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tesina linguistica sulla sintassi, Tesine universitarie di Linguistica

tesina linguistica sulla sintassi

Tipologia: Tesine universitarie

2019/2020

Caricato il 31/01/2020

omar_el_zenary
omar_el_zenary 🇮🇹

4.1

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introduzione
L'idea che la sintassi abbia una certa indipendenza rispetto
ad altri domini della linguistica è uno dei temi che ha più
affascinato i linguisti negli ultimi anni.
E' stato possibile approfondirlo grazie alle recenti tecniche di
neuroimmagine che hanno permesso esperimenti "in vivo"
su pazienti sani e hanno aperto la strada a quella che si può
definire "biolinguistica".
Merita soffermarci su alcuni di questi esperimenti per poter
illustrare in modo esauriente i risultati ottenuti e le
conclusioni a cui hanno portato, ovvero poter affermare che
la sintassi è autonoma a livello neurologico (cioè proprio il
livello esaminato dalla neuroimmagine), che ci sono delle
aree cerebrali specifiche dedicate ad essa che costituiscono
una "rete neuronale" in grado di codificare solo le regole
grammaticali possibili, ignorando quelle impossibili.
Questa distinzione, tra regole possibili e impossibili,
necessita di una spiegazione che possiamo introdurre con
la definizione di "Grammatica Universale" data da Chomsky.
Essa è l'insieme delle proprietà che caratterizzano tutte le
lingue umane (naturali), le quali condividono dei principi
comuni che se fossero violati darebbero vita a una lingua
non-naturale e quindi a una grammatica impossibile. La
Grammatica Universale inoltre è governata da un
meccanismo innato che permette all'uomo di apprendere
spontaneamente una lingua (che però deve
necessariamente rispettare questi principi); per questo i
bambini nei primi tre anni di vita acquisiscono una buona
competenza linguistica senza istruzioni specifiche, si
deduce infatti che esista nel cervello umano una potenzialità
specifica che in altri esseri viventi non c'è.
Dei principi dati dalla Grammatica Universale, a cui le lingue
umane sottostanno naturalmente, uno dei più importanti
riguarda l'organizzazione delle parole all'interno della frase,
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introduzione L'idea che la sintassi abbia una certa indipendenza rispetto ad altri domini della linguistica è uno dei temi che ha più affascinato i linguisti negli ultimi anni. E' stato possibile approfondirlo grazie alle recenti tecniche di neuroimmagine che hanno permesso esperimenti "in vivo" su pazienti sani e hanno aperto la strada a quella che si può definire "biolinguistica". Merita soffermarci su alcuni di questi esperimenti per poter illustrare in modo esauriente i risultati ottenuti e le conclusioni a cui hanno portato, ovvero poter affermare che la sintassi è autonoma a livello neurologico (cioè proprio il livello esaminato dalla neuroimmagine), che ci sono delle aree cerebrali specifiche dedicate ad essa che costituiscono una "rete neuronale" in grado di codificare solo le regole grammaticali possibili, ignorando quelle impossibili. Questa distinzione, tra regole possibili e impossibili, necessita di una spiegazione che possiamo introdurre con la definizione di "Grammatica Universale" data da Chomsky. Essa è l'insieme delle proprietà che caratterizzano tutte le lingue umane (naturali), le quali condividono dei principi comuni che se fossero violati darebbero vita a una lingua non-naturale e quindi a una grammatica impossibile. La Grammatica Universale inoltre è governata da un meccanismo innato che permette all'uomo di apprendere spontaneamente una lingua (che però deve necessariamente rispettare questi principi); per questo i bambini nei primi tre anni di vita acquisiscono una buona competenza linguistica senza istruzioni specifiche, si deduce infatti che esista nel cervello umano una potenzialità specifica che in altri esseri viventi non c'è. Dei principi dati dalla Grammatica Universale, a cui le lingue umane sottostanno naturalmente, uno dei più importanti riguarda l'organizzazione delle parole all'interno della frase,

che è materia della sintassi. In maniera semplificata questo principio detto "di dipendenza della struttura" afferma che nessuna regola sintattica può riferirsi al numero delle parole di una frase o alla posizione di una parola in una sequenza di parole. In altri termini ogni relazione sintattica in qualsiasi lingua umana deve essere stabilita su una dipendenza gerarchica, come per esempio "soggetto" e "predicato" e non su una dipendenza lineare, e quindi basata sulla precedenza e la successione delle parole in una frase. (Per esempio: una regola impossibile -"non grammaticale"- potrebbe essere che per costruire un una frase negativa si deve mettere la parola "no" in quarta posizione, nonostante sia intuitivamente semplice da applicare questa regola non è accettabile perchè viola i principi della grammatica universale e infatti non c'è nessuna lingua naturale che abbia una regola simile nella sua grammatica). Il fatto che poi la frase risultante sia linearizzata in una sequenza di parole è dovuto a costrizioni fisiche della comunicazione linguistica umana, sia scritta che orale, ma non rispecchia il modo in cui viene costruita, che invece rispetta la dipendenza gerarchica. Dal momento che le regole linguistiche naturali seguono una serie di principi cosa succede se il cervello si confronta con regole impossibili da imparare? La risposta è stata possibile grazie all'invenzione di lingue immaginarie in cui sono state inserite delle regole impossibili (in particolare che violassero il "principio di dipendenza della struttura") e monitorando, tramite la neuroimmagine, il "comportamento" del cervello durante lo svolgimento di particolari compiti in cui erano usate queste regole. Si è appunto trovato che l'area cerebrale imputata all'elaborazione della sintassi è in grado di riconoscere solo le regole possibili, ignorando quelle impossibili.

loro combinazioni in una data lingua, la morfologia studia la struttura delle parole, la sintassi si occupa della loro combinazione all'interno di una proposizione, la semantica è lo studio dei significati possibili delle parole (semantica lessicale) e delle frasi (semantica frasale) e la pragmatica studia il ruolo del contesto nel determinare il contenuto di un atto comunicativo in situazioni concrete d'uso.


-l'autonomia della sintassi Dato un accenno di cosa si intende per grammatica e dopo aver descritto brevemente i domini in cui è suddivisa, possiamo focalizzarci su uno di essi, la sintassi, e soffermarci sulla questione che ha ultimamente affascinato i linguisti e ha indirizzato recenti studi, ovvero: la sintassi é un dominio autonomo o il risultato dell'interazione di qualche altro componente? La domanda nasce proprio dall'esigenza da parte degli studiosi di voler dimostrare la sua autonomia, quindi c'era già l'intuizione diretta verso una delle due ipotesi. Ciò che ha portato a questa intuizione è stato il fatto che la sintassi è basata su regole che prescindono dalle altre aree della linguistica. La cosa però non è scontata, tanto che tutt'oggi il parere dei neuropsicologi è considerarla un epifenomeno della semantica. E' bene precisare che quando si parla di "autonomia della sintassi" non dobbiamo immaginare un compartimento completamente isolato dagli altri domini, anche perchè, come già detto, la grammatica di una lingua necessita di tutti questi e della loro interazione per essere completa. Quindi queste osservazioni sulla sintassi servono semplicemente a dimostrare che essa non è totalmente riconducibile a questi altri domini e non è un fenomeno secondario ad essi. Le prime prove che hanno condotto all'ipotesi

dell'autonomia della sintassi a livello neurologico si sono ottenute tramite studi su soggetti con deficit linguistici che sembravano coinvolgere solo l'ambito della morfosintassi (queste fece pensare a un ruolo autonomo di essa), per le evidenze più convincenti bisognerà aspettare l'avvento della neuroimmagine, intorno al 2000. Prima di passare a parlare del piano neurologico vorrei esporre brevemente come mai è lecito parlare di sintassi autonoma anche su un piano teorico, cioè, essendo lo studio della combinazione delle parole, come mai si può considerare un campo di indagine autonomo. Vorrei riportare delle considerazioni presentate da Andrea Moro ne "I confini di Babele" in cui dimostra che anche a livello teorico (senza l'ausilio di macchinari odierni che indagano direttamente il funzionamento del cervello) la sintassi è indipendente da semantica e fonologia. Nella dimostrazione dell'autonomia della sintassi rispetto alla semantica Moro prende la seguente lista di parole: "un, è, cerchio, rosso, quadrato" e prova a costruire delle sequenze prendendo le parole a caso. Di tutte le sequenze che si possono ottenere solo alcune sono sintatticamente possibili, cioè: "un cerchio è rosso", "un quadrato è rosso" e "un cerchio è quadrato". E' immediato accorgersi che di queste frasi l'ultima è una contraddizione. Questo caso è interessante perchè è un esempio del fatto che una frase ben formata dal punto di vista sintattico può non esserlo dal punto di vista semantico (infatti "un cerchio è quadrato" è inaccettabile semanticamente); dunque la sintassi e la semantica non sono totalmente riconducibili l'una all'altra. Per quanto riguarda la fonologia, alla domanda "Come convincersi che la sintassi non è totalmente riconducibile alla struttura fonologica dell'enunciato?" (e più in generale al mezzo di trasmissione, sia scritto che orale) Moro risponde costruendo un esperimento dove la stessa sequenza di

Avendo appunto questi pazienti difficoltà a reperire l'elemento lessicale si poteva di conseguenza pensare che fosse compromessa solo l'area morfosintattica. Si cominciava quindi a pensare che esistesse una corrispondenza tra morfosintassi e una specifica area del cervello dal momento che se si presentava un disturbo neurologico determinato da lesioni cerebrali (a un'area specifica) esso interessava solo il dominio della morfosintassi. Per dimostrare questa idea sono stati necessari ulteriori studi e nuovi casi a cui sottoporre dei test. Quello che si trovava più facilmente erano evidenze negative sul ruolo della semantica, nel senso che si arrivava a dare un certo ruolo alla sintassi perchè in alcuni casi la semantica non riusciva a spiegare certi fenomeni. Le prove positive però sono più importanti e sono quelle necessarie alla dimostrazione di questa tesi. Doveva allora essere azzerato l'effetto dell'area semantica per poter dare evidenze positive sulla dimensione sintattica. Ciò è stato possibile grazie alla costruzioni di esperimenti in cui sono state usate pseudoparole prive di significato semantico. Inoltre, con l'avvento delle tecniche di neuroimmagine, è stato possibile esplorare il cervello "in vivo" su soggetti sani, senza più dover aspettare una patologia o un deficit linguistico per avere informazioni sul funzionamento di quest'organo. ((Per tutto il XIX Successivamente (dobbiamo aspettare gli anni...) [grazie alle nuove tecniche che combinano la radiologia con l'informatica è stato possibile esplorare l'architettura funzionale del cervello "in vivo" su soggetti sani: non dobbiamo più aspettare una patologia, un guasto, nè limitarci alla sola autopsia per esplorare il funzionamento di quest'organo].)) TECNICHE DI NEUROIMMAGINE

-breve descrizione sulle tecniche di neuroimmagine pet e fmri. dove sono stati fatti gli esperimenti, chi li ha condotti (andrea moro, chi è ecc...). -La neuroimmagine è una metodica estremamente dettagliata per la rappresentazione del sistema nervoso, in particolare del cervello. Nei nostri esperimenti sono state utilizzate in particolare due tecniche: la pet e la fmri. la prima un po' più invasiva in quanto consiste nella iniziezione di un radiofarmaco di sitopi di ossigeno e rilevandone la loro radioattività. inoltre le informazioni che si ottengono non sono dirette, si deve utilizzare un metodo sottrattivo. la fmri è piu diretta. è stata utilizzata la neuroimmagine funzionale , la quale permette, tramite la misurazione del metabilismo cerebrale, di studiare dal punto di vista anatomo-funzionale il cervello proprio mentre compie azioni specifiche. ciò permette di stabilire la relazione tra attività di determinate aree cerebrali e specifiche funzioni cerebrali. Le due tecniche usate sono in particolare la pet e la fmri Tra le due tecniche usate vi è una più diretta e l'altra