TACITO
• Nascita tra il 55 e il 58 d.C. (poche notizie, forse dalla gallia)
• Formazione retorica a Roma; genero di Agricola (che fu console nel 77 d.C.)
• Console nel 97 d.C. (Nerva)—> da vespasiano in senato (gli concede laticlavio), Tito questura, Domiziano pretura poi
membro dei 15viri sacris faciundis, prende parte all’adozione di Traiano
• Rapporti con Plinio il Giovane, scrive a Tacito dell’eruzione Vesuvio 79
• 112-113 governatore della provincia d’Asia
• Non abbiamo molte notizie sull'ultima fase della sua vita: morte presumibilmente sotto l'imperatore Adriano.
• Stile della prosa di Tacito: brevità e condensazione del pensiero, variatio, ricorso ad artifici retorici quali, ad esempio,
l'antitesi e il parallelismo, infiniti storici-narrativi idea di accumulazione, paratassi, variatio improntato a mancanza di
concinnitas e armonia, sentenze frammentate
• Opere a partire dal 97-98 d.C., inizia a scrivere dopo morte Domiziano
AGRICOLA
• De vita Iulii Agricolae, biografia del suocero di Tacito, su modello di Plutarco, ordine cronologico, patria, famiglia,
educazione poi cursus honorum fino al consolato, aveva combattuto in Britannia, biografia in cui, però, è possibile
scandagliare alcuni motivi fondamentali del pensiero tacitiano, quali, ad esempio, il rapporto con il potere imperiale —>
presentazione delle virtù del suocero (lode) perchè ha saputo dar prova di moderatio in tempi così difficili
• PREFAZIONE ora può iniziare a scrivere perche si inizia a respirare: Nunc demum redit animus, agricola modello di
comportamento ha saputo usare virtu e coraggio anche sotto tiranno, è possibile essere onesti, contro figure che si
davano la morte contro potere (si ritira a vita privata senza accusare apertamente il principe, continua a servire la
patria, interesse superiore è il bene dello stato, non bisogna peccare di superbia ed essere fieri antagonisti ma
neanche scadere nel servilismo)
• Stile magniloquente, varietà di toni, influenza di Sallustio x narrazione della guerra, ritmo incalzante con ellissi e infinti
storici, modello anche Livio nei discorsi dei 2 condottieri, cicerone x ricordo conclusivo del suocero (grandi parallelismi)
• BRANO CAP 29, per un attimo non più biografo ma moralista, effetti della romanizzazione in Britannia, descrizione
attività di agricola, x abituare alla civiltà uomini rozzi dalla guerra, li esortava e li aiutava con denaro a costruire edifici,
templi… loda i più attivi e punisce i più inoperosi, competizione della lode non repressione, faceva educare figli, faceva
imparare lingua dei romani… HUMANITAS E SERVITUS in antitesi (da belva a uomo), concetto di filantropia,
civilizzazione, romanità. Civilizzazione può essere applicata in contesto di guerra ai nemici? Civiltà ha dei limiti, anche
clementia è dote politica x garantirsi consenso, non più connotazione morale ideale, virtu dell’imperatore, visione più
ancorata alla realtà dei rapporti di forza. Riferimento alla corruzione data dal lusso
• campagne militari in Bretagna con excursus sui luoghi ed esposizione dell’attività di agricola, poi campagna contro i
Caledoni, il discorso di Calgaco, fino ad agricola che si ritira a vita privata ma non è sfuggito dall’ira del principe perché
c’è un sospetto avvelenamento del suocero da parte di Domiziano, l’opera finisce con il bilancio alla vita di agricola e
apostrofe al defunto