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Umanesimo e Rinascimento, Appunti di Storia

Nel documento sono presenti informazioni riguardo le origini dell'Umanesimo, l'Umanesimo, il Rinascimento, la diffusione della cultura al tempo. La lettura è fortemente consigliata agli studenti del Frisi aventi come professoressa di Storia la professoressa Del Felice.

Tipologia: Appunti

2023/2024

In vendita dal 21/06/2024

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UMANESIMO
LE ORIGINI:
L'Umanesimo nasce insieme al diffondersi della civiltà urbana in Italia centro-settentrionale (nel '500 si
diffuse in tutta l'Europa), che, nel 1400, era una delle zone maggiormente urbanizzate, in cui le città
godevano di autonomia ed erano governate da un ceto dirigente colto.
Nacque la borghesia mercantile e finanziaria, attiva nella vita politica, economica e militare della società,
grazie a:
Avvento signorie, con la crisi dei comuni
Progressiva concentrazione del potere politico nelle mani di un signore
Formazione di Stati regionali estesi e potenti
Con lo sviluppo di nuovi studi giuridici e di nuove istituzioni si sviluppò un clima di libertà in molte città,
che formavano individui creativi e autonomi favorendo lo sviluppo di un sapere tecnico, volto a rispondere
alle nuove esigenze sociali.
1454: Pace di Lodi, stipulata tra i principali Stati Regionali dell'Italia (Venezia, Milano, Firenze, Stato della
Chiesa e Regno di Napoli) alla fine dello scontro tra Venezia e Milano, permise alla penisola di attraversare
un periodo di stabilità politica e pace ® sviluppo della vita di corte.
Vennero commissionata opere d'arte e d'ingegno che potessero rispondere alle esigenze di quel periodo
storico. Tutti coloro che si fecero promotori di questa cultura non erano più ispirati dalla fede, ma da valori
laici e terreni.
L'UMANESIMO:
1350-1500: Umanesimo.
Durante l'Umanesimo gli intellettuali riscoprirono la cultura greca e romana dell'antichità, facendo rinascere
lo studio dei classici ® humanae litterae.
Il primo che si dedicò agli studi umanistici fu Francesco Petrarca che definì le opere classiche come "fiori da
cui le api traggono il nettare per fare il miele".
Nacque la FILOLOGIA (= amante del linguaggio, disciplina che si occupa dello studio dei testi antichi), che
permise agli uomini del '400 di acquisire una nuova visione storica, diversa da quella medievale che
interpretava i testi antichi, correggendoli e adattandoli alla contemporaneità.
Venne recuperato il latino classico e diventò la lingua della letteratura umanista, nonostante l'espansione del
volgare. Il latino divenne anche la lingua di comunicazione dei colti.
Gli umanisti riportarono in Italia la coscienza della lingua greca, grazie all'affluenza degli eruditi bizantini in
occasione del concilio convocato a Ferrara (e poi a Firenze) nel 1437-39 che doveva riunificare la Chiesa
cattolica e quella ortodossa (fallì).
Firenze divenne il centro degli studi su Platone, e i suoi testi vennero tradotti in latino da Marsilio Ficino
(1433-1499). Padova invece si incentrò sullo studio aristotelico, riportando l'atteggiamento naturalistico
introdotto dal filosofo.
Venne riportata alla luce la visione greca per cui l'uomo è artefice del proprio destino ("homo faber ipsius
fortunae"). Infatti nei testi greci venivano esaltati i valori terreni.
Il manifesto di questa corrente è l'Orazione sulla dignità dell'uomo di Pico della Mirandola (1463-1494),
scritto nel 1486. (approfondimento pagina 263)
IL RINASCIMENTO:
L'Umanesimo preparò la società italiana ed europea alla fase di rinnovamento culturale e artistico che verrà
chiamata Rinascimento (XV-XIV sec.).
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UMANESIMO

LE ORIGINI:

L'Umanesimo nasce insieme al diffondersi della civiltà urbana in Italia centro-settentrionale (nel '500 si diffuse in tutta l'Europa), che, nel 1400, era una delle zone maggiormente urbanizzate, in cui le città godevano di autonomia ed erano governate da un ceto dirigente colto. Nacque la borghesia mercantile e finanziaria, attiva nella vita politica, economica e militare della società, grazie a:  (^) Avvento signorie, con la crisi dei comuni  (^) Progressiva concentrazione del potere politico nelle mani di un signore  (^) Formazione di Stati regionali estesi e potenti Con lo sviluppo di nuovi studi giuridici e di nuove istituzioni si sviluppò un clima di libertà in molte città, che formavano individui creativi e autonomi favorendo lo sviluppo di un sapere tecnico, volto a rispondere alle nuove esigenze sociali. 1454 : Pace di Lodi, stipulata tra i principali Stati Regionali dell'Italia (Venezia, Milano, Firenze, Stato della Chiesa e Regno di Napoli) alla fine dello scontro tra Venezia e Milano, permise alla penisola di attraversare un periodo di stabilità politica e pace ® sviluppo della vita di corte. Vennero commissionata opere d'arte e d'ingegno che potessero rispondere alle esigenze di quel periodo storico. Tutti coloro che si fecero promotori di questa cultura non erano più ispirati dalla fede, ma da valori laici e terreni.

L'UMANESIMO:

1350-1500: Umanesimo. Durante l'Umanesimo gli intellettuali riscoprirono la cultura greca e romana dell'antichità, facendo rinascere lo studio dei classici ® humanae litterae. Il primo che si dedicò agli studi umanistici fu Francesco Petrarca che definì le opere classiche come "fiori da cui le api traggono il nettare per fare il miele". Nacque la FILOLOGIA (= amante del linguaggio, disciplina che si occupa dello studio dei testi antichi), che permise agli uomini del '400 di acquisire una nuova visione storica, diversa da quella medievale che interpretava i testi antichi, correggendoli e adattandoli alla contemporaneità. Venne recuperato il latino classico e diventò la lingua della letteratura umanista, nonostante l'espansione del volgare. Il latino divenne anche la lingua di comunicazione dei colti. Gli umanisti riportarono in Italia la coscienza della lingua greca, grazie all'affluenza degli eruditi bizantini in occasione del concilio convocato a Ferrara (e poi a Firenze) nel 1437-39 che doveva riunificare la Chiesa cattolica e quella ortodossa (fallì). Firenze divenne il centro degli studi su Platone, e i suoi testi vennero tradotti in latino da Marsilio Ficino (1433-1499). Padova invece si incentrò sullo studio aristotelico, riportando l'atteggiamento naturalistico introdotto dal filosofo. Venne riportata alla luce la visione greca per cui l'uomo è artefice del proprio destino ("homo faber ipsius fortunae"). Infatti nei testi greci venivano esaltati i valori terreni. Il manifesto di questa corrente è l'Orazione sulla dignità dell'uomo di Pico della Mirandola (1463-1494), scritto nel 1486. (approfondimento pagina 263)

IL RINASCIMENTO:

L'Umanesimo preparò la società italiana ed europea alla fase di rinnovamento culturale e artistico che verrà chiamata Rinascimento (XV-XIV sec.).

I protagonisti del Rinascimento non erano più uomini di Chiesa, ma liberi pensatori che venivano appoggiati da sovrani, esponenti politici o ricchi nobili. Questi, una volta riesumati i testi classici, iniziarono a scrivere trattati sulle scienze e sulle tecniche. Gli studiosi perciò divulgarono testi antichissimi, il cui sapere era confluito nel pensiero neoplatonico. I neoplatonici credevano che tutti gli elementi dell'universo fossero uniti da un principio comune (anima). Perciò il MACROCOSMO (= corpi celesti) poteva avere influenze sul MICROCOSMO (= essere umano) e viceversa. Lo studio della natura venne concretizzato dagli artisti rinascimentali, che attraverso il loro ingegno cominciarono a indagare la realtà per conoscerne la sua struttura profonda. In questo contesto nacque la prospettiva, inventata da Filippo Brunelleschi (architetto fiorentino, 1377-1446). Quest'epoca non rivoluzionò solamente il mondo dello studio, ma anche quello concreto. Infatti le città vennero rinnovate, e vennero disegnate con metodi razionali e armonici. Si rafforzò il significato della presenza di una piazza, luogo centrale della società in cui i lavoratori potevano incontrare le autorità, i nobili e la gente comune. Modello: Vitruvio (I sec. a.C.), ingegnere e architetto romano. L'esigenza di rinnovamento venne adottata anche in ambito politico, che divenne un campo da indagare sulla base di osservazioni e esperienze storiche. Esemplare fu Niccolò Machiavelli (1469-1527), che svolse diversi incarichi politici nella Repubblica fiorentina dopo la destituzione dei Medici nel 1494. Questo teorizzò nel "Principe" la separazione tra morale e politica. L'uomo politico diventa perciò colui che viveva l'alternanza tra le virtù e la fortuna. Nasce l'idea della storia come un processo di azioni umane che non deriva dalla volontà divina. Proprio per questo Machiavelli venne accusato di spregiudicatezza, nonostante ciò si trattava di un'interpretazione sbagliata della sua teoria, che innovava il modo di vivere e di fare la storia.

LA DIFFUSIONE DELLA CULTURA:

La diffusione degli ideali rinascimentali fu possibile grazie all'invenzione del libro a stampa. Il nuovo sistema di produzione del libro fu favorita dall'invenzione dei caratteri mobili da parte di Johann Gutenberg, che nel 1455 pubblicò il primo libro stampato della storia: la Bibbia in Latino. Aldo Manuzio perfezionò questa invenzione introducendo nuovi caratteri tipografici e in libro in formato piccolo. Grazie al libro a stampa venne incrementata la circolazione delle idee, nonostante la maggior parte della popolazione rimanesse analfabeta. In Italia nacquero diverse università destinate a diventare centri culturali di eccellenza (più famosa: Padova), e si svilupparono le accademie, che differivano dalle università poiché non avevano un corso di studi preciso, ma promuovevano lo scambio culturale tra dotti. Le più famose erano l'Accademia platonica e l'Accademia pontaniana. Tra il XV e il XVI a queste si affiancarono le corti, che erano diventate lo spazio centrale della vita degli Stati signorili. Infatti attraverso il fenomeno del MECENATISMO (= tendenza a proteggere e beneficare artisti e studiosi, motivata da ragioni di prestigio oltre che di gusto) le corti divennero luoghi di promozione di cultura, non solo "italiana", ma anche estera, poiché i signori accoglievano artisti e intellettuali anche stranieri, per alimentare il proprio mercato professionale.