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APPUNTI DEVIANZE E CONFLITTI ANNO 2020/21, Appunti di Diritto dell'Immigrazione

APPUNTI SULLE DOMANDE D’ESAME CON RIASSUNTI DELLE RICERCHE (libro Ferraris e Lungo i confini dell’accoglienza)

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 20/02/2022

Sara9721
Sara9721 🇮🇹

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L’IMPATTO DEL COVID-19 SUL FENOMENO DELLA TRATTA E DELLO SFRUTTAMENTO
SESSUALE
-influenza del covid sulle nostre vite
-internet sempre esistito, ma è proprio ultimi anni
-Anche il fenomeno della tratta ha dovuto ridimensionarsi, quindi se sfruttatore faceva lavorare
per strada, ora lo fa via web
-vittime non hanno possibilità di fuggire e sfruttatori sono nascosti non sono rintracciabili
-storia della ragazza
- ciò che mi ha colpito di più, oltre alla gravità del fenomeno, è come non si parli di queste cose, o
in generale di come non si sappia di alcune condizioni a cui sono sottoposti i migranti
-sono dati di cui non si parla → media
La pandemia COVID-19 ha messo e sta ancora mettendo a dura prova tutto il mondo. C’è stato un
riadattamento della pratica il COVID-19 abbia inciso sulla capacità delle autorità
statali e delle organizzazioni non governative di fornire servizi essenziali alle vittime. La
limitazione degli spostamenti ha determinato che le vittime di tratta abbiano ancora meno
probabilità di poter fuggire e trovare aiuto.
Il ruolo di Internet nel traffico e nella tratta dei minorenni è emerso soltanto negli ultimi anni,
sebbene esso sia stato evidenziato a partire dal 2007.
Oggi Internet è massicciamente presente anche nelle varie fasi che caratterizzano la tratta di
esseri umani, nei Paesi di origine, transito e destinazione. Questo, per molti aspetti, ha facilitato
il lavoro dei trafficanti perché ha permesso di strutturare un contatto diretto tra vittime e
sfruttatori, riducendo la visibilità e la tracciatura dei criminali.
• Alcune tipologie di sfruttamento sessuale avvengono interamente online tramite video live o
chat a sfondo sessuale. In altri casi, lo sfruttamento è massicciamente facilitato dai siti web che
garantiscono il contatto tra abusante e vittima.
L’impatto del COVID-19 sulla tratta e lo sfruttamento: dalle strade all’online.
Con lo sfruttamento indoor e/o online le vittime diventano ancora più isolate e difficili da
identificare, aiutare e supportare verso la fuoriuscita.
A fronte dell’adeguamento dei modelli di sfruttamento, sempre più orientanti all’indoor e
all’online, il rischio di accentuare l’invisibilità di un fenomeno già sommerso per sua natura è
palpabile.
CIE: Centri di identificazione ed espulsione
SPRAR: sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati; è considerato un modello di
seconda accoglienza perché finalizzato all’inclusione socio-economica. Si differenzia dalla prima
accoglienza (hotspot), rendendo i migranti protagonisti attivi, accompagnandoli in percorso di
riconquista della propria autonomia con progetti d’integrazione, in cooperazione con le
organizzazioni del terzo settore e il volontariato.
CAS (centri di accoglienza straordinaria)
CPA (centro di prima accoglienza) nati in considerazione dell’impossibilità del circuito SPRAR di
far fronte al crescente numero di richiedenti presenti sul territorio. Si tratta di strutture di piccole
dimensioni attribuite agli enti attraverso gare d’appalto bandite dalla Prefettura.
Legislazione italiana in materia di immigrazione:
Essa è costituita da varie riforme e può essere suddivisa in 3 fasi principali:
una prima in cui lo straniero esiste solo in qualità di lavoratore e ha un’ampia possibilità di
movimento; una seconda fase negli anni 90 in cui si afferma la figura del residente straniero che
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L’IMPATTO DEL COVID-19 SUL FENOMENO DELLA TRATTA E DELLO SFRUTTAMENTO

SESSUALE

-influenza del covid sulle nostre vite -internet sempre esistito, ma è proprio ultimi anni -Anche il fenomeno della tratta ha dovuto ridimensionarsi, quindi se sfruttatore faceva lavorare per strada, ora lo fa via web -vittime non hanno possibilità di fuggire e sfruttatori sono nascosti non sono rintracciabili -storia della ragazza

  • ciò che mi ha colpito di più, oltre alla gravità del fenomeno, è come non si parli di queste cose, o in generale di come non si sappia di alcune condizioni a cui sono sottoposti i migranti -sono dati di cui non si parla → media La pandemia COVID-19 ha messo e sta ancora mettendo a dura prova tutto il mondo. C’è stato un riadattamento della pratica il COVID-19 abbia inciso sulla capacità delle autorità statali e delle organizzazioni non governative di fornire servizi essenziali alle vittime. La limitazione degli spostamenti ha determinato che le vittime di tratta abbiano ancora meno probabilità di poter fuggire e trovare aiuto. Il ruolo di Internet nel traffico e nella tratta dei minorenni è emerso soltanto negli ultimi anni, sebbene esso sia stato evidenziato a partire dal 2007. Oggi Internet è massicciamente presente anche nelle varie fasi che caratterizzano la tratta di esseri umani, nei Paesi di origine, transito e destinazione. Questo, per molti aspetti, ha facilitato il lavoro dei trafficanti perché ha permesso di strutturare un contatto diretto tra vittime e sfruttatori, riducendo la visibilità e la tracciatura dei criminali.
  • Alcune tipologie di sfruttamento sessuale avvengono interamente online tramite video live o chat a sfondo sessuale. In altri casi, lo sfruttamento è massicciamente facilitato dai siti web che garantiscono il contatto tra abusante e vittima. L’impatto del COVID-19 sulla tratta e lo sfruttamento: dalle strade all’online. Con lo sfruttamento indoor e/o online le vittime diventano ancora più isolate e difficili da identificare, aiutare e supportare verso la fuoriuscita. A fronte dell’adeguamento dei modelli di sfruttamento, sempre più orientanti all’indoor e all’online, il rischio di accentuare l’invisibilità di un fenomeno già sommerso per sua natura è palpabile. CIE: Centri di identificazione ed espulsione SPRAR: sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati; è considerato un modello di seconda accoglienza perché finalizzato all’inclusione socio-economica. Si differenzia dalla prima accoglienza (hotspot), rendendo i migranti protagonisti attivi, accompagnandoli in percorso di riconquista della propria autonomia con progetti d’integrazione, in cooperazione con le organizzazioni del terzo settore e il volontariato. CAS (centri di accoglienza straordinaria) CPA (centro di prima accoglienza) nati in considerazione dell’impossibilità del circuito SPRAR di far fronte al crescente numero di richiedenti presenti sul territorio. Si tratta di strutture di piccole dimensioni attribuite agli enti attraverso gare d’appalto bandite dalla Prefettura. Legislazione italiana in materia di immigrazione : Essa è costituita da varie riforme e può essere suddivisa in 3 fasi principali: una prima in cui lo straniero esiste solo in qualità di lavoratore e ha un’ampia possibilità di movimento; una seconda fase negli anni 90 in cui si afferma la figura del residente straniero che

non è solo lavoratore, ma anche cittadino che vive nel paese di immigrazione; una terza fase in cui la legislazione italiana inverte la rotta verso una precaria stabilità di soggiorno che produce rischi per i regolari di perdere il permesso di soggiorno e impossibilità per gli irregolari di acquisirlo. Nel 1986: voleva essere una legge volta alla promozione della parità di opportunità e trattamento dei lavoratori migranti. Nel 1990 con la Legge Martelli emanata dopo il funerale di Masslo (rifugiato sudafricano e sindacalista, ucciso nel corso di un tentativo di rapina a danno di alcuni lavoratori agricoli stranieri): La legge Martelli sancisce molti principi che rimarranno i cardini della normativa italiana, come la necessità di visto per fare ingresso nel paese, la programmazione dei flussi migratori, i controlli alle frontiere e la disciplina delle espulsioni e del ricongiungimento familiare. Regolarizzazione dei cittadini extracomunitari e apolidi già presenti. Nel 1995 Decreto Dini: regolamentazione dell’ingresso e soggiorno di cittadini di Paesi non appartenenti all’Unione europea (flussi) Nel 1998 legge Turco-Napolitano: I principali obbiettivi sono: definizione di precisa politica di ingressi limitati e programmati, contrasto all’immigrazione clandestina con centri di permanenza temporanea e sfruttamento criminale dei flussi migratori e avvio politica di integrazione per nuovi immigrati e stranieri già in Italia. Si porta a compimento il sistema di visti di ingresso per il lavoro che ha il perno nel job hunting (ricerca di lavoro). Alla scadenza i permessi vengono rinnovati pari al doppio della validità del primo periodo. Questa regola è il primo obbiettivo che la legge si propone, ma non ha vita lunga. Nel 2002 legge Bossi-Fini: obbiettivi altri fermare l’invasione e aumentare l’efficacia delle misure contro l’immigrazione illegale. Ancora, si aumenta di un anno il periodo necessario per ottenere la carta di soggiorno e efficienti politiche di contrasto dell’immigrazione clandestina con obbligo di rilascio impronte digitali. La legge segna l’inizio della storia delle sanzioni applicate alla condizione di irregolarità. Successivi alla norma due provvedimenti di regolarizzazioni: il primo per collaboratrici familiari e il secondo diretto ai lavoratori dipendenti. Quest’ultimo è chiamato la grande regolarizzazione. Con la legge Bossi-Fini si chiude il ciclo di modifica della legislazione in materia di immigrazione e si apre un lungo periodo caratterizzato da modifiche legislative parziali. Black number : Le principali statistiche legate al tema criminalità sono cinque: le statistiche della delittuosità, quelle della criminalità, le statistiche processuali penali, quelle sugli imputati condannati e infine le statistiche penitenziarie.

  1. Penitenziarie: riguarda detenuti o individui sottoposti a misure diverse dalla detenzione.
  2. Imputati condannati: raccolte dall’ISTAT e sono coloro che vengono ritenuti responsabili di un reato e registrano la propria identità.
  3. Processuali penali: raccolte da ministero giustizia e riguardano attività dei tribunali e processi penali. Questi 3 non sono utili per descrivere la criminalità e il suo andamento, ma più come si svolgono le attività della giustizia penale e l’esecuzione della pena. Bisogna quindi guardare alle statistiche di criminalità (trattano i reati per i quali l’autorità giudiziaria ha iniziato l’azione penale) e delittuosità (reati denunciati all’autorità giudiziaria a seguito di indagini delle forze dell’ordine). I dati relativi alla delittuosità e criminalità si riferiscono a fatti di cui sono venute a conoscenza le forze dell’ordine ma, una parte dei reati

Teorie della subcultura : le teorie della subcultura (anni 50-60, USA) si sviluppano in un periodo storico in cui la delinquenza giovanile era diffusa. Due sono le principali teorie della subcultura: la prima relativa alla subcultura della delinquenza giovanile di Cohen (1963) la quale spiega come e per quali ragioni nasce una subcultura, la seconda, la teoria delle opportunità differenziali di Cloward e Ohlin (1968), che si focalizza sulle diverse forme di subcultura e sulle condizioni che ne determinano lo sviluppo. Cohen osserva il comportamento deviante di giovani maschi delle classi inferiori e afferma che sono comportamenti collettivi caratterizzati da prevaricazione e volontà di distruzione; comportamenti che nascono dall’impossibilità per i giovani delle classi inferiori di raggiungere le mete proposte dalla classe dominante media, l’impossibilità porta i giovani a cercare altre mete. Cloward e Ohlin compiono un passo in più, osservano che le mete non sono raggiungibili da tutti perché diverse sono le opportunità a seconda della condizione economica e sociale, ma anche le opportunità nel mondo della devianza e della criminalità sono differenziate: non tutti possono diventare esponenti di una banda criminale. Coloro che non colgono opportunità sviluppano la subcultura astensionista caratterizzata dall’abbandono a perseguire mete (dipendenza da droghe). Studi è errato e discriminatorio vedere nella cultura zingara una cultura favorevole all’illegalità. Distinguiamo tre principali strategie di vita e di sopravvivenza messe in atto dagli zingari: strada della legalità (con sacrifici), percorso di emarginazione al cui interno si sviluppano una subcultura criminale e la condizione di povertà ed emarginazione. TEORIA DEL CONFLITTO CULTURALE E DELL’APPRENDIMENTO

  • anni 30-40 Sutherland e Sellin
  • entrambi pensano che la devianza nasca all’interno della struttura sociale
  • S → abbandono paradigma del deficit , cioè idea che criminalità sia il risultato di privazione sociale o materiale, ma deriva da interazione con gruppi di individui devianti
  • crimine ha una connotazione politica
  • Sellin osserva che i valori sono diversi da cultura a cultura e identifica conflitto primario quando ci sono due culture diverse nello stesso luogo che si scontrano, secondario quando si sviluppano culture minoritarie all’interno di una cultura dominante
  • conflitti primari si sviluppano in 3 situa principali: zone di frontiera, nelle zone colonizzate e nei territori interessati dal fenomeno migratorio La devianza : Il concetto di devianza primaria introdotto da Lemert (1981) descrive l’allontanamento più o meno temporaneo da valori, norme sociali e giuridiche, attraverso l’adozione di comportamenti che hanno implicazioni marginali. In genere non è seguita da una reazione sociale formale o informale. La devianza secondaria è la condizione che si manifesta a seguito della reazione sociale che colpisce il soggetto. Alla devianza secondaria ci si arriva mediante processo, ha un ruolo importante l’interazione con gli altri e con le istituzioni. In seguito al processo il soggetto acquisisce l’identità di deviante e la perdita delle normali opportunità di vita e di relazione. Becker: ‘Il deviante è colui al quale quell’etichetta è stata applicata con successo’. La criminalizzazione : La criminalizzazione primaria ha a che fare con il processo di formazione delle leggi: è chi detiene il potere all’interno della società che ha la capacità di decidere ciò che è legale e ciò che non lo è (creando di fatto la criminalità). La criminalizzazione secondaria riguarda l’applicazione

nel concreto delle leggi che essendo espressione di chi detiene il potere, tutelano questi ultimi che hanno la capacità di assegnare l’etichetta di “criminale” a chi le infrange.

  • in merito al rapporto tra forze dell’ordine e stranieri si richiamano all’approccio dell’etichettamento i contributi che si rifanno al concetto di discriminazione istituzionale: si fa riferimento alla maggior attenzione delle forze dell’ordine agli stranieri, non in virtù di pratiche razziste, ma a causa del modus operandi. Nel corso del processo incidono sulla decisione finale luoghi comuni e pregiudizi. POLITICHE MIGRATORIE : Politiche d’immigrazione → regolazione degli ingressi, permessi di sogg, espulsioni Politiche per gli immigrati → sono politiche d’integrazione, che regolano l’accesso ai servizi. Integrazione: quando un soggetto viene accettato dalla popolazione autoctona che lo ospita. 3 obiettivi per politiche di integrazione: 1. impatto positivo sulla società ospitante, benessere degli stranieri e basso conflitto con interazione positiva. Uno straniero può aspirare al riconoscimento dei diritti, attuazione delle politiche, sentirsi accettati I due modelli di politiche di controllo : A partire dagli anni ’80, si possono distinguere due modelli che connotano le politiche di prevenzione e sicurezza, uno ispirato alla sicurezza dei diritti e uno al diritto alla sicurezza. Uno è per l’appunto quello della sicurezza dei diritti, come suggerisce il nome e mira a fornire le stesse risorse in modo equo a tutti, indistintamente. Si abbandonano politiche autoritarie e repressive e si propone una politica attenta alla prevenzione dei soggetti più deboli ed esclusi, perché non diventino soggetti marginali nella società. Il secondo (diritto alla sicurezza) invece inverte la rotta perché scettico rispetto l’efficienza di politiche inclusive, infatti ritiene che la pena non abbia una finalità educativa e che sia quindi più efficace passare a politiche repressive che tutelino gli interessi della maggioranza. Le risorse per questo modello vengono distribuite in modo non equo; è il caso di politiche a tolleranza zero, dove anche i comportamenti di minor gravità sono fortemente puniti. commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale. Commissione deve decidere se riconoscere lo status di rifugiato o di protezione sussidiaria oppure negare qualsiasi tipo di protezione. Nel momento in cui si ottiene il permesso, questo permesso ha una durata di 5 anni e dà il diritto al ricongiungimento familiare, dà il diritto all’accesso al lavoro e diritto al lavoro, diritto allo studio. In un secondo momento può essere convertito in un permesso di soggiorno per motivi di lavoro considerando comunque i sussisti che consento di avere il permesso di soggiorno. È possibile richiedere la cittadinanza italiana se questa protezione venisse riconfermata nei successivi 5 anni dopo 10 anni di residenza nel Paese. Simili sia nei contenuti sia nella procedura al richiedente d’asilo, ma estende in qualche modo i requisiti e i limiti che vengono esclusi dalla figura della persona che chiede il diritto d’asilo. **RICERCHE:
  1. FRONTIERA SPAGNA MAROCCO**
  • enclave di Ceuta e Melilla al confine ispano-marocchino
  • spagna costruisce barriera con tecnologia di sorveglianza → discriminazione
  • il confine ha la funzione di escludere, contenere, ma anche filtrare forza lavoro dei migranti: donne vengono reclutate per lavori forzati perché considerate docili