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Umanesimo e Rinascimento: Un'analisi Storica e Culturale, Appunti di Filosofia

Una panoramica completa dell'umanesimo e del rinascimento, esplorando le loro origini, i principali esponenti e le loro influenze culturali e intellettuali. Si analizza il passaggio dal medioevo all'età moderna, la riscoperta dei classici, l'emergere dell'individualismo e l'influenza di figure chiave come lorenzo valla, marsilio ficino e pietro pompanazzi. Il documento evidenzia le differenze tra le scuole di pensiero platonica e aristotelica, sottolineando l'importanza della filologia e l'impatto della stampa sulla diffusione delle nuove idee.

Tipologia: Appunti

2023/2024

In vendita dal 13/02/2025

paolapellegrino
paolapellegrino 🇮🇹

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UMANESIMO E RINASCIMENTO
Quest’età, sul piano storico, è compresa tra il medioevo e l’età moderna, che convenzionalmente si fa
iniziare con la scoperta dell’America nel 1492.
In Italia la situazione è complicata, perchè si passa dai comuni alle signorie, fino ad arrivare alle
dominazioni straniere che conBnueranno fino all’unità d’Italia nel 1861.
Dopo l’anno mille, con lo sviluppo della civiltà urbana, hanno inizio i primi cambiamenB, tra cui:
l’individualismo in cui l’uomo è al centro della speculazione; una centralità che va a sosBtuire il ruolo
che nel Medioevo aveva occupato Dio.
la ripresa dei classici, che vengono rileK nella loro integrità.
In quest’epoca, gli umanisB viaggiano molto alla riscoperta dei classici perduB. Si può parlare di un
duplice salvataggio:
-INTERPRETATIVO: recuperare il significato originale del testo.
-FILOLOGICO: correggere gli errori dei copisB, ciò si fa me[endo a confronto le varie copie della stessa
opera cercando di eliminare ogni Bpo di errore per poter riprisBnare la versione più vicina
all’originale.
Lorenzo Valla fu un filologo che dimostró la falsità della donazione di CostanBno (che la Chiesa adoperó
per leggiKmare il suo potere temporale).
L’umanesimo è l’espressione con cui si suole designare la cultura del Qua[rocento e ha il suo fulcro
geograco nelle ci[à italiane più fiorenB, tra cui Firenze.
Il termine “umanesimo” deriva dall’espressione studia humanitas, che indicavano le discipline losoco-
le[erarie reputate necessarie per formare l’uomo in tu[e le sue facoltà morali e intelle[uali. Inoltre
indica il nuovo indirizzo di studi che si orienta verso le humanae li[erae e non più verso la scienza
divina” (teologia), quindi uno studio a[ento e accurato delle opere degli autori classici.
Con l’umanesimo, la filologia diventa una scienza vera e propria, ed è anche grazie ad essa che si
diffonde in Europa la conoscenza del greco e laBno, in cui erano staB redaK i tesB classici. La sua
diffusione deve essere apprezzata in quanto cosBtuisce un formidabile mezzo per la circolazione delle
nuove idee umanisBche e scienBfiche. Tale risultato è reso possibile anche grazie all’invenzione della
stampa.
Nonostante la grave crisi poliBca dovuta a vari saccheggi, in Italia si assiste ad una fioritura arBsBca e
le[eraria.
Il “rinascimento” nasce nel Cinquecento, ed è una fase in cui si manifesta una negaBva considerazione
del Medioevo, bollato come un’età priva di valore culturale.
Con il rinascimento, quindi, emerge l’idea secondo cui la cultura classica si offre come sBle di vita e si
diffonde per raggiungere la società civile.
BasB pensare a Leonardo da Vinci che, oltre ad essere un grande arBsta, era considerato anche un
grande ingegnere militare.
Il rinascimento, inoltre, si irradia nel resto dell’Europa, specialmente in Germania dove si sviluppa una
componente fondamentale della rinascita spirituale dell’età moderna, ossia la Riforma Protestante.
Il libero esame delle Scri[ure è affermato da MarBn Lutero nelle novantacinque tesi affisse sul portone
della chiesa di Wi[enberg nel 1517.
Il ruolo della chiesa viene messo in discussione da Lutero, il quale nega il suo valore di mediatrice tra Dio
e l’uomo: ogni credente è in grado di cogliere la verità contenuta nelle Sacre Scri[ure senza bisogno
dell’interpretazione del sacerdote.
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UMANESIMO E RINASCIMENTO

Quest’età, sul piano storico, è compresa tra il medioevo e l’età moderna, che convenzionalmente si fa iniziare con la scoperta dell’America nel 1492. In Italia la situazione è complicata, perchè si passa dai comuni alle signorie, fino ad arrivare alle dominazioni straniere che conBnueranno fino all’unità d’Italia nel 1861. Dopo l’anno mille, con lo sviluppo della civiltà urbana, hanno inizio i primi cambiamenB, tra cui:

  • l’individualismo in cui l’uomo è al centro della speculazione; una centralità che va a sosBtuire il ruolo che nel Medioevo aveva occupato Dio.
  • la ripresa dei classici, che vengono rileK nella loro integrità. In quest’epoca, gli umanisB viaggiano molto alla riscoperta dei classici perduB. Si può parlare di un duplice salvataggio:

- INTERPRETATIVO: recuperare il significato originale del testo.

- FILOLOGICO: correggere gli errori dei copisB, ciò si fa me[endo a confronto le varie copie della stessa

opera cercando di eliminare ogni Bpo di errore per poter riprisBnare la versione più vicina all’originale. Lorenzo Valla fu un filologo che dimostró la falsità della donazione di CostanBno (che la Chiesa adoperó per leggiKmare il suo potere temporale). L’umanesimo è l’espressione con cui si suole designare la cultura del Qua[rocento e ha il suo fulcro geografico nelle ci[à italiane più fiorenB, tra cui Firenze. Il termine “umanesimo” deriva dall’espressione studia humanitas, che indicavano le discipline filosofico- le[erarie reputate necessarie per formare l’uomo in tu[e le sue facoltà morali e intelle[uali. Inoltre indica il nuovo indirizzo di studi che si orienta verso le humanae li[erae e non più verso la “scienza divina” (teologia), quindi uno studio a[ento e accurato delle opere degli autori classici. Con l’umanesimo, la filologia diventa una scienza vera e propria, ed è anche grazie ad essa che si diffonde in Europa la conoscenza del greco e laBno, in cui erano staB redaK i tesB classici. La sua diffusione deve essere apprezzata in quanto cosBtuisce un formidabile mezzo per la circolazione delle nuove idee umanisBche e scienBfiche. Tale risultato è reso possibile anche grazie all’invenzione della stampa. Nonostante la grave crisi poliBca dovuta a vari saccheggi, in Italia si assiste ad una fioritura arBsBca e le[eraria. Il “rinascimento” nasce nel Cinquecento, ed è una fase in cui si manifesta una negaBva considerazione del Medioevo, bollato come un’età priva di valore culturale. Con il rinascimento, quindi, emerge l’idea secondo cui la cultura classica si offre come sBle di vita e si diffonde per raggiungere la società civile. BasB pensare a Leonardo da Vinci che, oltre ad essere un grande arBsta, era considerato anche un grande ingegnere militare. Il rinascimento, inoltre, si irradia nel resto dell’Europa, specialmente in Germania dove si sviluppa una componente fondamentale della rinascita spirituale dell’età moderna, ossia la Riforma Protestante. Il libero esame delle Scri[ure è affermato da MarBn Lutero nelle novantacinque tesi affisse sul portone della chiesa di Wi[enberg nel 1517. Il ruolo della chiesa viene messo in discussione da Lutero, il quale nega il suo valore di mediatrice tra Dio e l’uomo: ogni credente è in grado di cogliere la verità contenuta nelle Sacre Scri[ure senza bisogno dell’interpretazione del sacerdote.

Nell'umanesimo, in Italia, gli intelle[uali si dividono in due scuole di pensiero: platonici e aristotelici. Si verifica una riscoperta di Platone, le cui opere vengono conosciute grazie alla traduzione in laBno realizzata da Marsilio Ficino. Anche gli studi aristotelici subiscono una rivisitazione, dovuta alle traduzioni delle opere, più accurate dal punto di vista filologico: a[raverso queste traduzioni si recupera l’autenBcità della sua filosofia. I platonici sono interessaB sopra[u[o ad una rinascita spirituale e religiosa, mentre gli aBstotelici vedono nei tesB di Aristotele uno sBmolo per l’approfondimento della ricerca naturalisBca. L’accademia platonica, fondata da Marsilio Ficino, uno dei massimi esponenB del platonismo, sorse a Firenze. Secondo Ficino esiste solo una traduzione filosofico-religiosa (la “teologia platonica”), che annovera tra i suoi rappresentanB Virgilio e Omero e filosofi come i neoplatonici e Pitagora. Gli studi dei platonici vogliono rafforzare l’accordo tra platonismo e crisBanesimo. Il loro scopo è quello di me[ere insieme ciò che è terreno con ciò che è divino. La sua tesi piu celebra è quella dell’anima come copula mundi (copula del mondo), una realtà intermedia che perme[e di conne[ere le varie parB dell’universo. Tale funzione mediatrice è resa possibile dal fa[o che l’anima è una forza cosmica che spinge l’universo verso Dio facendolo uscire dal caos. Come si può vedere, questa concezione rifle[e lo spirito più profondo del Rinascimento, che pone l’uomo al centro dell’indagine filosofica. Questo tema è uno dei principali dell’opera di Giovanni Pico della Mirandola; considera l’uomo un essere intermedio che possiede le cara[erisBche di tuK gli altri esseri dell’universo e pertanto puó influire sulla sua stessa natura, decidendo di inalzarsi alle creature superiori e abbassarsi a quelle inferiori. Questo processo di elevazione spirituale può essere o[enuto solo recuperando la vera sapienza e riportandone i principi all’unità. La scuola aristotelica sorge a Padova e il massimo esponente è Pietro Pompanazzi. Gli aristotelici, invece, cercano di allontanarsi dalla teologia e hanno una mentalità naturalisBca e razionalisBca. Pietro Pompanazzi afferma che la vera essenza dell’uomo è quella corruKbile e corporea. Secondo lui, l’anima non può essere considerata immortale, a differenza dei platonici, perchè è legata al corpo. Possiamo osservare che ciò che accomuna le due correnB è il desiderio di libertà intelle[uale e di indipendenza dalla tradizione medievale.