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Virus - Microbiologia, Dispense di Microbiologia

Cosa sono. Differenza tra virus e batteri. Composizione chimica. Virus a DNA e RNA. Infezioni. Diagnostica virologica.

Tipologia: Dispense

2019/2020

In vendita dal 08/11/2020

jennifer.luc
jennifer.luc 🇮🇹

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Virus
I virus si osservano al microscopio. Al microscopio elettronico si osservano le particelle virali, al microscopio
ottico osserviamo le cellule infettate che vanno incontro ad alterazioni morfologiche.
- Dimensioni: 20-400 nm (più piccoli dei batteri)
- Infettano anche dopo passaggi su filtri che trattengono i batteri
- Sono completamente dipendenti da una cellula vivente, eucariotica o procariotica, per la loro
replicazione ed esistenza
- Contengono un solo tipo di acido nucleico, DNA (Deossiribovirus) o RNA (Ribovirus)
- Sulla superficie esterna, presentano proteine (ANTIRECETTORI) leganti il recettore cellulare per
aderire alle cellule infettabili
- La replicazione avviene per assemblaggio delle componenti virali e non per divisione.
Sono PARASSITI ENDOCELLULARI OBBLIGATI totalmente dipendenti da una cellula vivente per la
replicazione (utilizzano i sistemi cellulari dell’ospite per dirigere la sintesi delle componenti virali. Senza
l’assistenza cellulare, non sono capaci di riprodurre le informazioni contenute nei loro genomi).
I virus sono privi delle informazioni genetiche che codificano per l’apparato necessario per la generazione di
energia metabolica o per la sintesi proteica (ribosomi etc). Essi sono quindi totalmente dipendenti dalla
cellula ospite.
Differenze fra virus e batteri
Le differenze fondamentali che separano i virus dai microorganismi sono:
- Semplicità di organizzazione strutturale
- Particolare modalità di replicazione
- Capacità di indurre effetti caratteristici sulle cellule infettate: morte, fusione o trasformazione
oncogena
Composizione chimica
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Virus I virus si osservano al microscopio. Al microscopio elettronico si osservano le particelle virali, al microscopio ottico osserviamo le cellule infettate che vanno incontro ad alterazioni morfologiche.

  • Dimensioni: 20-400 nm (più piccoli dei batteri)
  • Infettano anche dopo passaggi su filtri che trattengono i batteri
  • Sono c ompletamente dipendenti da una cellula vivente, eucariotica o procariotica, per la loro replicazione ed esistenza
  • Contengono un solo tipo di acido nucleico , DNA (Deossiribovirus) o RNA (Ribovirus)
  • Sulla superficie esterna, presentano proteine ( ANTIRECETTORI ) leganti il recettore cellulare per aderire alle cellule infettabili
  • La replicazione avviene per assemblaggio delle componenti virali e non per divisione. Sono PARASSITI ENDOCELLULARI OBBLIGATI totalmente dipendenti da una cellula vivente per la replicazione (utilizzano i sistemi cellulari dell’ospite per dirigere la sintesi delle componenti virali. Senza l’assistenza cellulare, non sono capaci di riprodurre le informazioni contenute nei loro genomi). I virus sono privi delle informazioni genetiche che codificano per l’apparato necessario per la generazione di energia metabolica o per la sintesi proteica (ribosomi etc). Essi sono quindi totalmente dipendenti dalla cellula ospite. Differenze fra virus e batteri Le differenze fondamentali che separano i virus dai microorganismi sono:
  • Semplicità di organizzazione strutturale
  • Particolare modalità di replicazione
  • Capacità di indurre effetti caratteristici sulle cellule infettate: morte, fusione o trasformazione oncogena Composizione chimica

A differenza di quanto avviene nelle cellule eucariotiche e procariotiche in cui il depositario dell’informazione genetica è sempre il DNA, nei virus il genoma è costituito da DNA (Deossiribovirus) o da RNA (Ribovirus). La porzione proteica costituisce la parte più cospicua del virione: 90% nei virus provvisti di involucro lipoproteico. Le proteine virali strutturali, codificate dal genoma virale, costituiscono l’involucro proteico o CAPSIDE (a simmetria elicoidale o icosaedrica): rivestimento che racchiude il genoma. Formato da capsomeri. Involucro proteico (Capside) + genoma virale: NUCLEOCAPSIDE La componente lipidica è presente solo nei virus che possiedono un involucro lipoproteico esterno al nucleo-capside: PERICAPSIDE. Il pericapside rappresenta un involucro addizionale rispetto al capside: sempre presente nei virioni a simmetria elicoidale (scala a chiocciola) ed in alcune famiglie con capside a simmetria isometrica. È un guscio lipidico che deriva da membrane cellulari dell’ospite. Riveste il capside e contiene le glicoproteine virali che mediano l’ingresso e l’uscita del virus nella cellula e l’induzione della risposta immune. Gli anticorpi che riconoscono queste glicoproteine sono spesso in grado di bloccare l’infezione (anticorpi neutralizzanti).

  • Virus nudo = nucleocapside
  • Virus rivestito = pericapside Virione = particella virale completa infettiva che si trova nell’ambiente extracellulare (dopo essere uscita dalla cellula) La particella virale, rivestendosi di tale involucro (PERICAPSIDE), termina la sua maturazione divenendo completa. Nell’ involucro lipoproteico le proteine del virus specifiche rimpiazzano una parte delle proteine presenti nella membrana cellulare da cui il peplos viene formato. A causa della presenza di lipidi, il pericapside si comporta come una struttura facilmente deformabile: PLEIOMORFISMO. Piccoli gruppi di glicoproteine formano delle spicole o altri tipi di protuberanze che sporgono dalla superficie del pericapside. Determinano l’attacco dei virioni alla superficie cellulare dei globuli rossi: EMOAGGLUTINAZIONE. Le subunità proteiche (capsomeri):
  • A simmetria elicoidale
  • A simmetria icosaedrica La replicazione virale Per sopravvivere, il virus deve:  Trovare e entrare in una cellula ospite. In quanto parassiti obbligati, i virus devono trovare il giusto tipo di cellula per la loro replicazione, la devono invadere e portare il proprio genoma al giusto sito di replicazione  REPLICAZIONE AVVIENE SOLO NELLE CELLULE SENSIBILI (hanno i recettori) E PERMISSIVE (la consentono).  Sintetizzare proteine virali. Tutti i virus sono parassiti per la traduzione; il virus deve produrre mRNA. Devono esistere precise strategie di produzione di RNA messaggero virale  IL GENOMA VIRALE, PER ESSERE LETTO DAI RIBOSOMI DELLA CELLULA OSPITE, DEVE PRODURRE mRNA.Sintetizzare genomi virali. Molti genomi virali sono copiati dal macchinario sintetico cellulare in cooperazione con proteine virali.

Trasmissione virale Epidemiologia virale Esito infezione

  • TRASFORMAZIONE: il genoma virale si integra in quello cellulare e ne altera l’espressione. Il ciclo cellulare non è più regolato
  • LITICA: il virus si replica; la cellula muore (influenza)
  • LATENTE: il virus permane nella cellula in uno stato silente, da cui si riattiva saltuariamente (herpes)
  • PERSISTENTE: il virus si replica lentamente; la cellula non muore (infezioni croniche, epatiti) Farmaci antivirali Farmaci che agiscono sulle fasi precoci dell’interazione virus-cellula. Farmaci che agiscono sulla traduzione degli RNA messaggeri. Farmaci che agiscono sulla trascrizione e la replicazione degli acidi nucleosidici. Farmaci che agiscono sulle proteasi virus specifiche. Farmaci che agiscono sull’assemblaggio della progenie virale.

Diagnostica virologica Dimostrazione della presenza del virus o di sue tracce nell’organismo (antigeni, genoma).

  • Indagine sierologica  Ricerca nel siero del paziente della comparsa o dell’aumento del titolo degli anticorpi specifici per il virus di cui si sospetta la presenza (IgM  infez. recente/in atto e IgG  infez. pregressa)
  • Indagine virologica  Emoagglutinazione, ELISA, PCR Prelievo del materiale patologico Scelta del materiale da prelevare  Scelta del momento in cui fare il prelievo (alla comparsa dei sintomi il titolo virale è più elevato)  Trasferimento del materiale (in opportuna soluzione tamponata, a temperatura adeguata, nel laboratorio virologico competente) Isolamento del virus in coltura cellulare Arrivo del materiale al laboratorio  Sospensione del virus nella soluzione tamponata  Centrifugazione del campione (eliminazione dei detriti cellulari, riduzione della contaminazione microbica)  Aggiunta di antibiotici antibatterici  Eliminazione dei miceti  Inoculo del virus in coltura cellulare appropriata  Comparsa dell’effetto citopatico  Raccolta del terreno colturale. Identificazione del virus isolato Impiego di anticorpi specifici diretti contro antigeni virali (immunoistochimica, immunofluorescenza). La scelta degli anticorpi dipende da:
  • Caratteri del virus (effetti citopatici, presenza di inclusi caratteristici nelle cellule infette, proprietà emoagglutinanti, tipo di cellule sensibili)
  • Sintomatologia clinica del paziente
  • Sospetto diagnostico Metodi di identificazione rapida di virus nell’organismo Richiedono un preciso sospetto diagnostico sul virus in causa nel processo infettivo di cui si vuole chiarire l’eziologia. Ricerca diretta di antigeni virali mediante: