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Appunti lezioni Diritto Digitale, prof Jori
Tipologia: Appunti
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Diritto digitale Lezione 1 14.11.
Comunicazione e libertà di espressione online. Libertà che una persona ha di esprimere la propria personalità, in qualunque tipo di arte (cinema, pittura, letteratura..) senza nessun vincolo politico, sociale.. Però ci sono dei limiti, non si può diffamare qualcuno se non è vero.
Diritto all’oblio tipo di diritto nuovo riconosciuto da qualche anno, diritto a non vedere continuamente associato il proprio nome a un fatto che è vero ma che nel corso degli anni non ha più un significato. Ormai sono passati molti anni e la notizia crea un discredito inutile alla persona. Non si può chiudere un occhio su tutto però: una persona condannata a 25 anni per pedofilia, non può tornare a lavorare in un ambiente con bambini come se nulla fosse, in questo caso la notizia rimane fondamentale.
Lezione 2 15.11.
Video prima dei film: ruberesti mai un’auto? No e quindi non dovresti scaricare neanche film. Questo video è sbagliato, perché il reato di furto secondo il codice penale è l’atto di appropriarsi illegalmente di qualcosa di un proprietario legale: se si ruba un televisore ad un venditore, questo avrà un televisore in meno, ma se si scarica un film non succede la stessa cosa. Scaricare un film da internet viola il diritto di autore, che non c’entra col furto. Qualche anno fa sul corriere della sera esce un articolo: scaricare film non è illegale se non si ha uno scopo di lucro. L’importanza del file sharing deriva dal numero delle persone che ne sono coinvolte e dalla fascia di età. Veicolare un messaggio giuridico sbagliato è grave, perché interessa molte persone e la maggior parte non può stabilire se il messaggio sia vero. 5 convenzioni ,alle quali aderiscono la maggior parte degli stati, che stabiliscono il diritto di autore. Classifica degli stati che si distinguono per maggior numero di download illegali: il numero di download è un numero complessivo, non è in proporzione alla grandezza dello stato. Gli usa sono al primo posto ed è un dato abbastanza scontato sia per la grandezza e per lo sviluppo nel paese. L’Italia è al terzo posto nonostante sia un paese piuttosto piccolo. File sharing: condivisone di file, scambiare e condividere file non è necessariamente illecito. Si possono scambiare file che non sono protetti dal diritto di autore o file che hanno il diritto di autore ma che sono scambiati con autorizzazione. Scambiarsi foto che ci appartengono, scattate da noi. Il file sharing riguarda tutti i casi in cui vengono scambiati illegalmente materiali con diritto di autore. Tre aspetti di evoluzione tecnologica del file sharing:
tutti i dispositivi sono collegati, un client scarica da tutti gli altri client che hanno il contenuto che si cerca. Per questo motivo non si può chiudere Emule, perché manca un server, verrebbero spenti tutti i computer delle persone che in quel momento sono connessi al software. È anche giuridicamente sbagliato, perché Emule non fa niente di illecito, posso condividere le foto che ho fatto io, non per forza film registrati. Sono le persone che lo usano in modo illegalmente, ma non per questo va chiuso.
Oggi esistono piattaforme legali che distribuiscono contenuti multimediali in maniera completamente legale. Questo mercato digitale sta diventando predominante rispetto al mercato tradizionale per diversi motivi:
Principali riferimenti normativi: Legge 22 aprile 1941, n. 633 è una legge con molti difetti, ma completa. Per quanto riguarda il file sharing prevede tre disposizioni:
Alcuni file permettono di gestire separatamente le fasi di download e upload. Nella maggior parte dei casi l’upload è automatico.
Lo streaming è un flusso di audio e video trasmessi da una sorgente a una o più destinazioni tramite una rete telematica. Questi dati vengono trasmessi man mano che arrivano a destinazione.
Lezione 3 21.11.
Nell’ordinamento giuridico italiano le creazioni intellettuali sono riconducibili a due distinte categorie:
I discorsi su argomenti di interesse politico o amministrativo tenuti in pubbliche assemblee o comunque in pubblico, nonché gli estratti di conferenze aperte al pubblico, possono essere liberamente riprodotti o comunicati al pubblico nei limiti giustificati dello scopo informativo, nelle riviste o nei giornali anche radiotelevisivi o telematici purché indichino la fonte, il nome dell’autore, la data e il luogo in cui il discorso fu tenuto. Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o discussione nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l’utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali. L’uso di una parte o dell’opera intera e anche della comunicazione al pubblico è libera se per uso di critica e di discussione (es. ho un blog in cui faccio recensione di film, poi posto video tratti da 2 film, per evidenziare le differenze, dei quali non ho il diritto di autore. Qui lo posso usare perché posto solo una parte che è giustificata dalla critica che sto facendo.) Altra eccezione è quella che riguarda i diritti di riproduzione o duplicazione che si applicano a determinati tipi di contenuti che sono gli audiovisivi (copia d’uso privato di un contenuto di cui si è possessori: ho un film comprato lo metto su un cd, sul computer, così come una canzone. Si giustifica una copia solo perché in quel momento tu che hai pagato per averlo non lo puoi vedere. Ma non si può fare se chi fornisce il contenuto fornisce già la possibilità di vederlo quando vuoi) e di software (diritto di farsi una copia di riserva dei videogiochi o dei software. Le App che si comprano legittimamente, non possono essere duplicate perché l’eccezione che consente la copia di riserva nasce dal fatto che negli anni ’90 i dispositivi su cui si mettevano i file potevano rompersi, cd al sole, acqua ecc. Ora se tu hai un account non ha senso la copia di riserva perché anche se si rompe il dispositivo l’account rimane.
Lezione 4 22.11.
1514 Gregorio Allegri – Miserere. Uno dei primi brani per cui si pone il problema di come proteggerlo. In quegli anni i sistemi adottati per la protezione erano tre:
Rapporto tra evoluzione della tecnologia (veloce) e evoluzione del diritto (più lenta). (es. fotocopiare un libro, prima delle fotocopiatrici era quasi impossibile perché bisognava riscrivere tutto il libro a mano). L’evoluzione tecnologica condiziona le nostre vite e condiziona anche l’evoluzione del diritto, in tutti i campi, in particolare nel campo del diritto di autore c’è stato sempre uno scontro tra evoluzione tecnologica e del diritto d’autore. Timore degli autori di perdere il controllo del copyright con l’evoluzione tecnologica.
Dematerializzazione dei contenuti oggi i contenuti protetti dal diritto d’autore vengono veicolati in forma digitale, senza la necessità che esista un supporto fisico attraverso cui l’opera venga incisa. Questo fatto comporta vantaggi (pubblicare foto con persone dall’altra parte del mondo, guardare film in streaming) ma anche turbamenti nella protezione del diritto di autore
Differenze tra copia analogica e digitale.
■ Costi bassissimi. ■ Disponibilità strumenti. (democratizzazione delle tecnologie con il passare degli anni ci sono sempre più tecnologie avanzate a basso costo e quindi accessibili a tutti.) ■ È una riproduzione esatta dell’originale (qualità 1:1) Democratizzazione delle tecnologie progresso che non fa piacere a chi protegge il diritto d’autore. Tra gli aspetti che hanno reso più semplice la fruizione dei contenuti ma anche più pericolosa la gestione dei diritti d’autore ci sono anche fattori tecnologici come:
Diffusione delle opere sfugge al controllo dei player (case discografiche, cinematografiche, e quindi i rivenditori). Ai rivenditori si riaffiancano altri sistemi che possono essere illegali (file sharing) o legali (Spotify, Netflix..) Ora i distributori sono gli utenti, che non ne hanno però il diritto. In questo contesto la reazione dei titolari dei diritti d’autore copyright law enforcement: irrigidimento delle normative a tutela del copyright. Fino al 1992 il software in Italia non era protetto dalle leggi sul diritto d’autore. Negli ultimi anni ci sono sanzioni sempre più gravi, che però non funzionano, negli ultimi dieci anni ci sono sempre più norme e sanzioni gravi, ma anche sempre più file scaricati. Se il problema del copyright sono le tecnologie, allora la risposta al problema è da cercare nelle tecnologie: a partire dal 2000 tutte le industrie dei contenuti investono nella ricerca per lo sviluppo del DRM
Tre generazioni di DRM:
Ci si è interrogati se il miglioramento dei sistemi di protezione sia legale. Forme a priori: ancora prima che tu commetta l’azione io non te lo faccio fare. Necessità di trovare un punto di equilibrio tra la tutela dei diritti degli autori e i diritti degli utilizzatori. (Fair use doctrine: uso legale dei contenuti). I titolari dei diritti d’autore possono apporre sulle opere delle misure tecnologiche di protezione, a patto che queste siano destinate a impedire o limitare degli atti che non sono autorizzati dai titolari dei diritti. Non posso installare un software che è vietato dal produttore, se il produttore mi vieta di farlo.
Consentita la riproduzione se segue le norme di produzione stabilite. Puoi fare soltanto una copia analogica. La riproduzione non può essere effettuata da terzi, quindi un sito internet che registra determinati programmi per gli utenti non è legale, la registrazione deve essere fatta da chi poi la riproduce. Non posso scaricare qualcosa che è protetto dalle misure tecnologiche
DRM – implicazioni giuridiche I temi riguardano 4 aspetti:
fotografo una foto identica. In questo caso il diritto d’autore non ha svolto un buon lavoro, perché all’autore della foto magari avrebbe fatto piacere vedere la sua foto su un libro famoso)
Creative commons: common= nell’ordinamento inglese è un bene che non è di proprietà di nessuno, ma che tutti possono utilizzare (pascoli di montagna possono essere utilizzati da tutti). Bene creativo di cui tutti possono beneficiare. Le licenze creative commons (CC) sono un punto di mezzo tra il sistema tradizionale (diritto d’autore: tutti i diritti riservati) e le cose di pubblico dominio. (es. Divina Commedia). Creative commons: per alcune cose devo chiedere all’autore, per altre no. Caratteristiche:
Si applicano poi le opzioni delle licenze (restrizioni) che distinguono le sei licenze. Queste sono le opzioni per cui bisogna chiedere all’autore.
Se distribuisco un’opera con una licenzia cc, posso poi cambiare la licenza una volta distribuita l’opera? No perché quando distribuisci un’opera con una licenza, è sempre vincolata a quel regime di diritti. Nessuno riutilizza un contenuto che gira con un tipo di licenza.
Lezione 6
Segni distintivi sono uno dei beni immateriali di maggior significato e valore economico. Classifica dei segni distintivi che nel mondo hanno più valore (slides) ai primi due posti Google e Apple che si scambiano spesso posti. I marchi e i segni distintivi trovano disciplina nel codice della proprietà industriale, che disciplina al suo interno ha anche i brevetti, quindi la protezione delle proprietà industriali. Proprietà industriale comprende: marchi e segni distintivi, indicazioni geografiche, denominazioni di origine, disegni e modelli, invenzioni, modelli di utilità, informazioni aziendali riservate e nuove varietà vegetali.
Acquisto dei diritti Il diritto d’autore non richiede nulla, se non la creazione dell’opera. I diritti di proprietà industriale invece si acquistano mediante brevettazione, mediante registrazione del marchio o negli altri modi previsti dal codice. Prima di ricevere il brevetto avviene un processo in cui si verifica se l’invenzione è effettivamente tale, il processo può durare anche anni. Chi vuole registrare un marchio o un segno distintivo deve effettuare il processo. I segni distintivi non sono solo il marchio, ma anche il nome dell’azienda, le insegne dei negozi e, da qualche anno, il nome a dominio, ovvero i nomi di siti internet.
il marchio è il più importante dei segni distintivi perché nel codice l’80% è dedicato ad essi. Può essere rappresentato come marchio tutto ciò che può essere rappresentato graficamente, ma anche i suoni (es. le Harley hanno il suono registrato, non puoi produrre una moto con lo stesso suono), la forma di un prodotto o della sua confezione, le combinazioni e le tonalità cromatiche. Tutti questi segni devono distinguere i prodotti di un impresa da quelli delle altre imprese, per questo vengono chiamati segni distintivi. (es non registro la parola latte perché è un nome generico e non si distinguerebbe).
Dei marchi esistono due tipi:
Requisiti per registrare un marchio:
Marchi notori: quando un marchio è famoso non può essere registrato in una classe diversa (es non posso produrre macchine con il logo della Apple anche se non c’entra niente con i cellulari, perché si penserebbe che Apple produce macchine.
b. Idoneo alla descrizione fatta dal venditore (se il venditore mi fa vedere un prodotto che fa una cosa speciale, io devo pretendere che faccia anche quella cosa) c. Presentano qualità e prestazioni abituali di un bene dello stesso tipo (scritte sulla confezione, sentite alla pubblicità) d. Idoneo all’uso che il compratore a dichiarato al venditore quando è andato a comprarlo. (devo usare le forbici per tagliare il filo di ferro e il venditore mi dice che sono adatte) il problema di questo punto è che non c’è niente di scritto, quindi il venditore potrebbe dire di non aver detto niente. Quando il prodotto non risponde ad una di queste cose il consumatore a diritto a:
Condizione di utilizzo del software. Quando qualcuno apre un blog può decidere di
Uno dei diritti più importanti delle società democratiche. Il diritto non solo di scrivere o dire, ma anche di esprimere la propria personalità. Non sottostare a limiti nell’esprimersi.
diffamazione aggravata: il contesto in cui divulgo la notizia è molto ampio (per es su un giornale, alla radio, in tv, in internet, in generale i media) ■ Diritto di cronaca contenuto che sarebbe diffamatorio, ma in questo caso va bene perché è esercizio di diritto di cronaca. Perché sia cosi servono tutti questi requisiti: ■.1.Utilità dell’informazione, se c’è un interesse pubblico (la Coca-cola fa male, se cosi fosse devono saperlo tutti perché la bevono molte persone) ■.2.Verità della notizia, può essere utile ma non vera. Verità putativa: è richiesto un livello di verità piuttosto basso (es giornalista fa una ricerca accurata, gli sembra di aver scritto cose giuste) ■.3.Forma civile dell’esposizione non eccedente nello scopo. Espressa in forme misurate rispetto alle informazioni che so e che sono vere. (arrestato Egiziano… deve esserci una ragione che giustifica il fatto che si dica la nazionalità)
Una persona può essere ritenuta responsabile delle condotte che un soggetto terzo svolge sulla piattaforma che gestisce? (es pubblico un post e qualcuno commenta diffamando qualcuno) io sono responsabile di cancellare il commento? Norma che dice che chi gestisce il proprio blog non è tenuto a controllare quello che pubblicano gli altri, nella misura in cui io non faccio nessuna selezione e rimpaginazione delle cose che pubblicano terzi. Se non tocco i commenti io non son responsabile, salvo che qualcuno mi segnali un commento diffamatorio. Se c’è anche una minima selezione a quel punto devi selezionare tutto e rispondi per tutto quello che c’è scritto.
Lezione 8 06.12. Il concetto di privacy si è molto allargato negli ultimi anni rispetto a quanto si pensa. La legge tutela molte situazioni che non si considerano lesive per la tutela della privacy. Il decreto legislativo 196/03, cioè il codice in materia di protezione dei dati personali, verrà sostituito a maggio dal regolamento europeo del
Tutela dell’immagine – per “immagine” si intende la rappresentazione visiva di una persona attraverso una fotografia o un filmato. La disciplina che si applica alla tutela dell’immagine è data dalla somma di tre norme: l’articolo 10 del codice civili e gli articoli dal 96 al 98 della legge sul diritto d’autore. Per immagine si intende la rappresentazione visiva di una persona. Il principio fondamentale è quello della riconoscibilità: sia attraverso il viso (ritratto) o attraverso particolari fisici o meno. Ogni volta che da un’immagine si può capire chi è quella persona, quell’immagine è degna di tutela. Il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il consenso della persona ritratta, salvo casi particolari. In alcuni casi il consenso può essere considerato implicito. Non occorre il consenso della persona ritrattata quando la riproduzione dell’immagine è giustificata
Diritto alla riservatezza Un dato personale è qualunque informazione attraverso le quali si può identificare una persona: nome, cognome, codice fiscale, registrazione audio se si può capire chi sta parlando, targa dell’auto, gli indirizzi e- mail (anche se pseudonimi). Serve comunque una valutazione specifica caso per caso. I dati sensibili sono dati personali rispetto ai quali sono previste forme di tutela ancora più stringenti: dati idonei a rivelare lo stato di salute di una persona, le attitudini sessuali di una persona, le origini razziali, l’orientamento politico, religioso e filosofico. Non sono ricompresi molti dati di solito compresi tra i dati sensibili come numeri PIN di bancomat.
Uno dei principi fondamentali della normativa è il principio di necessità – non eccedenza nel trattamento dei dati: non esiste una regola sempre valida su quanti dati si possono chiedere e conservare. I dati che possono
“the great Giana Sisters”. Evidente plagio di Mario Bros. La causa la vince la Nintendo, ritirano ovunque il gioco, che gira comunque in versione illegale.
Problema collegato alla distribuzione territoriale dei videogiochi. In Svezia viene bandito un videogioco in cui ragazze combattevano in bikini. Viene bandito non per le donne nude, ma perché la rappresentazione grafica lasciava pensare che le donne fossero minorenni.
Problemi: Mondi virtuali e diritto all’interno di questi videogiochi. In alcuni videogiochi posso cambiare soldi veri in soldi del videogioco. Ci si chiede se c’è una sorta di garanzia. (es. ordino una macchina virtuale ma poi me ne arriva un’altra. La macchina è virtuale, ma i soldi che ho messo sono reali).