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Tipologia: Appunti
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Firstly, I started looking up on the Cambridge English dictionary the meaning of the words “social network”. This is what I found: “a website or computer program that allows people to communicate and share information on the internet using a computer or mobile phone”. Then I searched what were the different types of social networks and media in the world. I found out that there are seven different types of social media: SOCIAL REVIEW SITES , IMAGE SHARING SITES , VIDEO HOSTING SITES , COMMUNITY BLOGS , DISCUSSION SITES, SHARING ECONOMY NETWORKS and SOCIAL NETWORKING SITES. o Social review sites display reviews from community members for all sorts of locations and experiences. Yelp and Tripadvisor are among the most important ones. o Image sharing sites are designed to share images, short videos and illustrations. They are very popular among young people and teenagers. The most famous are Instagram, Snapchat and TikTok. o Video hosting sites help creators put together content and share it to a platform optimized for streaming. This accessibility makes video a super important medium. YouTube is the most important. o Community blogs give people a space to express their thoughts and help connect them with readers when images aren’t enough and you want to write something. Tumblr, like other community blog sites, provides an audience while allowing plenty of room for customization and self expression.
o Discussion sites like Reddit and Quora are specifically designed to spark a conversation. Anyone is free to ask a question or make a statement, and this attracts people with shared interests and curiosities. o Sharing economy networks bring people who have got something they want to share together with the people who need it. For example AirBnB is a place to find where to spend your holiday thanks to the hospitality of others. o Social networking sites help us connect with friends, family, and brands. They encourage knowledge - sharing and are all about human-to-human interaction. Users can share thoughts, curate content, upload photos and videos, form groups based on interests, and participate in lively discussions. Some examples of this type of sites are Facebook, Linkedin and Twitter. RELIGIONE : LA CHIESA AI TEMPI DEI SOCIAL NETWORK L’immagine di una Chiesa dallo spirito ortodosso, ancorata a tradizioni e rituali millenari, sta lasciando spazio a una Chiesa molto più al passo coi tempi, non vuole restare indietro, mentre il resto mondo avanza in un’unica direzione: quella del progresso tecnologico. Proprio per questo motivo anche la Chiesa sta sempre di più utilizzando i vari social network come strumenti per diffondere la fede a più persone possibili. In particolare a noi giovani. È inevitabile quindi parlare del suo massimo rappresentate in terra: Papa Francesco. Il Pontefice è attivo su Facebook, su Instagram e Twitter, dove vanta migliaia di fan in tutto il mondo. Con i nuovi media riesce a diffondere più efficacemente la Parola di Dio. Il Papa condivide sui social informazioni riguardanti attività della Chiesa, pensieri e stati d’animo sulle questioni che ha più a cuore, passi della Bibbia e foto che ritraggono le opere di carità e le iniziative della Chiesa nel mondo. Sono state create, addirittura, delle app di stampo religioso per la divulgazione del culto di Dio come ad esempio CEI, SINDR e ASORIBA. Focalizzando la nostra attenzione su Twitter, è dal 2012 che il massimo esponente della Chiesa Cattolica ha attivato il suo account personale denominato "@pontifex". Il primo tweet, fatto dal Papa di allora Benedetto XVI, risale al 12 dicembre 2012 ed è il seguente: “Cari amici, è con gioia che mi unisco a voi via twitter”. L’account @Pontifex, rimasto sospeso per tutto il periodo della Sede vacante, viene riattivato da Papa Francesco a marzo del
Con le palestre e gli spazi per allenarsi chiusi per mesi, il settore ha dovuto necessariamente reinventarsi. Gli aspetti positivi sono molti come ad esempio la comodità, il prezzo ridotto e il minor tempo che richiede effettuare attività fisica in casa rispetto che in palestra. Naturalmente però no si escludono gli aspetti negativi come ad esempio non poter incontrare nuove persone oppure utilizzare alcune attrezzature potenzialmente utili o ancora il bisogno di avere un ampio spazio a casa per poter svolgere i vari movimenti. In conclusione, si può dire che una bella fetta di persone continueranno a svolgere attività fisica a casa, come dimostrano i dati svolti da un’indagine a giugno dello scorso anno. Ciò che è accaduto al settore del fitness durante la pandemia dimostra che dalle peggiori crisi possono nascere le migliori opportunità e che, nell’era della globalizzazione, molte di queste si trovano sul web. https://www.backtowork24.com/news/app-e-siti-per-il-fitness-come-il-covid-ha- favorito-allenamento-online https://www.notiziegeopolitiche.net/come-cambiato-il-mondo-del-fitness- durante-la-pandemia/ ITALIANO, ANTOLOGIA: IL CYBERBULLISMO LETTERATURA: “UNO, NESSUNO E CENTOMILA” di LUIGI PIRANDELLO Molto spesso si fa attività fisica per migliore se stessi anche agli occhi degli altri. Per molte persone, soprattutto per i più giovani, l’opinione degli altri può significare molto. Nelle piattaforme social spesso ci si mostra diversi da come si è in realtà, per cercare di essere accettati, ma a volte si può incorrere in delle situazioni poco piacevoli. Online sono infatti spesso presenti dei bulli che possono insultarci e farci star male. E’ questo il fenomeno del cyberbullismo: è la manifestazione in Rete di un fenomeno più ampio e meglio conosciuto come bullismo. Quest'ultimo è caratterizzato da azioni violente e intimidatorie esercitate da un bullo, o più bulli, su una vittima. Le azioni possono essere molestie verbali, aggressioni fisiche, persecuzioni, che generalmente si verificano a scuola. Oggi la tecnologia consente ai bulli di infiltrarsi nelle case delle vittime, perseguitandole con messaggi offensivi inviati tramite cellulare o pubblicati sui siti web tramite Internet. Il bullismo diventa quindi cyberbullismo. Il cyberbullismo è caratterizzato da un insieme di azioni aggressive e intenzionali, di una singola persona o di un gruppo, realizzate attraverso strumenti elettronici (come sms, mms, foto, video, email, chat rooms, siti web, telefonate), il cui obiettivo è quello di provocare danni ad una persona incapace di difendersi. Per molti aspetti il cyberbullismo può essere peggiore del bullismo perché arriva anche nelle proprie abitazioni attraverso i social e internet, mentre il bullismo si ha al di fuori delle proprie case. In rete il bullo può essere chiunque e può essere difficile identificarlo, mentre nel bullismo classico la vittima di solito conosce il suo aggressore. Un'altra differenza, infatti,è che il bullo ha bisogno di dominare nelle relazioni interpersonali attraverso il contatto diretto con la vittima mentre il cyberbullo si nasconde
dietro uno schermo. Un altro aspetto in cui i due tipi di bullismo differiscono è che nel bullismo si tende a far passare l’aggressione per uno scherzo per sottrarsi dalle proprie responsabilità, mentre nel cyberbullismo le conseguenze delle proprie azioni vengono spesso attribuite al proprio profilo. Sia nel bullismo che nel cyberbullismo, purtroppo sono numerose le vittime che soffrono e, a volte, arrivano a commettere atti disperati. Secondo me, bisogna parlare con qualcuno delle violenze subite e cercare aiuto. Rispondere alle offese con delle nuove offese non farebbe che creare schieramenti e nuove vittime, invece parlarne con gli amici più fidati potrebbe far venire fuori delle idee e soluzioni. Spesso i cyberbulli, non vedendo la vittima di persona, non si rendono conto dei danni e delle sofferenze che causano. Sono sempre più numerosi gli hater, che nei social network, insultano gratuitamente gli altri utenti per vari motivi, come ad esempio l’aspetto fisico. Ad esempio, nel brano tratto dal libro “Uno, nessuno e centomila” di Pirandello che abbiamo letto in classe, il protagonista è ossessionato dal modo in cui appare agli altri, dopo che sua moglie gli ha fatto notare un semplice difetto al naso. Ciò testimonia quanto, a volte, l’opinione degli altri sia molto importante per noi e quanto ci possa ferire. Il titolo stesso del romanzo si riferisce all’importanza dell’apparire per tutti noi: uno rappresenta l'immagine che ognuno ha di se stesso, nessuno è quello che il protagonista sceglie di essere alla fine del romanzo, centomila indica le immagini che gli altri hanno di noi. Vitangelo Moscarda, infatti, dopo che sua moglie gli fa notare che il suo naso pendeva a destra comincia ad esserne ossessionato e pensa a quello che gli altri credono di lui. Per prima cosa, chiede ad un suo amico se mai si fosse accorto del suo naso storto e lui gli risponde di sì. Allora il protagonista inizia a pensare a tutte le persone che l’hanno conosciuto e al fatto che si dovevano per forza anche loro essere accorte di questa sua imperfezione. Per “vendicarsi” allora fa anche luj notare al suo amico di avere un difetto sul mento e nota che anche lui inizia a focalizzarcisi, specchiandosi spesso su alcune vetrine. FRANÇAIS: “J'AI CHERCHÉ” DI AMIR Nous avons également abordé le thème de l'intimidation en français en analysant la chanson j'ai cherché. C'est la chanson du chanteur franco-israélien Amir et il a été sélectionné pour représenter la France au concours de l'Eurovision 2016, où il s'est classé sixième. Dans la vidéo, on peut voir deux garçons qui poursuivent leurs passions malgré le fait qu'on les regarde mal parce qu'ils sont différents des autres. le garçon en effet se consacre à la danse et est moqué de tous, la fille passionnée d'arts martiaux la même chose se produit. cette vidéo nous montre que, malheureusement, le harcèlement est un phénomène mondial qui touche tout le monde, indépendamment du sexe, de l'âge ou de la classe sociale. dans une interview, Amir lui-même explique le sens de la chanson en ces termes : "cette chanson parle de notre capacité à nous dépasser et à trouver un moyen, une personne, un élément qui
La musica, grazie ai nuovi mezzi di comunicazione, può arrivare in qualsiasi parte del mondo e gli usi, i costumi ed i consumi sono sempre più simili. Tutto questo e molto altro è dovuto al fenomeno della globalizzazione, che abbiamo analizzato quest’anno in geografia. Innanzitutto, dal punto di vista economico, la globalizzazione è definita come l’esistenza di relazioni strette tra i mercati delle varie parti del Pianeta. Questo processo è in atto da centinaia di anni, ma è rapidamente aumentato dalla metà degli anni 80, grazie ai progressi tecnologici. Questi ultimi stanno cambiando il modo in cui le persone utilizzano e condividono le informazioni per scopi personali, politici e commerciali. Uno dei modi in cui gli individui condividono ciò che vogliono, in maniera istantanea e con chiunque vogliano sono i social network. I social, ormai da vari anni, sono diffusi in tutto il mondo e sono, per questo, uno degli esempi più importanti della globalizzazione. Chiunque sia dotato di una connessione internet e di un dispositivo adatto può avere il suo account social. Naturalmente, le aziende approfittano di queste piattaforme per pubblicizzare i propri prodotti ed influenzare i possibili clienti. I social network più usati nel mondo sono, secondo i dati del 2020: Facebook, YouTube e Whatsapp, seguiti da Facebook Messenger, Instagram e WeChat. Un dato interessante è come TikTok nel corso del 2020 abbia scalato la classifica, posizionandosi al settimo posto tra le mobile app che registra il numero maggiore di utenti attivi mensilmente. Questo fatto può essere legato alla pandemia e alla necessità di passare molto tempo in casa, dove i video e le challenge di TikTok potevano essere per molti il passatempo ideale. Il 2020 è stato, infatti, un anno determinante: se c’è una lezione che molte aziende hanno appreso è l’importanza di essere presenti online per poter riuscire a guadagnare anche se costretti alla chiusura. Oggi i social network sono molto di più di un canale di comunicazione pubblico, poiché grazie ad essi le aziende riescono a raggiungere i consumatori e a creare con loro una relazione. I social network possono essere definiti come dei servizi online che permettono la creazione e realizzazione di reti sociali virtuali. Si tratta nient’altro che di siti internet e applicazioni che stimolano la condivisione di contenuti testuali, immagini e video e audio per far interagire tra loro gli utenti. I social network sono gratuiti e orientati alle persone. TECNOLOGIA: LA RETE INTERNET I social network non potrebbero essere possibili senza l’esistenza della rete internet. Quest’ultima nasce nel 1969 quando gli Stati Uniti, in piena Guerra Fredda, incaricano l’ARPA (Agenzia di Ricerca di Progetti Avanzati) di realizzare un sistema di rete in grado di proteggere i collegamenti via computer tra le basi militari, in caso di guerra. L’idea era di strutturare una rete che non facesse capo ad un solo terminale, ma potesse continuare a funzionare anche
se uno dei supporti fisici venisse distrutto. Mentre una rete centralizzata è vulnerabile perché basta distruggere il nodo centrale per interrompere tutte le comunicazioni, una rete distribuita è invece immune agli attacchi perché se un nodo viene distrutto continua comunque a funzionare. La rete internet, che prese il nome dall’agenzia americana chiamandosi “Arpanet”, nacque quindi per scopi militari. Era iniziata così una nuova era, anche se nessuno ancora lo sapeva poiché inizialmente questa rete non era stata resa accessibile alla popolazione civile. Nel 1971, invece, dei tecnici universitari inventarono la posta elettronica e nel 1973 venne inventato il TCP/IP, cioè il linguaggio universale con cui ancora oggi comunicano i computer. Nel 1983 vennero realizzate due reti: una militare chiamata MILNET ed una universitaria chiamata Internet. Finalmente nel 1989, con la fine della Guerra Fredda, Internet venne diffuso in tutto il mondo. Nel 1991, in Svizzera nacque ufficialmente il World Wide Web grazie al sistema HTTP, inventato dal ricercatore Tim Berners-Lee. Quest’ultimo è per questo motivo stato soprannominato “papà della rete”. In che modo però vengono spediti i messaggi tra computer diversi? Ogni PC ed ogni dispositivo collegato alla rete ha un indirizzo univoco che lo contraddistingue, composto da 4 serie di numeri che vanno da 0 a 254. Questo indirizzo è chiamato indirizzo IP (Internet Protocol address) è quello che ci identifica su internet, per ogni utente ci deve essere un indirizzo IP diverso da tutti gli altri. Gli indirizzi IP possono essere di tipo pubblico o privato. Per prima cosa, poi, il messaggio che voglio inviare viene diviso in tante piccole parti o pacchetti e dobbiamo specificare ai pacchetti la destinazione ed il mittente della comunicazione. Per ogni pezzo di messaggio dobbiamo aggiungere le informazioni di recapito. Il messaggio quindi si è trasformato in tanti piccoli messaggi che ora vengono inviati sulla rete. Infine I pacchetti arrivano a destinazione anche non in ordine di spedizione, ma una volta arrivati tutti il ricevitore può riordinarli e ricostruire il messaggio. STORIA: I “PREDECESSORI” DEI SOCIAL NETWORK Prima dell’avvento della rete internet e del mondo social, com’era possibile comunicare con gli altri e condividere contenuti? Tra il 1870 e 1900 si ebbero un rapido sviluppo dell’industria e della tecnologia. Gli studi intrapresi da Hertz sulle onde elettromagnetiche furono la base per gli esperimenti dello scienziato italiano Guglielmo Marconi sulla telegrafia. Quest’ultima è un sistema di comunicazione che utilizza un apposito dispositivo per trasmettere, a distanza, segnali corrispondenti alle lettere dell’alfabeto con cui comporre dei messaggi. Durante la rivoluzione industriale, invece, grazie all’invenzione ed alla distribuzione dell’elettricità venne inventato il telefono dall’italiano Antonio Meucci, per poi venire perfezionato dallo scozzese Alexander Graham Bell. In realtà, ci fu a lungo una contesa tra i due per la paternità dell’invenzione e solo nel 2002 il Congresso degli Stati Uniti ha riconosciuto la creazione del telefono a Meucci. Attraverso il telefono e la telegrafia potevano quindi essere trasmessi dei brevi messaggi a delle persone in particolare. Per arrivare, invece, a tutti si