del tempo libero (o città del LOISIR → località in cui l’attività economica dominante è la fornitura di alloggio, svago, beni e servizi a clienti temporanei e residenti). Ci sono alcune città che si specializzano in un’attività economica ben precisa, quella precedentemente citata; questo ci anticipa un cambiamento radicale rispetto alla condizione prototuristica. Il TURISMO MODERNO è la modalità di impiego del tempo libero che richiede la presenza di strutture professionali per ricevere ed intrattenere villeggianti; si passa dunque:

  • Dall’autoconsumo allo scambio di servizi sul mercato – in questo momento emerge il mercato turistico.
  • Dalla villa privata al centro urbano destinato alla vacanza. La prima forma è il turismo termale in Inghilterra, a partire dalla fine del Seicento. Il momento di maggior successo delle città termali è localizzabile tra la metà del ‘700 e l’inizio del secolo successivo; va sottolineato che il poter trascorrere una villeggiatura in centri alla moda, permette un riconoscimento di uno status sociale elevato (poiché il turismo è ancora una cosa, fase per pochi). Le sorgenti termali erano già note dal ‘200 per le proprie proprietà curative. Anche in Inghilterra erano luoghi di culto, divenuti poi proibiti (con grandi divieti) in seguito alla riforma anglicana (che ha un intervento di carattere iconoclasta – la frequentazione delle terme perde quel successo precedente e le terme diventano luoghi abbandonati). Tutto questo portò un esodo inglese verso forme di terme di natura continentale europea (ad esempio Spa, cittadina belga). Questo esodo corrisponde ad un’ingente perdita economica e, al fine di una nuova valorizzazione e promozione delle terme inglesi (dopo un principale tentativo di censura), si ha un tentativo di limitazione delle concorrenza estera e di una promozione del sentimento patriottico. La principale città termale fu Bath che inizia ad essere frequentata già a partire dal 1569; ci sono due persone la cui attività è stata essenziale per la città di Bath: il primo è il dr. Turner, che scrisse un trattato sulle proprietà terapeutiche di quelle acque → l'elemento medico-curativo è fondamentale per la promozione di una città; il secondo personaggio chiave è il Conte di Penbroke, che ha delle entrate importanti nel mondo della nobiltà inglese, promuove questa moda tra l'aristocrazia. Lo sviluppo dei una città turistica presenta due necessità: in primo luogo una sorta di giustificazione medica, in secondo luogo deve essere alla moda. Dal '600 iniziano i primi interventi pubblici e gli investimenti sono di carattere privato; essi si caratterizzano circa la creazione di piccoli stabilimenti, strutture ricettive, locali per il tempo libero. In un tempo abbastanza breve si ha un focus sul divertimento, a differenza della situazione medica precedente. L'innovazione inglese è data

L’aristocrazia ha un ruolo fondamentale ed infatti tutte le strutture architettoniche che troviamo nelle città balneari sono destinate a quella classe nobiliare; in questo caso, la struttura balneare essenziale è il KURSAAL , sorta di piattaforma che consente al turista di entrare in contatto, visivo, con le acque. In Inghilterra, nell'Ottocento, il centro più famoso è Brighton , frequentata d'estate per il suo mare nordico: secondo la medicina dell'epoca era salutare fare brevissimi bagni a temperature basse. La vita turistica si svolge nel centro urbano, non in spiaggia. - implicazione che definisce un certo grado di presentabilità del centro urbano, che deve essere adatto alla ricezione turistica (si notano alberghi e strutture di diversa natura). In un’immagine si può notare una struttura che consente al turista di occupare il proprio tempo, definito come una sorta di acquario. Nella seconda metà dell'Ottocento abbiamo una diffusione delle ferrovie che favorisce la nascita di nuovi centri; cambia anche la clientela, con un nuovo tipo di domanda turistica che richiede strutture meno costose – in particolare abbiamo due categorie di clientela: la Classe media nel Kent, Sussex e Devon, mentre, in periodo più tardo, abbiamo anche le classi lavoratrici inglesi, localizzate soprattutto a Blackpool. Il fatto che anche queste classi lavoratrici possano permettersi delle vacanze, anticipa una prima forma di turismo di massa. Caratteristiche dell'offerta → Fino a metà '800 piccoli investimenti locali, accompagnati successivamente anche da capitali esterni, sebbene la conduzione è sempre locale. Un esempio è dato dalla Capitale londinese, dove si ha la produzione di ingenti capitali, e dove si ha la concentrazione nelle coste del sud per la costruzione di grandi strutture ricettive in un momento successivo si ha un inesorabile declino degli stabilimenti balneari, segnati da motivazioni tra le più disparate: in primo luogo abbiamo un elemento esogeno al sistema economico, ossia lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, città che intercettano una maggiore clientela di natura popolare porta un maggiore successo a livello turistico, considerando ulteriori cambiamenti nel secondo dopoguerra:

  • Nuovo gusto per il mare d'estate : non si considera più il sole nocivo per la salute
  • Sviluppo dei mezzi di trasporto consente alla domanda inglese di recarsi in altri luoghi (gran parte dei turisti inglesi cambia destinazione, scegliendo ad esempio il Mediterraneo).

PERCHÉ’ GLI INGLESI INVENTARONO IL TURISMO?

Non abbiamo solo ragioni di natura economica, bensì anche culturali: parliamo ad esempio del Grand Tour: momento di formazione culturale dell'élite inglese (anche francese tedesca, ma non spagnola e italiana). Diventa importante la logica dell'induzione proposta da Bacone tra Cinque e Seicento, dove si ha la riproposizione della conoscenza attraverso l'osservazione della natura:

  • Il viaggio è un modo per conoscere il mondo, volendo conoscere ciò che è stato elaborato dalle culture passate (es. Grand Tour in Italia, patria del sapere classico) – nuova considerazione del viaggio Nel Settecento le cose cambiano: l'Inghilterra acquista il primato economico su scala globale, diventando il baricentro culturale mondiale, con un cambiamento delle percezioni precedenti, minor sudditanza;
  • Il viaggio diventa momento di piacere: arte, collezionismo, etc
  • Invenzione delle città delle vacanze: in questo senso è fondamentale il ruolo dell'aristocrazia, il cui tratto essenziale è quello del poter praticare l'ozio, elemento di distinzione Per la borghesia, poter attuare ciò, è un riconoscimento sociale elevato.
  • Turismo come affermazione di status sociale – correlato a due elementi: sviluppo industriale (favorendo lo sviluppo delle città turistiche, con una forte urbanizzazione dei luoghi del tempo libero – si separa non solo il tempo di lavoro dal tempo libero, ma anche il luogo di lavoro dal luogo del tempo libero) e trasformazioni sociali e culturali.
  • Formazione di ceto borghese sufficientemente ricco e numeroso da generare domanda turistica e di conseguenza favorire investimenti Tra le trasformazioni sociali e culturali vi sono elementi che favorirono sviluppo del turismo: in primo luogo la medicina, che fornisce una giustificazione scientifica e morale alla villeggiatura: In momenti diversi terme, soggiorni balneari invernali e successivamente estivi contribuiscono alla cura della salute. Si ha una diversa visione della natura (basti pensare all’Illuminismo): non più nemica, ma alleata dell'uomo. Lo sviluppo della domanda turistica fu accompagnato da trasformazioni dell'offerta (non solo turistica)
  • Ferrovie (sorte non per il turismo) e sviluppo di città per la villeggiatura della classe media e operaia
  • Impegno finanziario per dotare questi centri di strutture ricettive e ricreative: ◦ Proprietari terrieri ◦ Imprenditori locali ◦ Pubblica amministrazione.

LEZIONE 6, ALTRI TURISMI – IL MARE D’INVERNO, IL MEDITERRANEO

LA MONTAGNA ED I PARCHI

Quello sviluppo dell’attività balneare inglese, trova spunti anche, soprattutto tra Settecento e Ottocento l’area Baltica e la Germania: essenziale è l’influenza delle conoscenze mediche, con conseguente declino delle località inglesi. Vi è una novità rispetto allo sviluppo delle località balneari inglesi, riguardando soprattutto la pianificazione dell'organizzazione e della localizzazione della costruzione delle località: → lo sviluppo precedente delle attività balneari inglesi, manca di un intervento dell'autorità centrale - lo sviluppo di Bath e guidato a livello locale(es. famiglie reali), a differenza delle realtà successive. queste realtà, sebbene siano famose, presentano un successo limitato rispetto all'Inghilterra, dovuto soprattutto alle diverse abitudini della nobiltà centro-europea e alla concorrenza di città termali – (in Inghilterra ci sono fasi diverse). A inizio Ottocento, una delle località che incontra maggiormente i gusti dell’epoca è Dieppe , con un forte interesse per le coste settentrionali francesi, appunto. Il modello riprende quello già proposto dalle località inglesi, con stabilimenti balneari ben definiti:

  • lunghe gallerie di fronte al mare con strutture per il divertimento presenza di terrazza, ristorante, etc. possiamo notare, inoltre, la presenza di casinò – luoghi di divertimento in vicinanza di spiagge. I bagnanti sono dotati ancora di costumi che coprono tutto il corpo. Ancora una volta possiamo notare, in un’immagine diversa, il casinò e sullo sfondo la spiaggia. Una situazione simile si riscontro in Spagna, registrando però uno sviluppo solo della zona tra Santander e San Sebastian, in seguito ad una sorta di arretratezza della Spagna: solo Madrid è in grado di generare domanda turistica; il modello turistico è simile a quello inglese o francese: in queste zone si andava al mare d'estate, ma si
  1. Un 3° elemento fu l'eliminazione del rischio di malattie (es. malaria, che aveva infestato alcuni tratti della costa mediterranea nel passato, allontanando i potenziali turisti). Questi elementi permettono una considerazione della zona mediterranea, fondamentale, infatti, la promozione del Mediterraneo attraverso l'emergere di una “cultura del sole” (primi 30 anni del '900): il colore della miseria (il fatto di essere abbronzati) diventa uno status symbol. Si ha un cambiamento di costumi sociali. Tra le due guerre mondiali, questa moda del sole si sviluppa in maniera notevole, data anche dal consolidamento della classe sociale media (impiegati soprattutto), che diventano protagonisti del turismo europeo. Questo arrivo impetuoso, a livello sociale, ha come conseguenza lo sviluppo di strutture ricettive meno costose dei grandi alberghi: pensioni e piccoli alberghi. Questo sviluppo, per motivi chiari, fu bloccato dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

L’INVENZIONE DELLA MONTAGNA

INVENZIONE è la parola chiave: ad un certo punto si ha un cambiamento della concezione della montagna, alla base della quale notiamo una trasformazione culturale nel Settecento:

  • Crisi dell'estetica del classicismo: fascino per il caotico e l'informe → la montagna diventa suggestiva, che può ispirare i sentimenti essenziali dell’opera romantica
  • Rivoluzione scientifica: l’attenzione alla natura, base della scienza moderna, fa si che la montagna venga considerata come luogo di osservazione scientifica, con possibilità di trovare testimonianze del passato. Si ha la possibilità di risoluzione di problemi scientifici.
  • Mito del buon selvaggio (Rousseau): la gente di montagna acquista immagine positiva (non corrotti dalla vita cittadina, a differenza del passato – dove gli uomini della montagna venivano visti ancora come un qualcosa di negativo) Accanto a questa situazione si ha la presenza di un 2° elemento: lo sviluppo dell'alpinismo a scopo prima scientifico e poi ludico, diviene un’attività molto importante, permettendo perciò la scoperta della montagna a livello naturalistico e geografico. I primi turisti erano perciò scienziati, letterati e poeti soprattutto inglesi. Fondamentale fu il ruolo dell'associazionismo, grazie all’invenzione dei primi club alpini che sorgono nella seconda metà dell'Ottocento (ad esempio il CAI 1863 ). L'alpinismo aiuta a cambiare l'immagine della montagna, ma non il suo volto, innanzitutto poiché era considerato un turismo d'élite (con non possibilità di ottenimento di capitali esteri per la promozione turistica) ed in secondo luogo poiché siamo in un periodo di conquistata una vetta, dopo aver conquistato una vetta se ne cerca un'altra (flussi turistici incostanti). Il successo della montagna è dovuto alla possibilità di godere di un clima mite d'estate e di tranquillità, che si equipara alla vacanza presso il mare d'inverno. Una delle nazioni che giova di questo cambiamento, è la Svizzera, dove il turismo si sviluppa a partire dalla metà '800 grazie alla promozione di medici inglesi, con primi investimenti da parte di albergatori svizzeri che vogliono intercettare clientela ricca ed esigente. Inizialmente l'offerta di strutture ricettive era garantita dalla popolazione locale (stanze per forestieri nelle abitazioni, locande a gestione familiare, etc); Successivamente sorgono i grandi alberghi di prestigio per una clientela internazionale, soprattutto inglese. La crisi della montagna svizzera si ha negli anni Settanta dell'Ottocento: una delle principali cause è data dalla depressione economica internazionale e, in secondo luogo, dalla concorrenza delle località balneari francesi. Si ha una reazione svizzera, attraverso una riorganizzazione del turismo montano svizzero: riduzioni di prezzo ed

ampliamento la domanda – si ha il miglioramento ed ampliamento dell'offerta (biblioteche, attrezzature per lo sport e la musica, giardini, etc). Per ciò che concerne lo sport (soprattutto il pattinaggio), esso consente anche di proporre la montagna come meta di vacanze invernali. Il problema però, era organizzare il tempo libero – neve come problema essenziale, impedendo tutte quelle attività del turismo montano estivo. Si ricorre dunque al ricordo dello sport. Un 2° fattore di promozione del turismo invernale montano fu l'azione dei primi tour operator inglesi; un caso notevole è quello di Henry Lunn che, a fine '800, organizza soggiorni di studio e meditazione sulle nevi svizzere, alloggiando turisti nei grandi alberghi – creazione di partnership notevoli.

UN CASE STUDY – SAINT-MORITZ

Questa località vanta una tradizione “turistica” secolare: già nel Rinascimento era definibile come luogo di pellegrinaggio e centro termale → entra in crisi a causa di terremoti e inondazioni. Nel Seicento era già famosa tra la nobiltà lombarda per le sue acque curative (sebbene la località non era in grado di attirare investimenti esteri, e l’offerta turistica gestita da privati – no investimenti appunto). La svolta si ha nel 1856 con Johannes Flugi il quale costruisce un albergo ed uno stabilimento per clientela di ceto elevato, attirando così capitali zurighesi. La comunità locale cede gratuitamente il terreno, accogliendo positivamente il progetto. Il suo successo si ha nel secondo '800, in seguito alla costruzione di un lussuoso e ampio albergo da parte di Johannes Badrutt, cercando una valorizzazione dei bagni e costruzione di ville private. Osserviamo una crescta dirompente della clientela inglese, con un grande ruolo da parte dell'amministrazione locale 8attravreso lo sviluppo infrastrutture sportive, cercando così una promozione del turismo invernale, non solo estivo). Pensiamo alla creazione di un albergo (struttura capital-intensive) con necessita di stagione lunga, consentendo un rientro di profitti che copre l’investimento iniziale. Questa località turistica presenta differenti modalità di promozione del turismo invernale a inizio '900:

  • notiamo la pubblicazione di periodici in inglese e tedesco, inviati a grandi alberghi europei e a compagnie di navigazione
  • Predisposizione di sentieri e piste da sci, con la costruzione di impianti sportivi (tennis): strutture ricettive alla moda (american bar e organizzazione di feste). Questa possibilità viene data dai diversi collegamenti a ferrovie svizzere, francesi e tedesche e miglioramento vie di comunicazione con la pianura padana

IL TRIONFO DELLO SCI

Un'invenzione italiana, per la prima volta, si ha nella costruzione del Sestrière negli anni '20 secolo scorso. Questa località, famosa per lo sci, presenta l’interessamento della famiglia Agnelli, attraverso la presentazione di un piano di valorizzazione turistica: si ha l’acquisto terreni e della costituzione della Società Anonima “Incremento turistico Sestrière”, che ha, come elemento essenziale, la costruzione di una stazione sciistica e di due grandi alberghi e di altre infrastrutture per lo sport. Lo sviluppo turistico e la pressione degli Agnelli favorì l'autonomia della vallata: il Comune di Sestrière → autonomia decisionale in ambito turistico. In Francia si osserva lo sviluppo dell'Alta Savoia a partire dagli anni '30 e soprattutto nel secondo dopoguerra; grazie ad un intervento pubblico si ha la presenza di un piano di intervento per lo sviluppo montano; nello stesso periodo, però, negli USA emergono due grandi stazioni sciistiche: la Sun Valley, nelle montagne rocciose, ed Aspen, nel Colorado.

  • Assunzione di personale con formazione scientifica
  • Avvio di progetti di ricerca Come risultato abbiamo la presenza di nuove politiche di gestione che riuscirono ad armonizzare la situazione: da un lato abbiamo una tutela dell'ambiente molto più marcata, dall’altro un aumento dei flussi turistici.

LEZIONE 7, DAL TURISMO DI MASSA AL TURISMO POSTMODERNO

Secondo momento di passaggio, rispetto ai momenti precedenti. Alla base della nascita del turismo di massa vi sono diverse condizioni: in primo luogo vi fu un consolidamento di alcune consuetudini sociali nel '900: tra queste incontriamo la conquista del tempo libero da parte delle classi lavoratrici (un elemento fondamentale che caratterizza il periodo che segue la Rivoluzione Industriale è la divisione tra tempo libero e lavoro, definita, appunto, come una conquista), ciò implica che la vacanza diventi parte della “struttura delle preferenze” (cioè un'abitudine di consumo); questo punto determina il successo di una delle tipologie di vacanza, è l’affermarsi della moda dell'abbronzatura. Fra le due guerre, tuttavia, il turismo assume una dimensione di massa solo negli USA – essendo stato protagonista della seconda Rivoluzione Industriale, vivendo un intenso processo di industrializzazione (analogamente alla Germania, sebbene viva una crisi politica ed economica molto marcata → crisi politica ed economica in Europa). Nel secondo dopoguerra la situazione cambia di molto: la stabilità internazionale diviene un obiettivo perseguito dalla maggioranza degli stati mondiali, con una ricerca di pace fra le nazioni del mondo occidentale → si punta ad una strategia di provincializzazione dei conflitti, con il mondo occidentale non toccato direttamente da queste guerre. Il secondo punto che va sottolineato è questa crescita economica dell'Occidente (Giappone, Europa ed USA), che si sviluppano notevolmente. Un terzo punto che caratterizza il periodo post-bellico ha a che fare con la situazione dei paesi in via di sviluppo, in cui, alcuni di essi, riescono a sviluppare un'offerta (e a volte anche una domanda) di servizi turistici – paesi che attuano ciò possono essere paesi come la Cina, ad esempio. Le tendenze di fondo del turismo internazionale nell'ultimo cinquantennio sono ricollegabili alla leadership europea (nel 2008 53% arrivi mondiali), ed alla recente comparsa di nuovi competitor (Cina ed Estremo Oriente). In particolare per queste zone si devono sottolineare alcuni aspetti:

  • In primo luogo, notiamo l' importanza di una crescita del settore turistico è parallela al resto dell'economia nel suo complesso ; l'aumento dei flussi turistici è dovuto ad un miglioramento della qualità della vita e dalla presenza di un paese generatore di domanda turistica (in Asia è il Giappone). Per definire cos’è il turismo di massa, è opportuno affidarci a ciò che dice la sociologia, ad esempio; si parte da un’analisi di cos’è la vacanza, definita come elemento di integrazione sociale, rito condiviso, riconosciuto anche dalla società stessa → accomuna il vivere quotidiano del tempo di individui inseriti in micro o macro-società. Essa, in primo luogo, deve essere considerata come espressione di un desiderio di fuga dalla civiltà dell'uomo moderno, sebbene non voglia implicare la presenza di rischi legati alla civiltà stessa. Si cerca di ricreare anche nei luoghi più lontani un ambiente simile a quello in cui vive (situazione paradossale). Una citazione molto evocativa → “la meta deve essere, a un tempo, accessibile e inaccessibile, lontana dalla civiltà e munita di tutti i comfort” (Hans Enzensberger). Il protagonista di questa vacanza massificata è il ceto borghese che, cercando di imitare le classi elevate, finisce con il vivere esperienze banali e superficiali → visione negativa del turismo. Vi sono altri fattori che presentano la stessa tesi, che spingono verso una visione negativa del turismo di massa: il consumo di risorse naturali, il negativo impatto paesaggistico (località turistiche – montane e balneari –

rovinate da impianti, con paesaggi distrutti dall’uomo stesso). Un altro impatto problematico si ha nell’impatto problematico degli investimenti turistici su società ed economia dei paesi arretrati (tutto ciò ha portato, una parte rilevante almeno, ad una visione negativa). Tuttavia, vi sono anche visioni positive (es. MacCannel) → Turismo di massa come esperienza di ricerca di autenticità. Lo sguardo dell'economia sul turismo di massa si è chiesta Quando il turismo diventa fenomeno di massa? Sostanzialmente, ha identificato una serie di criteri:

  • Standardizzazione dell’offerta dei servizi;
  • Mercato oligopolistico, poche e grandi imprese che controllano il mercato;
  • Innovazione non dipende dai consumatori ma dai produttori → si tratta di fordismo turistico! (ironia che sottolinea quanto, i beni prodotti, fossero standardizzati, con una dominanza di mercato di alcune aziende di grandi dimensioni; catena di montaggio e divisione del lavoro, cliente come soggetto passivo e l’azienda impone i suoi beni); per molti economisti, turismo di massa è stato una forma di fordismo turistico, sebbene vi siano definizione alternative , ad esempio quella proposta da Burkart e Medlik (citazione a pagina 153 → si può parlare di turismo di massa, quando una parte elevata della popolazione incorpora, nel suo consumo, la vacanza). Si stressa l'aspetto quantitativo, evitando di generalizzare fenomeni che sono diversi da paese a paese; chiaramente, a seconda dell'approccio che noi prendiamo in considerazione, cambia la cronologia relativa al turismo di massa: se pensiamo alla sociologia, datiamo, come periodo di inizio, il periodo tra le due guerre (in Europa e Stati Uniti), se prendiamo in considerazione l’economia, gli anni '50 del Novecento. Una cronologia proposta da diversi geografi (tra cui Shaw e Williams), identifica cinque fasi essenziali:
  1. USA, anni '20-'30: turismo interno, massificazione del turismo intern o, grazie allo sviluppo dell’utilizzo delle automobili e alla presenza di ferie retribuite, in ambito lavorativo;
  2. Europa, anni '50: sviluppo economico 3. Anni '50-'60: dimensione internazionale non solo del turismo americano, bensì anche di quello europeo;
  3. Anni '70: globalizzazione del turismo → Australia, Asia e Africa diventano mete turistiche di massa Automobile e voli charter. La diffusione del turismo di massa non può avvenire in modo isolato, deve essere accompagnato da una trasformazione del settore dei trasporti: automobile e trasporto aereo come metodi diffusi. Gli elementi che consentono uno sviluppo di questi trasporti, ossia coloro che consentono una meno onerosità dei voli e viaggi:
  • Progresso tecnologico (motori a reazione, aerei di grande dimensione)
  • Innovazioni organizzative: notiamo l’emergere del trasporto a domanda (divenuti poi voli charter); le origini datano il secondo dopoguerra, con un’abbondanza di aerei riconvertibili a uso civile e di piloti. Come funziona un volo charter? → Una compagnia noleggia un aereo e cerca di occupare tutti i posti, ed il vero guadagno si ha solo quando la totalità dei posti sono occupati; per fare ciò si può avere l’applicazione di prezzi inferiori a quelli dei voli di linea (le compagnie di linea adottarono comportamenti oligopolistici per tenere alti i prezzi, sebbene il tasso di occupazione dell’aereo era di circa il 50%). Vi sono elementi che accomunano i voli charter, con quelli low-cost, sebbene siano cose differenti). Nel Mediterraneo, inizialmente, vi erano compagnie