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Analisi Transazionale: Un Mini Workshop sul Rapporto Genitore-Figlio, Sintesi del corso di Psicologia Generale

Riassunto testo a che gioco giochiamo Eric berne

Tipologia: Sintesi del corso

2022/2023

Caricato il 15/12/2023

tuneine
tuneine 🇮🇹

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A che gioco giochiamo?
Eric Berne
Il testo che andrò a recensire viene considerato tra gli scritti
fondamentali della psicologia contemporanea, indispensabile per il
consolidamento teorico dell’Analisi Transazionale. Pubblicato nel 1964,
questo lavoro propone un sistema di osservazione esperienziale
intersoggettiva orientata all’analisi dei comportamenti comunicativi,
chiamati transazioni, e a copione di vita che ogni individuo si costruisce
nell’interazione dinamica con l’ambiente di riferimento. Si può ritenere la
teoria berniana come un ampliamento in termini interpersonali e
fenomenologici della psicoanalisi che ha caratterizzato i suoi studi, in
particolare influenzati da Erikson e Feder.
La teoria generale prevede uno studio del funzionamento intrapsichico
suddiviso in analisi degli stati dell’Io e del copione psicologico; e uno
studio interpersonale concernente l’analisi transazionale e lo studio dei
“giochi psicologici”.
Per quanto riguarda l’analisi degli stati dell’Io, la personalità umana è
composta da tre istanze psichiche o realtà psicologiche con cui la
persona pensa, sente e agisce: il Bambino (B), il Genitore (G), l’Adulto
(A). Ciascuno stato assolve a funzioni vitali per l’organismo e sono
considerati fenomeni fisiologici, poiché si possono ritenere contenitori
con cui il cervello organizza la vita psichica. Il Bambino contiene le
esperienze infantili fino agli 8-10 anni ed è sede di creatività, intuizione,
il piacere; il Genitore è l’esteropsiche, concerne l’introiezione delle figure
genitoriali in modo diretto (faccio ciò che farebbe mio padre/mia madre)
o indiretto (faccio ciò che mio padre o mia madre vorrebbe). Infine,
l’Adulto media tra l’attività del genitore e del bambino, valuta i dati della
realtà obiettiva, rimanendo ancorato al qui ed ora.
La vita della persona è determinata dall’equilibrio di queste istanze, che
talvolta può essere turbato quando e qualora uno stato dell’Io contamini
gli altri o quando l’uno prende il sopravvento sull’altro.
Per quanto concerne il copione, questo concerne un ruolo inconscio in cui
ci riconosciamo nel piano della vita e interpretiamo gli eventi che ci
accadono.
La conoscenza del funzionamento intrapsichico è permessa dalla
comprensione del rapporto sociale e delle relazioni interpersonali in cui
si gioca la vita degli individui e l’uni di ogni rapporto è detta
transazione. In ogni scambio vi è sempre uno stimolo transazionale in chi
emette un messaggio e una risposta transazionale nel ricevente che
risponde. L'analisi transazionale è proprio volta all’osservazione dei vari
stati dell’Io e le transazioni possono essere di differenti tipi:
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A che gioco giochiamo? Eric Berne Il testo che andrò a recensire viene considerato tra gli scritti fondamentali della psicologia contemporanea, indispensabile per il consolidamento teorico dell’Analisi Transazionale. Pubblicato nel 1964, questo lavoro propone un sistema di osservazione esperienziale intersoggettiva orientata all’analisi dei comportamenti comunicativi, chiamati transazioni, e a copione di vita che ogni individuo si costruisce nell’interazione dinamica con l’ambiente di riferimento. Si può ritenere la teoria berniana come un ampliamento in termini interpersonali e fenomenologici della psicoanalisi che ha caratterizzato i suoi studi, in particolare influenzati da Erikson e Feder. La teoria generale prevede uno studio del funzionamento intrapsichico suddiviso in analisi degli stati dell’Io e del copione psicologico; e uno studio interpersonale concernente l’analisi transazionale e lo studio dei “giochi psicologici”. Per quanto riguarda l’analisi degli stati dell’Io, la personalità umana è composta da tre istanze psichiche o realtà psicologiche con cui la persona pensa, sente e agisce: il Bambino (B), il Genitore (G), l’Adulto (A). Ciascuno stato assolve a funzioni vitali per l’organismo e sono considerati fenomeni fisiologici, poiché si possono ritenere contenitori con cui il cervello organizza la vita psichica. Il Bambino contiene le esperienze infantili fino agli 8-10 anni ed è sede di creatività, intuizione, il piacere; il Genitore è l’esteropsiche, concerne l’introiezione delle figure genitoriali in modo diretto ( faccio ciò che farebbe mio padre/mia madre ) o indiretto ( faccio ciò che mio padre o mia madre vorrebbe ). Infine, l’Adulto media tra l’attività del genitore e del bambino, valuta i dati della realtà obiettiva, rimanendo ancorato al qui ed ora. La vita della persona è determinata dall’equilibrio di queste istanze, che talvolta può essere turbato quando e qualora uno stato dell’Io contamini gli altri o quando l’uno prende il sopravvento sull’altro. Per quanto concerne il copione, questo concerne un ruolo inconscio in cui ci riconosciamo nel piano della vita e interpretiamo gli eventi che ci accadono. La conoscenza del funzionamento intrapsichico è permessa dalla comprensione del rapporto sociale e delle relazioni interpersonali in cui si gioca la vita degli individui e l’unità di ogni rapporto è detta transazione. In ogni scambio vi è sempre uno stimolo transazionale in chi emette un messaggio e una risposta transazionale nel ricevente che risponde. L'analisi transazionale è proprio volta all’osservazione dei vari stati dell’Io e le transazioni possono essere di differenti tipi:

Complementari: si manifesta con una serie di transazioni dove ad uno stimolo succede una risposta che diviene a sua volta stimolo e procede dunque, in modo regolare. Incrociate: avviene una transazione per cui lo stimolo emesso da uno stato dell’Io (es. A) si rivolge al corrispettivo stato dell’interlocutore, che però risponderà attivando un altro stato dell’Io non corrispondente al primo (es. B) e in questi casi la comunicazione solitamente si interrompe. Ulteriori: sono transazioni in cui intervengono attivamente più stati dell’Io contemporaneamente e fungono da fondamento dei “giochi” psicologici. Queste transazioni prevedono l’attivazione di due livelli di funzionamento psichico, sociale o apparente e psicologico o intenzionale. Berne spiega ai lettori gli elementi della teoria del rapporto sociale, quali il concetto di fame e di stimolo valutati dal punto di vista biologico nell'aspetto sociale e psicologico. Il concetto di fame assume le sembianze della fame di riconoscimento infantile, mentre la carezza, intesa come contatto fisico intimo, diviene l'unità fondamentale dell'azione sociale e, quando scambiata, forma una transazione, ossia l'unità del rapporto sociale. La terza fame fondamentale, dopo quella di stimolo e di riconoscimento è quella di struttura, ossia la modalità di configurare le ore del grazie ad una programmazione materiale, sociale ed individuale. la strutturazione del quotidiano avviene mediante: l'isolamento, non vi sono transazioni e le carezze sono indirizzate a se stessi; la fantasia o attività, modalità in cui l’energia è canalizzata verso un obiettivo concreto, così come le carezze, specialmente nella programmazione materiale; i rituali, modalità sociale peculiarmente pre- programmate, anche nelle carezze; i passatempi, modalità di conversare di qualcosa senza prendere azioni correlate; i giochi, l’intimità, modalità in cui si esprimono emozioni senza censura, il livello sociale e psicologico è congruente, le carezze possono essere positive o negative, ma mai svalutanti differentemente dai giochi. Addentrandosi nel tema, i “giochi” sono definiti dallo studioso come ricorrenti transazioni ulteriori complementari, plausibili, rivolte ad uno scopo definito, ma talvolta celato. Ciò che distingue i giochi dalle procedure, dai passatempi e dai rituali sono: la qualità ulteriore e il pagamento. Questi sfuggono alla consapevolezza dello stato dell’Io Adulto, comportano sorpresa e confusione e terminano con emozioni sgradevoli, ma abituali. Sono poi, orientati al soddisfacimento del bisogno di carezze e di strutturazione del tempo, per mantenere il proprio piano esistenziale, dunque, portare avanti il copione, per sfuggire all’intimità con l’altro e all’ammissione con se stessi e infine, rendere l’altro una figura prevedibile da agganciare a sé. Berne spiega come i giochi possono essere analizzati seguendo uno schema ricorrente e preciso. Si inizia con la tesi , ovvero la descrizione

Alcuni soggetti con disturbi mentali tendono ad ancorarsi maggiormente ai giochi mentali, fatta eccezione degli schizofrenici che spesso prediligono i messaggi diretti e franchi. Al di là di ciò Berne individua due categorie specifiche di “giocatori”: il Musone e il Complessato. Per quanto concerne il musone, spesso questo personaggio porta con sé risentimenti verso la madre o il padre, da cui non ha ricevuto abbastanza attenzioni durante la crescita, si dimostra ostile verso l’altro sesso, anche se tende a voler essere compiaciuto. In terapia, così come nell’infanzia, è necessario offrirgli valide motivazioni affinché rinunci al privilegio di avere il muso, senza perdere la facciata. Spesso dopo anni di terapia possono boicottare il percorso, non conviene porsi in maniera rigida poiché ciò potrebbe solo diminuire la sua compliance. Per quanto riguarda il complessato, che per lo più è presente in tutti, si trova spesso sotto l’influenza parentale e lo stato Adulto talvolta è invischiato con il Bambino, il che rende il soggetto molto autocritico e goffo. Nei casi più estremi può rivestire la figura del Noioso, Zelante o Lecchino. Nella parte conclusiva del testo, Berne affronta il tema dell’Autonomia, intesa come l’espressione di tre capacità che sono la consapevolezza, la spontaneità e l’intimità. La consapevolezza esige l’hinc et nunc per cui si sta nel momento presente in cui si ha coscienza della dinamicità del momento circostante. Per spontaneità Berne intende l’indipendenza nella scelta dei sentimenti di cui dispone attingendo dagli stati dell’Io, liberandosi così dai giochi. Infine, l’intimità è l’espressione di sé in quanto persona consapevole e dell’utilizzo della percezione eidetica di cui dispone lo stato Bambino, capace di mantenere la sua spontanea affettività, essenziale per l’intimità e che viene minacciata dall’adattamento all’influenza parentale. Il processo di conquista dell’autonomia consiste proprio nel liberarsi dai background individuale, parentale, sociale e culturale, il che richiede del tempo, ma si può realizzare in ogni contatto quotidiano. 8/05/ Angelo Bartesaghi “Guardami, amami, capiscimi”

Il mini workshop in questione è introdotto co una breve introduzione di un caposaldo dell’analisi transazionale, ovvero la tripartizione degli stati dell’Io: Bambino, Adulto, Genitore. La tematica dell’incontro verte sul rapporto genitore-figlio, in particolare sulle modalità di interazione che concorrono alla formazione del rapporto e su talune dinamiche che si realizzano qualora nel rapporto diadico si creino transazioni incrociate malfunzionali. Per transazioni incrociate, lo psicologo spiega intendere, quegli scambi in cui un parlante si rivolge ad uno stato specifico dell’interlocutore (es. Genitore), che gli risponde utilizzando un altro stato (es. Bambino), indirizzandolo ad un altro ancora (es. Adulto). Ad esempio, un bambino che si rivolge allo stato Genitore del caregiver e che riceve una risposta da questo mediante uno stato Bambino, indirizzato all’Adulto del bambino, che peraltro viene obbligato ad una maturazione precoce. Spesso queste circostanze comunicative mosse da un caregiver possono denotare una condizione repressiva dello stato Bambino di questo, che se non osservato consapevolmente, potrà inficiare negativamente sia sull’immagine che il bambino viene a crearsi di sè (mediante lo specchio genitoriale), sia nella relazione e nel modello operativo interno. Conseguenza di queste consuetudini transazioni sono la fromazione di copioni che l’individuo in crescita porterà con sè, insieme ad un immagine della propria persona cui non è probabilemente stato concesso di essere bambino o essere figlio. Ovviamente ogni dinamica è a sè stante, e si muove lungo continuum differenti, da una situazione di relazione primaria equilibrata in cui vi è rispetto dei ruoli, ad una di grave inversione e parentificazione dei figli, che concerne I casi più estremi di abuso e maltrattamento. Quando i genitori agiscono mediante il proprio stato dell’Io Bambino possono trasmetter dellle ingiunzioni. Lo psicologo spiega che queste sono convinzioni profonde circa noi stessi e gli antagonisti della nostra vita, protratte poi nei copioni che concorrono a confermare una trama esistenziale che ognuno ha sviluppato lungo gli anni più saliente per la cresica della prima età. Bartesaghi a tal propositvo identifica anche I noti “esempi” o “modelli”, che portano con sè delle credenze limitanti. Questi sono “spinte” che provengono dallo stato dell’Io genitore (esteropsiche) del caregiver, dunque hanno una valenza intergenerazionale. Diversamente da queste, che agiscono sulla cognizione e percezione di realtà, le ingiunzioni nascono dalla proiezione della frustrazione, del genitore proveniente dall’infanzia, sul proprio figlio, dunque possiedono una valenza emotiva. Inoltre, le ingiunzioni sono negative e maggiormente difficili da elaborare ed eliminare nella persona in crescita, che diverrà adult.