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La Guerra dei Cent'anni fu un conflitto tra Regno d'Inghilterra e Regno di Francia durato dal 1337 al 1453, non ininterrottamente ma con fasi di tregua e ripresa della guerra. Alla base ci furono dispute dinastiche, in particolare la rivendicazione inglese del trono francese da parte di Edoardo III, nonché contese territoriali ed economiche legate ai possedimenti inglesi in Francia come oucy od 1) Prima fase - Guerra Edoardiana (1337-1360) Questa fase iniziale vide l'Inghilterra in vantaggio. Edoardo III dichiarò guerra alla Francia nel 1337, rivendicando il trono e contrastando Filippo VI. Gli inglesi ottennero importanti vittorie grazie all'uso efficace degli archi lunghi (longbow) e di nuove tattiche militari, soprattutto nelle battaglie di Crécy (1346) e Poitiers (1356). In quest'ultima il re francese Giovanni ll il Buono fu catturato. La fase si concluse con la Pace di Brétigny (1360): la Francia cedette ampi territori agli inglesi e powcy tro] 2) Seconda fase — Guerra Carolina (1369-1389) Dopo pochi anni di tregua, il conflitto riprese quando Carlo V di Francia (detto “il Saggio”) rilanciò la guerra contro gli inglesi. Questa fase fu caratterizzata da una controffensiva francese che riconquistò gran parte dei territori ceduti in precedenza. La Francia adottò nuove strategie e migliorò l'organizzazione delle sue forze, invertendo progressivamente le REST Land tre grandi fasi con tregue intermedie. Alla fine la Francia vinse, consolidando l'autorità della monarchia e segnando l'inizio di nuovi assetti politici in Europa. La guerra ridusse fortemente i possedimenti inglesi in Francia e contribuì al declino del sistema feudale e all'affermazione degli re--2 es La crisi del Trecento fu una profonda crisi economica, demografica, sociale e politica che colpì l'Europa nel XIV secolo, mettendo fine alla lunga fase di crescita medievale. Non fu un evento improvviso, ma un processo articolato che può essere diviso in tre fasi principali. 1) Prima fase: crisi agricola e carestie (inizio XIV secolo) All’inizio del Trecento l'Europa era sovrappopolata rispetto alle risorse disponibili. Le tecniche agricole erano arretrate e i terreni sfruttati al massimo. A ciò si aggiunsero cambiamenti climatici (inizio della “piccola era glaciale”) che causarono raccolti scarsi. Tra il 1315 e il 1317 una grave carestia colpì gran parte dell'Europa: i prezzi dei cereali aumentarono, la fame si diffuse e la popolazione si indebolì fisicamente. Questo segnò l’inizio della crisi economica, con il calo della produzione e dei commerci. 2) Seconda fase: crisi demografica e sanitaria (metà Trecento) provocarono rivolte popolari in diverse regioni europee, come la Jacquerie in Francia e la rivolta dei contadini in Inghilterra (1381). Anche le città furono colpite: fallirono grandi banche e compagnie mercantili, soprattutto in Italia. Sul piano politico e religioso si accentuò l'instabilità, con il declino del sistema feudale, il rafforzamento delle monarchie nazionali e una grave crisi della Chiesa, culminata nello Scisma d'Occidente. In conclusione, la crisi del Trecento segnò una svolta storica: pur causando enormi sofferenze, aprì la strada a profondi cambiamenti economici e sociali che prepararono il passaggio dal Medioevo all'età moderna. Umanesimo e Rinascimento furono due grandi movimenti culturali e storici che segnarono il passaggio dal Medioevo all'età moderna tra il XIV e il XVI secolo, mettendo al centro l'uomo, la ragione e la cultura classica. Umanesimo L'Umanesimo nasce tra il Trecento e il Quattrocento, soprattutto in Italia. AI centro vi è una nuova concezione dell’uomo, visto come individuo dotato di intelligenza, libertà e capacità creative. Gli umanisti riscoprirono e studiarono i testi dell'antichità greca e latina, considerati modelli di perfezione morale, linguistica e intellettuale. Fondamentale fu lo studio delle humanae litterae (grammatica, retorica, storia, una “rinascita” della cultura classica, reinterpretata in modo moderno. In arte si affermarono armonia, proporzione e prospettiva, con una rappresentazione realistica dell'uomo e della natura. L'artista non fu più un semplice artigiano, ma un intellettuale consapevole del proprio valore. Tra i grandi protagonisti ci furono Leonardo da Vinci, Michelangelo, Raffaello, Brunelleschi e Donatello. Il Rinascimento fu anche un periodo di grandi innovazioni scientifiche e tecniche, come la diffusione della stampa, che favorì la circolazione delle idee, e nuove scoperte geografiche che ampliarono la visione del mondo. In sintesi, l’Umanesimo fornì le basi culturali e filosofiche, mentre il Rinascimento ne rappresentò la piena realizzazione artistica e intellettuale, segnando una svolta decisiva nella storia europea.