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Controllo manageriale MOD2, Dispense di Controllo di Gestione

Slide dell'esame da 3cfu con esercizi

Tipologia: Dispense

2025/2026

Caricato il 10/02/2026

martina-piacentini-5
martina-piacentini-5 🇮🇹

5 documenti

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LEZIONE 25
PIANIFICAZIONE STRATEGICA, CONTROLLO DI GESTIONE (O DIREZIONALE), CONTROLLO
OPERATIVO
LA PIANIFICAZIONE STRATEGICA
INPUT: formulazione strategica da parte del management
È il processo di decisione sugli obiettivi dell’organizzazione, sulla loro revisione, sulle risorse da usare per il loro
raggiungimento e le politiche che debbono informare l’acquisizione, l’uso e l’assegnazione di tali risorse. Ha
quindi contenuti ampi e orizzonti temporali estesi (è una pianificazione di medio – lungo termine), ed è volta a
definire un’impostazione durevole dell’azienda.
IMPORTANTE: non coincide con il concetto di pianificazione a lungo termine.
IL CONTROLLO DI GESTIONE (O DIREZIONALE)
È un sistema di direzione usato dai manager per misurare l’efficienza e l’efficacia della gestione, e il
raggiungimento degli obiettivi di fondo della gestione stessa, stabiliti in sede di pianificazione strategica. Il
processo è di tipo manageriale, in particolare coinvolge in primis l’alta direzione, anche se in concreto sono
coinvolti i manager a vario livello, ed esistono soggetti (i controller) preposti a una funzione di supporto nella
progettazione e nel funzionamento del sistema di controllo. Programmazione e verifica del raggiungimento degli
obiettivi a breve termine.
Efficienza = capacità dell’azienda o di un suo subsistema di ottimizzare la relazione tra input (risorse
impiegate) e output (risultati ottenuti)
Efficacia = capacità dell’azienda di raggiungere gli obiettivi definiti (raggiungimento di uno scopo
comune), ed è quindi un confronto tra output attesi e output effettivi
IL CONTROLLO OPERATIVO
È un processo che assicura che compiti specifici siano portati a termine in maniera efficace ed efficiente. In
genere il controllo operativo fa riferimento a compiti o transazioni individuali, controllate spesso in tempo reale
(es. controllo pezzi difettosi).
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LEZIONE 25

PIANIFICAZIONE STRATEGICA, CONTROLLO DI GESTIONE (O DIREZIONALE), CONTROLLO

OPERATIVO

LA PIANIFICAZIONE STRATEGICA

➔ INPUT: formulazione strategica da parte del management È il processo di decisione sugli obiettivi dell’organizzazione, sulla loro revisione , sulle risorse da usare per il loro raggiungimento e le politiche che debbono informare l’acquisizione, l’uso e l’assegnazione di tali risorse. Ha quindi contenuti ampi e orizzonti temporali estesi (è una pianificazione di medio – lungo termine), ed è volta a definire un’impostazione durevole dell’azienda. IMPORTANTE: non coincide con il concetto di pianificazione a lungo termine. IL CONTROLLO DI GESTIONE (O DIREZIONALE) È un sistema di direzione usato dai manager per misurare l’efficienza e l’efficacia della gestione, e il raggiungimento degli obiettivi di fondo della gestione stessa, stabiliti in sede di pianificazione strategica. Il processo è di tipo manageriale , in particolare coinvolge in primis l’alta direzione, anche se in concreto sono coinvolti i manager a vario livello, ed esistono soggetti (i controller) preposti a una funzione di supporto nella progettazione e nel funzionamento del sistema di controllo. Programmazione e verifica del raggiungimento degli obiettivi a breve termine.

  • Efficienza = capacità dell’azienda o di un suo subsistema di ottimizzare la relazione tra input (risorse impiegate) e output (risultati ottenuti)
  • Efficacia = capacità dell’azienda di raggiungere gli obiettivi definiti (raggiungimento di uno scopo comune), ed è quindi un confronto tra output attesi e output effettivi IL CONTROLLO OPERATIVO È un processo che assicura che compiti specifici siano portati a termine in maniera efficace ed efficiente. In genere il controllo operativo fa riferimento a compiti o transazioni individuali, controllate spesso in tempo reale ( es. controllo pezzi difettosi ).

DIFFERENZE TRA CONTROLLO DIREZIONALE E CONTROLLO OPERATIVO

IL CONTROLLO DIREZIONALE

Componente di struttura:

  • Articolazione dell’azienda in subsistemi da monitorare (oggetto del controllo).
  • Insieme delle metodologie di misurazione contabile ed extracontabile (inclusi supporti informatici) per quantificare i risultati dei subsistemi sopra definiti. Componenti di processo:
  • Sono le fasi o il modo d’essere dell’attività manageriale nelle varie fasi del controllo di gestione. OGGETTO DEL CONTROLLO DIREZIONALE Il controllo avviene a livello globale di sistema aziendale, ma avviene anche a livello di sub – sistemi significativi ; es: gestione operativa ed extra operativa, per prodotti, per clienti, per aree geografiche, per progetti, per processi. METODOLOGIE DI MISURAZIONE STRUMENTI DEL CONTROLLO DI GESTIONE

DEFINIZIONE E CARATTERISTICHE DEL BUDGET

Il budget è un programma di gestione aziendale, tradotto in termini economico – finanziari, che guida e responsabilizza i manager verso obiettivi di breve periodo, definiti nell’ambito di un piano strategico di lungo periodo. Il budget è un programma che:

  1. Definisce delle azioni da svolgere (nella gestione aziendale)
  2. Definisce chi e come le deve svolgere
  3. Definisce chi se ne assume le responsabilità ➔ non è solo una previsione I fattori che influenzano la formazione del budget: Sono tutti i fattori come Budgeting, Reporting, Co.An., Co.Ge., Sistemi di incentivazione ecc… Il budget è espresso in termini economico – finanziari. Il risultato finale del processo è un bilancio preventivo (budget economico, budget finanziario e budget patrimoniale), ossia la traduzione in termini monetari di una serie di previsioni, valutazioni e formulazioni di obiettivi. Esprime quindi le politiche aziendali e ne consente una verifica a priori. Il budget guida e responsabilizza , infatti svolge in questo senso le seguenti funzioni:
  • Consente di simulare le conseguenze economiche-finanziarie di date ipotesi di gestione
  • Fornisce gli obiettivi da raggiungere
  • Consente di valutare e responsabilizzare il management sui risultati conseguiti (gestione per obiettivi)
  • Coordina i responsabili delle varie funzioni nelle loro scelte
  • Consente di allocare le risorse monetarie alle aree aziendali o direttamente alle attività
  • Agevola un percorso di formazione alla logica della gestione programmata Il budget ha un riferimento temporale di breve periodo (in genere entro un anno) e viene suddiviso in sottoperiodi Le caratteristiche del budget sono:
  • Globale = riferito alla gestione aziendale nel suo insieme
  • Articolato per subsistemi (es. centri di responsabilità, output, progetti, clienti, attività)
  • Tempificato
  • Tradotto in termini monetari
  • Sufficientemente flessibile

IL FLUSSO DEL BUDGET

IL BUDGET COMMERCIALE

Fasi della costruzione del budget:

1. IL BUDGET DELLE VENDITE

Il budget delle vendite si occupa della determinazione delle quantità fisiche di produzione da collocare sul mercato.

  • È l’input di tutto il processo di budget
  • Rispetto ad altri piano dipende maggiormente da variabili esterne, non sempre dominanti

ESEMPIO BUDGET DELLE VENDITE, DEI RICAVI TEORICI, DEGLI SCONTI COMMERCIALI E DEL FATTURATO:

IL BUDGET DEI COSTI COMMERCIALI

Riguarda la determinazione dei costi di natura commerciale, come ad esempio:

  • Stipendio e provvigioni del personale di vendita (venditori vs agenti)
  • Spese per ricerche di mercato
  • Spese trasporto, magazzinaggio (attività interna vs attività esterna)
  • Spese imballaggio
  • Spese pubblicità e promozione
  • Spese assistenza cliente
  • Spese legate alle politiche di sconto Forme del budget commerciale: Il budget commerciale evidenzia i ricavi e i costi dell’area commerciale; deve essere articolato per periodi (mesi, o altre frazioni temporali, o stagionalità). Può essere articolato per: centri di responsabilità, prodotti, aree geografiche ecc… Esempi costi commerciali che sono usciti spesso: Provvigioni, Imballaggio e Pubblicità ESEMPIO:

LEZIONE 27 ESERCIZIO: DETERMINAZIONE DEL MIX OTTIMALE In un’azienda tessile sono realizzati 3 prodotti con i seguenti dati di prezzo, costo e coefficienti di assorbimento: Sapendo che la capacità produttiva disponibile è di 10.000 ore macchina definire il budget delle vendite. INIDICAZIONI PER SOLUZIONE

  • Calcolare il margine di contribuzione unitario;
  • Verificare la fattibilità tecnica del programma di vendite proposto;
  • Se in presenza di fattore scarso, calcolare il margine di contribuzione per fattore scarso;
  • Determinare quindi il nuovo programma di vendita e il budget dei ricavi. SOLUZIONE:
  1. CALCOLARE IL MARGINE DI CONTRIBUZIONE UNITARIO
  2. VERIFICARE LA FATTIBILITA’ TECNICA DEL PROGRAMMA DI VENDITE PROPOSTO
  3. SIAMO IN PRESENZA DI FATTORE SCARSO → CALCOLARE IL MARGINE DI CONTRIBUZIONE PER FATTORE SCARSO
  4. DETERMINARE QUINDI IL NUOVO PROGRAMMA DI VENDITA E IL BUDGET DEI RICAVI

QUANTO DEVO PRODURRE?

Quanto programma di vendere e quanto voglio avere a fine anno a magazzino, al netto di quanto c’è già in magazzino. Alle vendite tolgo le rimanenze iniziali (merce derivante dalla chiusura dell’anno precedente) e aggiungo le rimanenze finali (quello che voglio tenere per l’inizio dell’anno prossimo) Una parte delle vendite le faccio con le rimanenze iniziali, per quello metto il segno –. ESEMPIO DI PROGRAMMA DI PRODUZIONE PROGRAMMA DI PRODUZIONE OTTIMALE

2. IL BUDGET DEI COSTI DI PRODUZIONE

IL BUDGET DEI COSTI DI MATERIALI E MANODOPERA

Riguarda costi parametrici, o variabili:

  • Materie prime
  • Lavorazioni esterni e semilavorati
  • Manodopera diretta Il budget dei costi variabili/parametrici utilizza i costi standard (costi obiettivo) o dei costi stimati. I costi standard sono:
  • Sono costi predeterminati, su ipotesi del futuro andamento della gestione
  • Presuppongono l’esistenza di condizioni operative standard
  • Sono obiettivi da perseguire
  • Presuppongono diversi livelli di efficienza (ideale, conveniente, previsto) Fasi per l’individuazione dei costi standard:
  • Individuazione dei centri di costo
  • Definizione delle condizioni operative standard di ogni centro di costo (tecnologie, metodo di lavoro, scarti, tempi di mod)
  • Determinazione degli standard unitari: fisici e monetari
  • Determinazione dei volumi di produzione
  • Sviluppo dei costi per processo o prodotto Le condizioni di applicabilità dei costi standard sono: Carattere di ripetitività dell’attività → NON adatto a produzioni non ripetitive o automatizzate.

➔ COSTI SEMI-VARIABILI

Rinvio ai metodi separazione descritti nell’analisi dei costi ESEMPIO DI BUDGET FLESSIBILE DELLE SPESE GENERALI DI PRODUZIONE ESEMPIO BUDGET DEI COSTI DI PRODUZIONE

3. IL BUDGET DEGLI ACQUISTI (APPROVVIGIONAMENTI)

IL BUDGET DEGLI ACQUISTI DI MATERIE PRIME

Calcolo delle quantità da acquistare: Il lotto economico di approvvigionamento:

Se organico necessario è diverso da organico esistente, è necessario pensare a:

  • Possibili assunzioni
  • Lavorazioni presso terzi LEZIONE 29 CASO DELTA SPA La Delta Spa è un’azienda operante nel settore dei nastri magnetici. La sua produzione comprende tre tipi di nastro: Normal-90, Metal- 60 e Chrome-60. Nel mese di settembre 200x, il dott. Carli, responsabile della funzione produttiva, si trovò a dovere elaborare il budget relativo al primo trimestre 200x+1. Sfogliò, scuotendo la testa, le previsioni di vendita appena consegnategli dal responsabile della funzione commerciale: Nel periodo considerato non si prevedevano variazioni nei prezzi di vendita dei tre prodotti: Normal- 902,35 euro Metal- 603,10 euro Chrome- 804,13 euro I rapporti tra la funzione produttiva e quella commerciale non erano mai stati “idilliaci” e anche in quell’occasione il dott. Carli riteneva che non sarebbero mancati motivi di attrito. La Delta, infatti, lamentava uno strutturale problema di capacità produttiva: le tensioni sindacali esistenti non consentivano infatti di superare il limite massimo di 56.000 h/MOD mensili. Utilizzando i dati in suo possesso, il dott. Carli elaborò il budget di produzione e il budget degli acquisti si base mensile relativamente al primo trimestre 200x+1. Qualche giorno dopo avere consegnato la documentazione al responsabile del controllo di gestione, il responsabile della funzione commerciale di precipitò nell’ufficio del dott. Carli. Questi lo ricevette in piedi, pronto ad una nuova battaglia. Sapendo che: 1 - la funzione commerciale desiderava che le scorte di prodotti finiti alle fine di ogni mese fossero pari alle vendite previste per il mese successivo maggiorate del 10%; la capacità di stoccaggio della Delta relativamente al prodotto Chrome-60 è comunque di 60.000 unità di nastri magnetici, mentre le rimanenze finite al 31.12.200x saranno presumibilmente pari a: Normal- 9094.600 unità Metal- 6068.200 unità Chrome- 6052.800 unità 2 - i dati di costo variabile dei tre prodotti sono:

3 - le quote di costi fissi indiretti di produzione imputati mensilmente ai differenti prodotti sono: Normal- 9031.000 euro Metal- 6042.350 euro Chrome- 6048.000 euro 4 - la politica di gestione del livello di scorte di materie prime della Delta prevedeva che le scorte finali fossero pari al consumo previsto per il mese successivo maggiorato del 30%, ciò avrebbe consentito di ovviare ad eventuali condizioni di instabilità dell’offerta; i consumi previsti per il mese di aprile sono: Normal- 9038.480 unità Metal- 6029.460 unità Chrome- 6024.690 unità Si proceda quindi all’elaborazione del budget dei ricavi sulla base dei dati forniti dalla funzione commerciale. Si determinino successivamente il budget dei costi di produzione e il budget degli acquisti elaborati dal dott. Carli, individuando le cause di contrasto con il responsabile commerciale. DATI: PREVISIONI DELLE VENDITE (QUANTITA’) PREZZI DI VENDITA DEI PRODOTTI (INVARIATI) NORMAL- 90 →2,35 EURO METAL- 60 → 3 ,10 EURO CHROME- 60 → 4,13 EURO LIMITE DI CAPACITA’ PRODUTTIVA →MAX 56.000 H/MOD MENSILI SCORTE PREVISTE DI PRODOTTI FINITI Pari al 10% delle vendite del mese successivo stoccaggio massimo per chrome-60 60.000 unità RIMANENZE DI PRODOTTI FINITI AL 31.12.200X NORMAL- 90 → 94. METAL- 60 → 68. CHROME- 60 →52. COSTI VARIABILI DI PRODOTTO

ATTENZIONE: nel mese di marzo il fabbisogno di mod secondo il programma di produzione ipotizzato è superiore rispetto alla capacità produttiva disponibile. È necessario elaborare un nuovo programma di produzione che tenga conto del vincolo del fattore scarso ore mod. Per determinare l’ordine di convenienza dei tre prodotti si deve calcolare il margine di contribuzione su fattore scarso MDC unitario= Punitario– Cvunitario MDC su fattore scarso=MDC unitario/STD fisico CALCOLO MARGINE CONTRIBUZIONE PER FATTORE SCARSO NUOVI VOLUMI PRODUZIONE MESE MARZO Produco tutto chrome 60, tutto normal 90 e ridetermino le unità di produzione di metal 60 in base alle ore di mod residue disponibili. NUOVO PROGRAMMA PRODUZIONE

3. BUDGET DEI COSTI DI PRODUZIONE

CALCOLO DEI CONSUMI DI MATERIE

CALCOLO DEL FABBISOGNO DI MATERIE PRIME