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analisi italiani regionali, Appunti di Linguistica Generale

analisi italiani regionali sintesi

Tipologia: Appunti

2024/2025

Caricato il 19/01/2026

Giorgiamurano
Giorgiamurano 🇮🇹

5 documenti

1 / 9

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FONETICA
ITALIANO REGIONALE SETTENTRIONALE
Arretramento di [ a ], soprattutto in sillaba aperta tonica: [ ˈka:za ] > [ ˈkα:za ]
(
Piemonte
,
Liguria
)
Difonizzazione delle consonanti nasali e laterali palatali : [ ˈso:ɲo ] > [ ˈso:njo ];
[ ˈaʎʎo ] > [ ˈaʎjo ] (
Piemonte
,
Liguria
,
Veneto
,
Friuli Venezia Giulia
,
Emilia
,
Abruzzo
,
Roma
)
Sonorizzazione di [ s ] intervocalica: [ ˈka:sa ] > [ ˈka:za ]; [ riˈsotto ] > [ ri
ˈzotto ]
(
Piemonte
,
Liguria
,
Lombardia
,
Veneto
,
Friuli Venezia Giulia
,
Canton Ticino
,
Alto
Adige
)
Allungamento delle consonanti fricative labiodentali [ f ] e [ v ]: [ aˈve:vo ] > [ a
ˈv:ev:o ]; [ la ˈfi:fa ] > [ la ˈf:i:f:a ] (
Piemonte
,
Liguria
,
Lombardia
,
Veneto
,
Friuli Venezia Giulia
,
Alto Adige
)
Chiusura di [ e ] tonica in sillaba aperta: [ ˈbɛ:ne ] > [ ˈbe:ne ]; [ ˈpɛ:ʃe ] >
[ ˈpe:ʃe ]
(
Piemonte
,
Lombardia
,
Canton Ticino
,
Alto Adige
)
Riduzione delle consonanti lunghe: [ˈbel:o] > [ ˈbe:lo ]; [ ˈnon:o ] > [ ˈno:no ]
(
Veneto
,
Trentino
e
Friuli Venezia Giulia
, ma anche in
Piemonte
,
Liguria
,
Canton
Ticino
,
Emilia Romagna
,
Alto Adige, Umbria alto tiberina
)
Apertura di [ e ] tonica in sillaba chiusa e in finale tonica di parola: [ ˈkwe:sto ]
> [ ˈkwɛ:sto ]; [ perˈke: ] > [ perˈkɛ](
Lombardia
)
Sonorizzazione di [ ts ] a inizio parola: [ ˈtsi:o ] > [ ˈdzi:o ]; [ ˈtsappa ] >
[ ˈdzappa ]; [ˈtsukkero ] > [ ˈdzukkero ] (
Piemonte
,
Liguria
,
Lombardia
,
Veneto
,
Friuli Venezia Giulia
,
Emilia Romagna
,
Umbria
,
Marche
,
Puglia
)
Palatalizzazione e arrotondamento di [ u ]: [ ˈmu:ro ] > [ ˈmy:ro ]
(
Lombardia
)
Apertura delle vocali [ e ] e [ o ] atone finali di parola condizionate dalla
presenza di [ i ] e [ u ] in posizione tonica: [ ˈvi:vono ] > [ ˈvi:vɔno ]; [ ˈu:nike ] > [
ˈu:nikɛ ](
Veneto, Venezia Giulia
)
Spirantizzazione di [ d ], [ g ], [ f ], [ v ] intervocaliche, che si trasformano
rispettivamente in [ δ ], [ γ ], [ φ ], [ β ]:[ ˈpadova ] > [ ˈpaδova ]; [ ˈfuga ] >
[ ˈfu:γa ](
Veneto centrale, Lombardia
)
ITALIANO REGIONALE CENTRALE
Riduzione del dittongo [ wɔ ]: [ ˈnvo] > [ ˈnɔvo ]; [ ˈbno ] > [ ˈbɔno ]
(
Toscana
,
Roma
, dove però è marcato diastraticamente)
Opposizione pertinente di apertura delle vocali centrali / e / ~ / ɛ /; / o / ~ / ɔ /:
[ˈpeska ] ‘attività del pescare’ ~ [ˈpɛska ] ‘frutto’; [ ˈbot:e ] ‘recipiente’ ~
[ ˈbɔt:e ] ‘percosse’(
Toscana
,
Roma
)
Spirantizzazione delle occlusive sorde postvocaliche (
gorgia
): [ la ˈka:sa ] >
[ la ˈha:sa ]; [ la ˈpi:pa ] > [ la ˈφi:φa ];[ ˈda:ta ] > [ ˈda:θa ].(
Toscana
)
Spirantizzazione delle occlusive sonore intervocaliche: [ ˈrɔ:ba ] > [ ˈrɔ:βa ];
[ ˈda:do ] > [ ˈda:δo ];
[ ˈpa:ga ] > [ pa:γa ](
Toscana
)
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FONETICA

ITALIANO REGIONALE SETTENTRIONALE

Arretramento di [ a ], soprattutto in sillaba aperta tonica: [ ˈk a :za ] > [ ˈk α :za ]

( Piemonte, Liguria)

Difonizzazione delle consonanti nasali e laterali palatali : [ ˈso: ɲ o ] > [ ˈso: nj o ];

[ ˈa ʎʎ o ] > [ ˈa ʎj o ] ( Piemonte, Liguria, Veneto, Friuli Venezia Giulia,

Emilia, Abruzzo, Roma)

Sonorizzazione di [ s ] intervocalica: [ ˈka: s a ] > [ ˈka: z a ]; [ riˈ s otto ] > [ ri ˈ z otto ]

( Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Canton Ticino, Alto

Adige)

Allungamento delle consonanti fricative labiodentali [ f ] e [ v ]: [ aˈ v e: v o ] > [ a

ˈ v: e v: o ]; [ la ˈ f i: f a ] > [ la ˈ f: i: f: a ] ( Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto,

Friuli Venezia Giulia, Alto Adige)

Chiusura di [ e ] tonica in sillaba aperta: [ ˈb ɛ: ne ] > [ ˈb e: ne ]; [ ˈp ɛ: ʃe ] > [ ˈp e: ʃe ]

( Piemonte, Lombardia, Canton Ticino, Alto Adige)

Riduzione delle consonanti lunghe: [ˈbe l: o] > [ ˈbe: l o ]; [ ˈno n: o ] > [ ˈno: n o ]

( Veneto, Trentino e Friuli Venezia Giulia, ma anche in Piemonte, Liguria, Canton

Ticino, Emilia Romagna, Alto Adige, Umbria alto tiberina)

Apertura di [ e ] tonica in sillaba chiusa e in finale tonica di parola: [ ˈkw e: sto ]

> [ ˈkw ɛ: sto ]; [ perˈk e: ] > perˈk ɛ

Sonorizzazione di [ ts ] a inizio parola: [ ˈ ts i:o ] > [ ˈ dz i:o ]; [ ˈ ts appa ] >

[ ˈ dz appa ]; [ˈ ts ukkero ] > [ ˈ dz ukkero ] ( Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto,

Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Umbria, Marche, Puglia)

Palatalizzazione e arrotondamento di [ u ]: [ ˈm u :ro ] > [ ˈm y :ro ]

( Lombardia)

Apertura delle vocali [ e ] e [ o ] atone finali di parola condizionate dalla presenza di [ i ] e [ u ] in posizione tonica: [ ˈvi:v o no ] > [ ˈvi:v ɔ no ]; [ ˈu:nik e ] > [

ˈu:nik ɛ ]( Veneto, Venezia Giulia)

Spirantizzazione di [ d ], [ g ], [ f ], [ v ] intervocaliche, che si trasformano rispettivamente in [ δ ], [ γ ], [ φ ], [ β ]:[ ˈpa d ova ] > [ ˈpa δ ova ]; [ ˈfu g a ] >

[ ˈfu: γ a ]( Veneto centrale, Lombardia)

ITALIANO REGIONALE CENTRALE

Riduzione del dittongo [ wɔ ]: [ ˈn vo] > [ ˈn ɔ vo ]; [ ˈb no ] > [ ˈb ɔ no ]

( Toscana, Roma, dove però è marcato diastraticamente)

Opposizione pertinente di apertura delle vocali centrali / e / ~ / ɛ /; / o / ~ / ɔ /: [ˈp e ska ] ‘attività del pescare’ ~ [ˈp ɛ ska ] ‘frutto’; [ ˈb o t:e ] ‘recipiente’ ~

[ ˈb ɔ t:e ] ‘percosse’( Toscana, Roma)

Spirantizzazione delle occlusive sorde postvocaliche ( gorgia ): [ la ˈ k a:sa ] >

[ la ˈ h a:sa ]; [ la ˈ p i: p a ] > [ la ˈ φ i: φ a ];[ ˈda: t a ] > [ ˈda: θ a ].( Toscana)

Spirantizzazione delle occlusive sonore intervocaliche: [ ˈrɔ: b a ] > [ ˈrɔ: β a ]; [ ˈda: d o ] > [ ˈda: δ o ];

[ ˈpa: g a ] > pa: γ a

Anaptissi sillabica dopo parole terminanti in consonante: [ ˈbus] > [ ˈbus :e a ]; [ ˈfrak ] > [ ˈfrak :e ]

( Toscana, Lazio)

Perdita dell’elemento occlusivo nelle affricate [ ʧ ]: [ ˈa ʧ ido ] > [ ˈa ʃ ido ]; [ la

ˈ ʧ e:na ] > la ˈ ʃ e:na

Allungamento delle consonanti occlusive sonore e di [ z ] iniziali di sillaba tonica: [ koˈ z i ] > [ koˈ z: i ];

[ aˈ d at:o ] > [ aˈ d: at:o ]; [ la ˈ b arka ] > la ˈ b: arka

Opposizione pertinente della sibilante sorda e sonora / s / ~ / z /: [ˈfu: s o ]

‘strumento per filare’ ~ [ˈfu: z o ] ‘participio passato di fondere’( Toscana)

Raddoppiamento fonosintattico della consonante iniziale di parola: [ la ˈ f a:me ] > [ la ˈ ff a:me ]; [ sa ˈ t utto ] > [ sa ˈ tt utto ]; [ va ˈ b e:ne ] > [ va ˈ bb e:ne ]

( Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Sardegna, ma anche italiani regionali

meridionali ) Rotacizzazione della laterale alveolare davanti a consonante: [ a l ˈtsa: re] > [ a r

ˈtsa: re]; [ a l ˈkilo ] > [ a r ˈkilo ];( Lazio, Roma, dove però è marcato

diastraticamente) Rafforzamento delle consonanti [ b ] e [ ʤ ] intervocaliche: [ ˈro: b a ] >

[ ˈro: bb a ]; [ ˈa ʤ ile ] > [ ˈa ʤʤ ile ] ( Umbria, Lazio, Abruzzo, ma anche italiani

regionali meridionali )

ITALIANO REGIONALE MERIDIONALE

Desonorizzazione della sibilante intervocalica: [ aˈnali z i ] > [ aˈnali s i ]; [ ˈvi: z o ]

> [ ˈvi: s o ]; [ˈfu: z o ] > [ˈfu: s o ] ( Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria)

Sonorizzazione delle occlusive sorde dopo consonante nasale: [ ˈkam p o ] >

[ ˈkam b o ]; [ in ˈ t ren t a ] > [ in ˈ d ren d a ] ( Abruzzo, Molise, Campania, Puglia,

Basilicata)

Caduta delle vocali centrali [ e ] e [ o ] che vengono sostituite dal vocoide schwa

[ ə ]: [ ˈfi:n e ] > [ ˈfi:n ə ]; [ ˈɔt:t o ] > [ ˈɔt:t ə ]; [ ˈbell o ] > [ ˈbell ə ] ( Abruzzo,

Molise, Campania, Puglia)

Apocope degli infiniti verbali: [ fatiˈka: re ] > [ fatiˈ ka ]; [ veˈde: re ] > [ veˈ de ]

( Lazio, Abruzzo, Molise)

Lenizione delle consonanti occlusive sorde intervocaliche: [ i p oˈte k a ] > [ i b o

ˈte g a ]; [ sˈɛra k aˈ p ito ] > [ sˈɛra g aˈ b ito ] ( Lazio, Marche, Abruzzo, Campania)

Assimilazione del gruppo consonantico nasale / n / + affricata / ʤ / in nasale

palatale / ɲ /: [ ma nˈʤ a:re ] > [ maˈ ɲ: a ]( Lazio, Abruzzo, Molise, Campania)

Assimilazione del gruppo consonantico [ m ] + bilabiale / b / in nasale

palatale / ɲ /: [ ka mˈb jare ] > [ kaˈ ɲ: a(re) ]( Abruzzo, Molise, Puglia, Campania)

Palatalizzazione della sibilante davanti a consonanti [ t ], [ kj ], [ d ]: [ ˈ s taŋko ]

> [ ˈ ʃ taŋko ]; [ ˈ s kjena ] > [ ˈ ʃ kjena ]; [ ˈ z deɲo ] > [ ˈ ʃ deɲo ]; ( Abruzzo)

Assordimento dell’occlusiva dentale [ d ] davanti a vibrante [ r ]: [ ˈpa d re ] >

[ ˈpa t re ]; [ ˈkwa d ro ] > [ ˈkwa t ro ] ( Abruzzo)

ITALIANO REGIONALE MERIDIONALE ESTREMO

ITALIANO REGIONALE CENTRO - MERIDIONALE

- Alta frequenza di verbi pronominali intensivi: mi sono ascoltato una bella

canzone; mi sono visto un bel film.

- Uso dell’accusativo (o oggetto) preposizionale o della costruzione dativale:

ho visto a Carlo; Paolo ha chiamato a Maria; lui ama a te non a me

(questo tipo di costruzione è molto diffusa anche nei paesi ispanofoni).

- Estensione del riflessivo nei verbi intransitivi a scapito della forma passiva:

si è ricoverato ( < è stato ricoverato); si è operato ( < è stato operato).

- Uso di che enfatico con funzione interrogativa: che , vieni al cinema? che ,

non mangi?

- Costruzioni ellittiche con participi risultativi: voglio spiegata la lezione ( <

voglio [che mi sia] spiegata la lezione); voglio fatto un favore ( < voglio

[che mi sia] fatto un favore).

- Inversione di modo tra protasi e apodosi del periodo ipotetico: se tu

diresti , io lo farei ; se tu dicessi , io facessi ; se tu diresti , io facessi.

- Esito differenziato del suffisso latino -arju: benzin aio (Toscana); benzin aro

(Roma).

- Uso del passato remoto in luogo del passato prossimo: stamattina andai

dal macellaio (tipicamente diffuso in Sicilia).

- Transitivizzazzione di numerosi verbi intransitivi: devo salire la spesa; ho

uscito la macchina; ho passeggiato il cane.

- Collocazione del verbo in fondo alla frase e collocazione della copula dopo

in il nome del predicato (anteposizione focale): Salvatore molto bravo è ; la

pizza ho mangiato.

ITALIANO NEO-STANDARD

FONOLOGIA

Neutralizzazione dell’opposizione fonematica delle vocali aperte e chiuse [ e ~ ɛ ] e [ o ~ ɔ ] > [ e = ɛ ] e [ o = ɔ ]: [ˈpeska ] ‘attività del pescare’ = [ˈpɛska ] ‘frutto’; [ ˈbot:e ] ‘recipiente’ = [ ˈbɔt:e ] ‘percosse’. → tendenza ad un sistema

pentavocalico

Allargamento delle strutture fonologiche accettabili : terminazioni consonantiche diverse da quelle ammissibili dallo standard [ m ], [ n ], [ l ], [ r ]:

sport [ ˈspɔr t ]; jeans [ ˈʤin s ]; stop [ ˈstɔ p ]

→ tendenza all’assorbimento di forestierismi

Abbandono di meccanismi eufonici , legati prevalentemente al bello stile e

patine arcaizzanti, soprattutto nello scritto: [ i ] prostetica → i scritto > scritto;

preposizione articolate fuse → pel > per il; col > con il; riduzione delle

congiunzioni eufoniche → Marco ed Anna > Marco e Anna (ma Marco ed

Emanuela)

Tendenza ad evitare elisione e apocope , presente in forme arcaiche e

poetiche: l’età ch’ avanza > l’età che avanza; far [Ø] buon viso a cattivo gioco >

far e buon viso a cattivo gioco

Realizzazione variabile del raddoppiamento fonosintattico , che viene utilizzato più per ragioni enfatiche che non per condizioni fonotattiche: [ ˈva ˈ b ɛne ] > [ ˈva ˈ bb ɛne ]

MORFOSINTASSI

Pronomi personali soggetto:

egli / esso → lui

ella / essa → lei

essi / esse → loro

standard neostandard

Si registra inoltre la frequente estensione del pronome oggetto te al

pronome soggetto tu:

pensa tu! → pensa te!

hai ragione tu! → hai ragione te!

stupido, ci sarai tu! → stupido, ci sarai te!

Pronomi clitici:

a lui → gli------- Ho visto Marco. Gli ho detto che…

a lei → le ------- GLI Ho visto Maria. Gli ho detto che… ( le ho detto che…)

a loro → loro ---- Ho visto Marco e Maria. Gli ho detto che… ( ho detto

loro che)

l’ estensione del pronome clitico ci:

aver ci  c’ ho degli impegni

tener ci  Ci tengo molto a te!

Tendenza di alcuni verbi a trascinare con sé un clitico desemanticizzato con valore rafforzativo

Dativo etico : Oggi mi sono riletto la Costituzione

‘ Ne’ ridondante : Di questo ne parleremo in un altro momento

Pronomi dimostrativi:

Prevalenza ed estensione di ( questo) / quello al posto di ciò (con funzione

neutra): quello ( = ciò) che dici non mi interessa; questo ( = ciò) non mi piace

affatto

Riduzione del paradigma questo / codesto / quello ai soli questo e quello;

(questo → sto): sto problema non lo capisco

Estensione della forma cosa come pronome interrogativo al posto di che cosa

/ che: cosa dici?

Sostituzione di il quale con che, e nelle forme oblique da cui: l’uomo di cui ( =

del quale) parli è mio padre

Riduzione della gamma di congiunzioni subordinanti → tendenza alla semplificazione:

LINGUE MINORITARIE STORICHE

Arbëreshë /Albanese Dopo la conquista di Costantinopoli del 1453, i Turchi si spinsero nelle terre già sottomesse dall’Impero romano prima e dalla Repubblica veneziana, poi cercare rifugio in Italia tra la metà del xv e la metà del xviii secolo. Queste comunità minoritarie si stanziarono lungo la penisola nella partemeridionale e centrale. Attualmente sono presenti in 7 Regioni: Abruzzo, Molise, Campania, Calabria, Basilicata, Puglia e Sicilia. Catalani Ad Alghero, fondata nel xii secolo, sono presenti gli eredi degli immigrati catalani insediatisi lì dopo che Pietro iv d’Aragona, sconfitta la flotta genovese, mise in fuga gli abitanti autoctoni, favorendo una massiccia migrazione di persone provenienti dalla Catalogna. Croati Come per gli albanesi, si è trattato di migrazioni del xvi secolo, originate dall’invasione dei Turchi. Oggi circa tremila persone vivono nei comuni di Acquaviva Collecroce, Montemitro e San Felice del Molise e parlano ancora

l’antica lingua madre. In virtù del trattato fra Italia e Croazia, reso esecutivo il 1998, è riconosciuta loro una tutela internazionale. Greci In Calabria ed in Puglia esistono delle comunità greche (in quest’ultima Regione

viene identificata come grika), sull’origine delle quali esistono studi non concordi:

da un lato c’è chi ritiene gli insediamenti di epoca classica, risalenti al periodo della Magna Grecia; altri sostengono che il carattere greco di queste zone non sia la continuità diretta dell’antichità ma risalga al successivo periodo bizantino.

Fiorente, la comunità grika di Puglia ha istituito una Unione dei Comuni per

coordinare sinergicamente le attività. Francesi, Franco-provenzali e Occitani Nella Valle d’Aosta e in diverse vallate piemontesi in provincia di Torino, tutte contigue al territorio svizzero e savoiardo (Francia), vivono i franco-provenzali che parlano il patois. Si tratta di una minoranza autoctona la cui parlata si è andata consolidando dal vi secolo. Due comuni pugliesi in provincia di Foggia, Faeto e Celle San Vito, la cui popolazione discende da una immigrazione databile

al xiii o xiv secolo, parlano ancora oggi il Patois. Gli occitani sono presenti in

numerose valli del Piemonte, tra Torino e Cuneo, nella provincia di Imperia ed in quella di Cosenza. Friulani

Il Friuli, abitato anticamente dai Carni, popolazione del gruppo celtico, nel corso

dei secoli ha saputo conservare la sua identità ladina e, quindi, identità etnica e

lingua, malgrado le invasioni dei popoli germanici e slavi. Ha mantenuto durante i secoli un’originalità tutta sua che la rende molto diversa dall’italiano e dagli altri idiomi parlati nei territori limitrofi. Germanofoni: cariziani, cimbri, mocheni, tedeschi, walser Ladini

Il termine ladino fa il suo ingresso nel mondo della ricerca con il linguista

Graziadio Isaia Ascoli (1829-1907), che fu il primo a studiare in modo sistematico le lingue parlate nelle Alpi ed a riconoscerne legami ed affinità. I ladini sono una minoranza linguistica che vive a cavallo delle frontiere regionali, nazionali ed internazionali che attraversano le Alpi. Sardi Una storia a sé ha la Sardegna che parla una lingua di origine neolatina. L’isolamento non solo geografico ed il sentimento di individualità e di autonomia hanno suscitato un vivace movimento di opinione teso a riconoscere alle parlate sarde lo status di lingua di minoranza da tutelare. Nell’aprile del 2006 la Giunta

regionale, guidata da Renato Soru, ha emesso « la Limba Sarda Comuna» (la

lingua sarda comune), che è stato il primo tentativo ufficiale di creare una lingua ufficiale da utilizzare nell’amministrazione pubblica. Sloveni Lo sloveno in Italia è parlato in 36 comuni del Friuli-Venezia Giulia, a Gorizia, e in varie località in provincia di Trieste. Con la legge n. 38/01, che reca norme a tutela degli sloveni del Friuli-Venezia Giulia, è raggiunta una parità di tutela di tutti gli sloveni pur viventi in diverse province.