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Diritto d'autore e diritto all'oblio: un'analisi del contesto digitale, Appunti di Diritto

Appunti lezioni Diritto Digitale, prof Jori

Tipologia: Appunti

2017/2018

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In vendita dal 28/02/2018

Patrizia96_
Patrizia96_ 🇮🇹

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Diritto digitale
Lezione 1
14.11.17
13.12
Comunicazione e libertà di espressione online. Libertà che una persona ha di esprimere la propria
personalità, in qualunque tipo di arte (cinema, pittura, letteratura..) senza nessun vincolo politico, sociale..
Però ci sono dei limiti, non si può diffamare qualcuno se non è vero.
Diritto all’oblio tipo di diritto nuovo riconosciuto da qualche anno, diritto a non vedere continuamente
associato il proprio nome a un fatto che è vero ma che nel corso degli anni non ha più un significato. Ormai
sono passati molti anni e la notizia crea un discredito inutile alla persona. Non si può chiudere un occhio su
tutto però: una persona condannata a 25 anni per pedofilia, non può tornare a lavorare in un ambiente con
bambini come se nulla fosse, in questo caso la notizia rimane fondamentale.
Lezione 2
15.11.17
File sharing
Video prima dei film: ruberesti mai un’auto? No e quindi non dovresti scaricare neanche film. Questo video
è sbagliato, perché il reato di furto secondo il codice penale è l’atto di appropriarsi illegalmente di qualcosa
di un proprietario legale: se si ruba un televisore ad un venditore, questo avrà un televisore in meno, ma se si
scarica un film non succede la stessa cosa. Scaricare un film da internet viola il diritto di autore, che non
c’entra col furto.
Qualche anno fa sul corriere della sera esce un articolo: scaricare film non è illegale se non si ha uno scopo
di lucro. L’importanza del file sharing deriva dal numero delle persone che ne sono coinvolte e dalla fascia di
età. Veicolare un messaggio giuridico sbagliato è grave, perché interessa molte persone e la maggior parte
non può stabilire se il messaggio sia vero.
5 convenzioni ,alle quali aderiscono la maggior parte degli stati, che stabiliscono il diritto di autore.
Classifica degli stati che si distinguono per maggior numero di download illegali: il numero di download è
un numero complessivo, non è in proporzione alla grandezza dello stato. Gli usa sono al primo posto ed è un
dato abbastanza scontato sia per la grandezza e per lo sviluppo nel paese. L’Italia è al terzo posto nonostante
sia un paese piuttosto piccolo.
File sharing: condivisone di file, scambiare e condividere file non è necessariamente illecito. Si possono
scambiare file che non sono protetti dal diritto di autore o file che hanno il diritto di autore ma che sono
scambiati con autorizzazione. Scambiarsi foto che ci appartengono, scattate da noi.
Il file sharing riguarda tutti i casi in cui vengono scambiati illegalmente materiali con diritto di autore.
Tre aspetti di evoluzione tecnologica del file sharing:
evoluzione delle tecniche di compressione dei dati tecniche informatiche attraverso le quali è
possibile ridurre la dimensione di un file, con poca compromissione della qualità (es canzone dal cd
al file mp3: vengono eliminate determinate cose che non vengono riconosciute dall’orecchio così
come un video: si vedono le differenze solo se si hanno a disposizione televisori costosi)
diffusione di connessioni internet broadband consentono il trasferimento dei dati in maniera più
veloce e vengono spesso abbinate a contratti di tipo Flat (non si paga più il consumo ma una tariffa
fissa periodica)
sviluppo di software P2P rendono molto semplice fare le operazioni di file sharing.
1999 nasce Napster: software che consente di cercare il prodotto e scaricare il file, attraverso
un’operazione semplicissima.
1. RIAA vs Napster: si chiude con un patteggiamento. Non c’è una sentenza che
stabilisce chi ha ragione. Viene venduto Napster, ora esiste ma è una piattaforma a
pagamento per scaricare file. Quello di prima viene chiuso.
2. RIAA vs la Diamond Multimedia System(1999): aveva prodotto il primo mp3
tascabile. Ora suona inverosimile un’accusa del genere perché io posso aver inserito
canzoni dal mio CD. In quel periodo però si era creata una situazione nuova, l’uso
che ne faceva la gente era illegale, la gente per la prima volta “può portarsi in giro la
musica”
3. RIAA vs mp3.com (2000)
Dopo la chiusura di Napster nascono altri software simili, il più famoso Emule (2002). Non è mai
stato chiuso nonostante l’evidente illegalità per un motivo legato all’architettura informatica P2P:
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Diritto digitale Lezione 1 14.11.

Comunicazione e libertà di espressione online. Libertà che una persona ha di esprimere la propria personalità, in qualunque tipo di arte (cinema, pittura, letteratura..) senza nessun vincolo politico, sociale.. Però ci sono dei limiti, non si può diffamare qualcuno se non è vero.

Diritto all’oblio tipo di diritto nuovo riconosciuto da qualche anno, diritto a non vedere continuamente associato il proprio nome a un fatto che è vero ma che nel corso degli anni non ha più un significato. Ormai sono passati molti anni e la notizia crea un discredito inutile alla persona. Non si può chiudere un occhio su tutto però: una persona condannata a 25 anni per pedofilia, non può tornare a lavorare in un ambiente con bambini come se nulla fosse, in questo caso la notizia rimane fondamentale.

Lezione 2 15.11.

File sharing

Video prima dei film: ruberesti mai un’auto? No e quindi non dovresti scaricare neanche film. Questo video è sbagliato, perché il reato di furto secondo il codice penale è l’atto di appropriarsi illegalmente di qualcosa di un proprietario legale: se si ruba un televisore ad un venditore, questo avrà un televisore in meno, ma se si scarica un film non succede la stessa cosa. Scaricare un film da internet viola il diritto di autore, che non c’entra col furto. Qualche anno fa sul corriere della sera esce un articolo: scaricare film non è illegale se non si ha uno scopo di lucro. L’importanza del file sharing deriva dal numero delle persone che ne sono coinvolte e dalla fascia di età. Veicolare un messaggio giuridico sbagliato è grave, perché interessa molte persone e la maggior parte non può stabilire se il messaggio sia vero. 5 convenzioni ,alle quali aderiscono la maggior parte degli stati, che stabiliscono il diritto di autore. Classifica degli stati che si distinguono per maggior numero di download illegali: il numero di download è un numero complessivo, non è in proporzione alla grandezza dello stato. Gli usa sono al primo posto ed è un dato abbastanza scontato sia per la grandezza e per lo sviluppo nel paese. L’Italia è al terzo posto nonostante sia un paese piuttosto piccolo. File sharing: condivisone di file, scambiare e condividere file non è necessariamente illecito. Si possono scambiare file che non sono protetti dal diritto di autore o file che hanno il diritto di autore ma che sono scambiati con autorizzazione. Scambiarsi foto che ci appartengono, scattate da noi. Il file sharing riguarda tutti i casi in cui vengono scambiati illegalmente materiali con diritto di autore. Tre aspetti di evoluzione tecnologica del file sharing:

  • evoluzione delle tecniche di compressione dei dati tecniche informatiche attraverso le quali è possibile ridurre la dimensione di un file, con poca compromissione della qualità (es canzone dal cd al file mp3: vengono eliminate determinate cose che non vengono riconosciute dall’orecchio così come un video: si vedono le differenze solo se si hanno a disposizione televisori costosi)
  • diffusione di connessioni internet broadband consentono il trasferimento dei dati in maniera più veloce e vengono spesso abbinate a contratti di tipo Flat (non si paga più il consumo ma una tariffa fissa periodica)
  • sviluppo di software P2P rendono molto semplice fare le operazioni di file sharing.
    • 1999 nasce Napster: software che consente di cercare il prodotto e scaricare il file, attraverso un’operazione semplicissima. 1. RIAA vs Napster: si chiude con un patteggiamento. Non c’è una sentenza che stabilisce chi ha ragione. Viene venduto Napster, ora esiste ma è una piattaforma a pagamento per scaricare file. Quello di prima viene chiuso. 2. RIAA vs la Diamond Multimedia System(1999): aveva prodotto il primo mp tascabile. Ora suona inverosimile un’accusa del genere perché io posso aver inserito canzoni dal mio CD. In quel periodo però si era creata una situazione nuova, l’uso che ne faceva la gente era illegale, la gente per la prima volta “può portarsi in giro la musica” 3. RIAA vs mp3.com (2000) Dopo la chiusura di Napster nascono altri software simili, il più famoso Emule (2002). Non è mai stato chiuso nonostante l’evidente illegalità per un motivo legato all’architettura informatica P2P:

tutti i dispositivi sono collegati, un client scarica da tutti gli altri client che hanno il contenuto che si cerca. Per questo motivo non si può chiudere Emule, perché manca un server, verrebbero spenti tutti i computer delle persone che in quel momento sono connessi al software. È anche giuridicamente sbagliato, perché Emule non fa niente di illecito, posso condividere le foto che ho fatto io, non per forza film registrati. Sono le persone che lo usano in modo illegalmente, ma non per questo va chiuso.

Oggi esistono piattaforme legali che distribuiscono contenuti multimediali in maniera completamente legale. Questo mercato digitale sta diventando predominante rispetto al mercato tradizionale per diversi motivi:

  • Il catalogo digitale è molto più grande rispetto al negozio fisico
  • La possibilità di comprare solo determinati brani anziché tutto il disco

Principali riferimenti normativi: Legge 22 aprile 1941, n. 633 è una legge con molti difetti, ma completa. Per quanto riguarda il file sharing prevede tre disposizioni:

  • Chi abusivamente utilizza, duplica e riproduce viene punito con una sanzione amministrativa. (download)
  • Viene punito con una multa chi, senza avere diritto, condivide con altri opere protette o parti di esse. (download-upload/download)
  • Viene punito con la reclusione da 1 a 4 anni più multa, chi, senza averne diritto, condivide con altri opere protette o parti di essere a fini di lucro. Fine di lucro è: faccio una cosa e guadagno dei soldi, ho un incremento positivo. Invece uno può trarre profitto per esempio evitando dei costi. D.lgs. 31 gennaio 2005, n. 7 Legge 31 marzo 2005, n. 43 Contravvenzione: si paga e basta es. parcheggio in seconda fila Multa: si paga ma costituisce un precedente penale, mi rimane sulla fedina penale

Alcuni file permettono di gestire separatamente le fasi di download e upload. Nella maggior parte dei casi l’upload è automatico.

Lo streaming è un flusso di audio e video trasmessi da una sorgente a una o più destinazioni tramite una rete telematica. Questi dati vengono trasmessi man mano che arrivano a destinazione.

  • Necessita di una connessione a banda larga.
  • Estrema semplicità nell’utilizzo, lo scoglio è che richiedono una connessione più veloce rispetto al download.
  • Non richiede l’installazione di software. Lo streaming è una scelta obbligata quando si vuole vedere un evento in diretta senza averne la possibilità. Streaming lecito: canale YouTube di un evento musicale per es. Semplice ricezione di contenuti protetti da diritto di autore e successivo abusivo utilizzo dei medesimi. Violazione della disposizione di cui l’art. 174-ter. L. 633/41 e conseguente sanzione amministrativa pecuniaria.

Offline?

Dead drops: chiavette nel muro dove chiunque può “prendere o lasciare” file.

Lezione 3 21.11.

Principi di diritto d’autore

Nell’ordinamento giuridico italiano le creazioni intellettuali sono riconducibili a due distinte categorie:

  1. Quelle delle invenzioni industriali, tutelate attraverso il brevetto, che gli dà il diritto di esclusiva sul controllo dell’invenzione
  2. Quelle delle opere dell’ingegno, creazioni intellettuali più creative (cinema, pittura, letteratura, arte, musica..) tutelati dal diritto d’autore o copyright. Il diritto d’autore protegge la forma espressiva tutela solo quella specifica opera realizzata in quel modo. Es. se faccio un film che parla della guerra in Vietnam in maniera satirica, chiunque può fare un film di questo tipo, ma non possono usare le mie riprese, le mie fotografie, i miei dialoghi, così come per una canzone.

I discorsi su argomenti di interesse politico o amministrativo tenuti in pubbliche assemblee o comunque in pubblico, nonché gli estratti di conferenze aperte al pubblico, possono essere liberamente riprodotti o comunicati al pubblico nei limiti giustificati dello scopo informativo, nelle riviste o nei giornali anche radiotelevisivi o telematici purché indichino la fonte, il nome dell’autore, la data e il luogo in cui il discorso fu tenuto. Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o discussione nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l’utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali. L’uso di una parte o dell’opera intera e anche della comunicazione al pubblico è libera se per uso di critica e di discussione (es. ho un blog in cui faccio recensione di film, poi posto video tratti da 2 film, per evidenziare le differenze, dei quali non ho il diritto di autore. Qui lo posso usare perché posto solo una parte che è giustificata dalla critica che sto facendo.) Altra eccezione è quella che riguarda i diritti di riproduzione o duplicazione che si applicano a determinati tipi di contenuti che sono gli audiovisivi (copia d’uso privato di un contenuto di cui si è possessori: ho un film comprato lo metto su un cd, sul computer, così come una canzone. Si giustifica una copia solo perché in quel momento tu che hai pagato per averlo non lo puoi vedere. Ma non si può fare se chi fornisce il contenuto fornisce già la possibilità di vederlo quando vuoi) e di software (diritto di farsi una copia di riserva dei videogiochi o dei software. Le App che si comprano legittimamente, non possono essere duplicate perché l’eccezione che consente la copia di riserva nasce dal fatto che negli anni ’90 i dispositivi su cui si mettevano i file potevano rompersi, cd al sole, acqua ecc. Ora se tu hai un account non ha senso la copia di riserva perché anche se si rompe il dispositivo l’account rimane.

Lezione 4 22.11.

Contenuti digitali e DRM

1514 Gregorio Allegri – Miserere. Uno dei primi brani per cui si pone il problema di come proteggerlo. In quegli anni i sistemi adottati per la protezione erano tre:

  1. Unica partitura scritta a mano. Il libro in cui era inserita la partitura veniva spostato in tutti i luoghi in cui si doveva suonare il brano.
  2. Poche esecuzioni in sedi particolari, speciali.
  3. Scomunica per chi provava a riprodurre, suonare ecc il brano, allora essere scomunicato era una cosa grave. Questi sistemi hanno fatto il loro dovere perché per molti anni non ci sono stati problemi, fino a che Mozart, dopo aver partecipato ad un’esecuzione del brano, la trascrive e riproduce a casa sua a memoria. Da questo episodio inizia a circolare partiture non autorizzate e quindi esecuzione non autorizzate.

Rapporto tra evoluzione della tecnologia (veloce) e evoluzione del diritto (più lenta). (es. fotocopiare un libro, prima delle fotocopiatrici era quasi impossibile perché bisognava riscrivere tutto il libro a mano). L’evoluzione tecnologica condiziona le nostre vite e condiziona anche l’evoluzione del diritto, in tutti i campi, in particolare nel campo del diritto di autore c’è stato sempre uno scontro tra evoluzione tecnologica e del diritto d’autore. Timore degli autori di perdere il controllo del copyright con l’evoluzione tecnologica.

Dematerializzazione dei contenuti oggi i contenuti protetti dal diritto d’autore vengono veicolati in forma digitale, senza la necessità che esista un supporto fisico attraverso cui l’opera venga incisa. Questo fatto comporta vantaggi (pubblicare foto con persone dall’altra parte del mondo, guardare film in streaming) ma anche turbamenti nella protezione del diritto di autore

Differenze tra copia analogica e digitale.

  • La copia analogica: ■ è impossibile per file digitali ■ ha dei costi ■ può prevedere un cambio del supporto, che comporta una perdita di qualità. (musicassetta ha una qualità maggiore rispetto a una musicassetta vuota, e dopo averla usata un po’ di volte, peggiora)
  • la copia digitale: ■ Rapida. Per fare una copia analogica bisogna aspettare il tempo che dura l’opera, la copia digitale invece e più svelta.

■ Costi bassissimi. ■ Disponibilità strumenti. (democratizzazione delle tecnologie con il passare degli anni ci sono sempre più tecnologie avanzate a basso costo e quindi accessibili a tutti.) ■ È una riproduzione esatta dell’originale (qualità 1:1) Democratizzazione delle tecnologie progresso che non fa piacere a chi protegge il diritto d’autore. Tra gli aspetti che hanno reso più semplice la fruizione dei contenuti ma anche più pericolosa la gestione dei diritti d’autore ci sono anche fattori tecnologici come:

  • Sistemi di compressione dei dati (mp3..)
  • Connessioni a banda larga
  • Software p2p

Diffusione delle opere sfugge al controllo dei player (case discografiche, cinematografiche, e quindi i rivenditori). Ai rivenditori si riaffiancano altri sistemi che possono essere illegali (file sharing) o legali (Spotify, Netflix..) Ora i distributori sono gli utenti, che non ne hanno però il diritto. In questo contesto la reazione dei titolari dei diritti d’autore copyright law enforcement: irrigidimento delle normative a tutela del copyright. Fino al 1992 il software in Italia non era protetto dalle leggi sul diritto d’autore. Negli ultimi anni ci sono sanzioni sempre più gravi, che però non funzionano, negli ultimi dieci anni ci sono sempre più norme e sanzioni gravi, ma anche sempre più file scaricati. Se il problema del copyright sono le tecnologie, allora la risposta al problema è da cercare nelle tecnologie: a partire dal 2000 tutte le industrie dei contenuti investono nella ricerca per lo sviluppo del DRM

Tre generazioni di DRM:

  1. Hanno la funzione di veicolare un contenuto informativo che riguarda i diritti su quell’opera
  2. Tutti i sistemi di protezione, ce ne sono moltissimi (sistemi anticopia che impediscono di copiare un contenuto; sistemi che impediscono di accedere ai contenuti, per es un decoder Sky)
  3. Il più moderno e recente, in maniera specifica si presenta come una gestione dei diritti, non una protezione (Skygo puoi installare tot dispositivi, non ti impediscono di vederlo fuori casa, ma ti danno delle limitazioni; Netflix: puoi scaricare film e vederli offline, ma dopo un po’ scadono, in maniera assistita da un DMR che consente di vederlo SOLO dalla loro applicazione)

Ci si è interrogati se il miglioramento dei sistemi di protezione sia legale. Forme a priori: ancora prima che tu commetta l’azione io non te lo faccio fare. Necessità di trovare un punto di equilibrio tra la tutela dei diritti degli autori e i diritti degli utilizzatori. (Fair use doctrine: uso legale dei contenuti). I titolari dei diritti d’autore possono apporre sulle opere delle misure tecnologiche di protezione, a patto che queste siano destinate a impedire o limitare degli atti che non sono autorizzati dai titolari dei diritti. Non posso installare un software che è vietato dal produttore, se il produttore mi vieta di farlo.

Riproduzione privata ad uso personale

Consentita la riproduzione se segue le norme di produzione stabilite. Puoi fare soltanto una copia analogica. La riproduzione non può essere effettuata da terzi, quindi un sito internet che registra determinati programmi per gli utenti non è legale, la registrazione deve essere fatta da chi poi la riproduce. Non posso scaricare qualcosa che è protetto dalle misure tecnologiche

DRM – implicazioni giuridiche I temi riguardano 4 aspetti:

  • Tutela dei consumatori limitazioni alla fruibilità dell’opera: Sony mette in commercio una serie di dischi che hanno un sistema di protezione che per evitare che quel disco venga messo in un computer, viene cifrato. Sony da la chiave di decifrazione a tutti i dispositivi che sono consentiti. Se tu lo metti nello stereo va, se lo mette nel computer e nelle autoradio no perché non ha la chiave. Il problema è che chi compra il prodotto legalmente e lo vuole sentire in macchina o computer on può.
  • Riservatezza degli utenti aspetto più generico che comprende gli altri tre. In che modo può essere una minaccia? Ci sono stati casi particolari: riservatezza – watermarking e sistemi di tracciamento dell’opera. In tutte le città ormai ci sono molte telecamere. Es Netflix sa sempre dove ti trovi e in base a quello ti offre dei programmi. (moderato)

fotografo una foto identica. In questo caso il diritto d’autore non ha svolto un buon lavoro, perché all’autore della foto magari avrebbe fatto piacere vedere la sua foto su un libro famoso)

  • Esigenza di rielaborare le opere altrui. Il diritto di autore funziona bene solo per la prima esigenza. Autori diverse hanno esigenze diverse: autori hanno bisogno di proteggere le loro opere perché già famosi, altri autori, meno conosciuti, hanno bisogno che le loro opere vengano diffuse maggiormente.

Creative commons: common= nell’ordinamento inglese è un bene che non è di proprietà di nessuno, ma che tutti possono utilizzare (pascoli di montagna possono essere utilizzati da tutti). Bene creativo di cui tutti possono beneficiare. Le licenze creative commons (CC) sono un punto di mezzo tra il sistema tradizionale (diritto d’autore: tutti i diritti riservati) e le cose di pubblico dominio. (es. Divina Commedia). Creative commons: per alcune cose devo chiedere all’autore, per altre no. Caratteristiche:

  • Applicabili a tutte le opere dell’ingegno (eccezione software)
  • Molto personalizzabili
  • Facilmente disponibili non c’è bisogno di andare in uno studio legale, non c’è costo
  • Sono un’alternativa al diritto d’autore, che per 80 anni ha sempre avuto caratteristiche standardizzate. Licenze creative commons hanno caratteristiche comune e poi si differenziano per altre cose. Tutte e sei le licenze attribuiscono il diritto di copiare, cambiare il formato (trasformo un file da un formato all’altro), distribuire, esporre, recitare, rappresentare ed eseguire in pubblico l’opera.

Si applicano poi le opzioni delle licenze (restrizioni) che distinguono le sei licenze. Queste sono le opzioni per cui bisogna chiedere all’autore.

• [ Attribution (Attribuzione) non è più un’opzione, ma è diventato un obbligo. Non puoi mai dire che

la opera è tua se non è vero, anche se ti dà l’autorizzazione l’autore. ]

  • Non commercial (Uso non commerciale) se c’è il simbolo del no commercial, si possono fare tutte le cose elencate prima, ma non a scopi di lucro. (se eseguo un’opera teatrale non devo far pagare l’ingresso, se uso una foto come copertina, non posso vendere il libro). Questo non è un divieto assoluto, se io chiedo all’autore e lui me lo permette, allora posso guadagnarci.
  • No derivative works (Non opere derivate) l’uso dell’opera di un’altra persona rielaborandola. Se c’è il simbolo non posso modificare senza l’autorizzazione.
  • Share Alike (Condividi allo stesso modo) mi obbliga a poter fare tutto a condizione che anche la mia opera sia distribuita con la stessa licenza La combinazione di questi tre parametri dà origine a sei differenti licenze:
  • Attribuzione è la più libera, puoi fare tutto a patto che citi l’autore dell’opera.
  • Attribuzione non commerciale
  • Attribuzione opere non derivate
  • Attribuzione non commerciale non opere derivate
  • Attribuzione non commerciale condividi allo stesso modo
  • Attribuzione condividi allo stesso modo L’autore sceglie quali parametri applicare, collegandosi al sito Creative Commons compilando la licenza. Scelti i parametri il sito elabora una licenza in tre formati diversi:
  1. Machine redable: è del codice HTML. Produce un piccolo logo sul quale sono rappresentati i parametri della licenza scelti. Quel logo può essere applicato sulla pagina del sito internet o del social network dove l’opera viene distribuita.
  2. Human redable: viene creato un “foglietto” in cui vengono indicati e rappresentati graficamente i parametri con una spiegazione di essi.
  3. Lawyers redable: un documento usato come supporto normativo, usato da tutti i tribunali. La sede italiana delle CC si trova presso il politecnico di Torino.

Se distribuisco un’opera con una licenzia cc, posso poi cambiare la licenza una volta distribuita l’opera? No perché quando distribuisci un’opera con una licenza, è sempre vincolata a quel regime di diritti. Nessuno riutilizza un contenuto che gira con un tipo di licenza.

Lezione 6

Nomi a dominio e trademarks online

Segni distintivi sono uno dei beni immateriali di maggior significato e valore economico. Classifica dei segni distintivi che nel mondo hanno più valore (slides) ai primi due posti Google e Apple che si scambiano spesso posti. I marchi e i segni distintivi trovano disciplina nel codice della proprietà industriale, che disciplina al suo interno ha anche i brevetti, quindi la protezione delle proprietà industriali. Proprietà industriale comprende: marchi e segni distintivi, indicazioni geografiche, denominazioni di origine, disegni e modelli, invenzioni, modelli di utilità, informazioni aziendali riservate e nuove varietà vegetali.

Acquisto dei diritti Il diritto d’autore non richiede nulla, se non la creazione dell’opera. I diritti di proprietà industriale invece si acquistano mediante brevettazione, mediante registrazione del marchio o negli altri modi previsti dal codice. Prima di ricevere il brevetto avviene un processo in cui si verifica se l’invenzione è effettivamente tale, il processo può durare anche anni. Chi vuole registrare un marchio o un segno distintivo deve effettuare il processo. I segni distintivi non sono solo il marchio, ma anche il nome dell’azienda, le insegne dei negozi e, da qualche anno, il nome a dominio, ovvero i nomi di siti internet.

il marchio è il più importante dei segni distintivi perché nel codice l’80% è dedicato ad essi. Può essere rappresentato come marchio tutto ciò che può essere rappresentato graficamente, ma anche i suoni (es. le Harley hanno il suono registrato, non puoi produrre una moto con lo stesso suono), la forma di un prodotto o della sua confezione, le combinazioni e le tonalità cromatiche. Tutti questi segni devono distinguere i prodotti di un impresa da quelli delle altre imprese, per questo vengono chiamati segni distintivi. (es non registro la parola latte perché è un nome generico e non si distinguerebbe).

Dei marchi esistono due tipi:

  • Figurativi i disegni (loghi Apple, Lacoste), ma anche tutte le parole scritte in un modo particolare (es Coca-Cola)
  • Denominativi parole numeri Differenza: se io registro la parola coca-cola nessuno può usare quella parola, in qualsiasi modo io la registro. Se io registro il marchio denominativo, la protezione è esclusiva solo della parola scritta in quel determinato modo. Quindi conviene registrare la parola come marchio figurativo, per avere più protezione. Tendenzialmente si registrano tutti e due i marchi, perché può darsi che qualcuno copi il marchio figurativo cambiando leggermente la parola, in questo modo se qualcuno vede la parola di sfuggita pensa sia un marchio anziché un altro.

Requisiti per registrare un marchio:

  1. Liceità un marchio deve essere lecito. Non deve essere offensivo.
  2. Capacità distintiva deve farsi riconoscere, diverso dagli altri. Tutti i prodotti che esistono al mondo sono divisi in classi (es. cosmetici, elettronici, abbigliamento..), quando io registro un marchio devo dire in che classe lo voglio registrare. Il principio è che segni distintivi simili non possono essere registrati nella stessa classe, perché perdono la loro capacità distintiva. Non hanno capacità distintiva tutte le parole che sono fortemente descrittive (es senza zucchero non si usa nell’ambito in cui questo termine è distintivo, se lo uso per denominare un cellulare si può, 100% pura lana). Apple (App store) vs Amazon (Amazon App store) dal punto divista figurativo sono distinguibili, ma Apple fa una causa perché sono scritti uguali. Amazon ribatte dicendo che non può impedirglielo perché è privo di capacità distintiva (App abbreviazione di Application e store è generico quindi non registrabile).
  3. Novità non c’è già un marchio registrato che sia simile a quello che voglio registrare. (plurale singolare)

Marchi notori: quando un marchio è famoso non può essere registrato in una classe diversa (es non posso produrre macchine con il logo della Apple anche se non c’entra niente con i cellulari, perché si penserebbe che Apple produce macchine.

b. Idoneo alla descrizione fatta dal venditore (se il venditore mi fa vedere un prodotto che fa una cosa speciale, io devo pretendere che faccia anche quella cosa) c. Presentano qualità e prestazioni abituali di un bene dello stesso tipo (scritte sulla confezione, sentite alla pubblicità) d. Idoneo all’uso che il compratore a dichiarato al venditore quando è andato a comprarlo. (devo usare le forbici per tagliare il filo di ferro e il venditore mi dice che sono adatte) il problema di questo punto è che non c’è niente di scritto, quindi il venditore potrebbe dire di non aver detto niente. Quando il prodotto non risponde ad una di queste cose il consumatore a diritto a:

  • al ripristino senza spese della conformità del bene mediante riparazione o sostituzione, ovvero ad una riduzione adeguata del prezzo o alla risoluzione del prezzo. Il consumatore può chiedere la riparazione o la sostituzione a meno che il rimedio richiesto sia oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso rispetto all’altro. la garanzia non copre degli usi del bene difformi rispetto alla caratteristiche viste prima. La garanzia è data dal venditore e non da produttore. L’unica garanzia legale di 1 anno che esiste avviene nel caso in cui il compratore sia un altro venditore (compro un cellulare per la mia azienda). L’unica eccezione sono i prodotti reperibili
  • Convenzionale (commerciale) una garanzia non obbligatoria e la presta il produttore o il venditore sulla base di quello che lui ritiene da fare come servizi ai clienti. Queste garanzie sono comunque valide

Blog e social network

Condizione di utilizzo del software. Quando qualcuno apre un blog può decidere di

  • appoggiarsi a una piattaforma di blog (Wordpress)
  • registrare un nome a dominio personalizzato. Vale il principio di unitarietà dei segni distintivi per il quale bisogna verificare che il nome non sia in conflitto con marchi o imprese.

Libertà di espressione

Uno dei diritti più importanti delle società democratiche. Il diritto non solo di scrivere o dire, ma anche di esprimere la propria personalità. Non sottostare a limiti nell’esprimersi.

Informazione online vs informazione su carta stampata:

  • La diffusione delle informazioni è molto più ampia rispetto a quella dei media digitali. Internet più o meno arriva ovunque.
  • Semplicità di accesso agli strumenti attraverso i quali viene veicolata l’informazione. (Per essere giornalista devo andare ad una redazione, mentre la rete è molto più libera)
  • L’informazione una volta che entra nel circuito di interne diventa incontrollabile perché non esistono strumenti per eliminare completamente la diffusione.
  • Nonostante queste tre caratteristiche, ancora si ritiene che su internet sia meno grave (il giornalista in tv si comporta in un certo modo, mentre sul suo profilo Twitter scrive tutto ciò che pensa).

Comunicazione online

  • Libertà di espressione riconosciuta dall’articolo 21 della costituzione. Deve essere riconosciuta sia alla parola, sia allo scritto sia a ogni altro mezzo di diffusione. Tutti i diritti possono riconoscere dei limiti: (posso andare ovunque voglio ed è un mio diritto, ma ci sono dei limiti: non posso entrare nelle proprietà private) - Reato di diffamazione a mezzo internet posso dire quello che voglio (es posso dire di un film che è mal interpretato..), ma non posso dire il falso solo perché ho la libertà di espressione e così on posso neanche pubblicarlo si internet. Articolo 595 del codice penale: chiunque comunicando con altre persone offende l’altrui reputazione: - devono esserci più persone perché si parli di diffamazione, perché il reato è l’offesa della reputazione di qualcuno. Diverso dall’ingiuria: offendo una persona e nessuno sente - deve essere individuabile il soggetto diffamato

diffamazione aggravata: il contesto in cui divulgo la notizia è molto ampio (per es su un giornale, alla radio, in tv, in internet, in generale i media) ■ Diritto di cronaca contenuto che sarebbe diffamatorio, ma in questo caso va bene perché è esercizio di diritto di cronaca. Perché sia cosi servono tutti questi requisiti: ■.1.Utilità dell’informazione, se c’è un interesse pubblico (la Coca-cola fa male, se cosi fosse devono saperlo tutti perché la bevono molte persone) ■.2.Verità della notizia, può essere utile ma non vera. Verità putativa: è richiesto un livello di verità piuttosto basso (es giornalista fa una ricerca accurata, gli sembra di aver scritto cose giuste) ■.3.Forma civile dell’esposizione non eccedente nello scopo. Espressa in forme misurate rispetto alle informazioni che so e che sono vere. (arrestato Egiziano… deve esserci una ragione che giustifica il fatto che si dica la nazionalità)

Condotte soggetti terzi

Una persona può essere ritenuta responsabile delle condotte che un soggetto terzo svolge sulla piattaforma che gestisce? (es pubblico un post e qualcuno commenta diffamando qualcuno) io sono responsabile di cancellare il commento? Norma che dice che chi gestisce il proprio blog non è tenuto a controllare quello che pubblicano gli altri, nella misura in cui io non faccio nessuna selezione e rimpaginazione delle cose che pubblicano terzi. Se non tocco i commenti io non son responsabile, salvo che qualcuno mi segnali un commento diffamatorio. Se c’è anche una minima selezione a quel punto devi selezionare tutto e rispondi per tutto quello che c’è scritto.

Lezione 8 06.12. Il concetto di privacy si è molto allargato negli ultimi anni rispetto a quanto si pensa. La legge tutela molte situazioni che non si considerano lesive per la tutela della privacy. Il decreto legislativo 196/03, cioè il codice in materia di protezione dei dati personali, verrà sostituito a maggio dal regolamento europeo del

  1. Il regolamento europeo serve per uniformare in tutta Europa gli stessi principi.

Tutela dell’immagine – per “immagine” si intende la rappresentazione visiva di una persona attraverso una fotografia o un filmato. La disciplina che si applica alla tutela dell’immagine è data dalla somma di tre norme: l’articolo 10 del codice civili e gli articoli dal 96 al 98 della legge sul diritto d’autore. Per immagine si intende la rappresentazione visiva di una persona. Il principio fondamentale è quello della riconoscibilità: sia attraverso il viso (ritratto) o attraverso particolari fisici o meno. Ogni volta che da un’immagine si può capire chi è quella persona, quell’immagine è degna di tutela. Il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il consenso della persona ritratta, salvo casi particolari. In alcuni casi il consenso può essere considerato implicito. Non occorre il consenso della persona ritrattata quando la riproduzione dell’immagine è giustificata

  • dalla notorietà della persona, in contesti pubblici
  • dall’ufficio pubblico coperto, come un poliziotto, un pompiere nell’esercizio delle sue funzioni
  • da necessità di giustizia o polizia (foto segnaletiche)
  • da scopi scientifici, didattici o culturali
  • quando la riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico
  • da eventi svoltisi in pubblico

Diritto alla riservatezza Un dato personale è qualunque informazione attraverso le quali si può identificare una persona: nome, cognome, codice fiscale, registrazione audio se si può capire chi sta parlando, targa dell’auto, gli indirizzi e- mail (anche se pseudonimi). Serve comunque una valutazione specifica caso per caso. I dati sensibili sono dati personali rispetto ai quali sono previste forme di tutela ancora più stringenti: dati idonei a rivelare lo stato di salute di una persona, le attitudini sessuali di una persona, le origini razziali, l’orientamento politico, religioso e filosofico. Non sono ricompresi molti dati di solito compresi tra i dati sensibili come numeri PIN di bancomat.

Uno dei principi fondamentali della normativa è il principio di necessità – non eccedenza nel trattamento dei dati: non esiste una regola sempre valida su quanti dati si possono chiedere e conservare. I dati che possono

“the great Giana Sisters”. Evidente plagio di Mario Bros. La causa la vince la Nintendo, ritirano ovunque il gioco, che gira comunque in versione illegale.

Problema collegato alla distribuzione territoriale dei videogiochi. In Svezia viene bandito un videogioco in cui ragazze combattevano in bikini. Viene bandito non per le donne nude, ma perché la rappresentazione grafica lasciava pensare che le donne fossero minorenni.

Problemi: Mondi virtuali e diritto all’interno di questi videogiochi. In alcuni videogiochi posso cambiare soldi veri in soldi del videogioco. Ci si chiede se c’è una sorta di garanzia. (es. ordino una macchina virtuale ma poi me ne arriva un’altra. La macchina è virtuale, ma i soldi che ho messo sono reali).