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Istituzioni di Diritto Pubblico: Stato, Sovranità e Forme di Stato, Appunti di Diritto Pubblico Comparato

Una panoramica completa delle istituzioni di diritto pubblico, analizzando i concetti chiave di stato, sovranità e le diverse forme di stato nel corso della storia. vengono esaminati lo stato assoluto, lo stato liberale di diritto e lo stato contemporaneo, evidenziando le caratteristiche principali di ciascun modello e le trasformazioni sociali e politiche che ne hanno segnato l'evoluzione. il rapporto tra sovranità e popolo, sovranità e territorio, e la suddivisione dei poteri, offrendo un quadro esaustivo per la comprensione delle basi del diritto pubblico.

Tipologia: Appunti

2024/2025

Caricato il 19/04/2025

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giorgia-porcelli-2 🇮🇹

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ISTITUZIONI DI DIRITTO PUBBLICO
Fine 27 novembre
Differenza freq e non freq. due esoneri uno a metà e uno a fine lezioni scritto
Se voti esoneri ok iscriversi a appello con nota per accettare voto media esoneri.
Prende le presenze
Portare sempre la costituzione, racc. anche ai non freq.
Primo esonero mercoledì 16 ottobre
16/09
Per istituzioni si intende la base della materia.
Il termine diritto ha due accezioni:
- In senso soggettivo si usa la parola diritto come riferita ad un soggetto,
indica un’aspettativa, una pretesa che un soggetto può vantare nei confronti di
tutti gli altri. (in inglese si usa il termine right)
- In senso oggettivo significato generale che non si riferisce a un singolo,
diritto come insieme di regole. (in inglese si utilizza law)
Ci sono tipi di organizzazione che hanno regole più vincolanti di altre che prendono il
nome di norme giuridiche.
Le due accezioni di diritto sono collegate, interdipendenti, perché il diritto in senso
soggettivo può essere esercitato perché ci sono delle regole che lo tutelano.
Il diritto in senso oggettivo è funzionale alla tutela dei diritti in senso soggettivo, una
tutela delle pretese.
DIRITTO IN SENSO OGGETTIVO
Insieme di regole, qualunque gruppo di persone si da delle regole, la famiglia è un
esempio, così come la scuola.
Non tutte le regole hanno lo stesso valore, ci sono regole che si caratterizzano per
essere coercitive, se non vengono rispettate causano una sanzione.
Le regole sono coercitive sono quelle date dai pubblici poteri e principalmente dallo
stato;
questo diritto oggettivo dato dallo stato viene suddiviso in due grandi
raggruppamenti:
Diritto pubblico insieme di regole che disciplinano i rapporti tra i privati
cittadini e i pubblici poteri, ma anche l’organizzazione dei pubblici poteri;
(diritto penale, diritto costituzionale, diritto amministrativo)
Diritto privato insieme di regole che disciplinano i rapporti tra i privati
cittadini (diritto civile, diritto di famiglia, diritto delle assicurazioni)
Nel diritto in senso oggettivo si studiano le regole che gestiscono l’organizzazione
dello stato.
Lo stato
Unico che ha potere coercitivo, istituto per come lo intendiamo noi oggi è recente,
(formazione nel XV secolo), chiamato quindi stato moderno.
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ISTITUZIONI DI DIRITTO PUBBLICO

Fine 27 novembre Differenza freq e non freq.  due esoneri uno a metà e uno a fine lezioni scritto Se voti esoneri ok  iscriversi a appello con nota per accettare voto media esoneri. Prende le presenze Portare sempre la costituzione, racc. anche ai non freq. Primo esonero mercoledì 16 ottobre 16/ Per istituzioni si intende la base della materia. Il termine diritto ha due accezioni:

  • In senso soggettivo  si usa la parola diritto come riferita ad un soggetto, indica un’aspettativa, una pretesa che un soggetto può vantare nei confronti di tutti gli altri. (in inglese si usa il termine right)
  • In senso oggettivo  significato generale che non si riferisce a un singolo, diritto come insieme di regole. (in inglese si utilizza law) Ci sono tipi di organizzazione che hanno regole più vincolanti di altre che prendono il nome di norme giuridiche. Le due accezioni di diritto sono collegate, interdipendenti, perché il diritto in senso soggettivo può essere esercitato perché ci sono delle regole che lo tutelano. Il diritto in senso oggettivo è funzionale alla tutela dei diritti in senso soggettivo, una tutela delle pretese. DIRITTO IN SENSO OGGETTIVO Insieme di regole, qualunque gruppo di persone si da delle regole, la famiglia è un esempio, così come la scuola. Non tutte le regole hanno lo stesso valore, ci sono regole che si caratterizzano per essere coercitive, se non vengono rispettate causano una sanzione. Le regole sono coercitive sono quelle date dai pubblici poteri e principalmente dallo stato; questo diritto oggettivo dato dallo stato viene suddiviso in due grandi raggruppamenti:  Diritto pubblico  insieme di regole che disciplinano i rapporti tra i privati cittadini e i pubblici poteri, ma anche l’organizzazione dei pubblici poteri; (diritto penale, diritto costituzionale, diritto amministrativo)  Diritto privato insieme di regole che disciplinano i rapporti tra i privati cittadini (diritto civile, diritto di famiglia, diritto delle assicurazioni) Nel diritto in senso oggettivo si studiano le regole che gestiscono l’organizzazione dello stato. Lo stato Unico che ha potere coercitivo, istituto per come lo intendiamo noi oggi è recente, (formazione nel XV secolo), chiamato quindi stato moderno.

Prima dello stato moderno in Europa c’era un sistema feudale o patrimoniale che era regolato dal diritto privato, il feudatario aveva un terreno e si impegnava a dare protezione ai civili, che a loro volta davano al feudatario mano d’opera, il sistema feudale aveva una struttura piramidale. Lo stato moderno si caratterizza da 3 elementi costitutivi:

- Territorio  è lo spazio su cui uno stato può esercitare la sua sovranità, è costituito da una porzione di terra ferma delimitata da confini (che possono essere naturali, possono essere frutto di accordi tra diversi stati), fascia di mare costiero e piattaforma continentale (anche i fondali), nelle misure determinate dalla normativa anche internazionale, spazio atmosferico sovrastante, nei casi previsti dalla legge, navi e aeromobili; - Il popolo  il popolo è l’insieme delle persone che vivono sul territorio di uno stato e che devono quindi rispettarne le norme giuridiche; - La sovranità  è l’unico che appartiene solo agli stati, ci sono altre organizzazioni che hanno un popolo, un territorio ma non hanno la sovranità (es: il Piemonte ha un popolo e un territorio ma non ha la sovranità). La sovranità si può intendere in due modi: 1. Con accezione interna : fa riferimento all’esercizio del potere all’interno dello stato, lo stato la applica sul suo territorio, nei confronti del popolo e di ogni formazione sociale. 2. Con accezione esterna : allude al fatto che lo stato è indipendente dagli altri stati e dalle organizzazioni di stati che stanno al di fuori del suo territorio, lo stato non deriva da altri e può decidere indipendentemente delle sue questioni. Anche se gli stati hanno una sovranità esterna in questi ultimi decenni gli stati europei hanno deciso di trasferire una parte del loro potere ad alcune organizzazioni di stati che prendono le decisioni per tutti, sono le organizzazioni internazionali, le più importanti sono il CONSIGLIO DI EUROPA E L’UNIONE EUROPEA, a livello mondiale invece è L’ONU. (es: l’Italia ha ceduto la sua moneta all’organizzazione internazionale e ha cambiato le lire in euro). I tre elementi costitutivi dello stato si possono combinare in maniera diversa tra di loro e possono dare vita a diverse forme di stato, cioè a diversi modelli organizzativi diversi, l’elemento che fa la differenza è la sovranità, in base a quanta sovranità attribuisco al popolo o al territorio, si potranno avere modelli organizzativi diversi: il Rapporto tra sovranità e territorio  può dare vita a due macro modelli che si riconducono a due grandi macro modelli:

  • Stato unitario  quando tutta la sovranità è in mano allo stato centrale, i territori non hanno poteri, stato in cui ci sono suddivisioni interne ma questi non esercitano quasi nessun potere;
  • Stato federale  stato in cui la sovranità è suddivisa tra lo stato centrale e i suoi territori dall’altra parte, a cui si da il nome di stati membri.

-approvata  la legge deve essere approvata da un organo rappresentativo del popolo, istituto della rappresentanza, lo stato liberale si basa sul principio di rappresentanza, in base alla quale i soggetti destinatari delle decisioni dovevano essere rappresentati nell’organo che assumeva tali decisioni, cioè nel parlamento, in realtà i requisiti di sesso e censo allora previsti facevano sì che a essere rappresentati fosse solo un percentuale molto bassa della popolazione (meno del 2%), erano pochi perché c’erano molte categorie che non erano ammesse al voto (donne, poveri e i minori);

  1. Stato contemporaneo ( o di democrazia pluralista)  modello organizzativo che nasce all’inizio del 900 per effetto di un fattore, ovvero l’estensione di voto a tutte le classi sociali, cambiamento parlamenti, diventano espressione di interessi diversi che a volte si scontrano tra di loro, la finalità di questo tipo di stato ha come obiettivo la convivenza di diversi interessi ma mantenendo l’unità. È: pluralista  da voce a tutti i soggetti ed esprime le differenze che dividono le persone tra di loro, differenze di genere, reddito, l’età, la lingua o la religione, la difficoltà sta proprio nel tenere tutte queste differenze insieme; democratico  stato in cui il potere appartiene al popolo ed è il popolo che assume le decisioni attraverso il proprio rappresentanti, porta con sé alcuni elementi: il principio di maggioranza, la tutela delle minoranze (chi non fa parte della maggioranza deve essere tutelato), il controllo delle minoranze sulle decisioni della maggioranza, garanzia di elezioni libere e accesso di tutti i movimenti politici agli strumenti di informazione. costituzionale  stato che ha alla sua base come regola più importante una costituzione, la costituzione dello stato contemporaneo è molto forte, si definisce infatti rigida, difficilmente modificabile, non può essere modificata dalle leggi successive ma solo attraverso un apposito procedimento. sociale  Lo stato contemporaneo è uno stato sociale in quanto mira a tutelare non sono l’eguaglianza formale (l’eguaglianza di tutti davanti alla legge) ma anche l’eguaglianza sostanziale – di fatto (la rimozione degli ostacoli che rendono le situazioni umane diverse – i cittadini devono poter godere di un certo benessere, tentando di rimuovere le differenze che lo impediscono). Questo implica un intervento attivo dello Stato per garantire non solo i diritti di libertà ma anche quelli sociali (istruzione, salute, assistenza sociale). Precedentemente l’ Italia era una monarchia parlamentare ed aveva lo Statuto Albertino, che era una Costituzione flessibile (che poteva essere modificata da qualunque legge) e ottriata (concessa) dal sovrano. *Il Regno d’Italia viene unificato nel 1861. Infatti, quando sale al potere il Fascismo negli anni ’20, questo movimento modifica lo Statuto con delle leggi e introduce un nuovo assetto organizzativo. Dopo

l’affermazione del Fascismo, l’Italia entra in guerra nella 2GM, schierandosi a fianco della Germania, portando con sé distruzione e una serie di reati. Il primo segno di un vero e proprio cambiamento si ha nel Luglio del ’43, quando il Re depone Mussolini dall’incarico di Capo del Governo e nomina il generale Badoglio al suo posto. Egli sopprime gli organi creati dal movimento fascista, cercando di ricreare la vecchia organizzazione dello stato e annuncia delle elezioni libere da lì a qualche mese. L’idea di Badoglio è che, finita la guerra, si torni alla Monarchia. L’8 settembre del ’43 viene firmato l’armistizio tra l’Italia e i paesi alleati, ma iniziano ad emergere anche i primi contrasti tra Badoglio (con idee conservatrici) e il CLN (Comitato di Liberazione Nazionale – organo a capo della Resistenza), che ha idee più innovative  vuole dare vita ad un nuovo stato. Nell’aprile ’44, a Salerno, il CLN e Badoglio si accordano per rimandare le discussioni sul futuro politico dell’Italia ad un momento successivo della Guerra e viene firmato il patto di tregua istituzionale. Nel frattempo, Vittorio Emanuele III nomina come proprio sostituto suo figlio, anche se non lascia completamente il trono  lo fa perché capisce che il CLN e molti altri non vogliono ancora la monarchia e ha paura che essa salti, quindi si mette in secondo piano perché sa che la popolazione gli rimprovera d’aver avallato l’ascesa del fascismo. Nell’aprile ’45, finalmente, avviene la liberazione dell’Italia e iniziano a manifestarsi i primi dissidi anche tra i componenti del CLN, entro cui c’erano partiti e idee molto diversi. Il 2 giugno del ’46 avviene il Referendum Istituzionale, in cui si sceglie tra monarchia e repubblica, e le elezioni dei 556 componenti dell’Assemblea costituente (organo che si è occupato di scrivere la Costituzione). Le elezioni vengono anche ricordate perché furono le prime a cui parteciparono anche le donne. Nel ’46 si va a votare anche per i Consigli Comunali; il Re abdica, lasciando il trono al figlio. I cittadini votano per la repubblica, ma vince con uno scarto di 2 mln di voti e al Sud Italia vennero anche lamentati dei brogli elettorali. L’Assemblea costituente è formata da 556 persone: 207 Democrazia Cristiana, 115 Partito Socialista (socialismo – Marx), 104 Partito Comunista. Fra la seconda metà del ’46 e tutto il ’47 l’Assemblea scrive la Costituzione, entrata in vigore il 1° gennaio ’48.  L’Assemblea affida questo compito ad un gruppo più ristretto di persone, sottoponendola poi all’approvazione di tutta l’assemblea, approvata da più del 90% dei voti.  La Costituzione prevede una forma di stato contemporaneo. La Costituzione è un insieme di regole, è la fonte del diritto/regola più importante di tutto il sistema. Contiene elementi fondamentali, come i diritti delle persone. È una specie di manifesto politico, di dichiarazione di intenti del popolo a cui corrisponde.  Il 1^ articolo ci dice qualcosa che deriva dal socialismo – l’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro + Art 3 e art 4.  La virgola è stata ben voluta dal centro-destra per mettere una cesura tra il concetto di repubblica e quello di lavoro.

- per fatto naturale  quando il possesso della cittadinanza è una conseguenza di una situazione di fatto ma è indipendente dalla volontà del soggetto, questo avviene per due ipotesi:  quando si nasce da almeno un genitore italiano (per ius sanguinis);  nascita sul territorio italiano (ius soli), in Italia però non tutti hanno la cittadinanza perché nascono in Italia, questa viene data solo in caso le persone rimarrebbero altrimenti prive di una cittadinanza (neonati abbandonati o quando si nasce da genitori apolidi, senza cittadinanza); - per fatto volontario  ipotesi in cui sono i soggetti che si trovino in condizioni previste dalla legge ad attivarsi per ottenere la cittadinanza (matrimonio con un cittadino italiano, l’adozione da parte di un cittadino italiano, la residenza per un certo numero di anni). IL VOTO Art. 48. costituzione Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico. La legge stabilisce requisiti e modalità per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero e ne assicura l’effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l’elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge8. Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge. Il voto è personale  il voto deve essere espresso personalmente; Il voto è eguale  tutti i voti hanno lo stesso peso; Il voto è libero  significa che i cittadini devono poter votare secondo la propria coscienza senza subire condizionamenti dall’esterno, per garantire la libertà del voto, le leggi hanno previsto che alcune persone non possano essere elette in quanto potrebbero condizionare il voto delle altre; il voto è segreto  nessuno può sapere per che cosa si è votato, c’è un’unica eccezione, che sono particolari forme di disabilità per cui c’è bisogno di assistenza, il voto è segreto per tutelare realmente la libertà del voto. Il voto è un nostro dovere civico  il dovere di voto pur essendo considerato dovere è stato interpretato negli anni come dovere morale, dovere che i cittadini hanno ma la cui omissione non comporta alcuna sanzione. il sistema elettorale e la rappresentanza per far si che tutti i cittadini vengano rappresentati (seggi) in parlamento ( persone), c’è una formula matematica, nella storia si sono delineati due grandi modelli di sistema elettorale

- proporzionale  un sistema è proporzionale quando i posti in parlamento vengono assegnati in proporzione ai voti che ha ottenuto una forza politica; - maggioritario  prevede che il territorio in cui si vota sia diviso in tante circoscrizioni e che il seggio o tutti i seggi in palio in una circoscrizione vadano alla forza politica che in quella circoscrizione ha ottenuto più voti; negli anni e nei diversi stati i modelli maggioritario e proporzionale sono stati disciplinati con molte varianti, tanto che al loro interno di possono individuare diversi sottosistemi. Sono stati anche previsti 2 istituti correttivi al sistema proporzionale, che lo avvicinano un po’ al maggioritario:

  • il premio di maggioranza  il partito che ha ottenuto più voti di tutti ottiene oltre ai seggi che ha già ricevuto un numero ulteriore di seggi come un premio, questo premio serve a favorire la governabilità;
  • clausola/soglia di sbarramento  istituto che impedisce alle forze politiche che non hanno avuto un numero minimo di voti di entrare in parlamento, questa clausola favorisce la governabilità la nostra costituzione non parla del sistema elettorale e quindi il sistema elettorale è disciplinato con legge in Italia abbiamo un sistema elettorale misto, ma non è sempre stato così:
  • 1948-1993  sistema proporzionale, perché in Italia c’erano due grandi partiti, in questo caso si pensava che avrebbero dato più voce a tutti, inoltre Anche perché era lo stesso modo con cui si era scelta l’assemblea costituente
  • 1993-2005  si introduce il sistema misto, cambiamento frutto della volontà dei cittadini, espresso con un referendum nel 92, che ha permesso di mutare la legge elettorale. È misto perché per il 75% i posti sono assegnati con un sistema maggioritario, mentre per il 25% sono assegnati con sistema proporzionale. Questo sistema introdotto nel 93 viene chiamato mattarellum, in quanto proposto proprio da Mattarella.
  • 2005-2014  si introduce un sistema elettorale che, di base, è proporzionale, ma ha una soglia di sbarramento e un premio di maggioranza molto alti. Si avvicina alla logica del maggioritario ma viene poi dichiarato incostituzionale dalla stessa corte costituzionale per alcuni aspetti. Questo sistema viene chiamato Porcellum perché è stato proposto da quello che era il ministro Calderoli che lo ha definito una porcata;
  • 2017  il legislatore è nuovamente intervenuto, introducendo un sistema misto con una nuova legge elettorale. Questo sistema viene chiamato rosatellum (da Ettore Rosato) e prevede:  37% dei seggi assegnati con un sistema maggioritario a turno unico in collegi uninominali (collegio che elegge un solo parlamentare: in quei posti scelti con sistema maggioritario viene eletta una sola persona);  61% dei seggi assegnati con un sistema proporzionale in collegi plurinominali piccoli  2% dei seggi è riservato agli elettori che risiedono all’estero

eletti bisogna almeno avere 40 anni, i voti si calcolano su base regionale, regione per regione Il parlamento fino al 2020 era molto più numeroso, i deputati erano 630 i senatori erano 315, più un numero di senatori a vita che non era fisso e che poteva essere maggiore di 5 in quanto ogni presidente della repubblica poteva nominarne 5. Prima del 2021 per il senato si poteva votare dai 25 anni, invece ora si possono votare entrambi dai 18. In genere il parlamento lavora a camere separate, ognuno si riunisce e lavora nella propria sede, ci sono solo 5 funzioni che il parlamento svolge in seduta comune, quando camera e senato si lavora a palazzo Montecitorio, i senatori vanno alla camera e la riunione è tenuta dal presidente della camera. Le funzioni sono:  Elezione del presidente della repubblica;  Messa in stato d’accusa del PdR che abbia commesso due reati particolari: o l’alto tradimento o attentato alla costituzione  elezione dei giudici popolari, quando il presidente della repubblica è messo sotto stato di accusa il presidente viene giudicato dalla corte costituzionale e da alcuni giudici popolari (16) che vengono sorteggiati da un elenco formato da un parlamento in seduta comune;  elezione di 5 (1/3) giudici della corte costituzionaleelezione di 1/3 dei componenti del CSM (consiglio superiore della magistratura). Organi interni delle camere All’interno di ognuna delle due camere troviamo gli stessi organi:

  1. i singoli parlamentari che alla camera si chiamato deputati e al senato si chiamano senatori, lo status di parlamentare è accompagnata da alcune speciali garanzie che dovrebbero garantire ai parlamentari di svolgere al meglio i loro compiti, garanzie: a. assenza di vincolo di mandato o divieto di mandato imperativo: ogni parlamentare una volta eletto è libero di poter decidere in base a ciò che sente e in base alla proprio coscienza e non deve considerarsi condizionato né dalla volontà degli elettori né dalla volontà del suo partito (il movimento 5 stelle era contro questi istituto) b. l’indennità: una persona finché ricopra il ruolo di parlamentare percepisce una rendita che gli consente di esercitare le funzioni di parlamentare rinunciando ai proventi del proprio lavoro. c. Immunità funzionali: significa che è più difficile agire contro un parlamentare che contro altri cittadini, i parlamentari sono immuni a

determinate azioni giudiziarie, soprattutto quando questo sono pretestuose, le immunità sono: i. L’insindacabilità—> L’impossibilità di chiamare un parlamentare a rispondere per le opinioni che esprime o per le opinioni che dà per l’esercizio delle sue funzioni, questa garanzia copre il parlamentare per tutta la vita; ii. Inviolabilità —> un parlamentare non può subire limitazioni alla sua libertà personale, domiciliare o delle comunicazioni senza l’autorizzazione della Camera a cui appartiene, salvo i casi previsti dalla legge, lo copre finché esercita la funzione. I parlamentari fanno ognuno su scala ridotta quello che il parlamento fa su ampia scala:  Funzione normativa: possono proporre le leggi e partecipano ai lavori per l’approvazione delle stesse;  Funzione di indirizzo: possono rivolgere al governo indicazioni o spunti, può quindi indirizzare il governo, ma solo i parlamentari eletti dal popolo;  Funzione di controllo: possono chiedere conto si singoli ministri delle loro intenzioni, possono farlo anche individualmente Il parlamento può fare queste cose perché è eletto dal popolo a differenza del governo

  1. il presidente di camera/senato il quale è aiutato da un ufficio di presidenza, ogni camera ha il suo presidente eletto dai componenti della camera/senato stessi. Il presidente serve a guidare i lavori all’interno della camera, fissano il calendario, presiedono le riunioni, il presidente rappresenta anche la camera all’esterno. Ad oggi il presidente della camera è Fontana del senato invece la russa il presidente del senato ha il compito di sostituire il presidente della repubblica in caso di assenza momentanea, il presidente della camera ha il compito di riunire le due camere.
  2. Commissioni —> organo collegiale, organo di lavoro delle camere del parlamento, costituito da un numero limitato di deputati che concretamente lavora sui singoli temi, la composizione politica deve rispecchiare quella della camera o del senato, le commissioni posso essere: a. Monocamerali: composte dai componenti di una sola camera b. Bicamerali: composte dai componenti di entrambe le camere Possiamo avere commissioni: a. Permanenti b. Speciali —> durano fino a che bon portano a termine il compito per cui sono state istituite Fanno tre tipi di funzioni:

rielezione. A meno che gli ultimi 6 mesi del mandato del PdR coincidano con gli ultimi 6 mesi del mandato del parlamento. Per le riunioni delle camere la costituzione prevede due momenti obbligatori , a febbraio e a ottobre, perché quando la costituzione è stata scritta la popolazione era dedita all’agricoltura e viene scelto ottobre perché il grosso dei lavori era già stato fatto. Oltre alle riunioni obbligatorie ci sono quelle straordinarie convocate dal Presidente della camera o ogni volta che lo chiedono il PdR o un 1/3 dei componenti della camera. Le sedute sono pubbliche. MODALITA’ DI DECISIONE Ogni riunione di una camera è valida quando è presente la maggioranza dei suoi componenti (metà +1), alla camera è valida se ci sono almeno 201 persone, questo quorum è detto quorum strutturale. Se la costituzione non prevede una maggioranza più elevata, le decisioni sono assunte (quorum funzionale):

  • A maggioranza semplice : metà +1 dei presenti la costituzione può prevedere per le decisioni più importanti maggioranze più elevate e, in particolare
  • A maggioranza assoluta: metà+1 dei componenti
  • A maggioranza qualificata : più alta di quella assoluta, 2/3 (266 per il parlamento italiano) o 3/5; IL REGOLAMENTO Ogni camera approva a maggioranza assoluta il suo regolamento che me disciplina il funzionamento, le proposte di modifica del regolamento sono raccolte dalla giunta per il regolamento. IL GOVERNO La nostra costituzione sul governo dice molto poco, fa parte del circuito della decisione politica, è l’organo titolare del potere esecutivo. Il procedimento di formazione di un nuovo governo Al governo si dà vita in due grandi ipotesi: 1- Quando si va a votare un nuovo parlamento e di conseguenza si forma anche un nuovo governo 2- Quando c’è una crisi del governo in carica, e quindi non è finito il mandato ma il governo è in crisi, la crisi può essere:

 Crisi parlamentare: quando viene meno la fiducia del parlamento nei

confronti del governo;

 Crisi extra-parlamentare: nell’ipotesi in cui il governo si dimette

indipendentemente di un voto di fiducia del parlamento Quando occorre formare un nuovo governo l’iniziativa viene presa dal presidente della repubblica che ha l’obiettivo di nominare un governo nuovo che ottenga però la fiducia parlamento, si muove:

  • Fa delle consultazioni, chiede l’opinione di alcuni personaggi politici che possono fargli capire meglio quale figura politica più facilmente otterrebbe l’appoggio della maggioranza del parlamento, vengono consultati i presidenti della camera e del senato e i capi gruppo parlamentari;
  • Se il presidente ha dei dubbi il presidente della repubblica ha la possibilità due diversi istituti:  Pre-incarico  il presidente della repubblica chiede alla persona che pensava di scegliere come presidente del consiglio di svolgere a propria volta delle consultazioni per vedere se le persone lo avrebbero appoggiato oppure no;  Mandato esplorativo  il PdR chiede al presidente di una delle due camere di sovlgere lui delle consultazioni ulteriori. Se il presidente della repubblica una volta che si è chiarito le idee affida l’incarico alla persona che pensa possa ricoprire validamente la carica di presidente del consiglio, di solito la persona incaricata accetta l’incarico con riserva, cioè si prende del tempo per accettare il ruolo, dopodiché scioglie la riserva e accetta l’incarico. A questo punto avviene l’atto scritto, il presidente della repubblica nomina con atti scritto il presidente del consiglio dei ministri e su sua proposta nomina tutti i ministri. Il nuovo governo presta giuramento nelle mani del PdR e da quel momento il nuovo governo entra ufficialmente in carica, entro 10 giorni dal giuramento il governo si presenta alle 2 camere, per chiedere la fiducia, la fiducia viene votata approvando un atto che si chiama mozione di fiducia e che viene votata prima da una camera e poi dall’altra con voto palese, il voto non è segreto ma i deputati e i senatori vengono chiamati uno a uno e dichiarano pubblicamente se intendono appoggiare o no il nuovo governo, il voto non è segreto perché è una decisione importante ed è quindi importante che ognuno si prenda la responsabilità di appoggiare il governo, il voto palese serve ad evitare che le persone votino diversamente da come hanno promesso, la maggioranza necessaria per dare la fiducia è sufficiente la maggioranza semplice, mettere la maggioranza più alta avrebbe rischiato di paralizzare il funzionamento del sistema, a questo punto il governo è entrato nei pieno dei suoi poteri e può iniziare a governare, nei primi 10 gg il governo è in carica ma dovrebbe attenersi a svolgere gli atti necessari in quanto non ha ancora l’appoggio del parlamento. Nel corso dei 5 anni la fiducia può essere interrotta e questo può avvenire per iniziativa del parlamento o per iniziativa dello stesso governo:
  • Mozione di sfiducia  l’iniziativa parte del parlamento, la mozione di sfiducia richiede che 1/10 dei componenti di una camera sottoscriva una mozione la quale non può essere votata prima di 3 gg, questo per consentire a tutti di essere
  • L’indirizzo politico  il governo è l’organo a cui spetta per eccellenza definire l’indirizzo politico dello stato cioè definire quegli obiettivi che uno stato deve perseguire e i mezzi con cui realizzarli, per rendere le sue decisioni effettive il governo ha bisogno del parlamento, i settori sono l’ambito economico, i rapporti con l’esterno e la gestione delle situazioni emergenziali IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA (art.83/84/85/86/87/88/89) La costituzione assegna al PdR un duplice ruolo: 1- Capo dello stato 2- Garante dell’unità nazionale Questo fa si che sia, sia un organo di garanzia e anche un organo politico, ovvero interviene nei processi delle decisioni della politica. Il capo dello stato viene scelto dal parlamento, dalle due camere insieme, in seduta comune + 3 delegati per ogni regione, i 3 rappresentanti devono essere scelti da ogni regione in modo da rappresentare anche le minoranze politiche della regione, i 3 rappresentanti sono spesso scelti dal consiglio regionale e sono gli esponenti più importanti, devono avere provenienza politica diversa. La partecipazione delle regioni è utile perché garantiscono l’unitarietà di tutto lo stato. Il voto è segreto e la maggioranza richiesta è la maggioranza dei 2/3, in quanto la scelta deve essere supportata da un grosso sostegno, se la maggioranza non si riesce ad ottenere per 3 volte consecutive, si scende ad una maggioranza assoluta, questo perché non si può rimanere senza capo di stato, se non si riesce a raggiungere un accordo allora si abbassa l’asticella. Il presidente della repubblica deve avere:
  • La cittadinanza italiana
  • di 50 anni

  • Avere diritti civili e politici Una volta eletto il PdR rimane in carica 7 anni, la durata è diversa per evitare che ogni nuova legislatura queste si eleggessero un loro presidente, il PdR può essere eletto 2 volte (il primo caso fu napolitano). La presidenza ha sede al quirinale, se il PdR deve essere sostituito ci pensa il presidente del senato. Il PdR ha ereditato dalla figura del monarca una regola di responsabilità, regola per cui si tende a considerare il PdR il responsabile. Importante distinguere quello che il PdR fa come privato cittadino e quello che fa come capo dello stato:
  • come privato cittadino è responsabile, ovvero risponde di quello che fa, sia in ambito civile e sia in ambito penale ma solitamente si aspetta a metterlo a processo finché non finisce il suo mandato;
  • come presidente della repubblica non risponde di responsabilità, questa irresponsabilità si applica sia sul piano politico sia sul piano giuridico, l’irresponsabilità politica significa che non c’è nulla che può mandare via il PdR, a livello giuridico è irresponsabile sia civilmente che penalmente, tranne in due casi: alto tradimento e attentato alla costituzione (comportamenti volti a mettere in serio pericolo lo stato), nel caso fosse colpevole di uno di questi due o di entrambi, il PdR viene messo in stato di accusa dal parlamento in seduta comune e viene poi giudicato dalla corte costituzionale alla quale si aggiungono 16 giudici popolari estratti a sorte. L’irresponsabilità del PdR è resa possibile dal fatto che dei suoi atti risponde sempre il ministro competente in quella materia, la costituzione infatti prevede che tutti gli atti del PdR siano firmati dal ministro competente in quella materia, questo istituto è la controfirma ministeriale. ci sono atti del PdR più importante che sono controfirmati sia dal ministro che dal PdCM, se quell’atto non è controfirmato si invalida l’atto. Ci sono due atti che fanno eccezione, ovvero sono validi anche senza la controfirma: gli atti personalissimi (attiene alla vita personale del presidente, l’atto personalissimo per eccellenza sono le dimissioni) e le esternazioni atipiche (sono delle manifestazioni della sua opinione che il presidente fa al di fuori dei canali istituzionali). Il PdR svolge molti compiti, sia nei confronti con gli altri poteri dello stato, sia nei confronti del popolo, nell’esercizio dei suoi poteri il PdR approva degli atti, questi atti sono stati suddivisi dagli studiosi in 3 diversi gruppi a seconda della volontà che esprimono:
  • atti formalmente e sostanzialmente presidenziali  atti adottati dal PdR per sua scelta e che riflettono la sua volontà, vanno comunque controfirmati ma la scelta è sua:  nomina di 5 senatori a vita  nomina di 5 giudici costituzionali  rinvio delle leggi  messaggi alle camere  esternazioni atipiche  convocazione straordinaria delle camere  grazia
  • atti formalmente presidenziali ma sostanzialmente governativi  il PdR viene di fatto a confermare con la sua firma una volontà già espressa da un altro organo:  indice le elezioni e referendum  poteri connessi all’attività normativa: autorizza i ddl  promulga leggi  emana atti con forza di legge e regolamenti  nomina funzionari e conferisce onorificenze  ha vati poteri relativi ai rapporti con altri stati  ha poteri per quanto la difesa e la guerra
  • atti misti o complessi  che riflettono la volontà di due organi, il PdR e il PdCM:

1- Costituzione e leggi costituzionali (leggi che possono modificare la Costituzione, ma non proprio in tutte le sue parti – quindi sono più o meno sullo stesso piano, perché alcune parti della Costituzione non possono essere modificate); 2- Fonti primarie – leggi dello Stato, delle Regioni, *atti con forza di legge (decreto legislativo e decreto legge), referendum abrogativo →fino all’avvento delle Costituzioni moderne, la legge era la fonte più importante di tutte. La legge e ciò che sta su questo piano, si chiamano primarie proprio per questo motivo; 3- Fonti secondarie – regolamenti (di Stato, Regioni, Province e Città Metropolitane, Comuni). Non sono come i regolamenti dell’UE, anche se si chiamano allo stesso modo; 4- Consuetudini – comportamenti ripetuti nel tempo con la consapevolezza/convinzione che siano obbligatori. Sono dette anche usi e sono fonti del diritto non scritte. Oggi si perché c’è sempre più la tendenza ad andare a regolare tutto con delle fonti scritte. Il settore in cui trovano maggiore applicazione è quello rurale. Talvolta capita che due o più di queste fonti entrino in contrasto tra loro. Quando questo accade, si parla di antinomia (nomos → legge; anti →contro). Per questo caso, il nostro ordinamento ha messo a disposizione dei criteri da usare per risolvere le antinomie. Prima, si può provare a risolvere l’antinomia mediante l’interpretazione, nel tentativo di salvare le fonti coinvolte. CRITERI DI SOLUZIONE DELLE ANTINOMIE TRA LE FONTI

  • Gerarchico →si applica quando il contrasto sorge tra due fonti di livello diverso. In tal caso, si applica la fonte di livello superiore. La fonte inferiore (che contrasta con quella superiore) può essere annullata, se si porta davanti all’organi competente. L’effetto di questo criterio è l’annullamento. Per annullare le leggi, l’organo competente è la Corte Costituzione (se la legge contrasta con la Costituzione). Le fonti secondarie che contrastano con le fonti primarie sono annullate dal giudice amministrativo. L’annullamento comporta la perdita di validità per una fonte. La perdita di validità della legge vale per il futuro, per il presente e anche per il passato – per tutti quei rapporti giuridici che sono ancora aperti. L’annullamento produce effetti retroattivi con il limite dei rapporti giuridici chiusi e verso tutti (la legge non verrà più applicata a nessuno) →l’annullamento produce effetti retroattivi (che agiscono sul passato). Se una legge viene considerata “malata/viziata”, non è giusto che continui ad agire. I rapporti sono chiusi quando, ad esempio, alle sentenze non si può più fare appello, oppure anche quando i diritti si sono persi.

Ci sono dei casi in cui anche i rapporti giuridici chiusi si possono aprire →es. il diritto più prezioso è la libertà e questa può essere limitata in caso di condanna ad una pena reclusiva (condanna penale). Se una legge viene dichiarata viziata/incostituzionale e ha limitato la libertà di una persona, si può rivedere la sentenza di condanna.

- Cronologico  scatta quando il contrasto è tra due fonti dello stesso livello, sono importanti uguali e quindi si va a vedere quale è stata approvata per ultima la quale si applicherà, la fonte più vecchia viene abrogata, l’abrogazione comporta la perdita di efficacia. Gli effetti dell’abrogazione sono diversi da quelli dell’annullamento in quando i suoi effetti valgono solo per il futuro, il che significa che tutti i rapporti giuridici sorti prima dell’abrogazione continuano ad essere regolati dalla fonte vecchia. L’abrogazione può avvenire il 3 modi:  Espressa  quando la fonte più recente scrive chiaramente che da quel momento in poi sono abrogate le fonti più vecchie;  Tacita  quando la nuova legge dice cose in contrasto con quella vecchia ma non dichiara che c’è l’abrogazione;  Implicita  abrogazione che non viene spiegata espressamente ma si ha quando tutta la materia viene regolata ex novo, da capo, e allora si da per scontato che questa nuova disciplina sostituisca le fonti precedenti in quella materia.

  • Competenza  le fonti che contrastano tra loro sono prodotte da enti diversi (es: stato-regioni), in questo caso bisogna applicare la fonte prodotta dall’ente a cui spetta quella materia, non rispettare la divisione delle competenze significa non rispettare la costituzione in quanto la divisione di competenze è descritta nella costituzione  qualsiasi violazione annulla qualsiasi decisone;
  • Specialità  prevede che quando una fonte di carattere generale contrasti con una fonte di carattere speciale allora si applichi la fonte speciale, la fonte generale viene riposta, non viene annullata, né abrogata ma viene solo momentaneamente derogata. FONTI DI PRODUZIONE NAZIONALI - La costituzione  il testo della costituzione è costituito da singole disposizioni, frasi, dalle quali noi ricaviamo un significato, questo significato si chiama norma, la nostra è una costituzione rigida LA LEGGE ORDINARIA Fonti primarie  la legge è la fonte che viene chiamata in realtà legge formale ordinaria = formale: atto che ha la forma della legge, approvata dal Parlamento secondo un certo procedimento, anche nella forma deve rispettare certi requisiti che sono l’esito da un processo di approvazione dal Parlamento. ordinaria: perché ha il valore delle fonti primarie, questo attributo di legge ordinaria serve a differenziare la legge fonte primaria da quella costituzionale (sempre approvato dal Parlamento). Approvazione della legge attraverso 3 tappe:
    • La legge deve partire da una iniziativa, dove la legge viene proposta