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Ambiente diritto internazionale, Appunti di Diritto Internazionale

Appunti diritto internazionale sull’ambiente

Tipologia: Appunti

2024/2025

Caricato il 15/06/2026

mia-buccati
mia-buccati 🇮🇹

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Tutela dell’ambiente !
Principi sono in linea generale molto condivisibili ma all’inizio meno incisivi perché un primo principio che gli Stati approvano a
Stoccolma = principio di collaborazione tra Stati !
1972 ritengono di dover cooperare tra di loro per la ricerca di soluzioni funzionali per la protezione dell’ambiente !
Hanno l’obbligo di almeno dialogare tra di loro su quelli che possono essere i profili ambientali critici rispetto ai quali le norme devono
essere derogate!
Un 2 principio che viene aermato = pr. precauzionale in materia ambientale.!
Ha natura trasversale , che taglia in modo trasversale ogni materia . Deve essere rispettato in qualunque disciplina investimenti
commercio gestione di rifiuti.!
Sulla base di questi gli Stati dovrebbero tra le varie opzioni possibili scegliere quella che causa un danno minore all’ambiente .
Laddove gli Stati debbano tenere condotte prendere decisioni con ripercussioni ambientali= il pr suggerisce agli Stati di scegliere
quella che meno incide sull’ambiente.!
Obbligo sostanziale ha un contenuto rilevante ma non particolarmente incisivo.!
I primi anni del diritto ambientale vedono aermarsi di un divieto di ledere l’ambiente di altri Stati. Si aerma una norma in forza della
quale uno Stato non può pregiudicare l’ambiente di un secondo Stato.!
Italia non può pregiudicare l’ambiente francese = cosa può continuare a fare ? Può continuare a inquinare il suo. Sov ambientale degli
Stati nei rapporti bilaterali, l’ambiente però non conosce confini è interconnesso. Quello che ita fa in ita necessariamente ha delle
ripercussioni negative anche in Francia ecc…. In questi senso le regole sviluppate all’inizio degli anni 70 ma si prestavano a
disciplinare la tutela dell’ambiente non tenevano in mente la natura transnazionale dell’ecosistema.!
Es se il Brasile brucia tutte le sue foreste noi abbiamo delle ripercussioni.!
Es Chernobyl attività legittima interna che ha conseguenze estremamente negative sull’ ambiente!
Emissioni di gas serra = che viene prodotta in ita viene rilasciata nell’atmosfera e si espande. Aveva acconsentito già da tempo di
prendere coscienza del fatto che non si può neanche inquinare il proprio ambiente.!
Si traduce in una limitazione della sovranità statale sull’utilizzo delle risorse ambientali. !
Oggi il dir int dell’ambiente ha limitato la sovranità nazionale in questo ambito.!
Un secondo momento nella nascita della disciplina:!
1992 conferenza diplomatica di de janeiro !
Molto partecipativa perché gli Stati nel mom in cui si sono riuniti hanno consentito l’ingresso a persone civili, org non governative ecc..
sono state invitate a partecipare. Un carattere democratico della conferenza .!
Tuttavia durante la conferenza la disciplina ambientale inizia ad essere approcciata = prospettiva caratterizzante = sviluppo sostenibile !
Il punto di partenza è lo sviluooo - tipicamente antropocentrico- l’uomo è il fulcro del sistema normativo l’ambiente in Questa
concezione rimane una risorsa da utilizzare con diverse regole.!
Tuteliamo le foreste perché ci sono utili.!
Questo approccio in cui tutto si spiega allingeresse dell’essere umano = determina il fatto che l’interesse umano prevale . In questo
sistema ambiente animali ecc non ha nessun diritto.!
Sono privi di una soggettività giuridica = e non hanno diritto ad avere diritti.!
Questa impostazione classica in parte alcuni ord la stanno cambiando e vorrebbero riconoscere il diritto alla natura.!
L’idea che una foresta possa essere tutelata dal diritto alla vita!
Problema = io gli alberi non li posso più tagliare !
Entrano in competizione con i diritti umani.!
Se io riconosco all’ambiente e animali questi diritti entrano in competizione con i miei diritti fondamentali - scegliere quale dei due
prevale laddove ci siano degli scontri.!
Ci sono alcuni ord che stanno pensando di introdurre iI diritto alla vita agli animali = problemi= non puoi più mangiare la carne.!
Esiste tutta una disciplina del dir int di cui ob ridurre i gas serra !
Ob generali ma senza arrivare ad una disciplina concreta . !
Su questi accordo quadro si innesta un secondo trattato!
Il primo accordo attuativo era chiamato protocollo Kyoto 1997 imponeva agli Stati diminuzione specifica di gas serra . Ridurre
emissioni e di quanto.!
Gli stat ci hanno messo tantissimo tempo a ratificare.!
Posticipando l’entrata in vigore si è ridotto il tempo per regolare gli Stati. È stato applicato per meno di 10 anni. Gli Stati hanno
ritardato la sua entrata in vigore. !
Se la norma pone un obbligo e non c’è una sanzione di fatto la norma non esiste!
Tokyo sotto il profilo sanzionatorio era debole= quassù tutti gli Stati che hanno firmato non rispettavano le regole ma quasi nessuno
Stati è stato sanzionato!
Questo primo accordo è stato sostituito dallaccordo di Parigi!
Viene solitamente descritto = rivoluziona le fondamenta stesse del dir dei trattati e come si approcciano ai tema del cambiamento
climatico.!
L’approccio quello che era top Down dall’alto impongono non andava bene. Gli Stati non volevano non lo avrebbero più ratificato
l’accordo di Parigi cambia significativamente l’approccio che adotta un approccio cosiddetto Bottom Up dal basso verso l’alto al
basso sul basso con l’accordo di Parigi, sono gli Stati Che decidono individualmente l’obiettivo di riduzione nazionale delle emissioni.
È lo Stato che dichiara il suo obiettivo e riduzione delle dimissioni ogni Stato se lo sceglie da solo, tenendo in considerazione capacità.
Gli Stati devono aggiornare i piani nazionali ogni cinque anni gli Stati devono rivedere il loro programma e ogni volta che aggiornano il
loro programma devono porsi obiettivi più ambiziosi ogni volta che aggiornano il programma devono porsi obiettivi più ambiziosi cioè
devono ogni volta puntare sempre più in alto, devono cercare di raggiungere quanto obiettivo in miglioramento letto costantemente
100 se poi questo accordo di Parigi ce ne andiamo a leggere capiamo come mai a 10 anni di distanza da un accordo di Parigi ancora
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Tutela dell’ambiente Principi sono in linea generale molto condivisibili ma all’inizio meno incisivi perché un primo principio che gli Stati approvano a Stoccolma = principio di collaborazione tra Stati 1972 ritengono di dover cooperare tra di loro per la ricerca di soluzioni funzionali per la protezione dell’ambiente Hanno l’obbligo di almeno dialogare tra di loro su quelli che possono essere i profili ambientali critici rispetto ai quali le norme devono essere derogate Un 2 principio che viene affermato = pr. precauzionale in materia ambientale. Ha natura trasversale , che taglia in modo trasversale ogni materia. Deve essere rispettato in qualunque disciplina investimenti commercio gestione di rifiuti. Sulla base di questi gli Stati dovrebbero tra le varie opzioni possibili scegliere quella che causa un danno minore all’ambiente. Laddove gli Stati debbano tenere condotte prendere decisioni con ripercussioni ambientali= il pr suggerisce agli Stati di scegliere quella che meno incide sull’ambiente. Obbligo sostanziale ha un contenuto rilevante ma non particolarmente incisivo. I primi anni del diritto ambientale vedono affermarsi di un divieto di ledere l’ambiente di altri Stati. Si afferma una norma in forza della quale uno Stato non può pregiudicare l’ambiente di un secondo Stato. Italia non può pregiudicare l’ambiente francese = cosa può continuare a fare? Può continuare a inquinare il suo. Sov ambientale degli Stati nei rapporti bilaterali, l’ambiente però non conosce confini è interconnesso. Quello che ita fa in ita necessariamente ha delle ripercussioni negative anche in Francia ecc…. In questi senso le regole sviluppate all’inizio degli anni 70 ma si prestavano a disciplinare la tutela dell’ambiente non tenevano in mente la natura transnazionale dell’ecosistema. Es se il Brasile brucia tutte le sue foreste noi abbiamo delle ripercussioni. Es Chernobyl attività legittima interna che ha conseguenze estremamente negative sull’ ambiente Emissioni di gas serra = che viene prodotta in ita viene rilasciata nell’atmosfera e si espande. Aveva acconsentito già da tempo di prendere coscienza del fatto che non si può neanche inquinare il proprio ambiente. Si traduce in una limitazione della sovranità statale sull’utilizzo delle risorse ambientali. Oggi il dir int dell’ambiente ha limitato la sovranità nazionale in questo ambito. Un secondo momento nella nascita della disciplina: 1992 conferenza diplomatica di de janeiro Molto partecipativa perché gli Stati nel mom in cui si sono riuniti hanno consentito l’ingresso a persone civili, org non governative ecc.. sono state invitate a partecipare. Un carattere democratico della conferenza. Tuttavia durante la conferenza la disciplina ambientale inizia ad essere approcciata = prospettiva caratterizzante = sviluppo sostenibile Il punto di partenza è lo sviluooo - tipicamente antropocentrico- l’uomo è il fulcro del sistema normativo l’ambiente in Questa concezione rimane una risorsa da utilizzare con diverse regole. Tuteliamo le foreste perché ci sono utili. Questo approccio in cui tutto si spiega allingeresse dell’essere umano = determina il fatto che l’interesse umano prevale. In questo sistema ambiente animali ecc non ha nessun diritto. Sono privi di una soggettività giuridica = e non hanno diritto ad avere diritti. Questa impostazione classica in parte alcuni ord la stanno cambiando e vorrebbero riconoscere il diritto alla natura. L’idea che una foresta possa essere tutelata dal diritto alla vita Problema = io gli alberi non li posso più tagliare Entrano in competizione con i diritti umani. Se io riconosco all’ambiente e animali questi diritti entrano in competizione con i miei diritti fondamentali - scegliere quale dei due prevale laddove ci siano degli scontri. Ci sono alcuni ord che stanno pensando di introdurre iI diritto alla vita agli animali = problemi= non puoi più mangiare la carne. Esiste tutta una disciplina del dir int di cui ob ridurre i gas serra Ob generali ma senza arrivare ad una disciplina concreta. Su questi accordo quadro si innesta un secondo trattato Il primo accordo attuativo era chiamato protocollo Kyoto 1997 imponeva agli Stati diminuzione specifica di gas serra. Ridurre emissioni e di quanto. Gli stat ci hanno messo tantissimo tempo a ratificare. Posticipando l’entrata in vigore si è ridotto il tempo per regolare gli Stati. È stato applicato per meno di 10 anni. Gli Stati hanno ritardato la sua entrata in vigore. Se la norma pone un obbligo e non c’è una sanzione di fatto la norma non esiste Tokyo sotto il profilo sanzionatorio era debole= quassù tutti gli Stati che hanno firmato non rispettavano le regole ma quasi nessuno Stati è stato sanzionato Questo primo accordo è stato sostituito dallaccordo di Parigi Viene solitamente descritto = rivoluziona le fondamenta stesse del dir dei trattati e come si approcciano ai tema del cambiamento climatico. L’approccio quello che era top Down dall’alto impongono non andava bene. Gli Stati non volevano non lo avrebbero più ratificato l’accordo di Parigi cambia significativamente l’approccio che adotta un approccio cosiddetto Bottom Up dal basso verso l’alto al basso sul basso con l’accordo di Parigi, sono gli Stati Che decidono individualmente l’obiettivo di riduzione nazionale delle emissioni. È lo Stato che dichiara il suo obiettivo e riduzione delle dimissioni ogni Stato se lo sceglie da solo, tenendo in considerazione capacità. Gli Stati devono aggiornare i piani nazionali ogni cinque anni gli Stati devono rivedere il loro programma e ogni volta che aggiornano il loro programma devono porsi obiettivi più ambiziosi ogni volta che aggiornano il programma devono porsi obiettivi più ambiziosi cioè devono ogni volta puntare sempre più in alto, devono cercare di raggiungere quanto obiettivo in miglioramento letto costantemente 100 se poi questo accordo di Parigi ce ne andiamo a leggere capiamo come mai a 10 anni di distanza da un accordo di Parigi ancora

stiamo parlando di cambiamento climatico se le norme fossero effettive 10 anni dalla situazione di emergenza e sei uscito invece continuiamo peggiorare giorno dopo giorno Qual è l’obiettivo articolo due gli Stati devono contenere l’innalzamento delle delle temperature globali al di sotto dei 2 °C rispetto ai livelli preindustriali prima del 1990 ma contenere il surriscaldamento globale al di sotto dei 2 cm rispetto al 1990 e evitare l’incremento delle temperature di 1,5° e quindi qual è il mio prendo una norma di questo tipo per capire cosa devo fare o per sviluppare il mio piano nazionale, devo capire qual è l’obiettivo se voi prendete una norma di questo tipo e io vi chiedessi qual è l’obiettivo della disciplina in grado di Davvero per arrivare a quegli obiettivi Parigi, mi il surriscaldamento globale in 1,5° se lo stato meno Greta non guarda che in realtà la Mamma fanno 2,5° grado non è poco mezzo grado centigradi a livello globale non è poco mezzo grado come dire l’estinzione o meno della razza umana, perché di questo stiamo parlando no la norma ci lascia con un ampio margine di dubbio, tanto è vero che le sentenze dei giudici molto spesso non riescono a sciogliere il dubbio e non riescono a capire dove sia l’asticella oltre la quale non si dovrebbe andare uno e cinque o due detto questo gli Stati questo obiettivo devono sviluppare questi piani nazionali di riduzione nella prospettiva di migliorarsi ogni cinque anni in cui ci si sono seduti ad un tavolo gli esperti sono intervenuti con complicatissimi modelli matematici che non riescono neanche a capire che li salviamo con difficilissime proiezioni gruppi di esperti sono arrivati a individuare delle soglie delle percentuali percentuali di riduzione gruppi di esperti anche delle Nazioni Unite. Ad esempio dicono se volete raggiungere l’obiettivo di 1,5 entro il 2050 gli Stati o perlomeno a livello globale ogni anno si devono tagliare le emissioni del 25% quindi ogni anno a livello globale deve essere un calo del 25% emissioni di gas serra posto che si litiga su tutto e si litiga anche sui numeri in un momento di incredibile umanità, empatia e comprensione gli Stati si sedesse ad un tavolo discesero bene e 25% in meno ogni anno altrimenti c’è inviamo 350 qual è successivo cioè l’assemblea generale 25% anno esattamente il livello globale cosa vuol dire come ci arriviamo il 25% globale è quello il problema e qui scatta tutta una serie di narrative di meccanismi particolarmente criticabili perché per ci sono quelli stati che dicono bene è un problema globale è giusto che questo problema globale venga affrontato da tutti nella stessa visura, un principio di uguaglianza e allora gli Stati Uniti che inquinano dal 1800 devono ridurre nella stessa visura in cui deve ridurre Singapore e dilettata allo Stato autonoma chissà quanti anni fanno troppi c’è qualcuno che dice se il 25% è globale tutti trasversalmente tagliamo il 25% così ci arriviamo questo evidentemente un approccio di questo tipo sposta il peso il costo e sacrificio del cambio su quegli Stati che hanno contribuito in misura minore all’inquinamento che stiamo combattendo, perché gli Stati oggi del sud del mondo in prospettiva storica hanno inquinato molto di meno degli Stati continentali negli Stati Uniti oggi inquinano di più, ma su una scala storica hanno inquinato molto meno per evitare che ci fosse una traslazione del costo della transizione ecologica. L’accordo di Parigi ha cristallizzato con forza un principio altrettanto fondamentale della disciplina ambientale. Questo principio è comune tra tutti gli Stati tutti gli Stati devono fare qualcosa per combattere il cambiamento climatico, ma i regime come è differenziato responsabilità comune ma differenziata alcuni Stati devono fare più di altri nei nella flotta al cambiamento climatico si richiede a qualcuno di andare oltre il 25% ad esempio altri possono restare sotto se compensati a livello globale ovviamente gli Stati fanno fatica fanno fa finta a volte non raggiungono gli obiettivi che si pongono a volte fanno qualcosa di scorretto perché perché verso la fine dei cinque anni dicono non arriva quel risultato cosa faccio sia passo così almeno posso dire di aver raggiunto gli eventi gli obiettivi dati o contribuire in modo adeguato a livello globale nella lotta al cambiamento climatico è iniziata una sorta di Climb change litiga Shaun Climb change liti Shaun ossia procedimenti giudiziari fatti da privati come potremmo essere noi procedimenti giudiziari fatti da privati contro i proprio Stato noi che ci diamo in giudizio l’Italia ritenendo che l’Italia non abbia correttamente adempiuto ai suoi obblighi di diritto climatico diciamo l’Italia non fa abbastanza l’Italia deve fare di +1 sentenza storica in questo senso una sentenza l’olandese mi manca nel 2019 i 90 la corte suprema decide una causa una controversia una