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Appunti DSA, disabilita' visiva, disabilità uditiva, Schemi e mappe concettuali di Didattica generale e speciale

Appunti seminario DSA, disabilita' visiva, disabilità uditiva

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2023/2024

Caricato il 06/12/2025

francesca-paola-majoli
francesca-paola-majoli 🇮🇹

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APPUNTI SUL SEMINARIO SUI DSA
Professoressa Urdanch
Disabilità e neurodiversità
Ogni studente suona il suo strumento, non c'è niente fa fare. La cosa difficile è conoscere bene i
nostri musicisti e trovare l'armonia. Una buona classe non è un reggimento che marcia al passo, è
un'orchestra che prova la stessa sinfonia. E se hai ereditato il piccolo triangolo che sa fare solo tin
tin, o lo scacciapensieri che fa soltanto bloing bloing, la cosa importante è che lo facciano al
momento giusto, il meglio possibile, che diventino un ottimo triangolo, un impeccabile
scacciapensieri, e che siano fieri della qualità che il loro contributo conferisce all’insieme.
Siccome il piacere dell’armonia li fa progredire tutti, alla fine anche il piccolo triangolo conoscerà
la musica, forse non in maniera brillante come il primo violino, ma conoscerà la stessa musica.
Daniel Pennac
I bambini sono tutti diversi gli uni dagli altri, ognuno ha la sua storia e arriva dalla sua strada.
“L’abbiamo visto anche noi che con loro la scuola diventa più difficile. Qualche volta viene la
tentazione di levarseli di torno. Ma se si perde loro, la scuola non è più scuola.
È un ospedale che cura i sani e respinge i malati.
Diventa uno strumento di differenziazione sempre più irrimediabile”.
Don Milani, Lettera a una Professoressa
Ma che cos’è lo studio?
Studiare è un particolare tipo di apprendimento intenzionale in cui è richiesto di leggere
attentamente il testo o ascoltare una lezione al fine di comprendere e memorizzare le informazioni
utili per eseguire successivamente una prova
Anderson (1979)
Caratteristiche dello studio
Intenzionalità: implica l’attenzione, la concentrazione e la necessità di avere obiettivi di
apprendimento quanto più possibili chiari e raggiungibili
Autoregolazione: comporta la capacità di saper gestire la propria attività di studio e di
conoscere e applicare le strategie efficaci per apprendere e auto-motivarsi
Queste due componenti rappresentano l'atteggiamento strategico.
Esiste una distinzione fondamentale tra i compiti che svolgiamo:
Compiti associativi: possiamo svolgerne più di uno contemporaneamente. Per esempio:
guidare e parlare, leggere e ascoltare musica, leggiamo e comprendiamo …
Compiti cognitivi: possiamo svolgerne uno solo per volta e richiedono grandi risorse di
attenzione. In presenza di DSA, lettura, scrittura e calcolo sono compiti cognitivi che
avvengono in parallelo (leggo e rileggo, poi comprendo e infine astraggo)
Spesso i bambini DSA a livello emotivo sono spesso caratterizzati da Impotenza appresa ovvero:
Senso di incapacità appreso attraverso esperienza fallimentari vissute come conseguenza
della propria mancanza di abilità
Sensazione di non poter far nulla per evitare il fallimento (tanto non ci riesco)
Difficile attuare strategie meta-cognitive
Ma perché si sviluppa tale impotenza? Secondo Franco Fabbroni gli apprendimenti possono essere
visti come una montagna, tant’è che lui elabora “La montagna degli apprendimenti” dove ci sono:
1. Apprendimenti elementari: memorizzazione e automatizzazione (ne fanno parte la lettura,
la calligrafia, le tabelline, il saper prendere appunti …)
2. Apprendimenti intermedi: comprendere e applicare
3. Apprendimenti superiori: analizzare, sintetizzare, intuire e inventare
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APPUNTI SUL SEMINARIO SUI DSA

Professoressa Urdanch

Disabilità e neurodiversità Ogni studente suona il suo strumento, non c'è niente fa fare. La cosa difficile è conoscere bene i nostri musicisti e trovare l'armonia. Una buona classe non è un reggimento che marcia al passo, è un'orchestra che prova la stessa sinfonia. E se hai ereditato il piccolo triangolo che sa fare solo tin tin, o lo scacciapensieri che fa soltanto bloing bloing, la cosa importante è che lo facciano al momento giusto, il meglio possibile, che diventino un ottimo triangolo, un impeccabile scacciapensieri, e che siano fieri della qualità che il loro contributo conferisce all’insieme. Siccome il piacere dell’armonia li fa progredire tutti, alla fine anche il piccolo triangolo conoscerà la musica, forse non in maniera brillante come il primo violino, ma conoscerà la stessa musica. Daniel Pennac I bambini sono tutti diversi gli uni dagli altri, ognuno ha la sua storia e arriva dalla sua strada. “L’abbiamo visto anche noi che con loro la scuola diventa più difficile. Qualche volta viene la tentazione di levarseli di torno. Ma se si perde loro, la scuola non è più scuola. È un ospedale che cura i sani e respinge i malati. Diventa uno strumento di differenziazione sempre più irrimediabile”. Don Milani, Lettera a una Professoressa Ma che cos’è lo studio? Studiare è un particolare tipo di apprendimento intenzionale in cui è richiesto di leggere attentamente il testo o ascoltare una lezione al fine di comprendere e memorizzare le informazioni utili per eseguire successivamente una prova Anderson (1979) Caratteristiche dello studio

  • Intenzionalità : implica l’attenzione, la concentrazione e la necessità di avere obiettivi di apprendimento quanto più possibili chiari e raggiungibili
  • Autoregolazione : comporta la capacità di saper gestire la propria attività di studio e di conoscere e applicare le strategie efficaci per apprendere e auto-motivarsi Queste due componenti rappresentano l' atteggiamento strategico. Esiste una distinzione fondamentale tra i compiti che svolgiamo:
  • Compiti associativi: possiamo svolgerne più di uno contemporaneamente. Per esempio: guidare e parlare, leggere e ascoltare musica, leggiamo e comprendiamo …
  • Compiti cognitivi: possiamo svolgerne uno solo per volta e richiedono grandi risorse di attenzione. In presenza di DSA, lettura, scrittura e calcolo sono compiti cognitivi che avvengono in parallelo (leggo e rileggo, poi comprendo e infine astraggo) Spesso i bambini DSA a livello emotivo sono spesso caratterizzati da Impotenza appresa ovvero:
  • Senso di incapacità appreso attraverso esperienza fallimentari vissute come conseguenza della propria mancanza di abilità
  • Sensazione di non poter far nulla per evitare il fallimento (tanto non ci riesco)
  • Difficile attuare strategie meta-cognitive Ma perché si sviluppa tale impotenza? Secondo Franco Fabbroni gli apprendimenti possono essere visti come una montagna, tant’è che lui elabora “La montagna degli apprendimenti” dove ci sono:
  1. Apprendimenti elementari : memorizzazione e automatizzazione (ne fanno parte la lettura, la calligrafia, le tabelline, il saper prendere appunti …)
  2. Apprendimenti intermedi : comprendere e applicare
  3. Apprendimenti superiori : analizzare, sintetizzare, intuire e inventare

I DSA presentano maggiori difficoltà negli apprendimenti elementari: nella memorizzazione e nell’automatizzazione; ciò non è dovuto alla mancanza di volontà, ma a una neuro-diversità e, se non si lavora sulla compensazione di tali apprendimenti, non si potrà mai sapere si possono raggiungere anche quelli successivi. Gli apprendimenti elementari sono: leggere, termini specifici, procedure, ortografia, scrivere, calligrafia, formule, calcoli, tabelline, appunti, poesie a memoria. La didattica inclusiva è la “Didattica delle tre C” in quanto si basa sul:

  1. Sapere con che cosa si deve insegnare (materiali, sussidi, strumenti)
  2. Sapere come si deve insegnare (quali sono i metodi didattici)
  3. Sapere cosa si deve insegnare (quali sono i contenuti) Quando scriviamo un testo dobbiamo tenere conto che i DSA hanno dimostrato che per i Font :
  • Le persone con dislessia hanno maggiore facilità nel leggere caratteri sans-serif (ovvero senza grazie) in quanto le grazie variano la forma della lettera.
  • I trattini ascendenti e discendenti in alcune lettere (p, u, b, d, …) dovrebbero essere enfatizzati
  • La dimensione del carattere deve essere uguale o superiore a 12 pt
  • Usare caratteri non monospaziati, cioè le lettere strette come la “i” devono occupare meno spazio delle lettere più larghe. Es. aeiou → non va bene / aeiou → va bene Per questo è necessario e importante usare caratteri ad alta leggibilità all'interno dei testi. Questi bambini hanno bisogno di capire molto meglio quali sono le Fasi dello studio. Dobbiamo ricordarci che il testo scritto non dev'essere l'unica fonte di apprendimento. I bambini devono arrivare al testo scritto già strutturati cognitivamente. Abbiamo quindi più fasi dello studio:
  • pre-lettura: bisogna richiamare alla mente tutto quello che si sa sull’argomento (fare come l’elefante); esplorare il testo con uno sguardo, leggere il titolo e le parole in evidenza e osservare bene le figure (fare come il falco); usare gli indizi raccolti e quello che si sa già per preveder di cosa parlerà il testo (fare come il segugio). Costruire uno scheletro cognitivo: creare un anticipatore cognitivo usando solo indici testuali, che poi può diventare molto velocemente una mappa (fonte di apprendimento)
  • elaborazione
  • sintesi
  • conservazione e recupero Per lavorare sulla PRE-LETTURA si devono creare degli SCHELETRI/ANTICIPATORI COGNITIVI che mi servono a ricavare le informazioni di cui si parla nel testo, ancora prima di leggerlo, utilizzando gli indici testuali, ovvero elementi grafici già contenuti nel libro che ci anticipano e orientano nel testo e che loro devono assolutamente considerare (titoli, immagini, sottotitoli, parole in grassetto, i box e le parole chiave). Se non avranno già uno scheletro cognitivo prima di affrontare il testo, tutte le loro energie andranno alla lettura tralasciando la comprensione. Gli anticipatori cognitivi permettono di orientare gli alunni nella discriminazione delle informazioni principali; in questo modo si insegna loro a GERARCHIZZARE le informazioni (imparare a gerarchizzare è fondamentale per riuscire a prendere appunti). Possono essere usati in diversi modi, per esempio prima della lezione, mentre insegnante scrive alla lavagna e per prendere appunti. Storia di Lino il contadino; nella linea del tempo si usano solo termini ad alta frequenza , infine creo delle mappe iconografiche dove i vocaboli ad alta frequenza sono affiancati delle immagini. Con il vocabolario di termini ad alta frequenza si fa un lavoro di accesso lessicale, non tutti i termini infatti sono accessibili allo stesso modo (es. mamma, madre, genitrice). Inoltre è fondamentale insegnare a questi ragazzi a comprendere e risolvere un problema: si parte da un testo con un carico cognitivo decisamente inferiore da quello reale. Si insegnano i processi, i meccanismi per arrivare a risolvere un problema: si trovano i dati utili, i dati inutili, la domanda del problema e cosa bisogna trovare, formula per trovare i dati mancanti e gli strumenti utili. Sfruttando una tabella compensativa è possibile guidare lo studente nella selezione delle informazioni salienti di un testo del problema, favorendo quindi sia gli aspetti attentivi che gli aspetti di gestione del tempo.
  1. Comprensione : A causa delle difficoltà sopra indicate la comprensione del testo spesso non risulta adeguata. Si verifica se il bimbo comprende meglio se a leggere è qualcun altro. In questo periodo si sta dibattendo se inserire il disturbo della comprensione del testo (DCT) come categoria a sé, date le sue cause.
  • DISORTOGRAFIA : Difficoltà nell’ortografia. Gli stessi errori sopra descritti. Si presenta anche la scrittura speculare di alcune lettere. Sono disturbi che riguardano in modo specifico , quindi soltanto e in modo prevalente, gli apprendimenti scolastici. Esistono tuttavia alcuni disturbi impliciti che sono predittivi dei DSA. Lettura, scrittura e calcolo sono ABILITÀ che ad un certo punto diventano automatizzazione (caratteristiche dell’automatizzazione: rapidità , efficienza e minimo controllo ). Un bimbo DSA non è rapido, deve mantenere un grande controllo in quello che fa e, nonostante ciò, non è efficiente. Difficoltà più grandi nei DSA pertanto stanno nel:
  • Memoria di lavoro
  • Processamento sequenziale (diamo le mappe sequenziali; es. parentesi tonde, quadre, graffe)
  • Attenzione visiva
  • Accesso al significato/comprensione: cerchiamo di utilizzare una parola ad alta frequenza e, se ciò non è possibile, assicuriamoci che comprendano il significato del termine usato La dislessia comporta difficoltà in:
  • Leggere rapidamente
  • Leggere parole nuove
  • Memoria di lavoro verbale
  • MBT Sequenziale
  • Recupero dell’etichetta verbale
  • Apprendimento fonologico delle nuove informazioni verbali (parole nuove e in lingua straniera)
  • Calcolo a mente. I bambini normo-lettori mettono il 100% delle risorse cognitive, la loro fatica è distribuita pressoché così: lettura 10% e comprensione 90%. I bambini dislessici mettono il 100% delle risorse cognitive e la loro fatica è distribuita pressoché così: lettura 95% e comprensione 5% (non incalzateli sulla lettura, non è colpa loro); non è l’esercizio a far migliorare un bambino DSA. Il ragazzo con un DSA è intelligente (QI superiore ad 80, è nella norma), ma carente nei PROCESSI “BASSI”, quelli cioè che NON HA AUTOMATIZZATO, ciò avviene per qualunque compito del sistema nervoso centrale: linguaggio, calcolo, attenzione, memoria, movimento, ecc… Le difficoltà “oltre” lettura, scrittura e calcolo:
  • Difficoltà nel riconoscere destra e sinistra
  • Difficoltà a ricordare alfabeto, giorni della settimana, mesi, stagioni…
  • Difficoltà a ricordare tavole, formule, nomi specifici, luoghi, date…
  • Difficoltà di orientamento visuo-spaziale (es. orologio)
  • Fatica nella coordinazione visuo-motoria (es. copia)
  • Difficoltà nella motricità
  • Difficoltà espositive (es. c’era la tipa...)
  • Accesso lessicale limitato
  • Difficoltà nello spelling
  • Fatica nell’organizzazione (cartella, diario, materiale scolastico, …)
  • Scarsa fiducia in sé e autostima I disturbi specifici dell’apprendimento sono dentro i bisogni educativi speciali (BES). Nel dicembre 2012 il ministero dell’istruzione ha tentato di fare una rivoluzione affermando che ci sono bambini che hanno bisogno di una mano anche se non hanno disturbi specifici dell’apprendimento, e quindi una diagnosi, ma hanno degli svantaggi. I Bisogni educativi speciali divisi in 3 grandi sotto-categorie: 1. Disabilità (legge 104) → sono i ragazzi con il PEI
  1. Disturbi evolutivi specifici : DSA, ADHD, deficit del linguaggio, problematiche aree non verbali (es. disturbo della coordinazione motoria)→sono i ragazzi con il PDP obbligatorio
  1. Svantaggio : socio-economico, linguistico, culturale. Si tratta di ragazzi privi di diagnosi, ma che presentano delle difficoltà dovute a fattori esterni. → sono i ragazzi con il PDP facoltativo (è a discrezione del consiglio di classe decidere se farlo o meno). Il disturbo dell’apprendimento è di origine costituzionale e si caratterizza per essere:
  • Innato : familiarità del deficit; indicatori precoci di rischio
  • Resistente all’intervento : deficit permane anche dopo ripetuti interventi didattici
  • Resistente all’automatizzazione : non migliora la velocità con l’esercizio La difficoltà di apprendimento invece è legata più a condizioni ambientali esterne (aspetti educativi, didattici, socio-culturali) e a variabili interne dell’alunno (fattori emotivi e motivazionali, ecc…). Spesso è un ritardo di apprendimento e migliora in seguito a interventi adeguati. Le tre immagini del campo: la prima: giustizia (=a ognuno la stessa cosa), la seconda: l’equità (=do a ognuno ciò di cui ha bisogno), la terza: impronta bio-psicosociale (è la società che si adegua alle caratteristiche delle persone). Prerequisiti di base: quali sono e come potenziarli Don Milani diceva che: “Se si perde loro (gli ultimi) la scuola non è più scuola. È un ospedale che cura i sani e respinge i malati.” (lettera ad una prof.) “Quando avete buttato nel mondo d'oggi un ragazzo senza istruzione avete buttato in cielo un passerotto senza ali” (la parola fa eguali) “La scuola ha un problema solo. I ragazzi che perde. La vostra “scuola dell'obbligo” ne perde per strada 462.000 l'anno. A questo punto gli unici incompetenti di scuola siete voi (insegnanti) che li perdete e non tornate a cercarli.” (lettera ad una prof.) “Non c'è nulla che sia ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali.” (lettera ad una prof.) La grande difficoltà sta nel creare un sistema formativo in cui ogni singola scuola sia in grado di articolare, in modo differenziato, la propria azione funzione delle differenze nell'apprendimento. La scuola dell'infanzia non è una copia in piccolo della scuola primaria, ma è un sistema didattico che ha le proprie caratteristiche peculiari. Importanza del ruolo della scuola dell’infanzia:
  • Luogo per cogliere le modalità di espressione;
  • Terreno per la prevenzione e la progettazione. Lo scopo della scuola dell'infanzia e fornire un bagaglio di socialità e di basilare coscienza di sé. NB: Nella scuola dell’infanzia dovrebbe essere un continuo laboratorio di valutazione le precursori critici con particolare attenzione alla lettura, alla scrittura, all'uso dei numeri/calcolo. Una definizione di apprendimento: “L'apprendimento non è l'esito di un processo di stimolo-risposta, ma un processo di integrazione, di molteplicità, di informazioni nella mente umana.” (G. Chiosso) Ma esiste un solo tipo di apprendimento? No! L’apprendimento può essere:
  • Esplicito (o dichiarativo): ad esempio apprendimenti scolastici
  • Implicito (o procedurale): ad esempio la locomozione e il linguaggio Se non si ha un apprendimento implicito adeguato, poi si fa molta fatica ad avere un apprendimento esplicito, ovvero agli apprendimenti scolastici. Le maestre della scuola dell’infanzia sono fondamentali in questo processo perché hanno la possibilità del contatto quotidiano prolungato che mette le insegnanti delle scuole dell’infanzia in una situazione privilegiata per osservare il naturale e spontaneo modo di agire dei bambini e i processi di apprendimento. Gli apprendimenti impliciti si possono notare quando il bambino si comporta in modo spontaneo. Quindi nella scuola dell'infanzia è necessario che il bambino possa “costruire” le abilità indispensabili per gli apprendimenti. Quindi costruire ciò che gli servirà dopo. “Perché la forbice si apre già nella scuola dell'infanzia…” ad esempio i bambini che manifestano problemi nel linguaggio, spesso predittivi di difficoltà di apprendimento, necessitano di un'azione mirata. Bisogna sapere individuare, e saper poi attuare strategie e poi condividere le nostre osservazioni.
  • omette suoni o parte di parole
  • sostituisce suoni e lettere
  • difficoltà in compiti di MBT
  • difficoltà in compiti metafonologici Difficoltà in generale:
  • di orientamento nel tempo scuola
  • nell’esecuzione autonoma delle attività della giornata
  • ad orientarsi nel tempo prossimale (ieri, oggi, domani) La Memoria a breve termine è un sistema che consente il mantenimento e la manipolazione delle informazioni durante l'esecuzione di vari compiti cognitivi (verbale o visuo-spaziale). La Memora fonologica a B.T. consente:
  • Conservare in memoria i fonemi
  • mantenere l'informazione per costruire la rappresentazione globale della parola Potenziare la MBT attraverso:
  • Memorizzare sequenze di suoni, lettere e ho parole aumentando il tempo di ritenzione e la lunghezza dello stimolo.
  • Riprodurre suoni anche musicali
  • elencare una serie di nomi e chiedere al bambino oralmente o indicando sul foglio la parola detta per prima, seconda, o per ultima
  • esercizi di segmentazione e fusione. La ricerca internazionale ha documentato un forte legame tra DSA e DSL (disturbo specifico del linguaggio). Per questo motivo è importante non sottovalutare eventuali disturbi del linguaggio contando sulle capacità di ripresa del bambino. Altri Indicatori di rischio del DSL sono:
  • Famigliarità per ritardo/disturbo di linguaggio
  • presenza di otiti ricorrenti nei primi due anni di vita
  • difficoltà di comprensione del linguaggio verbale
  • produzione inferiore alle 10 parole a 24 mesi
  • produzione inferiore alle 50 parole e assenza di combinazione di almeno due parole ai 30 mesi Tappe dello sviluppo linguistico : indici predittivi disturbi di linguaggio (Volterra e Bates, 1995; Bates, 2002)
  • Assenza della lallazione , prima vocalica poi consonantica dai 5 ai 10 mesi
  • assenza di utilizzazione dei gesti , sia deittici che referenziali, a 12-14 mesi
  • mancata acquisizione di schemi d'azione con oggetti a 12 mesi
  • vocabolario ridotto (meno di 20 parole a 18 mesi e meno di 50 parole a 24 mesi)
  • Assenza o ridotta presenza di gioco simbolico tra i 24-30 mesi (→scuola dell’infanzia)
  • ridotta presenza di sequenza di gioco simbolico tra i 30 e i 40 mesi
  • ritardo nella comprensione di ordini non contestuali e che implicano una decodifica linguistica a 24-30 mesi La scuola dell'infanzia è una palestra per allenare e rinforzare la riflessione sul linguaggio.
  • Fonologia : organizzazione dei suoni all'interno delle parole
  • Pragmatica : uso della lingua
  • Semantica : piano lessicale
  • Grammatica : struttura della frase (morfologia + sintassi) La Metafonologia è un fondamentale processo cognitivo in cui si richiede al bambino di rivolgere la sua attenzione all'aspetto acustico dell'informazione. L’informazione acustica che viene analizzata e tradotta in codice grafico. L’attività Metafonologica sviluppa nel bambino la capacità di scomporre le frasi in parole, le parole in sillabe e queste ultime in fonemi. La divisione sillabica e naturale nel bambino e viene appresa senza insegnamento intorno ai 4 anni, perché le sillabe hanno valore fonico (pa-ta-ta); il fonema è privo di questo valore risultando una entità astratta, quindi deve essere insegnato-appreso.

La competenza metafonologica può essere:

  • Globale : relativa agli aspetti sillabici del linguaggio (BA – PO – TU ecc…) PA come Palla, SO come Sole
  • Analitica : relativa agli aspetti fonemici del linguaggio B/P/T/ ecc… P come Palla, S come Sole Esempio di fusione sillabica: me-la → mela Esempio di fusione fonemica: m-e-l-a → mela Dobbiamo esercitare l'orecchio a percepire (ricezione fonetica) ed esercitare la bocca a produrre (produzione fonetica). Intervento metafonologico: le competenze metafonologiche sono evocabili tramite un intervento linguistico semplice e didatticamente efficace.
  • Segmentare le parole
  • Ricomporre le parole
  • Classificare le parole per lunghezza
  • identificare il suono iniziale o finale della parola
  • riconoscere le rime NB: queste attività nella scuola dell’infanzia e nel primo periodo della primaria sono normalissime, tant’è che vengono svolte giornalmente, l’unica accortezza che dobbiamo avere è quella di stare attente a quei bambini che non riescono a svolgerle. Classificare le parole per lunghezza: dare al bambino un riferimento visivo serve a fargli capire che la lunghezza della parola si conteggia in sillabe, slegando il significato lessicale e agendo in modo metacognitivo sul linguaggio. La consapevolezza fonologica è un'abilità che permette di:
  • Identificare
  • Classificare
  • Segmentare Segmenti fonologici della parola
  • Fondere
  • Manipolare in pratica si tratta dell’apprendimento di lettura e scrittura Le attività hanno l'obiettivo di incuriosire e motivare i bambini verso il linguaggio scritto, usando come canale la comunicazione sia essa verbale, che grafica corporea, che sul filo iconico eccetera. Hanno anche lo scopo di favorire la consapevolezza metalinguistica e fonologica. Facciamo degli esempi:
  • appello con cartellone con i nomi e cognomi e le foto dei bambini in stampato maiuscolo (chi è presente, chi è assente, ricercare gli amici, spostare l'ordine dell'elenco, uso del numero, quanti ci sono e quanti no). Gli incarichi: aiutanti cartellone e uso di altre strisce con nome e cognome dei bambini.
  • Calendario situazione meteorologica: viene aggiunta una piccola striscia quella condizione meteorologica: sereno, poco nuvoloso, piovoso, nebbioso, nevoso.
  • Manù giornaliero in schede o strisce: viene scritto il menù in strisce e la prima proposta è di dividere le strisce per numero di parole e per scoprire ciò possono essere usare i passi, i salti, il conto sulle dita, una parola un passo. Si tiene il conto delle strategie che ogni bambino usa per individuare la striscia del menù richiesto.
  • Supermercato: manipolazione del materiale portato da casa. Idee, ipotesi sul contenuto (tonno fagioli riso eccetera) e perché potrebbe essere scritto in un posto invece che in un altro. Ipotesi di lettura: avviare bambini verso il concetto di stabilità: prerequisito importante della letto-scrittura.
  • Fogli con scritte: comunicazioni intra ed extra scolastiche dove bambini cercano nuovi modi per comunicare: ritagli di giornale, immagini di riviste, fotografie proprie e del loro compagni, disegno, scrittura eccetera. (ho una rivista e chiedo dove sono le cose per la torta)

Un progetto italiano di questo tipo per l'identificazione precoce delle difficoltà di apprendimento e l’IPDA (Terreni et al., 2001, Erickson, Trento): un questionario osservativo per l'identificazione precoce delle difficoltà di apprendimento che si avvale di un questionario composto da 43 items suddivisi in due sessioni (abilità generali e abilità specifiche) che deve essere compilato per gli insegnanti nell’ultimo anno della scuola materna. Perché una batteria di approfondimento? Verificare se i casi risultati a rischio al questionario lo siano effettivamente: è quindi utile per rilevare i possibili casi di falsi positivi. Ottenere una precisa definizione dei profili individualizzati dei bambini, sulla base dei quali poter ipotizzare interventi mirati e specifici. La struttura del questionario consente agli insegnanti di sfruttare appieno tutte le informazioni che possono raccogliere nell’interazione quotidiana con i bambini. Dalla scuola dell'infanzia alla scuola primaria (profilo in uscita): Al termine del percorso triennale della scuola dell'infanzia, è ragionevole attendersi che ogni bambino abbia sviluppato alcune competenze di base che strutturano la sua crescita personale:

  • riconoscere ed esprimere le proprie emozioni, è consapevole di desiderio e paura, avverte gli stati d'animo propri e altrui
  • ha un positivo rapporto con la propria corporeità, ha maturato una sufficiente fiducia in sé, è progressivamente consapevole delle proprie risorse e dei propri limiti, quando occorre sa chiedere aiuto
  • manifesta curiosità e voglia di sperimentare, interagisce con le cose, l'ambiente e le persone, percependone le reazioni ed i cambiamenti
  • condividere esperienze e giochi, utilizza materiali e risorse comuni, affronta gradualmente i conflitti e ha iniziato a riconoscere le regole del comportamento nei contesti privati e pubblici
  • ha sviluppato l'attitudine a porre e a porsi domande di senso su questioni etiche e morali
  • coglie diversi punti di vista, riflette e negozia significati, utilizza gli errori come fonte di conoscenza.
  • sa raccontare, narrare, descrivere situazioni ed esperienze vissute, comunica e si esprime con una pluralità di linguaggi, utilizza con sempre maggiore proprietà la lingua italiana
  • dimostra prime abilità di tipo logico, inizia ad interiorizzare le coordinate spazio-temporali e ad orientarsi nel mondo dei simboli, delle rappresentazioni, dei media, delle tecnologie
  • rileva le caratteristiche principali di eventi, oggetti, situazioni, formula ipotesi, ricerca soluzioni a situazioni problematiche di vita quotidiana
  • è attento alle consegne, si appassiona, porta a termine il lavoro, diventa consapevole dei processi realizzati e li documenta
  • si esprime in modo personale, con creatività e partecipazione, è sensibile alla pluralità di culture, lingue, esperienze Soffermiamoci sul profilo affrontando tutte le parole significative:
  • Emozioni (alfabetizzazione emotiva: espressione a gestione…)
  • Corporeità (linguaggio del corpo non solo motricità)
  • consapevoli risorse e limiti e sa chiedere aiuto
  • curiosità (motivazione intrinseca)
  • condivisione esperienze giochi
  • conflitti
  • riconoscere le regole
  • porsi domande di senso
  • cogliere diversi punti di vista
  • Negoziare significati
  • utilizzare gli errori È importante una documentazione il cui scopo della documentazione:
  • Per le insegnanti: serve il processo di auto-chiarificazione e di confronto, serve a mettere a fuoco anche i problemi, e punto di partenza per il lavoro futuro. Una documentazione testimonia che l'azione educativa e didattica è un'attività pensata.
  • per i bambini: la documentazione contiene le loro tracce, i loro passi, le loro azioni. I bambini possono rivedersi, riconoscersi, interrogarsi sulla propria identità.
  • per le famiglie: i genitori diventano consapevoli delle scelte didattiche effettuate, la documentazione è un ponte forte fra la scuola e la famiglia Rubrica valutativa per la descrizione della comprensione metafonologica globale.