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appunti Daniela lucangeli in aula
Tipologia: Appunti
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Epifenomeni : un iceberg che vediamo solo la punta e non quello che c’è sotto. Il fenomeno che si rende manifesto. La psicologia dello sviluppo è la scienza dei processi di maturazione , degli organismi della nostra specie, in particolare oggi sappiamo che è necessario comprendere la reciproca relazione tra filogenesi cioè evoluzione della specie e ontogenesi cioè evoluzione dei singoli individui. Ciascuno di noi è il frutto della combinazione dei fattori universali di natura genetica e biologica (= nature) e fattori individuali di natura esperienziale e culturale di riferimento (= nurture). Ci sono dei motivi universali per cui tutti noi nelle memorie funzioniamo in un certo modo. Nello studiare i disturbi evolutivi non dobbiamo pensare ai disturbi dell’infanzia ma ai disturbi dei processi di maturazione. Cioè evolutivi non significa che accade nei bambini piccoli ma è un disturbo che evolve. La domanda da porsi è: evolve solo in positivo o anche in negativo? Da Vyg. (1950) agli studi di neuro plasticità sappiamo che le nostre strutture neuro psicologiche si modulano, modellano e funzionano grazia alla qualità degli stimoli che ricevono nel meglio con lo stimolo ottimale, nel peggio con lo stimolo d’ostacolo. Capitolo 3 del manuale di “le basi epigenetiche dl disturbo del neurosviluppo” Tutti i disturbi del neurosviluppo stanno aumentando ma noi siamo convinti che un grande peso in questo incremento sia la società ipertech per due motivi: perché siamo il prodotto di miliardi di evoluzione, da alcuni decenni noi abbiamo stravolto l’ambiente in cui nasce, cresce e si sviluppa il bambino. Noi siamo un sistema unitario e si parla di sistema psico-neuro-immuno-endrocrino. I primi 1000 giorni di vita sono i più importanti della nostra vita perché dalla prima cellula in giu si formano miliardi di cellule che tutte derivano dalla prima ma devono formare un organismo complesso che formano tessuti diversi, sistemi diversi. Nei primi giorni di vita si forma l’erigenoma (software). L’epigenoma a differenza del genoma è fluido, aperto, fluido, continua a cambiare. Noi cambiamo a livello epigenetico. Tutti i sistemi si stanno perturbando, non aumentano solo la depressione, Alzheimer ma anche l’obesità, il diabete. Gianfranco Tajana Negli ultimi 40 anni le malattie acute di causa infettiva erano diluite ed erano aumentate le malattie infiammatorie, tumorali. L’obesità 40 anni fa era una malattia che coltiva poco le persone, nel giro di 15 anni si è raddoppiata. Ora parliamo del 30% in più. Un bambino su 10 in Italia è obeso. L’aumento dei tumori infantili è sembro più chiaro che è legato allo stesso fatto (qualcosa che ha turbato il feto). Depressione: colpisce una persona su 9 negli stati uniti. Sintomi: senso di vuoto, basa autostima, calo di energie, movimenti rallentati, difficoltà a concentrarsi, difficolta nel sonno, crampi, disturbi del sonno. La paura sta l’emozione più studiata perché ha salvato la vita a milioni di animali. Ma cos’è diventata? È diventata angoscia. Autismo: tentativo del sistema nervoso di creare un equilibrio. Da alcuni decenni c’è un bombardamento di esposizione del feto a molecole tossiche. La placenta è un organo fondamentale che l’embrione costruisce per prendere dalla madre nutrizione, ossigeno. Cosa cambia dalla genetica classica all’epigenetica? Questo software cambia alla base dell’ambiente. Il feto è in grado di fare fetal-programming. Quando si vede un quadro come l’obesità si deve pensare che qualcosa sta turbandolo sviluppo. Le malattie croniche non sono il prodotto di errori del DNA ma sono il prodotto di disturbi del software. In quel periodo tutte le informazioni permettono di costruire il proprio sviluppo corretto. Non si deve più ragionare nel cercare l’errore nel DNA perché non è vero che l’informazione va dal DNA verso l’esterno. L’informazione va dall’esterno verso il DNA. Quello che sappiamo è che il genoma è formato da tantissimi tipi di sequenze e molte di queste sono sequenze mobili. È stato definito questa parte di genoma come spazzatura al punto tale che ci chiediamo cos’è il gene. Il genoma è un qualcosa di diverso, è un sistema che reagisce e riceve informazioni, è in grado di fare ingegneria genetica naturale. Genoma come insieme di HUB (geni). Il genoma si trasforma. Il
DNA. Se noi lo apriamo vediamo come è iper avvolta, ogni cosa che noi mangiamo fa si che si creino delle marcature specifiche. Il genoma forma piccoli RNA che hanno un infinita di ruoli. Se mangiamo cose sane il genoma si apre. Il contrario è lo stress, l’aria sporca delle città. Il periodo più flessibile è quello dello stretto materno-fetale. Cervello del feto —> cellule embrionali —> le cellule staminali si formano una nicchia, migrano, diventano cellule diverse. Dall’inizio della vita in poi le cellule migrano. È tutto epigenetica. Il neurone è una sorta di ragno. Il neurone non può cambiare strada. È importante fare diagnosi. Apopotosi: una parte delle cellule deve essere eliminata. Cosa succede se si vive in una zona in cui ci sono queste schifezze? L’autismo si forma nelle zone in cui c’è questo. Tutta questa roba d’eterna un’infiammazione, si accumulano proteine. È l’accumulo lento e progressivo che destrimana il problema. Le cellule embrionali: evolvere i tessuti. Cellule staminali: restano nei nostri tessuti e servono al loro rinnovamento. Videogames: granny. Conseguenze psicologiche. Gi stimoli negativi nel periodo dello sviluppo sono tantissimi. I fattori di rischio maggiori per l’autismo: non dare il latte materno, il cesareo perché impedisce la costruzione dei microorganismi nell’intestino fetale. Acido folico: importante per i primi due mesi, dato troppo vuol dire silenziare troppi geni. Le infiammazioni legate al covid possono dare problemi al feto ma anche perché lo stress materno è fondamentale. Via via che si formano gli spermatozoi: se lavora in un laboratorio accumula piccole modifiche che sono tipiche dell’autismo e della schizofrenia. Durante la vita fetale tutte le esperienze difficoltose. L’epigenoma è scritto a matita. Bisogna aiutare nei primi mesi di vita. Lo stress si trasmette. Bisogna agire in queste situazioni drammatiche. È tutta epigenetica. Una serie di scoperte recenti: l’ecosistema microbico del bambino è importante. È importante che sia in una condizione di equilibrio.
seriale visiva (difficolta nel discriminare parole all’interno di un testo), integrazione visivo-uditivo (difficolta a passare da una rappresentazione visiva a una uditiva della parola e viceversa) I modelli interpretativi della lettura
lettura —> modello a due vie di Coltheart. —> via fonologica (via indiretta o sublessicale): analisi visiva/ortografica, segmentazione grafema (prove di denominazione RAN), buffer fonemico. —> via lessicale (via diretta o visiva): analisi visiva/ortografica, lessico ortografico di entrata, sistema semantico (può essere saltato), lessico fonologico di uscita (prove di denominazione di figure), buffer fonologico. La via fonologica (dislessia fonologica) serve per leggere parole nuove o inventate. La via lessicale (dislessia superficiale) serve per leggere parole note in modo veloce.
dell’apprendimento dell’abilita di lettura in base a fasi successive. —> stadio logografico, stadio alfabetico, stadio ortografico, stadio lessicale. Arresto allo stadio logografico o alfabetico: dislessia fonologica. Arresto allo stadio ortografico: dislessia superficiale. Profilo clinico:
Manuali diagnostici
Il deficit interessa la velocità e la correttezza. Il marker fondamentale è quello della rapidità di lettura (letture trasparenti). 2 sillabe e mezzo al secondo: accedere allo studio autonomo. Iter diagnostico (valutativo): Primo livello: insegnanti Secondo livello: specialisti —> diagnosi
segnalato.
percezione del problema.