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Una serie di teoremi e esempi riguardanti funzioni, limiti e integrali in matematica. Il testo copre argomenti come derivate, teoremi di lagrange e l'hopital, integrali indeterminati e regole di integrazione. Vengono inoltre illustrati esempi per spiegare le applicazioni pratiche di queste teorie.
Tipologia: Appunti
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Matemati a Generale
Mar ellino Gaudenzi
23 ottobre 2006
ii
Pag. 1 Capitolo 1. Insiemi, ordinamenti, funzioni
Pag. 89 Capitolo 2. Funzioni esp onenziali e trigonometri he
Pag. 139 Capitolo 3. Cal olo ombinatorio
Pag. 161 Capitolo 4. Lo spazio Rn.
Pag. 183 Capitolo 5. Numeri omplessi
Pag. 201 Capitolo 6. Limiti e ontinuità
Pag. 259 Capitolo 7. Cal olo dierenziale
Pag. 323 Capitolo 8. Teoria dell'integrazione
Pag. 377 Capitolo 9. Funzioni di due variabili
Pag. 419 Bibliograa
Al uni insiemi he si presentano molto frequentemente verranno indi ati on simb oli parti olari, ome N l'insieme dei numeri naturali, io è { 1 , 2 , 3 , ...} Z l'insieme dei numeri interi, io è {..., − 2 , − 1 , 0 , 1 , 2 , ...} Q l'insieme dei numeri razionali R l'insieme dei numeri reali. Un'altro mo do p er indi are gli insiemi (in genere piú pre iso) si ha pre isando una proprietà he veri ano tutti e soli gli elementi dell'insieme. Ad esempio nel aso degli insiemi E, F, G onsiderati in pre edenza p ossiamo usare le notazioni
E = {x : x ∈ N e x ≤ 4 } oppure E = {x ∈ N : x ≤ 4 }
F = {x : x è una vo ale } G = {x : x ∈ N ed x è pari} oppure E = {x ∈ N : è pari.} Supp orremo l'esistenza di un uni o insieme privo di elementi. Esso verrà detto l'insieme vuoto e useremo il simb olo
∅.
Due insiemi A e B si di ono uguali se hanno gli stessi elementi, se io è ogni elemento he appartiene ad A appartiene an he a B e ogni elemento he appartiene a B appartiene an he ad A. Se A e B sono uguali s riveremo
A = B
(altrimenti s riveremo A 6 = B).
Esempio 1.1 Si onsideri A = { 3 , 2 , 1 , 4 } B = { 1 , 2 , 3 , 4 }, C = { 2 , 1 , 4 }, D = {x ∈ N : x^2 = 3}. Si ha: A = B, A 6 = C, B 6 = C, D = ∅.
♣ Denizione 1.1 Se ogni elemento del l'insieme A è an he un elemento del lo insieme B diremo he A è un sottoinsieme di B (oppure he A è in luso in B, oppure he B in lude A) e s riveremo
A ⊂ B oppure B ⊃ A.
Nota 1.1 Dal la denizione data si ha he A ⊂ A qualsiasi sia l'insieme A.
Nota 1.2 Si assume he ∅ ⊂ A per ogni insieme A ( ioè he ∅ è sottoinsieme di ogni insieme).
♣ Denizione 1.2 Se A ⊂ B e A 6 = B diremo he A è un sottoinsieme proprio di B e s riveremo A $ B.
Esempio 1.2 Si onsiderino gli insiemi:
A = {x ∈ N : x è pari}, B = { 2 , 4 , 8 , 12 }, C = { 1 , 2 , 4 , 8 , 12 }. Si ha B ⊂ A e an he B $ A, B ⊂ C e an he B $ C, mentre C 6 ⊂ B. Nel aso di: D = {x : x è la apitale di uno stato europeo }, E = {P arigi, Roma, V ienna}, F = {P arigi, Roma, F irenze, V ienna}, si ha: E ⊂ D e an he E $ F , mentre F 6 ⊂ D.
Nota 1.3 Dati due insiemi A e B, se B ⊂ A e A ⊂ B al lora ogni elemento di A è an he un elemento di B e vi eversa, quindi A = B.
Possiamo onsiderare an he insiemi i ui elementi sia a loro volta insiemi ome ad esempio: A = {N, Z, R}, B = {∅}, C = {{ 1 , 2 }, { 2 , 6 , 7 }, { 1 }}. Osserviamo he B 6 = ∅, infatti B p ossiede un elemento (l'insieme vuoto) dunque non è vuoto. Si osservi an ora he 2 6 ∈ C e he D = { 1 , 2 } 6 ⊂ C, infatti 1 ∈ D ma 1 6 ∈ C.
♣ Denizione 1.3 Sia A un insieme. Con P (A) indi hiamo l'insieme di tutti i sottoinsiemi di A.
Esempio 1. I 1 = { 1 }, P (I 1 ) = {∅, { 1 }} I 2 = { 1 , 2 }, P (I 2 ) = {∅, { 1 }, { 2 }, { 1 , 2 }}, I 3 = { 1 , 2 , 3 } P (I 3 ) = {∅, { 1 }, { 2 }, { 1 , 2 }, { 3 }, { 1 , 3 }, { 2 , 3 }, { 1 , 2 , 3 }}. Si può veri are he se A possiede n elementi, P (A) possiede 2 n^ elementi.
Figura 1.2: Intersezione di due insiemi
Figura 1.3: Dierenza tra due insiemi
♣ Denizione 1.7 Dato un sottoinsieme A di U si di e omplementare di A (ri- spetto ad U ) l'insieme U \ A. Il omplementare verrà denotato on il simbolo cA (oppure C(A)).
Quindi cA = {x : x ∈ U e x 6 ∈ A}. Si osservi he mentre l'unione, l'intersezione e la dierenza non dip endono dall'insieme di partenza U , il omplementare dip ende strettamente da U.
Esempio 1.7 Sia U = N, A = { 1 , 3 , 5 , ...} ( ioè l'insieme dei numeri dispari). cA = { 2 , 4 , 6 , ...} ( ioè l'insieme dei numeri pari). Nel aso inve e U = Z si ha cA = {..., − 3 , − 2 , − 1 , 0 , 2 , 4 , 6 , ...}.
Esempio 1.8 Sia U = R ed A = {x ∈ R : 2 < x < 3 }. Si ha: cA = {x ∈ R : x ≤ 2 oppure x ≥ 3 }.
Esempio 1.9 Veri are he A \ B = A ∩c^ B. Per veri are questa uguaglianza insiemisti a possiamo provare la doppia in lusione, ioè he ogni elemento di A \ B é an he un elemento di A ∩c^ B e
vi eversa. Avremo osí provato he A \ B ⊂ A ∩c^ B e he A ∩c^ B ⊂ A \ B, dunque per la Nota 1.3 si avrà he i due insiemi oin idono. Veri hiamo he A\B ⊂ A∩cB. A tal ne si onsideri un qualsiasi elemento x ∈ A \ B. Per denizione si ha he x ∈ A e x 6 ∈ B. Dunque x ∈ A e x ∈c^ B, e osí x ∈ A ∩c^ B. Veri hiamo ora he A ∩c^ B ⊂ A \ B. A tal ne prendiamo un qualsiasi elemento x ∈ A ∩c^ B. Per denizione si ha he x ∈ A e x ∈c^ B. Dunque x ∈ A e x 6 ∈ B, pertanto x ∈ A \ B. Prop osizione 1.1 (Leggi di De Morgan) Dati due insiemi A e B sottoinsiemi del l'insieme universo U si ha: c(A ∪ B) =c (^) A ∩ cB c(A ∩ B) =c (^) A ∪ cB
Dimostrazione. Proveremo solo la prima relazione c(A∪ B) =c^ A∩ cB, las iamo al lettore la veri a della se onda. Come nell'esempio pre edente proviamo la doppia in lusione. Sia x ∈c^ (A ∪ B), dunque x 6 ∈ A ∪ B. Ció signi a he x non appartiene né ad A né a B, dunque x 6 ∈ A e x 6 ∈ B. Si ha ontemp oraneamente x ∈c^ A e x ∈c^ B dunque x ∈c^ A ∩ cB. Vi eversa sia x ∈c^ A ∩ cB. Si ha p er la denizione d'intersezione: x ∈c^ A e x ∈c^ B, dunque x 6 ∈ A e ontemp oraneamente x 6 ∈ B. Possiamo on ludere he x 6 ∈ A ∪ B dunque x ∈c^ (A ∪ B). ♦
♣ Denizione 1.8 Chiamiamo pro dotto artesiano di due dati insiemi A e B l'insieme ostituito da tutte le oppie ordinate (x, y), essendo x ∈ A e y ∈ B. Il prodotto artesiano verrà indi ato on il simbolo A × B. Esempio 1.10 Siano A = { 1 , 2 , 4 , 7 }, B = {a, b, c}. Si ha A × B = {{ 1 , a}, { 1 , b}, { 1 , c}, { 2 , a}, { 2 , b}, { 2 , c}, { 4 , a}, { 4 , b}, { 4 , c}, { 7 , a}, { 7 , b}, { 7 , c}}.
Eser izi
Risp oste
A ∪ B = {a, b, d, e}. B ∩ A = {b, d}. cB = {a, c}. B \ A = {e}. cA ∩ B = {e}. A ∪c^ B = {a, b, c, d}. cB \c^ A = {a}. c(B ∩ A) = {a, c, e}.
A \ C = (− 2 , −1]. cA = (−∞, −2] ∪ (0, +∞). cB = (−∞, 0) ∪ (6, +∞). (A ∪ B) ∩ C = C. A ∩ C = (− 1 , 0]. B ∩ C = [0, 6). (A ∩ C) ∪ (B ∩ C) = (− 1 , 6).
4a. Se x ∈c^ A \c^ B allora x ∈c^ A e x 6 ∈c^ B, dunque x ∈c^ A e x ∈ B, osì x ∈ B \ A, io è cA \c^ B ⊂ B \ A. Vi eversa se x ∈ B \ A allora x ∈ B e x 6 ∈ A, quindi x 6 ∈c^ B e x ∈c^ A e osì x ∈c^ A \c^ B. Si ha osì B \ A ⊂c^ A \c^ B. Le due relazioni: cA \c^ B ⊂ B \ A, B \ A ⊂c^ A \c^ B impli ano cA \c^ B = B \ A.
4b. Se x ∈ A∪ (B \A) allora o x ∈ A oppure x ∈ B. Poi hé A ⊂ B in entrambi i asi x ∈ B, quindi A ∪ (B \ A) ⊂ B. Vi eversa supp oniamo he x ∈ B. Se x ∈ A allora x ∈ A ∪ (B \ A), se inve e x 6 ∈ A allora x ∈ B \ A, dunque x ∈ A ∪ (B \ A). Quindi B ⊂ A ∪ (B \ A).
Esempio 1.15 Stabilire in ias uno dei asi he seguono se valgono: r =⇒ s, s ⇐= r, r ⇐⇒ s. Nel aso in ui l'impli azione non sia valida se ne determini un ontroesempio. (a) X = N; r: x è un numero pari, s: 5 x è numero pari. (b) X = N; r: x è un numero pari, s: 6 x è numero pari. ( ) X = R; r: x > 5 , s: x + 2 > 5. (d) X = N; r: x è un numero primo, s: x è dispari. (e) X = R × R; r: x > y, s: x^2 > y^2. (f ) X = R+^ × R+; r: x > y, s: x^2 > y^2. (Nota: R+^ = (0, +∞)) Risp oste: (a) L'impli azione r =⇒ s è valida. Infatti un numero è pari se esso è un multiplo di 2, e se un numero è un multiplo di 2 al lora moltipli ato per un qualsiasi altro numero rimane an ora un multiplo di 2. L'impli azione s =⇒ r è valida, infatti se 5 x è pari 2 è un suo divisore, ma 2 non è un divisore di 5, quindi deve essere un divisore di x, di onseguenza x è pari. Poi hé valgono entrambe le impli azioni si ha: r ⇐⇒ s. (b) L'impli azione r =⇒ s è valida (vedi il aso pre edente). L'impli azione s =⇒ r non è valida, x = 5 è un ontroesempio, infatti 6 x = 30 è pari ma x non è pari. L'impli azione r ⇐⇒ s non è valida. ( ) L'impli azione r =⇒ s è valida. L'impli azione s =⇒ r non è valida, x = 4 è un ontroesempio. (d) Un numero primo è un numero he ha ome uni i divisori 1 e se stesso. Quindi 2 è primo ma esso non è dispari, pertanto l'impli azione r =⇒ s non è valida (in questo aso abbiamo un uni o ontroesempio ma iò basta per in- validare l'impli azione). L'impli azione s =⇒ r non è valida, x = 15 è un ontroesempio. L' impli azione r ⇐⇒ s non è valida. (e) L'impli azione r =⇒ s non è valida, la oppia x = 2, y = − 3 è un ontro- esempio. L'impli azione s =⇒ r non è valida, la oppia x = − 3 , y = 2 è un ontroesempio. L' impli azione r ⇐⇒ s non è valida. (f ) Una del le proprietà dei numeri reali stabilis e he se a > b e c > 0 al lora ac > bc (se in una disequazione moltipli hiamo entrambi i membri per uno stesso numero positivo la disequazione si onserva). Pertanto se x, y sono numeri positivi si ha: x > y =⇒ xx > xy e xy > yy (moltipli hiamo prima per x e poi per y), pertanto x > y =⇒ x^2 > xy > y^2 dunque l'impli azione r =⇒ s è valida. Sia ora x^2 > y^2. Si avrà x = y oppure x < y oppure x > y, mostriamo he solo l'ultima relazione è possibile. Infatti se x = y al lora x^2 = y^2 dunque non possiamo avere x^2 > y^2. Se inve e x < y, poi hé x ed y sono positivi dal la validità del la impli azione r =⇒ s (già veri a in pre edenza) si ha x^2 < y^2 he
non può essere vero. Dunque si deve avere x > y e l'impli azione s =⇒ r è valida. Poi hé valgono entrambe le impli azioni si ha: r ⇐⇒ s.
Molti dei risultati he vedremo durante il orso onsisteranno proprio nello stabilire he una erta impli azione logi a: r =⇒ s è valida. r si hiama l'ipotesi , s si hiama la tesi , il pro edimento logi o he i p er- mette di veri are la validità dell'impli azione si di e la dimostrazione. Ip otesi, tesi e dimostrazione ostituis ono il teorema.
r =⇒ s si legge an he r è ondizione su iente p er la validità di s, oppure s è ondizione ne essaria p er la validità di r. r ⇐⇒ s si legge: r è ondizione ne essaria e su iente p er la validità di s Una ondizione su iente r è quindi una ondizione il ui veri arsi omp or- ta automati amente il veri arsi della proprietà s. Ad esempio: x è tos ano è una ondizione su iente an hé valga la ondizione x è italiano. Una ondizione ne essaria s è inve e una ondizione he è onseguenza del veri arsi di r. Ad esempio: x è europ eo è una ondizione ne essaria an hé si veri hi la ondizione x è italiano.
Esempio 1.16 Condizione ne essaria (ma non su iente) an he un numero
2 sia primo è he esso sia dispari. Condizione su iente (ma non ne essaria) an he un numero x sia primo è he x ∈ { 11 , 13 , 17 , 19 , 23 }. Condizione ne essaria (ma non su iente) an he un numero x sia positivo è he il suo quadrato sia positivo. Condizione ne essaria e su iente an he un numero sia positivo è he il suo ubo sia positivo.
Esempio 1.17 Sia A = { 1 , 7 , 8 , 9 , 12 , 13 }. L'enun iato ∀x ∈ A, x è dispari è falso, x = 8 è un ontroesempio. L'enun iato ∀x ∈ A, x è minore di 100 è vero. L'enun iato ∃x ∈ A, x è multiplo di 3 è vero, infatti 9 è multiplo di 3. L'enun iato ∃x ∈ A, x è multiplo di 5 è falso, infatti ogni elemento di A non è multiplo di 5.
Esempio 1.18 Sia A = R. L'enun iato ∀x ∈ A, x^2 ≥ 0 è vero. L'enun iato ∀x ∈ A, x^2 > 0 è falso x = 0 è un ontroesempio.
Esempio 1.19 Ogni gio atore del l'Udinese è italiano. L'enun iato è falso, Sensini è un ontroesempio.
Esempio 1.20 C'e almeno una persona is ritto al primo anno di E onomia he è olandese. Falso, tutte le persone is ritte non sono olandesi.
Eser izi
Stabilire quali delle seguenti impli azioni ed equivalenze ( onsiderate sull'insie- me X) sono valide:
p er quanto grande sia il negozio, il numero di gia he a vento è nito e quindi i sarà una gia a he avrà un prezzo più alto di tutte le altre, e. Ma noi avremo a he fare soprattutto on insiemi inniti e qui le ose ambiano ompletamen- te, il massimo p otrebb e non esistere. Intro durremo an he i on etti di estremo sup eriore ed inferiore an h'essi imp ortanti quando si trattano insiemi inniti.
♣ Denizione 1.10 Sia X un insieme. Un sottoinsieme ℜ del prodotto artesiano X × X si di e una relazione in X.
Vi sono diverse relazioni he si p ossono onsiderano su un insieme, noi siamo interessati prin ipalmente alle relazioni d'ordine. A tal ne onsideriamo le seguenti proprietà di una relazione:
♣ Denizione 1.11 Sia X un insieme ed ℜ una relazione in X. Diremo he ℜ è un preordinamento se essa possiede le proprietà 1 e 2.
♣ Denizione 1.12 Sia X un insieme ed ℜ una relazione in X. Diremo he ℜ è una relazione di preferenza se essa possiede le proprietà 1 , 2 , 4.
♣ Denizione 1.13 Sia X un insieme ed ℜ una relazione in X. Diremo he ℜ è un ordinamento totale se essa possiede le proprietà 1 , 2 , 3 , 4.
Nota 1.5 Poi hé tratteremo solo relazioni d'ordine, possiamo sostituire la no- tazione (x, y) ∈ ℜ on la notazione x y più sinteti a ed espressiva.
Nota 1.6 x ≺ y signi a x y ma x 6 = y. Useremo tale ulteriore nota- zione solo nel aso di ordinamenti totali. Nel aso di relazioni he sono solo di preferenza, tale notazione puó generare onfusione in quanto puó su edere ontemporaneamente he x ≺ y e y ≺ x.
Esempio 1.21 (Ordinamento naturale) Sia X = R e si onsideri la seguente relazione denita su X: x y se x ≤ y.
(Si fa ia attenzione al signi ato: abbiamo un insieme e su esso introdu iamo una relazione he indi hiamo on , la relazione è data dal minore o uguale solito ioè x y se x è minore oppure uguale ad y). Veri hiamo la validità del le proprietà introdotte:
In on lusione la relazione data è un ordinamento totale su R. (Si deve osservare he nel veri are le varie proprietà del la relazione i siamo basati sul le proprietà usuali dei numeri reali, una più orretta dimostrazione dovrebbe basarsi sugli assiomi dei numeri reali he verranno introdotti su essivamente.
Esempio 1.22 Sia X = R e si onsideri la seguente relazione denita su X:
x y se |x| ≤ |y|.
Per questa relazione avremo ad esempio: 1 − 2 , − 3 − 6 : Veri hiamo la validità del le varie proprietà: