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Voce MULTIDIMENSIONALITÁ, Appunti di Metodi E Tecniche Del Servizio Sociale

Voce multidimensionalitá-sintesi

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 15/02/2019

G.p.12
G.p.12 🇮🇹

4.8

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3 documenti

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bg1
MULTIDIMENSIONALITÀ!
Premessa: un elemento caratterizzante il servizio sociale,è il suo rifarsi a una pluralità di
dimensioni,con le quali l’assistente sociale si confronta sia sul piano cognitivo, sia nell’esercizio
della sua specifica operatività.!
Infatti la multidimensionalità (o pluridimensionalità) viene spesso posta in relazione a termini quali:
intervento, azione sociale e processo d’aiuto!
Ricorrente è l’accostamento della multidimensionalità ai concetti di plurifunzionalità e
multidisciplinarietà, anché si sottolinea il ruolo dell’assistente sociale come professionista delle
pluralità, sempre teso a comprendere e a ricomporre cognitivamente e operativamente le
complessità delle situazioni sociali e di quelle individuali in essere inserita.!
Significati nel servizio sociale: A tal proposito,Dal Pra Ponticelli Aerma che “il servizio sociale
territoriale italiano ha sempre una visione è un’ottica tridimensionale in quanto si pone nel punto
di intersezione fra l’utente, la struttura assistenziale e e la comunità. A c aerma che “il servizio
sociale territoriale italiano ha sempre una visione e un’ottica tridimensionale in quanto si pone nel
punto di intersezione fra l’utente, la struttura assistenziale e la comunità. !
Ferrario individua invece quattro dimensioni e sostiene che “l’intervento dell’assistente sociale
prevede anche nel caso di un singolo utente attività diversificate e simultanee, che riguardano
quattro dimensioni: il soggetto, il suo ambiente e gli ‘altri significativi’, l’organizzazione di servizio,
la collettività“. La pluridimensionalità dell’intervento si esprime appunto nella simultaneità di azioni
rivolte alla persona, ai diversi contesti,al territorio e all’organizzazione.!
Dibattito attuale: L’assistente sociale lavora,quindi,sulle interdipendenze tra utente, struttura
assistenziale e comunità. In tal modo, l’operatore è chiamato a ricomporre la complessità delle
relazioni esistenti tra questi, ricostruendo un contesto di significato nell’ambito del quale orientare
il processo d’aiuto attivato. Infatti, Dal Pra Ponticelli parla, di ‘’ottica trifocale’’,cioè della capacità
di integrare in una visione d’insieme l’intervento di aiuto-sostegno alla persona-famiglia, la
progettazione, organizzazione e gestione di servizi e strutture quali risorse indispensabili per
l’intervento di aiuto alla persona, !
Nella pubblicistica del servizio sociale vi è spesso coincidenza tra pluralità delle dimensioni di
intervento e pluralità delle funzioni del servizio sociale.Dellavalle richiama le tre dimensioni sopra
individuate elencando le seguenti funzioni del servizio sociale: la presa in carico dell’utenza;la
promozione l’organizzazione di risorse, istituzionali formali e informali; lo studio dei problemi delle
risorse del territorio e la programmazione di interventi, all’interno di un progetto globale.

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MULTIDIMENSIONALITÀ

Premessa: un elemento caratterizzante il servizio sociale,è il suo rifarsi a una pluralità di dimensioni,con le quali l’assistente sociale si confronta sia sul piano cognitivo, sia nell’esercizio della sua specifica operatività. Infatti la multidimensionalità (o pluridimensionalità) viene spesso posta in relazione a termini quali: intervento, azione sociale e processo d’aiuto Ricorrente è l’accostamento della multidimensionalità ai concetti di plurifunzionalità e multidisciplinarietà, affinché si sottolinea il ruolo dell’assistente sociale come professionista delle pluralità, sempre teso a comprendere e a ricomporre cognitivamente e operativamente le complessità delle situazioni sociali e di quelle individuali in essere inserita. Significati nel servizio sociale: A tal proposito,Dal Pra Ponticelli Afferma che “il servizio sociale territoriale italiano ha sempre una visione è un’ottica tridimensionale in quanto si pone nel punto di intersezione fra l’utente, la struttura assistenziale e e la comunità. A c afferma che “il servizio sociale territoriale italiano ha sempre una visione e un’ottica tridimensionale in quanto si pone nel punto di intersezione fra l’utente, la struttura assistenziale e la comunità. Ferrario individua invece quattro dimensioni e sostiene che “l’intervento dell’assistente sociale prevede anche nel caso di un singolo utente attività diversificate e simultanee, che riguardano quattro dimensioni: il soggetto, il suo ambiente e gli ‘altri significativi’, l’organizzazione di servizio, la collettività“. La pluridimensionalità dell’intervento si esprime appunto nella simultaneità di azioni rivolte alla persona, ai diversi contesti,al territorio e all’organizzazione. Dibattito attuale: L’assistente sociale lavora,quindi,sulle interdipendenze tra utente, struttura assistenziale e comunità. In tal modo, l’operatore è chiamato a ricomporre la complessità delle relazioni esistenti tra questi, ricostruendo un contesto di significato nell’ambito del quale orientare il processo d’aiuto attivato. Infatti, Dal Pra Ponticelli parla, di ‘’ottica trifocale’’,cioè della capacità di integrare in una visione d’insieme l’intervento di aiuto-sostegno alla persona-famiglia, la progettazione, organizzazione e gestione di servizi e strutture quali risorse indispensabili per l’intervento di aiuto alla persona, Nella pubblicistica del servizio sociale vi è spesso coincidenza tra pluralità delle dimensioni di intervento e pluralità delle funzioni del servizio sociale.Dellavalle richiama le tre dimensioni sopra individuate elencando le seguenti funzioni del servizio sociale: la presa in carico dell’utenza;la promozione l’organizzazione di risorse, istituzionali formali e informali; lo studio dei problemi delle risorse del territorio e la programmazione di interventi, all’interno di un progetto globale.