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Una nazione speciale, Appunti di Storia

L'italia, una nazione speciale

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 06/01/2026

camilla-lanzo
camilla-lanzo 🇮🇹

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“UNA NAZIONE SPECIALE”
L’Italia è una nazione unica nel suo genere e davvero inimitabile, dal punto di vista storico,
culturale, artistico e culinario. Certamente si può dire anche di tutti gli altri Paesi, ma pur
avendo una superficie territoriale di soli 302,073 chilometri quadrati, per la sua
conformazione orografica, l’Italia ha un’elevata notorietà lungo tutto il globo terrestre o, per
lo meno, quello abitato. Molti conoscono la nostra pasta con le polpette, la pizza napoletana, i
cannoli siciliani, i panzerotti e i pasticciotti, la lasagna, i tortellini, il risotto, la polenta, solo
per citare alcuni piatti eccezionalmente squisiti, senza i quali l’alimentazione sarebbe quasi
austera. Vorrei inoltre aggiungere che qualsiasi riproduzione alternativa non potrà mai
eguagliarne la prelibatezza, perché nessuno è a conoscenza dell’ingrediente segreto e, se voi
siete italiani, mi capirete al volo. Spesso, però, la storia del nostro popolo viene tralasciata. Si
potrebbe partire dalla leggenda di Romolo e Remo o dal celebre poema di Virgilio, che narra
il viaggio di Enea, un esule, partito da una Troia in fiamme, e diretto alla volta del Lazio,
deciso a fondare una città che avrebbe dato vita ad una nuova generazione. É proprio dalle
origini di Roma che si è sviluppato un impero, uno di quelli più floridi, che regnava sul
bacino del Mediterraneo e controllava anche gli scambi commerciali in Oriente. A causa della
divisione dell’Impero Romano, risalente al 395, si resero palesi le differenti mentalità tra
mondo occidentale e mondo orientale: tradizioni e costumi che non andavano più di pari
passo; ma tutto era stato unificato per numerosi secoli sotto il dominio dei Romani, che
occuparono un territorio corrispondente, all’incirca, all’attuale Europa. Furono molte le
popolazioni che vi convogliarono all’interno e che si fusero in esso, dando origine a una
commistione inestimabile di mille sfaccettature, che arricchirono la conoscenza e le usanze di
Roma. Alcuni di questi importanti aspetti derivarono dalla popolazione etrusca, dalla
sottomissione della Magna Grecia in colonie, dalle incursioni barbariche, dai continui
contrasti con i Parti, superstiti dell’antico impero persiano. Il territorio italico, per secoli,
venne colonizzato e sottomesso da diverse potenze mondiali, passando così da una
condizione di schiavitù all’altra. Per primi i Barbari, che si impadronirono della penisola, poi
il controllo spagnolo sotto gli Asburgo, un dominio che mise in luce l’incapacità di governo
degli spagnoli, come viene riportato anche nel romanzo dei Promessi Sposi, di Manzoni.
Un’opera che, per certi versi, contribuisce nel dare un’unità all’Italia, come la Divina
Commedia di Dante che è stata composta secoli prima; entrambe sono diventate delle opere
nazionali e sono state adottate anche dal sistema scolastico, quindi costituiscono le
fondamenta di un vero cittadino italiano. Le due opere hanno una prospettiva di rinascita, di
unità e mirano ad accrescere la moralità del lettore, facendo pressione su diverse tematiche
significative e addirittura introflessive. Nei Promessi Sposi, inoltre, viene accennato, in modo
implicito, al dominio austriaco durante l’età napoleonica, un argomento trattato con maggior
profondità nelle “Ultime lettere di Jacopo Ortis”, un romanzo epistolare sempre di Manzoni.
Insomma, l’Italia ha un panorama storico davvero invidiabile: fu campo di guerre, conflitti e
battaglie memorabili; fu territorio di nuove scoperte, pedina di gioco sotto il comando di
grandi tiranni. L’Italia è sempre stata protagonista all’interno delle questioni mondiali e ha
subito delle incredibili evoluzioni e mutazioni nel corso tempo, acquisendo nuovi aspetti a
seconda di idiomi, culture, costumi e tradizioni che si susseguirono sul suo territorio. Benché
sia stata teatro di migrazioni ed emigrazioni e nonostante dovette affrontare costanti
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“UNA NAZIONE SPECIALE”

L’Italia è una nazione unica nel suo genere e davvero inimitabile, dal punto di vista storico, culturale, artistico e culinario. Certamente si può dire anche di tutti gli altri Paesi, ma pur avendo una superficie territoriale di soli 302,073 chilometri quadrati, per la sua conformazione orografica, l’Italia ha un’elevata notorietà lungo tutto il globo terrestre o, per lo meno, quello abitato. Molti conoscono la nostra pasta con le polpette, la pizza napoletana, i cannoli siciliani, i panzerotti e i pasticciotti, la lasagna, i tortellini, il risotto, la polenta, solo per citare alcuni piatti eccezionalmente squisiti, senza i quali l’alimentazione sarebbe quasi austera. Vorrei inoltre aggiungere che qualsiasi riproduzione alternativa non potrà mai eguagliarne la prelibatezza, perché nessuno è a conoscenza dell’ingrediente segreto e, se voi siete italiani, mi capirete al volo. Spesso, però, la storia del nostro popolo viene tralasciata. Si potrebbe partire dalla leggenda di Romolo e Remo o dal celebre poema di Virgilio, che narra il viaggio di Enea, un esule, partito da una Troia in fiamme, e diretto alla volta del Lazio, deciso a fondare una città che avrebbe dato vita ad una nuova generazione. É proprio dalle origini di Roma che si è sviluppato un impero, uno di quelli più floridi, che regnava sul bacino del Mediterraneo e controllava anche gli scambi commerciali in Oriente. A causa della divisione dell’Impero Romano, risalente al 395, si resero palesi le differenti mentalità tra mondo occidentale e mondo orientale: tradizioni e costumi che non andavano più di pari passo; ma tutto era stato unificato per numerosi secoli sotto il dominio dei Romani, che occuparono un territorio corrispondente, all’incirca, all’attuale Europa. Furono molte le popolazioni che vi convogliarono all’interno e che si fusero in esso, dando origine a una commistione inestimabile di mille sfaccettature, che arricchirono la conoscenza e le usanze di Roma. Alcuni di questi importanti aspetti derivarono dalla popolazione etrusca, dalla sottomissione della Magna Grecia in colonie, dalle incursioni barbariche, dai continui contrasti con i Parti, superstiti dell’antico impero persiano. Il territorio italico, per secoli, venne colonizzato e sottomesso da diverse potenze mondiali, passando così da una condizione di schiavitù all’altra. Per primi i Barbari, che si impadronirono della penisola, poi il controllo spagnolo sotto gli Asburgo, un dominio che mise in luce l’incapacità di governo degli spagnoli, come viene riportato anche nel romanzo dei Promessi Sposi, di Manzoni. Un’opera che, per certi versi, contribuisce nel dare un’unità all’Italia, come la Divina Commedia di Dante che è stata composta secoli prima; entrambe sono diventate delle opere nazionali e sono state adottate anche dal sistema scolastico, quindi costituiscono le fondamenta di un vero cittadino italiano. Le due opere hanno una prospettiva di rinascita, di unità e mirano ad accrescere la moralità del lettore, facendo pressione su diverse tematiche significative e addirittura introflessive. Nei Promessi Sposi, inoltre, viene accennato, in modo implicito, al dominio austriaco durante l’età napoleonica, un argomento trattato con maggior profondità nelle “Ultime lettere di Jacopo Ortis”, un romanzo epistolare sempre di Manzoni. Insomma, l’Italia ha un panorama storico davvero invidiabile: fu campo di guerre, conflitti e battaglie memorabili; fu territorio di nuove scoperte, pedina di gioco sotto il comando di grandi tiranni. L’Italia è sempre stata protagonista all’interno delle questioni mondiali e ha subito delle incredibili evoluzioni e mutazioni nel corso tempo, acquisendo nuovi aspetti a seconda di idiomi, culture, costumi e tradizioni che si susseguirono sul suo territorio. Benché sia stata teatro di migrazioni ed emigrazioni e nonostante dovette affrontare costanti

epidemie, carestie, riforme, preservò una sua moralità e dei validi principi. Col passare dei decenni, dei lustri e dei secoli, si creò una propria identità, di cui una delle tappe fondamentali fu la proclamazione dello stato italiano nel 1861, poi andò crescendo durante la prima guerra mondiale, anche se lo stato neonato si schierò a sostegno di ideali un po’ distorti. Il patriottismo, però, che consiste nella lotta per i valori nazionali, non venne mai a mancare; si manifestò anche nella seconda guerra mondiale e, da allora, proseguì fino ai giorni nostri, pur sotto altre forme. Ancora oggi l’Italia si sta costruendo un’identità e non smetterà mai di evolversi e di diventare migliore, almeno, così si spera ed è proprio ciò che la rende inimitabile. Quindi, come gli esseri viventi sono destinati ad evolversi, a diventare più maturi e saggi, anche se questo percorso a volte comporta delle cadute improvvise, degli incidenti incalcolabili e delle svolte brusche lungo il tragitto, così il Belpaese deve e dovrà affrontare ostacoli, successive forme di governo, che a volte risulteranno inefficienti, e rialzarsi dalle crisi per rinascere più forte. Certo niente e nessuno è perfetto, ognuno ha i suoi vizi e difetti, ma l’importante è non perdersi dentro l’oceano ed imparare a nuotare; così e solo così l’Italia manterrà una mentalità vincente.