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La Festa di San Firmino: Tradizione e Storia a Pamplona - Prof. Federici, Appunti di Lingua Inglese

Appunti libri + lezioni Federici+ Lettorato primo parziale inglese

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 21/12/2020

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Festa di San Firmino
Il percorso si svolge a Pamplona lungo le strade della parte vecchia della città. Inizia dai recinti degli animali,
alla base della salita di Santo Domingo, salendo verso la Plaza Consistorial (Piazza del municipio) e girando
verso via Mercaderes, per accedere a calle Estafeta che conduce infine per il tratto di Telefonica fino alla
strettoia (Callejón), che porta alla Plaza de Toros. L'itinerario originale terminava nella Plaza del Castillo, ed
è cambiato nella storia, dato che fu nel 1856 la prima volta che si corse lungo la via chiamata Estafeta.
L'angolo tra Mercaderes ed Estafeta è un luogo molto conosciuto ed ambito dai fotografi, in quanto i tori
tendono a scivolare lungo l'esterno della curva. La via Estafeta è il tratto retto più lungo dell'encierro.
Il 6 luglio, a mezzogiorno, nella piazza del municipio cominciano i festeggiamenti con il lancio del chupinazo,
o txupinazo, come scrivono i baschi: il razzo che annuncia ľinizio della festa. Il razzo viene lanciato da una
persona (solitamente in rappresentanza di un'associazione) eletta dagli abitanti di Pamplona nel mese di
giugno.
Prima di accendere la miccia la persona designata urla dal balcone del municipio una formula ben precisa
che recita:
"Pamplonesas. Pamploneses. Irundarrak. ¡Viva San Fermín! (¡Viva!) Gora San Fermín! (Gora!)".
Quindi comincia la festa generale.
Una delle attività più famose dei Sanfermines è l'“Encierro”, che consiste in una corsa di tori di circa 800
metri che ha come punto di arrivo la plaza de toros. L'encierro avviene ogni giorno tra il 7 e il 14 luglio alle
otto del mattino, con una durata media tra i tre e i quattro minuti.
Tutto ha termine il 14 luglio a mezzanotte quando un gruppo di pamplonesi si riunisce nella piazza del
municipio per concludere la ricorrenza. Il sindaco esce dal balcone del municipio e ringrazia gli assistenti per
la partecipazione ai festeggiamenti in onore del Santo Patrono. Il momento culminante è costituito da una
salva finale lanciata dalla vicina plaza de los Burgos, mentre i presenti portano candele accese e intonano il
breve canto finale che recita:
(ES)
«Pobre de mí, pobre de mí, que se han acabado las fiestas de San Fermín. Pobre de mí, pobre de mí, que se
han acabado las fiestas de San Fermín.» (IT)
«Povero me, povero me, che sono finite le feste di San Firmino. Povero me, povero me, che sono finite le
feste di San Firmino.»
La corsa dei tori, per quanto tradizionale, ha un lato tragico: dal 1910 al 2009 sono 16 le persone che hanno
perso la vita e 1.300 i feriti; c’è chi cade, chi viene incornato, chi viene spintonato o travolto nella corsa.
Tantissime negli anni sono state le manifestazioni degli animalisti che sono ricorsi a mezzi più espliciti per
porre fine ad una tradizione che mette a rischio la vita dei partecipanti e dei tori.

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Festa di San Firmino Il percorso si svolge a Pamplona lungo le strade della parte vecchia della città. Inizia dai recinti degli animali, alla base della salita di Santo Domingo, salendo verso la Plaza Consistorial (Piazza del municipio) e girando verso via Mercaderes, per accedere a calle Estafeta che conduce infine per il tratto di Telefonica fino alla strettoia (Callejón), che porta alla Plaza de Toros. L'itinerario originale terminava nella Plaza del Castillo, ed è cambiato nella storia, dato che fu nel 1856 la prima volta che si corse lungo la via chiamata Estafeta. L'angolo tra Mercaderes ed Estafeta è un luogo molto conosciuto ed ambito dai fotografi, in quanto i tori tendono a scivolare lungo l'esterno della curva. La via Estafeta è il tratto retto più lungo dell'encierro. Il 6 luglio, a mezzogiorno, nella piazza del municipio cominciano i festeggiamenti con il lancio del chupinazo, o txupinazo, come scrivono i baschi: il razzo che annuncia ľinizio della festa. Il razzo viene lanciato da una persona (solitamente in rappresentanza di un'associazione) eletta dagli abitanti di Pamplona nel mese di giugno. Prima di accendere la miccia la persona designata urla dal balcone del municipio una formula ben precisa che recita: "Pamplonesas. Pamploneses. Irundarrak. ¡Viva San Fermín! (¡Viva!) Gora San Fermín! (Gora!)". Quindi comincia la festa generale. Una delle attività più famose dei Sanfermines è l'“Encierro”, che consiste in una corsa di tori di circa 800 metri che ha come punto di arrivo la plaza de toros. L'encierro avviene ogni giorno tra il 7 e il 14 luglio alle otto del mattino, con una durata media tra i tre e i quattro minuti. Tutto ha termine il 14 luglio a mezzanotte quando un gruppo di pamplonesi si riunisce nella piazza del municipio per concludere la ricorrenza. Il sindaco esce dal balcone del municipio e ringrazia gli assistenti per la partecipazione ai festeggiamenti in onore del Santo Patrono. Il momento culminante è costituito da una salva finale lanciata dalla vicina plaza de los Burgos, mentre i presenti portano candele accese e intonano il breve canto finale che recita: (ES) «Pobre de mí, pobre de mí, que se han acabado las fiestas de San Fermín. Pobre de mí, pobre de mí, que se han acabado las fiestas de San Fermín.» (IT) «Povero me, povero me, che sono finite le feste di San Firmino. Povero me, povero me, che sono finite le feste di San Firmino.» La corsa dei tori, per quanto tradizionale, ha un lato tragico: dal 1910 al 2009 sono 16 le persone che hanno perso la vita e 1.300 i feriti; c’è chi cade, chi viene incornato, chi viene spintonato o travolto nella corsa. Tantissime negli anni sono state le manifestazioni degli animalisti che sono ricorsi a mezzi più espliciti per porre fine ad una tradizione che mette a rischio la vita dei partecipanti e dei tori.