Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Il Turismo in Italia: Dall'Ottocento al Novecento, Appunti di Storia

Appunti di storia del turismo del corso di gestione e valorizzazione dell'università La sapienza di Roma

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 21/01/2021

sg27
sg27 🇮🇹

5

(1)

4 documenti

1 / 62

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
+7
STORIA DEL TURISMO
link per seguire le prossime lezioni di storia del turismo è il seguente https://uniroma1.zoom.us/j/
81823283510?pwd=U2F4dU1mWDloNHBjOXE5Umc5Y28rQT09
http://meet.google.com/tmt-frcq-mda
PROGRAMMA DEL CORSO
1) Sviluppo storico del turismo
a) evo antico
b) medioevo
c) età moderna
2) Nascita e sviluppo del Grand Tour
3) Le città termali inglesi
4) La nascita delle città delle vacanze
5) La scoperta del Mediterraneo
6) Le città termali in Italia
7) Dal Grand Tour al viaggio di piacere
8) I viaggi borghesi
9) I viaggi degli italiani durante il Risorgimento
10) Le esposizioni universali
11) I viaggi dopo l'unità d'Italia
12) Nuove pratiche: il turismo termale
13) Nuove pratiche: il turismo balneare
14) La nascita del Club Alpino Italiano
15) La nascita del Touring Club Italiano
16) TCI e nation building
17) Il turismo durante la belle époque
18) Turismo e prima guerra mondiale
19) Turismo e primo dopoguerra
20) La nascita dell' ENIT
21) Fascismo e turismo
22) L'uso politico del fascismo
23) OND e pratiche turistiche
24) BTurismo sui campi di battaglia
25) Turismo al confine d'Italia
26) Turismo nelle colonie italiane
a) Libia
b) Rodi e Isole Egee
c) AOI
27) Turismo e secondo dopoguerra
28) Alto Commissariato per il Turismo
29) La nascita del Ministero del Turismo e dello Spettacolo
30) Turismo di massa
31) Turismo e paesi extraeuropei
32) Turismo postmoderno
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b
pf1c
pf1d
pf1e
pf1f
pf20
pf21
pf22
pf23
pf24
pf25
pf26
pf27
pf28
pf29
pf2a
pf2b
pf2c
pf2d
pf2e
pf2f
pf30
pf31
pf32
pf33
pf34
pf35
pf36
pf37
pf38
pf39
pf3a
pf3b
pf3c
pf3d
pf3e

Anteprima parziale del testo

Scarica Il Turismo in Italia: Dall'Ottocento al Novecento e più Appunti in PDF di Storia solo su Docsity!

STORIA DEL TURISMO

link per seguire le prossime lezioni di storia del turismo è il seguente https://uniroma1.zoom.us/j/ 81823283510?pwd=U2F4dU1mWDloNHBjOXE5Umc5Y28rQT http://meet.google.com/tmt-frcq-mda PROGRAMMA DEL CORSO

  1. Sviluppo storico del turismo a) evo antico b) medioevo c) età moderna
  2. Nascita e sviluppo del Grand Tour
  3. Le città termali inglesi
  4. La nascita delle città delle vacanze
  5. La scoperta del Mediterraneo
  6. Le città termali in Italia
  7. Dal Grand Tour al viaggio di piacere
  8. I viaggi borghesi
  9. I viaggi degli italiani durante il Risorgimento
  10. Le esposizioni universali
  11. I viaggi dopo l'unità d'Italia
  12. Nuove pratiche: il turismo termale
  13. Nuove pratiche: il turismo balneare
  14. La nascita del Club Alpino Italiano
  15. La nascita del Touring Club Italiano
  16. TCI e nation building
  17. Il turismo durante la belle époque
  18. Turismo e prima guerra mondiale
  19. Turismo e primo dopoguerra
  20. La nascita dell' ENIT
  21. Fascismo e turismo
  22. L'uso politico del fascismo
  23. OND e pratiche turistiche
  24. BTurismo sui campi di battaglia
  25. Turismo al confine d'Italia
  26. Turismo nelle colonie italiane a) Libia b) Rodi e Isole Egee c) AOI
  27. Turismo e secondo dopoguerra
  28. Alto Commissariato per il Turismo
  29. La nascita del Ministero del Turismo e dello Spettacolo
  30. Turismo di massa
  31. Turismo e paesi extraeuropei
  32. Turismo postmoderno

Turismo insieme di attività e persone che effettuano un soggiorno o uno spostamento al di là della loro abituale dimora per una notte o per un periodo inferiore a un anno. Escursionista è chi non effettua pernottamento e rientra entro le 24h Tema del viaggio nel mondo antico greco-romano. Grande spazio veniva dedicato all’otium (tempo in cui le classi aristocratiche non avevano impegni pubblici e politici). Anzio ville marittime distinte dalle rustiche deputate alla produzione agricola. Erano ville per soggiorni. Uno dei primi tentativi di spiegare la crescita del consumo dei servizi turistici è quello di legarla alla curva di Engel, uno statistico tedesco che aveva pubblicato uno studio nel quale più la famiglia è povera maggiore sarà la propensione alla spesa destinata solo ed unicamente generi alimentari, quando una famiglia è più ricca invece minore sarà la proporzione di generi alimentari nella spesa totale e quindi maggiore sarà la loro rendita dei consumatori migliore sarà la possibilità che questa famiglia possa spendere il loro reddito per attività diciamo terziarie per servizi fra cui quelli turistici. Poi la nascita del turismo di massa ha fatto esplodere il fenomeno attraverso i consumi turistici che sono generalizzati e aumentati attraverso un’offerta turistica che è sempre più mirata ad accontentare le diverse fasce di consumatori. Il tempo libero è sicuramente uno dei principali vettori del turismo, veniva rivendicato come un diritto da parte di uomini appartenenti ai più alti ceti in quella che era l’antica Roma. Solo il cittadino che era nobile di nascita e aveva l’obbligo di farsi carico degli affari pubblici, poteva usufruire del diritto all’ otium , cioè un riposo che gli consentiva di ritrovare se stesso attraverso la letteratura, l’esercizio fisico e altre tipi di attività. Nell’alto medioevo l’ozio veniva percepito come un vizio e quindi era denigrato: era il lavoro a consentire all’uomo di essere dignitoso e quindi non c’è la possibilità di praticare l’otium. Nel basso medioevo le varie espressioni del tempo libero e invece acquistarono maggiore libertà e diventarono più lecite e venne reintrodotta una dimensione ludica nella vita degli uomini. Man mano che poi andiamo avanti nel tempo diciamo che la condizione dell’ozio era sicuramente favorevole agli aristocratici e solo a loro era riconosciuto un valore sociale mentre il resto del popolo c’era una diffusa opinione che i passatempi per i più poveri fossero delle pratiche dissolute. Fino alla rivoluzione industriale non c’era una divisione netta tra il tempo libero e il tempo dedicato al lavoro, con questa cambia il modo di concepire le attività sociali come legate interamente a degli obblighi imposti dalla comunità. Nella fase dell’industrializzazione in realtà non c’era molto tempo per l’ozio e per il tempo libero perché il lavoro nelle fabbriche era davvero molto stressante e impiegava gran parte della giornata degli operai e il monte ore si aggirava attorno alle 3500 ore l’anno che sono pari a 12 ore per 300 giorni l’anno e altre 10 ore erano destinate per mangiare e dormire quindi restava solo un 18% del tempo per oziare. Ovviamente questa divisione del lavoro era molto diversa: negli Stati Uniti si lavorava di più che in Europa e ancora oggi è così e solo con i sindacati e con la diffusione del suffragio universale si è avuto un una condizione nella quale il turismo potesse svilupparsi e potesse passare da un turismo di elite a un turismo di massa. I primordi del turismo.

avevano delle proprietà benefiche per la salute. A partire dal II secolo si era diffusa la moda dei bagni pubblici che arrivarono ad essere circa 170 nella sola città di Roma. La moda era quella di andare in questi bagni pubblici per fare le terme e l’impero voleva diffonderli sempre di più anche tra la gente comune per curare la loro igiene. Il bagno quindi divenne un momento di svago accessibile a tutti, anche ai più umili. Tuttavia la fama delle terme romane e delle grandi città di villeggiatura era dovuta anche al fatto che erano considerati dei luoghi di divertimento assoluto oltre che di cura termale. Lo dimostra il fatto che nei pressi degli stabilimenti termali erano sorte una serie di locande frequentate da giovani o meno giovani desiderosi di eccedere con l’alcol. Con la diffusione del cristianesimo si chiuse l’epoca dei bagni e delle città termali. La nuova visione della vita condannava le pratiche termali e i benefici che ne derivavano poiché si affermò il principio del primato dello spirito e della mortificazione della carne. Il bagno ai fini terapeutici sopravvisse fra le classi più povere e popolari che continuavano ad avere un’influenza pagana e non erano dediti al culto del cristianesimo. Nel corso del trecento iniziarono a comparire anche dei trattati medici sulla idroterapia e della creinoterapia che spiegavano i benefici della cura delle acque termali, questo consentì progressivamente alle stazioni termali di uscire dall’ostracismo della prima fase del cristianesimo. Ritornarono in auge e si trasformarono diventando delle pratiche lecite e in terapie che favorissero la guarigione del corpo. Molto probabilmente il primo momento in cui si può parlare di turismo è con del le forme di pellegrinaggio che sono presenti in tutte le società antiche. Secondo infatti gli antropologi e gli archeologi i viaggi a scopo religioso erano anche presenti nelle società tribali il turismo religioso è stato istituzionalizzato poi con le grandi religioni dall’induismo al buddhismo, al cristianesimo fino all’Islam. Ma anche nell’antica Grecia erano presenti altari e oracoli, mete di pellegrinaggio e fra gli egizi i babilonesi e Sumeri c’erano dei luoghi sacri oggetto di visite da parte dei pellegrini. Con il crollo dell’impero romano crollano i pellegrinaggi pagani perché nasce il Cristianesimo ma nascono altre forme di pellegrinaggio che sono di 2 tipi:

  • Pellegrinaggi come viaggi devozionali : 3 pellegrinationes mayores (quelli da fare almeno una volta nella vita): Roma tomba di San Pietro, Compostela in Spagna alla tomba di San Giacomo -uno dei primi apostoli martirizzati- e quello più impegnativo con la visita al santo sepolcro a Gerusalemme dove fu seppellito Gesù
  • Pellegrinaggi penitenziari : venivano effettuati per espiare i peccati commessi e per guadagnarsi la salvezza eterna. Aumentarono parallelamente alla concessione delle indulgenze concesse dalla Chiesa e soprattutto dopo l’anno 1000 quando venne introdotto il concetto di Purgatorio che si affiancò a quello di Paradiso e Inferno. I pellegrinaggi introducono una nuova viabilità dovuta a esigenze, viene creata la via francigena, in Italia c’era un tratto che portava anche a Santiago. Oggi sono stati riallestiti. Il pellegrino tornava con simboli o souvenirs altro fenomeno è quello dei clerici vagantes : religiosi che si spostavano da un monastero e da un’abbazia all’altra soprattutto nell’ambito degli scriptoria quando gli amanuensi facevano gli scritti Il pellegrinaggio verso Gerusalemme ebbe grande successo nel IV secolo quando cessarono le persecuzioni e il cristianesimo divenne la religione degli imperatori. A volte i pellegrini si stabilirono nella terra santa o in qualche zona isolata lungo il cammino. Dopo il 1244 i crociati persero Gerusalemme e raggiungere la Terra Santa divenne sempre più pericoloso per l’instabilità politica per di quella zona. Attorno al IV secolo sono datati i primi pellegrinaggi verso Roma, un fenomeno di devozione popolare verso i papi e imperatori e le mete più importanti erano le catacombe e i numerosi

santuari e le numerose chiese. Tra i pellegrini c’erano anche tanti peccatori che si recavano a Roma per espiare le proprie colpe. La terza meta Compostela è il luogo dove si trova il sepolcro di San Giacomo dove c’erano numerose leggende e divenne il simbolo della lotta contro i mori nel corso del seicento Santiago cominciò a perdere importanza a causa di tutti gli altri luoghi santi che cominciarono a nascere nella Spagna ma fino al seicento era la meta più importante della penisola iberica. Altri luoghi di culto molto importanti furono Tours in Francia dove si trova la tomba di San Michele Arcangelo e Canterbury dove si venerava San Thomas Beckett mentre gli italiani cominciarono a recarsi a Padova alla tomba di Sant’Antonio. L’apogeo del pellegrinaggio fu nel corso del medioevo quando il pellegrino divenne una cosa molto in voga, il medioevo era l’epoca in cui la religione divenne parte integrante di tutti gli aspetti della vita sociale, politica e soprattutto entrò a far parte di quella che era la pratica sociale. Tutta la teoria prodotta in ambito ecclesiastico i tribunali dell’inquisizione del XIII secolo erano impiegati nella persecuzione dell’eresia e si ricorse sempre più al pellegrinaggio soprattutto come quello in Terrasanta come pena accessoria o come commutazione della pena della croce era una delle pene più miti inferte a chi accusato di eresia. Questi pellegrini viaggiavano portando sulla schiena e sul petto due grandi croci di stoffa, la grande epoca dei pellegrinaggi si concluse nel 300 quando non vennero più imposti per sentenza del tribunale dell’inquisizione e quando si verificarono come dei semplici viaggi a scopo religioso e anche per ragioni culturali e di puro piacere. Più in avanti fu posto un freno a tutti questi viaggi sia dalla Chiesa cattolica sia dai protestanti poiché erano tantissimi le presunte reliquie e bisognava dare un’ottica di compatibilità alla pratica religiosa rispetto a questi luoghi di culto spesso lontani sia da Dio sia dalla religione. Un altro pellegrinaggio importante oltre a quello di Tours nel V secolo a quelli di Canterbury nel 200 fu quello di Lourdes nell’800 e nel 900 c’erano le formazioni di nuove mete di pellegrinaggio dettate da una forte casualità e dalla sacralità o meno del posto si aggiunsero ben presto Mont San Michelle dove ci fu l’apparizione di San Michele Arcangelo, Loreto in Italia dove c’era una devozione popolare è una raccolta di vari miracoli e tante altre mete moderne come Fatima o Medjugorije che più recentemente sono salite alla ribalta. E tra i vari pellegrinaggi cristiani c’è un pellegrinaggio che assume un significato particolare : il giubileo. Nel 1300 a Roma migliaia di fedeli si riversarono nella città per festeggiare l’anno santo fu Papa Bonifacio VIII a proclamare il primo giubileo e questo venne proceduto da preceduto da diversi lavori per la sistemazione delle strade di Roma e per l’organizzazione per ospitare questi pellegrini. Il giubileo fu uno dei trionfi del papato e circa 200.000 pellegrini raggiunsero Roma nell’anno Santo, provenivano da molto lontano Spagna, Francia, Germania, Ungheria e ci fu un grande sforzo per l’approvvigionamento di cibo e l’accoglienza di questi pellegrini che interessò sia Roma sia tutte le cittadine intorno Roma che collaborarono per fornire materiale e cibo. Il secondo giubileo si tenne nel 1350 durante il papato di Clemente VI anche in quest’occasione affluirono a Roma migliaia di donne, bambini, poveri e ricchi e ci fu una grande differenziazione di ceto sociale perché i poveri si spostavano in gruppi numerosi, i ricchi potevano trovare delle soluzioni più confortevoli e inviarono una domanda di dispensa dal Papa sostituendolo con un esborso monetario. Da qui ci furono tanti altri giubilei come i giubilei del 500 che risentirono del cambiamento e della trasformazione che stava vivendo l’Europa, infatti, il grande desiderio di cercare risposte su una spiritualità comune, a causa di una spiritualità interiore austera che la Chiesa romana non era comunque in grado di soddisfare e anche per le indulgenze e le compravendite di espiazione dei peccati che facevano arricchire la Chiesa romana quindi tra il 1570 e il 1650 si registrò una fioritura del pellegrinaggio romano che era iniziata nell’epoca nella della controriforma cioè una risposta della Chiesa cattolica alla diffusione del protestantesimo quindi per farla breve ci fu la riforma protestante all’inizio del 500 nel 500 che andava a contestare quelle che erano le pratiche della Chiesa romana che vertevano sul proprio arricchimento e questo

punto di vista politico è favorito da un grande evento che segna l’Europa con la pace di Cateu Cambresie 1559 che segna la fine delle guerre di predominio tra Francia e gli Asburgo per la conquista dell’Italia. È una pace importante che inaugura un nuovo equilibrio europeo fino alla guerra dei 30 anni. Il grand tour è una forma di viaggio che sottende a una mobilità di tipo intellettuale, c’è uno scopo informativo didattico di conoscenza di nuove realtà. Il Grand tour fu un fenomeno di costume soprattutto inglese che prevedeva che un rampollo delle classi alte dell’aristocrazia non poteva non fare dei viaggi culturali che prevedevano il soggiorno in Francia e in Italia e sulla via del ritorno anche in Germania o in Olanda per osservare fenomeni di carattere politico e culturale in maniera diretta. Il fenomeno è l’espressione dell’empirismo inglese, uno dei fattori che concorre alla formazione e diffusione del gran tour. È necessario, infatti, osservare direttamente i fenomeni e attraverso lo studio del particolare giungere alla conoscenza dell’universale. Uno dei maggiori sostenitori del gran tour è Bacone che nel 1597 scrive un decalogo per i giovani viaggiatori Off travel con conventi, monasteri, tribunali, il carnevale e tante cose da vedere. Pone le basi per quelle che saranno le prime guide per viaggiatori che si divideranno in 2 filoni: -opere per il viaggio guide propriamente dette che sono uno degli strumenti di viaggio -opere del viaggio cioè dai diari, dai journal e dalle memorie che lasciavano i viaggiatori L’esperienza del viaggio era un’esperienza che il giovane poteva fare affiancato da uno o più tutori che dovevano guidare l’apprendimento culturale e dovevano scegliere dei maestri nelle varie città in cui si soggiornava. Il gran tour aveva all’inizio una durata molto lunga che andava dai tre ai quattro anni proprio perché doveva garantire la formazione culturale ed era concepito come una sorta di scuola itinerante poi diciamo che la durata diminuì. Gli itinerari dell’aristocrazia dell’Europa continentale erano diversi da quelli degli inglesi e passavano tutti dall’Italia che era una delle mete obbligatorie. Questa Preferenza favorì il ruolo dell’Italia come paese chiave del fenomeno del gran tour il paese era considerato il paese più importante per prodotti artistici, manifatture, libri e per gli ingegneri e gli artisti. Il carattere cosmopolita di centro del mondo di Roma era uno degli aspetti più importanti e più allettanti per gli stranieri che giungevano in città ma non solo Roma era una delle città più ambite, c’erano anche le altre città d’arte come Firenze, Venezia, Napoli e via dicendo. Nella seconda metà del seicento affianco al gran tour si diffuse la nuova pratica di soggiorno nei collegi per dei giovani nobili nelle varie città italiane, frequentati soprattutto da studenti di lingua tedesca. C’era un’idea diffusa dell’Italia come civiltà urbana progredita e creatrice poi, nel corso del settecento, l’Italia e il Mediterraneo in generale erano la connotazione poi di un ritardo economico soprattutto ad occhio degli inglesi. Nell’Italia del settecento abbiamo la preminenza dell’Italia negli itinerari del gran tour ma è l’atteggiamento dei gran turisti che mutò in un atteggiamento più turistico di un viaggio più di piacere che offriva la possibilità di vedere ambienti naturali diversi al paese d’origine e una cultura totalmente differente. All’inizio dell’ottocento il viaggio superava i quattro mesi e il gran tour cambiò radicalmente non più facendo muovere i ragazzi tra i 20 e 30 anni ma uomini tra i 30 e 40 anni sicuramente giovani appartenenti alle classi medie e aristocratiche. Le città italiane si attrezzarono nel settecento per

ospitare e far divertire i nuovi turisti per i quali la cultura non era soltanto l’unico driver per muoversi. In questo periodo ci furono la costruzione anche di navi, la realizzazione di mappe dettagliate e quindi anche la tecnologia favorì lo sviluppo del turismo in Italia, infatti, fino al 1830 si viaggiava soprattutto a cavallo e per raggiungere Roma da Londra ci volevano tre o quattro settimane quindi con la nave c’erano sicuramente delle condizioni di viaggio più favorevoli. I ricchi avevano modo di viaggiare in una maniera più confortevole dei più poveri che dovevano utilizzare i mezzi pubblici e che avevano una condizione di viaggio davvero molto difficile. Nel corso dell’ottocento il gran tour tradizionale passò di moda e una delle mete preferite divenne l’India i suoi panorami naturali, le ricchezze architettoniche, i safari ma anche altre mete più esotiche come il Sudafrica, lo Sri Lanka, l’Australia e la Nuova Zelanda. Anche l’Egitto fu uno dei paesi che esercitò un grande fascino, rappresentato dal suo grande patrimonio archeologico e quindi la moda del gran tour europeo sopravviveva solo grazie agli americani benestanti che iniziarono a girare l’Europa e le varie città d’arte europee e italiane. L’aspetto del grand tour come viaggio culturale e contemporaneamente di svago faceva sì che non morisse mai del tutto, anche se la nostra società ora ha cambiato i ritmi di lavoro e di vita e i tempi si sono accorciati, il gran tour è l’antenato di quello che oggi possiamo definire turismo culturale. La storia dell’ospitalità Hospitalia ossia gli ospizi lungo la via francigena per garantire ai pellegrini una modesta sistemazione con vitto e alloggio ma anche la possibilità di curarsi se malati. Ancora oggi alcuni ospedali dei pellegrini discendono da quelli. A Roma vengono costruiti questi hospitalia dove per accedervi era richiesta una sorta di tessera di riconoscimento rilasciata dalle autorità religiose del luogo di partenza del pellegrino. La storia dell’ospitalità può essere sintetizzata fra due grandi epoche: quella della ospitalità gratuita concessa allo straniero di passaggio, secondo delle modalità presenti nelle civiltà del passato e soprattutto quella a pagamento che contraddistingue invece il turismo moderno. La comunicazione tra le diverse popolazioni e le relazioni economiche avevano alla base l’istituzione dell’ospitalità gratuita con la quale si concedeva solamente l’alloggio ma anche una protezione dai pericoli, per esempio, come avveniva in Grecia. Il symbolon è in Grecia e la tessera hospitalis fra i romani che era un piccolo oggetto che serviva come presentazione e attestava le comuni frequentazioni delle varie località e in alcuni casi erano previste ospitalità gratuita tra i trattati dei vari Stati, per esempio, le città greche assicuravano reciprocamente un diritto-dovere di ospitare gratuitamente le persone. In epoca romana per rendere meno gravoso questo onere per i singoli gestori e ripartirlo fra tutta la comunità vennero realizzati degli alloggi pubblici per ospiti ufficiali e quindi c’erano delle foresterie dove gli ospiti ricevevano vitto alloggio gratuito, in Grecia però fecero la loro comparsa ben presto le locande che favorivano alloggio viaggiatori anche dietro pagamento e l’ospitalità fu basata su delle case private dove ne troviamo traccia anche nelle varie commedie di Aristofane. Queste locande erano chiamati xenodochia poi divennero hospitium o hospitalia romani perché non accolsero solo i pellegrini ma anche la gente più povero. Erano nominate così ed erano sicuramente riservato a una clientela umile nell’antica Roma le persone perbene evitavano le strutture a pagamento anzi diffamavano chi le frequentava ed erano ospitati dalle altre persone dell’aristocrazia nelle villa, la villa stessa era il simbolo dell’economia schiavista romana che ospitava gli schiavi ma anche i Patrizi che soggiornavano nelle proprie proprietà.

sistemazioni dal livello qualitativo molto basso molto basso nelle piccole località. Nelle città di Verona, Ferrara, Bologna e soprattutto Venezia erano molto buone le locande e gli alberghi ed erano piuttosto costosi. Firenze nel 400 era molto sviluppata e poi dopo conobbe un declino diversa era la situazione di Roma che aveva una gerarchia ecclesiastica al suo interno e aveva l’esigenza di ospitare tanti cittadini per il giubileo e ospitava anche vescovi prelati e gran turisti e probabilmente una molteplicità di visitatori è all’origine di un sistema piuttosto sviluppato a livello ricettivo. Si andò a migliorare con la presenza di numerose locande e alberghi poichè nel periodo di 500 e 600 molti viaggiatori preferire l’alloggio presso case private che costavano meno ed erano più confortevoli per le lunghe permanenze poi ci fu un ritorno delle locande conosciute già nel corso del quattrocento. Da questo quadro così vivace dell’ospitalità professionale in epoca moderna è possibile capire che l’ospitalità professionale si sviluppò in tutti i diari di viaggio fino ad arrivare a noi e il pernottamento presso alberghi e locande risultava un’abitudine diciamo consolidata e il tenore dell’offerta era molto disomogenea, infatti, nei piccoli centri e sulle vie di comunicazione il livello qualitativo delle locande era basso mentre nelle grandi città si era dediti a soddisfare una clientela di lusso e il livello gli standard qualitativi erano molto più alti. Dell’hotellerie di lusso la svolta più importante ci fu nel settecento e nell’ottocento quando appunto si inventò un modello di albergo di lusso molto importante come il first class hotel oppure l’exchange hotel negli Stati Uniti e anche grand hotel in Europa ma sono proprio gli Stati Uniti ad aprire ad una nuova dimensione del turismo di lusso, infatti, nella prima metà dell’ottocento si venne a creare una categoria di alberghi che avevano delle strutture imponenti come almeno 100 stanze. Avevano la forma di un’impresa e l’affidamento ai professionisti del mercato e un personale molto preparato composto da uomini liberi e non da schiavi e quindi pagati. In Europa il primo paese a porsi il problema di garantire l’Hostellerie di lusso fu proprio la Francia che si attrezza ben presto con dei grandi hotel come l’hotel du Louvre e altri grandi hotel ma il fenomeno più importante fu quello degli hotel di lusso che proliferarono proprio in tutto l’ottocento perché il turismo era ancora un fenomeno di tipo elitario. Il quadro della struttura dell’offerta ricettiva comincio a mutare negli anni 20 e 30 del 900 quando appunto si cominciò ad istaurare il tipo di turismo di massa negli Stati Uniti e in Europa. Negli Stati Uniti appunto vediamo come la struttura ricettiva mutò nei campeggi e nei motel che erano entrambe soluzioni economiche che facevano in modo che tutte le famiglie anche quelle del ceto medio potessero usufruire di un’esperienza outdoor. Il modello accoglieva i sostenitori di un altro modello di vacanza che era radicato nella tradizione americana cioè vale a dire il tour della scoperta degli Stati Uniti che era un’espressione soprattutto molto ottocentesca che celebrava l’egemonia americana e l’amore per il proprio paese e la formazione di un’identità culturale del proprio paese. La diffusione dell’automobile favorì i vari itinerari che si moltiplicarono come i viaggi e le vacanze e quindi il motel finiva per rappresentare la tappa di un tour della classe media americana che faceva sì che si potesse costituire la propria identità. Il successo fu enorme si passa dai 3000 motel del 1928 a 13.500 del 1939, quindi con un incremento di oltre 10.000 unità in pochi anni in appena un decennio Dopo la crisi del ‘29 il successo appunto risultò speculare a questa cosa perché il reddito calò e quindi i motel erano molto comodi a basso prezzo per chi voleva viaggiare in macchina e gli imprenditori delle periferie americane si arricchirono tantissimo. I motel e i campeggi furono le forme di turismo del ceto medio e poi della classe operaia per fare in modo che loro tempo libero e le loro vacanze potessero prendere forma negli Stati Uniti del primo novecento. Nuove forme di accoglienza si affiancarono ai più tradizionali hotel che erano dediti ad una clientela diciamo del ceto medio-alto in Europa e ci furono nuove formule ricettive più adatte ad una visita a delle esigenze minori e con un pubblico che aveva una capacità di spesa minore ci

furono le company house che rappresentavano qualcosa di intermedio fra gli alberghi e le case in affitto, si affittava la camera e si acquistava il cibo e poi lo si faceva cucinare dall’affittacamere. Nei paesi mediterranei invece si accompagnò alla nascita delle piccole pensioni a gestione familiare tutto compreso questo tipo di offerta è incentrata sulla fornitura di un servizio base in un clima accogliente e sereno e fu la fortuna di alcune località turistiche negli anni 50 negli anni 60 per esempio Rimini. Negli anni 70 e 60 del 900 invece i modelli cambiano e c’è una diffusione dei tour operator e quindi dei voli charter e c’è anche la creazione delle catene alberghiere che avviene soprattutto negli Stati Uniti dove dove genera dei vantaggi in senso di marketing e per esempio alcune come la Statler fu creata ai primi del 900 da un ristoratore e la Hilton che aveva creato nel 1919 e un albergo e comincia a possederne in 10 anni oltre sette alberghi, la Sheraton che sono ancora le compagnie più famose sicuramente dedite ad un turismo medio-alto e alto. In Francia si sviluppa il gruppo Accor nel 1967, in Spagna gruppo Sol Melia che fu creato nel 1956 e la catena NH, nel 1978 l’inglese Holidays inn venne acquistata da una società che gestiva catene di birreria nel regno unito. Oggi le catene alberghiere rappresenta una componente maggioritaria dell’offerta statunitense e anche in Francia in Spagna hanno un’importante penetrazione nel mercato. In Italia si parla di come unica catena importante la Ciga e la jolly Hotel che sono passate poi in mano straniera per questa ragione è importante percorrere quella che era sono state le tappe dei jolly Hotel che era stata fondata come compagnia italiana alberghi turistici dopo la guerra mondiale e poi avevano creato una serie di finanziamenti soprattutto al sud negli anni 70 e 60 la jolly Hotel modificò la propria strategia cercando di rivolgersi ad una clientela più esigente nelle aree urbane soprattutto nel centro Nord il posizionamento e la società venne chiaramente illustrato in un volume dedicato le strategie di marketing però evidente che le nicchie di mercato che cercava di attrarre questa grande compagnia non furono attratte. In particolare si faceva leva sulla cucina nel servizio ristorante diventa uno dei principali canali per rimarcare il lusso il made in Italy però si rafforzò con l’apertura dei jolly Hotel Milanofiori, il Midas a Roma, il Cavalieri di Pisa e anche all’estero la società avviò una nuova fase di espansione però la strategia espansiva si rivelò un fallimento perché il turismo era diciamo cambiato e c’erano state delle intese fra i grandi gruppi europei che risultavano più grandi e più internazionali della jolly Hotel quindi la jolly Hotel arrivò in ritardo e fu comprata dalla spagnola NH negli ultimi 10 anni ci fu però un italiano a guidare la NH. L’offerta ricettiva e ricreativa non è l’unica cosa collegata al turismo infatti per molti anni c’erano state delle attività di intermediazione che erano svolte direttamente dai trasportatori infatti viaggiatori spesso si e limitavano a pagare il trasporto e sono i trasportatori che si occupavano di trovargli un alloggio e ho visto il rapporti fra i pellegrini e gli armatori per esempio erano depositati presso un magistrato veneziano e il soggiorno in Terrasanta spesso anche le tasse pedaggi le visite guidate le escursioni Venivano pagate di armatori che si impegnavano a non imbarcare troppa gente nonostante questa serietà e questa professionalità gli armatori veneziani avevano nel corso del 400 tantissime controversie e furono sospese le autorizzazioni nel corso del 500 anche in questo caso non migliorarono perché ci sono degli imprenditori cocchieri che si preoccupavano di garantire i mezzi di trasporto via terra su tutto il tragitto e furono quindi i primi imprenditori a dedicarsi all’organizzazione dei viaggi i cocchieri e gli armatori.

Negli anni 60 inizia anche a far visitare gli USA o l’Egitto, I viaggi transoceanici non si organizzano prima degli anni sessanta per un motivo politico: la guerra civile. Nel 1869 si apre il canale di Suez e ciò favorisce il turismo. La Cook organizza viaggi anche nelle colonie britanniche e in particolare in India, nel secondo 800 si sviluppa una nuova forma di viaggio che è il viaggio in oriente, effettuato nelle colonie asiatiche appartenenti al Regno unito e anche alla Francia. Il viaggio in India diventa un viaggio ineludibile per la gioventù britannica appartenente al ceto borghese e altolocato. È un viaggio che serve a conoscere e a toccare la realtà dell’impero e sedimenta un’ideologia razzista dei popoli inferiori. Nel 1872 Cook organizza il primo viaggio del mondo. Anche i reali e gli aristocratici cominciano a viaggiare con Cook, arriverà anche ad organizzare un viaggio per i musulmani dell’India a La Mecca. Alla fine dell’800 è diventato un tour opertor mondiale oltre che glocal. Nel 1878 nasce un’agenzia a Milano con Massimiliano Chiari che nel 1906 con Giuseppe Sommariva e dava vita all’agenzia Chiariva. A fine 800 era consuetudine viaggiare in treno, la tecnologia aiuta a sviluppare nuove forme di viaggio. Nel 1889 nascono i treni con i vagoni letto in Belgio, poi nasce l’ Oriente Express che collegava Londra al medio oriente, Agatha Cristie, per esempio, era un’assidua frequentatrice del treno per andare a Costantinopoli. ** La Bell’epoque prima dello scoppio della prima guerra mondiale turismo nel continente europeo si orienta sulla base di comportamenti, di scelte e di esclusioni poste in atto dall’aristocrazia e dal ceto altoborghese che imita i comportamenti dell’aristocrazia. Siamo lontani dal turismo di massa è sempre elitario e svolge una funzione di svago ma è anche una forma di socializzazione per questi ceti così come andare al teatro, scambiare opinioni, confermare le gerarchie sociali. Nella prima metà del 900 le caratteristiche dell’intermediazione turistica non cambiarono molto c’era una crescente domanda turistica soprattutto dovuta ai viaggi in treno e quindi si svolsero le maggiori attività di tour operator le due maggiori imprese operanti tutt’oggi nel settore turistico sono due la Tui tedesca e la britannica Thomas Cook e quindi sono due delle maggiori società alle quali fanno capo tantissime consociate operanti in tutto il mondo che riuscirono a prevalere fra TUTTE le altre. Particolare importanza ebbe la Tui nel mercato tedesco per la creazione del turismo tedesco in tutta Europa e anche dopo il muro di Berlino ebbero un grandissimo sviluppo anche in Inghilterra. La Cook fu prima requisita e poi data alle 4 principali società ferroviarie del paese che ancora oggi fanno della Cook una delle più grandi aziende del settore. In Italia negli ultimi 10 anni dell’ottocento si svilupparono tantissime imprese come la Chiariva a Milano che deriva dal nome di Chiari e deriva e fu la prima ad occuparsi di intermediazione turistica in Italia dal 1878 in pieno centro venne aperta questa agenzia specializzata nelle gite ai laghi maggiori, al Lago di Como, al lago d’Iseo, nella Brianza. Nei primi vent’anni di vita la vita l’agenzia Chiari organizzò oltre 400 viaggi in tutta Europa compresi quelli in Terrasanta e via dicendo quindi l’agenzia chiari portò nel 1900 circa 7.000 partecipanti a Parigi all’Expo perché l’Expo sono anche una delle principali manifestazioni che fanno smuovere i flussi turistici verso quelle città. L’agenzia lanciò nel 1900 i coupon albergo e anche la sottoscrizione a rate mensili per una somma stabilita, nel periodo invece fra le due guerre l’ENIT costituì il consorzio Italiano per gli uffici di

viaggio e turismo con il compito di fare queste cose e nel 1924 presero a sorgere nuove agenzie turistiche come la Turisanda nata per volere di Enzo Ferretti e la Teorema che organizzarono viaggi per l’estero e quindi tra le due guerre ci furono dei segni di grande vitalità anche la Gastaldi fondata da Paolo Castaldi a Roma iniziò a fare i viaggi oltre oceano. Oltre a questo iniziano le prime aziende crocieristiche come quella fondata da Andrea Costa. Negli anni 50 ci fu l’ingresso di Francorosso nel turismo ma continuavano ad operare anche i tour operator più antichi con i Sommariva e Turisanda. Francorosso Alpitur poi negli anni 90 divenne una delle maggiori e anzi il più importante tour operator italiano che afferma la sua leadership, si affermò anche in ambito continentale dove è una delle maggiori aziende del settore dopo la Tui e la Cook. Il touring club Nel tardo 800 comincia a crearsi un’editoria di settore, a Milano che comincia a diventare la capitale dell’editoria italiana nasce il Touring club italiano, sull’esempio di altri club turistici privati europei che erano sorti in Inghilterra, Belgio, Olanda e Francia. L’ultimo è il nostro Touring club fondato il 7 novembre 1894 da 57 velocipodisti amanti della bici (ciclisti amatoriali) con lo scopo di diffondere i valori pratici ed ideali del ciclismo e del viaggio ed assume il nome di Touring club ciclistico italiano (TCI). Chi sono i fondatori? Sono esponenti della media e alta borghesia milanese come Federico Johson e Bettarelli. La bicicletta diventa un elemento e strumento molto utilizzato e attraverso l’utilizzo che ne fa il Touring club un elemento che accorcia la distanza fra ceto operaio e ceti più abbienti. Lo scopo del Touring è dapprima promuovere il cliclo-turismo che è una pratica che combina una serie di elementi, gusto per l’avventura, ebrezza per la velocità, la forza individuale e la potenza maschia. Vogliono anche far conoscere l’Italia agli italiani, realizzano una cartellonistica stradale e danno vita ad una rivista mensile. Il fascismo In epoca fascista il turismo acquista connotati ideologgizzanti e risulta allineato al regime, viene fatta una rivista specializzata ‘Turismo d’Italia’ dedicata al turismo ma edita a cura del partito fascista. Il turismo non è più svago e divertimento ma un mezzo per conoscere e godere del patrimonio storico artistico e naturalistico della nazione e contribuiva a forgiare l’identità italiana, identità che si avvicina sempre più all’ideologia del regime. Anche le realizzazioni del regime a volte furono oggetto di turismo, si ricorda la fabbrica di cellulosa nel Lazio o il tabacchificio di Pontecagnano. Con le bonifiche effettuate nel Lazio si fondarono alcune città come Pomezia che poi furono oggetto di visite L’Opera nazionale dopolavoro accoglieva i lavoratori italiani del pubblico e del privato e aveva lo scopo di organizzare l’uso collettivo del tempo libero con balli, teatro, cinema o cori. L’iscrizione non implicava anche l’iscrizione al partito fascista. Questa organizzazione ha uno scopo ricreativo ma in realtà c’è un fattore di carattere politico, il regime è totalitario e quindi crea questa organizzazione per smorzare una conflittualità sociale. A noi interessa l’aspetto turistico perché

Poi iniziano tutta una serie di eventi da parte delle varie società con teatri e cinema scontati e tante riduzioni ferroviarie per incentivare lo spostamento fra le varie città. L’emigrazione che il fascismo sviluppa è quella interna da nord verso l’agro pontino e poi nelle colonie, in particolare in Libia. Gli italiani all’estero vennero considerati come ambasciatori dell’Italia all’estero e quindi erano molto considerati. L’italian day nelle varie Little Italy dove gli italiani spesso organizzati nei fasci degli italiani all’estero, erano italiani vicini all’ideologia fascista e l’opera nazionale dopolavoro si diffonde pure all’estero e organizza il tempo libero degli oriundi italiani in senso fascista con attività ricreativo sportive e culturali. Il turismo ha interconnessioni strette con politica società e cultura, con l’arte, l’architettura e tantissimi aspetti della vita associata. È una storia molto importante e una chiave di lettura per leggere la società in una determinato periodo storico. Le località marine vennero utilizzate come colonie di vacanza per i più giovani con un regime educativo regimizzato: al mattino l’alzabandiera, il saluto al re e al duce, l’inno e il cameratismo da caserma che a volte limitavano lo sviluppo di queste località. Poi le colonie furono utilizzate per ospitare anche gli italiani libici che furono chiamati alla armi in Italia. Le più importanti istituzioni turistiche furono create dal regime fascista che a differenza dello stato liberale costituisce una prima intelaiatura istituzionale di questo fenomeno. Alla fine degli anni 20 si comprende la necessità di governare questo settore, durante lo stato liberale aveva solo fatto 2 provvedimenti: la tassa di soggiorno nel 1910 e nel 1919 la creazione ENIT. Nel periodo fascista cominciano ad essere pubblicati sui maggiori quotidiani dell’epoca come Stampa, Corriere della sera, etc. o le riviste specializzate come ‘Le vie d’Italia’ cose a tema turistico o rubriche e inserti con illustrazioni di luoghi di svago e divertimento. Il fascismo compie un primo passo nella governance di questo settore con la creazione nel 1926 con le aziende autonome di cura soggiorno e turismo , considerate come l’elemento per la valorizzazione delle autonomie locali. Rappresentavano l’ente in maniera più vicino al territorio (principio di sussidiarietà). Con questi organi lo stato riconosce all’iniziativa privata la possibilità di attuare interessi collettivi, intesi nell’ottica della pubblica utilità. La rivista turismo d’Italia, in un articolo del 1927, scriveva che ciò che prima era per pochi ora è legge di stato con le aziende autonome di cura soggiorno e turismo Nel 1929 si verifica l’evento di carattere internazionale che ha un impatto anche in Italia: il crollo della borsa di Wall Street, che blocca i flussi turistici in entrata degli americani. La crisi evidenzia che il turismo, subito dopo l’agricoltura, viene considerato come la più importante industria italiana e come un potente strumento di propaganda del regime all’estero e anche come strumento di consenso all’interno del paese. Mussolini inizia a considerarlo come un settore strategico, nel 1931 con la crisi turistica, ci si rende conto che l’ente ENIT ha bisogno di supporto.

Viene creato un organo indipendente nel 1931 il Commissariato del turismo dal consiglio dei ministri e direttamente diretto dal capo del governo Benito Mussolini. L’organo svolge funzioni direttive e di vigilanza in tutte le amministrazioni dello stato che hanno inerenza col turismo come il ministero dell’ Interno che doveva individuare i luoghi di cura, soggiorno e turismo. Quello delle finanze turismo e dogane, etc. Il consiglio centrale del turismo viene inserito in questo organo e presieduto da Benito Mussolini mentre a capo del commissariato fu proposto Fulvio Subich che diventa commissario del turismo in un momento delicato per questo settore perché sul piano internazionale c’è crisi ed è un periodo difficile. Subich annuncia un programma interventista, il turismo in questa fase è un turismo popolare non di massa. Subich ritiene si debba puntare soprattutto sulla pubblicità e che si debba mettere da parte gli stereotipi e i luoghi comuni che giravano sull’immagine italiana diffusa all’estero. A spingere verso la ripresa del turismo internazionale non è solo Subich ma anche la figura di Ezio Maria Grey. Gli studenti inviati nelle città d’arte, devono formarsi culturalmente e vedere che il regime ha risistemato queste città, altri specialisti venivano inviate per verificare lo stato dell’agricoltura o delle industrie. Molti viaggi iniziarono a farsi in Germania, durante la guerra molti italiani andranno a lavorare nelle fabbriche del terzo reich. Con i cartelloni pubblicitari come il manifesto dell’Enit che si intitola Italy che in pochi elementi condensa l’immagine dell’Italia turistica che richiama alla romanità, alla classicità ma anche all’autunno meranese con la cura dell’uva. Subich vuole aumentare le manifestazioni teatrali e musicali e aumenta le varie manifestazioni specialmente nell’arena di Verona e nel teatro greco di Siracusa. Si punta anche sul patrimonio idro termale e le stazioni di cura che possa attrarre persone dall’estero dato che le cure termali il fascismo lo usa come forma di assistenza con le cure termali (assistenzialismo sanitario che continua anche nell’Italia repubblicana) Ora il termalismo è come svago e divertimento. Per Subich il turismo è un mezzo potente per bandire i vecchi luoghi comuni sull’Italia con città di nuove formazioni le bonifiche la riduzione della malaria e tutto ciò che il fascismo ha fatto per migliorare le condizioni del popolo. Le località turistiche non possono più muoversi in forma autonoma, non sono distribuite in modo omogeneo e i comitati provinciali del turismo vengono presieduti dai prefetti e c’è sempre un delegato dell’Enit all’interno la governance passa dal livello comunale a quello superiore provinciale. I prefetti sono i rappresentanti del governo tra il popolo e per questo un regime attraverso i prefetti si innesta sul territorio ad un livello più ampio, la dimensione è provinciale e non più comunale ed è soggetta al controllo statale con un indirizzo unitario. Nel 1934 venne istituita la Direzione generale per il turismo presso il sottosegretariato per stampa e propaganda poi dal medesimo ministero e poi sottoposto al ministero della cultura popolare.

Il turismo giovanile è regimentato ed eterodiretto dall’alto e trova espressione nei littoriali, raduni effettuati di tanto in tanto anche quelli sulla neve sono famosi. Il club alpino italiano diventerà centro alpinistico italiano e il Touring club assumerà la denominazione di Consociazione Turistica italiana in seguito ad una sorta di autarchia di termini italiani che limita l’uso dei nomi stranieri. Le leggi razziali furono molto pervasive tanto che colpiscono anche quelli presenti nei sodalizi turistici. Nel 1937 Giuseppe Bottai ministro dell’educazione fa si che la scuola sia colpita dalla leggi razziali, si rende conto di un fatto importante riferito al turismo: i beni che compongono l’industria turistica costituiscono un qualcosa che non solo possono essere goduti dalle persone ma rappresentano un vero e proprio patrimonio da trasmettere alle generazioni future e deve essere ben conservato perché non è rinnovabile. Anticipa quindi il turismo sostenibile con un’idea di grande modernità e avanguardia. Costanzo Ciano ministro delle telecomunicazioni vuole favorire il turismo interno, di qui la creazione dei treni popolari che viaggiavano la domenica ed effettuano sconti particolari per lavoratori e operai ma sono anche famiglie che raggiungo luoghi di balneazione adriatica. Con i treni popolari si diffonde la pratica della gita fuori porta per gli eventi ecc. I treni ebbero un successo clamoroso 1.8 milioni di biglietti, quasi 9 milioni passeggeri. I treni si concludono nel 1939 poi c’è lo scoppio della guerra. Sono talmente tanto popolari nell’imaginario collettivo che vengono fatti anche dei film come quello di Raffaele Marrazzo. Anche il fascismo aveva delle festività il 21 aprile la festa del lavoro in sostituzione della festa dei lavoratori del 1 maggio. Il 4 novembre festa della vittoria e delle forze armate proprio perché il regime fondava la sua forza sull’Italia uscita vittoriosa dalla prima guerra mondiale. Un’altra pratica dell’opera nazionale dopolavoro è quella della luna di miele grazie ad una convenzione con la CIT organizza i viaggi di nozze dopolavoristici con itinerari di prima, seconda, terza e quarta classe. Le lune di miele era effettuata nelle principali città d’arte Firenze, Venezia o Roma. Anche dopo il conflitto sono più di 600 le coppie che usufruiscono dei viaggi. Negli anni 30 iniziano altri tipi di viaggio che fa capo alla santa sede con la pellegrinatio ad petri sedem che organizza il pellegrinaggio per il giubileo del 1933 indetto da Pio XI. Questa organizzazione diventerà nel 1950 la romana pellegrinaggi, la più importante organizzazione religiosa del nostro Paese.

Turismo sui campi di battaglia Danni al patrimonio con la guerra ma ci si rende conto che col turismo si può far girare l’economia. Un’agenzia inglese organizza visite sui campi di battaglia in Francia, Belgio e sono fatti anche da molti americani. In Italia il turismo sui campi di battaglia nasce nel secondo 800, negli anni 80 quando c’è patriottismo e col touring club si da vita a tutta una serie di pellegrinaggio laico in bici verso i luoghi della patria. Le radici potremmo dire che affondano nell’ottocento perché le prime pratiche di questa forma di turismo si hanno già all’indomani della fine della guerra civile americana. Dopo il 1865 James Cook Cook il creatore della omonima agenzia organizzava dei viaggi per la visita ai campi di battaglia della guerra civile americana e questa tendenza prosegue anche con riferimento ad altre guerre come la battaglia di Waterloo in Belgio vinta da Napoleone oppure vennero effettuate visite ai campi di battaglia della guerra franco prussiana del 1860. Alla fine della prima guerra mondiale questa pratica si sviluppò soprattutto nei paesi dove si svolsero i combattimenti e cioè nei paesi quali il Belgio e la Francia dove c’era il fronte occidentale e in Italia dove invece si attestò il fronte meridionale, naturalmente rispetto al fronte orientale e la guerra che quello che attraversa paesi come la Romania e come la Russia ma come si può immaginare in quel tempo la Russia era attraversata da un evento che aveva abbattuto l’impero zarista e dato via alla o la rivoluzione d’ottobre. Il turismo di guerra nasce successivamente all’unità e viene dalle associazioni delle campagne militari e dalla pedagogia nazionale che vuole invogliare a fare le gite e concorrono alla formazione dell’identità nazionale. TCI nel 1901 organizza un’escursione e oltrepassa diciamo padana furono Curtatone montanara Custoza e nel 1901 organizza una escursione patriottica a Caprera dove è sepolto Garibaldi, in occasione del 20º anniversario della morte di Giuseppe Garibaldi che morì il 2 giugno del 1882 TCI organizza una visita ai luoghi che furono teatro della spedizione dei Mille nel 1860 oggi l’isola di capre con la tomba di Giuseppe Garibaldi sono un luogo turistico. Questo tipo di turismo si protrae ben oltre la fine della prima guerra mondiale ben oltre la fine della seconda guerra mondiale e sarà molto in voga diciamo per tutti gli anni 60 e quando poi si avrà un mutamento di tendenza più generale della società e quindi diciamo che gite di questo tipo verranno sempre meno organizzate da un punto di vista collettivo e ancora oggi prevalgono le visite individuali. Nel 1910 c’è la gita organizzata dal Touring club per i cinquant’anni dalla spedizione dei Mille partita nel 1860 e per la quale il TCI organizza una manifestazione nazionale commemorativa con i garibaldini superstiti quindi con coloro che avevano partecipato alla spedizione dei Mille e che ancora sopravvive e che determinavano il fatto che coloro che partecipavano a questa carovana nazionale venivano divisi in tre comitive naturalmente essendo passati cinquant’anni sono molto anziani e per questo la gita del Touring prevedeva una comitiva automobilistica che trasportava garibaldini che partecipavano alla gita, una comitiva costituita da ciclisti e una comitiva che si spostava in ferrovia. Naturalmente per giungere in Sicilia venivano utilizzati i piroscafi con partenza da Genova sul piroscafo per la Sicilia e toccavano le tappe della spedizione dei Mille e quindi Salemi, Calatafimi, Partinico ma anche dei luoghi che avevano come dire una spiccata