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Una panoramica completa del revenue management nel settore alberghiero, analizzando indicatori chiave come costpar e bottom rate. vengono spiegati i metodi di calcolo di questi indicatori, fornendo esempi pratici e chiare spiegazioni dei costi fissi e variabili. inoltre l'importanza della marginalità e fornisce strumenti per una gestione efficace dei ricavi, offrendo un'analisi dettagliata e pratica per studenti e professionisti del settore.
Tipologia: Sintesi del corso
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· generalmente la prima divisione è tra camere : STANDARD ROOMS e DELUXE, o ECONOMY e · SUPERIOR , alcuni utilizzano altre denominazioni come BUDGET e CLASSIC · SINGOLE - SG · TRIPLE – T · QUADRUPLE – Q · JUNIOR SUITE – JS · SUITE – S · Classificazione 1, 2, 3, 3sup., 4, 4sup., · 5, 5 lusso, 6, 7 etc. E chi più ne ha ne · metta · Nel Lazio ad esempio vigono il · Regolamento del 24/10/2008 e la · Legge Regionale n.8/ · ln Irlanda il nome "Hotel” è un marchio registrato, di proprietà dell`Ente per il turismo irlandese · · France–Autout France · •Europe–HotelStarts Union · •Royaume-Uni–AA Hotel and Hospitality Services · •États-Unis–American Automobile Association · HOTREC (Hotel, Restaurant and Cafes in Europe · ambito internazionale ; · luxury - upper upscale - upscale - upper upscale -midscale - economy Hotel: Strutture ricettive formali con servizio completo Extra alberghiero: Strutture ricettive informali con servizio limitato Budget hotel: Strutture ricettive con servizio limitato e · servizio uniformato (Es ostelli) · Il Revenue Management, detto anche gestione dei ricavi, è quella materia di gestione delle capacità disponibili (camere d’albergo, posti a sedere nel trasporto aereo) che ha come obiettivo la massimizzazione del volume di affari (nel nostro caso il tasso d’occupazione della struttura turistica). · I principali indicatori da tenere in considerazione sono:
· 1. OCCUPANCY. Tasso d’occupazione che risulta dal rapporto tra le camere vendute e quelle realmente disponibili. · 2. ADR. Average Daily Rate, conosciuto in Italia anche sotto al sigla RMC (Ricavo Medio Camera), deriva dal rapporto totale fatturato room-only al netto IVA e il totale delle camere vendute. · 3. REVPAR. Revenue Per Available Room, fatturato generato per camera disponibile, è il risultato della divisione tra il totale fatturato room-only al netto IVA e il totale delle camere disponibili. Questo indicatore rappresenta la base per le politiche di revenue management, dal momento che permette di conoscere il proprio livello di performance rispetto alle proprie strategie di marketing ai propri competitor. · 4. REVPAC. Revenue Per Available Customer, fatturato generato per cliente disponibile, deriva dal rapporto tra il totale del fatturato di tutti i servizi collaterali (escluso il fatturato room-only) e il numero dei clienti. Con questo indicatore si calcola la spesa media del cliente per servizio (bar, ristorante, lavanderia, ecc.). · Altri indicatori che possono essere utili nella strutturazione di una politica di revenue management: · · Tasso di saturazione letti (numero medio di ospiti per camera) · · MPI (indice di penetrazione del mercato rispetto ai concorrenti – market share) · · Permanenza media del cliente. · In conclusione, detto che il revenue management è alla portata di tutti, ma è necessario avere l’opportuna formazione/esperienza, riassumiamo gli ingredienti per far viaggiare la tua struttura ricettiva a tutto revenue: · · dati storici e forecast; · · strumenti di analisi efficaci; · · soluzioni per la distribuzione e l’attuazione di politiche di pricing evolute; · · creatività e capacità analitica. Il CostPAR è un KPI (Key Performance Indicators) per approcciarsi alle tecniche del Revenue Management Alberghiero. Esso rappresenta il costo di ogni camera disponibile per l'hotel ed è di fondamentale importanza per la Bottom Rate.( Come si calcola il CostPAR?
in fissi e variabili e permette di determinare, in valore e graficamente, il punto di equilibrio. Quest’ultimo viene espresso da un volume di produzione venduta che consenta un’uguaglianza tra i ricavi totali ed i costi totali. Con questa tecnica è possibile rilevare i risultati economici in corrispondenza dei diversi volumi di produzione realizzabili con una data capacità produttiva. Il Break-Even Point (BEP), graficamente (figura 8), rappresenta il punto a destra del quale i ricavi totali superano i costi totali permettendo di realizzare profitto quanto più la quantità CostPAR, Bottom Rate e marginalità alberghiere sono dei termini di cui si parla spesso in ambito alberghiero e che andremo a spiegare nel seguente articolo. Scopo delle prossime righe è di analizzare i parametri da tenere in considerazione quando si va a calcolare il costo di vendita di una camera. Vogliamo quindi conoscere con esattezza quanto costa alla nostra struttura alberghiera avere una camera occupata. Quanto costa al nostro hotel una camera occupata? Per poter procedere con questo calcolo, occorre innanzitutto individuare quali sono i costi fissi ed i costi variabili che vanno a comporre le voci di costo. I costi fissi sono quell’insieme di costi che non variano in base al numero di camere vendute: sia che il nostro hotel sia occupato all’1% che al 100% dovrò comunque sostenere quei costi. I costi variabili (o costi marginali) sono invece strettamenti collegati al numero di unità vendute. Per capire meglio di cosa stiamo parlando facciamo un breve esempio dei principali costi marginali che si sostengono quando si vende una camera:
Costi variabili e durata media di pernottamento Una volta calcolati i costi variabili è importante tenere in considerazione il fatto che questi non rimangono costanti indipendentemente dalla durata del soggiorno. Spieghiamo meglio: se prendiamo in considerazione il prezzo del materiale promozionale cartaceo che lasciamo in camera questo graverà come costo allo stesso modo sia per prenotazioni di 1 notte che per prenotazioni di 5 o 6 notti. Similmente le lenzuola dovranno essere sostituite ogni 2 o 3 giorni pertanto avranno un costo che può essere spalmato anche su più giorni. Per questa ragione, al fine di ottenere degli importi quanto più corretti possibile è importante fare riferimento anche ad un altro indice, quello della durata media di pernottamento. Questo indice tende a variare in base a diversi fattori, primo fra tutti la tipologia di clientela che caratterizza l’hotel, ma può variare anche in base al periodo dell’anno e alla stagionalità (fiere, eventi, festività etc… possono variare la durata media del soggiorno). A quale prezzo si deve vendere una camera? Alla luce di questo dato è importante andare a compensare ed adattare quello che è il costo di vendita di una camera calcolato come semplice somma dei costi marginali. Da un punto di vista puramente teorico vendendo una camera ad un prezzo superiore anche di un solo centesimo di euro rispetto alla somma dei costi marginali l’albergatore otterrebbe già un guadagno, irrisorio ma di fatto un guadagno. Poiché la marginalità economica deve andare a coprire molteplici altri aspetti come per esempio il rischio di impresa, compensi di amministratori, riserve economiche per investimenti futuri etc… non è saggio (e sensato) pensare di vendere camere a prezzi poco al di sopra del prezzo di costo. Per tale ragione in fase di pianificazione alberghiera è importante andare a definire per ciascuna combinazione di alloggio e tariffa quella che è la bottom rate.
Il CostPAR può essere calcolato su base giornaliera, settimanale, mensile o annuale ed è l’indice di riferimento base su cui andare a definire la bottom rate del nostro hotel.Per un albergatore avere consapevolezza dei diversi costi che si hanno (fissi, variabili, per camera etc…) e conoscere le statistiche sui tassi di occupazione media è di vitale importanza per creare delle politiche tariffarie basate sui numeri.