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Via dalla Street Art: la poesia di strada, Tesi di laurea di Comunicazione di Massa

Tesi sulla street art e sulla poesia di strada

Tipologia: Tesi di laurea

2019/2020

Caricato il 28/01/2020

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dario-pruonto 🇮🇹

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Via dalla Street art:
Poesia di strada
Co rso di lau rea in sc ienze e t ecnol ogie della com unica zione Un ive rsità di F err ara
Relatrice: Prof.ssa Maria Antonietta Trasforini Laureando: Andrea Masiero
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Anteprima parziale del testo

Scarica Via dalla Street Art: la poesia di strada e più Tesi di laurea in PDF di Comunicazione di Massa solo su Docsity!

Via dalla Street art:

Poesia di strada

Corso di laurea in scienze e tecnologie della comunicazione Università di Ferrara

Relatrice: Prof.ssa Maria Antonietta Trasforini Laureando: Andrea Masiero

Indice

Introduzione

Dai diamanti non nasce niente Dai cestini nascono strofe.

Cestinamenti, Ferrara 2014. Lo stendiversomio

Da questo momento / un bacio memento. Con queste parole inizia un’avventura inedita e divertente per le vie di Ferrara. Questa avventura ha il nome di Poesia errante e rappresenta una novità per il nostro panorama culturale e per le mie conoscenze di studente e appassionato d’arte. Una poesia lontana dai libri, dalle librerie, dalle biblioteche e dalle nostre consuetudini. Dal mese di maggio 2014, passeggiando per le vie del centro di Ferrara, si iniziano a vedere dei piccoli foglietti bianchi appiccicati ad ogni singolo cestino. Avvicinandosi si scopre che sono dei brevi componimenti poetici. Esattamente come qui sopra, dove la foto ritrae un esempio di questa Poesia errante e nello specifico l’iniziativa “Cestinamenti”. Ispirato da vari artisti contemporanei e dai lavori del MeP visti a Firenze nel marzo 2014 decido, quasi all’improvviso, di far uscire dal mio cassetto e di far girare le mie poesie per le strade di Ferrara. Questa campagna di promozione dei miei scritti ha avuto la peculiarità di utilizzare come unico supporto i cestini della città. E’ una forma di Poesia di strada con un filo conduttore concettuale che

consiste nel farmi identificare come un “poeta dei cestini”. L’abbinata poesia cestini-rifiuti è un gioco un po’ dadaista e rimanda ad una riflessione sottile su ciò che buttiamo via; così facendo sminuisco l’aura del poeta e contestualmente prendo in giro la mia attività evitando di prendermi troppo sul serio. La scelta di trattare in una tesi di studio la Poesia di strada deriva proprio dalla passione per questo ambito letterario e dal mio coinvolgimento in questa specifica pratica innovativa di strada che mi permette di esplicare i miei scritti, oltre che nei contenuti, anche attraverso modalità che possono aumentare la dimensione poetica dei miei versi. Ho voluto introdurre la tesi con la foto di un “cestino poetico” perché voglio dimostrare come la poesia non sia un’espressione elitaria e per pochi privilegiati, anzi, ritengo che necessiti di tornare per le vie e le strade esattamente come avveniva durante la tradizione orale originaria della civiltà in cui è nata. La prospettiva con cui voglio trattare l’argomento si sviluppa dalla nascita e l’evoluzione dei writers e della Street art fino ad arrivare alla nascita della Poesia di strada, giustificando e descrivendo la sua autonomia dall’arte di strada e mettendo in evidenza come attinga da tutti questi movimenti espressivi molte modalità di trasmissione e di rinnovamento comunicativo (proprio il titolo anticipa queste mie intenzioni). Dopo una panoramica sull’arte di strada più eterogenea possibile, segue un’elencazione dei poeti di strada in attività attualmente e un’illustrazione dell’estetica delle loro opere, cioè dei caratteri peculiari dei loro lavori; successivamente effettuo una analisi sociologica del fenomeno artistico in oggetto. Questo è un altro aspetto innovativo perché, ad oggi, tale ambito non conta alcuno studio approfondito da parte di nessuna disciplina, anzi, la letteratura sull’argomento è praticamente inesistente; un unico breve saggio parla della Poesia di strada di Ivan Tresoldi e di H5N1^1. Proprio per questo le fonti recuperate sono articoli di giornale e documenti in rete tratti da siti o addirittura da social network. L’analisi sociologica riguarda gli elementi e le dinamiche che permettono di costruire e definire la poesia di strada come un fenomeno artistico riconosciuto.

(^1) F. Terzago, Poesia di strada e Street Art, 2013 Bologna.

Tempesta di cestinamenti, Ferrara 2014. Lo stendiversomio.

Questa è una prima e superficiale analisi letteraria di ciò che si può definire poesia, effettuata attraverso l’elencazione di alcuni parametri linguistici formali. Per quanto riguarda le sue origini letterarie dobbiamo tornare indietro e spostarci “in Mesopotamia… dal 3000 a.C. i Sumeri furono sempre considerati i primi, consapevoli creatori dell’universo parallelo che chiamano poesia: questo accadde attraverso l’invenzione della scrittura”.^4 La stessa poesia è una categoria formale che contiene a sua volta un vasto gruppo di generi, i quali ebbero origine sempre in Mesopotamia: “a) il poema epico; b) l’inno religioso o profano; c) l’elegia; d) le composizioni di poesia gnomica; e) le lamentazioni.”^5 In questa tesi, però, l’aspetto formale viene esaminato solo nei casi specifici riconducibili alle influenze esercitate sulla Poesia di strada; pertanto vengono presi in considerazione quegli elementi precursori che hanno manifestato una tensione e un desiderio di superamento di una poesia troppo spesso accademica e istituzionale, almeno nel loro primo momento in cui hanno manifestato queste tensioni creative. Ma la poesia è molto più che una costruzione formale. Anzi, l’elencazione degli elementi letterari necessari a crearla ha generato, nel tempo, i presupposti per cui molte persone si sono allontanate dalla poesia stessa in quanto è stata, ed è ancora, percepita come un’espressione esclusiva per le élite colte dotate delle conoscenze necessarie a comprenderla. La provocazione insita in queste affermazioni mi permette di evidenziare quanto oggigiorno sia necessario riportare la poesia a tutte le persone. E chi meglio della Poesia di strada può riuscire nell’intento? “Il poeta…unisce in una sola sostanza vivente quelle materie così diverse che sono le emozioni, le immagini, i concetti e i suoni. La vita di questo nuovo organismo è il ritmo del poeta.”^6 Questa definizione di poeta deriva da Daumal e descrive ulteriori componenti necessarie, anzi fondamentali, per creare ciò che viene definito Poesia nella sua accezione più ampia.

(^4) Ivi, pag. 26; (^5) Ivi, pag. 31 (^6) Ivi, pag. 21;

Scaglia poetica, Poesia scultura, Milano 2009. Ivan Tresoldi

È necessario che la poesia scenda dalla cattedra in cui è stata messa da molta critica e istituzioni e ritorni a pieno titolo nella nostra quotidianità. E la strada fa parte della nostra quotidianità. Con la strada è possibile svecchiare il suo mondo attraverso la sorpresa. È la poesia che attende con il suo fascino le persone nei luoghi più inaspettati. Non c’è più bisogno di andare in un luogo specifico e cercare tra scaffali di libri cosa poter leggere; è la poesia che si fa leggere e che ci aspetta durante i nostri momenti di passaggio da un luogo ad un altro. Considero la poesia e l’arte dei veri e propri giochi mascherati, troppo spesso, da un’aurea di irraggiungibilità, e per questo motivo trovo che la strada possa contribuire a ridimensionare queste aspettative fuorvianti e riportare tutte queste espressioni poetiche alla loro dimensione ludica originaria e ad una fruibilità pubblica e trasversale.

ALLA FORMICA

Chiedo scusa alla favola antica, se non mi piace l'avara formica. Io sto dalla parte della cicala che il più bel canto non vende, regala.

Gianni Rodari

Con quest’infografica voglio mostrare come le varie forme d’arte si collocano rispetto alla strada; si possono notare quelle che nascono in strada comparendo poi all’interno delle istituzioni del mondo dell’arte e viceversa, innescando un vero e proprio travaso di opere e di artisti tra questi due mondi. Con il termine Istituzioni intendo tutti quei luoghi ufficiali in cui viene trasmessa l’arte. Nello

specifico, si tratta di un’ampia gamma di canali di diffusione dell’arte come i musei, le gallerie, i teatri, sale da concerto, case discografiche, case editrici, librerie, biblioteche, ecc. Un’analisi su questo rapporto tra il mondo dell’arte e la strada è affrontato nel quarto capitolo attraverso l’analisi sociologica, mentre il dialogo tra Poesia di strada e la Street Art viene sviluppato nel terzo capitolo. Sempre nel contesto della Street Art si deve tenere conto del concetto di Guerrilla Art, la quale decontestualizza un luogo e gli dà un senso nuovo ai fini di un messaggio. È l’opera stessa che interagisce col luogo e che punta gran parte della sua efficacia sullo stupore e il disorientamento di chi osserva. “Con la Guerrilla Art l’artista opera con e sull’ambiente evitando di seguire le regole e infrangendo divieti e per questa ragione dev’essere in grado di sorprendere senza essere sorpreso”.^9 Quindi, il luogo in cui agire diventa fondamentale perché è una parte integrante dell’opera e contribuisce a valorizzarla. L’influenza dell’arte di strada è arrivata in diversi settori della società e principalmente nel mondo della pubblicità contribuendo a creare il fenomeno di Guerrilla Marketing.

1.2 Origini

Partendo comunque dall’arte di strada legata agli interventi sui muri, Elena Cornacchione, all’inizio del suo libro, ricorda che “Tracce di scrittura sui muri sono presenti fin dall’antichità, ma dai graffiti preistorici ottenuti scalfendo con ossa e pietre ad oggi, le tecniche, le forme e le motivazioni che spingono a compiere questo gesto, sono mutate nel tempo”.^10 Intanto bisogna evidenziare che in alcuni casi risulta difficile distinguere tra “scritte murarie” e “graffito” e, spesso, questo confine border line crea discussioni e conflitti tra sostenitori e nemici dell’arte di strada. “L’arte murale acquisisce un proprio significato ed una funzione specifica in base al periodo storico in cui si sviluppa”.^11 I Murales sono dipinti eseguiti direttamente sui muri; già 18.000 anni fa alcune civiltà in Messico effettuavano pitture murali, ma una vera e propria cultura in questo ambito emerge all’inizio del ‘900 durante la rivoluzione messicana. In questo caso, i Murales venivano usati come

(^9) S. De Gregori Banksy. Il terrorista dell’arte, (2010), Castelvecchi editore, pag.119; (^10) E. Cornacchione Op. cit., pag.22; (^11) Ivi. pag.29;

Nel mondo del Writing tutto inizia con il cosiddetto “Tag” (etichetta in inglese). Cosa significa ciò? Il Writing inizia a farsi notare alla fine degli anni ’60 perché è in questo periodo che si diffonde ampiamente la pratica, prima con l’utilizzo dei pennarelli in feltro, successivamente con l’arrivo della vernice spray. Da questo periodo si può parlare di un vero e proprio movimento che attua una diffusione massiccia di firme artistiche. Queste firme vengono definite tags e rappresentano nomi di battesimo o nomi d’arte di questi nuovi artisti di strada. È nel 1971 che c’è una vera e propria esplosione di tags nella subway di New York tanto da finire tra le colonne del New York Times. Grazie all’intervento massiccio di alcuni writers, tra cui Taki 183 , il Writing passò da attività semi- clandestina a una vera e propria performance competitiva tra i giovani teen-ager interessati. Questi writers hanno come obiettivo principale ricoprire il più possibile la città con le loro tags. La massiccia presenza e la difficile collocazione della propria tag aumenta il prestigio dei writers. Ecco che scopriamo un vero e proprio mondo legato alla pratica del Writing con una Cultura propria che si lega all’Hip Hop, al Rap e alla Breakdance. È in quegli stessi anni che nascono le Crews, ovvero gruppi affiatati di writing armati di bomboletta ; all’interno di questi gruppi si possono trovare persone provenienti dai più vari strati sociali, quindi si distinguono pure per un forte carattere interrazziale. Nella Crew tutti hanno un unico obiettivo: diffondere la propria tag. Un altro sintomo della comparsa di una vera e propria cultura del Writing è il gergo nuovo usato dai writers; un esempio riguarda la differenza espressa con i termini Writer e Toy;, il primo termine indica figure riconosciute ed appartenenti al movimento, mentre la seconda espressione riguarda i principianti. È con la nascita dello stile che compare l ’aerosol art , la quale esprime la necessità da parte dei writers di distinguersi l’uno dall’altro attraverso la creazione di un segno grafico unico e peculiare dal punto di vista estetico. Da questo momento iniziano a

Metro tag, Taki 183

Tag masterpiece

comparire quelli che vengono definiti veri e propri master-pieces (1972^15 ). Lo stile non si limita solamente ai lavori di strada, ma rappresenta l’atteggiamento dei writers, il modo di vestirsi, il comportamento, il loro essere ribelli all’esistente e l’aggressività che esprimono^16. Con il termine Aerosol art possiamo definire la pittura di muri, treni o altre superfici pubbliche attraverso l’uso illegale della bomboletta spray; il writing è l’aspetto basilare dell ’aerosol art che consiste nello scrivere il proprio nome con uno stile elaborato.”^17 Il 1972 è un anno importante perché nasce la United Graffiti Artists, associazione creata a partire dal sociologo Hugo Martinez con la volontà di portare il Writing dalle strade alle tele (prima mostra al City College il 7 dicembre dello stesso anno), quindi esporre le opere dei writers in sale espositive e iniziare un percorso di riconoscimento istituzionale. È curioso notare come la nascita di questa associazione sia avvenuta in concomitanza di una grossa operazione di pulizia dei vagoni dei treni dalle tags; anziché contenere il fenomeno ha fatto emergere la necessità di riconoscerlo ad un livello più trasversale della semplice strada. Bisogna tenere conto che per molti writers passare dalla strada alle gallerie era pura follia e faceva perdere a molti di loro quell’adrenalina che l’illegalità dell’azione in strada gli dava; praticamente veniva persa la dimensione trasgressiva di tale pratica. Nonostante ciò gli eventi dedicati al mondo del graffitismo saranno sempre di più; molto importanti furono Fashion Moda, da cui emerso talenti come Keith Haring e Jean-Michel Basquiat , e soprattutto <<Documenta 7>> a Kassel, in Germania, a cui parteciparono gli stessi attivisti di Fashion Moda nel 1982. La partecipazione di Fashion Moda ad un evento come <<Documenta 7>> consacrò il mondo del graffitismo al mondo dell’arte. Un aspetto importante da sottolineare riguarda ciò che rappresenta il Writing, ovvero una “espressione concreta del disagio delle periferie urbane…stabilendo contatti culturali e distruggendo molte barriere razziali. L’aerosol diviene l’arte dei neri…Liberando la propria arte, i ghetti liberano se stessi”^18. Un altro elemento per nulla trascurabile riguarda la presenza femminile nelle crews nel primo periodo in cui emerse il fenomeno. “Soltanto in rarissime occasioni, quando una ragazza veniva considerata veramente bad, cioè se era considerata molto brava come writer, poteva entrare a far parte di qualche organizzazione”^19 ; la

(^15) Daniela Luchetti Op. cit. editore, pag.28; (^16) Ivi. pag.66; (^17) Ivi, pag.14; (^18) Ivi, pag.32-33; (^19) Ivi, pag.50;

L’Hip Hop citato poco sopra nasce dalla cosiddetta industria culturale esorcizzandola, e si fonda da sé come cultura “che si appropria dei messaggi delle comunicazioni di massa e dell’industria della commercializzazione, trascinandoli e facendone il grido di rivolta dei ghetti”^21. È proprio l’Hip Hop che contribuisce a creare una sana e libera competizione. L’Hip Hop è legato alla black experience (soprattutto afroamericana) e fonde le leggi della vita di strada con il grido di rivolta degli emarginati; significa letteralmente “saltellare” ed è una concezione estremamente vitale di vivere la vita, l’arte e il conflitto. Con il diffondersi della black consciousness i conflitti tra bande si modificarono e nacquero i nuovi gruppi chiamati Crews, inizialmente accomunati dalla passione per la musica, ma poi estesa ad altre pratiche artistico-culturali tra cui il Writing. La guida di questo movimento culturale è la Zulu Nation fondata da Afrika Bambaataa, esponente del Rap, del djing (DJ) e del break-beat (musica d’origine africana dal ritmo sincopato), il quale sosteneva che la musica attraversa tutte le barriere sociali, culturali ed etniche. Ma Zulu Nation è molto di più, è un’organizzazione con una rete di contatti che provvede ai bisogni di ogni singolo componente e di tutta la comunità ed è dotata di un sistema di regole di convivenza civile molto moderne e progressiste. Insomma, la Zulu Nation è un vero e proprio sistema di Welfare e di pacifica convivenza civile e a questo mondo fanno parte un grosso numero di writers. In Italia la cultura Hip Hop arriva solo parzialmente e non attecchisce, probabilmente perché le condizioni e la cultura sociali sono estremamente diverse da quelle americane. È dal 1982 che in Italia iniziano le attenzioni verso il graffitismo da parte di vari studiosi e appaiono i primi articoli in seguito all’influenza esercitata da Fashion Moda; inoltre, dagli anni ’90 lo scenario italiano si arricchisce di molti giovani writers e conseguentemente c’è un inasprimento delle sanzioni penali per deturpamento e imbrattamento di cose altrui (articoli 639 e 639 bis del Codice Penale). Nel nostro paese un ruolo importante lo giocano i centri sociali, in particolare il Leonkavallo di Milano, all’interno dei quali i writers sperimentano le loro tecniche prima di agire per le strade. Mi sono soffermato particolarmente sul graffitismo perché ha una lunga storia rispetto alle altre arti di strada e ci interessa per l’influenza che esercita sulla poesia di strada e sui rapporti che intrattiene con essa.

(^21) Ivi, pag.83;

Logo Zulu Nation

1.4 Street art

A questo punto diviene importante far capire come pure altre arti, originariamente nate lontane dalla strada, siano poi confluite verso gli spazi pubblici grazie ad un approccio fortemente situazionista. Stencillismo e Sticker art sono altre due recenti forme d’arte nate per la strada, mentre la poster art, le installazioni, le performances derivanti dal teatro o dalla musica di strada, video proiezioni e luci proiettate arrivano nei luoghi pubblici dopo essere nate in ambiti più istituzionalizzati. La stencil Art consiste nell’utilizzo di una maschera normografica attraverso cui viene spruzzata vernice spray. È una tecnica veloce e permette un risparmio di tempo ed energie notevoli perché una volta preparata la mascherina, che poi verrà appoggiata e fermata alla superficie su cui spruzzare colore, può essere ripresa e riutilizzata molte altre volte in luoghi diversi. È nel 1980 che “lo stencillismo assume i connotati di una vera e propria forma d’arte grazie al boom suscitato dalla Pop Art…gli stencil hanno messaggi diversi e più consapevoli…Lo sviluppo dello stencil ha dato vita, inoltre, a interi alfabeti con diversi font”^22. È proprio la possibilità di una creazione standardizzata di un’opera di Stencil Art che si collega direttamente al processo meccanico ed industriale della Pop Art. La Sticker Street Art utilizza invece l’adesivo come mezzo principale con cui veicolare un messaggio, una Tag o altro. Le modalità di utilizzo degli adesivi possono essere molteplici e differenziate e permettono un’azione veloce e immediata sul luogo. Sempre nel grande mondo della Street art sono comprese pure le installazioni, le quali possono essere di vario tipo. Generalmente, per installazione si intende un’opera costituita da uno o più elementi tridimensionali collocati su di una superficie.^23 Pure le proiezioni di luci e di video in strada stanno iniziando ad essere soggetta a diverse attenzioni negli ultimi anni, come dimostrano ad esempio vari festival presenti anche in Italia ( “Luci d’artista” a Torino e a Salerno). Infine, direttamente dal teatro e dalla musica di strada deriva la performance come forma d’arte che si può annoverare nella Street art. Con la performance termino questo capitolo. La scelta non è casuale, anzi mi permette di collegarmi direttamente con la poesia di strada perché questa espressione può rimandare al reading poetico nei luoghi pubblici. Ed è proprio con il reading che inizio il prossimo capitolo. Chiudo dicendo, provocatoriamente, che ogni espressione artistica può essere considerata poesia, qualora ci siano elementi abbinati in modo tale da creare stupore e meraviglia. L’arte e la strada. La poesia e la strada.

(^22) S. De Gregori Op. cit. pp. 24-25; (^23) https://streetarttechniques.wordpress.com/installazione/

coup de dès ” dimostra un utilizzo dello spazio estremamente suggestivo e crea un effetto drammatico perché obbliga il lettore a seguire le parole in un andamento irregolare sulla superficie del foglio. Una rivoluzione formale che avrà seguito durante tutto il secolo successivo anche attraverso le avanguardie, in primis il Futurismo letterario di Marinetti, fino ad arrivare ai contributi della poesia concreta e della poesia visiva, i quali si avvicinano e sono precursori del fenomeno contemporaneo oggetto di questa tesi: la Poesia di strada. In questo capitolo cerco di fare una prima catalogazione dei poeti e delle poetesse di strada che hanno contribuito e contribuiscono a creare e a mantenere viva la poesia con questa modalità inedita. Una prima catalogazione perché, ad oggi, non esiste alcuna bibliografia sull’argomento e quindi il mio contributo si basa su ricerche effettuate in rete attraverso l’utilizzo di una serie di parole chiave come Poesia di strada, Street poetry, Poèmes de la rue, Poesia callejera, Guerrilla poetry, Poetry bombing, e simili. I miei supporti si basano inoltre su articoli di giornale ed on line e su alcuni libri legati all’arte di strada. Va evidenziato che molti interventi di questo tipo rimangono anonimi e quindi non sono catalogabili tramite un autore specifico, sia esso singola persona o gruppo, ma contribuiscono comunque ad arricchire le città di poesia negli spazi pubblici. Quando parlo di Poesia di strada ciò che accomuna tutti gli attori in gioco non è tanto la strada, ma è la volontà di proporre poesia in maniera innovativa, svecchiando questo mondo letterario e riportando la poesia alla gente, facendole riconquistare l’importanza che aveva in passato. Successivamente emergerà che il luogo più adatto è la strada, ma non è l’unica modalità possibile. Infatti, con il fenomeno di Guerrilla poetry, le modalità artistiche di Agustina Woodgate, talvolta Ivan Tresoldi, e molti altri con alcune specifiche iniziative, la poesia viene proposta in modo innovativo da poeti di strada che non utilizzano concretamente una cornice identificabile come strada. Probabilmente, progetti sporadici lontani dalla strada non vanno ad intaccare l’etichetta di poeta di strada già consolidata per qualcuno. Per questa ragione cito comunque alcuni progetti non precisamente collocati dentro la strada; vale la pena conoscerli perché rimangono comunque difficili da collocare e contribuiscono a diffondere poesia su larga scala. Ricapitolando, la necessità principale che accomuna gli attori della Poesia di strada è l’urgenza di riportare la poesia tra la gente. Per questo motivo molti protagonisti di questo movimento non sono particolarmente interessati al fattore estetico, nel senso che molti agiscono attraverso modalità simili, se non identiche. Gli esempi più lampanti riguardano l’attacchinaggio di manifesti/poster del MeP, di Anonima poeti, Poesia Viva, Ivan in certi casi, ecc. Oppure una semplice scritta fatta da qualche parte, magari con un pennarello indelebile, è sufficiente per trasformare il gesto in Poesia di strada, nonostante possa sembrare una rudimentale azione di graffitismo.

La forza della Poesia di strada è proprio quella di riportare la poesia tra la gente. E nel farlo vengono usate le tecniche più diverse, alcune volte più semplici e in altri casi estremamente raffinate ed esteticamente curate. Quindi, nonostante la similitudine di approccio tra vari poeti o poetesse, l’elencazione dei protagonisti è sempre corredata da almeno un’immagine per capire l’effetto che si crea nel luogo in cui compare una poesia. Prima di elencare i poeti e le poetesse, voglio dimostrare attraverso l’infografica come la Poesia di strada attinga da molte tecniche artistiche la sua prassi, esattamente come avviene per la Street Art, ma distinguendosi ed emancipandosi da quest’ultima e rendendosi autonoma. L’arte di strada è in funzione della poesia e il fulcro stesso della Street poetry è la diffusione di poesia su larga scala. La poesia e la strada, insieme e oltre la Street Art.