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tesina master clil "clill e life long learning", Tesi di laurea di Lingua Inglese

tesi finale del corso clil in cui viene descritto l'approccio metodologico clil

Tipologia: Tesi di laurea

2020/2021

Caricato il 27/02/2022

cinzia.milani.1801
cinzia.milani.1801 🇮🇹

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UNIVERSITA’ TELEMATICA “e-Campus”
Corso di perfezionamento metodologia “Clill”
CLILL, LIFE LONG LEARNING E IL SAPORE DI
FUTURO DELL’INSEGNAMENTO, NEL PANORAMA
DELL’ISTRUZIONE ITALIANA.
RELATORE: PROF. NITTI PAOLO
TESI DI LAUREA DI: MILANI
CINZIA
Anno Accademico 2021/ 2022
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UNIVERSITA’ TELEMATICA “e-Campus” Corso di perfezionamento metodologia “Clill” CLILL, LIFE LONG LEARNING E IL SAPORE DI FUTURO DELL’INSEGNAMENTO, NEL PANORAMA DELL’ISTRUZIONE ITALIANA. RELATORE: PROF. NITTI PAOLO TESI DI LAUREA DI : MILANI CINZIA Anno Accademico 2021/ 2022

Sommario

  • Abstract............................................................................................................................................................
  • 1 Una finestra sul Clill.......................................................................................................................................
  • 1.1 IL CLIL NEL SISTEMA SCOLASTICO ITALIANO...............................................................................................
  • 1.1.1 Definizione...............................................................................................................................................
  • 1.2 A Bit of: Legislazione scolastica...................................................................................................................
  • 2 “Fondamenti di didattica CLIL”....................................................................................................................
  • 2.1 CLIL in Pratica: Svolgimento di una lezione...............................................................................................
  • 2.2 CLIL: QUALI DISCIPLINE?...........................................................................................................................
  • 3 Uso delle TIC nel CLIL...................................................................................................................................

1 Una finestra sul Clill “ Without bridges we would all be islands” Innovare significa cambiare lo “ Stauts Quo. La globalizzazione, la caduta delle frontiere con l’unione delle nazioni europee in un’unica realtà, hanno evidenziato il bisogno di trovare, una lingua che veicolasse i diversi linguaggi avendo il potere di mettere in contatto le diverse civiltà e culture senza la possibilità di fraintendimenti. Se guardiamo alle lingue nel mondo, è risaputo che ad oggi, quelle con il maggior numero di parlanti siano il “Cinese” e il “Mandarino” verrebbe quindi spontaneo pensare che una almeno, di queste due lingue è stata scelta per essere utilizzata nell’ambito dei rapporti internazionali tra diverse nazioni. Se guardiamo in ambito europeo è lo Spagnolo ad avere una certa popolarità eppure la lingua Franca per eccellenza usata nei

diversi ambiti degli gli affari, del lavoro, della musica, dello sport, delle relazioni internazionali è la lingua inglese. Perché? Le ragioni storiche della capillare diffusione della lingua inglese, sono sicuramente da ricercare nelle ondate colonizzatrici che hanno caratterizzato la politica britannica a partire dal regno di Elisabetta I fino ad arrivare alla loro massima espansione sotto il regno della regina Vittoria. A questo si è affiancata anche l’opera di propagazione avvenuta negli anni Cinquanta da parte degli Stati Uniti su gran parte del proprio territorio e anche oltre i propri confini. Non bisogna dimenticare infatti che mentre l’Europa degli anni Cinquanta usciva da una guerra devastante che aveva lasciato segni e strascichi importanti l’America si trovava nel momento di maggior prosperità economica; è facile capire quindi che fu proprio questo il momento in cui l’inglese divenne la lingua più importante del mondo. Conoscere ed essere abile nel conversare in questa lingua sono quindi capacità decisamente importanti da possedere. Uomini di affari, studenti, ma anche semplici cittadini sono diventati fortemente consapevoli dei vantaggi che si possono ottenere se si possiede la capacità di saper leggere, scrivere, parlare, comprendere nonché creare contenuti in lingua inglese. Di pari passo con questa consapevolezza è fiorita anche la voglia di adoperarsi per raggiungere un livello di competenza linguistica il più elevato possibile.

subjects not taught in a foreign language but with and through a foreign language”^2 La metodologia CLIL è quindi rilevante per i modelli educativi contemporanei? Come già evidenziato i cambiamenti globali, così come l’alto incremento dell’uso di nuove tecnologie, l’adattabilità, così come l’inclusività, rappresentano una sfida costante per l’educazione odierna così come per l’insegnamento e l’apprendimento delle L2. Gli atteggiamenti mentali degli attuali studenti sono decisamente diversi rispetto a quelli della generazione precedente, basti pensare quante differenze possiamo trovare nello stile di vita e soprattutto nell’esposizione alle nuove tecnologie, Le generazioni X (i nati negli anni 1980-

  1. e ancor più le generazioni Z (i nati tra gli anni 1995-2015) sono state e sono tuttora esposte alle differenti tecnologie ( piattaforme di gioco o consolle, personal computer, Internet ) in tenera età , è naturale che queste generazioni cresciute a stretto contatto con le più moderne tecnologie, hanno quindi sviluppato un differente atteggiamento mentale al quale gli educatori/insegnanti devono rispondere. Questo mind-set è stato descritto come “ Learn as you use, use as you learn ” 3 completamente differente dalla vecchia concezione di “ Learn now for use later”^4. (^2) Eurydice, 2006: 8 (^3) Coyle, Hood, Marsh Clill: Content and Language Integrated Learning 2013, Cambridge University Press Pg 10 (^4) ibidem

La doppia sfida quindi di prefiggersi la formazione in una lingua straniera facendo del contenuto l’obiettivo guida, significa che anche gli studenti sono coinvolti in maniera più attiva nel processo di apprendimento essendo costretti ad una concentrazione maggiore. La metodologia CLIL promuove un uso più naturale del linguaggio, dato che pone l’accento sulla comunicazione autentica, in cui la fluidità gioca un ruolo decisamente più importante rispetto a quello della forma. L’insegnamento CLIL è flessibile e permette di essere adattato a diversi contesti e a differenti tipologie di discenti. Infine, quale educazione bilingue promuove il pensiero critico attraverso un costante confronto dei valori culturali. 1.2 A Bit of: Legislazione scolastica A partire dall’anno scolastico 2012/2013, con la riforma della scuola messa in atto dalla ministra Gelmini il governo, ha introdotto nei Licei Linguistici l’insegnamento di discipline non linguistiche in lingua straniera secondo la metodologia CLIL. Per tutti gli altri Licei e per gli Istituti tecnici il CLIL è stato previsto solamente nel quinto anno e per un’unica disciplina. “ In adempimento del Piano programmatico predisposto sulla base dell’art. 64 del D.L. 112/2008, sono stati adottati i regolamenti di riordino degli istituti di istruzione secondaria superiore, pubblicati nella Gazzetta ufficiale del 15 giugno

2010. Il 24 luglio 2012 il Governo ha presentato alle Camere

lingue). Secondo il decreto direttoriale n 6 del 16/04/2012 i docenti interessati all’insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera devono acquisire 20 CFU ( Crediti formativi universitari ) per l’insegnamento della metodologia CLIL nei Licei e negli Istituti Tecnici. In alternativa ai suddetti corsi possono accedere i docenti in possesso di: a) Certificazioni nella lingua straniera oggetto del corso, rilasciate da Enti Certificatori riconosciuti dai governi dei paesi madrelingua, almeno di livello C1 di cui al “QCER – Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue”, che attestano le abilità ivi previste (Ascolto, Parlato/Interazione, Scrittura, Lettura); b) Competenze linguistiche certificate in relazione alle abilità di cui alla lettera a), di livello B2 del QCER, iscritti e frequentanti un corso di formazione per conseguire il livello C1 del QCER. Il Miur precisa anche gli ambiti in cui il docente CLIL deve essere competente, ossia:

  1. Ambito linguistico:
  • Competenza linguistica C1 in lingua straniera (B2 fase transitoria)
  • Competenze linguistiche adeguate alla gestione di materiali disciplinari in Lingua Straniera
  • Padronanza della micro-lingua (lessico, tipologie discorsive, generi testuali ecc.) e sa trattare nozioni e concetti in lingua straniera. 2) Ambito disciplinare: - È in grado di utilizzare i saperi disciplinari in coerenza con la dimensione formativa dei curricula nelle materie relative al proprio ordine di scuole
  • È in grado di trasporre in chiave didattica i saperi disciplinari integrando lingua-contenuti
  1. Ambito metodologico-didattico:
  • È in grado di progettare percorsi CLIL in sinergia con i docenti di lingua straniera e di altre discipline;
  • È in grado di reperire, adattare, creare, materiali e risorse didattiche per ottimizzare le lezioni CLIL, utilizzando anche le risorse tecnologiche e informatiche;
  • È in grado di realizzare autonomamente un percorso CLIL, impiegando metodologie e strategie finalizzate all’apprendimento attraverso la Lingua straniera;
  • È in grado di elaborare e utilizzare sistemi di valutazione condivisi e integrati, coerenti con la metodologia CLIL. Per l’avvio della metodologia CLIL la Direzione Generale “suggerisce una programmazione da parte del docente di una Disciplina Non Linguistica (DNL) concordata anche con l’insegnante di lingua straniera e/o ove presente, con il conversatore di lingua straniera e con l’assistente linguistico,

Nel documento viene per tanto auspicata “la costituzione di veri e propri team CLIL” che siano costituiti da docente di DNL, docente di lingua straniera, ed eventuale conversatore di lingua straniera o assistente linguistico, che possano contribuire l’un l’altro con lo scambio e il rafforzamento delle reciproche e specifiche competenze”. 2 “Fondamenti di didattica CLIL” Secondo Coonan il il CLIL è: Un tipo di percorso educativo, più o meno lungo, caratterizzato da scelte strategiche, strutturali-metodologiche, atte ad assicurare l’apprendimento integrato duale […] da parte di discenti che imparano attraverso una lingua non nativa .”^10 Coonan fa così notare che ciò che trasforma realmente una lezione disciplinare in L2/LS in una lezione di CLIL vero e proprio è la metodologia adottata, le scelte didattiche, le strategie dell’apprendimento che l’insegnante mette in campo^11 Nell’insegnamento disciplinare tradizionale in L1, questi aspetti sono spesso sottovalutati. Al contrario, nel CLIL la metodologia e le strategie assumono un ruolo fondamentale in quanto, offrono lo scaffolding , ovvero il sostegno didattico, (Syllabus) con cui l’insegnante facilita l’acquisizione dei nuovi contenuti da parte degli allievi. (^10) Coonan 2006a, 23 (^11) Coonan 2006a, 2014a.

La sfida, da parte di chi apprende una o più materie in forma Clill è sicuramente quella di esprimere contenuti in una lingua in cui non si è in grado di esprimersi allo stesso livello della propria lingua madre. Secondo Freire: “ Without dialogue there is no communication and without communication there can be no true education”^12 In un’attività CLIL il linguaggio utilizzato non serve soltanto come filtro comunicativo, di conseguenza è necessario guidare ed assistere gli studenti nel superare le barriere linguistiche dimostrando loro che, l’apprendimento della lingua straniera non è solo una possibilità concreta di migliorare le singole abilità linguistiche ma soprattutto quella di approfondire la conoscenza della materia in questione. Secondo Coyle, Hood e Marsh (2010) nel CLIL l’insegnamento della lingua deve essere concettualizzato in maniera nuova secondo una triplice declinazione che hanno sintetizzato nello schema del Language Triptych (“Trittico del linguaggio”). Stando alle riflessioni che questi studiosi esprimono nel loro schema nel CLIL l’apprendimento della lingua straniera è sia lingua di apprendimento ( “language of learning” ) che lingua per l’apprendimento ( “language for learning” ) e lingua attraverso l’apprendimento ( “language through learning” ). Molto più semplicemente “ nel CLIL si apprendono sia i contenuti veicolati nella lingua straniera che la lingua (^12) 1972: 81

tempo anche quello di apprendere idee, comportamenti, stili di vita, visioni del mondo, insomma quello di apprendere la cultura. È proprio attraverso una maggiore consapevolezza della propria identità culturale, così come delle differenze esistenti, tra culture diverse che si attua un apprendimento consapevole. L’aspetto culturale è sottolineato anche da Coyle (1999) la quale afferma che la didattica CLIL è frutto dalla complessa interdipendenza fra “le quattro C”: ( Content, Cognition, Communication and Culture ).  Contenuto,  Cognizione,  Comunicazione  Consapevolezza Culturale” La metodologia CLIL offre l’opportunità di sviluppare questa consapevolezza in due diverse maniere; rendendo espliciti i legami impliciti fra lingua e cultura e, collegando differenti interpretazioni dei contenuti appartenenti alle diverse culture, finalizzando in questa maniera l’utilizzo della lingua straniera allo scopo ben preciso, di veicolare il contatto con i contenuti disciplinari. Interrogarsi su quali tematiche si prestano più di altre ad interpretazioni di diversa matrice culturale richiama da vicino sia la scelta metodologica, tanto quanto quella contenutistica. In tal modo il compito della lezione CLIL non consisterà solo nello svolgimento in lingua straniera dei contenuti prescelti, ma

soprattutto nell’attivazione di processi di riflessione, elaborazione e confronto tra le diverse prospettive di lettura dei contenuti presentati. È qui implicito il richiamo ad un punto di vista interdisciplinare che passando attraverso il contatto interlinguistico permette ai discenti di analizzare in maniera critica i temi presentati, appartenenti alla propria cultura o alla cultura della lingua straniera oggetto della lezione CLIL. 2.1 CLIL in Pratica: Svolgimento di una lezione

del vocabolario. Questa fase, come abbiamo avuto modo di vedere nei primi paragrafi di questa trattazione, è detta di « scaffolding», ossi impalcatura.

  1. I task altro non sono, se non i compiti che devono essere progettati ponendo particolare attenzione ai contenuti e devono rispecchiare e garantire un uso autentico della lingua. 4. L’ultimo step sono gli output, le attività da realizzare in classe o ancor meglio nei laboratori multimediali. Queste attività servono come valutazione della classe, ma anche soprattutto come feedback dalla classe verso l’insegnante e viceversa. I docenti coinvolti in una lezione possono essere i soli di Disciplina Non Linguistica (DNL), oppure gli stessi in sinergia con i docenti di lingua straniera. Le lezioni prevedono la lettura di testi, ascolti e la visione di video. Tutti i contenuti linguistici sono adeguati al contesto e il criterio è lessicale, e non grammaticale. Poiché il CLIL permette l’utilizzo di varie metodologie in combinazione con esso ed è decisamente adattabile, gli stili di apprendimento dei singoli studenti vengono rispettati poiché permette in classe, la diversificazione di tecniche di apprendimento e insegnamento. La flipped classroom in ambiente CLIL si sta diffondendo in modo sempre più massiccio anche nelle scuole italiane^13 il ribaltamento dei tempi e dell’organizzazione della lezione, che una volta era solo frontale, ma che ora si avvale dell’uso di (^13) (Finardi, 2015)

video o altri contenuti digitali che gli studenti possono esplorare in autonomia in casa propria, facilita l’attivazione dei processi cognitivi rinforzando l’apprendimento grazie anche alle attività laboratoriali, ad attività di peer , o di cooperative learning che gli stessi svolgono in secondo tempo a scuola. La Flipped Class Room è sicuramente quindi, un approccio metodologico che ben si presta alla didattica CLIL per via:

  1. Del totale rinnovamento delle pratiche didattiche quotidiane
  2. Del Setting d’aula e dei materiali: le lezioni si svolgono prevalentemente in aula multimediale, laboratorio linguistico.
  3. Dell’utilizzo delle T.I.C.; dei contenuti didattici digitali e delle OER ( Open Educational Resources ). I contenuti presentati in una lezione Flipped CLIL soddisfano pienamente tutti gli steps presenti nella sopracitata piramide di Mayer. Inoltre la Flipped class:
  4. Facilita la comprensione dei contenuti disciplinari da parte degli studenti
  5. Offre maggiore spazio all’interazione
  6. Gli strumenti per la creazione di materiale sono utilizzabili anche dagli studenti che possono supportare la produzione in LS e restituire poi i contenuti disciplinari.
  7. Permette all’insegnante un maggior controllo sulla LS per quanto riguarda stile, tono, impostazione, cadenza, precisione e scioltezza.