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Appunti presi dalle lezioni della prof.ssa Lorenzetti Sara per Letteratura di viaggio mod B anno accademico 2022/2023
Tipologia: Appunti
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Complessità e vastità della materia:
Esempi tipici, paradigmatici, sono:
è un’esperienza, così importante/fondante in generale per noi e così comune facciano; riferimento sempre al viaggio nel linguaggio per altre esperienze Qualcosa che non riusciamo a descrivere -> usiamo allora la metafora del viaggio es. anche spiritualmente, quando “ci si avvicina a Dio” Trasformazione sociale (ricordiamo l’Esodo), anche il paese d’arrivo, si innescano delle dinamiche completamente nuove; quindi anche fonte di socialità (ad oggi i viaggi in solitaria o con persone già conosciute, sennò nuove conoscenze) ANTICHITÀ
Guido Gozzano “ Verso la cuna del mondo ”: lirica del primo ‘900, non proprio crepuscolarismo, anche testi dedicati alle farfalle, morirà giovanissimo. Viaggio tutto filtrato dai modelli letterari: moda esotismo, cita altri scrittori che hanno fatto viaggi, cambia itinerari e giorni per creare un viaggio ideale (modificò molto questi appunti); non racconta le effettive esperienze che vive. Clerici -> fluidità e instabilità delle scritture periegetiche Scelte stilistiche ed espressive:
Sin dall’antichità il viaggio è una prova che comporta una perdita ma anche un’acquisizione: all’eroe si rivela qualcosa che già gli apparteneva Cfr con Burke -> “una morte fantastica” -> una parte che abbiamo lasciato ma abbiamo fatto posto eravamo “altri”, fatto altre scelte Nel Medioevo punizione perché partenza per scontare i peccati (oggi nel cristianesimo si parla di fioretto o preghiera per questo scopo). Si trattava di un viaggio spirituale, non turistico, ma anche una CURA conduce al viaggio spirituale. Viaggio per conoscersi, per crescere, mi pongo vicino ad esperienze nuove, mi fa conoscere. Modo per capire come reagiamo se sappiamo affrontarsi e come. Alcuni studiosi (etimologia ricostruita) -> ipotesi da linguisti Cfr da tedesco -> “Fahrer” e “Erfahung” (fare esperienza) inglese -> “travel” da “travail” dal latino “tripalium”, strumento di tortura (dal latino medievale) Argomento che mi fa parlare del viaggio come formazione -> argomentazione linguistica Riflessioni di Luigi Marfé
Non tanto alle bellezze naturali, ma un paesaggio “lavorato”, con opere dell’uomo, con la presenza antropica. Poche descrizioni paesaggistiche, ma lo attrae paesaggi che si rivelano essere lavorati/opera dell’uomo. Presenza umana che si fonde con la natura -> es. vallata alpina No interesse verso paesaggi in tempesta/selvaggi. Sono più amati dagli autori preromantici [confronto con i romantici: no locus amenos , piuttosto è un buon esempio il “ Viandante sul mare di nebbia ”, paesaggio desolato. Sublime: natura impervia, sentimento di sproporzione, sentimento davanti all’infinita potenza della natura, provoca un sentimento di paura (“il cor si spaura”). Corrispondenza fra stato d’animo e paesaggio es “ Ultime lettere di Jacopo Ortis ”: ultimo bacio con l’amata e descrive di vedere le ninfe con paesaggio fiorito] (testi di Montaigne)
lasciar decantare il sentimento. Se il sentimento un po’ si placa allora è possibile esprimere l’arte un po’ più rispetto al livello formale (più simile a quello classico)
Approccio che porti l’uomo a conoscere tutta la realtà. L’arte è una parte di un programma di osservazione che è a tutto tondo: arte + natura + costume In Goethe è una natura alla quale getta uno sguardo asettico, preciso (completamente diversa dalla visione roussoniana, per cui la natura è madre, originaria pura e buona. Vicini allo stato di natura i primitivi e i bambini cfr con Leopardi bambini felici – pessimismo cosmico). Goethe guarda invece la natura in modo tecnico e oggettivo, quindi con un’ottica nuova, moderna. Riporta novità botaniche, caratteristiche mineralogiche, caratteristiche del terreno (es vulcano: descrive la lava che si solidifica). Non c’è una mitizzazione, non c’è il filtro dei sentimenti. Goethe descrive anche l’orto botanico di Padova. “lisciva” = termine tecnico che troviamo nel testo quando Goethe parla dell’abitudine di lavare lenzuola ecc. con acqua e cenere. Il sapone già esisteva, ma in Italia si usava molto questo metodo per lavare i panni. Sistema della rotazione della coltura -> tecnica introdotta a partire dal Trecento in poi.
LETTERARIO perché non è stato scritto da Ossian, ma sono canti popolari rielaborati). Opera del momento, citata anche ne “ Le ultime lettere di Jacopo Ortis ” e in Goethe. Tradotta in moltissime lingue EPOCA III, cap. IX