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Alcune traduzioni di carmi di Catullo. In particolare, vengono presentati i carmi 1, 5, 8, 51, 70, 72, 76. Si tratta di testi poetici che trattano temi come l'amore, la passione, la gelosia e la sofferenza. Le traduzioni sono in italiano e sono utili per comprendere il significato dei testi originali in latino.
Tipologia: Versioni
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CARME 1 (Dedica a Cornelio Nepote) A chi dono questo nuovo grazioso libricino or ora levigato dalla pietra pomice? Oh Cornelio, a te: infatti tu eri solito ritenere che le mie sciocchezzuole fossero qualcosa (avessero qualche valore) già da quando hai osato, unico tra gli italici, esporre tutta la storia in tre libri dotti e faticosi, per Giove. Perciò tu considera qualcosa di questo libro di qualunque qualità esso sia e questo, oh vergine patrona, rimanga perenne più di un secolo. CARME 51 (Ille mi par esse deo videtur) Lui mi sembra essere pari ad un Dio Superar gli dei, se ciò non è profano, Lui che, a te davanti, incessantemente Ti guarda e ascolta Nel tuo dolce ridere, cosa che a me infelice Strappa i sensi tutti: infatti Non appena te, o Lesbia, io vedo, non mi resta voce, Ma s’impasta la lingua, in copra scende Tenue fiamma, di un suono tutto loro Mi tintinnan le orecchie, e scende una Doppia notte sugli occhi. L’ozio a te, Catullo, procura danno, L’ozio troppo ti esalta e ti fa smaniare, L’ozio, già, sia re sia città beate Ha rovinato. CARME 5 (Vivamus, mea Lesbia, atque amemus) Viviamo, mia Lesbia, ed amiamoci E ogni mormorio perfido dei becchi Valga per noi la più vile moneta. (stimiamoli tutti un solo asse) Il giorno può morire e poi risorgere, (i soli possono sorgere e tramontare) Ma quando muore il nostro breve giorno, (dormiremo una notte eterna) Una notte infinita dormiremo. (una volta che sia tramontata la breve luce) Tu dammi mille baci, e quindi cento, Poi dammene altri mille, e quindi cento, Quindi mille continui (poi fino ad altri mille), e quindi cento. E quando poi saranno mille e mille, (quando ne avremo fatte molte migliaia) Nasconderemo il loro vero numero, (li mescoleremo affinché non sappiano) Che non getti il malocchio l'invidioso (nessun malvagio possa invidiarci) per un numero di baci così alto CARME 70 La mia donna dice di non voler avere nessun altro se non me, neppure se glielo chieda (chiedesse) Giove in persona. Dice: ma ciò che una donna dice ad un amante desideroso è necessario scriverlo sul vento e sull'acqua che scorre. CARME 72 Dicevi un tempo che tu conoscevi solo Catullo, o Lesbia, e che a posto mio non volevi abbracciare neppure Giove.
Ti amai allora non tanto come il volgo ama un'amante, ma come un padre ama i figli e i generi. Ora ti ho conosciuto, anche se io brucio più intensamente, tuttavia per me tu sei molto più meschina e di scarso valore. Come è possibile, chiedi? poiché una tale ingiuria, costringe l'amante ad amare di più ma a voler bene di meno. CARME 85 (Odi et amo) Amo ed odio. Forse mi chiederai perché lo faccio. Non lo so, ma sento che accade, e (ne) sono torturato. CARME 8 Disperato Catullo, falla finita con le tue follie (smettila di essere folle) ciò che vedi perduto, come perduto consideralo. Brillarono un tempo per te giornate radiose (splendidi soli) , quando sovente venivi agli incontri che la ragazza fissava (andavi dove la ragazza ti portava) quella che abbiamo amata come nessun’altra ameremo. Là si svolgevano giochi gioiosi d’amore senza mai fine, che tu pretendevi, né lei rifiutava (che lei non non voleva) Brillarono veramente per te giornate radiose. Ormai lei li rifiuta, anche tu, sebbene incapace
Non cercarla, se sfugge; e non vivere da disperato, ma con ostinazione sopporta, tieni duro. Cara ragazza, addio. Alla fine Catullo tiene duro; più non ti cercherà, più non ti implorerà, tanto non lo vuoi; ma ti pentirai, quando nessuno più t’implorerà. Guai a te, disgraziata! Che vita t’attende? Chi adesso ti verrà a cercare? Chi ti troverà carina? Con chi farai oggi l’amore? (chi amerai oggi) A chi dirai “sono tua”? A chi darai i tuoi baci? A chi morderai le labbra? Ma tu, Catullo, con ostinazione tieni duro! CARME 76 Se c’è un qualche piacere per l‘uomo che ricorda le buone azioni compiute precedentemente, quando pensa di essere onesto, e di non aver violato la sacra fede e di non essersi servito di alcun giuramento per ingannare gli uomini, invocando, in mala fede, la potenza dei numi (degli dei) allora, o Catullo, molte gioie preparate ti attendono nella tua lunga vita da questo tuo amore ingrato. Infatti qualunque bene gli uomini possano o dire o fare a qualcuno, queste di te sono state dette e fatte tutte cose che affidate ad un animo ingrato sono andate in rovina. Perciò, perché ancora ti tormenti? Perché non rafforzi l’animo e non ti scosti da qui e non smetti d’essere infelice, non volendolo gli dei (se non lo vogliono neppure gli dei) è difficile liberarsi/deporre di colpo un lungo amore. è difficile, ma ci devi riuscire in qualunque modo. Questa è la sola salvezza; qui devi ottenere questo. Devi farlo sia che tu possa, sia che non possa. O dei, se è vostro compito essere misericordiosi, o se mai avete portato l’ultimo soccorso nel momento stesso della morte a qualcuno, guardate me infelice, e, se ho vissuto la vita onestamente, strappatemi dal cuore questa malattia rovinosa, che, scorrendomi nella pelle fino al profondo delle membra, come un torpore toglie via da me, la gioia da ogni parte del cuore. Ormai non chiedo questo, cioè che lei ricambi il mio amore, oppure, che tanto non è possibile, che voglia essermi pudica: io stesso desidero stare bene e liberarmi da questa malattia oscura. O dei, rendetemi questo per la mia purezza e il mio rispetto.