Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Appunti codice deontologico, Prove d'esame di Metodi E Tecniche Del Servizio Sociale

Appunti codice deontologico per esame

Tipologia: Prove d'esame

2018/2019

Caricato il 08/01/2024

marta-taruffi-1
marta-taruffi-1 🇮🇹

2 documenti

1 / 6

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
CODICE DEONTOLOGICO
• Linguaggio —> ci permette di comprendere il mondo circostante
PRIMA PARTE DEL PREAMBOLO
“Concetto di fiducia” —> nella prima pagina c’è scritto “la relazione con la persona” qui ci da diverse
indicazioni: innanzitutto dice che quando siamo in presenza di:
• “Asimmetria formativa” che nasce in una relazione di aiuto, che hanno a che fare con il ruolo
dell’assistente sociale e che possono credere delle asimmetrie di potere e di tipo formativo; bisogna
costruire con la persona un clima di fiducia, trasparenza, cospirazione e io da a.s. con il potere che ho devo
stare attenta gestire la situazione in modo fa informare la persona su tutto quello che riguarda il suo
percorso, la sua situazione, le azioni che decido di intraprendere come assistente sociale. Questa
asimmetria dipende da vari fattori es: se ho una persona davanti a me straniera che non conosce i diritti e i
doveri dell’assistente sociale, quale sia la situazione del quale si è trovato. Non devo gestire il potere che
detengo in modo poliziesco ma mi devo rapportare con la persona creando un rapporto di fiducia,
valorizzando tutte risorse presenti. Devo considerare la persona detentrice di risorse, che magari devono
essere individuate, oppure devono essere ricostruire e quindi il compito dell’assistente sociale sarebbe di
individuare queste riposte dare la possibilità di esprimersi liberamente.
“Tutte le risorse presenti” è una reazione di aiuto nel quale non ci si rapporta al singolo, una persona che si
situa in un contesto relazionale ampio, nel quale ci saranno legami più forti, più deboli; devo capire quali
nodi della rete possono aiutare la persona ad aiutarsi = non è una relazione a 2 (è come quando la psicologa
suggerisce una terapia familiare). Significa inserirsi in un contesto relazionale ampio per aiutare la persona
ad aiutarsi, partendo dal presupposto che non si ha davanti una vittima passiva prima totalmente di risorse,
ma bisogna vedere la persona come una persona che riesce a trovare in sé la forza di aiutarsi.
PARTE FINALE DELLA PRIMA COLONNA DELLA PRIMA PAGINA
“Il professionista si impegna con le persone affinché esse possano raggiungere il miglior livello di benessere
possibile, tenuto conto dell’evoluzione del concetto di qualità della vita”. Il concetto di vita adeguata si
modifica nello spazio e nel tempo (quello che noi consideravamo vita degna negli anni ’50, al giorno d’oggi
non la pensiamo più) Auto-riflessione: fondamentale che l’a.s sia in grado di riflettere sulla propria persona,
sulla nostra storia che possa interferire anche negativamente nella relazione di aiuto (perché tutti noi
abbiamo dei nodi di fragilità che possono compromettere l’approccio con la persona). Non dobbiamo
rimuovere le nostre fragilità ma dobbiamo farci i conti, combatterle. Un buono lavoro può essere condotto
anche lavorando su noi stessi, conoscendo le nostre fragilità (i nostri nodi), con le storie con le quali
facciamo più difficoltà ad approcciarci, in modo che non interferiscano in modo negativo con l’aiuto.
Autonomia di giudizio vuol dire che non dobbiamo farci condizionare in nessun modo.
PARTE FINALE DELL’ULTIMA COLONNA DELLA SECONDA PAGINA DEL PREAMBOLO
“Il codice considera e accoglie i dilemmi connessi all’evoluzione sociale, economica e giuridica sia locale sia
globale” in termine di organizzazione a livello sociale, significa che dev’essere un servizio sociale che deve
essere pronto ad ogni evenienza, in quanto la società è in continuo mutamento. Non bisogna affezionarsi a
delle pratiche d’intervento perché possono diventare obsolete con il mutamento della società; bisogna
avere l’elasticità di mettere in discussione tutto, di guardare sempre la società con la cosiddetta “visione
orizzontale”. La tradizione non è compatibile con l’esercizio della professione dell’assistenza sociale, per
questo motivo la struttura del servizio sociale è a rete e non è monolitica, perché se fosse monolitica non
riuscirebbe ad affrontare il nuovo cambiamento della società
pf3
pf4
pf5

Anteprima parziale del testo

Scarica Appunti codice deontologico e più Prove d'esame in PDF di Metodi E Tecniche Del Servizio Sociale solo su Docsity!

CODICE DEONTOLOGICO

  • Linguaggio —> ci permette di comprendere il mondo circostante PRIMA PARTE DEL PREAMBOLO “Concetto di fiducia” —> nella prima pagina c’è scritto “la relazione con la persona” qui ci da diverse indicazioni: innanzitutto dice che quando siamo in presenza di:
  • “Asimmetria formativa” che nasce in una relazione di aiuto, che hanno a che fare con il ruolo dell’assistente sociale e che possono credere delle asimmetrie di potere e di tipo formativo; bisogna costruire con la persona un clima di fiducia, trasparenza, cospirazione e io da a.s. con il potere che ho devo stare attenta gestire la situazione in modo fa informare la persona su tutto quello che riguarda il suo percorso, la sua situazione, le azioni che decido di intraprendere come assistente sociale. Questa asimmetria dipende da vari fattori es: se ho una persona davanti a me straniera che non conosce i diritti e i doveri dell’assistente sociale, quale sia la situazione del quale si è trovato. Non devo gestire il potere che detengo in modo poliziesco ma mi devo rapportare con la persona creando un rapporto di fiducia, valorizzando tutte risorse presenti. Devo considerare la persona detentrice di risorse, che magari devono essere individuate, oppure devono essere ricostruire e quindi il compito dell’assistente sociale sarebbe di individuare queste riposte dare la possibilità di esprimersi liberamente. “Tutte le risorse presenti” è una reazione di aiuto nel quale non ci si rapporta al singolo, una persona che si situa in un contesto relazionale ampio, nel quale ci saranno legami più forti, più deboli; devo capire quali nodi della rete possono aiutare la persona ad aiutarsi = non è una relazione a 2 (è come quando la psicologa suggerisce una terapia familiare). Significa inserirsi in un contesto relazionale ampio per aiutare la persona ad aiutarsi, partendo dal presupposto che non si ha davanti una vittima passiva prima totalmente di risorse, ma bisogna vedere la persona come una persona che riesce a trovare in sé la forza di aiutarsi. PARTE FINALE DELLA PRIMA COLONNA DELLA PRIMA PAGINA “Il professionista si impegna con le persone affinché esse possano raggiungere il miglior livello di benessere possibile, tenuto conto dell’evoluzione del concetto di qualità della vita”. Il concetto di vita adeguata si modifica nello spazio e nel tempo (quello che noi consideravamo vita degna negli anni ’50, al giorno d’oggi non la pensiamo più) Auto-riflessione: fondamentale che l’a.s sia in grado di riflettere sulla propria persona, sulla nostra storia che possa interferire anche negativamente nella relazione di aiuto (perché tutti noi abbiamo dei nodi di fragilità che possono compromettere l’approccio con la persona). Non dobbiamo rimuovere le nostre fragilità ma dobbiamo farci i conti, combatterle. Un buono lavoro può essere condotto anche lavorando su noi stessi, conoscendo le nostre fragilità (i nostri nodi), con le storie con le quali facciamo più difficoltà ad approcciarci, in modo che non interferiscano in modo negativo con l’aiuto. Autonomia di giudizio vuol dire che non dobbiamo farci condizionare in nessun modo. PARTE FINALE DELL’ULTIMA COLONNA DELLA SECONDA PAGINA DEL PREAMBOLO “Il codice considera e accoglie i dilemmi connessi all’evoluzione sociale, economica e giuridica sia locale sia globale” in termine di organizzazione a livello sociale, significa che dev’essere un servizio sociale che deve essere pronto ad ogni evenienza, in quanto la società è in continuo mutamento. Non bisogna affezionarsi a delle pratiche d’intervento perché possono diventare obsolete con il mutamento della società; bisogna avere l’elasticità di mettere in discussione tutto, di guardare sempre la società con la cosiddetta “visione orizzontale”. La tradizione non è compatibile con l’esercizio della professione dell’assistenza sociale, per questo motivo la struttura del servizio sociale è a rete e non è monolitica, perché se fosse monolitica non riuscirebbe ad affrontare il nuovo cambiamento della società

PAGINA SUCCESSIVA AL PREAMBOLO 4 vista la definizione di salute elaborata dall’organizzazione Mondiale della salute “la salute è definita come “uno stato totale bei benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente l’assenza di malattia o infermità”. Per salute intendiamo che anche gli assistenti sociali si occupano in qualche modo della salute dei cittadini, inteso come benessere complessivo che è anche un benessere sociale. Se io non favorisco questo benessere, di fatto metto in forse la salute dei cittadini. La professione dell’assistente sociale è eticamente fondata il che significa condividere i propri valori anche con altre persone. NEL TITOLO II L’articolo 5 dice che ci dev’essere una sorta di auto-selezione; se io posso agire in modo eticamente corretto, posso entrare nel mondo del servizio sociale solo se condivido i principali fondamenti della Costituzione della Repubblica Italiana. NEL TITOLO III L’articolo 21 quali sono le ricadute pratiche? Devo avere un comportamento coerente, non solo nel mio agire come professionista ma anche nella mia vita privata (che è diventata ormai pubblica sui social). Non si chiede all’assistente sociale la perfezione ma la coerenza e l’adesione sincera a certi valori. NEL TITOLO I L’articolo 3 questo articolo è nuovo e che ci dice che l’intervento (non in presenza), non è un intervento meno vincolante in termine di necessità di rispettare le regole del codice. L’assistente sociale deve essere fedele ai valori così come alle regole del codice qualunque sia la modalità d’intervento (se a distanza o meno). NEL TITOLO II L’articolo 6 richiama tutto una serie di concetti fondamentali visti durante il corso: È come se in un unico articolo si riassumono dei temi e dei concetti trattati precedentemente per es: il tema della sussidiarietà che è un concetto che ispirerà anche la legge 328/2000. Tema della prevenzione e della salute —> la salute intesa come “bene complessivo della comunità”. Si iniziò a parlare di prevenzione dalla Germania di Bismark (la previdenza era una forma di assicurazione rispetto ai rischi), ma c’è anche una prevenzione legata alla salute rispetto all’abuso di sostanze, alla caduta in povertà (intese come “attività” per prevenire i danni, avvenuta con la legge 833/ del ’78). L’articolo 7 che cosa si intende per ruolo politico? significa che le scelte dell’assistente sociale fanno riferimento a dei principi valorizzi ben definiti. Essere politicamente impegnato significa avere un approccio politico nel senso che ogni mia scelta è orientata da alcuni valori e sono consapevole del fatto che in base alle strategie scelte ci saranno differenti cadute. “Questo ruolo esercita agendo con o per conto della persona e delle comunità” è un agire politico che può essere esercitato con o per conto della persona della comunità e quindi è un agire politico = indirizzato al bene della collettività. L’articolo 9 nel precedente codice, in questo elenco non erano citati: - né l’orientamento - né l’identità sessuale QUESTO ARTICOLO ISPIRÓ —> il libro di Madonia: “Orientamento sessuale e identità di genere”. Differenza tra orientamento e identità sessuale (genere): Orientamento sessuale ha a che fare con le persone di cui sono attratto, Identità di genere come mi percepisco a prescindere dalle caratteristiche del mio corpo, Genere è quello che mi viene dato alla nascita (maschio o femmina). Si possono ferire le persone se non si conoscono e quindi bisogna pesare anche le parole. Quale che sia il nostro orientamento rispetto alle famiglie arcobaleno, la gravidanza assistita in quanto operativi del sociale, non dobbiamo imporre il nostro sistema di valori, non dobbiamo imporre il nostro atteggiamento “giudicante”

L’articolo 27 l’assistete sociale deve puntare alla formazione di promuovere condizioni per raggiungere il miglior grado di autodeterminazione possibile; se poi non ci sono le condizioni a quel punto si segnala la situazione all’autorità giudiziaria (=considerata come ultima spiaggia). L’articolo 28 questo articolo è molto importante perché sottolinea la dimensione del “consenso”, che non possiamo dare per scontato che non sia presente anche nelle situazioni di grave violenza e sfruttamento. Es: la donna che subisce violenza nel contesto familiare non è una persona che appare non consenziente (almeno che non trova il coraggio di denunciare la cosa), ma altrimenti è abbastanza normale che anche in situazioni di violenza, trascuratezza la capacità di autodeterminazione e di consenso possono coesistere. Es: il caso di sfruttamento della tratta di lavoro è una persona che non necessariamente si considera vittima perché nella maggior parte dei due casi ha scelto in condizione di vincolo di affidarsi a delle reti criminali per realizzare un progetto migratorio di più ampio respiro: quindi anche nei processi migratori lo sfruttamento e il consenso coesistono perché è l’unico modo per immigrare. La violenza rende insicure e quindi poi non si ha più la forza di rialzarsi. TITOLO IV L’articolo 29 sottolinea la situazione fiduciaria di una relazione; non sempre sarà facile costruire una relazione fiduciaria, se non per colpa nostra, rispetto magari al problema, alla persona, al contesto relazionare più ampio o magari perché è la persona a non fidarsi di noi. Questo articolo dice anche quali sono i doveri dell’assistente sociale: costruire una relazione di fiducia significa costruire questa fiducia agendo sempre in modo trasparente (=la persona deve essere informata rispetto al progetto, ai diritti reciproci, alle conseguenze) al punto che: L’articolo 31 si adopera per risolvere ogni errore che possa danneggiare l’assistito e deve essere riferito alla persona= operare in modo trasparente. L’articolo 29 “tenendo in opportuna considerazione le caratteristiche culturali e le capacità di comprensione e di discernimento dell’interlocutore”; non riguarda solo le persone straniere ma anche l’età, l’esperienza che magari può essere compromessa da una situazione di disagio, abuso = in qualche modo devo metterli al livello della persona e scegliere dei codici comunicativi adatti a quella persona. Persone proveniente da altri paesi: a seconda del paese di provenienza vi possono essere anche delle incomprensioni legati ai codici, alla loro cultura e non solo problemi legati alla lingua. Bisogna trovare un modo di “mediazione” per far collaborare sia la nostra cultura sia quella straniera Es: ragazza che lavorava dal parrucchiere, venne sgridata dal capo e lei in segno di rispetto ha voltato le spalle, mentre la capa italiana ha concepito questo gesto come un atto di maleducazione. L’articolo 38 “Generale obbligo di segretezza e la riservatezza e il segreto professione” permangono anche quando: l’assistente sociale è stato sospeso o radiato dall’albo O quando la persona assistita è deceduta Quando il segreto professionale e la riservatezza possono essere violati? L’articolo 33 L’assistente sociale deve sempre rispettare l’obbligo della riservatezza sociale almeno che non si presentano alcune situazioni illustrate dall’articolo 33.

  1. Rischio di grave danno alla persona o a terzi, in particolare di minorenni, incapaci o persone impedite a causa delle condizioni fisiche, psichiche o ambientali.
  2. Richiesta scritta e motivata dei legali rappresentanti del minorenne o dell’incapace, nell’esclusivo interesse degli stessi.
  3. Formale espressione di volontà dell’interessato o del suo legale rappresentante, informato delle conseguenze della rivelazione.
  4. Rischio grave per l’incolumità dell’assistente sociale.
  1. Esercizio del proprio diritto di difesa nei procedimenti giudiziari, disciplinari o sanzionatori comunque denominati. Il consenso della persona deve essere sempre richiesto anche nella trasmissione di informazioni che lo riguardano, anche nel caso in cui sia prevista la presenza di una persona tirocinante. L’assistente sociale non è obbligato a render testimonianza a un processo su quanto gli è stato affidato almeno che non sia previsto dalla legge. Dovere della riservatezza e segreto professionale è importante da mantenere con la stampa, i social network. TITOLO V L’articolo 42 : nell’ambito in cui interviene, il professionista contribuisce: al supporto di persone e comunità e al ripristino delle condizioni di normalità. es: in caso di un terremoto deve contribuire in quanto è un dovere eticamente fondato. TITOLO VI: responsabilità verso i colleghi e altri professionisti L’articolo 43 : l’assistente sociale richiede il rispetto delle norme del codice; se l’assistente sociale viene a sapere di una violazione del codice da parte di un collega deve verificare, cercando di capire se sia stata una violazione grave o sia nata da voci che riportano ad una realtà non corrispondente o magari sia nata da un equivoco. Parlare con il collega, parlare con il proprio datore di lavoro. Se tutti questi passaggi risultano inefficaci si può arrivare alla denuncia presso l’ordine. N.B. —> viene trattato anche nell’articolo 47 L’articolo 44 : “il professionista non registra né divulga conversazioni con i colleghi senza il loro consenso” questo articolo è più importante oggi rispetto al passato in quanto è facile inoltrare in modo semplice un messaggio, un email. TITOLO VII —> Responsabilità nell’esercizio delle professioni L’articolo 51 : è sia un diritto sia un dovere; è meglio avere poche persone da assistere anziché tante, in quanto troviamo il rischio che sia compromesso il corretto svolgimento della professione in relazione anche alla tutela e alla salvaguardia dei diritti della persona. L’articolo 53 : “l’interesse prevalente della persona” TITOLO VII L’articolo 59 : anche l’assistente sociale ha il dovere di rendersi riconoscibile in quanto professionista che fa parte xi uno studio professionale o di un ente specifico. L’articolo 62 il professionista rifiuta l’incarico e non presta la propria attività quando ritenere che possa concorrere a operazioni illecite o illegittime. L’articolo 66 “è ammessa con ogni mezzo la pubblicità informativa”; non tutti gli ordini concedono di pubblicizzare la propria attività. Invece in questo caso è possibile, se avviene in modo veritiero e corretto e non sia denigratoria rispetto ad altri. L’articolo 67 non posso neanche violare la riservatezza nel momento in cui l’attività cessa. TITOLO VIII L’articolo 70 devo conoscere e vivere nel contesto di riferimento. L’articolo 71 nel caso in cui mi dovessi trasferire devo avvertire e trasferire la mia iscrizione. L’articolo 72 Questa è una professione eticamente fondata che ha la sua area di riferimento nella società e quindi devo mantenere sempre un decoro che sia in linea con i valori fondanti, con la professione e che in qualche modo perseguano la tutela dell’immagine dell’intero ordine. es: non è che nel mio tempo libero