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Appunti completi di controllo manageriale relativi all'anno accademico 2023, voto 30L
Tipologia: Appunti
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Lezione 1 18/09/
L’azienda era un trasformatore fisico, ma soprattutto di valore, infatti dall’input fisico tramite il processo produttivo, da un p.d.v economico, cercava di ottenere output che valessero di più degli input (o fattori produttivi). I fattori potevano essere fisici, umani, immateriali (es. capacità, competenze). Se quindi l’azienda era in grado di avere un buon prodotto ed essere in grado di utilizzare correttamente gli input, il prodotto sarebbe stato venduto sicuramente. Bastava solo una buona idea e una buona capacità di produrre, non c’era il problema del “ riuscirò a vendere? ” poiché c’era un andamento crescente delle vendite dettato dal boom economico. I sistemi di controllo e gestione potevano essere qualità e ottimizzazione del processo produttivo, perché tutta la competitività si giocava sul prodotto (efficienza). Col passare del tempo tutto questo è sparito, a causa di una serie di fattori quali:
Il controllo di gestione non si lega alla dimensione aziendale, ma alla complessità aziendale che è presente anche nelle piccole imprese (es. hanno molti competitors, sono innovative, si muovono su mercati vari con contesti geografici molto diversi…). La profondità e l’articolazione del controllo di gestione dipendono dalla complessità interna ed esterna. È coerente dire che un’azienda grande è altrettanto complessa, ma non è vero dire che un’azienda piccola sia semplice. Controllare, dunque, significa guidare le decisioni verso obiettivi definiti (bussola). Ciò significa definire degli obiettivi e dare ai manager gli strumenti e le informazioni necessarie affinché essi possano guidare le imprese verso gli obiettivi.
Fondamentalmente nel controllo ci sono due facce:
Le aziende sentono il bisogno maggiore di sistemi di controllo nel momento del passaggio generazionale. Da dove si parte a progettare un sistema di controllo che funga da supporto? Un primo strumento di controllo di gestione è la contabilità generale, il bilancio (=gli unici sati validi di natura contabile). Esso serve per cercare di capire quali potrebbero essere le aree aziendali che meritano particolare attenzione, ma il bilancio non è sufficiente in quanto risente di alcune ipotesi soggettive (es. stime e congetture) inoltre guarda l’azienda nel suo insieme, cioè, riesce a capire più meno quale è il problema ma non dove si trova nello specifico. Ciò che risponde a questa domanda è la considerazione dei processi aziendali. Esempio: il controllo qualità, bisogna chiedersi se il prodotto sia conforme o no alle richieste del cliente ed eventualmente se no, deve essere risistemato Esempio: se devo andare da Bergamo a Roma, anziché controllare dopo 7 ore se la strada è giusta e rischiare di trovarmi da tutt’altra parte avendo sprecato tempo, tengo controllato man mano per stare sulla rotta corretta ed eventualmente tornare sulla strada giusta se sbaglio Esempio: per verificare di aver studiato correttamente, guardo se ho superato l’esame. L’esito è il controllo dello studio. In azienda una classica verifica di questo tipo è il budgeting
L’azienda poi non è sola, ha sempre qualcosa a monte e qualcosa a valle es. fornitori e clienti, con cui deve interagire e mantenere relazioni affidabili e durature nel tempo. In conclusione più l’ambiente è instabile, più ho la necessità di avere elementi da controllare. I BISOGNI DI “ADATTAMENTO” E DI “INTEGRAZIONE” AL CRESCERE DELLA COMPLESSITA’ AZIENDALE Se si unisce la complessità interna e la complessità di mercato mi ritrovo ad un bivio tra impresa semplice e impresa complessa: Nella parte sinistra abbiamo più una fase di controllo del management, di visione, il monitoraggio è blando. Nella parte di destra il management si trova dinanzi a prese di decisione, non è solo un “controllo”. Tutti prendiamo decisioni ma queste possono essere più o meno strutturate. es: Consideriamo un gelataio che produce un solo gusto di gelato. All’imprenditore cosa interesserà sapere a fine giornata? Quanto ha venduto, quanto ha incassato
ricavo coincide con la cassa Le esistenze conoscitive servono, non per fare il bilancio, ma per prendere delle decisioni. Se vende poco se ne deve rendere conto e deve ricercare le cause (es. se ha piovuto oppure se per altri motivi le persone non sono attratte dal mio gelato) Se invece volesse vendere altri gelati, dovrebbe incrementare le materie prime ed i macchinari. La sera dopo cosa gli interessa sapere? Cosa ha venduto, quali gelati ha venduto e quali no. Questo per lui comporta altre decisioni, esempio se vendere panna o cioccolato… Più aumenta la complessità, più aumenta il fabbisogno informativo. Si chiederà anche quale rende di più, ma deve considerare anche quale avrà la marginalità più alta (ovvero maggior differenza tra ricavi e costi). Inizierà ad avere una contabilità che sarà più ampia di quella generale. Noi parleremo dunque di contabilità analitica in quanto è lo strumento che gli serve per analizzare tali elementi. Adesso consideriamo che svolga la sua attività su due spiagge, facendosi aiutare dal cugino. Cosa dobbiamo sapere adesso? Quale delle due spiagge vende di più. Abbiamo ampliato in modo importante le necessità conoscitive. Se decide ora di vendere oltre i gelati anche le crepes, a questo punto ha due linee produttive. Ora cosa ci interessa sapere? Quanto vendo rispettivamente nei due mercati, nelle due linee produttive, le tipologie di prodotti richiesti… I bisogni conoscitivi cambiano. Quando sono all’inizio ed ho un prodotto, un mercato, i miei bisogni sono solamente di supervisione (non andare in rosso finanziariamente e non avere costi superiori ai ricavi).
Man mano che aumento la complessità, diviene più importante fare delle scelte che quindi implicano da un lato fare delle scelte di per sé e dall’altro avere un certo coordinamento. Da tutto questo ragionamento ci risulta: B) VARIABILI CHIAVE DA CONTROLLARE Le variabili chiave si dovrebbero legare ai fattori critici di successo. Un sistema di controllo di gestione si basa su variabili chiave che sono legate ai fattori di successo dell’azienda. Nel caso del gelataio significa dare un gelato buono, un buon posizionamento in spiaggia… Uno dei grandi problemi della presentazione dei sistemi di controllo: per fare il punto A) innanzitutto devo capire l’azienda, il mercato ed il contesto; fatta questa parte comincio a dire cosa serve monitorare? Devo selezionare le variabili rilevanti che mi aiutano a gestire l’azienda. Quindi ogni azienda ha dei fattori di successo che se funzionano bene, mi permettono di raggiungere gli obiettivi. Per le aziende le variabili sono maggiori e più complesse. Ogni azienda ha dei fattori che se trascurati danno la morte dell’azienda; alcuni sono legati al settore altri sono strettamente legati all’impresa. es. avere l’homebanking comporta degli investimenti molto grossi, all’inizio non tutte le banche lo avevano ma col tempo è diventato un fattore di successo di settore: per stare in quel settore lì è necessario fornire al cliente l’homebanking Fattori invece dell’azienda vengono definiti come distintivi perché determinano una maggior bravura rispetto alle altre imprese. Analizzando l’azienda riesco ad avere una fotografia dei bisogni conoscitivi dell’impresa. Il cosa può essere fatto in diversi modi, con diverse caratteristiche. Non vi sono degli automatismi nel controllo di gestione non è obbligatorio.
BASSA COMPLESSITÀ AMBIENTALE E BASSA COMPLESSITÀ INTERNA: quello che mi serve me lo dà la contabilità generale. SE MAN MANO AUMENTA LA COMPLESSITÀ INTERNA, aumentano i mercati ed allora inizio a ragionare in contabilità analitica o industriale. SE MAN MANO AUMENTA LA COMPLESSITA’ AMBIENTALE, allora comincio ad avere informazioni più complesse anche sull’esterno, dunque, devo fare tecniche di analisi finanziaria, simulazioni economiche finanziarie… ALTA COMPLESSITÀ AMBIENTALE ED ALTA COMPLESSITÀ INTERNA: budget tramite programmazione, poi pianificazione di medio-lungo termine Una volta capito cosa mi serve, comprendo gli strumenti da usare. Lezione 3 21/09/
Per progettare un sistema di controllo non è mai possibile prescindere dall’organigramma dell’azienda. Ogni azienda, infatti, ha un proprio sistema di controllo, adatto alle sue specifiche. es: se un’azienda ha una struttura gerarchica particolarmente forte e noi gli proponiamo un sistema di controllo basato sulla delega, stiamo sbagliando. Perché il sistema di controllo sarebbe completamente scollato rispetto alla struttura dell’azienda e questo porterebbe ad un insuccesso. Dunque, è importante ricordare che i sistemi di controllo devono essere sempre in sintonia con i sistemi organizzativi/produttivi dell’azienda. Inoltre, ad oggi, il controllo di gestione è un processo aziendale , al pari degli altri, ma in passato non era così. Veniva infatti percepito come un obbligo, in quanto influenza e spinge le persone a lavorare in un determinato modo, sulla base della definizione di un obbiettivo. Il sistema di controllo di gestione ha una struttura specifica:
Ciascuno di questi aspetti può far riferimento a tre soggetti differenti e avere processi informativi diversi. Il controllo di gestione segue un ciclo circolare ben preciso: Nella logica di controllo, quindi, c’è un tema di PIANIFICAZIONE STRATEGICA, che si declina nella fase di PROGRAMMAZIONE, ossia di assegnazione e definizione dei budget e degli obbiettivi, che si svolge mediante delle AZIONI, le quali vengono poi misurate attraverso la contabilità analitica. Confrontando gli obbiettivi di budget con i risultati consuntivi rilevanti, ci rendiamo conto se siamo nella giusta direzione. Questa fase di CONTROLLO vera e proprio può poi portare a delle azioni correttive. Sia che soddisfi siamo gli obbiettivi, sia che non lo facciamo c’è sempre un feedback informativo per la pianificazione.
Le principali differenze tra controllo direzionale e operativo sono che: Caratteristiche Controllo direzionale Controllo operativo AMPIEZZA DELLE ATTIVITÀ Riguarda l’intera organizzazione, quindi è un’operazione complessiva Riguarda i singoli compiti o elementi INTERVENTO DEL GIUDIZIO Relativamente ampio, in quanto riguarda delle decisioni soggettive. Infatti, per quanto formale possa essere, ci sono tantissimi momenti in cui bisogna rispondere a domande specifiche ed estemporanee che provengono dai vari recettori C’è molto spesso un automatismo nelle forme di controllo. Il giudizio è quindi relativamente ristretto e si basa su delle regole NATURA DELLA STRUTTURA Psicologia Razionale NATURA DELL’INFORMAZIONE L’informazione è integrata, soprattutto con dati finanziari, e riguarda informazioni future e storiche. In questo caso vengono accettate anche le approssimazioni L’informazione è precisa, spesso in tempio reale e legata all’operazione. Spesso non sono informazioni finanziarie PERSONE PRINCIPALMENTE INTERESSATE Dirigenti Capi (o nessuno) ATTIVITÀ MENTALE Amministrativa, persuasiva Segue degli indirizzi (o nessuna) DISCIPLINA DI BASE Psicologia sociale Economie, scienze fisiche ORIZZONTE TEMPORALE Tende ad essere lungo. Riguarda infatti settimane, mesi, anni Tende ad essere breve. Riguarda infatti giorno dopo giorno TIPI DI COSTI Direzionali Industriali Messi a confronto:
Sappiamo che all’aumentare della complessità interna o esterna, si evolvono anche i bisogni informativi aziendali. Dinanzi alle varie complessità l’azienda pone l’attenzione su diverse priorità, sulla base del proprio bisogno primario , che possono essere sintetizzate con la seguente matrice: A) IN PRESENZA DI BASSA COMPLESSITÀ ORGANIZZATIVA E BASSA COMPLESSITÀ STRATEGICA, ossia l’esempio del gelataio che vende un solo gusto in un’unica spiaggia, l’esigenza di controllo è solo quella di verificare, accertare, supervisionare, perciò la contabilità generale è sufficiente; B) IN PRESENZA DI ALTA COMPLESSITÀ ORGANIZZATIVA E BASSA COMPLESSITÀ STRATEGICA, ossia l’esempio del gelataio che vende più gusti in un’unica spiaggia, l’esigenza è quella di integrare le informazioni, per poter prendere poi delle decisioni. Nel nostro esempio, sostanzialmente ho bisogno di sapere quali gusti hanno venduto di più, per prendere decisioni e privilegiare un gusto piuttosto che un altro; C) IN PRESENZA DI BASSA COMPLESSITÀ ORGANIZZATIVA E ALTA COMPLESSITÀ STRATEGICA, ossia l’esempio del gelataio che vende un unico gusto in due spiagge, l’esigenza di controllo è quella di interpretare le informazioni che provengono dal mercato. Nel nostro esempio, il gelataio deve capire quale spiaggia rende di più; D) IN PRESENZA DI ALTA COMPLESSITÀ ORGANIZZATIVA E ALTA COMPLESSITÀ STRATEGICA, ossia l’esempio del gelataio che vende più prodotti (gelati e crêpes) in due spiagge, l’esigenza di controllo è quella di orientare l’azienda verso determinate aree di business e di mercati. Cioè, deve comprendere al massimo il proprio ambiente intero e quello esterno. Ad oggi la maggior parte delle imprese si trovano in questa situazione di elevata complessità e chiaramente la sola contabilità generale non è sufficiente, bensì servono altri strumenti di controllo. LE COMPONENTI CHIAVE DEL SISTEMA DI CONTROLLO Dopo aver individuato il bisogno primario, l’azienda quindi andrà a costruire il proprio sistema di controllo , che è composto da:
Il controllo di gestione utilizza vari strumenti , quali:
Le funzioni fondamentali della co.an. sono:
La contabilità analitica può svolgere una funzione previsionale e lavorare ex ante, ad esempio riguardo le scelte di “make or buy”, in cui non ho costi consuntivi, bensì devo stimarli. Le principali differenze tra contabilità generale e analitica sono:
Già abbiamo detto che a differenza della co.ge. Non vi è un metodo standard per la tenuta della contabilità, inoltre essendo interna posso decidere dove tenere le informazioni (su carta, online…), ma devo definire come mi interfaccio con la contabilità generale. Noi abbiamo tre modalità:
il problema è che molto raramente se ad oggi io ho acquistato un bene a 1.000€ tra dieci anni costerà ancora uguale, costerà di più e dunque l’ammortamento contabile (somma di tutti gli amm.ti) non sarà sufficiente da un punto finanziario per andare a sostituire il macchinario Andiamo a ragionare sugli ammortamenti pregressi
Ripasso:
Considera come ferma tutta la rimanenza iniziale e non solo una parte di essa (come nel caso precedente) Qualche anno fa era l’unico metodo accettato dal fisco.