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Riassunto completo e dettagliato del libro "TEORIA SOCIOLOGICA" di G.RITZER, J. STEPINSKY,
Tipologia: Sintesi del corso
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1.2: il contesto sociale è lo studio di questa disciplina: alcune delle più importanti condizioni sociali del XIX secolo: Le rivoluzioni politiche: i movimenti politici della Rivoluzione Francese del 1789 furono la causa della nascita delle teorie sociologiche. Ciò che colpì gli studiosi, erano gli aspetti negativi più che quelli positivi di tali cambiamenti: in particolare dal disordine e dal caos in Francia. Gli studiosi cercarono quindi di trovare un modo per riporre l’ordine in società sconvolte. Questo interesse lo ebbero in particolare modo: Comte, Durkheim e Parsons. Rivoluzione industriale e nascita del capitalismo: l ’industrializzazione che si diffuse tra il XIX e il XX secolo non fu un evento singolo, ma un insieme di processi che portarono alla trasformazione del mondo occidentale. L’ideale che regnava era quello di un sistema capitalistico e quella di libero mercato. Gli autori più interessati: Marx, Weber, Durkheim e Simmel. Il colonialismo: iniziò nel XV secolo quando il Portogallo insediò colonie commerciali in Asia e la Spagna depredò il sud America. Le colonie erano fonti di grandi ricchezze e di sfruttamento e il colonialismo fu cosi incentivato dall’accumulazione primitiva (Marx). Il razzismo moderno prese piede qui, quando gli europei tentarono di legittimare il loro potere sulle nazioni africane. Nascita del socialismo: è ciò che contrasta le eccessività del capitalismo. I sociologi in generale avevano due schieramenti riguardo l’essere favorevoli al socialismo. Marx-> in contrasto con la società capitalistica. Weber e Durkhaim: in contrasto con Marx. Essi temevano il socialismo più del capitalismo. Il femminismo: c’è sempre stato ma le vere e proprie precursori del movimento si videro negli anni 30 nel 1600, nei momenti in cui sono stati segnate le storie d’Occidente [1780-90, anni cinquanta dell’ottocento]. La sociologia mutò per via dei diversi trattati pubblicati da donne prime di quel momento non considerate come: la Martineu o la Gilman che però costituirono comunque un’appendice della disciplina. Gli autori come Spencer Weber e Durckaim non prestavano attenzione alle istanze femministe delle loro colleghe. L’urbanizzazione: in seguito alla rivoluzione francese in molti si trasferirono dalla campagna alla città, dando cosi origine ad una migrazione di massa. Ciò causò problemi a chi si doveva adattare ad un altro stile di vita ed alle città, che si dovettero ampliare di molto. La vita urbana fu al centro degli studi di: Simmel, Weber e della scuola di Chicago. Il mutamento religioso: inizialmente tutti i sociologi erano religiosi e portavano la loro fede nella sociologia, altri invece erano convinti che la religione stessa fosse sociologia ed altri ancora che la moralità religiosa dovesse entrare nella disciplina stessa. Illuminismo: è opinione di molto che l’illuminismo costituisca uno snodo decisivo per la successiva evoluzione della sociologia. I sociologi più famosi furono Montesquieu e Rousseau, che insieme ai pensatori come Locke, Hobbes e Descartes volevano unire la ricerca empirica alla ricerca razionale. La concezione illuministica vedeva l’uomo come in grado di poter comprendere
tutto ciò che lo circonda grazie alla ragione; la quale dominava la naturate che di conseguenza donava anche il mondo sociale: motivo per il quale i sociologi ricercavano quelle leggi al fine di poter costruire la società migliore in assoluto. La reazione conservatrice all’illuminismo:
E stato considerato a lungo uno scienziato politico e non un sociologo e molti hanno rilevato l'esistenza di una teoria sociale nella sua opera “spirito delle leggi”. L'autore è noto maggiormente per il suo scritto estremamente autorevole democrazia in America 1835 1840 ,soprattutto per via della prima parte nella quale elogia il sistema democratico americano .egli si fa promotore della libertà ma è molto critico nei confronti dell’ uguaglianza che ai suoi occhi rischia di alimentare la mediocrità.se confrontata con gli splendori degli aristocratici (lui lo era ).Lui era molto preoccupato per via della centralizzazione ovvero di quelle cose che preoccupano il governo centralizzato .secondo lui la massa di uomini generalmente uguali e troppo servile per opporsi al processo di centralizzazione. Toqueville è Quindi critico della democrazia e soprattutto del socialismo CLAUDE HENRI SAINT-SIMON: 1760- Egli era il capo di Comte. le dei due pensatori si assomigliano tuttavia si aprì un divario in seguito ad una discussione. Dal lato conservatore l'autore voleva mantenere la società come era ma non desiderava un ritorno al medioevo come invece auspicavano Bonald e Maistre. egli era un positivista chi credeva che lo studio dei fenomeni sociali avrebbe richiesto l'impiego delle tecniche scientifiche utilizzate nelle scienze naturali. dal lato radicale invece promosse le riforme in chiave socialista soprattutto la pianificazione centralizzata del sistema economico anche.se non al livello di Marx. AUGUSTE COMTE: 1798- Egli fu il primo ad utilizzare il termine sociologia e influenza o molto gli studiosi successivi credeva che lo studio di questa disciplina dovesse essere scientifico come lo ritengono molti studiosi classici e contemporanei. egli detestava l'anarchia che si diffondeva in Francia e criticava i pensatori che avevano posto le basi dell'illuminismo e della rivoluzione. elaborò il proprio sistema filosofico: la filosofia positiva Per contrastare quella che lui chiamava filosofia negativa, l'illuminismo. Le sue opere si distinguevano dalle altre per due motivi :Egli non riteneva possibile tornare al medioevo a causa del progresso della scienza ed inoltre elaborò un sistema teorico molto più sofisticato rispetto a quello dei suoi predecessori. la sua scienza fu la fisica sociale detta poi sociologia nel 1839. fu chiamata fisica sociale per la sua intenzione di seguire le scienze dure.il suo interesse verso il mutamento rifletteva le altrettanto interesse per la riforma sociale in particolare a partire dai danni provocati dalla rivoluzione francese e dall illuminismo. Egli non voleva un mutamento rivoluzionario poiché pensava che tutto sarebbe successo in maniera naturale. Egli afferma la “legge dei tre stadi “secondo la quale vi sono tre fasi culturali attraverso le quali il mondo svolge la propria vicenda. Comte per mondo intende gruppi, società ,scienze individui e menti. i tre stadi: -lo stadio teologico: il mondo prima del 1300 .il sistema delle idee dominante metteva in risalto le potenze soprannaturali e le figure religiose perché modellata misura d'uomo si credeva fossero alla base di ogni avvenimento -lo stadio metafisico: al posto di divinità personalizzate intervengono forze astratte come la natura a spiegare ogni cosa. -Lo stadio positivo:si svolse tra il 1300 e il 1800 il mondo era caratterizzato già dalla fede nella scienza, l'uomo rinuncia alla ricerca di cause assolute (Dio ho la natura )e si concentra sull’ osservazione del mondo fisico. Comte fece emergere principalmente i fattori culturali. secondo lui il disordine spirituale era la causa del disordine sociale, il quale era proveniente da precedenti sistemi di idee come quello teologico metafisico e che comunque esiste nell'età positiva. soltanto quando il positivismo avesse preso il controllo totale sarebbero cessati i sommovimenti sociali.
poiché era un processo evolutivo non era necessario fomentare una rivolta sociale di rivoluzione sociale. Il conservatorismo dell'autore è stato determinante per lo sviluppo della sociologia classica .la sua sociologia inoltre non si concentra sull’ individuo ma assume comunità fondamentale di analisi unità più grandi come la famiglia. Egli prendeva in considerazione tanto la struttura quanto il mutamento sociale, ma anche i legami tra i vari componenti della società. Egli dava grande importanza al ruolo del consenso e non dava merito all'idea che la società fosse caratterizzata da un inevitabile conflitto tra operai e capitalisti. a suo avviso i sociologi dovevano usare l'osservazione, la sperimentazione è l'analisi storica comparativa. Ehi rappresentano l'avanguardia della sociologia positivistica. Secondo Turner il positivismo di Comte affermava che l'universo sociale e soggetto lo sviluppo di legge astratte che possono essere provate attraverso un accurata raccolta di dati e che queste leggi astratte indicheranno le proprietà fondamentali e generali dell'universo sociale. anche.se a Comte manco una solida base accademica su cui costruire una scuola sociologica pose le basi per costruire una corrente significativa. Lo sviluppo della sociologia tedesca: Mentre nella storia della sociologia francese vi è un progetto che parte dall' illuminismo e dalla rivoluzione per giungere alla reazione conservatrice la sociologia tedesca risulta frammentata fin dall'inizio. Risulta Una scissione tra Marx che rimase ai margini della sociologia i primi giganti come Weber e Simmel. Le radici e la natura delle teorie di Karl Marx: HEGEL: L'essenza della sua filosofia si può sintetizzare in due concetti: la dialettica e l'idealismo .la dialettica eè sia il modo di pensare sia un'immagine del mondo. sottolinea l'importanza del processo ,delle relazioni ,delle dinamiche dei conflitti e delle contraddizioni :un mondo dinamico .la dialettica precede la sua filosofia anche.se in genere si tende ad associare il suo nome. Marx da suo allievo appreso l'importanza della dialettica, tuttavia mosse fin da subito critiche sui modi con cui Hegel la utilizzava. Hegel infatti tendeva ad applicarla solo le idee mentre Marx pensavo che andasse applicata anche ad aspetti più materiali come l'economia. Hegel è anche associato all'idea di idealismo che si fonda sulla centralità dello spirito e dei prodotti spirituali mettendo in secondo piano il mondo materiale. Ciò che conta di più e la definizione sociale del mondo fisico (non questo mondo in se). nella sua forma estrema l'idealismo afferma che esistono solo lo spirito di costrutti psichici, alcuni idealisti credevano che la dimensione spirituale sarebbe rimasta inalterata anche se il mondo fisico e quello sociale avessero cessato di esistere. Gli idealisti enfatizzano lo spirito e le idee prodotte dai processi mentali. l'autore elaborò una sorta di teoria evolutiva del mondo in termini idealistici: all'inizio l'uomo era dotato solo dalla capacità di apprendere il mondo attorno a lui attraverso i sensi (vista olfatto e la sensazione in generale)dopodiché l'uomo acquisì la capacità di apprendere se stessi con l'autocoscienza: capendo così che avrebbe potuto migliorare la sua esistenza. Nella filosofia di Hegel Si apriva una contraddizione tra ciò che l'uomo era e ciò che pensava che avrebbe potuto essere il cui risultato consiste nello sviluppo e nell’espansione dello spirito della società nel suo complesso, in questo modo gli individui evolvono a partire da una comprensione delle cose per arrivare a una comprensione di sé e del posto e del contesto più ampio delle cose. Hegel costruire poi una teoria generale dell'evoluzione del mondo, ovvero una teoria soggettiva nella quale il mutamento è considerato a livello di coscienza. non si tratta di un mutamento arbitrario: si svolge ben al di là della capacità di controllo degli attori chi sono sbattute come barchette qua e là dall' impetuosa corrente dell’inevitabile evoluzione della coscienza. FEUERBACH: Rappresenta uno snodo tra Hegel e Marx. In quanto hegeliano di sinistra egli criticò Hegel per la sua eccessiva enfasi sulla coscienza e sullo spirito della società. la scelta di filosofia materialistica
negativa qualcosa contro cui configurare la loro sociologia, soprattutto in America vi fu ostilità verso l'opera di Marx. la ragione fondamentale del rifiuto di Marx era di tipo ideologico infatti molti dei primi sociologi erano della reazione conservatrice alle rotture con l’illuminismo e la rivoluzione francese.Le idee marxiane erano quindi temute e guardate di malocchio Marx fu messo da parte come ideologo e non fu riconosciuto un serio teorico sociale. in particolare fu la natura dell'ideologia a far inorridire molti sociologi in quanto non volevano seguire un' ideologia radicale come quella di Marx. egli non fu accettato anche per molte altre ragioni: sembrava ad esempio più un economista che un sociologo i per via della natura dei suoi interessi in quanto Marx, al contrario degli altri, non fu mai turbato dal disordine creato dall' illuminismo e dalla rivoluzione francese. la maggior parte dei teorici conservatori furono influenzati dalla filosofia kantiana mentre Marx fu influenzato soprattutto da Hegel. GENESI E NATURA DELLE TEORIE DI MARX WEBER (1864-1920) E DI GEORGE SIMMEL (1858-1918) Weber e Marx: Salomon Affermò che una lunga parte della teoria del gigante del sociologia tedesca ,Weber ,scaturì da un lungo ed intenso dibattito con lo spettro di Marx. ciò perché da diversi punti di vista la teoria marxiana svolse un ruolo negativo in quella weberiana. in particolare potremmo dire che Weber lavoro nella tradizione marxiana cercando di portarla a compimento. il rapporto tra Weber e Marx può servire per mettere alla luce grandi fonti della sociologia tedesca. e comunque necessario ricordare che veber non aveva una conoscenza approfondita dell'opera di Marx e che la sua reazione era più rivolta ai marxisti che a Marx. Weber considerava Marx e marxisti del suo tempo affetti da determinismo economico: ciò che essi Lodi più Weber fu la riduzione delle idee semplici riflessi di interessi materiali Ed il fatto che gli interessi materiali determinassero ideologia,così Weber intendeva “far camminare Marx sulla testa” come Marx stesso aveva fatto con Hegel. Weber si concentrò sulle idee e sul loro effetto sull’economia invece di considerarle come semplici riflessi Weber lei vedeva come forza autonoma e capace di influenzare in modo profondo il mondo economico. egli si interessò in particolare modo anche ai sistemi religiosi e all'impatto tra le idee religiose e l'economia. nel suo l'etica protestante e lo spirito del capitalismo (1904) Si occupa del protestantesimo in quanto sistema di idee ed è suo impatto sulla nascita di un altro sistema di idee il capitalismo. Weber guardò compare interesse anche alle altre religioni del mondo cercando di capire come la loro natura possa aver ostacolato lo sviluppo del capitalismo nelle loro rispettive società. un altro elemento che ci permette di accostare Weber e Marx e che il primo non cercò di contrapporsi al secondo quando invece di completare la sua prospettiva teorica. in tal senso Weber sembra che lavori più all'interno della tradizione marxiana che all'esterno. Marx si era concentrato sul concetto di classe sociale, individuando così la dimensione economica della stratificazione sociale. Weber riconobbe l'importanza di questo fattore ma fermo che vi erano anche altre dimensioni di stratificazione altrettanto importanti in quanto secondo lui la stratificazione avrebbe dovuto comprendere anche alla il prestigio sociale (status) e il potere. tuttavia c'è un terzo livello dal quale si possono descrivere ancora meglio le relazioni tra Marx e Weber: Marx è semplicemente visto come uno dei molti che hanno influenzato il pensiero di Weber. Altre influenze su weber: Si possono individuare molte fonti della teoria weberiana tra cui storici ,filosofi ,economisti e teorici della politica. tra tutti spicca in particolar modo il filosofo Kant, ma anche il pensatore Nietzsche. l'influenza di Kent su Weber e sulla sociologia tedesca dimostra come quest'ultima è il marxismo nascano da fonti filosofiche profondamente diverse. l'influenza filosofica fondamentale della teoria marxiana era Hegel, non Kant. La filosofia di Kant spingeva Apri dirigere una visione più statica, infatti per lui il mondo era un affastellamento di elementi confusi che non potevano essere conosciuti direttamente. si può infatti conoscere il mondo solo
attraverso un processo di filtraggio di selezioni e di categorizzazione degli elementi. canta distingueva tra il contenuto del mondo reale e le forme attraverso le quali il contenuto poteva essere colto. lei in fase di tali forme DE dei sociologi della tradizione kantiana una qualità più statica rispetto a quelli marxiani. se quella di Marx si può definire una teoria del capitalismo quella di Weber fu una teoria del processo di razionalizzazione. Weber desiderava comprendere il motivo per cui le istituzioni del mondo occidentale erano divenute progressivamente più razionali mentre poderosi ostacoli si frapponevano allo sviluppo di un simile processo nel resto del mondo. la razionalizzazione e quindi al centro della teoria weberiana. La fortuna della teoria di Weber: Weber fu piu liberale di Marx, motivo per il quale divenne più applicabile dal punto di vista politico. Egli criticò molti aspetti della società capitalistica moderna e giunse a conclusioni simili a quelle Marxiane, ma non propose mai soluzioni radicalmente cosi simili. Egli credeva infatti che soluzioni cosi radicali avrebbero fatto solo più male che bene. I sociologi successivi, soprattutto gli americani, considerarono la propria civiltà sotto attacco dalla cultura Marxiana, motivo per il quale andavano alla ricerca di teorie applicabili, ma diverse. Weber sosteneva che il problema della razionalizzazione volgeva maggiormente nelle società socialiste. Altro punto che favorì il successo di Weber fu il modo con il quale preparava i propri argomenti: studiando a fondo la storia e le conclusioni politiche e rielaborandole nella sua ricerca. (lo stile di Weber distaccato fu preferito dai sociologi.) Un altro motivo della fortuna di Weber fu che egli si mosse all'interno di una tradizione filosofica che a sua volta contribuì a forgiare molti sociologi: la tradizione kantiana. questa tendeva formulare argomentazioni in termini di causa-effetto motivo per il quale ebbe più seguito in sociologia rispetto alla logica dialettica marxiana. Infine ,Weber offre un approccio più completo al mondo sociale rispetto a Marx in quanto questo pareva essere dedito all’economia. Il primo si interessava invece ad un più ampio spettro di fenomeni che consentì ai sociologi un campo più vasto rispetto alla monotematica marxiana. Weber produsse le sue maggiori opere tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del 900, inizialmente era considerato più uno storico con interessi sociologici mai seguito questi divennero sempre più specifici fino a diventare il principale sociologo del suo tempo in Germania. nel 1910 Phone do la società sociologica tedesca (insieme a Simmel). La teoria di Simmel: Egli fu contemporaneo di Weber e co fondatore della società sociologica tedesca, fu un teorico per certi versi atipico. Ebbe un effetto immediato e profondo sullo sviluppo della teoria sociologica americana, mentre Marx e Weber furono in gran parte ignorati per molti anni. egli contribuì alla Fondazione di uno dei primi centri della sociologia americana: l'università di Chicago e alla sua teoria principale: L’interazionismo simbolico. L'università e la ricerca divennero predominanti nella società americana tra gli anni 20 e 30 del 900. le sue idee fecero breccia a Chicago perché alcuni degli studiosi più importanti di quella città (small e Park) avevano assorbito le sue teorie A Berlino negli ultimi anni dell'Ottocento. il secondo segui le lezioni di Simmel tra il 1899 il 1900 mentre il primo intrapreso una corrispondenza con il sociologo tedesco per tutti gli anni 90. essi introdussero lei idee di Simmel agli studenti e ha la facoltà di Chicago. un altro aspetto atipico della sua opera fu il suo livello di analisi, che divenne molto noto in America. mentre Marx e Weber si occupavano della razionalizzazione della società o dell’economia capitalistica Simmel fu conosciuto per i suoi lavori dedicati a questioni di dettaglio come l'azione individuale e l'interazione. Divenne presto famoso per il suo pensiero derivante dalla filosofia kantiana sulle forme dell’interazione (il conflitto) e i tipi di attori (lo straniero).Comprenderlo interazione tra le persone era uno dei compiti più importanti della sociologia anche.se era impossibile studiare grandi quantità di interazioni sociali senza strumenti concettuali e dunque entrano in gioco le forme i tipi dell’interazione.
Il migliorismo: La seconda caratteristica della sociologia inglese è il migliorismo: ovvero la tendenza a voler risolvere i problemi sociali a partire da riforme individuali. sebbene gli studiosi inglesi cominciassero a riconoscere l'esistenza di problemi sociali credevano ancora in quella società e desideravano preservarla. il loro intento era quindi quello di prevenire la violenza e la rivoluzione e di riformare il sistema in maniera tale che potesse continuare a sussistere, vollero soprattutto scongiurare l'avvento di una società socialista. come la sociologia francese e alcuni rami di quella tedesca anche la sociologia inglese assunse un orientamento conservatore. dal momento che i sociologi inglesi non riuscirono a far risalire l'origine dei problemi come la povertà alla società nel suo insieme essa doveva per forza risalire agli individui. e una forma precoce di quello che in seguito William Ryan avrebbe definito “biasimo della vittima”. furono studiati con molta cura diversi problemi di tipo individuale come l'ignoranza, la povertà le impurità, la mancanza di igiene, il pauperismo, il crimine e l’impertinenza. La tendenza era quindi quella di cercare una causa semplice per tutti i mali sociali e quella che è emersa con più forza tra le tutte fu l’alcolismo. ciò che la rese perfetta per i miglioristi era il fatto che si trattava di una patologia individuale e non sociale: i miglioristi non avevano la teoria della struttura sociale cioè una teoria che individuasse cause sociali dei problemi individuali. Evoluzione sociale: Sotto alla superficie della sociologia inglese, si cela una sensibilità riguardante la struttura sociale che si mostrò alla fine del diciannovesimo secolo con la diffusione dell’interesse per l'evoluzione sociale. l'opera di Comte influenza profondamente la sociologia. Egli non suscitò immediatamente interesse nel pubblico inglese ma intorno all'ultimo quarto di secolo diversi pensatori cominciarono a seguire le sue tracce e a considerare le maggiori strutture della società come l'orientamento scientifico, i metodi di comparazione e la teoria evoluzionistica. molti studiosi inglesi affinarono le proprie concezioni del mondo in opposizione ad alcuni degli eccessi comtiani (la tendenza ad assumere la sociologia allo status di religione). Secondo Abrams la vera importanza di Comte risiede nell’aver fornito una delle basi su cui si sarebbe fondata la contrapposizione nei confronti del “genio opprimente di Spencer” il quale fu una figura dominante nella teoria sociologica inglese in particolar modo per quanto riguarda la teoria evoluzionistica. Hebert Spencer: (1820-1903) Spencer e Comte: Spencer è spesso associato a Comte quando si tratta di stabilire le maggiori influenze sulla nascita della teoria sociologica poi che tra i due vi sono notevoli differenze: non è ad esempio semplice classificare Spencer come conservatore e infatti all'inizio della sua carriera si presenta come un liberale dal punto di vista politico e mantenne sempre più elementi di liberismo anche.se nella sua vita accenno a tratti conservatori. Una delle sue posizioni liberali fu l'adozione della dottrina del laissez-faire. Egli pensava che lo stato non dovesse intervenire sulle questioni individuali.se non mediante una funzione passiva di protezione, ciò significa che Spencer a differenza di Comte non era interessato tanto le riforme sociali quanto invece all’evoluzione della vita sociale in progressiva emancipazione dal controllo esterno. questa grande differenza consente di indicare Spencer come principale esponente del “darwinismo sociale” in quanto riteneva che il mondo tendesse a progredire verso il meglio. motivo per il quale occorreva lasciare che le cose accadessero da sé in quanto non sarebbero mai peggiorate. la sua idea era che le istituzioni sociali come piante e animali, si adattassero nel tempo al proprio ambiente sociale. egli assunse quindi la prospettiva darwiniana per la quale un processo selettivo naturale come la sopravvivenza del più adatto si verificasse anche nel mondo sociale significando quindi che, in assenza di interventi esterni, le persone adatte sarebbero sopravvissuti avrebbero proliferato mentre quelle inadatte sarebbero morte. un'altra differenza tra i due autori fu che Spencer mise l'accento sull’individuo mentre Comte si occupò di unità più ampie come la famiglia. I due autori condividevano con
Durkheim ed altri studiosi l'impegno a delineare una scienza della sociologia che rappresentò un punto decisivo per i teorici. un'altra influenza dell’opera di Spencer condivisa con Comte e Durkheim fu federe la società come un organismo. qui Spencer presa in prestito concetti della biologia e si occupò dell'intera struttura sociale e dei sistemi di relazione al suo interno. Il tratto più distintivo di Spencer fu la concezione evoluzionistica dello sviluppo storico. Tuttavia Spencer criticava l'evoluzionismo con piano per molte ragioni ed in particolare non accettava la legge dei tre stadi poiché sosteneva che compact si limitasse a trattare l'evoluzione nel regno delle idee in termini di sviluppo intellettuale mentre cercava di elaborare una teoria evoluzionistica nel mondo reale e materiale. La teoria evoluzionistica: È possibile individuare almeno due grandi prospettive evoluzionistiche all'interno dell'opera di Spencer, la prima riguarda la dimensione sempre più grande della società che cresce grazie la moltiplicazione degli individui e all'unione tra gruppi (aggregazione). la crescita demografica comporta strutture sociali sempre più grandi e differenziate che a loro volta svolgono funzioni sempre più complesse. Le società si sviluppano tramite aggregazione cioè unificazione di gruppi contigui ed in questo modo Spencer parla di società ed aggregazione semplice, doppia e tripla. Spencer elabora anche una teoria che distingue tra società militari e società industriali. le prime sono definite dalla loro arte bellica strutturata in senso offensivo e difensivo, l'autore fu spesso critico nei confronti della guerra ma pensava anche che in fase primitiva fosse funzionale al legame sociale (mediante una conquista militare) e quindi alla creazione di aggregati sempre più numerosi necessari allo sviluppo della società industriale. Solo con la nascita di quest’ultima la guerra finì di avere questa funzione evolutiva e servì solo ad impedire ulteriori sviluppi. la società industriale è basata sull'amicizia, sull’altruismo, sul elaborata specializzazione e sul riconoscimento dei risultati raggiunti piuttosto che delle caratteristiche da cui si è partiti. una tale società e qui in diretta da relazioni contrattuali volontarie e da un forte condiviso senso morale. il ruolo del potere limitato e riguarda solo ciò che le persone non devono fare. nei suoi scritti di etica e politica Spencer elaborò altre idee sull'evoluzione della società: egli da un lato considerava la società in progresso verso uno stato morale ideale ma dall'altro affermo che sarebbero sopravvissute solamente le società più adatte mentre le altre si sarebbero estinte. il risultato di questo processo e un incremento adattivo nei confronti del mondo intero. la teoria sull'evoluzione sociale di questo autore è ricca e complessa e le sue idee riscontrano un grande successo in un primo momento anche.se in seguito furono ritirate per diversi anni per poi essere nuovamente recuperate dalle teorie sociologiche neo-evolutive. La reazione contro Spencer in Gran Bretagna: [pagina 33] Spencer si poneva in forte contrasto con la sociologia inglese per via del fatto che gli fu molto noto per la sua teoria generale dell'evoluzione sociale. la reazione contro Spencer degli inglesi fu quindi basata più sulla minaccia che la sua idea della sopravvivenza del più adatto rappresentava per il migliorismo, Che come abbiamo visto era tipico dei sociologi britannici del tempo. Spencer ritratto in seguito alcune delle sue idee più ardite ma si pronuncia a favore della filosofia della sopravvivenza del più adatto e contro l'intervento del potere delle riforme sociali. Una figura chiave della prima sociologia italiana: In Italia ci fu un importante sociologo di nome Vilfredo Pareto (1848 -1923). egli riscontro un certo successo anche.se oggi la sua rilevanza è minima. negli anni 30 ci fu il risveglio di interesse per la sua opera quando il maggiore teorico americano Parsons lo pose alla stregua di Weber e Durkheim ma in anni recenti ha perso importanza. Zeitlin affermò che Pareto aveva formulato le sue idee più rilevanti come modo per contrapporsi a Mark ed in effetti l'italiano reagiva non solo Marx ma anche gran parte della filosofia illuministica. Ad esempio quando i filosofi mettevano in risalto la filosofia illuministica e la razionalità Ehi evidenziava il ruolo dei fattori irrazionali come gli istinti
mescolano fino a costruire un insieme coeso. Marx credeva che la contraddizione tra capitalisti e operai fosse il cuore del capitalismo e che sarebbe peggiorata quando i capitalisti avrebbero spinto molte più persone di venire operai costringendo le piccole aziende fallire e quando la competizione tra capitalisti li avrebbe costretti a sfruttare ancora di più gli operai per aumentare il profitto. La Crescita del livello di sfruttamento spinge sempre di più gli operai forme di resistenza che a loro volta generano sfruttamento e oppressione fino a giungere al conflitto tra le due classi. Fatto e Valore: Nell’analisi dialettica i valori sociali non sono separabili dai fatti sociali. molti sociologi credono che le due cose debbano essere separate. il pensatore dialettico crede che non sia possibile e che sia indesiderabile perché la separazione produrrebbe una sociologia apatica ed incapace di fornire alle persone le risposte ai problemi. i fatti i valori sono necessariamente intrecciati. Per Marx era impossibile assumere un atteggiamento spassionato nell’analisi della società capitalistica ma il coinvolgimento emotivo nello studio non alterava le osservazioni. Uno studioso meno appassionato avrebbe scavato meno in profondità nelle dinamiche del sistema, l'analisi del lavoro scientifico dimostra che l'idea di uno scienziato privo di emozioni sia niente più che un mito e che gli scienziati migliori sono coloro che sono coinvolti nelle loro idee. relazioni reciproche: il metodo dialettico le influenze sociali non si svolgono mai semplicemente in una direzione poiché è un fattore può avere un effetto o un altro ed è probabile che quest'ultimo abbia un effetto simultaneo sul primo. questo non significa che i dialettici non considerano mai i rapporti causali nel mondo sociale, sono sempre attenta alle relazioni reciproche tra i fattori sociali la totalità dialettica della vita sociale in cui sono inseriti. Passato, presente, futuro: I dialetti ci sono interessati non soltanto le relazioni dei fenomeni sociali ma anche rapporti tra la realtà contemporanee quelle del passato. ciò ha due implicazioni: la prima è che i sociologi dialettici si occupano delle radici storiche del mondo contemporaneo (come Marx), sono inoltre molto critici nei confronti della sociologia moderna che trascura la ricerca storica. La seconda E che molti pensatori dialettici presta attenzione le tendenze sociali correnti per comprendere le direzioni future della società. questo interesse promuove attività pratiche che possono realizzare nuove possibilità in concreto ed in ogni caso i dialetti ci credono che la natura del mondo futuro possa essere compresa solo analizzando il mondo presente. Non C'è nulla di inevitabile: la visione dialettica delle relazioni tra presente e futuro non implica necessariamente che il presente determina il futuro. Ball descrive Marx come un possibilista storico. per via del fatto che il mondo sociale è continuamente in azione e reazione il modello deterministico semplice e smentito. il futuro può basarsi su qualche modello contemporaneo ma non in modo inevitabile. gli studiosi storici volevano dimostrare che coloro che prendevano decisioni erano limitate nelle scelte. la tendenza a non pensare in maniera deterministica è ciò che rende il celeberrimo modello della dialettica (tesi, antitesi e sintesi) inadeguato alla sociologia. questo modello implica che un fenomeno sociale genera una forma opposta e che lo scontro tra i due conduce a una nuova forma sociale. i fenomeni sociali non sono però facilmente divisibili in semplici categorie come ritengono alcuni marxisti. gli studiosi di dialettica vanno alla ricerca delle relazioni reali non di quelle astratte. Attori e strutture: I pensatori dialettici sono interessati alla relazione dinamica trattorie strutture sociali. Marx in particolare si rivolgeva all’interazione continua tra i livelli più importanti dell'analisi sociale, al centro del suo pensiero vi era il rapporto tra le persone e le grandi strutture da esse create (che contribuiscono a realizzare coloro che le hanno costruite). il modello dialettico è però ancora più
complesso perché i dialetti c considerano il passato, il presente e il futuro come altrettanti attori e strutture. Il potenziale umano Per Marx gli esseri umani sono “l'insieme dei rapporti sociali”. La natura umana varia storicamente e socialmente quindi per comprendere il potenziale umano bisogna considerare la storia sociale, non tenere conto dei fattori sociali e storici porterebbe ad una concezione falsa. Il lavoro Per Marx la specie umana e il suo potenziale sono legate al lavoro. Ciò che distingue gli esseri umani dagli animali è proprio il lavoro, poiché crea qualcosa che prima esisteva soltanto nella nostra immaginazione. Con il lavoro non si effettua soltanto un cambiamento di forma dell'elemento naturale, ma realizza il proprio scopo. Tale processo è definito oggettivazione: la nostra produzione riflette i nostri scopi e l'uomo si serve degli elementi materiali della natura al fine di soddisfare i bisogni materiali. Per Marx il lavoro è allo stesso tempo:
possiedono tutto: merci, mezzi di produzione, tempo di lavoro degli operai. Ma il capitalismo è molto di più che un sistema economico, è anche sistema di potere in quanto costringe gli operai attraverso il potere al licenziamento ed a chiudere la fabbrica, è sistema politico poiché esercita un potere volto a sfruttare gli operai. La merce Secondo Marx la merce è in grado di rivelare la natura del capitalismo. Le persone interagendo con la natura e con altri uomini producono gli oggetti di cui hanno bisogno per sopravvivere. Questi oggetti sono prodotti per uso personale o per altri, ciò è chiamato valore d'uso ed è legato alla relazione tra i bisogni umani e gli oggetti reali che li possono soddisfare. Nel capitalismo non si ha un valore d'uso, bensì, un valore di scambio poiché gli attori producono non per se stessi ma per il capitalista, ed i prodotti invece di essere usati immediatamente vengono scambiati nel mercato in cambio di denaro o di altri oggetti. Il feticismo della merce Le merci sono prodotti del lavoro umano ma possono separarsi dai bisogni e dagli scopi dei loro creatori. Nel capitalismo gli oggetti e il loro mercato diventano fenomeni indipendenti, la merce assume una realtà esterna, indipendente, quasi mistica. Marx dichiara questo processo “feticismo della merce” intendendo una cosa che noi facciamo e poi veneriamo come fosse Dio. Nel capitalismo i prodotti che facciamo, i loro valori e l'economia sembrano prendere vita propria separata da ogni necessità. Anche il nostro lavoro diviene una merce venduta e comprata, acquista un valore di scambio separato da noi, è trasformato in una cosa, ed è usato dal capitalista per fare gli oggetti che finiscono per dominarci, per produrre unicamente per il mercato senza raggiungere i propri scopi o soddisfare i propri bisogni. L'individuo perde sempre più il controllo sulle merci. Il feticismo delle merci è tradotto nel concetto di “reificazione” pensata come cosificazione, ossia il processo che porta a credere che delle forme sociali create dall'uomo siano cose naturali, universali e assolute. La conseguenza è che le forme sociali acquisiscono effettivamente queste caratteristiche e le persone credono che le strutture sociali siano immutabili e al di fuori del loro controllo. Le persone sono ipnotizzate dall’economia: perdono il lavoro, fanno scelte di carriera ecc. in ragione dell’economia. Secondo Marx l'economia è una forma di dominio, le decisioni sono decisioni politiche che tendono a favorire un gruppo rispetto ad un altro. La reificazione coinvolge tutte le relazioni e le strutture sociali: coinvolgono strutture religiose, politiche e amministrative. Capitale, capitalisti e proletariato Marx considera cuore della società capitalistica la merce, una società dominata da oggetti il cui valore è quello di scambio. Marx concentra il proprio interesse su proletariato e capitalista:
è denaro investito. Marx definì come punto di partenza del capitale la circolazione delle merci e individuo due tipi di circolazione: o uno è caratteristico del capitale per cui dal denaro si passa alle merci e poi ancora il denaro insomma maggiore; Lo scopo è di produrre più denaro. Le merci sono finalizzate a generare profitto, l'uomo compra una merce con il denaro, la scambia per una somma maggiore denaro. In questo caso lo scopo non è la consumazione o il valore d'uso bensì fare più denaro. o l'altro non riguarda il capitale, si parte dalle merci, passa per il denaro e torna alle merci, lo scopo principale è che si possa usare e fruire una merce. Secondo Marx il capitalismo e una relazione di potere: il capitale non può crescere se non sfruttando gli operai che svolgono il lavoro. Gli operai sono sfruttati da un sistema prodotto dal lavoro di essi stessi. Il sistema capitalistico e la struttura sociale che emerge dalla relazione di sfruttamento. I capitalisti vivono del profitto del capitale, sono i beneficiari dello sfruttamento del Proletariato. Lo sfruttamento Lo sfruttamento è parte necessaria dell’economia capitalistica. Gli operai non producono più i propri mezzi di sussistenza ma sono costretti a diventare esercito di riserva dei disoccupati: se un operaio non vuole un lavoro al salario offerto lo vorrà qualcun altro che si trova nel esercito di riserva dei disoccupati. I capitalisti pagano gli operai meno di quanto questi producono e tengono per sé il rimanente, ciò è definito plusvalore ed è la differenza tra il valore del prodotto quando è venduto e il valore degli elementi utilizzati nella sua fabbricazione. I capitalisti espandono le loro imprese trasformando il profitto in una base per la creazione di ulteriore plus valore. Il plusvalore non è solo un concetto economico, è una particolare relazione sociale, una forma di dominio ed è espressione del grado di sfruttamento della forza lavoro. Marx utilizza la metafora per cui il capitale è come un vampiro che succhia lavoro vivo e più vive quanto ne succhia. Inoltre, il capitalismo è sempre attraversato da una competizione incessante. I capitalisti sembrano avere tutto sotto controllo ma anche essi sono spinti da una costante competizione tra capitali. La lotta di classe Con il termine “classe” Marx intende un gruppo di persone che vivono situazioni simili riguardo al controllo dei mezzi di produzione ed è sempre collegato ad un potenziale conflitto. Nel capitalismo c'è un conflitto tra coloro che assumono lavoratori a salario e coloro il cui lavoro è trasformato in plusvalore. Una classe esiste soltanto quando i suoi membri diventano coscienti della loro relazione conflittuale con le altre classi. Nel capitalismo Marx individuò due classi principali: la borghesia e il proletariato. La borghesia comprendi i capitalisti dell’economia moderna, possiedono i mezzi di produzione e impiegano il lavoro salariato. Il conflitto tra borghesia e proletariato è una contraddizione materiale e non può essere risolta se non modificando la struttura stessa del capitalismo. Marx è convinto che la società diventerà sempre più polarizzata, la competizione tra grande distribuzione e franchising farà chiudere molti piccoli esercizi, la meccanizzazione prenderà il posto dell'artigiano e si verificherà il fenomeno della proletizzazione, questa inevitabile crescita del proletariato. Nella sua visione ci sarà una società caratterizzata da un piccolo numero di capitalisti e un enorme massa di proletari che condivideranno sofferenza e aumenterà così la possibilità di una resistenza organizzata. Inoltre, i
b. forniscono spiegazioni svianti riguardo all’esperienza riferendosi a problemi personali; c. presentano la contraddizione come fondata sulla natura umana e quindi incompatibile con il mutamento sociale. Libertà, eguaglianza e ideologia L'atto di scambiare, che sta alla base del capitalismo, presuppone l'eguaglianza delle persone coinvolte nello scambio e presuppone l'eguaglianza delle merci. La maggior parte degli scambi nella società moderna coinvolge persone che non si incontrano mai e non si conoscono, questo anonimato e questa indifferenza costituiscono un tipo di eguaglianza. Nello scambio si assume la libertà in quanto ogni soggetto dello scambio è libero di farlo o no qualora lo ritenga opportuno. Marx credeva vi fosse una visione invertita della libertà, ci sembra di essere liberi ma di fatto è solo il capitale ad esserlo, noi siamo asserviti. Gli individui nel capitalismo sembrano liberi ma in realtà non lo sono, le persone sono dominate dalle relazioni capitalistiche che non sono percepite come una forma di dominio. Inoltre, poiché il capitalista possiede i mezzi di produzione, lo scambio delle merci per il tempo di lavoro non può essere libero. Il proletariato deve lavorare per vivere ma il capitalista può scegliere di assumere altri dall’esercito di riserva, di meccanizzare, o lasciare inattivi gli impianti finché gli operai non accettino “liberamente” i salari da lui fissati. Quindi l'operaio non è né libero né uguale al capitalista. é il capitale a essere liberamente ed equamente scambiato, accettato senza pregiudizio e in grado di fare ciò che vuole. Inoltre, pochi operai si sentono uguali ai loro datori di lavoro. Quando diventiamo coscienti dell’oppressione e dell’eguaglianza del capitalismo cominciamo a capire che il capitalismo deve essere cambiato. La religione Marx vede anche la religione come ideologia, credeva che la religione riflettesse una verità capovolta: poiché il popolo non riesce a vedere che miseria e depressione sono prodotte dal sistema capitalistico, conferisce una forma religiosa alla propria condizione, rappresentando così una seconda forma dell’ideologia descrivendo le ingiustizie del capitalismo come una prova di fede e trasferendo ogni mutamento rivoluzionario nell’aldilà. CAPITOLO 3 EMILE DURKHEIM Viene considerato il padre della sociologia. Per separare la sociologia dalla psicologia sostenne che la prima dovesse riguardare lo studio dei fatti sociali; per separare la sociologia della filosofia affermò chi avrebbe dovuto orientarsi verso una ricerca empirica. I due temi principali affrontati da Durkheim sono: la priorità della società rispetto all’individuo e l'idea che la società possa essere studiata scientificamente. Per lui la società è composta da fatti sociali che devono essere esaminati con osservazioni e misurazioni e propone un approccio che metta in luce la dimensione sociale di ogni fenomeno umano. I fatti sociali I fatti sociali sono delle strutture, delle norme e dei valori esterni rispetto agli attori. Devono essere trattati come cose e studiati empiricamente, ossia studiati acquisendo dati dall'esterno
mediante osservazione e sperimentazione. È un fatto sociale ogni modo di fare capace di esercitare sull’individuo una costrizione esterna. Il fatto sociale si sperimenta come una spinta coercitiva esterna ed è una dimensione che attraversa tutta la società, non si può ridurre al singolo. Esempi di fatti sociali sono norme giuridiche, obbligo orali, convenzioni sociali e il linguaggio. Fatti sociali materiali e immateriali Durkheim distinse due macro-generi di fatti sociali: quelli materiali e quelli immateriali.