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Tesauro dei termini, rappresentativi di fenomeni che hanno caratterizzato l'evoluzione della nostra lingua, analizzati durante le lezioni di storia della lingua italiana. Lista dei termini con spiegazione.
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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aggio : nei dialetti meridionali labiale+/j/, che solitamente non palatalizza, palatalizza habeo>habio (nel vocalismo atono siciliano /e/ dà /i/)>aggio aia : nel nesso vibrante /r/+/j/ solitamente la vibrante cade aria(m)>aia albergo : viene da “heribergo”, luogo di ricovero originariamente legato alla sfera militare heribergo>albergo avere : testimonia la spirantizzazione della b intervocalica habere>avere bacio : quando il nesso /s/+/j/ dà /tᶘ/ è frutto di un ipercorrettismo basiu(m)>bacio badessa : aferesi della /a/ di abadia ritenuta parte dell’articolo abadessa>badessa badia : aferesi della /a/ di abadia ritenuta parte dell’articolo abadia>badia becco : il termine rostrum scompare e viene sostituito dalla parola celtica beccus , più espressiva beccus>becco bello : il termine “bella” è attestato nel latino classico al posto di “pulcra”, nonostante l’omofonia con “bellus” (“guerra”), l’italiano sceglierà il termine germanico “guerra” e manterrà “bello” poiché non c’è contrasto col principio che tende a rendere distinte le voci nel progresso di evoluzione delle lingue bellus>bello breve : brevis>breve briga/brigata : per alcuni deriva dal termine gallico “brica” cioè “forza/prepotenza” mentre per altri deriva dal termine germanico “brican” cioè “spezzare”, dalla fine del Quattrocento lo si trova per definire un gruppo armato buon/buono : dittongamento spontaneo di /ↄ/ in /wↄ/ determinato dalla struttura aperta della sillaba e dall’accento bǒnu(m)>buòno cacio : quando il nesso fricativa /s/+/j/ dà l’affricata / tᶘ/ è frutto di un ipercorrettismo caseum>cacio cadere: il verbo latino ceciderunt rimane come caderunt passa cioè dalla terza alla seconda coniugazione caderunt>cadere cagione : il nesso fricativa /s/+/ j/ può palatalizzare nell’affricata postalveolare / dᶚ/ occasione(m)>cagione calza : il nesso velare /k/+/j/ dà l’affricata /ts/ calcea(m)>calcia>calza camicia : quando il nesso fricativa /s/+/j/ dà l’affricata postalveolare /tᶘ/ è frutto di un ipercorrettismo camisia(m)>camicia cammino : parola di origine celtica la cui radice è cam- che significa “spostarsi” (celti popolo nomade) perché la doppia bilabiale /m/ nel mezzo della parola non si riscontra nella lingua latina campo: vocalismo tonico testimonia la stabilità della /a/ e atono /u/ diventa /o/ campu(m)>campo cane : vocalismo tonico testimonia la stabilità della /a/ e vocalismo atono /e/ rimane / e/ cane(m)>cane cantare: viene dal latino cantare , intensivo del verbo canere , nel volgare troviamo “cantare” poiché è più regolare rispetto a canere che appartiene alla terza declinazione latina che viene assorbita dalla seconda o dalla quarta declinazione causa : allotropo dotto di “cosa” causa(m)>causa cena: monottongamento di ae in /e/, inoltre l’occlusiva velare /k/ che viene a trovarsi di fronte alla /e/ diviene l’affricata /tᶘ/ kaena(m)>cena che : nell’evoluzione della lingua il nesso labiovelare /kw/ perde la /w/ quid>kwid>che chiaro : consonantismo, consonante+dentale sonora liquida (qui c(k)+l) provoca la palatalizzazione della dentale che diventa /j/ claru(m)>kjaro>chiaro chiedere : dissimilazione (due suoni simili situati nella stessa parola si differenziano) qui la prima vibrante /r/ si trasforma nella dentale /d/ per evitare la sequenza r-r quaerere>chiedere chiesa: consonantismo, consonante+dentale sonora liquida (qui c(k)+l) provoca la palatalizzazione della dentale che diventa /j/, inoltre notiamo l’aferesi (caduta della sillaba iniziale) (ec)clesia(m)>kjesia>chiesa chiostro : consonantismo, consonante+dentale sonora liquida (qui c(k)+l) provoca la palatalizzazione della dentale che diventa /j/, in questo caso osserviamo anche il monottongamento di au in /ᴐ/ claustru(m)>chiostro coda : monottongamento di au in /ᴐ/ precedente all’VIII secolo cauda(m)>cōda(m)>coda colpo : ictus scompare dalla linguap arlata ed è sostituito da un termine derivato dal greco colaphos colaphos>colpo comprare : nell’evoluzione della lingua viene abbandonata la forma latina emo poco consistente in favore della forma regolare comparavit che vien da cum + paro (procacciarsi i soldi) comparavit>comprare con: nei monosillabi la bilabiale /m/ finale si neutralizza nell’alveolare /n/ cum>cun>con consiglio : vocalismo tonico, ĭ diventa /e/ poi anafonesi toscana, la /e/ tonica diventa /i/ davanti alla laterale palatale /l/ proveniente dal nesso latino -lj- consĭlĭu(m)>conseglio> consiglio cosa : monottongamento di au in /ᴐ/ causa(m)>cosa (allotropo volgare, quello dotto è causa) Cosimo
cresima : deriva dal greco chrisma che subisce l’epentesi di /e/ chrisma>cresima croce : vocalismo tonico, ŭ dà / ᴐ/ cruce(m)>croce dai : nei monosillabi la fricativa /s/ non cade ma si deconsonantizza in /j/ das>dai dare : il verbo latino dare resta in italiano benché poco consistente sul piano sillabico detto : vocalismo tonico, ĭ dà / e/ e assimilazione regressiva dictu(m)>detto diritta/dritta : viene dalla forma analitica de + rectum in cui la /e/ si chiude per vocalismo tonico in /i/ la forma diritta subisce la sincope della vocale protonica iniziale postconsonantica seguita dalla vibrante /r/ derectum>diritta>dritta dispitto : dal provenzale despit (Dante lo utilizza al posto di dispetto, che viene da de + spicio cioè “guardare male” per fare rima) domani : dalla forma analitica de + mane in cui la /e/ si chiude per vocalismo tonico in /i/ de mane>domani domenica: viene dall’espressione perifrastica dominica dies in cui la ĭ ha dato per vocalismo tonico /e/ donare : rimane il verbo latino donare doppio : consonantismo, consonante+dentale sonora liquida (qui p+l) provoca la palatalizzazione della dentale che diventa /j/ ma dato che il nesso è in posizione intervocalica osserviamo il suo raddoppiamento duplu(m)>doppio dove: nasce dall’espressione perifrastica de + ubi e testimonia la spirantizzazione dell’occlusiva bilabiale sonora /b/ intervocalica de ubi>dove ecco : vocalismo tonico ŭ diventa /o/ (ecce) eccu(m)>ecco elmo : il termine galea viene sostituito dal termine germanico helmus entrare : il verbo deponente ingredior viene abbandonato in quanto difficile e viene riadattato alla prima coniugazione, più “gettonata” perché più regolare (rimane ingredior nell’italiano “ingresso” dal part.perf. ingressus ) ingredi>intrare>entrare faccia : dal latino facies cioè “aspetto esteriore” che viene avvicinato al greco phasis , cioè “apparizione”, per analogia i sostantivi della V declinazione passarono alla I facies>faccia fagiolo : /j/ dà luogo a palatalizzazione quando è preceduto da consonante faseolus>fassiolus>fagiolo famiglia : vocalismo tonico ĭ diventa /e/ poi anafonesi toscana, la /e/ tonica diventa /i/ davanti alla laterale palatale - lj- famĭlia(m)>fameglia>famiglia fantasima : osserviamo l’epentesi di /i/ nella parola “fantasma” di origine greca ( phantasma cioè “visione”) favola: allotropo colto di fiaba formatosi per betacismo fabula(m)>favola fazzoletto : l’occlusiva velare k davanti a /j/ dà l’affricata /ts/ fakioretu(m)>fazzoletto febbraio : /w/ cade nei nessi trimembri februarium>febrwarium> febbraio fegato : in latino si utilizzava iecor , termine complesso e irregolare, sostituito con un aggettivo derivato da ficatus , cioè il fegato del maiale nutrito coi fichi, da una forma sintetica si passa quindi a una forma analitica, la ritrazione dell’accento in italiano è difficilmente comprensibile (forse analogia con greco) festa : la ĕ si trasforma in /Ɛ/ festam>festa fiaba : sincope della vocale atona (u) in parola proparossitona, consonantismo, consonante+dentale sonora liquida (qui f+l) provoca la palatalizzazione della dentale che diventa /j/, osserviamo anche il fenomeno della metatesi (rovesciamento dell’ordine di successione di due suoni) fabula(m)>fabla>flaba>fiaba allotropo popolare di favola fiamma : dal latino flamma (da flagma derivato dalla radice di flagrare , cioè “ardere”) il nesso fricativa /f/+dentale /l/ provoca la palatalizzazione della dentale che diventa /j/ flamma>fiamma fibbia : consonantismo, consonante+dentale sonora liquida (qui b+l) provoca la palatalizzazione della dentale che diventa /j/, nel passaggio intermedio osserviamo che a causa della sincope della vocale atona (u) in parola proparossitona il nesso consonantico b+l viene a trovarsi in posizione intervocalica e quindi raddoppia fibula(m)>fibla>fibbia fico/figo : la parola figo è una varietà dialettale di fico che Dante utilizza per fare rima figlio : il nesso latino -lj- diventa in italiano la laterale palatale intensa /λ/ filium>figlio foco : il volgare non conserva ignis , ma una parola più concreta che deriva da focum , cioè “focolare” non si verifica il dittongamento di /ᴐ/ in /wᴐ/ focu(m)>foco (il dittongamento di uo in o non è diffuso nel volgare toscano) fontana : viene dall’aggettivo latino fontanus cioè “sorgivo” (da fontem ) fontanus>fontana formula: dal latino formola , diminutivo di forma cioè “regola” formola>formula fungo : vocalismo tonico ŭ diventa /o/ poi anafonesi, la /o/ tonica diventa /u/ davanti al gruppo /n+g/ fŭngu(m)>fongo>fungo gabbia : sonorizzazione della palatale /c/ nella velare /g/, mutamento fonetico della fricativa /v/ nella bilabiale /b/ (betacismo), /e/ primo elemento di uno iato si chiude prima in /i/ e poi passa a /j/
nell’affricata prepalatale sonora /dᶚ/ minutia>minugia mozzo : deriva dallo spagnolo dove il nesso latino -st- dà l’affricata /ts/ mustus>mozzo nebbia: consonantismo, consonante+dentale onora liquida (qui b+l) provoca la palatalizzazione della dentale che diventa /j/, nel passaggio intermedio osserviamo che a causa della sincope della vocale atona (u) in parola proparossitona il nesso consonantico bl viene a trovarsi in posizione intervocalica e quindi raddoppia nebula(m)>nebla>nebbia nel : viene da in + illum dove cade la /i/ iniziale e per apocope la “um” neve : vocalismo tonico, ĭ dà /e/ nive(m)>neve no : la nasale /n/ di “non” cade a causa del forte accento che ne compensa la perdita noi : nei monosillabi la fricativa /s/ non cade ma si deconsonantizza in /j/ nos>noi nuovo : dittongamento spontaneo di /ↄ/ in /wↄ/ determinato dalla struttura aperta della sillaba e dall’accento nŏvu(m)>nuovo oggi : il nesso latino -dj- diventa l’affricata prepalatale sonora intensa /dƷ/ hoc+die>(h)odie>oggi or : caduta dell’aspirata latina / h/ horas>ora>or orecchio : monottongamento di au in /ↄ/, sincope di u intermedia e palatalizzazione di c+l in c, le lingue romanze attingono dal bacino linguistico dell’affettività, infatti oricla è un alterato auricla>oricula>oricla> orecchia oro : monottongamento di au in /ↄ/ avvenuto nell’VIII secolo aurum>oro paese : pagu(m)>paese palazzo : il nesso dentale /t/+/j/ palatalizza nell’affricata /ts/ palatiu(m)>palazzo pausa : allotropo dotto di “posa” (che subisce monottongamento) pausa(m)>pausa pericolo / periglio : otteniamo l’allotropo “pericolo” da periculum quando non avviene la sincope della /u/ in parola proparossitona, quando ciò avviene il nesso occlusiva palatale /c/+/l/ provoca la palatalizzazione in /j/ della dentale periculu(m)>periclo>pericjo> periglio (francesismo) piaga : consonantismo, consonante+dentale sonora liquida (qui p+l) provoca la palatalizzazione della dentale che diventa /j/ plaga(m)>piaga piangere : il latino utilizzava il verbo flere che spesso diventa monosillabico ma il verbo italiano viene da plango>planga (“botta”)>plangere dove il nesso /p/+/l/ provoca la palatalizzazione della dentale in /j/ >piangere pianta : consonantismo, consonante+dentale sonora liquida (qui p+l) provoca la palatalizzazione della dentale che diventa /j/ planta(m)>pianta piazza : il nesso dentale /t/+/j/ palatalizza nell’affricata /ts/ platea(m)>piazza piccione : nei dialetti meridionali il nesso bilabiale / p/+/j/ che solitamente non palatalizza, palatalizza pipione(m)>piccione piede : dittongamento spontaneo di /ℇ/ in /jℇ/ determinato dalla struttura aperta della sillaba e dall’accento pĕde(m)>piède viene da pevis pieve : sonorizzazione della consonante bilabiale /b/ nella fricativa /v/ e palatalizzazione della dentale /l/ in /j/ (consonante+dentale sonora liquida) plebes>plevis>pieve pigione : il nesso fricativa /s/+/ j/ può palatalizzare nell’affricata prepalatale sonora /dᶚ/ pensione(m)>pendᶚone> pigione piuma : consonantismo, consonante+dentale sonora liquida (qui p+l) provoca la palatalizzazione della dentale che diventa /j/ pluma(m)>piuma plebe : plebes>plebe allotropo di pieve podere : passaggio di dentale /t/ interconsonantica nella dentale /d/ potere>podere poggio: il nesso consonantico dentale /d/+/j/ palatalizza nell’affricata postalveolare / dᶚ/ podiu(m)>poggio poi : nei monosillabi la fricativa /s/ non cade ma si deconsonantizza in /j/ post>poi povero : l’occlusiva bilabiale / p/ in posizione intervocalica tende a sonorizzarsi nella fricativa labiodentale /v/, osserviamo anche il monottongamento di au in /ᴐ/ pauperu(m)>povero pranzo : il nesso occlusiva dentale /d/+/j/ palatalizza nell’affricata postalveolare /ts/ prandiu(m)>pranzo pregio : negli idiomi galloromanzi dentale /t/+/j/ dà l’affricata postalveolare /dᶚ/ pretium>pregio allotropo di “prezzo” prego : eccezione del dittongamento spontaneo riduzione del dittongo dopo consonante+r *prĕco>priego>prego prezzo : il nesso dentale /t/+/j/ dà l’affricata postalveolare /ts/ pretiu(m)>prezzo allotropo di “pregio” prigione : il nesso fricativa /s/+/j/ può palatalizzare nell’affricata postalveolare /dᶚ/ prensione(m)>prigione quattro : la vibrante /r/ solitamente cade nei polisillabi ma qui subisce una metatesi e viene centralizzata quattuor>quattro qui : da eccum + hic dove cade la bilabiale /m/ e la ŭ diventa / o/, cade anche la /h/ rabbia : il nesso occlusiva bilabiale /b/+/j/ provoca un raddoppiamento senza
palatalizzazioni rabie(m)>rabbia ragia : il nesso latino vibrante / s/+/j/ può dare l’affricata /dᶚ/ rasia(m)>ragia ragione : negli idiomi galloromanzi dentale t/+/j/ dà l’affricata /dᶚ/ ratione(m)>ragione allotropo di razione : il nesso dentale /t/ +/j/ dà l’affricata /ts/ ratione(m)>ragione riva : l’occlusiva bilabiale sorda /p/ in posizione intervocalica sonorizza nella fricativa labiodentale /v/ ripa(m)>riva rosa : rimane invariato, tranne per la caduta della bilabiale finale, poiché termine dotto rosa(m)>rosa saccio : nei dialetti meridionali il nesso bilabiale /p/+/j/ che solitamente non genera palatalizzazioni, palatalizza sapio>saccio saetta : /j/ può essere assorbita dalla vocale successiva se tonica sagittam>saetta san : proclitico di “santo” che ha subito l’apocope della velare interconsonantica /c/ sanctus>santo>san scabbia : il nesso bilabiale /b/+/j/ provoca un raddoppiamento senza palatalizzazioni scabie(m)>scabbia schiuma : consonantismo, il nesso consonante+dentale sonora liquida (qui sk+l) provoca la palatalizzazione della dentale che diventa /j/ scluma(m)>schiuma scimmia : il nesso -sj- ha qui come risultato la fricativa prepalatale sorda /ᶘ/, inoltre il nesso bilabiale /m/+/j/ provoca un raddoppiamento senza palatalizzazioni simia(m)>scimmia selva : la ĭ dà luogo a /e/ la sua evoluzione è minima poiché la parola ha una sua validità nel tempo perché il territorio nel Medioevo presenta molti boschi selva>silva seminare : nell’evoluzione verso il volgare viene abbandonata la forma sero poco consistente a favore di seminavit sempre : la vibrante /r/ non cade come fa solitamente nei polisillabi ma subisce una metatesi (spostamento di un elemento fonetico all’interno di una parola) semper>sempre senza : forse deriva dal latino sine che si trasformò in *sines nel volgare, o forse deriva dal latino absentia che subisce un’aferesi e la trasformazione del nesso dentale /t/+/j/ nell’affricata /ts/ smarrire : non è una parola latina ma germanica/francofona, la cui radice è marrjan, che significa “disturbare”, il prefisso s- davanti al radicale mar- viene dall’elemento prefissale latino ex- che qui ha valore intensivo so : la nasale /n/ di “son” cade a causa del forte accento che ne compensa la perdita socio : vocalismo tonico, ǒ dà / ↄ/ e vocalismo atono ŭ dà /o/ sociu(m)>socio soffiare : nell’evoluzione al volgare si cerca maggiore consistenza della forma quindi flare diventa “suflare” ( flare rimane in “fiato”) soggetto : il nesso bilabiale /b/ +/j/ provoca in questo caso un raddoppiamento con palatalizzazione della bilabiale nella velare /g/ subiectu(m)>soggetto soglia : /e/ primo elemento di uno iato si chiude prima in /i/ e poi passa a /j/, il nesso latino -lj- diventa la laterale palatale intensa /ʎʎ/ solea>solia>soglia sole : nel vocalismo tonico la ō dà /o/ sole(m)>sole solido : vocalismo tonico, ǒ dà /ↄ/ e vocalismo atono ŭ dà / o/ solidu(m)> solido (allotropo dotto, allotropo volgare soldo) sollazzo : l’occlusiva velare /k/ davanti a /j/ da l’affricata /ts/ è un provenzalismo la cui base latina è solacium (“consolazione”) ma l’etimo diretto è il provenzale solatz solakium>sollazzo son/sono : nei monosillabi la bilabiale /m/ si neutralizza nella nasale /n/ sum>sun>son>sono la /o/ di “sono” è un’epitetica della prima persona, quando nei testi troviamo “son” non si tratta di un’apocope bensì di un periodo in cui sum si era evoluto fino a “son” spada : l’occlusiva dentale /t/ in posizione intervocalica tende a sonorizzarsi nell’occlusiva dentale /d/ spata(m)>spada spalla : apocope della /u/ in parola proparossitona che provoca la presenza del nesso -tl- in posizione intervocalica causandone il raddoppiamento spatula>spatla>spalla specchio : consonantismo, consonante+dentale sonora liquida (qui c(k)+l) provoca la palatalizzazione della dentale che diventa /j/, nel passaggio intermedio osserviamo che a causa della sincope della vocale atona (u) in parola proparossitona il nesso consonantico c+l viene a trovarsi in posizione intervocalica e quindi raddoppia speculu(m)>speklu>specchio spugna : anafonesi toscana, /o/ tonica diventa /u/ davanti a n+g spongia(m)>spugna stagione : negli idiomi galloromanzi dentale /t/+/j/ dà l’affricata /dᶚ/ statione(m)>stagione allotropo di “stazione” stai : nei monosillabi la vibrante /s/ non cade ma si deconsonantizza in /j/ stas>stai stazione : il nesso dentale /t/+/j/ palatalizza nell’affricata /ts/ statione(m)>stazione storia : caduta dell’aspirata latina /h/ historia>istoria>storia strada : l’occlusiva dentale /t/ in posizione intervocalica tende a sonorizzarsi nell’occlusiva dentale /d/ notiamo anche un fenomeno di dissimilazione strata(m)>strada strumento : aferesi instrumentu(m)>strumento subitamente : avverbio che conserva il significato latino di subitus , cioè “all’improvviso”